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La seduta, sospesa alle 9,40, è ripresa alle 10,05.
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame dell'articolo 57.
Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Conti 57.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
AUGUSTO FANTOZZI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSTO FANTOZZI, Presidente della V Commissione. Desidero solo annunciare che sostituirò temporaneamente il relatore.
PRESIDENTE. Sta bene.
GUIDO POSSA. Ieri il sottosegretario Giarda ci ha consegnato un prospetto con le quantificazioni delle coperture riguardanti l'eliminazione del ticket, cioè l'emendamento 57.20. Questa mattina ho visto un altro prospetto delle coperture di cui vorrei avere copia.
PRESIDENTE. Va bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Selva 0.57.20.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.57.20.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.57.20.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.57.20.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Massidda 0.57.20.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo al subemendamento Cè 0.57.20.19.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CÈ. Chiedo un po' di spazio in più, anche se siamo tutti stanchi, perché su un tema così importante come la sanità ed in particolare l'abolizione del ticket vorrei avere l'attenzione del sottosegretario.
PRESIDENTE. Colleghi, nella giornata odierna procederemo a circa 400 votazioni a cui si aggiungerà l'esame di due decreti-legge e di altri due provvedimenti.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, è il Governo che ha scelto di parlare solo questa mattina di sanità, che non è un problema da poco dato che tutti i colleghi, nei loro interventi, hanno evidenziato le difficoltà incontrate per dare risposte concrete. Preciso che non si tratta di una vittoria di questo o di quell'altro, leggo anch'io i giornali in cui tutti si assumono la paternità dell'iniziativa, ma ritengo che la vittoria sia di tutto il Parlamento, dal momento che quasi tutti i gruppi politici - e sicuramente quello di Forza Italia - avevano chiesto l'abolizione di questi odiosi ticket.
Mi auguro inoltre che voi approviate i subemendamenti presentati dall'onorevole Di Capua, che sono coraggiosi (anche se non coperti), seri e finalizzati veramente a prevenire i tumori. Avete ridotto l'età e allungato gli anni per lo screening: credo che domani dovrete sicuramente essere orgogliosi, come noi, di aver eliminato i ticket ma dovrete anche guardarvi in faccia, perché vi renderete conto che avete preso in giro voi stessi, il Parlamento e tutti i cittadini (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Del Barone. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto a sua disposizione.
GIUSEPPE DEL BARONE. Signor Presidente, è stupido andare a ricercare nell'abolizione dei ticket la vittoria della destra o quella della sinistra. Sulla carta sembrerebbe una vittoria dei cittadini. Quando però sui giornali si «ipertrofizza» la questione affermando che dal 2001 i cittadini non pagheranno più i ticket, contemporaneamente bisognerebbe dire che dal 2002 la possibilità di far pagare i ticket passerà alle regioni. Il 2001, quindi, sarà l'anno delle bugie e il 2002 l'anno delle verità. Questo è un dato di fatto ben preciso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conti. Ne ha facoltà.
GIULIO CONTI. Signor Presidente, il gruppo di Alleanza nazionale è sempre stato favorevole all'abolizione dei ticket.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto a sua disposizione.
MARA MALAVENDA. Presidente, sento parlare di vittoria dei cittadini, ma voglio ricordare che questi diritti, come altri, fino a qualche anno fa erano diritti acquisiti dei cittadini. Calma, quindi, colleghi: oggi state semplicemente restituendo una minima parte di quello che in questi anni è stato scippato ai cittadini!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Di Capua 0.57.20.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Di Capua 0.57.20.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Massidda 0.57.20.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo al subemendamento Cè 0.57.20.20.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, per quanto riguarda l'abolizione del ticket sulle procedure di screening diagnostico, nei miei emendamenti sono stato fedele all'impostazione che ci ha sempre contraddistinto in questa legislatura: ho chiesto, infatti, che l'abolizione avvenisse già da quest'anno per tutte le prestazioni di tipo ambulatoriale.
PRESIDENTE. Onorevole Di Capua, l'onorevole Cè non riesce a parlare! La richiamo all'ordine per la prima volta.
ALESSANDRO CÈ. ...consentendo la gratuità delle indagini di screening solo per le patologie più diffuse, cioè quelle al colon, alla mammella ed al collo dell'utero. Non vedo infatti perché non possa beneficiare della gratuità anche chi ha un'ereditarietà per carcinoma gastrico; ritengo che per motivi di equità si dovrebbe usufruire dello stesso regime ed i nostri emendamenti andavano in questa direzione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo al subemendamento Bono 0.57.20.10.
NICOLA BONO. Signor Presidente, ricordo che ieri sera si è svolto un dibattito nell'ambito del quale abbiamo formulato delle domande e che lei si era impegnato, insieme al sottosegretario Giarda, a far sì che il Governo rispondesse questa mattina quando avessimo trattato l'argomento. In effetti ora non siamo esattamente sull'argomento, perché esso sarebbe l'emendamento del Governo 57.20, su cui immagino che il sottosegretario Giarda vorrà rispondere ai quesiti che abbiamo formulato ieri sera.
PRESIDENTE. Colleghi, il sottosegretario Giarda forse avrebbe voluto rispondere in merito all'emendamento 57.20, ma può farlo adesso, in modo che il suo intervento serva da orientamento per i colleghi che dovranno intervenire successivamente sui subemendamenti.
PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, la discussione di ieri sera ha indotto il Governo a rivedere alcune delle valutazioni che erano state fatte nella relazione tecnica, della quale ho depositato una nuova stesura che tiene conto delle osservazioni formulate in quest'aula. Mi accingo dunque a rispondere alle osservazioni, riferendomi al testo di questo nuovo documento che ora è a disposizione.
adesso non contengono più errori, ma effettivamente, nella tabella allegata alla relazione tecnica che avevo presentato, vi erano delle stime non corrette. Devo dare atto che sia i suggerimenti e le domande che mi erano arrivati dalla Presidenza della Camera sia le osservazioni che erano state formulate da tutte le persone intervenute ieri, l'onorevole Bono, l'onorevole Giorgetti, l'onorevole Possa, l'onorevole Liotta, avevano sottolineato l'incongruenza delle stime originarie che erano state prodotte.
NICOLA BONO. E sulla dequalificazione della spesa?
PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Sul punto segnalato, si tratta di utilizzare somme del conto capitale da destinare al finanziamento di uno sgravio di partita corrente. Per dare una risposta appropriata, sarebbe necessario un intervento sul quale intendo risparmiare perché interromperebbe i lavori della Camera. Si tratta certamente di un'entrata una tantum che serve a finanziare la fase di transizione di quest'operazione della quale non vi sarà più necessità negli anni successivi.
tabella nella quale vengono espressi come aggravanti o come costi dell'abolizione dei ticket gli effetti di aumento della domanda di farmaci che a regime sono stimati in 500 miliardi. Il Governo è consapevole che l'abolizione dei ticket avrà effetti di aumento della domanda di farmaci e l'ha valutata, a regime, in 500 miliardi.
NICOLA BONO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Bono, lei conosce i tempi.
NICOLA BONO. Le volevo dire che mi impegno a non parlare più, tranne che sul pacchetto Sicilia...
PRESIDENTE. Per quanto tempo?
NICOLA BONO. ...per cui le chiederei di non essere fiscale in questa replica che conterrò nell'ambito dei cinque minuti.
PRESIDENTE. Quanto?
NICOLA BONO. Cinque. Se lei ha capito cinquanta ed è in animo di trattare, sono disponibile.
PRESIDENTE. Ne è passato uno. Ha facoltà di parlare.
NICOLA BONO. Sottosegretario Giarda, se lei avesse sostenuto un esame all'università dove insegna, le avrebbero dato come voto di scuola media superiore e non universitario un quattro e mezzo: otto per l'esposizione forbita e in perfetta lingua italiana e uno sul piano tecnico, perché non ha assolutamente convinto nessuno...
PRESIDENTE. E avrebbe la cattedra di letteratura italiana!
NICOLA BONO. Sì, Presidente, ma sarebbe espulso dal dipartimento di economia e commercio.
elementi di finanza creativa, di prossima istituzione se continuerà a governare la sinistra in questo paese (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia)!
PRESIDENTE. Onorevole Bono, deve concludere.
