Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 809 del 13/11/2000
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(Esame dell'articolo 50 - A.C. 7328-bis)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 50, nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti, del subemendamento e degli articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. La Commissione si rimette al Governo sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5, nel presupposto che venga compiutamente quantificato l'onere ed eventualmente indicata anche la fonte di copertura. Si invita al ritiro degli emendamenti Diliberto 50.10, Bertinotti 50.87, il cui contenuto dovrebbe essere stato assorbito parzialmente dall'emendamento approvato la settimana scorsa relativamente alle pensioni sociali, altrimenti il parere è contrario. La Commissione invita altresì a ritirare gli emendamenti Grimaldi 50.121, Diliberto 50.30 e Strambi 50.31 - in quanto è stato approvato un emendamento che tratta la stessa materia - Battaglia 50.20 e Strambi 50.21. La Commissione si rimette al Governo sull'emendamento Lucà 50.42. Invita a ritirare gli emendamenti Scalia 50.98, perché l'argomento dei fondi pensione «etici socialmente ed ecologicamente responsabili» è meritevole di attenzione e di consenso, ma non è opportuno affrontarlo in questa fase della discussione. Si invita al ritiro degli emendamenti Giacalone 50.92, Borrometi 50.99 e Manzione 50.91, anche perché si è intervenuti sulla stessa materia con articoli proposti dalla Commissione.
Il parere è contrario sul subemendamento Michielon 0.50.200.1 e favorevole


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sull'emendamento 50.200 del Governo, cui ha fatto riferimento poco fa l'onorevole Bono. Il parere è contrario sui restanti emendamenti.

PRESIDENTE. Prego il relatore per la maggioranza di esprimere il parere sugli articoli aggiuntivi.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario sugli articoli aggiuntivi Antonio Pepe 50.06 e 50.07, Michielon 50.08 e Lembo 50.09. Invito al ritiro degli articoli aggiuntivi Cambursano 50.010 e Testa 50.018.
Signor Presidente, vi è poi una serie di subemendamenti all'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo, che credo siano preclusi.

PRESIDENTE. Sì, sono preclusi dalla votazione dell'emendamento 23.15 del Governo.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Gli articoli aggiuntivi Innocenti 50.016 e Teresio Delfino 50.017 riguardano la cosiddetta totalizzazione dei periodi assicurativi. Essi sono stati riferiti più propriamente all'articolo 50, anche per un problema di copertura. L'onere recato da questi articoli aggiuntivi è valutato in 50 miliardi di lire a decorrere dal 2001. La Commissione propone che, contestualmente all'approvazione di questi articoli aggiuntivi, su cui il parere è favorevole venga soppresso l'articolo 11, in maniera da avere le risorse necessarie per la copertura di questi articoli aggiuntivi e di altri emendamenti.

PRESIDENTE. Quindi essi vanno corretti aggiungendo: «Conseguentemente sopprimere l'articolo 11».
Onorevole Innocenti, accetta la riformulazione del suo articolo aggiuntivo 50.016 proposta dal relatore?

RENZO INNOCENTI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Constato che i presentatori dell'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 50.017 accettano la riformulazione proposta dal relatore.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, mi risulta che fosse stato presentato un altro articolo riferito all'articolo 50.

PRESIDENTE. Farò controllare.
Il Governo?

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore. Per quanto riguarda l'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5 l'onere quantificato è di 9 miliardi annui, ma il Governo si riserva di valutare la copertura: è sufficiente un minuto per farlo. Il parere è favorevole sull'emendamento Lucà 50.42, sul quale il relatore si era rimesso al Governo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 50.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fiori. Ne ha facoltà.

PUBLIO FIORI. Signor Presidente, posso parlare sul complesso degli emendamenti?

PRESIDENTE. Sono stati già dati i pareri dal relatore e dal Governo e quindi può parlare solo per dichiarazione di voto sui singoli emendamenti.

PUBLIO FIORI. Allora parlerò in relazione al successivo emendamento 50.3 a mia firma.

PRESIDENTE. Sta bene. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. L'emendamento posto in votazione si preoccupa di precisare la formulazione del primo comma dell'articolo 50. Laddove si dice: «A decorrere


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dal 1o gennaio 2001 l'indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato (...)» io propongo di sostituire le parole da «è applicato» fino alla fine del comma con le seguenti: «è pari all'ultimo coefficiente di svalutazione accertato dall'ISTAT». Sappiamo infatti che l'ISTAT cambia continuamente la struttura di questi coefficienti e quindi penso che sia nell'interesse degli stessi pensionati far riferimento all'ultimo coefficiente di svalutazione accertato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 50.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 430
Astenuti 2
Maggioranza 216
Hanno votato
sì 186
Hanno votato
no 244).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bonato 50.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 420
Astenuti 7
Maggioranza 211
Hanno votato
sì 51
Hanno votato
no 369).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Fiori 50.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fiori. Ne ha facoltà.

PUBLIO FIORI. L'emendamento posto in votazione fa parte di una serie presentata da Alleanza nazionale...

PRESIDENTE. Onorevole Cento! Onorevole Cento, la richiamo all'ordine per la prima volta.

PUBLIO FIORI. ...per tentare di restituire ai pensionati che possiamo definire previdenziali un tipo di trattamento economico che non venga distrutto dalla svalutazione monetaria. Si prevedono a tal fine due misure, la prima delle quali è per l'aggancio automatico al costo della vita (con una rivalutazione adeguata all'indice di svalutazione della moneta), mentre la seconda è per restituire alle vedove dei pensionati ciò che durante il precedente Governo Dini è stato loro tolto in relazione al reddito. È nostra intenzione eliminare il taglio delle pensioni ai danni delle vedove che beneficiano di una pensione di reversibilità.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fiori 50.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Ciascuno voti per sé, dappertutto!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 410
Astenuti 6
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 232).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5.
Chiedo al rappresentante del Governo se abbia svolto la verifica che si era riservato di fare.


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BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Sì, signor Presidente, si tratta della tabella A, rubrica del Ministero dell'agricoltura, 9 miliardi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI. Evidentemente l'emendamento perde la prima parte volta alla soppressione del comma 2, che deve essere coordinato. Questa soluzione risolve i problemi posti dai successivi emendamenti 50.150, sempre a mia firma, e Tattarini 50.151, riguardanti una materia sulla quale si sono impegnati vari colleghi, quella della pesca nelle aree interne e della piccola pesca marittima. Poiché viene votato per primo il mio emendamento, vorrei sottolineare che si tratta di una battaglia comune.

PRESIDENTE. Dunque, se ho ben capito, dovrebbe essere eliminata l'espressione «sopprimere il comma 2» e la copertura si troverebbe nella Tabella A del Ministero dell'agricoltura.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, l'emendamento Giorgetti 50.5 assorbe parzialmente gli emendamenti Giancarlo Giorgetti 50.150 e Tattarini 50.151 dei quali, a questo punto, chiedo il ritiro.

PRESIDENTE. Prendo atto che i rispettivi presentatori accedono all'invito rivolto loro a ritirare gli emendamenti Giancarlo Giorgetti 50.150 e Tattarini 50.151.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, il mio emendamento 50.69 è di contenuto normativo analogo a quello contenuto nell'emendamento in esame; inoltre, esso dispone di copertura. Anche il mio emendamento interviene sulla piccola pesca e sui pescatori assicurati ai sensi della legge n. 250 del 1958.

PRESIDENTE. Onorevole Scaltritti, poiché la copertura è stata proposta dal Governo ed indicata nella Tabella A del Ministero dell'agricoltura, se lei è d'accordo, possiamo porre in votazione i due emendamenti congiuntamente.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Va bene, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 50.5 e Scaltritti 50.69, di analogo contenuto normativo, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 445
Astenuti 2
Maggioranza 223
Hanno votato
sì 440
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Grillo 50.152.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, abbiamo già discusso del tema in occasione dell'approvazione di un precedente emendamento, quando ci siamo interessati della parte fiscale. Con l'emendamento in esame vogliamo estendere i benefici previsti dalla legge n. 30 del 1998, sia per la


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parte previdenziale che per quella fiscale, a tutte le imprese di pesca che esercitino la pesca professionale.
Nel nostro emendamento si parla di pesca professionale: vorremo insistere su tale termine, anche perché i tentativi di chiarimento compiuti dal relatore a suo tempo non sono stati esaustivi. Abbiamo chiarito cosa intendiamo precisamente per pesca professionale: un'attività diversa dalla pesca costiera. Invitiamo nuovamente il relatore ed il Governo a riconsiderare l'emendamento in esame, per venire incontro ad un'esigenza che riteniamo giusta. Se i benefici debbono riguardare soltanto una parte o una élite di cosiddetti pescatori, lo si dica chiaramente, ma noi insistiamo sul termine di pesca professionale. Ritengo che il relatore, la Commissione, la maggioranza ed il Governo debbano riflettere al riguardo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 50.152, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 422
Astenuti 15
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 242).

