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ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, oggi pomeriggio affronteremo il cosiddetto pacchetto Sicilia e, ovviamente, i colleghi siciliani terranno la scena; sennonché gli altri colleghi sono interessati, in maniera altrettanto intensa, ad evitare di proseguire ad oltranza la seduta notturna di oggi...
PRESIDENTE. Praticamente, la diurna di domani!
ANTONIO BOCCIA. Sottopongo alla sua attenzione, quindi, un'ipotesi di lavoro: se fossimo tutti d'accordo, si potrebbe stabilire un tempo per intervenire sul complesso degli articoli e degli emendamenti che riguardano la Sicilia, in maniera che i colleghi si possano esprimere sul pacchetto Sicilia e poi si possa, naturalmente, votare gli articoli e gli emendamenti senza ripetere, su ogni articolo ed emendamento, gli interventi. Credo che questo modo di procedere possa essere utile per i nostri lavori e renda anche più visibile l'intervento che effettuiamo.
PRESIDENTE. Come al solito, onorevole Boccia, il suo intervento è improntato alla saggezza: poiché si è discusso anche precedentemente sulla materia, potremmo prevedere dieci minuti per gruppo (che ciascun gruppo potrà poi suddividere come ritiene opportuno). Tuttavia, si pone un problema: alcuni gruppi hanno ancora diverso tempo a disposizione, per cui questo modo di organizzare il lavoro risulta per essi penalizzante.
GIANCARLO GIORGETTI. D'altronde, il Presidente è eletto in Sicilia!
PRESIDENTE. Sì, non solo eletto, anche sconfitto in Sicilia!
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli aggiuntivi all'articolo 70 e dei relativi subemendamenti (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 9).
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, il parere è contrario sugli articoli aggiuntivi Bono 70.010 e Prestigiacomo 70.012. Si invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Rabbito 70.011. Sugli articoli aggiuntivi Rabbito 70.013 e 70.014...
PRESIDENTE. Sono inammissibili perché coperti sulla tabella A.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.081.2 e sul subemendamento Selva 0.70.081.1. Il parere è favorevole sull'emendamento 70.081 della Commissione. La Commissione invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Cappella 70.020. Il parere è contrario sugli articoli aggiuntivi Prestigiacomo 70.036 e 70.037. Invita a ritirare l'articolo aggiuntivo Piscitello 70.015. Il parere è contrario sui subemendamenti Chincarini 0.70.016.3 e Bono 0.70.016.1. Faccio presente che il Governo ha ritirato l'articolo aggiuntivo 70.016.
PRESIDENTE. Quindi cadono anche i relativi subemendamenti.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario sui subemendamenti Selva 0.70.084.1 e Prestigiacomo 0.70.084.2. Il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo 70.084 della Commissione. Invita al ritiro del subemendamento Stucchi 0.70.080.2 perché quando si parla di Sicilia, per definizione, nello Statuto si fa riferimento all'isola maggiore e alle isole minori. Il parere è favorevole sul subemendamento Stucchi 0.70.080.3. Il parere è contrario sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.080.4 e sul subemendamento Selva 0.70.080.1. Il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo 70.080 della Commissione e sull'articolo aggiuntivo 70.082 sempre della Commissione. In realtà quest'ultimo emendamento è impropriamente riferito al pacchetto Sicilia perché riguarda un altro aspetto.
PRESIDENTE. Il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Informo tutti i colleghi che, poiché alcuni gruppi hanno esaurito il tempo a loro disposizione per gli interventi, si è deciso concordemente di attribuire dieci minuti a ciascun gruppo per discutere sul complesso delle questioni relative alla Sicilia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Cappella. Ne ha facoltà.
MICHELE CAPPELLA. Signor Presidente, intendo intervenire sul complesso degli emendamenti.
PRESIDENTE. Non si interviene sul complesso degli emendamenti perché non si tratta di un articolo nuovo, ma di una serie di emendamenti. Intervenga come vuole, tenendo conto che il suo gruppo ha a disposizione dieci minuti.
MICHELE CAPPELLA. Sta bene.
L'Assemblea si sta occupando della questione ormai da un po' di tempo ed è all'attenzione dell'opinione pubblica siciliana una discussione che la interessa da mesi.
senza una particolare polemica -, in modo sbagliato, avete strumentalizzato il movimento dell'autotrasporto di qualche mese fa. Noi abbiamo affrontato tutte queste tematiche (Commenti del deputato Prestigiacomo).
GIACOMO GARRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO GARRA. Interverrà la collega Prestigiacomo a nome del gruppo ma io ho chiesto la parola per sottoscrivere, se i proponenti me lo consentono, gli articoli aggiuntivi Bono 70.010 e Rabbito 70.011.
PRESIDENTE. Sta bene.
ANTONIO BORROMETI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BORROMETI. Signor Presidente, non voglio usare toni enfatici però mi corre l'obbligo di affermare che la Sicilia con questa finanziaria ha finalmente ottenuto un risultato di grande significato perché vengono consentite una serie di misure - a cominciare dalla continuità territoriale della quale diffusamente ha parlato il collega Cappella - attese da tempo e giustificate dalla condizione di insularità, di perifericità, direi di persistente arretratezza, nonostante la Sicilia sia terra di giacimenti petroliferi molto sfruttati e di attività ingenti di estrazione e raffinazione. Per certi versi è un fatto storico perché, per la prima volta dopo cinquanta anni di storia repubblicana, viene riconosciuto e fissato il principio per il quale lo Stato interviene per compensare i maggiori costi derivanti dalla condizione di insularità, cioè dalla lontananza della nostra regione dei mercati di sbocco, che vengono riconosciuti come fattore e causa giustificanti un intervento dello Stato a favore della ragione. È importante la fissazione di questo principio in sé perché le somme appostate alle singole voci possono anche cambiare in ragione dell'esperienza che faremo (peraltro vengono destinati oltre 500 miliardi), ma al di là della cifra in sé, ciò che conta è il riconoscimento del diritto della Sicilia ad avere un contributo che possa compensare la sua condizione.
energetici. In tale direzione si muovono alcune proposte di legge di iniziativa del mio gruppo (Commenti del deputato Prestigiacomo).
PRESIDENTE. Onorevole Prestigiacomo, per cortesia, parlerà tra un momento. Prego, onorevole Borrometi.
ANTONIO BORROMETI. Tali proposte di legge riguardano la riduzione delle accise sui prodotti petroliferi consumati in Sicilia. È stata proprio la calendarizzazione - fortemente voluta dal centrosinistra - di tali proposte di legge a determinare le condizioni politiche che hanno reso possibile l'ottenimento dei risultati ed hanno creato la situazione in cui si è reso finalmente possibile conseguire gli obiettivi prefissati.
LUCIANA SBARBATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCIANA SBARBATI. Signor Presidente, interverrò sull'articolo aggiuntivo 70.090 della Commissione che, se non sbaglio, assorbe il mio articolo aggiuntivo 70.018 e l'articolo aggiuntivo Piscitello 70.017.
PRESIDENTE. Se vuole, onorevole Sbarbati, potrà intervenire per dichiarazione di voto quando esamineremo l'articolo aggiunto 70.090 della Commissione.
LUCIANA SBARBATI. Preferisco intervenire ora: il mio sarà un breve intervento.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sbarbati.
LUCIANA SBARBATI. Signor Presidente, ringrazio il Governo e la Commissione per aver recepito le istanze contenute nel mio articolo aggiuntivo citato. Sono, pertanto, disponibile a ritirarlo, in quanto ritengo che valga la pena che in quest'aula passi un principio importante. Sappiamo che vi sono comuni nel cui territorio sono insediati impianti (come ad esempio le raffinerie) alla cui installazione essi non possono opporsi; pertanto, quei comuni soffrono di tutti gli svantaggi derivanti dall'installazione di impianti del genere, quando dei benefici usufruiscono intere regioni. Quei comuni, dunque, hanno diritto ad una compartecipazione alle accise che sia utile per far fronte alla realizzazione di opere di viabilità, opere ambientali e opere che vadano incontro alle esigenze dei cittadini. In tal modo si scarica la tensione tra cittadini e pubblica amministrazione, si riesce a vivere meglio e si risolvono i problemi gradualmente, senza peraltro che sia intaccato il principio che chi inquina paga.
- che è stata sempre disponibile - faccia altrettanto, in modo che sia approvato l'articolo aggiuntivo 70.090 della Commissione.