NICOLA BONO. Sto per concludere, signor Presidente. Dunque, a fronte dell'impossibilità di contenimento della spesa, non vi sarà altra possibilità che ricorrere all'aumento dei ticket, con l'aggravante (sappiatelo, colleghi, soprattutto quelli che si chiamano federalisti) che tale aumento avverrà in maniera diseguale nel paese: nelle regioni più virtuose gli aumenti saranno più contenuti rispetto alle regioni meno virtuose; pertanto, vi sarà una distribuzione dell'onere dei ticket a macchia di leopardo che rappresenterà una penalizzazione intollerabile per i cittadini, oltre che una grave violazione, persino costituzionalmente rilevante.
ANTONIO MARZANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO MARZANO. Signor Presidente, dopo aver ascoltato la cosiddetta relazione del professor Giarda, ho ricordato che, quando hanno cominciato a circolare ipotesi sulla manovra finanziaria di quest'anno, un quotidiano nazionale ha riferito che un autorevole esponente dei Democratici di sinistra, durante una cena in un ristorante, aveva dichiarato: «Prima delle elezioni faremo gli sgravi fiscali; dopo, chi verrà al Governo rimetterà le cose a posto». Non ci volli credere, ma a poco a poco, nel corso dei lavori sulla finanziaria, ho cominciato a ricredermi e a pensare che quella notizia avesse un serio fondamento. Infatti, non è stato altro che un crescendo continuo di misure di intento elettoralistico e, di pari passo con l'accumularsi di tali misure, crescevano le critiche sulla mancanza di copertura: mi riferisco alle critiche della Corte dei conti, degli uffici della Camera e della Banca d'Italia, che parlano della futura necessità di operare correzioni, esattamente come aveva profetizzato quel parlamentare diessino.
state scappando con la cassa (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale - Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo)!
FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, con il subemendamento Bono 0.57.20.10 si vorrebbe abolire il comma 2-quinquies dell'emendamento del Governo. Mi sembra che al di là dei numeri, che il sottosegretario vuole far quadrare, ciò che è importante sia l'esperienza e l'esperienza dice - io sono medico da quarant'anni - che, appena si tolgono i ticket, aumenta la spesa sanitaria. Il sottosegretario ha detto che prevede 500 miliardi, ma in realtà non è prevedibile di quanto aumenterà la spesa.
TERESIO DELFINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TERESIO DELFINO. Signor Presidente, come sempre il professor Giarda si fa apprezzare per le sue capacità, che stanno diventando quasi quelle di un prestigiatore. Non vorrei che, continuando così, da stimato professore finisse invece col venire ricordato appunto come un prestigiatore creativo della finanza pubblica.
SILVIO LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVIO LIOTTA. Signor Presidente, colleghi, noi abbiamo valutato nuovamente l'emendamento presentato dal Governo ed apprezziamo la finalità che intende raggiungere. Riteniamo, anzi, che si tratti di un intervento tardivo, perché in questi anni abbiamo costretto i cittadini italiani a subire un pagamento esoso che non andava richiesto.
ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, viene continuamente chiamato in causa il professor Giarda, però in questo caso, dal momento che si tratta di sanità, credo sarebbe opportuno che anche il professor Veronesi, in quanto ministro, dicesse due parole.
dichiarate disponibili ad accollarsi la copertura della spesa sanitaria nel caso di sfondamento.
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Ostillio...
ALESSANDRO CÈ. Come stavo dicendo, molte persone non hanno effettuato gli esami specialistici attraverso il sistema sanitario nazionale, ma hanno preferito effettuarle privatamente, pagandole. È chiaro che una parte di tali prestazioni sono a carico del servizio sanitario nazionale, ma è evidente che le previsioni di contenimento della spesa descritteci dal professor Giarda non sono credibili.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo alla votazione del subemendamento Cè 0.57.20.21.
GUIDO POSSA. Faccio riferimento al comma 2-septies dell'emendamento 57.20 del Governo solo per un aspetto che mi preoccupa. In esso si stabilisce che le regioni adottano le deliberazioni per il reintegro dei ticket soppressi, nel caso in cui non vi sia la copertura piena. Dobbiamo o non dobbiamo assicurare a tutti i cittadini, in tutte le regioni, prestazioni uniformi del servizio sanitario nazionale? Certamente non possiamo accettare che vi siano regioni che domani adotteranno dei ticket sanitari ed altre regioni che potranno non adottarli. Invito il Governo a riflettere in proposito, perché mi sembra che si introduca una discriminazione sulla fruizione dei servizi fondamentali uniformi, ai quali tutti i cittadini italiani in quanto tali devono poter accedere.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Selva 0.57.20.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 57.20 del Governo.
ANTONIO SAIA. Voteremo a favore dell'emendamento del Governo, che riteniamo una grande conquista di civiltà per il nostro paese. Infatti, colleghi, ci sono le parole e ci sono i fatti. Da sempre noi Comunisti in Italia abbiamo sottolineato l'esigenza - ed in tal senso abbiamo presentato emendamenti a tutte le finanziarie - di avviare una progressiva e rapida soppressione dei ticket, vera e propria tassa ingiusta sulla malattia. L'abbiamo fatto e l'abbiamo sostenuto e ne sono testimoni tutti i ministri che hanno guidato la sanità in questi anni, Costa, Guzzanti, Bindi, e tutti i colleghi che in Commissione hanno assistito alle nostre lotte in questo senso.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Intervengo solo per indicare alcune correzioni all'emendamento 57.20. Al punto 2-septies laddove si legge «Qualora tale andamento si discosti dall'effettivo conseguimento degli obiettivi previsti al comma 5», occorre scrivere «ai commi 2-quinquies e 2-sexies».
PRESIDENTE. Mi sembra che vi sia anche una correzione formale, nel senso che va eliminato il riferimento al DPEF contenuto nel comma 2-sexies.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Va bene.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Capua. Ne ha facoltà.
FABIO DI CAPUA. Signor Presidente, innanzitutto le chiedo scusa per la piccola intemperanza di poco fa.
PRESIDENTE. Ci mancherebbe! È successo ben di peggio.
FABIO DI CAPUA. Ringrazio il professor Veronesi per avere, con alcune felici intuizioni, riportato all'attenzione dell'opinione pubblica nazionale il problema della prevenzione e della diagnosi precoce del cancro attraverso misure finalmente innovative ed efficaci.
al Senato o con uno strumento disposto dal Ministero della sanità, chiedo che venga perfezionata l'interpretazione di questo punto.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà.
MARA MALAVENDA. Ovviamente non diremo no a quelle misure che restituiscono ai cittadini una minima parte di quanto è stato loro tolto negli anni, però stiamo parlando di sanità e mi sembra giusto ricordare che questo Governo consente fatti di questo genere: al Monaldi di Napoli - leggo testualmente da la Repubblica dell'11 novembre - «in uno spogliatoio, tra le scope e l'aspirapolvere: così è stato sistemato un paziente in attesa di un intervento specialistico, per fare posto ad un pagante». Questa è la situazione, c'è poco da applaudire o da entusiasmarsi anche questa è la sanità di questi Governi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bertinotti. Ne ha facoltà.
FAUSTO BERTINOTTI. Finalmente è arrivato anche il nostro giorno in questa finanziaria che non condividiamo. Siamo lieti di concorrere a fare una cosa buona, una cosa progressista, di sinistra, forse semplicemente una cosa giusta. La reazione delle destre dimostra il significato semplicemente sociale a cui esse si oppongono, perché del conservatorismo compassionevole di cui si ammantano persino il compassionevole non regge alla prova dei fatti!
non è pregiudiziale, quando c'è una convergenza viene il nostro consenso, anche dagli spalti dell'opposizione. Seconda considerazione: se il centrosinistra compie una scelta che si muove in direzione della giustizia sociale, nasce una convergenza con Rifondazione comunista, le destre perdono, il paese ci guadagna (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Rifondazione comunista-progressisti, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conti. Ne ha facoltà.
