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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 50, nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti, del subemendamento e degli articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. La Commissione si rimette al Governo sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5, nel presupposto che venga compiutamente quantificato l'onere ed eventualmente indicata anche la fonte di copertura. Si invita al ritiro degli emendamenti Diliberto 50.10, Bertinotti 50.87, il cui contenuto dovrebbe essere stato assorbito parzialmente dall'emendamento approvato la settimana scorsa relativamente alle pensioni sociali, altrimenti il parere è contrario. La Commissione invita altresì a ritirare gli emendamenti Grimaldi 50.121, Diliberto 50.30 e Strambi 50.31 - in quanto è stato approvato un emendamento che tratta la stessa materia - Battaglia 50.20 e Strambi 50.21. La Commissione si rimette al Governo sull'emendamento Lucà 50.42. Invita a ritirare gli emendamenti Scalia 50.98, perché l'argomento dei fondi pensione «etici socialmente ed ecologicamente responsabili» è meritevole di attenzione e di consenso, ma non è opportuno affrontarlo in questa fase della discussione. Si invita al ritiro degli emendamenti Giacalone 50.92, Borrometi 50.99 e Manzione 50.91, anche perché si è intervenuti sulla stessa materia con articoli proposti dalla Commissione.
sull'emendamento 50.200 del Governo, cui ha fatto riferimento poco fa l'onorevole Bono. Il parere è contrario sui restanti emendamenti.
PRESIDENTE. Prego il relatore per la maggioranza di esprimere il parere sugli articoli aggiuntivi.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario sugli articoli aggiuntivi Antonio Pepe 50.06 e 50.07, Michielon 50.08 e Lembo 50.09. Invito al ritiro degli articoli aggiuntivi Cambursano 50.010 e Testa 50.018.
PRESIDENTE. Sì, sono preclusi dalla votazione dell'emendamento 23.15 del Governo.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Gli articoli aggiuntivi Innocenti 50.016 e Teresio Delfino 50.017 riguardano la cosiddetta totalizzazione dei periodi assicurativi. Essi sono stati riferiti più propriamente all'articolo 50, anche per un problema di copertura. L'onere recato da questi articoli aggiuntivi è valutato in 50 miliardi di lire a decorrere dal 2001. La Commissione propone che, contestualmente all'approvazione di questi articoli aggiuntivi, su cui il parere è favorevole venga soppresso l'articolo 11, in maniera da avere le risorse necessarie per la copertura di questi articoli aggiuntivi e di altri emendamenti.
PRESIDENTE. Quindi essi vanno corretti aggiungendo: «Conseguentemente sopprimere l'articolo 11».
RENZO INNOCENTI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Constato che i presentatori dell'articolo aggiuntivo Teresio Delfino 50.017 accettano la riformulazione proposta dal relatore.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, mi risulta che fosse stato presentato un altro articolo riferito all'articolo 50.
PRESIDENTE. Farò controllare.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore. Per quanto riguarda l'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5 l'onere quantificato è di 9 miliardi annui, ma il Governo si riserva di valutare la copertura: è sufficiente un minuto per farlo. Il parere è favorevole sull'emendamento Lucà 50.42, sul quale il relatore si era rimesso al Governo.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 50.2.
PUBLIO FIORI. Signor Presidente, posso parlare sul complesso degli emendamenti?
PRESIDENTE. Sono stati già dati i pareri dal relatore e dal Governo e quindi può parlare solo per dichiarazione di voto sui singoli emendamenti.
PUBLIO FIORI. Allora parlerò in relazione al successivo emendamento 50.3 a mia firma.
PRESIDENTE. Sta bene. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
PIETRO ARMANI. L'emendamento posto in votazione si preoccupa di precisare la formulazione del primo comma dell'articolo 50. Laddove si dice: «A decorrere dal 1o gennaio 2001 l'indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato (...)» io propongo di sostituire le parole da «è applicato» fino alla fine del comma con le seguenti: «è pari all'ultimo coefficiente di svalutazione accertato dall'ISTAT». Sappiamo infatti che l'ISTAT cambia continuamente la struttura di questi coefficienti e quindi penso che sia nell'interesse degli stessi pensionati far riferimento all'ultimo coefficiente di svalutazione accertato.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bonato 50.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Fiori 50.3.
PUBLIO FIORI. L'emendamento posto in votazione fa parte di una serie presentata da Alleanza nazionale...
PRESIDENTE. Onorevole Cento! Onorevole Cento, la richiamo all'ordine per la prima volta.