NICOLA BONO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLA BONO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, tanto tuonò che piovve: noi aspettavamo questo confronto da parecchi giorni e, quando è stato proposto il rinvio della discussione su questo punto, sapevamo già come sarebbe andata a finire. In effetti, non solo è andata a finire come pensavamo, cioè con la reiezione degli emendamenti proposti da me e dalla collega Prestigiacomo, dai deputati siciliani, in ordine alla defiscalizzazione della benzina, ma anche, ovviamente, come era scritto e come si sapeva, con il ritiro degli emendamenti da parte dei deputati di maggioranza, che tanta parte della loro prossima fortuna elettorale avevano affidato a questa impostazione politica.
FILIPPO MISURACA. È uno scippo!
NICOLA BONO. Chi siete per poter dire alla regione che deve utilizzare questi fondi in un modo piuttosto che in un altro?
PRESIDENTE. Si è snodata?
NICOLA BONO. Si è snodata, si è diffusa... Come preferisce? Si è sciolta... No, sciolta no... si è esibita.
LUCIANA SBARBATI. Non mi esibisco! Non faccio la ballerina, faccio la parlamentare!
PRESIDENTE. No, onorevole Sbarbati, l'attacco è all'articolo aggiuntivo, non alla persona.
NICOLA BONO. Sì, l'attacco è all'articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. Onorevole Bono, si rivolga al Presidente che la segue con attenzione.
NICOLA BONO. Presidente, sono attaccato alle spalle: mi devo difendere.
LUCIANA SBARBATI. Figurati che paura!
PRESIDENTE. Potrebbe essere un martire e quindi le converrebbe.
NICOLA BONO. Grazie, Presidente. Infatti la mia massima aspirazione è proprio questa.
Sicilia, senza però che tali benefici ed agevolazioni potessero essere riconosciuti in una legge: questo avrebbe loro consentito di fare campagna elettorale. Li abbiamo spiazzati quando abbiamo imposto con forza di trattare il problema in sede di legge finanziaria, dove tutti i nodi vengono al pettine. Abbiamo così dimostrato che il Governo, il centrosinistra e soprattutto - ci dispiace dirlo - i deputati siciliani del centrosinistra hanno tradito clamorosamente le aspettative della Sicilia e con la reiezione degli emendamenti sulla defiscalizzazione stanno mettendo la parola fine, al momento, al desiderio di riscatto e di rilancio economico e sociale della nostra terra (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
ELENA CIAPUSCI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELENA CIAPUSCI. Presidente, le è parso strano che io volessi intervenire su l'articolo aggiuntivo Bono 70.010? In effetti io ho poco a che fare con la Sicilia provenendo dalla provincia di Sondrio.
ALBERTO ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALBERTO ACIERNO. Signor Presidente, quando si riceve un regalo, per educazione si è obbligati a dire grazie. Ebbene, credo che quanto stia accadendo oggi in aula rispetto a questo così auspicato «pacchetto Sicilia» sia un regalo. Ma taluni non hanno ben compreso che i regali possono essere graditi oppure no. Da siciliano dico a questo Governo e ai colleghi parlamentari siciliani del centrosinistra che non sono per niente contento di questo regalo, che loro pensano oggi di dare alla Sicilia.
problemi che denunciano i colleghi della Sardegna, della Calabria, della Puglia, della Basilicata e di tutte quelle regioni che hanno pagato in egual misura la tassa per portare l'Italia in Europa. Hanno pagato in egual misura rispetto a quei cittadini italiani che oggi godono di una rete autostradale completa, di un ammodernamento del trasporto su ferro grazie all'alta velocità, di sistemi portuali e aeroportuali: tutte infrastrutture necessarie, fondamentali per lo sviluppo di un'economia del territorio ma che ancora in Sicilia, e in gran parte del Mezzogiorno, non esistono e non se ne sente parlare.
FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ormai è chiaro che la sinistra ha gettato la maschera sul problema della defiscalizzazione degli oneri sociali. Era un falso problema ed infatti, qualche giorno fa, avevo ricordato che la proposta di legge era stata presentata dal centrodestra (io ne ero primo firmatario); tale proposta, però, non è stata messa all'ordine del giorno fino a quando la sinistra non ne ha voluto fare una bandiera per prendere in giro i siciliani. Ormai, tutto ciò è chiaro.
ci siamo accontentati di poche briciole, che non risolveranno il problema. L'unico aspetto che possiamo apprezzare concerne la contiguità territoriale, che noi del centrodestra avevamo già affrontato ma che l'anno scorso è stato bocciato dalla sinistra.
STEFANIA PRESTIGIACOMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANIA PRESTIGIACOMO. Signor Presidente, la maggioranza di centrosinistra ha seppellito sotto una densa coltre di mistificazioni, di promesse elettorali e di prese in giro dei siciliani la richiesta di defiscalizzazione dei prodotti petroliferi che da mesi viene avanzata dal popolo siciliano. Ancora pochi giorni fa, la scorsa settimana, uno stuolo di deputati di centrosinistra, capitanato dall'onorevole Piscitello, aveva menato vanto per avere rinviato al termine dell'esame del disegno di legge finanziaria la discussione sugli emendamenti relativi alla defiscalizzazione.
dai muscoli degli autotrasportatori, riconosce un'elemosina, un intervento che vale solo per un anno - anche qui è previsto il cofinanziamento della regione, perché è quest'ultima che deve mettere il 30 per cento, anche se non ha una lira - e che non riguarda interventi di carattere strutturale nel tempo ma che è semplicemente un regalo: avete tappato la bocca agli autotrasportatori, che tra un anno o due anni saranno esattamente nelle stesse condizioni. E questo dopo quattro anni di totale disattenzione da parte vostra verso questa categoria (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Prestigiacomo.
STEFANIA PRESTIGIACOMO. Signor Presidente, il «pacchetto Sicilia» altro non è che un «pacco». Abbiamo perso un'occasione storica, cari colleghi siciliani del centrosinistra! Dovevamo sostenere fino in fondo una battaglia che era diventata di tutti, cioè quella sulla defiscalizzazione. Voi qui - lo ripeto - pateticamente avete tradito la Sicilia.
drammaticamente ha visto assenti e perdenti solo i deputati siciliani che non hanno saputo sostenere fino in fondo una rivendicazione pubblicizzata sul territorio come una battaglia assolutamente loro. Quindi avete tradito la Sicilia (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
SILVIO LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVIO LIOTTA. Signor Presidente, valuteremo con molto senso di responsabilità quello che viene presentato come il «pacchetto Sicilia». Il tema dei rapporti finanziari tra la regione siciliana e lo Stato è un argomento delicatissimo che deve essere affrontato con molta puntualità. Soprassediamo nell'esaminare la finanza propria. Fa riferimento alla finanza derivata l'emendamento presentato dal relatore e relativo al limite di impegno di 21 miliardi.
GIUSEPPE SCOZZARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE SCOZZARI. Signor Presidente, qualche collega siciliano ha pensato che questa fosse la finanziaria da discutere all'Assemblea regionale siciliana: non è così, questa è la finanziaria dello Stato e, proprio per questo, voglio fare un piccolo passo indietro. Nel 1994, richiamo l'attenzione della collega Prestigiacomo, presentai un emendamento sul fondo di solidarietà: il Presidente del Consiglio era allora Berlusconi e quell'emendamento, insieme ad altri, non ebbe alcuna valutazione, in quanto venne respinto senza alcuna discussione. Quando si attivò questo ragionamento? Nel 1995, con il Governo Dini: ricordo che, insieme con il collega Piscitello, presentammo degli emendamenti e s'iniziò questo canale di finanziamento; figuratevi che ricevetti anche un telegramma dell'allora assessore al bilancio Tricolo (un telegramma molto bello).
fronti della Sicilia sono frutto di una seria azione di risanamento effettuata dal governo Capodicasa e da questo Governo nazionale. Oggi sono previsti altri 300 miliardi. Abbiamo attivato un circuito serio, che finalizza la spesa. L'istituto del confinanziamento è anche un istituto di corresponsabilizzazione e per noi è necessaria la finalizzazione delle somme. Perché bisogna anche apprezzare questo sforzo straordinario ed importante, la fiducia che viene data a questo governo siciliano che non la merita, anche se non vorremmo che i soldi che diamo alla regione, che essa stessa spende, abbiano certe destinazioni. Abbiamo quindi finalizzato la spesa, per evitare che questi soldi finiscano per servire a sanare le abitazioni abusive, o per fare tutte le altre cose gravi che questo governo sta facendo (Applausi dei deputati del gruppo Popolari e democratici-l'Ulivo)!