Chiedo ai presentatori se accedono all'invito rivolto loro a ritirare l'emendamento Diliberto 50.10.

MAURA COSSUTTA. Insistiamo per la votazione, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, mi rivolgo al relatore e soprattutto al Governo, perché questo è per noi un punto particolarmente importante. Abbiamo presentato diversi emendamenti all'articolo 50 (per le pensioni ai superstiti, per gli ex combattenti, per le donne ed i cosiddetti «settecentottantunisti», nonché un emendamento accolto dal Governo per i cittadini incampienti).
L'emendamento in esame è, probabilmente, il più impegnativo: non a caso la prima firma è quella dell'onorevole Diliberto, alla quale seguono le firme di tutti i deputati del gruppo dei Comunisti italiani. Si tratta di un emendamento impegnativo che chiede un aumento, in tre anni, di 200 mila lire per le pensioni integrate al minimo.
Sappiamo (e mi rivolgo al Governo) che si tratta di una proposta impegnativa, in grado di cambiare anche la struttura interna della finanziaria in esame, che ha un suo equilibrio che noi difendiamo (due terzi per i bisognosi, le tutele sociali e le famiglie e un terzo per le imprese).
Allora noi non ritiriamo questo emendamento, ma chiediamo che venga accantonato, perché riteniamo che soltanto dopo la discussione e l'approvazione dell'articolo 3, cioè soltanto dopo la definizione delle norme sull'IRPEG, saremo in grado di dire al Governo se lo ritiriamo oppure no.
Per essere chiari, i Comunisti italiani non sono disponibili ad una riduzione dell'IRPEG: se ci saranno risorse aggiuntive, se si cambierà la struttura interna della finanziaria, allora le risorse andranno a garantire la copertura di questo emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole Cossutta, mi scusi, questa sua argomentazione vale anche per il successivo emendamento Grimaldi 50.121?

MAURA COSSUTTA. Sì, per tutti quelli su cui c'è un invito al ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene: quindi vi è una richiesta di accantonamento degli emendamenti Diliberto 50.10 e Grimaldi 50.121, in attesa dell'approvazione dell'articolo 3. Il relatore è d'accordo?


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SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Non posso che consentire, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, gli emendamenti Diliberto 50.10 e Grimaldi 50.121 si intendono accantonati.
I presentatori dell'emendamento Bertinotti 50.87 accolgono l'invito a ritirarlo?

FRANCESCO GIORDANO. Ovviamente no, signor Presidente.
Desidero intervenire perché questo è per noi uno degli emendamento più importanti dell'intera legge finanziaria. Ci sono passaggi, signor Presidente, che illuminano sul significato di una manovra. Forse per questa maggioranza, come si è visto con la presenza in aula del Presidente del Consiglio, il passaggio più importante è quello relativo all'IRPEG, ossia al tipo di vantaggi da dare al sistema delle imprese. Per noi, invece, è questo il passaggio più importante ed è indicativo di come una maggioranza decide di rapportarsi ad un'area sociale che è molto prossima - ed in alcuni casi assolutamente identica - all'area della povertà, nel nostro paese. Stiamo parlando di una platea di soggetti, signor Presidente - 5 milioni 200 mila -, che vivono con pensioni al di sotto delle 720 mila lire al mese.
Il Governo, allora, propone di dividere le integrazioni che ha deciso di dare a questi cittadini - non a tutti, peraltro, ma soltanto ad alcuni - in aumenti di 20 mila lire per alcuni, di 80 mila per la maggior parte e di 100 mila soltanto per quelli che hanno superato i settantacinque anni di età. Vorrei semplicemente farle notare, signor Presidente, il calcolo cinico dell'aumento massimo che viene dato per ragioni di compatibilità economica (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Rifondazione comunista-progressisti e di Forza Italia). Come a dire: oggi ti do questi soldi, ma spero di non doverteli dare per molto tempo.
Noi invece, signor Presidente, avanziamo una proposta molto chiara e concreta: un aumento di 200 mila lire per tutti questi pensionati, vale a dire per le pensioni al minimo, per quelle integrate al minimo, per le pensioni sociali e per gli assegni sociali, oltre che per le pensioni di invalidità. Stiamo parlando di un'area di povertà molto vasta.
Signor Presidente, ho sentito il relatore esprimere un giudizio negativo su questo nostro emendamento: ne prendiamo atto, vedremo cosa emergerà dalla votazione. Quello che vi chiediamo è di scegliere, colleghi del centrosinistra: da una parte i pensionati e dall'altra parte gli aumenti al sistema delle imprese, gli sgravi sull'IRPEG. Voi avete scelto l'IRPEG, noi staremo con i pensionati. Questi atti, però, signor Presidente della Camera, hanno conseguenze che si pagano, conseguenze pesanti. Noi abbiamo avanzato una proposta politica che è valida in un contesto: senza quel contesto la non belligeranza fatica ad emergere e noi valuteremo attentamente la possibilità che si realizzi (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti e di deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bertinotti 50.87, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevole Berruti, la prego di togliere le tessere di votazione sia alla sua destra sia alla sua sinistra.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 398
Astenuti 14
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 228).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Alemanno 50.11.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alemanno. Ne ha facoltà.


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GIOVANNI ALEMANNO. Signor Presidente, nel corso del dibattito politico che ha preceduto l'esame di questo disegno di legge finanziaria, i leader della Casa delle libertà hanno sottolineato come l'integrazione al minimo prevista dalla maggioranza di Governo rappresentasse sostanzialmente un inganno per i pensionati e che fosse necessario garantire una misura minima del trattamento pensionistico individuata intorno al milione di lire, che potesse garantire un minimo di reddito dignitoso per tutti i pensionati, soprattutto per coloro i quali usufruiscono delle pensioni integrate al minimo.
La maggioranza ha sostenuto che ciò sia impossibile da realizzare, perché interesserebbe inevitabilmente gran parte del bonus fiscale. Il gruppo di Alleanza nazionale ha pertanto presentato il mio emendamento 50.11 al fine di sfidare la maggioranza su tale questione. Grazie alla consulenza del servizio della Camera competente abbiamo visto che è possibile raggiungere tale obiettivo nell'arco di tre anni, aumentando la cifra di 100 mila lire ogni anno, a patto che la cosa interessi solamente chi vive al di sotto della soglia di povertà. Se si fa attenzione a concedere l'innalzamento delle pensioni integrate al minimo solo a chi si trova al di sotto di tale soglia, l'onere di questo emendamento non è enorme: si tratta infatti di 3 mila miliardi per il 2001, di 4 mila miliardi per il 2002 e di 5 mila miliardi per il 2003. È una cosa perfettamente possibile da realizzare se l'intervento è mirato solo a quelle persone che non hanno come unico reddito la pensione.
Pertanto, la Casa delle libertà sfida la maggioranza su questo terreno per verificare se si vuole effettivamente fare questo intervento minimo in favore delle pensioni. Vi invitiamo a raccogliere questa sfida, perché non si può approvare una legge finanziaria che regali solamente spiccioli ad una categoria sociale che vive in condizioni precarie (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alemanno 50.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 402
Astenuti 4
Maggioranza 202
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 227).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 416
Astenuti 3
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 50.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 410
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 229).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 411
Astenuti 2
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 179
Hanno votato
no 232).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 50.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevole Rosso, la prego di togliere la tessera alla sua sinistra.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 396
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 220).

Ricordo che l'emendamento Grimaldi 50.121 è accantonato.

MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Presidente, veramente l'emendamento Grimaldi 50.121 è di fatto assorbito dall'emendamento presentato dal Governo e lo ritiriamo proprio perché l'emendamento del Governo ha recepito le richieste da noi avanzate riguardo ai non capienti: mi riferisco alle 300 mila lire conferite in un'unica soluzione ed in modo permanente a partire dal 1o gennaio 2001.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fiori 50.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 415
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 235).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Massidda 50.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Massidda. Ne ha facoltà.

PIERGIORGIO MASSIDDA. Chiedo un po' di attenzione su questo emendamento (Commenti).

PRESIDENTE. Colleghi, per favore! Un po' di attenzione, non molta, dunque mi pare una richiesta ammissibile!