GIULIO CONTI. Presidente, colleghi, accogliamo di buon grado l'iniziativa del Governo concernente l'abolizione dei ticket e non credo che l'onorevole Bertinotti abbia detto qualcosa di nuovo per quanto riguarda Alleanza nazionale e il Polo. I ticket sono stati istituiti dai Governi di centrosinistra, bisogna ricordarlo, ed ora, come una donna pentita (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)..., ripeto come una donna pentita li abolite, perché avete riconosciuto di aver sbagliato. Questa è la verità incontrovertibile!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galletti. Ne ha facoltà.
PAOLO GALLETTI. Signor Presidente, nell'annunciare il voto favorevole dei Verdi sull'emendamento 57.20 del Governo, vorrei rilevare, per evitare che questo dibattito assuma toni populistici, che il problema del consumismo sanitario era e forse può tornare ad essere un problema e che l'industria farmaceutica, basandosi sul bisogno del malato, ha indotto negli anni passati una crescita della spesa sanitaria alla quale non ha corrisposto una crescita dell'efficienza e dell'efficacia delle cure, quindi una diminuzione delle malattie ed un aumento del benessere dei malati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Baiamonte. Ne ha facoltà.
GIACOMO BAIAMONTE. Signor Presidente, signor ministro, nei giorni scorsi lei ha detto che nel nostro paese le neoplasie maggiormente diffuse che affliggono i cittadini sono i tumori del polmone, del seno, del colon retto e, nell'uomo, quelli della prostata. Ella ha previsto l'abolizione dei ticket per la mammografia e la pancolonscopia, giustamente. Non capisco perché non ha previsto l'abolizione dei ticket per la prevenzione dei tumori della prostata (per esempio, l'ecografia transrettale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taradash. Ne ha facoltà. Le ricordo che ha un minuto a sua disposizione.
MARCO TARADASH. Signor Presidente, si possono fare le cose giuste per scopi vergognosi e in modo vergognoso. Credo che il Governo lo stia facendo. Non si può procedere all'abolizione dei ticket senza, al tempo stesso, dire come la spesa pubblica potrà sopportare la relativa spesa. Non lo si può fare scaricando tutto sulle regioni e sui cittadini che verranno dopo questa legislatura e dopo questo Governo, i quali si troveranno a dover far fronte ai costi imposti da questo Governo alla nazione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Questo è un modo di fare assolutamente inaccettabile!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, colleghi, nell'annunciare il voto favorevole del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo sull'emendamento 57.20 del Governo e nel provare un certo imbarazzo per le dichiarazioni di tanti colleghi del Polo delle libertà, che non se la sentono di affermare che non condividono l'abolizione dei ticket, ho una certa difficoltà a trovare motivazioni per non condividere la misura proposta.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Massidda, al quale ricordo che ha un minuto di tempo. Ne ha facoltà.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole di Forza Italia sull'emendamento 57.20 del Governo, anche perché, al di là delle dichiarazioni delle sinistre, la verità è ciò che risulta: dal 1994 ad oggi i nostri emendamenti sono stati sempre finalizzati ad eliminare questa tassa iniqua sulla malattia.
un augurio: saremo in grado, state tranquilli (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Follini, al quale ricordo che ha un minuto di tempo. Ne ha facoltà.
MARCO FOLLINI. Signor Presidente, voteremo a favore di questa misura perché non lasciamo certo al centrosinistra il monopolio della solidarietà, dei buoni sentimenti, dell'attenzione ai più deboli. Il centrodestra non è quel luogo arido che piace descrivere a Bertinotti con parole che non corrispondono alla verità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo, al quale ricordo che ha un minuto di tempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, l'aver ottenuto il risultato dell'abolizione dei ticket è un fatto positivo e quindi ritengo che si debba votare a favore dell'emendamento 57.20 del Governo. La cosa indecente è che il Presidente della Camera e la debolezza dei capigruppo hanno consentito di tenere la legge finanziaria aperta per il mercato della politica, in questo caso a vantaggio di alcune categorie ed in altri casi sulla pelle di altre.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Buontempo.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, ribadisco che la scelta compiuta dal centrosinistra è condivisibile, ma di fatto rappresenta un manifesto elettorale, visto che per quattro anni si è parlato null'altro che di sanitometro. L'essenza dell'emendamento è giusta: consiglio all'onorevole Bertinotti di rileggersi i resoconti stenografici delle ultime cinque leggi finanziarie, per rendersi conto che sono stati sempre la Lega ed il Polo a sostenere l'abolizione dei ticket.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone, a cui ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, anche noi voteremo convintamente a favore dell'emendamento 57.20 del Governo. Ovviamente non farò un discorso da grande occasione, come ho sentito fare a qualcuno in quest'aula. Noi siamo profondamente convinti, anche perché l'azione politica da noi svolta in passato ci dà ragione, forza e motivazione. Certamente non è lucida la posizione, la procedura con cui il Governo ha affrontato questa problematica. Lo diciamo con estrema chiarezza: forse l'esigenza propagandistica elettoralistica ha prevalso su altre ragioni e su altre motivazioni. Si scarica l'onere sulle regioni: questo non è federalismo! Significa non voler assumere responsabilità nel momento in cui non vi sono trasferimenti di risorse. Ma c'è il pericolo oggettivo di dover pagare dopo, di vanificare successivamente questa misura, di rendere inutile questo provvedimento. Questo è un motivo di grande preoccupazione. Ecco perché il nostro voto, pur convinto, si accompagna a queste perplessità, fermo restando che non condividiamo tutti gli elementi propagandistici con cui sono stati affrontati questa problematica e questo dibattito in aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Villetti, a cui ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
ROBERTO VILLETTI. Voglio dare l'assenso dei socialisti all'emendamento 57.20 del Governo che dispone l'abolizione dei ticket e l'introduzione di un diverso sistema di monitoraggio che controlli la spesa sanitaria, perché questo è l'obiettivo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mussi. Ne ha facoltà.
FABIO MUSSI. L'emendamento del Governo che ci accingiamo a votare, signor Presidente, è il punto di più significativo cambiamento del testo originario della buona finanziaria che stiamo votando. Visto che sulla stampa ha fatto sentire la sua voce qualche Catone, già stamane in quest'aula se ne è sentita l'eco. Si è detto che c'è un ribaltamento di filosofia, un rovesciamento della politica economica di rigore che il Governo vuole, anche con questa finanziaria, rappresentare.
CESARE RIZZI. Ci sono le elezioni!
LUCA VOLONTÈ. Questo è un comizio!
NICOLÒ ANTONIO CUSCUNÀ. Vallo a dire a San Giovanni!
FABIO MUSSI. ...dal 2001 saranno ridotti i ticket per tutta la farmaceutica e la diagnostica per alcune grandi patologie tumorali; dal 2002 saranno ridotti da 73 a 23 mila lire i ticket per tutte le altre prestazioni; dal 2003 zero ticket.
Importante è la grande scelta di prevenzione sulle patologie tumorali, nonché l'iniziativa sulla farmaceutica. Vi è una discussione se il ticket inibitore del consumo possa avere un effetto virtuoso contro il sovraconsumo. La risposta a questa domanda è molto dubbiosa; vi è molto scetticismo che questa idea corrisponda a realtà; vi sono altri più rilevanti profili del problema che riguardano - come prevede in un altro punto la finanziaria - il governo del mercato dei farmaci, l'educazione sanitaria, la responsabilizzazione dei medici, a partire da quelli di base, e l'efficienza del sistema.
ALESSANDRO CÈ. La Baraldini!
GIULIO CONTI. La Baraldini!
VINCENZO ZACCHEO. I telefonini!
FABIO MUSSI. Una sinistra non divisa nella più grande alleanza di centrosinistra può ottenere buoni risultati per i cittadini, in particolare per i più deboli. Per questa ragione il nostro gruppo vota con grande soddisfazione l'emendamento presentato dal Governo (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e Comunista).
NICOLA BONO. La terza via che fine ha fatto?
UMBERTO VERONESI, Ministro della sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
UMBERTO VERONESI, Ministro della sanità. Signor Presidente, è un momento di grande soddisfazione per me perché ho potuto notare ed ascoltare su questo provvedimento pareri favorevoli da tutte le parti, da tutti i componenti del Parlamento; credo quindi che in termini di contenuti e di principio siamo tutti d'accordo. Come ho avuto modo già di dire in sede di interrogazioni a risposta immediata, il ticket, nato inizialmente solo come un piccolo deterrente agli sprechi, lentamente ha assunto il carattere di una vera e propria tassazione, ma una tassazione ingiusta perché colpisce un malato, una persona già debole; non solo, ma è una tassazione perversa perché, quanto più la malattia peggiora, tanto più aumenta la tassa. Paradossalmente siamo in una condizione di progressiva inciviltà e non viceversa. Credo che sia ragionevole affrontare questo tema in termini radicali e questo provvedimento nel giro di un paio di anni vuole sbarazzarsi di questa ingiustizia.