NICOLA BONO. Ma non era anche il vostro assessore?
GIUSEPPE SCOZZARI. Noi ci muoviamo su basi di corresponsabilità e di serietà: individuiamo le fonti e finalizziamo le risorse. Ha detto bene Liotta: si tratta di finanza derivata. Non siamo in sede di approvazione di finanziaria all'assemblea regionale, questa è la finanziaria dello Stato (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo e di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
LUCA CANGEMI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUCA CANGEMI. Signor Presidente, credo che la Sicilia farà un passo in avanti quando tutta la deputazione siciliana in questo Parlamento metterà la stessa foga e lo stesso impegno posto in questa discussione in quella sulle politiche generali per lo sviluppo e l'occupazione del Mezzogiorno. La Sicilia ha grandi difficoltà ed è travagliata da grandi sofferenze esattamente perché le politiche per lo sviluppo e per l'occupazione nel Mezzogiorno sono state fallimentari. Credo che il centrosinistra, che ha sostenuto i Governi di questi anni, dovrebbe riflettere molto su tale aspetto. È stato commesso un errore politico molto serio perché, invece di avviare una riflessione critica rispetto alle politiche generali per lo sviluppo e per l'occupazione, si è inseguita la destra - anzi, in qualche momento la si è anticipata - su un terreno tutto demagogico. Mi riferisco, appunto, alla defiscalizzazione, della benzina a 1.800 lire e più, terreno inevitabilmente della destra, quello che fa riferimento alla zona franca, al disimpegno dello Stato nelle questioni del territorio della Sicilia e del Mezzogiorno. Rispetto a tale impostazione politica sbagliata, che ha accomunato centrodestra e centrosinistra, noi con grande attenzione rileviamo che vi è stata una correzione di rotta. Oggi possiamo dire, a bassa voce e in modo attento, che riusciamo a conseguire alcuni piccoli, parziali ma non insignificanti risultati su aspetti che sono importanti per lo sviluppo della nostra terra. Mi riferisco alla questione dell'agricoltura, a quella della continuità territoriale, a quella del trasporto, rispetto alla quale sottolineiamo positivamente che vi è uno spostamento di risorse, non solo per quanto riguarda l'autotrasporto, ma in generale rispetto al trasporto merci, alludendo a una questione molto rilevante: il trasporto ferroviario che versa in condizioni drammatiche nella nostra regione.
dunque valutare positivamente e rivendicare, in parte, alla nostra iniziativa la correzione di rotta, pertanto voteremo a favore degli emendamenti della Commissione che la segnalano.
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Cangemi.
LUCA CANGEMI. ...e anche dell'impostazione politica che avanza, ciò rappresenta davvero un problema. Noi voteremo contro il suddetto emendamento, contro un'opera inutile per la Sicilia (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
TERESIO DELFINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, intervengo anche perché una sollecitazione in questo senso è venuta dal collega Cappella, che in qualche modo ha inteso sottolineare che la posizione coerente che noi abbiamo espresso in Commissione bilancio potesse essere letta come una posizione antisiciliana.
RINO PISCITELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RINO PISCITELLO. Signor Presidente, colleghi, con alcuni emendamenti concordati tra i parlamentari siciliani e il Governo la regione Sicilia ha ottenuto risultati senza precedenti nella storia della Repubblica. Vengono fortemente abbattute le tariffe aeree siciliane, con uno stanziamento di 100 miliardi, chiedendo alla regione un cofinanziamento aggiuntivo di 50 miliardi, per un totale di 150 miliardi. In secondo luogo, vengono destinati 50 miliardi ai produttori e alle piccole e medie imprese siciliane per abbattere i costi di trasporto delle merci trasportate con qualsiasi mezzo - aereo, nave, treno o camion -, chiedendo alla regione un cofinanziamento aggiuntivo di 25 miliardi, per un totale di 75 miliardi. Vengono stanziati 100 miliardi per il fondo di solidarietà di cui all'articolo 38 dello statuto regionale siciliano. Vengono stanziati ulteriori 200 miliardi per il fondo di solidarietà, finalizzati al sostegno delle piccole e medie imprese siciliane, soprattutto in relazione alle spese energetiche, al sostegno del settore agrumicolo e ad un contributo per i comuni sedi di impianti di raffinazione. Vengono stanziati infine 100 miliardi per gli autotrasportatori siciliani.
PRESIDENTE. Calma, calma, onorevole Piscitello, tra un paio di mesi potrà esercitarsi meglio!
RINO PISCITELLO. Noi crediamo nelle istituzioni e, qualsiasi governo ci sia alla regione siciliana, i soldi sono destinati alla regione siciliana. Vediamo ora cosa farete, vediamo ora cosa farà il governo dell'abusivismo edilizio, della legge sulla sanatoria dell'abusivismo (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania - Applausi polemici dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)! È il governo che ha fatto bloccare...
PRESIDENTE. Colleghi, per favore!
RINO PISCITELLO. È il governo che ha fatto bloccare la Sicilia facendola «strangolare» per quindici giorni. Il problema, colleghi, è molto semplice (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania). Capisco che brucia moltissimo, ma così è il problema, è molto semplice, colleghi! Sono costretto a gridare, Presidente!
PRESIDENTE. In realtà, gridano perché grida lei; se abbassa il tono, le assicuro che si calmeranno!
RINO PISCITELLO. Proviamo a fare un patto!
PRESIDENTE. Proviamo, colleghi, per cortesia, non mi smentite!
RINO PISCITELLO. La defiscalizzazione è una battaglia importante e difficile che stavamo conducendo insieme e che è continua. Deve essere spiegata bene al paese e ai siciliani; è complicata dal fatto che ci troviamo di fronte ad altre regioni che hanno chiesto la stessa cosa al Governo in sede di finanziaria ed è bloccata da problemi, che conosciamo entrambi, relativi alle regole dell'Unione europea (Proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. No, colleghi, la prossima volta sospendo la seduta per un'ora; ciò significa che lavoreremo fino a mezzanotte. Queste cose le fate allo stadio, a casa vostra, o dove volete, non qui!
RINO PISCITELLO. Grazie, Presidente.
ENZO TRANTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei ha un minuto.
ENZO TRANTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, com'è triste vendere patacche, soprattutto a consegna differita, perché voi avete pensato di organizzare un pacchetto che è destinato ad essere consegnato fra sei mesi, quando ci saremo noi e voi non avrete né responsabilità né merito. Avete pensato di utilizzare fondi che devono essere caricati sul Governo futuro, avete pensato di rivolgervi con grande volgarità intellettuale contro di noi, nel momento in cui avete accusato i Governi precedenti, i vostri Governi, per questo oltraggio alla Sicilia, così atteggiandovi a pubblici ministeri, quando a stento siete pentiti senza diritto al regime di protezione (Applausi dei deputati Misuraca, Miccichè e Massidda).
L'oltraggio al pudore è l'unico reato per cui, confessando, potreste patteggiare (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
GAETANO RABBITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GAETANO RABBITO. Signor Presidente, avrei preferito che non si fosse dedicato un angolo alla Sicilia, facendo sembrare così i problemi che noi poniamo un fatto eccezionale e straordinario; avrei preferito, invece, così come è accaduto per tutti i provvedimenti passati in questi giorni, che se ne fosse parlato normalmente.
GIANFRANCO MICCICHÈ. L'ha chiesto lei l'accantonamento del pacchetto Sicilia!
GAETANO RABBITO. Intervengo per aggiungere poche considerazioni. Faremmo un errore grave se non considerassimo il cosiddetto pacchetto Sicilia nell'ambito dell'intera manovra finanziaria e quindi come misure per un'area del Mezzogiorno che si assommano a tutte le altre per questa zona del paese. Nessuno ha fatto cenno ai patti territoriali in agricoltura, che pure sono stati esaminati da quest'Assemblea e che per buona parte ricadono sulla competenza della regione siciliana, così come avviene per il contributo per gli investimenti e per le nuove assunzioni, da cui la Sicilia trae alcuni vantaggi. Sottolineo che il pacchetto Sicilia non consiste solo in questo.
NICOLA BONO. Non c'è bisogno: abbiamo i nostri!