PUBLIO FIORI. ...per tentare di restituire ai pensionati che possiamo definire previdenziali un tipo di trattamento economico che non venga distrutto dalla svalutazione monetaria. Si prevedono a tal fine due misure, la prima delle quali è per l'aggancio automatico al costo della vita (con una rivalutazione adeguata all'indice di svalutazione della moneta), mentre la seconda è per restituire alle vedove dei pensionati ciò che durante il precedente Governo Dini è stato loro tolto in relazione al reddito. È nostra intenzione eliminare il taglio delle pensioni ai danni delle vedove che beneficiano di una pensione di reversibilità.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Ciascuno voti per sé, dappertutto!
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Sì, signor Presidente, si tratta della tabella A, rubrica del Ministero dell'agricoltura, 9 miliardi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI. Evidentemente l'emendamento perde la prima parte volta alla soppressione del comma 2, che deve essere coordinato. Questa soluzione risolve i problemi posti dai successivi emendamenti 50.150, sempre a mia firma, e Tattarini 50.151, riguardanti una materia sulla quale si sono impegnati vari colleghi, quella della pesca nelle aree interne e della piccola pesca marittima. Poiché viene votato per primo il mio emendamento, vorrei sottolineare che si tratta di una battaglia comune.
PRESIDENTE. Dunque, se ho ben capito, dovrebbe essere eliminata l'espressione «sopprimere il comma 2» e la copertura si troverebbe nella Tabella A del Ministero dell'agricoltura.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, l'emendamento Giorgetti 50.5 assorbe parzialmente gli emendamenti Giancarlo Giorgetti 50.150 e Tattarini 50.151 dei quali, a questo punto, chiedo il ritiro.
PRESIDENTE. Prendo atto che i rispettivi presentatori accedono all'invito rivolto loro a ritirare gli emendamenti Giancarlo Giorgetti 50.150 e Tattarini 50.151.
GIANLUIGI SCALTRITTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, il mio emendamento 50.69 è di contenuto normativo analogo a quello contenuto nell'emendamento in esame; inoltre, esso dispone di copertura. Anche il mio emendamento interviene sulla piccola pesca e sui pescatori assicurati ai sensi della legge n. 250 del 1958.
PRESIDENTE. Onorevole Scaltritti, poiché la copertura è stata proposta dal Governo ed indicata nella Tabella A del Ministero dell'agricoltura, se lei è d'accordo, possiamo porre in votazione i due emendamenti congiuntamente.
GIANLUIGI SCALTRITTI. Va bene, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Grillo 50.152.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, abbiamo già discusso del tema in occasione dell'approvazione di un precedente emendamento, quando ci siamo interessati della parte fiscale. Con l'emendamento in esame vogliamo estendere i benefici previsti dalla legge n. 30 del 1998, sia per la parte previdenziale che per quella fiscale, a tutte le imprese di pesca che esercitino la pesca professionale.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Chiedo ai presentatori se accedono all'invito rivolto loro a ritirare l'emendamento Diliberto 50.10.
MAURA COSSUTTA. Insistiamo per la votazione, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, mi rivolgo al relatore e soprattutto al Governo, perché questo è per noi un punto particolarmente importante. Abbiamo presentato diversi emendamenti all'articolo 50 (per le pensioni ai superstiti, per gli ex combattenti, per le donne ed i cosiddetti «settecentottantunisti», nonché un emendamento accolto dal Governo per i cittadini incampienti).
PRESIDENTE. Onorevole Cossutta, mi scusi, questa sua argomentazione vale anche per il successivo emendamento Grimaldi 50.121?
MAURA COSSUTTA. Sì, per tutti quelli su cui c'è un invito al ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene: quindi vi è una richiesta di accantonamento degli emendamenti Diliberto 50.10 e Grimaldi 50.121, in attesa dell'approvazione dell'articolo 3. Il relatore è d'accordo?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Non posso che consentire, Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, gli emendamenti Diliberto 50.10 e Grimaldi 50.121 si intendono accantonati.
FRANCESCO GIORDANO. Ovviamente no, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Onorevole Berruti, la prego di togliere le tessere di votazione sia alla sua destra sia alla sua sinistra.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Alemanno 50.11.
GIOVANNI ALEMANNO. Signor Presidente, nel corso del dibattito politico che ha preceduto l'esame di questo disegno di legge finanziaria, i leader della Casa delle libertà hanno sottolineato come l'integrazione al minimo prevista dalla maggioranza di Governo rappresentasse sostanzialmente un inganno per i pensionati e che fosse necessario garantire una misura minima del trattamento pensionistico individuata intorno al milione di lire, che potesse garantire un minimo di reddito dignitoso per tutti i pensionati, soprattutto per coloro i quali usufruiscono delle pensioni integrate al minimo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 50.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 50.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Rosso, la prego di togliere la tessera alla sua sinistra.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ricordo che l'emendamento Grimaldi 50.121 è accantonato.
MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURA COSSUTTA. Presidente, veramente l'emendamento Grimaldi 50.121 è di fatto assorbito dall'emendamento presentato dal Governo e lo ritiriamo proprio perché l'emendamento del Governo ha recepito le richieste da noi avanzate riguardo ai non capienti: mi riferisco alle 300 mila lire conferite in un'unica soluzione ed in modo permanente a partire dal 1o gennaio 2001.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Massidda 50.18.
PIERGIORGIO MASSIDDA. Chiedo un po' di attenzione su questo emendamento (Commenti).
PRESIDENTE. Colleghi, per favore! Un po' di attenzione, non molta, dunque mi pare una richiesta ammissibile!
PIERGIORGIO MASSIDDA. Stiamo parlando di pensioni di invalidi civili, di sordomuti e di ciechi, che in media prendono 401 mila lire al mese. Non so se sia possibile scherzare su queste cose! Se il nostro è uno Stato sensibile, uno Stato solidale, come si dice, allora o estendiamo gli effetti della normativa in esame anche alle suddette categorie oppure voi state prendendo in giro la gente. L'unica legge che prevede una nuova normativa per queste povere persone, è quella che riguarda il riordino dei servizi sociali. Ma si dice che ciò non deve comportare alcun costo aggiuntivo per lo Stato. Allora, o interveniamo in favore delle categorie sopra richiamate, e votate a favore di questo emendamento oppure state prendendo in giro questa povera gente. Alla vostra sensibilità!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Chiedo ai presentatori dell'emendamento Battaglia 50.20 se accolgono l'invito a ritirarlo.
AUGUSTO BATTAGLIA. Sì, Presidente, lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Sta bene.
ALFREDO STRAMBI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALFREDO STRAMBI. Chiedo l'accantonamento del mio emendamento 50.21.
PRESIDENTE. Avverto che, non essendovi obiezioni, l'emendamento Strambi 50.21 è da ritenersi accantonato.
PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, sono veramente stupefatto dinanzi al rifiuto di questo nostro emendamento che raccoglieva un impegno di tutta la Casa delle libertà a sostegno di una pensione accettabile e dignitosa per un'importante categoria quale è quella dei coltivatori diretti. Si tratta di una categoria economica fondamentale per l'equilibrio economico, sociale ed ambientale del nostro paese; una categoria fondamentale per la stessa costruzione della democrazia nel nostro paese.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Mi rivolgo al collega dell'ultima fila! Onorevole Carrara, decida quale «opzione» fare!
Dichiaro chiusa la votazione.
Sono pertanto preclusi i successivi emendamenti Losurdo 50.100 e Calzavara 50.23.
50.26, porrò in votazione gli emendamenti Liotta 50.24 e Liotta 50.26, ricordando che in caso di reiezione si intenderà respinto l'emendamento Liotta 50.25.
SILVIO LIOTTA. Questi emendamenti si sarebbero dovuti esaminare insieme all'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo, che abbiamo invece affrontato nella seduta di venerdì, perché la copertura di questi emendamenti trovavano, per così dire, la copertura nell'articolo 23 della finanziaria, nel limite dei crediti rimborsabili. Ma non ne facciamo un problema regolamentare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
FABIO CALZAVARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
FABIO CALZAVARA. Vorrei chiedere perché il mio emendamento 50.23 sia stato precluso.
PRESIDENTE. Non è stato precluso: è tra quelli non segnalati dal suo gruppo.
Dichiaro chiusa la votazione.
MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURA COSSUTTA. Chiedo l'accantonamento degli emendamenti Diliberto 50.30 e Strambi 50.31
PRESIDENTE. Avverto che, non essendovi obiezioni, gli emendamenti Diliberto 50.30 e Strambi 50.31 si intendono accantonati.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36.
GUIDO GIUSEPPE ROSSI. Non riesco a capire perché il relatore abbia espresso parere contrario su questo emendamento, in cui si chiede l'eliminazione del cumulo tra pensione di anzianità e lavoro in agricoltura per un periodo inferiore ai 51 giorni all'anno.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoli. Ne ha facoltà.
MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, intervengo anzitutto per sottoscrivere l'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36.
Credo che questo emendamento tuteli una consuetudine millenaria presente sull'intero territorio nazionale e dia una mano ai piccoli coltivatori diretti che, come ricordato dall'onorevole Scarpa Bonazza Buora, svolgono una funzione non solo di carattere ambientale, ma anche di carattere sociale: non abbandonare molte terre, come è accaduto negli anni passati.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 50.37.
MAURO MICHIELON. Signor Presidente, con il mio emendamento 50.37 si mira a dare un'interpretazione maggiormente estensiva del beneficio previsto dall'articolo 12, comma 5, del decreto legislativo n. 468 del 1997.