MARIO TASSONE. I risultati sono i più bassi del mondo!
UMBERTO VERONESI, Ministro della sanità. Nonostante tale basso costo, la sanità italiana è stata classificata tra le più efficienti e tra le più eque del mondo dall'Organizzazione mondiale della sanità.
SERGIO COLA. Specialmente al sud!
UMBERTO VERONESI, Ministro della sanità. Parlo di valutazioni fatte da organismi al di fuori del nostro paese. Infatti, in Italia registriamo la più elevata longevità e tra le più basse mortalità infantili: si tratta di due indici molto importanti. Al riguardo, devo dare atto al Governo e al ministro che mi ha preceduto perché, se siamo arrivati a tale punto, dobbiamo riconoscerne i meriti (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, Comunista, dei Democratici-l'Ulivo, misto-Verdi-l'Ulivo e misto-Rifondazione comunista-progressisti - Commenti del deputato Cola).
PRESIDENTE. Onorevole Cola, la richiamo all'ordine per la prima volta.
GIULIO CONTI. Pensavo che avresti ringraziato i medici, non la Bindi! Sei penoso!
PRESIDENTE. Onorevole Conti, la richiamo all'ordine.
UMBERTO VERONESI, Ministro della sanità. Detto questo, debbo dire che la qualità della nostra sanità è buona; il recente studio europeo (dal titolo Eurocare) ha riconosciuto che nel nostro paese la guaribilità dei pazienti con patologia tumorale è tra le più alte in Europa: siamo molto avanti rispetto a paesi evoluti come la Gran Bretagna e la Svizzera.
sono assolutamente sereno (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dell'UDEUR, Comunista, dei Democratici-l'Ulivo, misto-Rifondazione comunista-progressisti e misto-Verdi-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 57.15 del Governo, accettato dalla Commissione.
Dichiaro chiusa la votazione.
GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, desidero segnalare che tanto in quest'ultima quanto nella precedente votazione era mia intenzione votare a favore.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevle Bianchi.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 57.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 312
Astenuti 1
Maggioranza 157
Hanno votato sì 128
Hanno votato no 184).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 379
Votanti 364
Astenuti 15
Maggioranza 183
Hanno votato sì 154
Hanno votato no 210).
Passiamo al subemendamento Massidda 0.57.20.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Massidda 0.57.20.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 395
Astenuti 14
Maggioranza 198
Hanno votato sì 164
Hanno votato no 231).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 405
Astenuti 15
Maggioranza 203
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 231).
(Segue la votazione).
(Presenti 427
Votanti 412
Astenuti 15
Maggioranza 207
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 235).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 422
Votanti 406
Astenuti 16
Maggioranza 204
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 231).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 410
Astenuti 16
Maggioranza 206
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 237).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 408
Astenuti 15
Maggioranza 205
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 237).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 418
Astenuti 14
Maggioranza 210
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 239).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 413
Astenuti 16
Maggioranza 207
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 237).
Nel momento in cui prevediamo l'abolizione progressiva dei ticket per la farmaceutica e per la diagnostica, è necessario fare chiarezza, anzi vorremmo invitare il Governo ad aprire la discussione, in considerazione del fatto che la Lega nord Padania e il Polo, nel corso di tutta la legislatura, hanno fatto dell'abolizione dei ticket una questione di equità sociale.
Oggi constatiamo che il centrosinistra utilizza l'abolizione dei ticket come un manifesto elettorale: in un articolo apparso oggi su un quotidiano l'onorevole Giannotti rivendica la paternità di questa iniziativa! Vorrei ricordare al collega che da cinque anni in questo Parlamento l'opposizione sta sostenendo a spada tratta questa ipotesi: lo dico per fare chiarezza.
Come mai, chiedo, se oggi siete convinti dell'abolizione dei ticket - e noi siamo contenti tanto che voteremo a favore - per quattro anni avete sostenuto con forza il loro mantenimento, semmai rimodulandoli? Questa aula è stata impegnata per mesi e mesi nella discussione sul sanitometro, che modificava i ticket senza ridurli. Chiedo quindi al sottosegretario di spiegare, se non è vero quello che sto sostenendo e cioè che si tratta di pura demagogia e di pura propaganda elettorale, come mai la maggioranza e il Governo hanno cambiato idea sul punto! Ho concluso, signor Presidente.
La nostra posizione era ispirata da un'idea di organizzazione del sistema sanitario nazionale basata sulla competitività e su meccanismi di autoregolamentazione che incidevano sul controllo della domanda. A me risulta che, oltre all'abolizione dei ticket, il Governo non ha cambiato nulla nella sua politica sanitaria, il che contribuirà a sfondare la spesa. Da questo punto di vista vorrei avere una spiegazione politica da parte del Governo e di un esponente della maggioranza per capire il significato della richiesta di abolizione dei ticket.
Vi chiedo fin d'ora scusa, ma dovrò essere rigoroso nel rispetto dei tempi, altrimenti non riusciremo a concludere i nostri lavori neanche domani.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Massidda. Ne ha facoltà.
La verità è che il progetto, presentato solo ieri, scaturisce da una architettura di copertura - permettetemi - ridicola! Chiedo ai colleghi presenti: c'è qualcuno di voi che, anche non conoscendo il mercato del farmaco, può credere che l'abolizione dei ticket indurrà un aumento della spesa per i farmaci soltanto dell'1 per cento? Ho troppo rispetto dell'intelligenza dei colleghi per ritenere che qualcuno abbia creduto alla sciocchezza detta in quest'aula! Sciocchezza che ha messo in difficoltà anche il sottosegretario Giarda, peraltro ben controllato alle spalle da qualcuno, ieri sera, per impedire che dicesse cose che, nella sua competenza, riconosceva essere assolutamente inadatte. La verità è questa. La riduzione dei ticket sarà temporanea e le regioni saranno costrette a reintrodurli. Questa cosa odiosa andrà a pesare solo sulle regioni: questo è il vostro federalismo!
Visto il sapore violentemente pre-elettorale di questa discussione, mi domando: se è vero, come è vero, che non pagare il ticket su qualche prestazione (ne cito una per tutte: la mammografia) significa rendere possibile uno screening che favorisca una ricerca seria sui tumori della mammella, perché determinate cose non si fanno immediatamente?
Concludo, signor Presidente, rilevando che sarebbe il caso di dire che nel 2002 vi è in cauda venenum e che, senza un'educazione dei cittadini, probabilmente il ministro dovrà raschiare il fondo del barile!
Nell'emendamento presentato dal centro-sinistra vi sono alcune cose che svelano il carattere demagogico di questo provvedimento. La mammografia ogni due anni, il pap-test ogni tre anni, la colonscopia ogni cinque anni sono provvedimenti che non servono a nulla in termini di prevenzione del cancro. Questo lo sappiamo tutti. È inoltre ridicolo il contenimento della spesa che il Governo chiede ai medici di base e ai medici pediatri di libera scelta: per eliminare i ticket, il contenimento della spesa dovrà essere dell'1,3 per cento nel 2002, del 2,3 per cento nel 2003 e del 2,5 per cento nel 2004. Un medico di base come potrà contenere la spesa in questi termini?
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 458
Votanti 442
Astenuti 16
Maggioranza 222
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 251).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 463
Astenuti 4
Maggioranza 232
Hanno votato sì 209
Hanno votato no 254).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 435
Astenuti 14
Maggioranza 218
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 237).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 439
Astenuti 17
Maggioranza 220
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 247).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.
In ordine alle prestazioni di screening per tumori, voglio sottolineare l'ingiustizia fondamentale che introduciamo consentendo...