GAETANO RABBITO. ...per farli bocciare. Chiedo tale cortesia anche al collega Carlo Pace, che è moralmente cofirmatario dei miei emendamenti (mi ha sempre chiesto di sottoscriverli): gradirei che nessuno facesse propri gli emendamenti ritirati da me e dagli altri colleghi del centrosinistra, in maniera che si possa continuare su tale percorso positivo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bono 70.010, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 70.012, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.081.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Selva 0.70.081.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 70.081 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Cappella, accede all'invito rivoltole a ritirare il suo articolo aggiuntivo 70.020?
MICHELE CAPPELLA. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 70.037, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Piscitello, accede all'invito rivoltole a ritirare il suo articolo aggiuntivo 70.015?
RINO PISCITELLO. Lo ritiro, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.084.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 70.084 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che l'articolo aggiuntivo Cappella 70.035 è inammissibile perché la copertura è rinvenuta nella tabella A, che è incapiente.
Dichiaro chiusa la votazione.
Hanno votato sì 168
Passiamo alla votazione del subemendamento Stucchi 0.70.080.3. Onorevole relatore, il parere era favorevole?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Se è quello relativo alla Sicilia ed alle isole minori, il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Sì, va bene, onorevole relatore.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.080.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Selva 0.70.080.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 70.080 della Commissione, accettato dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 70.082 della Commissione.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, io non sono siciliano, però desidero intervenire su questo articolo aggiuntivo della Commissione che, prendendo ad esempio quello che è accaduto per la regione Sardegna, equipara, al fine di realizzare alcune disposizioni della CEE, le regioni di cui all'obiettivo 1 in merito ad alcuni servizi del trasporto aereo.
si realizza secondo le modalità previste dai commi 2 e 3 dell'articolo 36 della legge n. 144 del 1999», che è quella relativa alla Sardegna: ebbene, tale disposizione sarebbe monca, non sarebbe applicabile ai sensi della direttiva richiamata, se non si inserisse anche il riferimento al comma 4 della stessa legge, ai fini dell'imposizione e della surroga, del subentro dello Stato nel momento in cui non vi è l'accettazione da parte delle compagnie aeree dei prezzi imposti dalla conferenza di servizi. Mi sembra, insomma, che questo articolo aggiuntivo potrebbe essere completato con l'aggiunta del riferimento al comma 4. La questione riguarda le regioni di cui all'obiettivo 1, come la Puglia, la Calabria e così via. Se lo spirito dell'articolo aggiuntivo è quello, ritengo che debba essere integrato.
PRESIDENTE. Qual è la posizione del relatore?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, comprendo la proposta dell'onorevole collega, ma in questa fase si intende sperimentare esattamente l'imposizione dell'onere di pubblico servizio.
ANTONIO LEONE. Allora è inutile!
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Un momento, abbia pazienza, sto dicendo che non si tratta esattamente di quello che lei vuole, però la norma così congegnata è comunque praticabile: poi può darsi che sia insufficiente, ma ha un suo campo di applicazione.
ANTONIO LEONE. Allora non ve le vendete sui giornali queste cose!
PRESIDENTE. Onorevole Leone, non si arrabbi così.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Bono 0.70.085.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.085.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.085.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Prestigiacomo 0.70.085.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 70.085 della Commissione.
SILVIO LIOTTA. Signor Presidente, annuncio che il mio gruppo voterà contro questo articolo aggiuntivo. Tuttavia, vorrei chiedere al relatore, per evitare di mettere la regione Sicilia in una situazione di inferiorità quando tratterà la stipula del mutuo, di inserire, dopo le parole: «corrispondente a un capitale mutuabile di» la seguente parola: «almeno».
PRESIDENTE. Onorevole Cherchi?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Ritengo corretta la proposta dell'onorevole Liotta ed esprimo quindi parere favorevole.
PRESIDENTE. Il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il Governo concorda con il relatore.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Cangemi, accede alla proposta di ritirare il suo articolo aggiuntivo 70.040 formulata dal relatore? La prego di dirmi sì o no, perché non ho tempo.
Se i presidenti di gruppo sono d'accordo, possiamo risolvere la questione in questo modo per il pacchetto Sicilia: prendo atto che i presidenti di gruppo concordano.
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
Il parere è contrario sui subemendamenti Bono 0.70.085.1, Prestigiacomo 0.70.085.2, 0.70.085.3 e 0.70.085.4. Il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo 70.085 della Commissione. Invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Cangemi 70.040: mi rincresce, ma non sono riuscito a risolvere il problema posto dall'onorevole Cangemi. Invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 70.019, che credo sia assorbito dall'articolo aggiuntivo 70.090 proposto dalla Commissione, altrimenti il parere è contrario. Invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Sbarbati 70.018, mentre il parere è favorevole sull'articolo aggiuntivo 70.090 della Commissione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Bono 70.010.
Signor Presidente, in qualità di primo firmatario di uno degli emendamenti relativi ad uno degli aspetti più importanti che riguardano la continuità territoriale della Sicilia - assorbito dall'emendamento presentato dal relatore - e a nome dei colleghi del centrosinistra siciliani, intervengo per esprimere una valutazione positiva e, se mi è consentito, anche per manifestare soddisfazione per essere riusciti, in un confronto serrato con il Governo, ad ottenere le misure proposte dal relatore - che ringrazio -, che costituiscono il cosiddetto «pacchetto Sicilia».
Va innanzitutto precisato che, rispetto ad uno dei punti caratterizzanti il pacchetto Sicilia, quello relativo all'abbattimento delle accise per i carburanti, prendiamo atto - ovviamente con rammarico - che non esistono oggi - e sottolineo «oggi», signor Presidente, perché noi continueremo questa battaglia - le condizioni politiche perché il Parlamento lo approvi.
Da parte delle altre regioni è stato fatto un rilievo e questo dovrebbe essere evidente a tutti in questo Parlamento, così come era apparso chiaro in Commissione bilancio, a seguito degli interventi dell'onorevole Possa, di Forza Italia, e di Teresio Delfino, del CDU, che hanno detto che le altre regioni, e in particolare quelle meridionali, non avrebbero capito una nostra richiesta che è apparsa, a torto, come una richiesta regionalistica. Ciò ha determinato un «no» che per ora non consente, come ripeto, di ottenere il risultato sperato sull'abbattimento delle accise sui carburanti.
Noi parlamentari del centrosinistra abbiamo presentato un pacchetto complessivo per la Sicilia. Tra le proposte che il Governo accoglie sottolineo che, per quanto riguarda i costi energetici, c'è una misura di duecento miliardi per ridurre e contenere i costi delle piccole e medie imprese; vi è un cofinanziamento con la regione siciliana - principio più volte ribadito -; viene concesso un credito di imposta per le spese di trasporto delle piccole e medie imprese siciliane, compreso il settore agricolo. Abbiamo affrontato la questione dell'autotrasporto in maniera decisa, offrendo una risposta soddisfacente alla Sicilia, con un intervento di cento miliardi che il ministro Bersani e il Governo hanno presentato mantenendo appieno gli impegni assunti.
Nel pacchetto Sicilia, all'interno dello stanziamento dei duecento miliardi, vi è una quota destinata al settore degli agrumi che costituisce un punto nevralgico dell'economia siciliana. Sono individuate somme per affrontare eventuali emergenze connesse alla campagna agrumaria. Sottolineo che, con l'approvazione dell'emendamento che reca come prima firma quella del collega Caruano e di tutti i colleghi siciliani, abbiamo dato un contributo per la soluzione della crisi dei mesi scorsi e una risposta al mondo delle imprese e dei lavoratori agricoli.
Nei duecento miliardi vi è anche una quota da destinare ad iniziative dei comuni in cui hanno sede gli impianti di raffinazione.
Infine, signor Presidente - procedo velocemente, purtroppo -, voglio evidenziare due elementi di conquista storica per la Sicilia: il raggiungimento della continuità territoriale per la Sicilia che nell'anno 2000 ha registrato nove milioni di viaggiatori e l'abbattimento delle tariffe - dopo la Sardegna - che rappresenta per noi un passaggio fondamentale perché consentirà a tutti i cittadini siciliani di avere un beneficio, favorendo nel contempo le imprese e i turisti.
