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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 51 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 10).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Esprimo parere contrario su tutti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore per la maggioranza.
MARIO TASSONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO TASSONE. Avevo posto una domanda al relatore per la maggioranza per quanto riguarda il fondo per il clero. Desidererei avere una risposta.
PRESIDENTE. Onorevole relatore?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Mi rincresce, onorevole Tassone, ma l'emendamento era firmato da lei, quindi davo per scontato che i contorni fossero esattamente conosciuti.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 51.19.
PIETRO ARMANI. Repetita iuvant: noi ci siamo occupati del problema dell'abolizione del divieto di cumulo nell'articolo 50 che prima era collocato all'articolo 49 e successivamente, poiché i numeri di questi articoli ballano uno dietro l'altro, è stato collocato all'articolo 51 che, peraltro, è dedicato specificatamente al cumulo tra pensione e reddito da lavoro. Tuttavia, l'articolo, per come è stato configurato dalla maggioranza in Commissione, limita l'abolizione del divieto di cumulo.
cumulo sia un modo per dare da un lato riconoscimento (e quindi derivarne gettito tributario) a coloro che contemporaneamente godono di pensione e svolgono un lavoro peraltro finora in nero e contemporaneamente evitare che ci sia l'immissione massiccia di immigrati perché naturalmente la possibilità di poter avere il doppio trattamento - pensione e retribuzione - consente a molte persone anche di differire il momento del pensionamento qualora fossero vicini alla pensione di vecchiaia, ma non avessero ancora raggiunto i limiti della stessa.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pace 51.16.
CARLO PACE. Signor Presidente, sebbene diverso nella formulazione, l'emendamento che ci accingiamo a votare si pone finalità analoghe a quelle dell'emendamento che abbiamo appena votato: si tratta, in altri termini, della rimozione del divieto di cumulo fra trattamenti pensionistici ed attività di lavoro autonomo e dipendente. In un recente convegno, a cui diversi parlamentari, tra cui alcuni molto autorevoli della maggioranza, hanno partecipato con una loro relazione, si è sostanzialmente constatato che vi è un orientamento comune e positivo nei confronti della rimozione del divieto, naturalmente salvo modulare nel tempo la misura in maniera diversa a seconda delle posizioni.
nelle forme che possono essere concordate. Inviterei pertanto il relatore a considerare l'opportunità di un accantonamento del nostro emendamento 51.16, per trovare eventualmente una forma di modulazione del provvedimento che consenta di prendere in considerazione l'intervento senza alcun rischio. Torno ad osservare che problemi di copertura non dovrebbero esservi, come risulta, fra l'altro, dalla relazione allegata alla proposta di legge dell'onorevole Benvenuto.
PRESIDENTE. Onorevole Cherchi?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, mi riservo un'ulteriore riflessione sul punto.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'emendamento Pace 51.16?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, l'emendamento Pace 15.16 si intende accantonato. Passiamo alla votazione dell'emendamento Colucci 51.15.
GAETANO COLUCCI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GAETANO COLUCCI. Signor Presidente, le motivazioni dell'emendamento in esame sono le stesse esplicitate poc'anzi dall'onorevole Pace: ritengo, quindi, che sia opportuno che anche questo emendamento venga accantonato.
PRESIDENTE. Onorevole relatore?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, non sono d'accordo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 51.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Paolo Colombo, le dispiace togliere la tessera, quella che avrebbe dovuto togliere prima, poi rifiorita per il calore? È l'estate di San Martino...!
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 51.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 51.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Pezzoli 51.21, Alessandro Rubino 51.23, Stefani 51.24 e Giancarlo Giorgetti 51.25 di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giovanardi 51.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 51.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Piva 51.12.