PIERGIORGIO MASSIDDA. Stiamo parlando di pensioni di invalidi civili, di sordomuti e di ciechi, che in media prendono 401 mila lire al mese. Non so se sia possibile scherzare su queste cose! Se il nostro è uno Stato sensibile, uno Stato solidale, come si dice, allora o estendiamo gli effetti della normativa in esame anche alle suddette categorie oppure voi state prendendo in giro la gente. L'unica legge che prevede una nuova normativa per queste povere persone, è quella che riguarda il riordino dei servizi sociali. Ma si dice che ciò non deve comportare alcun costo aggiuntivo per lo Stato. Allora, o


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interveniamo in favore delle categorie sopra richiamate, e votate a favore di questo emendamento oppure state prendendo in giro questa povera gente. Alla vostra sensibilità!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Massidda 50.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 407
Astenuti 19
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 183
Hanno votato
no 224).

Chiedo ai presentatori dell'emendamento Battaglia 50.20 se accolgono l'invito a ritirarlo.

AUGUSTO BATTAGLIA. Sì, Presidente, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Sta bene.

ALFREDO STRAMBI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALFREDO STRAMBI. Chiedo l'accantonamento del mio emendamento 50.21.

PRESIDENTE. Avverto che, non essendovi obiezioni, l'emendamento Strambi 50.21 è da ritenersi accantonato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Scarpa Bonazza Buora 50.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, sono veramente stupefatto dinanzi al rifiuto di questo nostro emendamento che raccoglieva un impegno di tutta la Casa delle libertà a sostegno di una pensione accettabile e dignitosa per un'importante categoria quale è quella dei coltivatori diretti. Si tratta di una categoria economica fondamentale per l'equilibrio economico, sociale ed ambientale del nostro paese; una categoria fondamentale per la stessa costruzione della democrazia nel nostro paese.
Dispiace che dinanzi ad una richiesta unanime da parte della Casa delle libertà a favore di un trattamento pensionistico adeguato, si debba rilevare che da parte del Governo e della maggioranza parlamentare vi è invece un atteggiamento di totale chiusura. Ditelo! Abbiate il coraggio di dire e di sostenere che siete contro i coltivatori diretti! Noi siamo al loro fianco e per dare loro un sostegno! (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 50.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Mi rivolgo al collega dell'ultima fila! Onorevole Carrara, decida quale «opzione» fare!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 402
Astenuti 5
Maggioranza 202
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 229).

Sono pertanto preclusi i successivi emendamenti Losurdo 50.100 e Calzavara 50.23.
Avverto che, della serie di emendamenti a scalare da Liotta 50.24 a Liotta


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50.26, porrò in votazione gli emendamenti Liotta 50.24 e Liotta 50.26, ricordando che in caso di reiezione si intenderà respinto l'emendamento Liotta 50.25.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Liotta 50.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Liotta. Ne ha facoltà.

SILVIO LIOTTA. Questi emendamenti si sarebbero dovuti esaminare insieme all'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo, che abbiamo invece affrontato nella seduta di venerdì, perché la copertura di questi emendamenti trovavano, per così dire, la copertura nell'articolo 23 della finanziaria, nel limite dei crediti rimborsabili. Ma non ne facciamo un problema regolamentare.
Con questi emendamenti, signor Presidente, abbiamo voluto, diciamo così, prendere le distanze, presentandoli prima e quindi anticipando la scelta fatta dal Governo, che è stata confermata dal voto favorevole di questa Camera.
Vorrei ricordare che essa introduce un principio delicatissimo e gravissimo in base al quale la maggiorazione delle 25 o delle 40 mila lire al mese viene concessa su domanda. Nella norma relativa alle maggiorazioni sociali non si era mai detto che esse dovessero essere corrisposte a persone con un minimo di 65 anni di età. In questa fascia vi sono 215 mila persone di età compresa tra i 65 ed i 69 anni, 333.693 persone di età compresa tra i 70 ed i 79 anni e 126 mila persone dagli 80 anni in poi. Esse dovranno presentare la domanda forse attraverso qualche patronato che non mancherà di fornire, insieme al modulo, anche l'indicazione di chi occorre votare nelle prossime elezioni (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD, di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
Noi avevamo presentato, invece, un emendamento più corretto in cui, nelle more di un riordino delle pensioni di invalidità, si consentiva di erogare a tutti coloro che rientrano nella fattispecie un'una tantum di un milione o di 550 mila lire a scalare, in rapporto alla volontà dell'Assemblea. Ci sembrava un procedimento più corretto e più equilibrato perché non lasciava fuori nessuno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 409
Astenuti 3
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 228).

FABIO CALZAVARA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

FABIO CALZAVARA. Vorrei chiedere perché il mio emendamento 50.23 sia stato precluso.

PRESIDENTE. Non è stato precluso: è tra quelli non segnalati dal suo gruppo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 418
Astenuti 5
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 231).


Pag. 51

MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Chiedo l'accantonamento degli emendamenti Diliberto 50.30 e Strambi 50.31

PRESIDENTE. Avverto che, non essendovi obiezioni, gli emendamenti Diliberto 50.30 e Strambi 50.31 si intendono accantonati.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 50.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 418
Astenuti 3
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 241).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guido Giuseppe Rossi. Ne ha facoltà.

GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Non riesco a capire perché il relatore abbia espresso parere contrario su questo emendamento, in cui si chiede l'eliminazione del cumulo tra pensione di anzianità e lavoro in agricoltura per un periodo inferiore ai 51 giorni all'anno.
Considerando che nel dispositivo della legge finanziaria è stato aggiunto l'articolo 51 che consente il cumulo tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità con quarant'anni di contributi (quindi, il cumulo dei redditi da lavoro autonomo e da lavoro dipendente) e che è difficile che il lavoro in agricoltura sia espletato da persone con più di 65 anni, si chiede di eliminare il cumulo per un periodo inferiore ai 51 giorni.
Questa misura offrirebbe alcuni vantaggi: in primo luogo, l'emersione di aree di lavoro nero, perché attualmente le detrazioni effettuate dal datore di lavoro, in virtù del divieto di cumulo, vanno a coprire tutto il guadagno della giornata lavorativa; in secondo luogo, vi sarebbe un aumento della contribuzione a favore dell'INPS. L'emendamento è a favore anche delle piccole aziende agricole che si trovano in difficoltà a reperire mano d'opera sia perché gli studenti, in determinati periodi dell'anno, non sono disponibili, sia perché talvolta i lavoratori immigrati extracomunitari non accettano di lavorare per periodi così brevi all'interno delle aziende.
Per tutti questi motivi chiedo di esprimere voto favorevole sul mio emendamento 50.36.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoli. Ne ha facoltà.

MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, intervengo anzitutto per sottoscrivere l'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36.
Nelle settimane scorse, durante il periodo della vendemmia, ho invitato l'INPS ad operare con una certa discrezionalità nei confronti dei coltivatori diretti che, per un periodo molto breve della stagione agricola (per la vendemmia o per la raccolta della frutta), come ricordato dal collega Guido Giuseppe Rossi, necessitano dell'aiuto (secondo una tradizione millenaria) dei coltivatori diretti dei terreni confinanti, di parenti o amici; si tratta di piccoli coltivatori che raccolgono la frutta o fanno la vendemmia in piccoli appezzamenti di terreno. Il reddito derivante da tali raccolti è esiguo e, pertanto, essi non potrebbero permettersi il lusso di assumere e mettere in regola dipendenti, tenuto conto, appunto, del basso reddito prodotto nei piccoli appezzamenti dalla vendemmia o dalla raccolta della frutta.


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Credo che questo emendamento tuteli una consuetudine millenaria presente sull'intero territorio nazionale e dia una mano ai piccoli coltivatori diretti che, come ricordato dall'onorevole Scarpa Bonazza Buora, svolgono una funzione non solo di carattere ambientale, ma anche di carattere sociale: non abbandonare molte terre, come è accaduto negli anni passati.
Invito i colleghi del gruppo di Alleanza nazionale e dell'intera Assemblea a votare a favore dell'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36 (Applausi del deputato Scarpa Bonazza Buora).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 410
Astenuti 4
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 159
Hanno votato
no 251).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 50.37.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, con il mio emendamento 50.37 si mira a dare un'interpretazione maggiormente estensiva del beneficio previsto dall'articolo 12, comma 5, del decreto legislativo n. 468 del 1997.
Soprattutto in Piemonte - ciò è emerso anche a seguito delle interrogazioni presentate dai colleghi Viale e Muzio -, alcuni enti locali si sono sobbarcati gli oneri di progetti riguardanti lavoratori che avevano trent'anni di contribuzione o sessant'anni di età e che erano stati espulsi dalle aziende. Questa operazione è stata compiuta nella speranza che, come previsto dal comma 5 indicato, vi fosse poi un fondo occupazione che integrasse gli ultimi quattro anni, anche attraverso la contribuzione volontaria.
L'INPS ha dato un'interpretazione estremamente restrittiva: praticamente, tali lavoratori sono stati puniti perché i progetti sono stati finanziati dagli enti locali e non dallo Stato con il fondo occupazione. Credo che, a fronte di 2 mila lavoratori che hanno già trentuno anni di contribuzione o sessantuno anni di età, si potrebbe dare un'interpretazione maggiormente estensiva, anche per premiare gli sforzi compiuti dagli enti locali.

