Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 816 del 29/11/2000
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(Esame dell'articolo 4 - A. C. 5051)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4, nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - 5051 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

SERGIO FUMAGALLI, Relatore. Il parere è contrario sugli emendamenti Edo Rossi 4.3 e Pagliuzzi 4.6, mentre invito il collega Mazzocchi a ritirare il suo emendamento 4.1.
Il parere è contrario sugli emendamenti Mazzocchi 4.2, Landi di Chiavenna 4.7 e 4.8, Edo Rossi 4.4, Mazzocchi 4.12, nonché sugli identici emendamenti Landi di Chiavenna 4.9 e Deodato 4.11.
Esprimo infine parere favorevole sull'emendamento Landi di Chiavenna 4.10 e contrario sull'emendamento Pagliuzzi 4.5.

PRESIDENTE. Il Governo?

VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Il Governo concorda con i pareri espressi dal relatore.

PRESIDENTE. Onorevole Rossi, intende ritirare il suo emendamento 4.3?

EDO ROSSI. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'esame dell'emendamento Pagliuzzi 4.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliuzzi. Ne ha facoltà.

GABRIELE PAGLIUZZI. Signor Presidente, l'articolo 4 è fondamentale per l'impianto di questo provvedimento.
Come ho avuto occasione di dire in precedenza, siamo convinti che l'attività fieristica debba essere considerata in funzione dei suoi risvolti economici; negli ultimi decenni si è passati da una concezione


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dell'attività fieristica legata all'occasionalità ed incentrata nei grandi quartieri fieristici, ad un'attività più complessa a cui concorrano migliaia di operatori. Essa non è più caratterizzata da un confine netto e distinto collegato alla tipologia dei prodotti o alla loro peculiarità merceologica dato che le fiere sono assurte a veri e propri eventi. Dunque, una libera attività di impresa che è un concetto accolto dalla maggioranza - grazie anche al nostro impegno - con la modifica dell'articolo 1, in particolare della sua caratterizzazione pubblica.
Ciò premesso, prevedere i vincoli contenuti nell'articolo 4 significa andare contro la realtà, contro i richiami dell'Unione europea e creare una situazione di conflitto rispetto ad altri paesi membri.
L'emendamento 4.6 da me presentato, invece, favorisce l'attività di libera impresa rendendola autonoma rispetto alle autorizzazioni da parte dell'ente pubblico, nel senso che l'organizzatore si limita semplicemente a rendere una comunicazione all'ente pubblico (cioè al comune che è l'ente territoriale più vicino) il quale verificherà la compatibilità logistica dell'iniziativa sotto il profilo tecnico e territoriale. Il mio emendamento si muove nel segno della liberalizzazione dell'attività fieristica, ossia di un comparto rilevantissimo per il nostro sistema economico.

SERGIO FUMAGALLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO FUMAGALLI, Relatore. Signor Presidente, vorrei precisare taluni aspetti anche in riferimento alle osservazioni dell'onorevole Edo Rossi sull'articolo 1.
Il testo formulato dalla Commissione ha modificato l'articolato licenziato dal Senato alla luce di una comunicazione dell'Unione europea in ordine alla libertà di circolazione delle merci ed al rispetto dei trattati sulla libertà di iniziativa economica in ambito europeo. In sostanza, il provvedimento tende ad adeguare la normativa italiana, a livello di legge quadro, a questo richiamo riconoscendo al sistema fieristico il ruolo di settore di impresa a favore dell'interesse collettivo.
In questo senso, non concordo assolutamente con quanto dichiarato dal collega Pagliuzzi. Il testo che abbiamo proposto, fortemente semplificativo rispetto a quello licenziato dal Senato, va proprio nella direzione di rendere più agevole e meno complessa l'attività fieristica. In particolare, l'unica effettiva differenza che esiste fra il testo proposto dalla Commissione e l'emendamento Pagliuzzi 4.6 consiste nell'attribuire ai comuni anziché alle regioni alcune funzioni di vigilanza. Il testo proposto dalla Commissione individua nella regione l'organismo deputato a rilasciare l'autorizzazione e, di conseguenza, ad effettuare i controlli, peraltro ridotti al minimo ed in sostanza qualitativamente equivalenti a quelli indicati dall'onorevole Pagliuzzi; l'unica eccezione si riferisce alla tematica della garanzia per gli utilizzatori del sistema fieristico (espositori ed utenti), sui quali viene mantenuta una vigilanza riferita sia ai criteri di accesso alle iniziative fieristiche, secondo un principio di non discriminazione, sia ai regolamenti tariffari che sovrintendono a questo fenomeno.
Ritengo che il testo in questione non sia assolutamente vincolistico ma che, anzi, chiarisca i punti strettamente necessari, riferendo solo ad essi il potere di controllo delle regioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pagliuzzi 4.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 413
Astenuti 3
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 200
Hanno votato
no 213).