ANGELO MUZIO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANGELO MUZIO. Signor Presidente, questo emendamento mira a non vanificare il lavoro che si è svolto anche nelle Commissioni; questa esigenza non è stata sottolineata soltanto da noi, nel qual caso si aprirebbe una discussione soltanto in termini di principio.
PRESIDENTE. Onorevole Michielon, accoglie la proposta di accantonamento del suo emendamento 50.37?
MAURO MICHIELON. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene, anche se prima o poi questi articoli accantonati dovranno essere esaminati.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Va bene, onorevole Presidente.
PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, si intende pertanto accantonato l'emendamento Michielon 50.37.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lucà 50.42, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Scalia, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 50.98?
MASSIMO SCALIA. Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Scalia.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Pezzoli 50.45, Teresio Delfino 50.46, Martinelli 50.48 e Giancarlo Giorgetti 50.49, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pace 50.50, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 50.71, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 50.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Bono 50.70, Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Teresio Delfino 50.86.
MARIO TASSONE. Con questo emendamento si vuole dare un contributo di giustizia e di correttezza: «Il rapporto percentuale fra la pensione e la retribuzione può raggiungere la quota massima dell'80 per cento e si applica ai lavoratori dipendenti che facciano valere un'anzianità contributiva non inferiore a 40 anni. Per il periodo eccedente 40 anni interi di contribuzione pensionistica, il lavoratore e il datore di lavoro non versano alcuna quota».
NICOLA BONO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLA BONO. Sono d'accordo con quanto testé dichiarato dall'onorevole Tassone.
emendamento 50.70 con gli emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53: mentre questi due ultimi emendamenti sono identici, il mio emendamento 50.70 è diverso.
PRESIDENTE. Mi pare che lei abbia ragione.
UGO BOGHETTA. No, Presidente!
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Bono.
UGO BOGHETTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
UGO BOGHETTA. Signor Presidente, poiché vi era già stato un voto sul precedente emendamento, di analogo contenuto, noi abbiamo espresso un voto contrario perché pensavamo che si trattasse di quelli successivi. Quindi, il nostro voto, nel caso dell'emendamento Bono 50.70, sarebbe stato favorevole. Quindi non so...
NICOLA BONO. Quindi, ripetiamo.
PRESIDENTE. Colleghi, ritengo di annullare la votazione precedente e di rimettere in votazione gli emendamenti. Bisogna stare attenti in questi casi.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che il dispositivo di votazione dell'onorevole Cutrufo non ha funzionato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 50.86, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che i presentatori ritirano gli emendamenti Giacalone 50.92 e Borrometi 50.99.
PIETRO ARMANI. Signor Presidente, l'emendamento 50.62 propone l'abrogazione del comma 189 della legge 23 dicembre 1996, n. 662 (la famosa finanziaria del primo anno di gestione del Governo di centrosinistra). Il comma 189 introduceva il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione. La mia proposta è quella di abrogarlo per consentire l'emersione di una notevole quantità di sommerso, come in parte è stato già detto da un collega della Lega in tema di agricoltura, parlando su un emendamento precedente, cioè di tutto quello che è sommerso e che riguarda coloro che percepiscono la pensione, ma seguitano a lavorare. Naturalmente, essendo vietato il cumulo, non possono figurare come contribuenti palesi.
che fra l'altro si avvicina per una parte ad una previsione del testo della maggioranza, possa avere un effetto virtuoso e di ampliamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 50.63.
MAURO MICHIELON. Signor Presidente, proponendo la soppressione del secondo periodo del comma 11 dell'articolo 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, chiediamo che i lavoratori extracomunitari siano equiparati ai lavoratori italiani. L'articolo 22, infatti, prevede che un lavoratore extracomunitario che decide di lasciare il nostro paese possa chiedere che l'INPS gli restituisca tutti i contributi che ha versato maggiorati del 5 per cento. Ritengo che si tratti di una grossa ingiustizia nei confronti dei nostri lavoratori e, per una ragione di equità, invito l'Assemblea ad approvare il nostro emendamento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 50.67, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Volontè 50.68, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Ricordo che l'emendamento Scaltritti 50.69 è stato votato insieme all'emendamento Giancarlo Giorgetti 50.5.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che l'onorevole Manzione ritira il suo emendamento 50.91.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 50.76, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Possa 50.77, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 50.78.