Relativamente alle polemiche del centrodestra rispetto agli altri argomenti del fondo di solidarietà, ai sensi dell'articolo 38, polemiche riprese dai giornali siciliani che hanno scritto che il Governo non ha previsto nemmeno una lira, sottolineo che, ai 1.500 miliardi che la Sicilia può già utilizzare nell'anno 2000, se ne aggiungono in questo pacchetto altri cento che vanno ad accrescere quelli già previsti dal Governo.
Signor Presidente, non voglio enfatizzare questi risultati, ma sono importanti, cari colleghi del centrodestra, e li abbiamo ottenuti avendo puntato su tanti settori.
Permettetemi una nota polemica: in questa battaglia probabilmente vi siete fatti prendere la mano dalla questione demagogica della benzina a mille lire, ma avete dimenticato altri settori. Non avete presentato emendamenti sulla questione agrumicola né sull'autotrasporto né sui problemi siciliani nel loro complesso. Avete fatto una questione di pura demagogia mettendo in campo la parola d'ordine della benzina a mille lire e - lo dico
Mi dispiace che la destra, che pure ha presentato emendamenti per la continuità territoriale siciliana, abbia dimenticato di presentare a questa finanziaria l'emendamento che pure in altre precedenti analoghe occasioni aveva presentato; mi dispiace che per la crisi degli agrumi non abbiate sollevato un problema e noi abbiamo dovuto sopportare ancora una volta l'attacco su questo argomento e trovarci a dare risposte da soli ad un problema così importante.
Questo risultato riempie d'orgoglio noi siciliani perché dà risposte che probabilmente mai in nessuna finanziaria precedente erano state date. Ringrazio il Governo di centrosinistra ed il relatore per il lavoro svolto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Congratulazioni - Applausi polemici dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Verificheremo le reali necessità voce per voce; quello che oggi salutiamo con grande favore è il riconoscimento - lo ripeto - di un principio per tanti anni chiesto e lungamente atteso. Per esempio, viene riconosciuto l'intervento dello Stato per ridurre i costi di trasporto delle merci a favore delle piccole e medie imprese della Sicilia (agricole, estrattive, manifatturiere). Anche questo è un vantaggio notevole per le nostre imprese. Certo, si può sempre ottenere di più e capisco la posizione politica del Polo: immagino l'opposizione che reclamerà un maggiore intervento, perché questo fa parte del gioco delle parti. È naturale che il Polo assuma tale atteggiamento, tuttavia, al di là delle posizioni demagogiche, quel che conta e che resta è il risultato ottenuto: un risultato che la gente apprezzerà, in quanto lo vivrà in positivo sulla propria pelle.
Come si diceva poco fa, 200 miliardi vengono finalizzati alla riduzione dei costi
L'esame delle citate proposte di legge continuerà dopo l'approvazione della legge finanziaria e quanto abbiamo ottenuto oggi ne agevolerà l'approvazione: infatti, sono stati fissati principi che in qualche modo rientrano nello spirito di quelle proposte, rispetto alle quali proseguirà il nostro impegno.
Quel che conta è, comunque, la fissazione di questi importanti principi e l'incremento delle risorse, che costituiscono il risultato della battaglia condotta dal centrosinistra, che ha lavorato non con declamazioni demagogiche - come ha fatto qualcuno - ma con fatti e con risultati concreti, che oggi salutiamo con favore (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
Signor Presidente, si tratta di una questione di giustizia: dobbiamo consentire un ritorno economico ai comuni nei cui territori sono installate raffinerie ad alta pericolosità e ad alto potenziale di inquinamento, in quanto essi pagano un prezzo troppo alto rispetto ai benefici di cui godono intere comunità regionali.
Nel ringraziare il Governo per aver accolto lo spirito del mio articolo aggiuntivo 70.018, in quanto si impegna entro 180 giorni a compiere alcune operazioni per restituire ai comuni parte delle accise, ritiro il citato articolo aggiuntivo e mi auguro che anche la collega Prestigiacomo
Noi ci aspettavamo, comunque, almeno un atteggiamento più pacato e siamo sconcertati per l'intervento dell'onorevole Cappella il quale, consapevole della figura certamente non brillante e non decorosa che stanno facendo i deputati siciliani del centrosinistra, non ha trovato di meglio che attaccare l'opposizione per presunto mancato intervento nei confronti dell'agrumicoltura. A parte il fatto che noi abbiamo proposto, per esempio, l'abolizione dell'IRAP sull'agricoltura - che i deputati del centrosinistra, compresi i siciliani, hanno respinto - e molti altri interventi, nel corpo della finanziaria, a favore dell'agricoltura e dell'agrumicoltura in particolare, ma ci chiediamo anche: chi ha governato finora questo paese? A chi vanno attribuite le responsabilità se l'agrumicoltura siciliana è ormai scomparsa dai mercati internazionali? A chi si deve attribuire la responsabilità per il fatto che l'impegno che era stato assunto due anni fa di andare a modificare a livello di Unione europea i meccanismi di aiuto alla trasformazione industriale, tramutandoli in contributi forfettari per ettaro prodotto, non è stato realizzato? Chi dobbiamo ringraziare di tutto questo? La colpa del fallimento dell'agrumicoltura sarebbe dell'opposizione che, a dire dell'onorevole Cappella, non avrebbe presentato emendamenti sulla questione agrumicola? Siamo davvero arrivati ad una condizione di pesante degrado!
Il nodo politico su cui noi invitiamo il Parlamento a discutere ed i colleghi del centrosinistra siciliani a prendersi fino in fondo le loro responsabilità è sempre stato lo stesso, fin dall'inizio, e noi lo abbiamo detto chiaramente: attenzione, non confondiamo misure di intervento generico e polverizzato per la Sicilia con la defiscalizzazione della benzina, perché sono due cose completamente distinte, perché nessuno - avevamo detto - può pensare che la continuità territoriale possa essere barattata con la defiscalizzazione e neanche con altre provvidenze. Invece, puntualmente, da parte della maggioranza si propone, al posto della defiscalizzazione, qualcos'altro: cinque interventi in tutto. L'articolo aggiuntivo 70.085 della Commissione prevede la destinazione di 200 miliardi (che poi sarebbero 20 miliardi che consentono di accendere un mutuo di 200 miliardi) per «a) contenere i consumi ed i costi energetici delle piccole e medie imprese; b) fronteggiare la crisi del settore agrumicolo; c) sostenere iniziative ed investimenti nei comuni sedi di impianti di raffinazione, estrazione e stoccaggio di prodotti petroliferi». Bene, per tutte e tre queste finalità vengono previsti 200 miliardi una tantum. Una tantum! Cioè, 200 miliardi una sola volta, non ripetuti nel tempo!
Ma la cosa più grave è che non state compiendo alcuno sforzo, perché questi 20 miliardi, che poi diventano 200 in termini di mutuo, vengono tolti alla Sicilia, all'articolo 38, che allo stato avrebbe 30 miliardi come limite di impegno annuale, che vengono ridotti a 10 miliardi! Perché dovete dirglielo voi alla regione cosa deve fare con i 20 miliardi dell'articolo 38 (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)?
L'articolo aggiuntivo 70.084 della Commissione stanzia 100 miliardi di lire per la ristrutturazione del trasporto merci siciliano una tantum. Così si finisce con il 2001.
L'articolo aggiuntivo 70.081 della Commissione stanzia 25 miliardi per l'anno 2001 e 50 miliardi a decorrere dal 2002 quale contributo alle spese di trasporto: anche questo originariamente era una tantum. Infatti, erano stati stanziati 50 miliardi solo per un anno: quando in sede di Comitato dei nove abbiamo sollevato la questione, si sono resi conto che non potevano esagerare.
L'articolo aggiuntivo 70.080 della Commissione riguarda, invece, la continuità territoriale. A tale riguardo vorrei prima di tutto chiedere: perché, nella seduta del 4 maggio 1999, la sinistra ha bocciato l'emendamento Bono 35.8 che, un anno e mezzo fa, proponeva la stessa cosa con le stesse parole, gli stessi obiettivi e lo stesso stanziamento? A parte questa piccola osservazione, vorrei dire che la continuità territoriale - cosa importante e che noi, da un anno e mezzo, chiediamo venga realizzata - non ha nulla a che vedere con la questione della defiscalizzazione, con la quale non deve essere confusa, e non deve essere accettato il meccanismo in base al quale si offre la continuità territoriale, ma non si dà in cambio la defiscalizzazione.
Infine, l'articolo aggiuntivo 70.090 della Commissione non è altro che una norma manifesto. Poco fa l'onorevole Sbarbati si è snodata in una esaltazione di questo articolo aggiuntivo...