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 458
Votanti 441
Astenuti 17
Maggioranza 221
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 252).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
Mi limito pertanto a rilevare che il subemendamento da me presentato si riferisce alla soppressione del capoverso 2-quinquies, che dovrebbe stimolare, a fronte dell'abbattimento dei ticket istituiti - almeno così era stato detto - anche per contenere la spesa sanitaria, una serie di risparmi che dovrebbero essere realizzati da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Tuttavia non si capisce bene attraverso quali strumenti divinatori il Governo possa prevedere questa strana coincidenza fra riduzione del ticket e riduzione della spesa sanitaria.
Prego, signor sottosegretario.
Le osservazioni più rilevanti riguardavano il fatto che nella proiezione pluriennale del gettito dei ticket non si era tenuto conto della spesa farmaceutica. Nella mia replica ieri sera avevo segnalato come si dovesse fare riferimento all'andamento futuro non della spesa ma solamente del numero delle ricette. Su questa base ho tenuto conto di un'ipotesi di crescita nel triennio del numero delle ricette pari a circa l'1 per cento, essendo l'entità dei ticket sulla farmaceutica condizionata in larga misura dall'andamento di questa variabile piuttosto che dalla spesa farmaceutica. Quindi, nella nuova versione della relazione tecnica, nella tabella che l'accompagna, alla prima riga, c'è una previsione di una crescita prospettica dei ticket sulla farmaceutica di circa l'1 per cento all'anno.
La seconda osservazione che era stata formulata soprattutto dall'onorevole Bono, e che è poi stata ripresa da altri interventi, riguardava una valutazione troppo ottimistica degli effetti fiscali connessi alle minori detrazioni. Devo dire, per la verità, che, come a volte succede, la notte porta consiglio e quindi ho riformulato, a seguito di questi stimoli e suggerimenti, la stima degli effetti fiscali conseguenti alle minori detrazioni, tenendo conto in particolare della franchigia delle 250 mila lire. Come è scritto nella relazione tecnica, ho rifatto le stime ipotizzando un significativo importo di detrazioni pari a 1.500 miliardi all'anno che sono considerati come non produttivi di detrazioni fiscali. In pratica, è come se tutto l'importo dei ticket sulla farmaceutica non desse luogo a detrazioni fiscali.
Le detrazioni fiscali sono quindi rideterminate verso il basso in modo molto rilevante. Per esempio, nel 2002, al posto di 570 miliardi, la detrazione, tenendo conto di questo fattore, si riduce a 120 miliardi; si va poi a regime con un effetto di maggior gettito di 900 miliardi, che si attesta a 830 miliardi nel 2003. I conti sono stati rifatti, credo, correttamente:
Credo che questa fosse, per quanto riguarda la parte delle coperture, la questione più rilevante che era stata sollevata, essendo le altre voci (l'utilizzo dei risparmi degli emendamenti all'articolo 5, i saldi collegati alla soppressione dell'articolo 11 e gli emendamenti 23.15 e dintorni), ineccepibili dal punto di vista contabile.
La conseguenza di questa correzione è stata che gli avanzi che potenzialmente si erano realizzati per il 2002 si sono sostanzialmente azzerati e che l'avanzo potenziale che nella versione originaria era previsto per il 2004 si è drasticamente ridotto.
Effettivamente in quelle stime, come era stato rilevato, vi erano questioni importanti che erano state già segnalate.
Sulla questione della CONSAP, nella nuova versione della relazione tecnica, sono indicati gli aspetti mediante i quali il Governo ritiene di acquisire le risorse. Come ho evidenziato ieri sera, si tratta di un'ipotesi di distribuzione di dividendi straordinari, ovvero di una plusvalenza realizzata a seguito della cessione che trasforma in cassa un attivo patrimoniale che presumibilmente sarà incorporato con l'autorizzazione ad avviare una transazione prevista nell'emendamento del Governo.
Riguardo alla questione dei minori costi per l'esazione del ticket, come è scritto nella relazione tecnica, le stime che abbiamo ricavato dall'esame dei bilanci delle aziende sanitarie locali, sono d'importo pari ad almeno mille miliardi; abbiamo ipotizzato un risparmio zero nel primo anno, in cui non si può pensare che l'abolizione dei ticket sulla diagnostica per gli esami diretti all'accertamento dell'insorgenza dei tumori possa produrre risparmi. Sarebbero, infatti, impossibili i risparmi derivanti da riorganizzazione e riutilizzo del personale; a regime, sono ipotizzati 400 miliardi di risparmio, a fronte di una struttura costi che ora arriva a circa mille miliardi.
Nella nuova versione ho prodotto una tabella contenente indicazioni sui proventi della rinegoziazione dei mutui che sono ampiamente coperti dalle indicazioni contenute nella tabella allegata.
Per quanto riguarda i risparmi da realizzare attraverso le azioni di razionalizzazione incorporate sia nell'emendamento sia nel testo degli articoli 57 e 58, rinvierò la valutazione delle stime al ministro della sanità che mi ha informato che interverrà per dare maggiori giustificazioni rispetto a quelle da me fornite ieri sera, riguardo al loro realismo e alla capacità degli organi del Governo centrale di indurre comportamenti in grado di realizzare questi risparmi. Mi sono già espresso ieri sera su questa materia e non ho ulteriori elementi da aggiungere.
Quanto alla domanda se io abbia tenuto conto o no degli effetti possibili di aumento della domanda derivanti dall'abolizione dei ticket, rispondo che a tale questione è dedicata l'ottava riga della
Spero di aver risposto alle osservazioni formulate nel dibattito di ieri sera.
Sottosegretario Giarda, il suo imbarazzo, che è pari alla sua onestà intellettuale era palese e palpabile. Gli unici elementi oggettivi di riferimento riguardavano le previsioni sul risparmio derivante dalla detrazione delle imposte ed erano palesemente errati e lei durante la notte è stato costretto a modificarli. Colleghi, in pratica cosa ha modificato il sottosegretario Giarda? Una previsione che per il 2002 conteneva un errore di circa il 75 per cento sulla stima originaria (circa 450 miliardi sui 570 preventivati); per il 2003 l'errore era di 200 miliardi su mille preventivati e per il 2004 un errore di 900 miliardi su 1.800 previsti originariamente. In quest'ultimo caso l'errore è pari a circa il 50 per cento. Se si compiono errori così palesi nell'unica voce suscettibile di valutazione tecnica e contabile, su tutte le altre, che sono delle pie aspirazioni, immaginiamo quale sia il livello dell'assenza di copertura.
Inoltre lei non ha risposto sul significato del risparmio derivante dall'abolizione dei ticket. Ieri sera avevo fatto alcune osservazioni sul personale che assorbe magna pars dei costi della esazione dei ticket (nessuno pensa di licenziare il personale perché non si pagheranno più ticket), ma non si è capito nulla.
Non si è capito, perché lei non ha spiegato - neanche nella relazione tecnica integrativa - come erano strutturati i mutui ed i tassi applicati allo Stato e, quindi, in che cosa sarebbe consistita la rivalutazione o revisione dei tassi in ordine ai risparmi.
Tuttavia, è nella voce relativa ai risparmi per azioni di controllo che è stata fatta una previsione che fa acqua da tutte le parti! Tale voce, infatti, assomma a 8.700 miliardi di lire nel quadriennio, a fronte della riduzione dei ticket, ma questo lei non lo ha detto. Signor sottosegretario Giarda, lei chiede alla Camera dei deputati, oggi, un atto di fede basato su ipotesi del tutto prive di qualsiasi giustificazione tecnico-contabile e di qualsiasi sostegno o sostenibilità. Questa è una finanza creativa! Lei, probabilmente, sarà l'unico candidato per titoli alla cattedra di
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è il regalo che si vuole fare alla nuova maggioranza in corso di formazione tra i resti dell'ex Ulivo e Rifondazione comunista, con il patrocinio dei Comunisti italiani, con un meccanismo demagogico di riduzione dei ticket che Alleanza nazionale condivide, ma che non può consentire che sia attuato in questo modo, ovvero, con la creazione di un buco di bilancio che saranno chiamati a ripianare i Governi futuri e, soprattutto, attraverso il ricorso alle spese delle regioni, che saranno costrette a marzo 2002 ad aumentare i ticket.