MAURO MICHIELON. Signor Presidente, l'emendamento in esame è estremamente importante per la Lega: le donne lavoratrici che hanno lavorato per un periodo di tempo tale da non consentire il completamento dei versamenti contributivi minimi di legge, ai fini pensionistici, hanno la possibilità di richiedere la liquidazione dei contributi che risultino versati in loro favore presso forme di previdenza obbligatorie maggiorati dell'interesse legale annuo. Mi riallaccio al discorso precedente: i lavoratori extracomunitari, quando decidono di smettere di lavorare in Italia, possono chiedere all'INPS quanto hanno versato; moltissime donne che hanno scelto di lasciare il lavoro dopo 5, 6 o 10 anni per stare a casa a seguire la famiglia e occuparsi dell'educazione dei figli hanno versato contributi all'INPS e, di fatto, non godono di nulla. A questo punto, chiediamo una ricompensa per queste persone che hanno scelto, molte volte costrette, di restare a casa anche perché i servizi sociali, gli asili non sono in numero sufficiente. Chiediamo almeno la restituzione di quanto hanno versato e nulla di più, con l'interesse legale annuo; si tenga presente che gli extracomunitari hanno il 5 per cento di interesse, quindi, anche in questo caso alle donne spetterebbe comunque meno degli extracomunitari. Visto che si parla tanto di difesa dei diritti delle donne, di famiglia, si tratterebbe di un segnale molto importante, di una forma di rispetto che, per così dire, ricompenserebbe le donne lavoratrici che per scelta o per necessità hanno lasciato la professione. Spero che la sinistra, che parla spesso di questi temi, approvi l'emendamento in esame che, tra l'altro, non costa nulla allo Stato perché viene solo restituito quanto versato (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.80, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.82, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.110, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Cangemi 50.83.
LUCA CANGEMI. Signor Presidente, proverei a richiamare l'attenzione del Governo e del relatore sull'emendamento in esame. Il tema è la tutela per i braccianti del settore agrumicolo. Un gruppo di colleghi del centrosinistra ha presentato un emendamento all'articolo 77 sulle emergenze agricole, tra le quali, appunto, la questione del comparto agrumicolo. Il difetto di questo positivo emendamento è il seguente: là dove si parla del settore agrumicolo non vi è alcuna previsione specifica per la parte più debole della filiera, vale a dire i lavoratori dipendenti. Chiedo al relatore ed al Governo se sia possibile spostare il mio emendamento 50.83 all'articolo 77 discutendolo insieme a quello che parla delle emergenze agricole, cercando di trovare nella formulazione un elemento di certezza per tale settore di lavoratori particolarmente in sofferenza.
PRESIDENTE. Onorevole relatore?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, l'emendamento Cangemi 50.83 può essere riferito all'articolo 77.
PRESIDENTE. Non essendovi obiezioni, l'emendamento Cangemi 50.83 si intende riferito all'articolo 77.
LUCA CANGEMI. Signor Presidente, con questo emendamento proponiamo un tema drammatico, anche se controverso. Stiamo parlando di migliaia di lavoratori della regione Sicilia che da oltre un decennio vivono una condizione di drammatico precariato senza alcuna copertura previdenziale.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Tremaglia 50.85.
NICOLA BONO. Signor Presidente, colleghi, questo emendamento pone un problema che è stato dibattuto molte volte, ma non ha mai trovato una corretta soluzione. Si tratta dell'esigenza di fornire una pensione sociale agli italiani residenti all'estero privi di qualsiasi altra forma di sostentamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
GIANFRANCO CONTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, è vero che ormai in politica ci si scambiano i ruoli ma Mattarella che vota per Veltroni, mi pare...
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. È la mia tessera! Voto per me, è la mia tessera!
PRESIDENTE. Tenga presente che i ministri hanno una tessera che consente loro di votare da ciascun banco. Vota nel posto di Veltroni ma non al posto di Veltroni: è una preposizione diversa (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo). Abbiamo risolto un delicato problema!
MAURO MICHIELON. Chiediamo la soppressione del secondo periodo dell'emendamento 50.200 del Governo, dove si prevede che i fondi pensione possono acquisire a titolo gratuito partecipazioni della società per azioni costituita ai sensi della medesima norma. È incredibile che vi sia questa previsione, è del tutto incomprensibile oltre che pericoloso come precedente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
GUIDO POSSA. Signor Presidente, poiché non siamo riusciti ad avere informazioni su questo emendamento del Governo che innova rispetto alle schede di lettura nonché agli altri documenti in nostro possesso, vorrei rinnovare la richiesta di chiarimenti anche in riferimento all'articolo aggiuntivo Pennacchi 49.04, precedentemente ritirato. In particolare vorrei sapere quali finalità abbia la società Mefop Spa, citata nell'articolo aggiuntivo Pennacchi. Inoltre vorrei sapere come mai in un caso occorrono 3 miliardi per il 2001, mentre nel caso dell'articolo aggiuntivo Pennacchi 1 miliardo per ciascuno degli anni 2001, 2002 e 2003. In sostanza vorrei sapere a cosa servano questi stanziamenti. Infine, vorrei sapere perché i fondi pensione nel primo caso possano acquisire a titolo gratuito partecipazione nella società per azioni Mefop e, nell'altro caso, si prevede che non costituisce violazione dell'articolo 6, comma 1, lettera d) del decreto legislativo n. 124 del 1993 la partecipazione proprietaria dei fondi pensione a la Mefop Spa.