Stavo dicendo che questo famoso pacchetto di proposte che avrebbero dovuto bilanciarsi con il rifiuto della concessione della defiscalizzazione è assolutamente privo di contenuto e di valenza politica e, aggiungo, economica, perché l'intero pacchetto è pari, per il 2001, ad appena 175 miliardi, dei quali, con una proiezione negli anni a seguire, abbiamo soltanto 150, di cui 100 per la continuità territoriale.
Onorevoli colleghi, avviandomi alla conclusione, ricordo che noi abbiamo condotto la battaglia per la defiscalizzazione non per giocare né per fare i primi della classe. Voglio ricordare a tutti che questo problema è stato posto all'attenzione della Camera grazie ad un'iniziativa dei deputati del centrosinistra, i quali avevano pensato bene ad un percorso politico in base al quale, introducendo l'argomento in Commissione finanze, il brodo si sarebbe allungato in modo tale da arrivare alla fine della legislatura con loro, che sarebbero risultati i sostenitori di questi benefici e di queste agevolazioni per la
Nonostante che io ritenga corretto l'impianto di questo articolo aggiuntivo, debbo dire che non lo voterò e per diversi motivi. Sono stata eletta a Sondrio, nel partito della Lega nord Padania, che una volta si chiamava per «l'indipendenza della Padania». Da dieci anni vengo tacciata di razzismo appunto perché la Lega nord vuole privilegiare gli interessi locali rispetto a quelli centrali.
L'articolo aggiuntivo a cui mi riferisco è stato fortemente voluto dal partito trasversale, alla cui nascita abbiamo assistito, la settimana scorsa, proprio in quest'aula, che si chiama «partito della Sicilia». Questo articolo aggiuntivo non porterà dei buoni frutti nemmeno alla Sicilia perché comunque esso comporta degli oneri anche per questa regione. Inoltre è un articolo aggiuntivo che definire egoistico è poco.
A seguito dell'alluvione del 1987, è cambiata la geografia stessa della provincia di Sondrio. Ricordo, a tale riguardo, che fu approvata una legge che non ha ancora dato i suoi frutti, pur prevedendo delle agevolazioni con riferimento ad obiettivi europei. Aggiungo che la nostra provincia è perennemente attraversata da elettrodotti, e che ciò comporta ostacoli di diversa natura per tutto il territorio della provincia e a pagarne le conseguenze è la popolazione della provincia di Sondrio. Una delle conseguenze ricade direttamente sulla bolletta elettrica dei cittadini di Sondrio, che tra l'altro devono pagare un canone termico aggiuntivo (la maggiorazione è del 15 per cento).
Per questi motivi pur ritenendo corretto questo articolo aggiuntivo, non mi sento assolutamente di votarlo. E quanto ho detto non rappresenta soltanto una posizione esclusiva dei partiti del nord!
Questa è la settima finanziaria alla quale partecipo come deputato eletto in Sicilia. E per il settimo anno consecutivo denuncio - e mi assumo, per la mia parte, la responsabilità - che in questo paese non cambia nulla. Siamo passati dalla prima alla seconda Repubblica; siamo passati da un sistema elettorale proporzionale ad uno quasi maggioritario ma i problemi del Mezzogiorno ... Guardate, quando si parla di Sicilia, si parla anche del Mezzogiorno perché i problemi che denunciamo noi siciliani sono gli stessi
Le Ferrovie dello Stato Spa continuano a gestire il trasporto su ferro in Sicilia, eppure abbiamo un polo economico con un fiorente mercato del pesce, quello di porto Empedocle, dove mancano collegamenti ferroviari; la conseguenza è che il trasporto ittico non può avvenire su rotaia. Questa è l'immagine della Sicilia. Dare 100 miliardi per questo e per quello, a pioggia, una tantum, non risolve il problema storico di una programmazione che risponde alla necessità per l'intero paese che questa parte del territorio italiano riesca a raggiungere lo sviluppo che in altre parti del nostro territorio è stato già raggiunto da decenni. È questo il problema ed il fallimento dell'articolo aggiuntivo del Governo, che non risolve alcuno di tali problemi.
Assisteremo all'erogazione delle agevolazioni fiscali che la Germania ha ottenuto dall'Europa per aver allargato i confini ad est; l'Italia avrebbe dovuto fare la stessa battaglia non per regalare qualcosa ai siciliani o ai meridionali, ma perché l'economia italiana ha il problema delle regioni meridionali.
Capisco i colleghi della Lega ed i colleghi del nord quando lamentano di lavorare per il sud, ma fino a quando non vi sarà una politica di programmazione e di sviluppo complessiva per le aree del Mezzogiorno, per consentire a quest'ultimo di svilupparsi com'è nelle sue possibilità, la questione non sarà risolta. Si continuano ad insediare industrie anziché finanziare, per esempio, l'industria del turismo e garantire il passaggio a trasporti moderni che consentano di far viaggiare le persone in Sicilia e dalla Sicilia alle altre parti del mondo in tempi ragionevoli.
Quando si è aperto il dibattito sulla Sicilia, pochi giorni fa, ho ricordato una nota dell'agenzia ANSA che annunciava la nascita di un nuovo collegamento da Agrigento a Roma in dodici ore, lo stesso tempo che si impiega oggi per andare da Roma a Bangkok.
Questa è la Sicilia e queste sono le lacune che nessuno di noi, io per primo, è riuscito a colmare. Signor Presidente, anch'io me ne assumo la responsabilità perché, quando sono stato eletto, sette anni fa, ho tentato di rappresentare la Sicilia. Oggi, Presidente, lei ci ha tristemente ricordato che questa è l'ultima finanziaria della legislatura; non so se tornerò più in quest'aula, ma so che ho fallito perché, in questi sette anni, non sono riuscito - credo nessuno di noi ci sia riuscito - a cambiare la storia del Mezzogiorno e, più specificatamente per quanto mi sta a cuore, della mia Sicilia.
Onorevole Lucchese, le ricordo che dispone di tre minuti.
La sinistra non si è accontentata di un «pacchetto», ma si è fatta fare un «pacco», il che significa che ci siamo accontentati di un piatto di lenticchie rispetto a ciò che la Sicilia avrebbe potuto ottenere;
I siciliani sapranno valutare chi fa i loro interessi e chi no. Noi aspettiamo il giudizio dei nostri cittadini, che sapranno ben valutare chi si trova nel giusto e chi, invece, nell'errore relativamente alla tutela dei loro interessi.
Ora siamo arrivati alla discussione, siamo arrivati alla fine e della defiscalizzazione non c'è più traccia: sparita, inghiottita nella voragine delle promesse elettorali di questo centrosinistra che ha perso la testa, che dice tutto e il contrario di tutto, che non ha intenzione di dire sì a un provvedimento giusto ma nemmeno il coraggio di dire apertamente no e continua in una stucchevole melina istituzionale che, per fortuna, è arrivata al capolinea.
Il pacchetto Sicilia, più che un pacchetto possiamo definirlo un reale «pacco» fatto ai siciliani, costituito da pannicelli caldi e da elemosina; di defiscalizzazione non c'è alcuna traccia. E oggi trovo semplicemente patetico sentire ammettere, da parlamentari siciliani di centrosinistra, che erano stati i primi a promettere questo tipo di intervento ai siciliani, che nessuna defiscalizzazione è meglio della defiscalizzazione. Credo che questo sia francamente patetico. Vi siete rimangiati quella che era stata una vostra promessa. State facendo una figuraccia e vi state nascondendo dietro un pacchetto di misure che sono, sostanzialmente, chiacchiere, il nulla.
Esaminiamo queste misure. La prima riguarda un contributo alle piccole e medie imprese per il trasporto. Si tratta di una cifra assolutamente misera, 25 miliardi. Ricordiamo all'Assemblea che quando parlavamo della defiscalizzazione parlavamo di 2 mila miliardi. Questo intervento vale invece 25 miliardi, ed è fortemente limitativo perché contiene un vincolo, in quanto il contributo viene riconosciuto soltanto ai trasporti delle merci dalla Sicilia per la Comunità europea, in barba al Trattato di Barcellona; tutti sanno, infatti, che il mercato potenziale della Sicilia è quello che riguarda i paesi del bacino Mediterraneo, fuori anche dalla Comunità europea. Quindi, questo contributo vale soltanto per quelle merci che transitano dalla Sicilia verso il nord Europa. Dunque, nessun aiuto per tutte quelle imprese, che sono una grande realtà, che esportano merci in Tunisia, in Algeria, nel Marocco, eccetera, eccetera.