ANGELO MUZIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANGELO MUZIO. Signor Presidente, questo emendamento mira a non vanificare il lavoro che si è svolto anche nelle Commissioni; questa esigenza non è stata sottolineata soltanto da noi, nel qual caso si aprirebbe una discussione soltanto in termini di principio.
Ci troviamo di fronte ad una norma che la magistratura, in diverse sedi, ha considerato illegittima, riconoscendo agli stessi disoccupati, ai quali è stata negata la pensione, il diritto di riceverla. Il problema, pertanto, non è solo di carattere parlamentare. Peraltro, il Governo si era impegnato a risolvere la drammatica situazione nella quale versano alcune migliaia di lavoratori.
Propongo al relatore per la maggioranza di accantonare l'emendamento, verificando la possibilità di trovare una soluzione con i proponenti l'emendamento stesso - non so se all'interno del disegno di legge finanziaria o in un apposito provvedimento - al fine di recuperare la situazione drammatica nella quale versano più di 2 mila disoccupati del Piemonte.


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PRESIDENTE. Onorevole Michielon, accoglie la proposta di accantonamento del suo emendamento 50.37?

MAURO MICHIELON. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene, anche se prima o poi questi articoli accantonati dovranno essere esaminati.
Onorevole relatore per la maggioranza?

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Va bene, onorevole Presidente.

PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, si intende pertanto accantonato l'emendamento Michielon 50.37.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.39, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 423
Astenuti 2
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 176
Hanno votato
no 247).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lucà 50.42, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 414
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 384
Hanno votato
no 30).

Onorevole Scalia, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 50.98?

MASSIMO SCALIA. Sì, Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Scalia.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 50.43, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 410
Astenuti 2
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 166
Hanno votato
no 244).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Pezzoli 50.45, Teresio Delfino 50.46, Martinelli 50.48 e Giancarlo Giorgetti 50.49, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato
sì 170
Hanno votato
no 243).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pace 50.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 415
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 168
Hanno votato
no 247).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 50.71, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 417
Astenuti 2
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 165
Hanno votato
no 252).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 50.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 244).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Bono 50.70, Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 421
Astenuti 2
Maggioranza 211
Hanno votato
sì 165
Hanno votato
no 256).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Teresio Delfino 50.86.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Con questo emendamento si vuole dare un contributo di giustizia e di correttezza: «Il rapporto percentuale fra la pensione e la retribuzione può raggiungere la quota massima dell'80 per cento e si applica ai lavoratori dipendenti che facciano valere un'anzianità contributiva non inferiore a 40 anni. Per il periodo eccedente 40 anni interi di contribuzione pensionistica, il lavoratore e il datore di lavoro non versano alcuna quota».
Credo sia un dato estremamente corretto: queste sono le ragioni per le quali richiamo l'attenzione sia del Governo sia del relatore per la maggioranza su questi termini e su questi dati che ritengo siano molto opportuni e molto giusti, anche per evitare ingiustizie e gravami ulteriori sia per i datori di lavoro sia soprattutto per i lavoratori dipendenti.

NICOLA BONO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Sono d'accordo con quanto testé dichiarato dall'onorevole Tassone.
Ho chiesto la parola poiché lei poco fa ha posto in votazione assieme il mio


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emendamento 50.70 con gli emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53: mentre questi due ultimi emendamenti sono identici, il mio emendamento 50.70 è diverso.
Sarebbe quindi forse opportuno fare una distinta votazione, dando il voto contrario sull'emendamento Bono 50.70, facendo votare gli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53 a parte.

PRESIDENTE. Mi pare che lei abbia ragione.

UGO BOGHETTA. No, Presidente!

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Bono.
Considereremo pertanto come già votato l'emendamento Bono 50.70 e procederemo ora alla votazione degli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53 (Commenti dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
Un momento, colleghi: stiamo parlando dell'emendamento Bono 50.70 e degli emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53. L'onorevole Bono mi ha fatto notare che ho erroneamente associato il suo emendamento 50.70, che abbiamo votato, agli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53. Siccome l'obiezione è giusta, il voto dato vale per l'emendamento Bono 50.70. Ora porrò in votazione gli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53.

UGO BOGHETTA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UGO BOGHETTA. Signor Presidente, poiché vi era già stato un voto sul precedente emendamento, di analogo contenuto, noi abbiamo espresso un voto contrario perché pensavamo che si trattasse di quelli successivi. Quindi, il nostro voto, nel caso dell'emendamento Bono 50.70, sarebbe stato favorevole. Quindi non so...

NICOLA BONO. Quindi, ripetiamo.

PRESIDENTE. Colleghi, ritengo di annullare la votazione precedente e di rimettere in votazione gli emendamenti. Bisogna stare attenti in questi casi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 50.70, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 411
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 239).

Prendo atto che il dispositivo di votazione dell'onorevole Cutrufo non ha funzionato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 415
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 252).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Teresio Delfino 50.86, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 400
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 238).

Prendo atto che i presentatori ritirano gli emendamenti Giacalone 50.92 e Borrometi 50.99.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 50.62.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Signor Presidente, l'emendamento 50.62 propone l'abrogazione del comma 189 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (la famosa finanziaria del primo anno di gestione del Governo di centrosinistra). Il comma 189 introduceva il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione. La mia proposta è quella di abrogarlo per consentire l'emersione di una notevole quantità di sommerso, come in parte è stato già detto da un collega della Lega in tema di agricoltura, parlando su un emendamento precedente, cioè di tutto quello che è sommerso e che riguarda coloro che percepiscono la pensione, ma seguitano a lavorare. Naturalmente, essendo vietato il cumulo, non possono figurare come contribuenti palesi.
Noi abbiamo pensato, come gruppo di Alleanza nazionale, ad una compensazione che in teoria - se fosse vera questa mia affermazione così come credo che essa sia - non dovrebbe essere necessaria. Infatti, abolendo il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione, si farebbero emergere tutti coloro che pur essendo pensionati continuano a lavorare, facendoli diventare contribuenti palesi, in tal modo, il gettito aumenterebbe quindi, evidentemente, non c'è bisogno di compensazioni, ma naturalmente, ci sono le teorie del Ministero delle finanze che sono ancora imperscrutabili. Si pensava, infatti, che il divieto di cumulo introdotto nella finanziaria per il 1997 avrebbe portato ad un risparmio di spesa perché si faceva il ragionamento inverso: cioè che coloro che continuavano a lavorare, nonostante avessero raggiunto la possibilità di conseguire la pensione di anzianità o addirittura quella di vecchiaia, e che naturalmente non percepivano la pensione, come lavoratori e contribuenti avrebbero pagato le imposte e, quindi, non percependo la pensione, avrebbero fatto risparmiare l'INPS. Mentre questa seconda categoria è rilevata - mi ricordo che in Commissione l'onorevole Pennacchi aveva portato dei dati su questa questione - e quindi abbiamo una quantificazione (perché ovviamente coloro che seguitano a lavorare sono contribuenti non percependo la pensione, quindi si può calcolare facilmente il risparmio dell'INPS), l'inverso, cioè quello che noi proponiamo per far emergere il sommerso, non può essere quantificato per definizione, infatti il sommerso è una incognita.
Tuttavia, riteniamo vi siano, specialmente nell'ambito dei pensionati che hanno raggiunto la pensione di vecchiaia, ma anche di coloro che percepiscono le pensioni di anzianità, molte persone che continuano a lavorare. Ciò avviene in particolare in alcuni settori produttivi: il collega della Lega ha richiamato il settore dell'agricoltura ed in effetti ritengo che in tale ambito vi sia una larga presenza di queste figure che percepiscono la pensione ma seguitano a lavorare nei campi, magari i padri e i nonni in aiuto dei figli e dei nipoti, soprattutto nel caso dell'agricoltura di montagna. Sono persone che continuano a lavorare e percepiscono una retribuzione o incassano gli utili derivanti dalla vendita dei raccolti insieme al titolare dell'azienda agricola, ma che non figurano come contribuenti a causa del divieto di cumulo. Ritengo pertanto che l'approvazione dell'emendamento in esame,