Il parere è contrario sul subemendamento Michielon 0.50.200.1 e favorevole
Signor Presidente, vi è poi una serie di subemendamenti all'articolo aggiuntivo 50.015 del Governo, che credo siano preclusi.
Onorevole Innocenti, accetta la riformulazione del suo articolo aggiuntivo 50.016 proposta dal relatore?
Il Governo?
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fiori. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 50.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 430
Astenuti 2
Maggioranza 216
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 244).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 420
Astenuti 7
Maggioranza 211
Hanno votato sì 51
Hanno votato no 369).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fiori. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fiori 50.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 410
Astenuti 6
Maggioranza 206
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 232).
Chiedo al rappresentante del Governo se abbia svolto la verifica che si era riservato di fare.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 50.5 e Scaltritti 50.69, di analogo contenuto normativo, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 445
Astenuti 2
Maggioranza 223
Hanno votato sì 440
Hanno votato no 5).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.
Nel nostro emendamento si parla di pesca professionale: vorremo insistere su tale termine, anche perché i tentativi di chiarimento compiuti dal relatore a suo tempo non sono stati esaustivi. Abbiamo chiarito cosa intendiamo precisamente per pesca professionale: un'attività diversa dalla pesca costiera. Invitiamo nuovamente il relatore ed il Governo a riconsiderare l'emendamento in esame, per venire incontro ad un'esigenza che riteniamo giusta. Se i benefici debbono riguardare soltanto una parte o una élite di cosiddetti pescatori, lo si dica chiaramente, ma noi insistiamo sul termine di pesca professionale. Ritengo che il relatore, la Commissione, la maggioranza ed il Governo debbano riflettere al riguardo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grillo 50.152, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 422
Astenuti 15
Maggioranza 212
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 242).
L'emendamento in esame è, probabilmente, il più impegnativo: non a caso la prima firma è quella dell'onorevole Diliberto, alla quale seguono le firme di tutti i deputati del gruppo dei Comunisti italiani. Si tratta di un emendamento impegnativo che chiede un aumento, in tre anni, di 200 mila lire per le pensioni integrate al minimo.
Sappiamo (e mi rivolgo al Governo) che si tratta di una proposta impegnativa, in grado di cambiare anche la struttura interna della finanziaria in esame, che ha un suo equilibrio che noi difendiamo (due terzi per i bisognosi, le tutele sociali e le famiglie e un terzo per le imprese).
Allora noi non ritiriamo questo emendamento, ma chiediamo che venga accantonato, perché riteniamo che soltanto dopo la discussione e l'approvazione dell'articolo 3, cioè soltanto dopo la definizione delle norme sull'IRPEG, saremo in grado di dire al Governo se lo ritiriamo oppure no.
Per essere chiari, i Comunisti italiani non sono disponibili ad una riduzione dell'IRPEG: se ci saranno risorse aggiuntive, se si cambierà la struttura interna della finanziaria, allora le risorse andranno a garantire la copertura di questo emendamento.
I presentatori dell'emendamento Bertinotti 50.87 accolgono l'invito a ritirarlo?
Desidero intervenire perché questo è per noi uno degli emendamento più importanti dell'intera legge finanziaria. Ci sono passaggi, signor Presidente, che illuminano sul significato di una manovra. Forse per questa maggioranza, come si è visto con la presenza in aula del Presidente del Consiglio, il passaggio più importante è quello relativo all'IRPEG, ossia al tipo di vantaggi da dare al sistema delle imprese. Per noi, invece, è questo il passaggio più importante ed è indicativo di come una maggioranza decide di rapportarsi ad un'area sociale che è molto prossima - ed in alcuni casi assolutamente identica - all'area della povertà, nel nostro paese. Stiamo parlando di una platea di soggetti, signor Presidente - 5 milioni 200 mila -, che vivono con pensioni al di sotto delle 720 mila lire al mese.
Il Governo, allora, propone di dividere le integrazioni che ha deciso di dare a questi cittadini - non a tutti, peraltro, ma soltanto ad alcuni - in aumenti di 20 mila lire per alcuni, di 80 mila per la maggior parte e di 100 mila soltanto per quelli che hanno superato i settantacinque anni di età. Vorrei semplicemente farle notare, signor Presidente, il calcolo cinico dell'aumento massimo che viene dato per ragioni di compatibilità economica (Applausi dei deputati dei gruppi misto-Rifondazione comunista-progressisti e di Forza Italia). Come a dire: oggi ti do questi soldi, ma spero di non doverteli dare per molto tempo.