CARLO STELLUTI. Signor Presidente, intervengo non tanto per rivendicare il copyright dell'emendamento, quanto piuttosto per segnalare ai 75 colleghi della maggioranza che hanno sottoscritto un progetto di legge sostanzialmente identico all'emendamento presentato dall'opposizione che dovremmo apprezzare lo sforzo del relatore e del Governo per superare un anacronistico divieto, che ha favorito il sommerso e il rigonfiamento del parasubordinato in questi anni. Si tratta di un atto di libertà a favore dei lavoratori, soprattutto di coloro che hanno cominciato a lavorare prestissimo e che in questi anni hanno dovuto lasciare forzatamente il lavoro a seguito di processi di ristrutturazione e, poi, sono stati proiettati nel mare dei lavoretti per integrare pensioni in calo. I problemi demografici non impongono tanto di vietare l'attività lavorativa, quanto di incentivare la prosecuzione volontaria della stessa e, soprattutto, di gestire coerentemente un processo di transizione al sistema contributivo, che tutti vorremmo fosse generalizzato. Proprio per queste ragioni, senza entrare nel merito tecnico della proposta formulata, inviterei il Governo e il relatore a cercare una soluzione più coraggiosa e organica,
anche in rapporto a quanto previsto nel successivo articolo 54, che interviene su una materia complementare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Piva. Ne ha facoltà.
ANTONIO PIVA. Signor Presidente, ho avuto già occasione di dire in sede di discussione in Commissione che il mio emendamento 51.12 è di ispirazione diretta di un provvedimento presentato dal senatore Pizzinato e altri. Avendo notato che con la firma dell'onorevole Stelluti veniva presentato lo stesso testo, mi sono illuso che finalmente la Camera potesse trovare un modo bipartisan - chiamatelo come volete - di sanare una tremenda ingiustizia. Mi riferisco alla legislazione anticumulo, così come si è stratificata negli ultimi anni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Targetti al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.
FERDINANDO TARGETTI. Signor Presidente, esprimo la stessa opinione dell'onorevole Stelluti. A me sembra che la non cumulabilità, nel caso di pensioni di anzianità, sia legittima finché non si raggiungono i quaranta anni contributivi, ma se una persona va in pensione con trentanove anni di contribuzione, non deve essere «bollata» e non avere più diritto alla cumulabilità.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, può esprimere un'opinione su questo problema? Capisco che è complesso.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, il problema è complesso anche perché la Commissione bilancio ha approvato un emendamento, che praticamente ha registrato l'unanimità - almeno per quanto riguarda la maggioranza -, giunto dalla Commissione lavoro. Pertanto, abbiamo ritenuto che il tema fosse stato approfondito nella sede propria.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Gasperoni, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.
PIETRO GASPERONI. Signor Presidente, sono tra i primi firmatari, oltre che tra gli estensori, della proposta di legge di cui ha parlato il collega Stelluti, con la quale si riteneva ormai maturo il tempo per rivedere lo strumento attraverso il quale in questi anni si è frenata l'uscita anticipata dal lavoro di coloro che maturavano il diritto alla pensione di anzianità.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strambi. Ne ha facoltà.
ALFREDO STRAMBI. Signor Presidente, comprendo le perplessità dell'onorevole Stelluti, con il quale abbiamo predisposto un progetto di legge a spettro completo. Ritengo però che il livello di mediazione e di equilibrio conseguito in Commissione ci permetta, per un verso, di affermare un principio e, per l'altro, di fare un passo in avanti nella giusta direzione. Certo è che la riflessione sul meccanismo del cumulo, così come è stato realizzato e praticato negli ultimi anni, ci convince del fatto che al più presto esso debba essere superato. Ritengo che, con i vincoli del caso e nella situazione data, la mediazione raggiunta in Commissione lavoro e contenuta nell'articolo ci permetta di conseguire un risultato non banale.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Piva 51.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Piva. Ne ha facoltà.