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Onorevole Mazzocchi, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 4.1?

ANTONIO MAZZOCCHI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. L'emendamento Mazzocchi 4.1 s'intende pertanto ritirato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzocchi 4.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 407
Astenuti 2
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 199
Hanno votato
no 208).

Passiamo all'emendamento Landi di Chiavenna 4.7.

GIAMPAOLO LANDI di CHIAVENNA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIAMPAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 4.7.

PRESIDENTE. Sta bene. L'emendamento Landi di Chiavenna 4.7 s'intende pertanto ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Landi di Chiavenna 4.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Landi di Chiavenna. Ne ha facoltà.

GIAMPAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, avendo ritirato il mio precedente emendamento 4.7, intervengo brevemente sul mio emendamento 4.8 perché, in realtà, a me pare che per poter dare maggiore forza e possibilità di sviluppo al sistema imprenditoriale, all'industria ed all'economia in genere non si debba limitare a due anni il periodo di precedente attività nel comparto fieristico. La ratio e la finalità del mio emendamento è cercare di agevolare il sistema fieristico e l'attività delle imprese interessate ad operare in questo comparto. Stabilire un limite di due anni alla precedente attività può determinare in qualche modo - anzi, ad avviso del proponente determina - una forte limitazione alla partecipazione nel settore. La finalità del mio emendamento è dare un segnale forte per favorire la partecipazione e lo sviluppo del sistema delle imprese e del lavoro.
Insisto, pertanto, affinché il mio emendamento 4.8 possa essere valutato positivamente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Landi di Chiavenna 4.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

ELIO VITO. Presidente, il secondo settore!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

MAURO GUERRA. Presidente!

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
Presenti 408
Votanti 404
Astenuti 4
Maggioranza 203
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 198
(La Camera approva -
Vedi votazioni).


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Onorevole Guerra, come lei sa, la segnalazione va fatta prima della chiusura della votazione, mi dispiace.

MAURO GUERRA. Presidente, avevo cercato di richiamare la sua attenzione prima che lei proclamasse il risultato. Comunque, come può vedere, nella fila dell'onorevole Berruti tutte le luci sono accese (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania).

GIACOMO CHIAPPORI. Presidente, lasci acceso!

ACHILLE OCCHETTO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ACHILLE OCCHETTO. Signor Presidente, ho sbagliato a votare!

PRESIDENTE. Ne prendo atto.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Edo Rossi 4.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Edo Rossi. Ne ha facoltà.

EDO ROSSI. Presidente, vorrei attirare l'attenzione dell'Assemblea sul mio emendamento 4.4, che non comporta alcun tipo di costo, perché quella in esame è una norma sostanzialmente di silenzio-assenso che si limita a precisare che servono tre mesi prima di avere l'assenso nel caso di mancata risposta. Con questo emendamento chiedo che la decorrenza dei termini - con i quali l'autorità riceve la documentazione per l'autorizzazione - sia di almeno tre mesi dopo che la stessa autorità abbia dichiarato che la documentazione presentata è completa; se non è completa, è infatti evidente che basterebbe presentare un semplice certificato per far scattare i termini.
In conclusione, chiedo all'Assemblea di approvare il mio emendamento 4.4 nell'interesse della pubblica amministrazione, affinché non scatti il silenzio-assenso in assenza della documentazione necessaria.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Edo Rossi 4.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 391
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 34
Hanno votato
no 357).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mazzocchi 4.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 396
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 216).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Landi di Chiavenna 4.9 e Deodato 4.11.

GIAMPAOLO LANDI di CHIAVENNA. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 4.9 per concentrarmi poi sull'emendamento successivo.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Landi di Chiavenna.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deodato. Ne ha facoltà.