Noi invece, signor Presidente, avanziamo una proposta molto chiara e concreta: un aumento di 200 mila lire per tutti questi pensionati, vale a dire per le pensioni al minimo, per quelle integrate al minimo, per le pensioni sociali e per gli assegni sociali, oltre che per le pensioni di invalidità. Stiamo parlando di un'area di povertà molto vasta.
Signor Presidente, ho sentito il relatore esprimere un giudizio negativo su questo nostro emendamento: ne prendiamo atto, vedremo cosa emergerà dalla votazione. Quello che vi chiediamo è di scegliere, colleghi del centrosinistra: da una parte i pensionati e dall'altra parte gli aumenti al sistema delle imprese, gli sgravi sull'IRPEG. Voi avete scelto l'IRPEG, noi staremo con i pensionati. Questi atti, però, signor Presidente della Camera, hanno conseguenze che si pagano, conseguenze pesanti. Noi abbiamo avanzato una proposta politica che è valida in un contesto: senza quel contesto la non belligeranza fatica ad emergere e noi valuteremo attentamente la possibilità che si realizzi (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti e di deputati del gruppo di Forza Italia).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bertinotti 50.87, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 398
Astenuti 14
Maggioranza 200
Hanno votato sì 170
Hanno votato no 228).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alemanno. Ne ha facoltà.
La maggioranza ha sostenuto che ciò sia impossibile da realizzare, perché interesserebbe inevitabilmente gran parte del bonus fiscale. Il gruppo di Alleanza nazionale ha pertanto presentato il mio emendamento 50.11 al fine di sfidare la maggioranza su tale questione. Grazie alla consulenza del servizio della Camera competente abbiamo visto che è possibile raggiungere tale obiettivo nell'arco di tre anni, aumentando la cifra di 100 mila lire ogni anno, a patto che la cosa interessi solamente chi vive al di sotto della soglia di povertà. Se si fa attenzione a concedere l'innalzamento delle pensioni integrate al minimo solo a chi si trova al di sotto di tale soglia, l'onere di questo emendamento non è enorme: si tratta infatti di 3 mila miliardi per il 2001, di 4 mila miliardi per il 2002 e di 5 mila miliardi per il 2003. È una cosa perfettamente possibile da realizzare se l'intervento è mirato solo a quelle persone che non hanno come unico reddito la pensione.
Pertanto, la Casa delle libertà sfida la maggioranza su questo terreno per verificare se si vuole effettivamente fare questo intervento minimo in favore delle pensioni. Vi invitiamo a raccogliere questa sfida, perché non si può approvare una legge finanziaria che regali solamente spiccioli ad una categoria sociale che vive in condizioni precarie (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alemanno 50.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 402
Astenuti 4
Maggioranza 202
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 227).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 416
Astenuti 3
Maggioranza 209
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 234).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 410
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 229).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 413
Votanti 411
Astenuti 2
Maggioranza 206
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 232).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 396
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 220).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fiori 50.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 418
Votanti 415
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato sì 180
Hanno votato no 235).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Massidda. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Massidda 50.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 407
Astenuti 19
Maggioranza 204
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 224).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Scarpa Bonazza Buora 50.22.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scarpa Bonazza Buora. Ne ha facoltà.
Dispiace che dinanzi ad una richiesta unanime da parte della Casa delle libertà a favore di un trattamento pensionistico adeguato, si debba rilevare che da parte del Governo e della maggioranza parlamentare vi è invece un atteggiamento di totale chiusura. Ditelo! Abbiate il coraggio di dire e di sostenere che siete contro i coltivatori diretti! Noi siamo al loro fianco e per dare loro un sostegno! (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scarpa Bonazza Buora 50.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 402
Astenuti 5
Maggioranza 202
Hanno votato sì 173
Hanno votato no 229).
Avverto che, della serie di emendamenti a scalare da Liotta 50.24 a Liotta
Passiamo alla votazione dell'emendamento Liotta 50.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Liotta. Ne ha facoltà.
Con questi emendamenti, signor Presidente, abbiamo voluto, diciamo così, prendere le distanze, presentandoli prima e quindi anticipando la scelta fatta dal Governo, che è stata confermata dal voto favorevole di questa Camera.