ANTONIO PIVA. L'emendamento posto in votazione contiene una proposta più leggera, nel senso che limita al reddito da lavoro autonomo il divieto di cumulo, oltre che a coloro che sono entrati in quiescenza fino alla data attuale (una delle preoccupazioni che avevo avvertito dopo aver ascoltato il sottosegretario era che fosse un incentivo affinché tutti andassero in pensione) destinando comunque il 50 per cento derivante dai contributi previdenziali a finalità di solidarietà generale. L'errore di base compiuto anche da colleghi che hanno una lunga esperienza di tipo sindacale è di considerare che i lavoratori accedano alla pensione di anzianità per poi svolgere un lavoro autonomo. In breve, chi decide di lasciare il lavoro con la pensione di anzianità lo fa perché è estromesso dalle ristrutturazioni dei processi produttivi oppure perché vive in uno stato ansiogeno derivante dall'incertezza con cui procede da anni la riforma previdenziale, su cui peraltro pontifica chiunque. In questo clima di indecisione un lavoratore, non appena raggiunge il combinato disposto dell'età e dei contributi previdenziali, lascia il lavoro con la pensione di anzianità. È questa eventualità che deve essere rimossa, se vogliamo frenare la tendenza alla pensione di anzianità, non boicottando in una fase successiva con trattenute del 50 o del 30 per cento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 51.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Possa 51.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 51.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Possa 51.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e votanti 395
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 51.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e votanti 394
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Possa 51.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e votanti 396
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 51.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e votanti 395
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 51.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e votanti 397
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 51.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e votanti 392
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 51.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ricordo che l'articolo 51 non potrà essere posto in votazione in quanto è stato accantonato l'emendamento Pace 51.16.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, ho avuto modo di riflettere adeguatamente sull'emendamento Pace 51.16. Mi rincresce, ma la proposta dell'onorevole Pace è più ampia rispetto ai limiti delineati dal comma 1 dell'articolo 51; pertanto, ritengo sia inopportuno accantonarlo ed esaminarlo successivamente: l'emendamento in questione può essere votato anche subito, in quanto il parere della Commissione resta contrario.
PRESIDENTE. Il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il Governo concorda.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 51.
Dichiaro chiusa la votazione.
Devo approfondire la questione. Mi riservo di darle una risposta nel corso dei lavori.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
Finalmente, anche la maggioranza, dopo la sciagurata legge finanziaria del 1997 - che ho già ricordato nel mio precedente intervento - si è convinta che l'abolizione del divieto di cumulo sia un modo per far emergere il sommerso, però poiché la coalizione di centrosinistra è condizionata dagli azionisti di riferimento (o di dominanza), quali le centrali sindacali - e in particolare la CGIL -, si limita l'abolizione del divieto di cumulo solo a coloro che hanno raggiunto i sessanta o i sessantacinque anni o i quarant'anni di contributi. Quindi, nel momento in cui, dopo anni e anni, si sono allargate le maglie delle pensioni di anzianità, essa limita il numero di coloro che potrebbero essere interessati da questa abolizione del divieto di cumulo ad una platea abbastanza limitata, cioè a coloro che avendo raggiunto gli anni della pensione di vecchiaia hanno continuato a lavorare e quindi hanno rinunciato a poter svolgere un'attività lavorativa contemporaneamente al trattamento di pensione. Con i colleghi Fiori, Bono ed altri, abbiamo pensato di abolire totalmente il divieto di cumulo, proprio perché siamo convinti che questa sia una forma di emersione del sommerso, visto che ci poniamo questo problema in questa finanziaria, da diversi punti di vista.
I redditi da lavoro autonomo e subordinato sono cumulabili con qualsiasi trattamento pensionistico. Finalmente, eliminiamo questo vincolo che non ha nessun senso in un paese che sta invecchiando - e che quindi allargherà la platea dei pensionati in misura consistente - e che contemporaneamente immette immigrati nel proprio territorio, prevalentemente sotto forma di immigrati clandestini. Credo che eliminare questo divieto di
Credo che questa sia una riflessione da fare, nel senso di avviare questo paese verso forme più concrete ed anche più solide di acquisizione del gettito tributario senza tanti contratti di emersione - ne parleremo quando tratteremo l'articolo 3 - che sono soltanto manifesti senza nessun effetto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 51.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 391
Votanti 390
Astenuti 1
Maggioranza 196
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 240).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pace. Ne ha facoltà.