Per i motivi esposti, siamo contrari ad un tale modo di impostare le questioni (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Oggi la misura è davvero colma: l'abolizione dei ticket, con lo scopo di ammiccare a Rifondazione comunista, è senza copertura, come ben sa il professor Giarda, perché sono del tutto aleatorie le coperture relative alla presunta rinegoziazione dei mutui o i proventi che deriverebbero dalla cessione della CONSAP. Cose incredibili, da falso in bilancio. Lo si dice del resto esplicitamente che queste coperture sono aleatorie, perché si ragiona in questo modo: se apparirà il buco, ci penseranno le regioni e - potremmo anche aggiungere - dovrà pensarci il Governo che verrà. E si tratta di migliaia di miliardi!
Non bastasse questo, si aggiunge poi la beffa, perché ieri, nel timore delle accuse circa la totale perdita del senso di rigore finanziario in questa maggioranza, un emendamento che comportava un onere di qualche decina di miliardi è stato respinto proprio in nome del rigore finanziario. Dopo il danno, anche la beffa!
Colleghi della maggioranza, va bene che siamo sotto elezioni, ma insomma! Il collega Bono è stato fin troppo buono, come dice il suo cognome, nel parlare di finanza creativa: la verità è un'altra, voi
Quello che meraviglia, poi, è il fatto che il Governo con una mano dà, perché elimina i ticket, e con l'altra toglie, perché vorrebbe ridurre alcune prescrizioni dei medici di famiglia e dei pediatri e non si sa come ciò sia possibile. Mi pare che sia una contraddizione di termini, un circolo vizioso: lo affermo, ripeto, con l'esperienza di quarant'anni di professione medica. Questa norma verrebbe vanificata, al di là dei numeri, sui quali ci si arrampica come su degli specchi.
Noi vogliamo ricordare che nella relazione previsionale e programmatica il Governo ha detto che la spesa farmaceutica sarebbe aumentata. Dal 1995 al 1999 è aumentata del 44,2 per cento, in presenza dei ticket. Di fronte ad un simile trend di crescita in presenza dei ticket, è impossibile che eliminandoli possiamo rimanere entro i limiti che sono stati indicati. È un sottodimensionamento, ma i dati non possono essere piegati ad esigenze di carattere elettoralistico.
Per quanto riguarda la copertura, che riteniamo insufficiente per il 2002 ed il 2003, vuol dire che se ne farà carico il futuro Governo, qualora si presentassero dei deficit.
Si è parlato molto dell'inadeguatezza delle coperture finanziarie riguardanti molte delle voci che sono in questa tabella, ma io mi voglio soffermare, in particolare, sulla previsione di spesa riguardante la sanità in generale.
Sappiamo che il 3 agosto scorso è stato raggiunto un accordo fra lo Stato e le regioni con il quale le regioni si sono
La previsione di spesa per il 2001 è stata calcolata in 129 mila miliardi, di cui circa 4 mila dovuti ai ticket. A distanza di tre mesi, questo Governo e questa maggiorana decidono di abolire i ticket. Come ho già detto ieri, l'abolizione dei ticket non è priva di conseguenze sotto il profilo dell'aumento dell'onerosità per il servizio sanitario nazionale: è assolutamente impensabile. Ricordo che dal 1996 al 2000 la spesa privata è aumentata da 25 mila miliardi a 45 mila miliardi. Ciò perché vi erano ticket che, nella specialistica ambulatoriale, erano molto vicini al prezzo pieno della prestazione e molte persone, viste anche le lunghe liste di attesa, hanno deciso... Presidente, mi sto rivolgendo al ministro Veronesi...
Vorrei aggiungere un altro elemento. Professor Veronesi, il Governo si è impegnato a fissare i livelli essenziali entro fine anno: vorrei avere una conferma da lei oggi, perché tutto il discorso relativo alla spesa sanitaria deve essere necessariamente rapportato ai livelli essenziali che devono essere specificati sia nella tipologia delle patologie a carico del servizio sanitario nazionale sia nella tipologia delle modalità di intervento per tali patologie.
Concludendo, se togliamo i 4 mila miliardi di ticket, passiamo da una previsione di spesa di 129 mila miliardi ad una di 125 mila miliardi. Oltre tutto, la copertura che è stata trovata prevede che, oltre al contenimento della spesa già previsto dal patto di stabilità interno, che obbliga le regioni a contenere la spesa sanitaria all'interno di certi parametri, si aggiunga un ulteriore contenimento che si aggira intorno all'1,3 per cento dal 2000 al 2002. Ciò vuol dire che, mentre la spesa sanitaria complessiva, negli ultimi anni, è cresciuta sempre e comunque di più rispetto al PIL - almeno di 1,8-2 punti rispetto al PIL -, noi oggi prevediamo addirittura che non cresca più in assoluto e che addirittura si riduca, rispetto alla spesa attuale, del 3,5 più l'1,3 per cento: ciò vuol dire che la spesa sanitaria dai 129 mila miliardi previsti si ridurrebbe di circa il 4,8-5 per cento.
Noi diciamo che la spesa sanitaria deve ridursi ulteriormente di 7-8 mila miliardi. Questo a mio parere è assolutamente improponibile. Dobbiamo per lo meno prevedere, con un calcolo sensato, che la spesa sanitaria cresca almeno in misura simile alla crescita del PIL, anche perché sappiamo che la spesa sanitaria è difficilmente contenibile; vi sono fattori, come l'invecchiamento continuo della popolazione, l'introduzione di tecnologie sempre più moderne e costose, l'impiego di capitale umano che non è sostituibile in toto dalle macchine, che fanno in modo che per forza di cose la spesa sanitaria difficilmente possa crescere meno del PIL.
Le chiedo dunque, professor Veronesi, se sia credibile che noi, avendo avuto negli ultimi anni questo trend, avendo avuto una crescita media della spesa farmaceutica del 15 per cento, possiamo prevedere dal 2002 in poi che non solo non ci sia crescita, ma ci sia addirittura una riduzione di 10 mila miliardi.
Vorrei delle risposte a queste argomentazioni.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Bono 0.57.20.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
(Presenti 410
Votanti 395
Astenuti 15
Maggioranza 198
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 221).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.57.20.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 439
Votanti 423
Astenuti 16
Maggioranza 212
Hanno votato sì 188
Hanno votato no 235).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 429
Astenuti 16
Maggioranza 215
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 237).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 439
Astenuti 3
Maggioranza 220
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 250).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 443
Astenuti 3
Maggioranza 222
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 251).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saia. Ne ha facoltà.
Oggi noi, con il Governo di centrosinistra e nel Governo di centrosinistra, cogliamo questo importante risultato, che si congiunge ad altri risultati rilevanti, come quello dell'assoluta gratuità dei ricoveri nelle residenze sanitarie assistite, da subito, nei primi sessanta giorni di ricovero; inoltre, come avrete potuto leggere su Il Sole 24 ore, nell'atto di controllo e di indirizzo del Ministero della sanità e del Ministero degli affari sociali è previsto che fra qualche mese sarà introdotta la totale gratuità dei ricoveri nelle residenze sanitarie assistite.
Questi sono comunque risultati di un Governo di centrosinistra (Applausi).
Nel punto 2-opties la cifra 570 viene sostituita da 120; 1.016 diventa 830 e la frase «e a lire 1.806 miliardi a decorrere dall'anno 2004» va cassata.
Voteremo a favore di un emendamento che prevede l'abolizione e la riduzione dei ticket sanitari, però, per rendere ancora più convinto il nostro voto favorevole, chiedo che il Governo assuma un impegno e che il professor Veronesi mi dia rassicurazioni prima del voto, circa la possibilità, visto che è stato bocciato il mio emendamento sul tema, che nelle prestazioni di diagnosi precoce e prevenzione secondaria di determinati tumori siano comprese eventuali procedure di completamento delle metodiche, perché potrebbero sorgere difficoltà dal punto di vista amministrativo-finanziario per il singolo paziente. Quindi, o nel corso della lettura
Professor Veronesi, sono preoccupato per l'eventuale reinserimento dei ticket da parte di regioni in difficoltà. Da questo punto di vista chiedo se sia possibile prevedere garanzie per l'esenzione dal pagamento dei ticket, con riferimento alle disposizioni del comma 2-ter sulla prevenzione neoplastica, cioè tenendo comunque queste prestazioni fuori da una ipotesi di reinserimento dei ticket per sfondamento di spesa, altrimenti impoveriremmo il messaggio forte significativo e positivo che si è inteso dare con questo emendamento.