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che fra l'altro si avvicina per una parte ad una previsione del testo della maggioranza, possa avere un effetto virtuoso e di ampliamento.
Mentre la proposta del Governo e della maggioranza si limita a considerare le pensioni di vecchiaia, quindi coloro che hanno raggiunto i sessanta o i sessantacinque anni, con quarant'anni di contributi, la nostra proposta consente l'allargamento a tutti i lavoratori dipendenti ed autonomi, indipendentemente dal livello di vecchiaia raggiunto e quindi anche ai pensionati d'anzianità. Credo sia un modo per far emergere il sommerso e pertanto sollecito l'approvazione dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 50.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 155
Hanno votato
no 235).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 50.63.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, proponendo la soppressione del secondo periodo del comma 11 dell'articolo 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, chiediamo che i lavoratori extracomunitari siano equiparati ai lavoratori italiani. L'articolo 22, infatti, prevede che un lavoratore extracomunitario che decide di lasciare il nostro paese possa chiedere che l'INPS gli restituisca tutti i contributi che ha versato maggiorati del 5 per cento. Ritengo che si tratti di una grossa ingiustizia nei confronti dei nostri lavoratori e, per una ragione di equità, invito l'Assemblea ad approvare il nostro emendamento in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 397
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 157
Hanno votato
no 240).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 50.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 399
Astenuti 3
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 239).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Volontè 50.68, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 398
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 158
Hanno votato
no 240).

Ricordo che l'emendamento Scaltritti 50.69 è stato votato insieme all'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benedetti Valentini 50.102, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 135
Hanno votato
no 255).

Prendo atto che l'onorevole Manzione ritira il suo emendamento 50.91.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 50.75, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato
sì 157
Hanno votato
no 233).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 50.76, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 385
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 154
Hanno votato
no 231).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Possa 50.77, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 404
Astenuti 2
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 241).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 50.78.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, l'emendamento in esame è estremamente importante per la Lega: le donne lavoratrici che hanno lavorato per un periodo di tempo tale da non consentire il completamento dei versamenti contributivi minimi di legge, ai fini pensionistici, hanno la possibilità di richiedere la liquidazione dei contributi che risultino versati in loro favore presso forme di previdenza obbligatorie maggiorati dell'interesse legale annuo. Mi riallaccio al


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discorso precedente: i lavoratori extracomunitari, quando decidono di smettere di lavorare in Italia, possono chiedere all'INPS quanto hanno versato; moltissime donne che hanno scelto di lasciare il lavoro dopo 5, 6 o 10 anni per stare a casa a seguire la famiglia e occuparsi dell'educazione dei figli hanno versato contributi all'INPS e, di fatto, non godono di nulla. A questo punto, chiediamo una ricompensa per queste persone che hanno scelto, molte volte costrette, di restare a casa anche perché i servizi sociali, gli asili non sono in numero sufficiente. Chiediamo almeno la restituzione di quanto hanno versato e nulla di più, con l'interesse legale annuo; si tenga presente che gli extracomunitari hanno il 5 per cento di interesse, quindi, anche in questo caso alle donne spetterebbe comunque meno degli extracomunitari. Visto che si parla tanto di difesa dei diritti delle donne, di famiglia, si tratterebbe di un segnale molto importante, di una forma di rispetto che, per così dire, ricompenserebbe le donne lavoratrici che per scelta o per necessità hanno lasciato la professione. Spero che la sinistra, che parla spesso di questi temi, approvi l'emendamento in esame che, tra l'altro, non costa nulla allo Stato perché viene solo restituito quanto versato (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.78, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 393
Astenuti 4
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 230).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.80, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 378
Astenuti 4
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 150
Hanno votato
no 228).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.82, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 388
Astenuti 4
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 158
Hanno votato
no 230).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.110, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 397
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 235).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Cangemi 50.83.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.

LUCA CANGEMI. Signor Presidente, proverei a richiamare l'attenzione del Governo e del relatore sull'emendamento in esame. Il tema è la tutela per i braccianti del settore agrumicolo. Un gruppo di colleghi del centrosinistra ha presentato un emendamento all'articolo 77 sulle emergenze agricole, tra le quali, appunto, la questione del comparto agrumicolo. Il difetto di questo positivo emendamento è il seguente: là dove si parla del settore agrumicolo non vi è alcuna previsione specifica per la parte più debole della filiera, vale a dire i lavoratori dipendenti. Chiedo al relatore ed al Governo se sia possibile spostare il mio emendamento 50.83 all'articolo 77 discutendolo insieme a quello che parla delle emergenze agricole, cercando di trovare nella formulazione un elemento di certezza per tale settore di lavoratori particolarmente in sofferenza.

PRESIDENTE. Onorevole relatore?

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, l'emendamento Cangemi 50.83 può essere riferito all'articolo 77.

PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, l'emendamento Cangemi 50.83 si intende riferito all'articolo 77.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Cangemi 50.84.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.

LUCA CANGEMI. Signor Presidente, con questo emendamento proponiamo un tema drammatico, anche se controverso. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori della regione Sicilia che da oltre un decennio vivono una condizione di drammatico precariato senza alcuna copertura previdenziale.
Abbiamo chiarissimo il fatto che le chiavi della soluzione di questo problema sono in sede regionale, ma pensiamo che vi debba essere un intervento dello Stato serio, concreto e non demagogico ai fini della copertura previdenziale di dieci anni di lavoro per questi lavoratori che non hanno usufruito di alcuna copertura.
Pertanto, con questo emendamento, anche in riferimento a norme già esistenti per i lavoratori socialmente utili, proponiamo di trovare delle forme di copertura e di riscatto di questi anni di lavoro non riconosciuti.
Siccome vogliamo porre un obiettivo concreto e non avanzare una semplice petizione di principio, se da parte del Governo ci fosse l'impegno ad esaminare la questione, anche nei prossimi provvedimenti riguardanti i lavoratori socialmente utili - si parla di un decreto -, potremmo considerare l'opportunità di non porre la questione in questa sede. Se, invece, non vi fosse un'apertura su questo punto, così come non vi è stata finora, ed anzi vi fosse un diniego di qualunque forma di intervento, insisteremmo su questo emendamento per porre finalmente una questione riguardante i diritti di migliaia di lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cangemi 50.84, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 405
Astenuti 3
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 142
Hanno votato
no 263).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Tremaglia 50.85.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Signor Presidente, colleghi, questo emendamento pone un problema che è stato dibattuto molte volte, ma non ha mai trovato una corretta soluzione. Si tratta dell'esigenza di fornire una pensione sociale agli italiani residenti all'estero privi di qualsiasi altra forma di sostentamento.
Troppe volte l'Italia ha dimenticato i propri connazionali all'estero: lo ha fatto nel campo dei rapporti culturali, in quello delle relazioni sociali e, soprattutto, con l'assoluta assenza di interventi rispetto al bisogno che le consistenti comunità residenti all'estero hanno di mantenere un legame e una forma di attaccamento nei confronti della madrepatria. Quando si va all'estero - credo sia capitato a ciascuno di noi - e si incontrano queste comunità, la critica che viene costantemente rivolta riguarda proprio la distanza della madre patria rispetto alle comunità italiane che risiedono all'estero.
Ecco perché è necessario un provvedimento di legge che finalmente si ponga almeno l'obiettivo di intervenire nei confronti degli italiani più sfortunati degli altri. Per fortuna le nostre comunità all'estero in genere sono contraddistinte da una diffusa condizione di benessere e da un livello medio alto di vita, praticamente in tutte le nazioni in cui vi è una tradizione di emigrazione italiana. Ormai gli emigrati italiani sono classe dirigente economica e politica praticamente in tutto il mondo, come vedremo anche la settimana prossima nel corso della riunione dei parlamentari di origine italiana che si terrà presso la Camera dei deputati.
Tuttavia, vi sono tanti italiani residenti all'estero - che naturalmente mantengono il requisito dell'italianità - che sono totalmente privi di fonti di sostentamento. Nei confronti di questi l'emendamento prevede un contributo sociale che rappresenta, a nostro parere, una prima concreta forma di impegno da parte della madre patria nei confronti di tanti figli meno fortunati.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tremaglia 50.85, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 377
Astenuti 24
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 142
Hanno votato
no 235).

GIANFRANCO CONTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, è vero che ormai in politica ci si scambiano i ruoli ma Mattarella che vota per Veltroni, mi pare...

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. È la mia tessera! Voto per me, è la mia tessera!