Tra l'altro, una novità introdotta dal Governo è che tutti questi interventi prevedono il cofinanziamento della regione, che non ha una lira - e lo sapete - perché vi è un contenzioso aperto, Stato-regione, che dura da anni, nel quale è stato accertato quanto la regione deve avere in base alla Costituzione, perché quello dell'articolo 38 dello statuto siciliano è un diritto garantito nella Costituzione per gli anni passati. In questa finanziaria non avete previsto una lira relativamente al contenzioso sospeso. Vorrei quindi sapere come la regione potrà cofinanziare questi interventi.
La seconda misura è quella a favore degli autotrasportatori, che è veramente un pannicello caldo. Il Governo, intimidito
Quanto poi alla continuità territoriale, mi scusi, onorevole Cappella, ma lei ha copiato da noi: in questa legislatura c'è una sola proposta di legge, che voi vi siete copiati nella finanziaria, ed è a firma Bono e Prestigiacomo. È l'unica proposta di legge. Lo accerti, perché ciò che dico lei lo deve verificare. C'è una sola proposta di legge che riguarda questo argomento per la Sicilia ed è nostra, è del Polo. Lei, onorevole Cappella, se l'è copiata e l'avete fatta diventare un emendamento alla finanziaria, dopo di che lei ha presentato una proposta di legge pochi giorni fa che ancora non è stata stampata. Lei dice che nessuno si è preoccupato della questione, ma questa è una nostra proposta (e, se vuole, al Senato c'è quella del senatore La Loggia).
Conosciamo bene l'argomento, tanto per essere chiari, e anche il ministro Bersani è intervenuto per chiarire questa vicenda. Si tratta di un piccolo contributo che non supera neanche i 50 miliardi ed è esclusivamente relativo alle tratte meno frequentate, a causa dei vincoli del regolamento CEE (riportati nella premessa dell'emendamento del Governo e copiati dal nostro). Vi sono delle dichiarazioni virgolettate del ministro nelle quali si dice chiaramente che questo contributo che entrerà in vigore tra un anno, quando lo Stato procederà alla gara con il bando europeo, è esclusivamente finalizzato a sostenere quelle tratte meno frequentate, cioè sono escluse da questo intervento (noi lo sappiamo bene perché l'abbiamo presentato noi) le tratte Palermo-Roma, Palermo-Milano, Catania-Roma, Catania-Milano, che si giustificano da sole e si reggono da sole sul mercato, perché questo è ciò che dice il regolamento europeo. Voi dunque non siete titolati ad andare a dire ai siciliani che avranno un contributo sulle tratte maggiormente trafficate perché, se la vogliamo dire tutta, questo è forse più un aiuto alle compagnie che ai siciliani.
Per quanto riguarda la solidarietà, avete previsto un intervento del quale dovreste vergognarvi. Prevedete tutta una serie di misure a favore delle piccole e medie imprese, per fronteggiare la crisi nel settore agrumicolo e per sostenere iniziative nei comuni sedi di impianti di raffinazione, estrazione e stoccaggio. Prevedete un limite di impegno di 21 miliardi per la durata di quindici anni.
Colleghi, andate a vedere come è stato coperto questo emendamento: 21 miliardi per quindici anni. La copertura viene effettuata togliendo 20 miliardi dall'articolo 38, cioè si sottraggono soldi già previsti per la Sicilia per la realizzazione di infrastrutture, e li si destina ad altro impiego. Cioè, questo emendamento vale un miliardo l'anno per quindici anni! Avete tolto questi miliardi da una tasca e li avete messi in un'altra tasca della stessa persona.
Questa finanziaria, che si esamina nel corso della campagna elettorale e che è stata una finanziaria all'insegna del «mercato» (abbiamo visto tutti i parlamentari della maggioranza contrattare con il Governo un impegno per il proprio territorio),
Possiamo condividere le finalità, ma non condividiamo il sistema di copertura, perché si tratta di un giro, signor Presidente: quello che era stato destinato, nel testo del disegno di legge, all'articolo 38 viene in parte spostato su questo emendamento, aggiungendo un doppio limite - vorrei che il relatore mi ascoltasse -, cioè indicando il limite del capitale mutuabile oltre al limite d'impegno. Restiamo in attesa - richiamo anche l'attenzione del sottosegretario Solaroli - che si possano riprendere gli incontri, sui quali vorremmo qualche notizia, per la definizione del pregresso dei rapporti finanziari Stato-regione, che vedono un rapporto dare-avere, ad oggi, a favore della regione siciliana.
Quindi, mentre non valutiamo positivamente l'emendamento del relatore per quanto riguarda il limite d'impegno, con riferimento al contributo di solidarietà nazionale, valutiamo positivamente l'emendamento sulla continuità territoriale, l'emendamento sul ponte sullo Stretto e sugli advisor (l'anno scorso ne avevo presentato uno io, che però ha avuto una fortuna diversa); concordiamo inoltre con la riformulazione della proposta emendativa degli onorevoli Sbarbati e Prestigiacomo, con la quale riteniamo si introduca nell'ordinamento un principio giustissimo; consideriamo anche positivo, nel quadro generale, il fatto che si siano tenute presenti le esigenze dell'intero paese, con i due interventi che il relatore ha previsto, uno dell'ANAS per la Ragusa-Catania e uno delle ferrovie per la Siracusa-Ragusa.
Il nostro giudizio, Signor Presidente, è complessivamente di insufficienza, perché riteniamo che l'accoglimento del pacchetto Sicilia avrebbe meritato ben altro, ma, pur con le perplessità evidenziate, voteremo a favore.
Negli ultimi due anni è cambiato tutto, perché l'anno scorso 1.500 miliardi erogati dallo Stato consentirono alla Sicilia di attivare un'azione di risanamento del bilancio. Ricordo che il mutuo contratto con la Merryl Linch ed il giudizio di affidabilità molto alto della Moody's nei con
Per questo abbiamo previsto la finalizzazione. E poi, amici, non potete parlare di brutte figure sul trasporto, perché il vostro assessore Rotella ha fatto scoppiare la guerra civile in Sicilia, per le sue bugie, per le sue malefatte e per avere preso in giro una categoria intera, quella degli autotrasportatori (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo)!
Sottolineiamo i risultati positivi che, ripeto, rappresentano una correzione di rotta rispetto ad una impostazione disastrosa, che non poteva produrre nulla, e infatti non ha prodotto nulla. Possiamo
Resta un emendamento piccolo - lo dico adesso anche per risparmiare tempo in seguito -, ma che segnala che la vecchia impostazione generale, l'impostazione del centrodestra, ma anche del centrosinistra, rimane in piedi ed è disastrosa. Si tratta dell'emendamento che finanzia, ancora una volta, la società per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Essa, ormai da decenni, riceve finanziamenti statali e ciò è un segnale dell'inutilità di quest'opera disastrosa che, probabilmente, non verrà mai realizzata; ma, dal punto di vista delle risorse dello Stato che vengono continuamente sperperate a questo fine...
Nel corso del dibattito in Commissione, quando si affrontò la questione, noi dicemmo che si doveva esercitare al massimo un senso di responsabilità complessiva per sviluppare le politiche per la Sicilia e per tutto il Mezzogiorno. Vi è un aspetto di equilibrio e di equità sostanziale di cui riteniamo si debbano fare carico il Parlamento e il Governo.
Nello specifico, per quanto riguarda il pacchetto Sicilia, per brevità mi rifaccio alle puntuali osservazioni del collega Liotta. Siamo d'accordo sulle finalità degli emendamenti che sono stati presentati, ma riteniamo che la copertura sia assolutamente inadeguata. Riteniamo, inoltre, che rispetto alle questioni affrontate vi dovesse essere più coraggio e più forza nella proposta avanzata, ma crediamo comunque che il caso Sicilia sia emblematico di un problema più vasto, quello dell'attuazione di una riforma federalista che effettivamente dia forza, reale autonomia e competenza finanziaria a tutte le regioni del nostro paese.
Se noi facessimo veri passi in avanti in direzione di un autentico federalismo, credo che daremmo una risposta equitativa e di merito molto più puntuale di quella che deriva dalla serie di emendamenti che ci apprestiamo a votare.