I ticket sono un elemento odioso della rivincita conservatrice dei ceti possidenti degli anni ottanta e novanta, un monumento della cattiva politica di cui hanno fatto le spese i malati! Ci siamo battuti per eliminarli fin dall'inizio ed abbiamo presentato, ancora in questa finanziaria, un emendamento su cui abbiamo puntato. L'emendamento del Governo viene incontro alla nostra posizione e gliene diamo atto: per questo oggi vogliamo dare il nostro contributo all'approvazione di questa misura. In essa vi sono incongruenze e punti deboli, come quello delle regioni, su cui interverremo, però sentiamo di non dover essere politicamente avari ed apprezziamo lo sforzo del Governo.
Vengono eliminati subito i ticket sui medicinali e viene aperto l'accesso ad una prevenzione gratuita per patologie importanti, seppur con una gradualità discutibile; l'odioso istituto viene eliminato totalmente, perciò voteremo a favore (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-Progressisti).
Abbiamo e continuiamo a fare una battaglia contro una finanziaria che non condividiamo; come opposizione, abbiamo posto un obiettivo circoscritto, ossia spostare la distribuzione della ricchezza. Abbiamo ricevuto un colpo quando il Governo ha risposto negativamente alle richieste sui minimi delle pensioni sociali e lo abbiamo denunciato, ma oggi siamo capaci di riconoscere che il Governo di centrosinistra ha compiuto un primo passo avanti nella direzione giusta.
Per noi conta che il 1o gennaio una donna, un anziano andranno in farmacia e non pagheranno più i ticket sui medicinali; pensiamo che quella donna e quell'anziano possano guardare alla politica con maggiore fiducia. Non vorrei parlare in questo momento di relazioni politiche, neanche quelle tra il centrosinistra e noi, tanto meno della non belligeranza, vorrei semplicemente fare due considerazioni. Innanzitutto, come potete constatare, amici del centrosinistra, la nostra opposizione
Vorrei soffermarmi sulle giustificazioni del professor Giarda per dimostrarne la demagogia. Infatti, non è stato valutato il costo delle ricette specialistiche legate alla medicina intramuraria; né il costo dei nuovi farmaci che verranno introdotti sul mercato nei prossimi tre anni, né è stato valutato il costo medio europeo, il famoso paniere europeo, che aumenterà il prezzo di tutti i farmaci in circolazione in Italia. Ritengo che queste omissioni siano gravissime!
Oggi è importante abolire i ticket, dopo la riforma Bindi e dopo un controllo (ribadito anche nell'articolo in esame) sul budget di spesa dei medici, che vengono responsabilizzati rispetto alle prescrizioni e alle analisi. Non dobbiamo rafforzare l'illusione che basta aumentare la quantità dei farmaci e delle analisi per guarire, per migliorare la salute pubblica. Oltre che delle diagnosi precoci (giustamente incentivate nelle malattie tumorali), abbiamo bisogno della vera prevenzione, quella primaria, che si ottiene con gli obiettivi del piano sanitario approvato dal Parlamento qualche anno fa all'epoca della ministra Bindi (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Verdi-l'Ulivo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Comunista).
Siamo tornati alle leggi finanziarie dei governi democristiani con la consociazione del partito comunista: è un passo indietro nella palude più fangosa della prima Repubblica, nella vergogna del debito pubblico imposto alle future generazioni (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, della Lega nord Padania e di deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!
Credo che il provvedimento in esame contenga tre elementi estremamente importanti sul piano della prevenzione. Non si tratta solo di un fatto economico: siamo di fronte all'avvio di una campagna di sensibilizzazione e soprattutto si realizza sul territorio una cultura della prevenzione, dando in tal modo maggiore sicurezza e concretezza alla possibilità di salvare vite umane.
La gratuità immediata per il consumo e l'acquisto di farmaci e la riduzione progressiva dei ticket sulla diagnostica prevedono una maggiore responsabilizzazione degli operatori del settore, cioè dei medici. Non è uno scaricare sulle regioni, ma è un'acquisizione di responsabilità per gli operatori del settore affinché le prestazioni richieste ed i farmaci somministrati siano sempre più appropriati, nell'interesse della tutela della salute e della cura del cittadino.
In questo contesto prevedere che, sostanzialmente nel giro di due anni, non vi sarà più il ticket per ogni prestazione, sia diagnostica che terapeutica, credo faccia compiere un passo avanti al nostro sistema sanitario, garantendo contemporaneamente quell'approprietezza indispensabile per poter mantenere un sistema sanitario nazionale universale e solidaristico.
Non c'è uno scarico sulle regioni - ripeto - perché esse, che in un sistema federale hanno acquisito il pieno governo della sanità - ed abbiamo fatto norme per cui l'intero fondo sanitario nazionale non avrà più, dal 2002, nessuna finalizzazione - di buon grado potranno e dovranno partecipare ad una tutela della salute dei cittadini fatta di responsabilità e soprattutto di miglioramento del servizio. Ed abolire i ticket va in questo senso (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).
La nostra contestazione è che voi lo state facendo creando un buco di bilancio, facendo pagare a chi verrà domani tutti i vostri danni. Ma io lo vedo anche come
Restano da parte nostra i dubbi che hanno espresso i miei colleghi sulla copertura futura di questo provvedimento e resta qualche sospetto sui tempi: avevate avuto oltre quattro anni per prendere questa decisione, ma negli anni scorsi mi sembra che la maggioranza si sia concentrata piuttosto su altri argomenti in questo campo, come ad esempio il sanitometro.
Penso anch'io che oggi si faccia la cosa giusta per le ragioni sbagliate. Noi guardiamo alla giustezza della cosa e non all'errore delle motivazioni e, con questo spirito, voteremo a favore.
Il fatto indecente è che, se il Governo aveva questa intenzione, nessuno gli impediva di presentarla con la finanziaria, ma tenere quest'ultima aperta per tentare di mettere insieme una maggioranza...
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè, al quale ricordo che ha un minuto di tempo. Ne ha facoltà.
Questo provvedimento, però, non è coperto dal punto di vista finanziario; scarica sulle regioni un onere che presumibilmente supererà i 10 mila miliardi e le costringerà ad imporre tributi aggiuntivi a livello regionale.
Questo fa parte di quel calcolo che la sinistra sta portando avanti per rendere poco credibile e delegittimare una riforma in senso federale. Noi questo lo vogliamo denunciare. Nonostante tutto, voteremo a favore dell'emendamento 57.20 del Governo e porremo rimedio in seguito - noi speriamo - ai difetti di quest'impostazione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Voglio dire solo una cosa all'onorevole Bertinotti, che ho ascoltato con molta attenzione. Esiste una differenza evidente tra la sinistra antagonista ed il centrosinistra riformista. Eppure, ascoltando le parole dell'onorevole Bertinotti, ho fatto una riflessione. Esiste sicuramente un fossato tra rifondazione comunista e il centrodestra. Ecco, io penso che su questi temi della solidarietà, della tutela delle fasce deboli, delle questioni fondamentali del lavoro noi oggi abbiamo raggiunto un risultato importante; riflettiamo su quello che abbiamo realizzato in quest'aula del Parlamento. Ciascuno rispetti le proprie posizioni. Penso che ciò che è avvenuto possa rappresentare un elemento di riflessione per tutto il centrosinistra e possa anche far sperare, per il futuro, in un rafforzamento nel confronto con il centrodestra, che noi, alle elezioni, dobbiamo cercare di vincere. Ritengo quindi che il rapporto che si è creato con rifondazione comunista sia positivo, politico, anche se non acquisito. Noi dobbiamo approfondire questo tema, avendo chiaro ognuno quali sono le proprie posizioni ma anche qual è la posta in gioco.
No, non cambia la strategia; ricordo che già nel testo varato dal Consiglio dei ministri nel mese di settembre si prevedeva l'abolizione di tutti i ticket entro tre anni. Ora si è intervenuti introducendo un cambiamento importante; vi è un'accelerazione, vi sono scelte più rapide e più nette e più ravvicinati sono i vantaggi per i cittadini...