GIOVANNI GIULIO DEODATO. A maggior ragione, poiché l'emendamento 4.9 è stato ritirato dall'onorevole Landi di Chiavenna, io mantengo l'identico emendamento 4.11.


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Desidero cogliere l'occasione per rilevare il risultato veramente importante che è stato conseguito con l'approvazione dell'articolo 1. Con tale articolo, infatti, in luogo di una semplice qualificazione delle manifestazioni fieristiche come attività di interesse pubblico, si è introdotto il principio fondamentale della libertà dell'attività fieristica, nell'ambito della quale poi sarà compito dello Stato e delle regioni, ognuno nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire la trasparenza e la libertà di concorrenza.
Per quanto riguarda invece l'articolo 4 relativo alle modalità per il rilascio dell'autorizzazione allo svolgimento delle attività fieristiche, è stata prevista, in omaggio al principio della semplificazione, l'attivazione dell'istituto del silenzio-assenso. In base a tale istituto, la domanda di autorizzazione si intende accolta qualora l'amministrazione competente non provveda entro 90 giorni. Noi riteniamo che quest'ultimo termine sia eccessivo perché l'amministrazione pubblica potrebbe facilmente pronunziarsi in un termine più breve che noi ravvisiamo in trenta giorni.
Per queste ragioni, raccomandiamo all'Assemblea l'approvazione del nostro emendamento 4.11.

SERGIO FUMAGALLI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SERGIO FUMAGALLI, Relatore. Ho chiesto la parola solo per far notare che ho espresso parere favorevole sul successivo emendamento Landi di Chiavenna 4.10 che porta quel termine da 90 a 60 giorni.
Il termine di 60 giorni mi pare equo e credo che portarlo a 30 giorni in molti casi potrebbe costituire un alibi di fatto per l'incapacità della burocrazia regionale a rispondere in maniera positiva e di svolgere il proprio lavoro.
Per tali ragioni e visto il parere favorevole sul successivo emendamento Landi di Chiavenna 4.10, chiedo nuovamente all'onorevole Deodato di ritirare il suo emendamento 4.11.

GIOVANNI GIULIO DEODATO. Signor Presidente, accolgo l'invito al ritiro del mio emendamento 4.11.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Deodato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Landi di Chiavenna 4.10, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 389
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 377
Hanno votato
no 12).

Colleghi, desidero informarvi che in tribuna vi è una delegazione del Parlamento estone in visita alla Camera. La salutiamo cordialmente (Applausi - Gli ospiti della tribuna si alzano in piedi).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pagliuzzi 4.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliuzzi. Ne ha facoltà.

GABRIELE PAGLIUZZI. Signor Presidente, questo emendamento mi consente di tornare ancora sul concetto del regime autorizzatorio, anche perché modificherebbe la titolazione da «autorizzazione» in «modalità» di svolgimento delle manifestazioni fieristiche. Voglio ricordare ancora la questione.
Non si riesce a capire come mai, a fronte dell'avvenuta liberalizzazione in tutte le attività economiche del nostro paese, debba esistere un'attività economica, come quella legata alla libera impresa di organizzazione di attività fieristica, che deve essere autorizzata addirittura


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di anno in anno. Si intende sottoporre a continue autorizzazioni un'impresa (che ha rischi di investimento, di prospettive, e quindi evidentemente anche possibilità di perdita o di guadagno) che già svolge questa attività, nonostante già esista la camicia di forza costituita dagli attuali regolamenti regionali, tutti impostati sullo spirito del testo venuto dal Senato. Questo testo è stato modificato solo nel primo articolo - vedremo poi altri articoli che penalizzano il settore - nonostante vi sia la camicia di forza di una legislazione che addirittura prevede oggi la costituzione di enti senza fini di lucro, quando invece essi esercitano un'attività di impresa con lucro. Prevedere una enunciazione di partenza come quella che abbiamo votato e dopo costringere questo tipo di attività ad una autorizzazione di anno in anno è un'ipocrisia.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pagliuzzi 4.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Collega, vuol togliere quella tessera in più? Ha capito bene chi è. La potreste togliere, per piacere?

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 388
Astenuti 11
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 188
Hanno votato
no 200).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 401
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 214
Hanno votato
no 187).

MAURA COSSUTTA. Ultima fila!

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