Questa è la questione che volevamo sottolineare per far presente che comprendiamo certamente le ragioni di questi emendamenti, ma riteniamo che una politica complessiva non possa essere realizzata adeguatamente, se non incentrandola sulla riforma dello Stato e delle regioni.
È un risultato di straordinaria importanza e vorrei solo che i colleghi del Polo provassero a ragionare. Qualcuno lo fa: rispetto al tono usato l'ultima volta ho sentito quelli più arrabbiati balbettare e altri più intelligenti, come il collega Liotta, dire: ne condivido le finalità, ma non mi piace la copertura.
Prendo atto di queste dichiarazioni importanti, mentre non posso prendere atto di quelle dell'onorevole Prestigiacomo, che ha fatto un discorso irritato rispetto al risultato raggiunto perché evidentemente le dispiace che si raggiunga un risultato, che in Sicilia si spenda per tutti i siciliani, mentre, invece, il Polo ha difficoltà a fare la campagna elettorale che si era prefissa (Commenti del deputato Prestigiacomo).
Abbiamo ottenuto la continuità territoriale, un risultato che i siciliani inseguono da trent'anni. Mai nessun Governo è riuscito ad ottenere un diritto evidente dei siciliani: oltre 600 miliardi. Certo, collega Prestigiacomo, ci poniamo il problema di chiedere soldi di cofinanziamento anche alla regione: lo Stato stanzia cento miliardi per la continuità e chiede alla regione un impegno di cinquanta. Non è normale che un paese chieda di costruire un progetto che sia cofinanziato? La regione siciliana, quando è stata governata dal centrosinistra, ha chiesto di non essere soggetta all'assistenza in assoluto e di avviare programmi di cofinanziamento vero. Noi chiedevamo allo Stato un impegno e la regione siciliana deve impegnarsi di conseguenza. Quando è stata governata da governi seri, essa aveva interesse verso il cofinanziamento. Noi abbiamo fatto un ulteriore scommessa che il Polo non avrebbe mai fatto: non abbiamo dato i 600 miliardi allo Stato perché li amministrasse, li abbiamo destinati alla regione siciliana che in questo momento governate voi (Proteste dei deputati di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
Onorevole Piscitello, si rivolga al Presidente!
Calma, abbiamo ancora cinque ore di lavoro. Prego, onorevole Piscitello.
Avremmo potuto scegliere di perdere, come avete scelto voi, ma non abbiamo intenzione di perdere e abbiamo avviato una trattativa serrata con il Governo e con la Commissione; alla quale, anche voi, colleghi della destra, avreste dovuto partecipare, anziché rifiutarvi e scegliere di perdere.
Noi abbiamo scelto di ottenere un risultato che è quasi superiore all'ammontare minimo che chiedevamo per la defiscalizzazione e quella battaglia continua. A noi sta a cuore la Sicilia, evidentemente al centrodestra stanno a cuore la demagogia e le elezioni (Applausi polemici dei deputati dei gruppi di Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega nord Padania)!
Non vi permetteremo di continuare a fare demagogia nelle piazze della Sicilia, dove andremo a spiegare con chiarezza che, con il voto contrario a questo provvedimento, in modo certificato siete i nemici della regione siciliana (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Applausi polemici dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Se così è la vicenda che ci occupa, voglio ricordare proprio a chi con rozza insensibilità la volta scorsa, intervenendo, diceva che io avevo drammatizzato il problema, voglio ricordare all'onorevole Piscitello, che viene da quelle zone, che poteva risparmiarci il suo comizio - tra l'altro di modesta fattura - per denunciare il dramma dei bimbi malformati: mi riferisco al record registrato nel siracusano, perché secondo il professor Salvatore Meli dell'ISMAC, negli ultimi dieci anni la provincia aretusea ha fatto registrare il 3,1 dei casi, rispetto all'1,9 della Sicilia intera, con la più alta percentuale nel triangolo industriale Melilli-Priolo-Ragusa, a seguito degli impianti petroliferi contro i quali oggi chiediamo un risarcimento ambientale.
Se si valuta la disoccupazione siciliana nel 60 per cento in ambito europeo, si può concludere che ci avete regalato i bambini segnati a vita, in cambio della disperante disoccupazione.
Vorrei fare un'altra osservazione, visto che sono stato citato. Né io né i miei colleghi abbiamo condotto una battaglia per la defiscalizzazione, né so chi abbia usato questo termine. Quale primo firmatario di una proposta di legge, ho svolto un lavoro tendente a ridurre il divario derivante dalle diseconomie dovute alla insularità della Sicilia. Oggi è previsto un lasso di tempo per le imprese siciliane affinché possano ammodernarsi e diventare competitive quando le risorse statali ed europee non potranno essere più messe a disposizione per le aree del Mezzogiorno. Questo è l'obiettivo che abbiamo cercato di conseguire. Nel portare avanti l'esame di quella proposta di legge, si è inserita la sessione di bilancio. Ho sempre affermato - come gli altri colleghi - che la sessione di bilancio e la legge finanziaria avrebbero potuto essere utili per cercare di introdurre alcuni principi, dopodiché si sarebbe potuto proseguire il lavoro in Commissione finanze. Questa è stata la strada seguita e nessuno di noi si è mai permesso di dire cose diverse alla stampa o nei comizi, all'interno di quest'aula o fuori.
Signor Presidente, ritengo che abbiamo costruito soluzioni serie e praticabili, come quelle contenute nelle proposte emendative formulate dal relatore. Anziché dare atto di tale risultato ed essere contenti (come lo è stato l'onorevole Liotta) del principio adottato, si pensa da parte dell'opposizione di utilizzare questo momento per la futura campagna elettorale. Non è questo il nostro obiettivo, ma quello di approvare provvedimenti seri per la Sicilia.
Abbiamo introdotto principi importanti e continueremo a lavorare in tale direzione con il provvedimento che, conclusa la sessione di bilancio, mi auguro possa andare avanti. In conclusione, voglio dare atto di quel che si è fatto ed anticipo che ritirerò i miei emendamenti (Applausi del deputato Bono). Vorrei chiedere ai colleghi dell'opposizione di non farli propri...
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 397
Astenuti 6
Maggioranza 199
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 247).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 411
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato sì 152
Hanno votato no 259).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 418
Astenuti 3
Maggioranza 210
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 260).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 427
Astenuti 5
Maggioranza 214
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 269).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 427
Astenuti 5
Maggioranza 214
Hanno votato sì 337
Hanno votato no 90).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Prestigiacomo 70.036, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
(Presenti 436
Votanti 432
Astenuti 4
Maggioranza 217
Hanno votato sì 142
Hanno votato no 290).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 429
Astenuti 4
Maggioranza 215
Hanno votato sì 140
Hanno votato no 289).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Selva 0.70.084.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 441
Votanti 436
Astenuti 5
Maggioranza 219
Hanno votato sì 132
Hanno votato no 304).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 429
Astenuti 6
Maggioranza 215
Hanno votato sì 128
Hanno votato no 301).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 432
Astenuti 13
Maggioranza 217
Hanno votato sì 381
Hanno votato no 51).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Stucchi 0.70.080.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 403
Astenuti 4
Maggioranza 202
Hanno votato no 235).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Stucchi 0.70.080.3, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 440
Astenuti 7
Maggioranza 221
Hanno votato sì 435
Hanno votato no 5).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 447
Astenuti 3
Maggioranza 224
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 265).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 441
Astenuti 6
Maggioranza 221
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 273).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 404
Astenuti 45
Maggioranza 203
Hanno votato sì 389
Hanno votato no 15).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leone. Ne ha facoltà.
Mi rivolgo al sottosegretario Angelini, perché nel comma 2 di questo articolo aggiuntivo si dice che «La precisazione del contenuto dell'onere di pubblico servizio
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 70.082 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 400
Astenuti 40
Maggioranza 201
Hanno votato sì 396
Hanno votato no 4).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 440
Astenuti 4
Maggioranza 221
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 254).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 447
Astenuti 5
Maggioranza 224
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 261).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 448
Votanti 444
Astenuti 4
Maggioranza 223
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 264).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 448
Votanti 443
Astenuti 5
Maggioranza 222
Hanno votato sì 148
Hanno votato no 295).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Liotta. Ne ha facoltà.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 70.085 della Commissione, nel testo riformulato, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 445
Astenuti 4
Maggioranza 223
Hanno votato sì 282
Hanno votato no 163).