Sul nostro sistema sanitario, nei mesi scorsi, sono stati espressi giudizi lusinghieri anche dall'Organizzazione mondiale della sanità. Gli spazi di miglioramento della qualità sono ampi, naturalmente, a partire dai problemi sottolineati anche dal Presidente della Repubblica e relativi alle liste di attesa e agli innumeri casi di malasanità periodicamente segnalati dalla stampa. Tuttavia, questo miglioramento della qualità si può ottenere insistendo sullo sviluppo dell'organizzazione moderna e promuovendo l'innovazione del sistema per la quale le regioni sono senz'altro i soggetti protagonisti.
Questa legge finanziaria è rivolta a sostenere le imprese, il lavoro e le fasce più deboli; certamente, gli anziani a basso reddito costretti a pagare i ticket sono una parte considerevole delle fasce deboli di questa nostra società, che devono essere aiutate e sostenute.
L'ispirazione di questa legge finanziaria è volta alla giustizia sociale e all'equità. Perché oggi è possibile più di ieri, più che nelle ultime finanziarie, destinare risorse a questi fondamentali obiettivi di equità e di giustizia sociale? Essenzialmente perché partiamo dal successo delle politiche di risanamento e di riforme dei nostri governi di centrosinistra, sulle quali continueremo ad insistere. Chi è preoccupato per la stabilità finanziaria, alzi gli occhi ai manifesti elettorali del padrone della Casa delle libertà e si accorgerà da dove viene il pericolo per la stabilità finanziaria. Questa è stata la nostra stella polare: equità e giustizia sociale e l'intervento sui ticket corrisponde a questa ispirazione.
Il nostro gruppo apprezza grandemente l'emendamento del Governo (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale); la maggioranza è d'accordo e certamente il Governo ha voluto anche prendere sul serio la posizione di Rifondazione comunista, che ci interessa. Abbiamo ascoltato con soddisfazione l'annuncio del voto favorevole di Bertinotti. Insieme a Rifondazione comunista abbiamo fatto in questa legislatura cose molto importanti per il nostro paese, sostenendo insieme un Governo dal 1996 al 1998 (Commenti del deputato Armani) e noi pensiamo che oggi sia importante cercare le ragioni di una nuova convergenza...
Il secondo tema, sottolineato in modo favorevole da tutti, riguarda l'eliminazione di una incoerenza delle nostre azioni (parlo delle nostre azioni in generale e non di quelle del Governo). Intendo dire che ormai in ogni sede propagandiamo la prevenzione e la diagnosi precoce, su tutte le nostre teste pende il problema dei tumori, tutti raccomandiamo ai nostri cari o alle persone che ci sono vicine la diagnosi precoce, ma questa raccomandazione e questa pressione alla popolazione affinché si sottoponga frequentemente a questi esami è in contrasto con il costo anche abbastanza elevato della prevenzione stessa. È un'incoerenza comportamentale, una posizione quasi schizoide e quindi credo che fosse inevitabile e giusto, se si è convinti della necessità della prevenzione, prevederne la gratuità, fa parte delle regole fondamentali. Se vogliamo vaccinare la popolazione contro la poliomielite, dobbiamo dare il vaccino gratis, non possiamo immaginare di farlo pagare (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Detto questo e avendo constatato l'accordo sui contenuti, il problema che ci siamo posti quando già sei mesi fa abbiamo iniziato con il Ministero del tesoro una trattativa è quello dei costi. Mi rendo conto che si tratta di un problema grave per la sanità ma l'aspetto dei ticket è una piccola parte del problema dei costi. Il collega Cè ha già rilevato come l'aumento della longevità, come le nuove procedure diagnostico-terapeutiche molto costose - pensate all'esplosione della trapiantologia - gravino sul settore sanitario, per non parlare dell'affinamento di tutte le metodologie, della creazione di nuovi centri superspecializzati, nonché della corsa della medicalizzazione di tutta la popolazione.
Sono tutti problemi aperti, che non riguardano solo il nostro paese, ma tutto il mondo; anzi, debbo dire che il costo della sanità italiana è tra i più bassi in Europa e nel mondo in percentuale del prodotto interno lordo.
Da sei mesi ci stiamo confrontando con il Ministero del tesoro per trovare la maniera di non produrre un buco finanziario e mi è stato assegnato il compito di studiare la riorganizzazione della sanità italiana, in modo da ridurre ed eliminare quel che inevitabilmente si verifica in tutti i paesi: mi riferisco a sprechi, indicazioni improprie, terapie inadeguate o non necessarie. Sono ancora troppi gli interventi non necessari e, dunque, occorre metter mano ad una riorganizzazione. Al riguardo, potete verificare nella tabella che non nel 2001 (è difficile immaginare una ricaduta immediata, anche riorganizzando il sistema), ma nel 2002 e nel 2003, vi sarà una forte componente di riduzione del costo dei ticket nell'ambito dei risparmi generali.
Il professor Giarda vi ha messo al corrente del progetto informatico già molto diffuso e della mia intenzione di riconsiderare l'attività dei medici di famiglia (o di medicina generale): essi rappresentano un avamposto preziosissimo per la nostra sanità, ma sono sovraccarichi di attività burocratiche; grazie al lavoro che sto facendo - insieme alla direzione che si occupa dei farmaci - è una attività burocratica che verrà lentamente eliminata a favore di un'attività diagnostica molto più efficace da parte dei medici. Essi dovranno avere a loro disposizione le adeguate strumentazioni (un elettrocardiogramma, un ecografo, uno spirometro, eccetera): il medico di medicina generale tornerà ad essere il medico chiave e il punto di riferimento per tutta la popolazione. Il risparmio che ne conseguirà sarà immediato, in quanto vi sarà un minore ricorso ai cosiddetti specialisti. In futuro, in base alle nostre proiezioni, il medico di medicina generale sarà in grado di svolgere una elevata attività diagnostica, senza bisogno che il paziente si rivolga agli specialisti, il che rappresenterà di per sé un grandissimo risparmio.
L'iniziativa più efficace in termini di riduzione dei costi sarà quella che abbiamo chiamato la «budgetizzazione» non per singolo medico, ma per gruppi di medici e per distretto. Pertanto, avremo un sistema informatico preciso e un monitoraggio continuo delle spese farmaceutiche per esami diagnostici, nonché per ricoveri ospedalieri. Saremo in grado di individuare immediatamente le possibili anomalie ed i possibili eccessi che nascessero in qualsiasi parte del paese e questo ci permetterà di intervenire con mezzi adeguati.
Questo sistema di migliore coinvolgimento dei medici e di controllo delle spese dovrebbe da solo portare, secondo i nostri calcoli, alle cifre che abbiamo scritto dopo una lunga analisi.
Non parlo dell'altro aspetto, perché non è contemplato in questa parte, della riduzione della degenza ospedaliera. Oggi siamo sui sette giorni di degenza media ospedaliera ed il nostro programma è di portare questa media a quattro giorni. Si tenga presente che un giorno di degenza costa un milione per ogni paziente, quindi abbiamo calcolato che solo riducendo da sette a sei giorni la media, solo con questo piccolo miglioramento organizzativo, si risparmierebbero circa 3 mila miliardi. Non ho voluto considerare questi aspetti nel contesto del discorso di oggi, ma vi ho fatto cenno per dirvi che stiamo molto attenti alla spesa, nonostante le spinte, che fanno parte della storia della medicina, verso un aumento dei costi. Pertanto, credo che la tabella presentata dal professor Giarda sia realistica e non di fantasia. Quando troviamo degli elementi da correggere e mettiamo in atto programmi di correzione, non compiamo un atto di fede, come qualcuno ha detto, ma un atto programmatico intelligente e razionale. Su questo, vi prego di credermi,
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 57.20 del Governo, nel testo modificato, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni - Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo, dei Democratici-l'Ulivo, dell'UDEUR, Comunista, misto-Rifondazione comunista-progressisti e misto-Verdi-l'Ulivo).
(Presenti 484
Votanti 478
Astenuti 6
Maggioranza 240
Hanno votato sì 475
Hanno votato no 3).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 445
Astenuti 7
Maggioranza 223
Hanno votato sì 444
Hanno votato no 1).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 57, nel testo emendato.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 453
Astenuti 19
Maggioranza 227
Hanno votato sì 277
Hanno votato no 176).