PRESIDENTE. Tenga presente che i ministri hanno una tessera che consente loro di votare da ciascun banco. Vota nel posto di Veltroni ma non al posto di Veltroni: è una preposizione diversa (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo). Abbiamo risolto un delicato problema!
Passiamo alla votazione del subemendamento Michielon 0.50.200.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Chiediamo la soppressione del secondo periodo dell'emendamento


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50.200 del Governo, dove si prevede che i fondi pensione possono acquisire a titolo gratuito partecipazioni della società per azioni costituita ai sensi della medesima norma. È incredibile che vi sia questa previsione, è del tutto incomprensibile oltre che pericoloso come precedente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.

GUIDO POSSA. Signor Presidente, poiché non siamo riusciti ad avere informazioni su questo emendamento del Governo che innova rispetto alle schede di lettura nonché agli altri documenti in nostro possesso, vorrei rinnovare la richiesta di chiarimenti anche in riferimento all'articolo aggiuntivo Pennacchi 49.04, precedentemente ritirato. In particolare vorrei sapere quali finalità abbia la società Mefop Spa, citata nell'articolo aggiuntivo Pennacchi. Inoltre vorrei sapere come mai in un caso occorrono 3 miliardi per il 2001, mentre nel caso dell'articolo aggiuntivo Pennacchi 1 miliardo per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003. In sostanza vorrei sapere a cosa servano questi stanziamenti. Infine, vorrei sapere perché i fondi pensione nel primo caso possano acquisire a titolo gratuito partecipazione nella società per azioni Mefop e, nell'altro caso, si prevede che non costituisce violazione dell'articolo 6, comma 1, lettera d) del decreto legislativo n. 124 del 1993 la partecipazione proprietaria dei fondi pensione a la Mefop Spa.
Ripeto, vorrei sapere cosa sia la Mefop Spa e come mai sia prevista una esplicita deroga...

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Possa, ma solo perché io possa capire: lei sta chiedendo al Governo un chiarimento su un articolo aggiuntivo Pennacchi ritirato?

GUIDO POSSA. In precedenza il relatore per la maggioranza, in occasione del ritiro dell'articolo aggiuntivo Pennacchi 49.04, ha esplicitamente detto che esso era ricompreso nell'emendamento 50.200 del Governo. In effetto è così, anche se vi sono alcune differenze ma, integrando le conoscenze che desumo dai due emendamenti, vi sono alcuni elementi da chiarire: cosa è la Mefop Spa, quale sia il suo scopo istituzionale...

PRESIDENTE. Di cui il Governo non parla, peraltro.

GUIDO POSSA. Il Governo non la nomina, ma di fatto è questa. Come mai servono dei soldi visto che la partecipazione è gratuita?

PRESIDENTE. Ora ho capito.
Onorevole Solaroli?

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Onorevole Possa, si tratta di una società con partecipazione dello Stato (del Ministero del tesoro) per fare promozione ai fini della diffusione dei fondi pensione e ai fini di una più vasta adesione ad essi. Tali risorse, dunque, servono per promuovere e diffondere i fondi pensione e favorire una maggior adesione agli stessi. È ovvio che vi è un interesse a tale adesione e, pertanto, i 3 miliardi sono necessari per consentire alla Mefop Spa di svolgere meglio l'azione alla quale ho fatto riferimento.

GUIDO POSSA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GUIDO POSSA. Dunque, se ho ben capito, i 3 miliardi, nel 2001, servirebbero per far funzionale la Mefop Spa: essi rappresenterebbero un capitale di funzionamento che verrà conferito a quella società del Tesoro, alla quale parteciperanno, a titolo gratuito, i fondi pensione per una quota parte. Si tratta, dunque, di un capitale di dotazione, ovvero di un capitale d'uso conferito alla società stessa. Dico bene, signor sottosegretario?


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BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Sì, onorevole Possa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Signor Presidente, come spesso gli capita, questo Governo quando spiega le cose si butta - come si suol dire - la zappa sui piedi (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Sì, purtroppo è così. Fintanto che avevamo un dubbio, vi era una possibilità che ci sbagliassimo, ma ora il sottosegretario Solaroli ci ha rivelato che la Mefop Spa svolgerebbe funzioni di promozione. Ciò è legittimo, anche perché previsto dall'articolo 59 della legge istitutiva dei fondi pensione; quello che invece non è chiaro è per quale motivo venga conferito un contributo (per l'attività di esercizio di quella società) in conto capitale. Questo è il primo aspetto poco chiaro.
Vi è poi un'altra questione che non è affatto chiara: per quale motivo i fondi pensione dovrebbero diventare titolari di una quota di partecipazione di una società che è strumentale rispetto agli obiettivi dei fondi pensione?

PIETRO ARMANI. Bravo!

NICOLA BONO. Signori, di che cosa stiamo parlando? Se stiamo parlando di attività di gestione per le pensioni costituite al di fuori degli enti previdenziali pubblici, dobbiamo ammettere che l'attività promozionale non compete ai fondi pensione. Non compete loro né in linea diretta, né in via derivata, ovvero come soci partecipanti alla società strumentale. Se si prevede che quest'ultima debba svolgere altre attività che giustifichino la compartecipazione, ce lo dovete dire. Nell'articolo aggiuntivo Pennacchi 49.04 si proponeva di aggiungere il periodo: «Non costituisce violazione dell'articolo 6, comma 1, lettera d) del decreto legislativo n. 124 del 1993 la partecipazione proprietaria dei fondi pensione alla Mefop Spa». Tale precisazione vuol dire che, allo stato dell'arte, l'intervento sulla società che dovrebbe gestire l'aspetto promozionale rappresenta una violazione. Se tanto mi dà tanto, l'articolo in esame è mal impostato. Se l'obiettivo è quello indicato dal sottosegretario Solaroli, dovremmo semplicemente approvare un emendamento in base al quale si concedano alla Mefop Spa 3 miliardi di capitale (magari frazionati in tre anni, per 1 miliardo all'anno, come previsto nell'articolo aggiuntivo Pennacchi 49.04) a titolo di contributo all'attività promozionale. Altro non serve. Al limite, potremo conservare la prima parte dell'emendamento 50.200 del Governo, laddove si prevede lo stanziamento della somma, anche se non si comprende bene per quale motivo debba essere conferita in conto capitale. Occorre, invece, modificare la seconda parte dell'emendamento 50.200 del Governo, dove si prevede che i fondi pensione possono acquisire, a titolo gratuito, partecipazioni della Mefop Spa. Infatti, l'articolo aggiuntivo Pennacchi 49.04 prevedeva che tale acquisizione fosse possibile solo a titolo oneroso e che i 3 miliardi fossero conferiti ai fondi pensione per acquisire quote della Mefop Spa.
Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad un pasticcio che potrebbe essere spiegato fino in fondo solo da chi lo ha concepito. È previsto che i fondi pensione possano acquisire, a titolo gratuito, partecipazioni della Mefop Spa. Ciò non ha senso per tre motivi: innanzitutto, perché le partecipazioni non si acquisiscono mai a titolo gratuito. In secondo luogo, perché i capitali erano previsti per acquisire le partecipazioni. In terzo luogo, non c'entra nulla che il fondo pensioni faccia parte della società che promuove: è come se la FIAT comprasse le società che fanno la sua pubblicità sulle emittenti locali e pubbliche. Mi pare che sia tutto un non senso!

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione


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economica. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Onorevole Bono, non so cosa lei stia leggendo, perché se legge l'emendamento del Governo vede che è molto chiaro. Esso stabilisce in primo luogo che «Per il finanziamento degli oneri derivanti dall'articolo 59, comma 31, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è autorizzata per l'anno 2001 la spesa di lire 3 miliardi». C'è, come ho detto, la Mefop, una società partecipata dal Tesoro, che ha per legge il compito di fare promozione. Noi stiamo discutendo di questo e non capisco cosa c'entrino le altre questioni. Qui si dice, in sostanza, che si stanziano 3 miliardi per questa società che ha il compito di promuovere i fondi pensione e favorire l'adesione ad essi, una questione non irrilevante sul piano sociale ed economico e che rientra tra gli interessi primari dello Stato. Questo è un primo aspetto.
Nel secondo periodo si dice: «I fondi pensione possono acquisire a titolo gratuito partecipazioni della società per azioni costituita ai sensi della medesima norma». È un'altra cosa, contenuta nello stesso emendamento. Le due cose sono distinte, quindi non c'è violazione della legge, come lei dice, onorevole Bono. Nell'emendamento si stabiliscono, ripeto, due cose: che si assegnano 3 miliardi per il funzionamento della società e che i fondi pensione possono acquisire a titolo gratuito partecipazioni della società.