Vorrei sottolineare un paio di aspetti ad integrazione di quello rilevante già evidenziato dal collega Armani: questi ha osservato che, con il divieto, alla fine, favoriamo il lavoro di persone che sopravvengono; in realtà, credo sia ampiamente riconosciuto che il divieto di cumulo nei confronti del lavoro autonomo porta al lavoro sommerso. Abbiamo uno sviluppo del lavoro sommerso che deriva proprio dal divieto di cumulo e credo che ciò si verifichi anche nel campo del lavoro dipendente, anche se non ho avuto occasione di riscontrare molto consenso pubblico sul punto. Se così è, tra l'altro, si ha l'effetto dell'autocopertura dell'onere: questo risulta, per esempio, dal progetto di legge in materia presentato tempo addietro dall'onorevole Benvenuto, che si proponeva proprio di rimuovere il divieto, sostenendosi peraltro che non occorresse copertura per il motivo indicato. Analoga considerazione vale per un precedente progetto di legge dell'onorevole Fiori, che prevedeva questo aspetto, oltre ad un altro aspetto.
Aggiungo che l'estensione dell'abolizione del divieto di cumulo al lavoro dipendente è resa necessaria, fra l'altro, dal fatto che recentemente abbiamo licenziato, con l'approvazione del collegato alla finanziaria, avvenuta pochi giorni addietro al Senato, l'omologazione delle prestazioni di lavoro coordinato e continuativo, che precedentemente erano assimilate al lavoro autonomo, con il regime del lavoro dipendente. Se così stanno le cose, direi che è questione non solo di equità, ma anche di efficienza per l'economia italiana, procedere alla rimozione del divieto
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Colucci 51.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 375
Maggioranza 188
Hanno votato sì 144
Hanno votato no 231).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 362
Maggioranza 182
Hanno votato sì 140
Hanno votato no 222).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 384
Votanti 383
Astenuti 1
Maggioranza 192
Hanno votato sì 148
Hanno votato no 235).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 382
Astenuti 1
Maggioranza 192
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 232).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 386
Astenuti 1
Maggioranza 194
Hanno votato sì 148
Hanno votato no 238).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 383
Maggioranza 192
Hanno votato sì 147
Hanno votato no 236).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 382
Maggioranza 192
Hanno votato sì 146
Hanno votato no 236).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stelluti. Ne ha facoltà.
Per queste ragioni vorrei fosse accolto il mio invito, in caso contrario, sarò costretto per coerenza ad astenermi dal voto sull'emendamento in esame.
Essa ha avuto il pregio di determinare un incentivo reale per cittadini a non assumere atteggiamenti virtuosi, perché per la prima volta si è creata una situazione per cui coloro che stanno ai due lati del tavolo - chi offre lavoro e chi lo chiede - hanno una comunanza oggettiva di interessi scorretti nel non rispettare la legge.
Mi spiego: il lavoratore, sapendo che gli verrà tagliata metà pensione, dedotta la quota minima, ovviamente - succede in gran parte dei casi, come sanno tutti - chiede di non essere pagato in modo ufficiale, ma in nero. Il datore di lavoro - succede anche questo - se paga in nero, paga al netto, quindi recupera gli importi destinati alle trattenute fiscali e previdenziali.
Ciò è quanto ha detto anche la Commissione finanze nella relazione per la Commissione bilancio. Essa ha affermato che, in considerazione dell'esigenza di promuovere l'emersione di attività attualmente svolte in nero, vale a dire evadendo imposte e contributi, era bene che la Commissione di merito valutasse l'opportunità di prevedere il superamento del divieto di cumulo.