NICOLA BONO. Allora questo togliamolo!

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Perché dovremmo toglierlo? Mi sembra che la questione sia chiarissima. Tra l'altro, se vogliamo che questa società funzioni e che i risultati che otterrà siano cospicui credo che abbiamo interesse a questo tipo di adesioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, considerata la gentilezza del sottosegretario Solaroli, vorrei chiedere una spiegazione in merito all'emendamento del Governo: perché si riferisce soltanto all'anno 2001? Questo non confligge con le norme di contabilità dello Stato, che richiedono previsioni riferite sempre al triennio? La mia è soltanto una domanda, non una critica e nemmeno un appunto, ma poiché noi indichiamo sempre i tre anni, proprio nel rispetto della contabilità dello Stato, e qui ci si riferisce soltanto al 2001, vorrei un chiarimento.

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. È un intervento una tantum riferito al 2001.

MARIO TASSONE. Quindi non è programmato?

BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. No, non è programmato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Michielon 0.50.200.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 238).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 50.200 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 378
Astenuti 3
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 221
Hanno votato
no 157).

Colleghi, non possiamo passare alla votazione dell'articolo 50 perché vi sono emendamenti accantonati.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Antonio Pepe 50.06.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pepe. Ne ha facoltà.

ANTONIO PEPE. Signor Presidente, l'articolo aggiuntivo è diretto, così come il successivo, a rendere giustizia alle casse di previdenza private che hanno dimostrato dal 1994, data della loro privatizzazione, ad oggi grande capacità di gestione, ottenendo ottimi risultati. A questa capacità di gestione, però, ha fatto da contrattare un carico fiscale eccessivo, che secondo noi dovrebbe essere rivisto ed alleggerito, considerata anche la funzione pubblica che questi enti svolgono, funzione tutelata dall'articolo 38 della nostra Carta costituzionale.
Basti pensare, colleghi, che i flussi di rendita da canoni dei fabbricati accantonati per pagare le pensioni sono sottoposti ad IRPEG, cioè sono considerati reddito e quindi assumono, nel caso di questi enti, una duplice veste: una lucrativa ed una previdenziale, il che è illogico. È un trattamento fiscale onerosissimo, di gran lunga superiore a quello previsto per i fondi pensione, per le società cooperative o per le ONLUS.
Voglio ricordare in proposito che la Commissione finanze della Camera, nell'esprimere il parere sul provvedimento, ha inserito tra le condizioni quella di alleggerire il carico fiscale che grava sulle casse di previdenza private, parificando la situazione relativa ai fondi pensione.
Del resto, in un recente convegno tenutosi a Bologna sulle casse previdenziali private, al quale sono intervenuti illustri colleghi parlamentari sia della maggioranza sia dell'opposizione, tutti hanno dichiarato che vi è una certa iniquità nei confronti delle casse di previdenza private e che deve essere alleggerito il carico fiscale che grava su di esse.
Invito pertanto i colleghi a votare a favore di questo articolo aggiuntivo e chiedo al relatore e al Governo se il loro parere contrario sia fondato su motivi di principio oppure se è dovuto ad una mancanza di copertura: in quest'ultimo caso si potrebbe rivedere il contenuto dell'emendamento, alleggerendone l'onere, ma ritengo comunque necessario rivedere il trattamento fiscale che riguarda questi enti alleggerendolo, magari anche gradualmente. Bisogna dimostrare un segnale di attenzione nei confronti delle casse di previdenza private (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Antonio Pepe 50.06, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 396
Votanti 394
Astenuti 2
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 233).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Antonio Pepe 50.07, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 390
Votanti 388
Astenuti 2
Maggioranza 195
Hanno votato
sì 154
Hanno votato
no 234).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Michielon 50.08, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e votanti 402
Maggioranza 202
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 240).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lembo 50.09, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 404
Votanti 398
Astenuti 6
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 138
Hanno votato
no 260).

Onorevole Cambursano, accede alla proposta di ritirare il suo articolo aggiuntivo 50.010 formulata dal relatore?

RENATO CAMBURSANO. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Testa, accede alla proposta di ritirare il suo articolo aggiuntivo 50.018 formulata dal relatore?

LUCIO TESTA. Sì, signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione degli identici articoli aggiuntivi Innocenti 50.016 e Teresio Delfino 50.017.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, vorrei rivolgere una domanda sia al relatore sia al Governo. Vorrei sapere se in questo totalizzatore rientra la previdenza per il clero. Tale questione è stata già dibattuta, tenuto conto che questo fondo non era stato considerato negli agganci pensionistici: mi sembra questa l'occasione per recuperare, ma soprattutto per rispettare la norma costituzionale. A questa mia domanda vorrei che non fossero date risposte secche, perché il tema è delicato ed importante.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Delbono. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO. Signor Presidente, vorrei esprimere la nostra soddisfazione per il parere favorevole espresso dal relatore e dal Governo sull'articolo aggiuntivo Innocenti 50.016, che vale la pena illustrare.
Con questo articolo aggiuntivo viene accolto il principio della totalizzazione, vale a dire la possibilità di utilizzare i contributi versati nelle diverse gestioni previdenziali, sia per quanto riguarda i lavoratori dipendenti sia per quanto riguarda i lavoratori autonomi ed i liberi professionisti. Oggi non è così, perché, in parte per gli autonomi e sempre per i liberi professionisti, l'unica strada da seguire per ricongiungere i propri contributi, se versati in diverse gestioni - ad esempio, presso le casse degli enti previdenziali pubblici oppure presso le casse privatizzate - è quella della ricongiunzione onerosa. Questa ricongiunzione onerosa spesso è talmente onerosa da rendere


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impossibile per molti professionisti il recupero dei propri contributi versati nelle diverse gestioni.
È chiaro che questo articolo aggiuntivo risponde solo in parte a questa esigenza che proviene dal mondo del lavoro in generale. Ho detto in parte perché in questo articolo aggiuntivo vengono accolti l'indirizzo e l'indicazione dati dalla Corte costituzionale che recentemente si è espressa chiedendo almeno che venga resa possibile la totalizzazione quando non si maturi la pensione minima in nessuna delle gestioni. Inoltre questo articolo aggiuntivo prevede la possibilità di valutare di recuperare i contributi versati nelle diverse gestioni per quanto riguarda la pensione di vecchiaia.
Non siamo quindi dinanzi all'estensione compiuta del principio della totalizzazione ma ad una applicazione, seppure parziale, in base ai principi espressi dalla Corte costituzionale.
Siamo dunque parzialmente soddisfatti, intendiamoci bene, ma è importante che venga accolto per la prima volta dal legislatore il principio della totalizzazione.
Vi sono poi due punti su cui richiamo l'attenzione dei colleghi. Il primo riguarda la misura del trattamento; è molto importante che con questo articolo aggiuntivo si rispettino le norme previste dai singoli ordinamenti delle singole gestioni. In altre parole il legislatore non interviene in modo coattivo impedendo delle norme e in qualche modo obbligando ad una valutazione della misura del trattamento, ma rispetta quanto le singole gestioni prevedono, in modo particolare le cosiddette casse privatizzate.
Quello della totalizzazione è un tema decisivo, sul quale dovremo ritornare. In Commissione lavoro giace un testo unificato la cui valutazione degli oneri non è ancora terminata in quanto manca la relazione tecnica del Governo. Dunque, come ho detto, dovremo riprendere in esame in maniera più approfondita il principio della totalizzazione, anche perché questo sarà tema decisivo per l'ammodernamento del sistema pensionistico. Nel 2001 non si potrà rivedere la cosiddetta legge Dini-Prodi se non avremo anche una buona legge sulla totalizzazione per permettere il recupero sempre e comunque dei contributi versati nelle diverse gestioni previdenziali.
Concludo esprimendo soddisfazione per l'accoglimento da parte del relatore e del Governo del principio della totalizzazione - questo è sicuramente un passo in avanti - ma ribadendo anche che ci impegneremo anche nelle fasi successive perché il principio della totalizzazione venga accolto in modo compiuto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Presidente, anche Alleanza nazionale ha posto con attenzione la questione relativa alla totalizzazione perché effettivamente riguarda un tema di grande equità sotto il profilo previdenziale. Abbiamo però evidenziato alcune preoccupazioni che, in occasione del voto che ci accingiamo ad esprimere, vorremo che fossero fugate da parte dei rappresentanti del Governo.
Una di tali preoccupazioni è rappresentata soprattutto dalla copertura finanziaria. Nell'ambito della discussione effettuata nella Commissione competente, venne ascoltato il Ragioniere generale dello Stato Monorchio, che in questa materia dette delle cifre, pure essendo diversa la prospettiva di cui si discuteva, di gran lunga superiori soprattutto per quanto riguarda gli enti previdenziali pubblici rispetto all'onere derivante dall'articolo aggiuntivo in oggetto. La prima questione, quindi, è quella se effettivamente l'onere di copertura possa essere ritenuto realistico oppure no.
La seconda questione è quella riferita alla possibilità del trasferimento delle riserve matematiche di cui si sta discutendo nella Commissione competente, come è stato poc'anzi ricordato, ma in ordine alla quale finora non vi è stato