Ero convinto che il mio emendamento venisse esaminato parallelamente a quello del collega Stelluti, che invece non è più presente nell'ultimo fascicolo. Non ho avuto alcuna difficoltà a dichiarare che mi ero ispirato al progetto di legge Pizzinato, perché l'ho condiviso sia nella relazione, sia nell'articolato, in quanto finalmente ho riscontrato un po' di buon senso comune.
Se questo emendamento non verrà approvato, chiedo che si prenda in considerazione almeno il mio successivo emendamento 51.13, che poi illustrerò brevemente, se ne avrò la possibilità (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Se si decide che la cumulabilità sia consentita solo dopo quarant'anni di contribuzione, è logico che, se una persona va in pensione con trentanove anni di contributi, non possa usufruire della cumulabilità fino al raggiungimento dei quaranta anni, ma dopo possa farlo come gli altri.
Credo che la soluzione del problema richieda un ulteriore approfondimento, come ha detto l'onorevole Stelluti; quindi, mi comporterò allo stesso modo.
Ritengo che lo strumento non sia da buttare, come ho sentito affermare nel corso dei nostri lavori; pur tuttavia, è utile e necessario rivederne alcune parti. Credo che chiunque abbia a cuore le sorti del sistema previdenziale, così come è stato definito dalla legge di riforma del 1995 e dai passaggi successivi, ed il suo equilibrio finanziario non possa non preoccuparsi di ciò che potrebbe rappresentare una decisione che potrebbe apparire in qualche modo estemporanea rispetto alla necessità di una riflessione molto più attenta.
Mi permetto di difendere il testo votato unitariamente dalla Commissione bilancio perché, seppure non risolve completamente - come sollecitavano alcuni colleghi - il problema, apre tuttavia una prospettiva molto diversa da oggi, realizza già dal gennaio dell'anno prossimo forme di liberalizzazione da non trascurare nella possibilità di cumulare reddito da lavoro con la pensione. Certo, non è esattamente quello che avremmo desiderato attraverso quella proposta di legge o ciò che viene chiesto da altri, è pur tuttavia un passo molto importante che peraltro va visto alla luce del successivo articolo 54 con il quale ci si propone di introdurre strumenti che attenuino le uscite anticipate per coloro che maturano il diritto alla pensione di anzianità.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Piva 51.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 362
Astenuti 23
Maggioranza 182
Hanno votato sì 145
Hanno votato no 217).
Resta intatto, così, l'incentivo a violare le norme: dobbiamo rendercene conto. Se non viene approvato il mio emendamento 51.13 (ovvero, una formula più prudente che rimanda la definizione totale dei fenomeni alla riforma della previdenza sociale che verrà discussa nel 2001) vuol dire che non si è ben compresa la situazione esistente nel paese fuori da quest'aula (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Piva 51.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 384
Astenuti 3
Maggioranza 193
Hanno votato sì 141
Hanno votato no 243).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 377
Astenuti 1
Maggioranza 189
Hanno votato sì 136
Hanno votato no 241).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 370
Votanti 368
Astenuti 2
Maggioranza 185
Hanno votato sì 133
Hanno votato no 235).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 388
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato sì 149
Hanno votato no 239).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 198
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 245).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 198
Hanno votato sì 149
Hanno votato no 245).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 199
Hanno votato sì 151
Hanno votato no 245).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 198
Hanno votato sì 152
Hanno votato no 243).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 199
Hanno votato sì 153
Hanno votato no 244).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 197
Hanno votato sì 146
Hanno votato no 246).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 399
Astenuti 1
Maggioranza 200
Hanno votato sì 152
Hanno votato no 247).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pace 51.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 398
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 239).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 401
Astenuti 1
Maggioranza 201
Hanno votato sì 236
Hanno votato no 165).