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alcun intervento e alcuna presa di posizione né da parte della maggioranza né da parte del Governo.
A fronte di queste assicurazioni e del fatto che non vi saranno squilibri in esito a tale operazione anche per le casse di previdenza, soprattutto quelle dei lavoratori autonomi, Alleanza nazionale è disponibile a votare a favore dell'articolo aggiuntivo in questione ma lo fa con un rammarico. Sono stati appena respinti gli emendamenti, recanti come prima firma quella del collega Antonio Pepe, che costituivano una riparazione in termini di trattamento tributario per le casse, soprattutto quelle indipendenti (voglio definirle così), le uniche casse che in questo momento assicurano una copertura previdenziale e che quindi hanno avuto una accurata gestione.
Ci sarebbe piaciuto poter appoggiare la risposta alla sentenza della Corte costituzionale sui ricongiungimenti in materia previdenziale con un messaggio chiaro nei confronti di quelle case di previdenza meritevoli, che assicurasse loro un trattamento fiscale adeguato per l'opera che stanno facendo in materia previdenziale sostituendosi in larga parte, purtroppo, all'inefficienza del settore pubblico (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gasperoni. Ne ha facoltà.

PIETRO GASPERONI. Il problema affrontato da questi articoli aggiuntivi, assume una dimensione sempre più vasta in questo nostro paese; esso interessa una quota crescente di lavoratori che cambiano la loro attività una o più volte nel corso della loro vita lavorativa. Sappiamo che ciò dipende spesso da una scelta soggettiva; altre volte, si tratta di un'esigenza dettata da un mercato del lavoro sempre più flessibile evocato non solo negli articoli che ogni giorno compaiono sulla stampa, ma già oggi esistente in una misura tutt'altro che marginale.
Quando si passa da una cassa previdenziale ad un'altra, in conseguenza dell'avvenuto cambiamento lavorativo, si rischia di non raggiungere mai il diritto ad avere almeno una pensione.
La stessa Corte costituzionale ha sollecitato il legislatore a porre rimedio ad un'ingiustizia che, peraltro, contrasta con i processi di mobilità lavorativa ormai inarrestabili. Gli articoli aggiuntivi non risolvono compiutamente i problemi di tutela previdenziale per chi si trova nella condizione di cambiare la propria attività lavorativa, tuttavia, essi rappresentano un passo in avanti molto importante. Si afferma un principio, anche se si risolve solo parzialmente il problema, vale a dire solo per coloro che resterebbero, dopo cinquant'anni della vita lavorativa, senza neppure una pensione; infatti, nelle casse dei professionisti, se non si raggiungono almeno i trent'anni di lavoro, non si matura il diritto ad avere una pensione minima e ciò vale anche per l'INPS che richiede un minimo di vent'anni di contribuzione. A questo riguardo, per rispondere alla sollecitazione del collega Tassone, vorrei dire che anche il fondo clero, essendo sostitutivo dell'assicurazione generale obbligatoria, rientra in questo diritto. Chi si trova in tale situazione, attualmente ha a disposizione - come veniva ricordato - solo lo strumento della ricongiunzione dei vari periodi lavorativi che, però, è un'operazione molto onerosa.
Con gli articoli aggiuntivi al nostro esame il lavoratore che si trova in questa spiacevole situazione si vedrà riconosciuti dalle varie casse previdenziali periodi di lavoro utili per avere diritto ad una pensione. Si sana, quindi, sia pure parzialmente, una grave ingiustizia che le trasformazioni in atto nel mercato del lavoro hanno prodotto in questi anni e che un moderno sistema di tutele non può che risolvere rapidamente, come stiamo facendo.
Questa è la ragione per la quale, dopo anni di impegno costante esercitato sulla materia, i Democratici di sinistra voteranno con convinzione a favore di questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strambi. Ne ha facoltà.

ALFREDO STRAMBI. Signor Presidente, gli identici articoli aggiuntivi proposti, sui quali del resto in Commissione lavoro si era registrato un larghissimo consenso tra le forze politiche, hanno un ambito di applicazione più riduttivo rispetto all'approdo, alle conclusioni alle quali si era pervenuti in Commissione; tuttavia, a nostro parere, essi vanno sostenuti in quanto, come è stato detto, rappresentano un passo avanti nella direzione di superare una stortura nel meccanismo di acquisizione del diritto alle prestazioni pensionistiche sia per i lavoratori dipendenti, sia per i lavoratori autonomi. È noto, infatti, che i lavoratori iscritti a più fondi pensionistici, fenomeno destinato ad accrescersi in ragione della crescente mobilità del lavoro, in ciascuno dei quali non raggiungano i requisiti necessari, o perdono quanto è stato versato o sono costretti ad operazioni di ricongiunzione che, spesso, sono così rilevanti da risultare di difficile, se non impossibile, praticabilità.
Il meccanismo della totalizzazione che è stato proposto, anche se applicabile, secondo quanto imposto dalla sentenza della Corte costituzionale, solo nel caso in cui non si raggiunga il diritto in alcuna cassa, permette tuttavia di recuperare, senza oneri per il lavoratore e senza aggravi per le casse, il diritto alla pensione, ricevendo da ciascuna cassa la quota-parte proporzionale al versamento. Si tratta pertanto, a nostro parere, di un'operazione di giustizia ed equità che non può non essere approvata.
Per tali ragioni, invitiamo l'Assemblea a votare concordemente a favore di questi articoli aggiuntivi (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.

GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, intervengo soltanto per dichiarare il voto favorevole dei deputati del gruppo della Lega nord Padania sugli identici articoli aggiuntivi Innocenti 50.016 e Teresio Delfino 50.017, nel testo riformulato. Essi non rappresentano altro che la fotocopia di una proposta di legge presentata anni fa dal nostro gruppo, con qualche peggioramento; comunque, meglio questo che niente. Pertanto, voteremo con convinzione a favore: «è roba nostra».

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici articoli aggiuntivi Innocenti 50.016 e Teresio Delfino 50.017, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 393
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 392
Hanno votato
no 1).

I successivi articoli aggiuntivi sono preclusi.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, naturalmente questa votazione «ha cancellato» l'articolo 11.

PRESIDENTE. Come ho detto in precedenza, è conseguentemente «abolito» l'articolo 11.

RENZO INNOCENTI, Presidente della XI Commissione. Chiedo di parlare per un chiarimento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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RENZO INNOCENTI, Presidente della XI Commissione. Signor Presidente, lei ha dichiarato preclusi i successivi articoli aggiuntivi da una precedente votazione, se non sbaglio. È così?

PRESIDENTE. No, il fatto è che l'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo è stato ritirato, mi pare.

RENZO INNOCENTI, Presidente della XI Commissione. Mi sembra che il contenuto dell'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo sia identico a quello di un emendamento approvato nel corso della seduta di venerdì scorso, riferito all'articolo 23 e relativo alle accise sul metano.

PRESIDENTE. Quello è stato assorbito.

RENZO INNOCENTI, Presidente della XI Commissione. Nell'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo si ripropone la questione delle prestazioni a domanda, sulla quale l'onorevole Liotta è intervenuto in precedenza. Ricordo che il relatore per la maggioranza, prima che quell'emendamento venisse posto in votazione, chiese di modificare questa parte, cancellando le parole «su domanda». Dico questo solo per avere la certezza che le cose stiano in questi termini, avendo rivisto nell'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo questa formulazione.

PRESIDENTE. Onorevole relatore per la maggioranza?

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Sì, Presidente, dal resoconto stenografico credo che risulti inoppugnabilmente che era stato chiesto, a nome della Commissione, di cancellare l'inciso «su domanda».

PRESIDENTE. Come intendiamo procedere, onorevole relatore?

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Presidente, invito i presentatori dell'emendameanto Guerzoni ex 36.20, ora 50.020, che era stato accantonato e riferito all'articolo 50, a ritiralro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Guerzoni, accoglie l'invito al ritiro del suo articolo aggiuntivo 50.020 (ex 36.20)?

ROBERTO GUERZONI. Sì, Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Guerzoni.

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