Vorrei ricordare che essa introduce un principio delicatissimo e gravissimo in base al quale la maggiorazione delle 25 o delle 40 mila lire al mese viene concessa su domanda. Nella norma relativa alle maggiorazioni sociali non si era mai detto che esse dovessero essere corrisposte a persone con un minimo di 65 anni di età. In questa fascia vi sono 215 mila persone di età compresa tra i 65 ed i 69 anni, 333.693 persone di età compresa tra i 70 ed i 79 anni e 126 mila persone dagli 80 anni in poi. Esse dovranno presentare la domanda forse attraverso qualche patronato che non mancherà di fornire, insieme al modulo, anche l'indicazione di chi occorre votare nelle prossime elezioni (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD, di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
Noi avevamo presentato, invece, un emendamento più corretto in cui, nelle more di un riordino delle pensioni di invalidità, si consentiva di erogare a tutti coloro che rientrano nella fattispecie un'una tantum di un milione o di 550 mila lire a scalare, in rapporto alla volontà dell'Assemblea. Ci sembrava un procedimento più corretto e più equilibrato perché non lasciava fuori nessuno.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 409
Astenuti 3
Maggioranza 205
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 228).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Liotta 50.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 418
Astenuti 5
Maggioranza 210
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 231).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 50.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 418
Astenuti 3
Maggioranza 210
Hanno votato sì 177
Hanno votato no 241).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guido Giuseppe Rossi. Ne ha facoltà.
Considerando che nel dispositivo della legge finanziaria è stato aggiunto l'articolo 51 che consente il cumulo tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità con quarant'anni di contributi (quindi, il cumulo dei redditi da lavoro autonomo e da lavoro dipendente) e che è difficile che il lavoro in agricoltura sia espletato da persone con più di 65 anni, si chiede di eliminare il cumulo per un periodo inferiore ai 51 giorni.
Questa misura offrirebbe alcuni vantaggi: in primo luogo, l'emersione di aree di lavoro nero, perché attualmente le detrazioni effettuate dal datore di lavoro, in virtù del divieto di cumulo, vanno a coprire tutto il guadagno della giornata lavorativa; in secondo luogo, vi sarebbe un aumento della contribuzione a favore dell'INPS. L'emendamento è a favore anche delle piccole aziende agricole che si trovano in difficoltà a reperire mano d'opera sia perché gli studenti, in determinati periodi dell'anno, non sono disponibili, sia perché talvolta i lavoratori immigrati extracomunitari non accettano di lavorare per periodi così brevi all'interno delle aziende.
Per tutti questi motivi chiedo di esprimere voto favorevole sul mio emendamento 50.36.
Nelle settimane scorse, durante il periodo della vendemmia, ho invitato l'INPS ad operare con una certa discrezionalità nei confronti dei coltivatori diretti che, per un periodo molto breve della stagione agricola (per la vendemmia o per la raccolta della frutta), come ricordato dal collega Guido Giuseppe Rossi, necessitano dell'aiuto (secondo una tradizione millenaria) dei coltivatori diretti dei terreni confinanti, di parenti o amici; si tratta di piccoli coltivatori che raccolgono la frutta o fanno la vendemmia in piccoli appezzamenti di terreno. Il reddito derivante da tali raccolti è esiguo e, pertanto, essi non potrebbero permettersi il lusso di assumere e mettere in regola dipendenti, tenuto conto, appunto, del basso reddito prodotto nei piccoli appezzamenti dalla vendemmia o dalla raccolta della frutta.
Invito i colleghi del gruppo di Alleanza nazionale e dell'intera Assemblea a votare a favore dell'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36 (Applausi del deputato Scarpa Bonazza Buora).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Guido Giuseppe Rossi 50.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 410
Astenuti 4
Maggioranza 206
Hanno votato sì 159
Hanno votato no 251).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.
Soprattutto in Piemonte - ciò è emerso anche a seguito delle interrogazioni presentate dai colleghi Viale e Muzio -, alcuni enti locali si sono sobbarcati gli oneri di progetti riguardanti lavoratori che avevano trent'anni di contribuzione o sessant'anni di età e che erano stati espulsi dalle aziende. Questa operazione è stata compiuta nella speranza che, come previsto dal comma 5 indicato, vi fosse poi un fondo occupazione che integrasse gli ultimi quattro anni, anche attraverso la contribuzione volontaria.
L'INPS ha dato un'interpretazione estremamente restrittiva: praticamente, tali lavoratori sono stati puniti perché i progetti sono stati finanziati dagli enti locali e non dallo Stato con il fondo occupazione. Credo che, a fronte di 2 mila lavoratori che hanno già trentuno anni di contribuzione o sessantuno anni di età, si potrebbe dare un'interpretazione maggiormente estensiva, anche per premiare gli sforzi compiuti dagli enti locali.
Ci troviamo di fronte ad una norma che la magistratura, in diverse sedi, ha considerato illegittima, riconoscendo agli stessi disoccupati, ai quali è stata negata la pensione, il diritto di riceverla. Il problema, pertanto, non è solo di carattere parlamentare. Peraltro, il Governo si era impegnato a risolvere la drammatica situazione nella quale versano alcune migliaia di lavoratori.
Propongo al relatore per la maggioranza di accantonare l'emendamento, verificando la possibilità di trovare una soluzione con i proponenti l'emendamento stesso - non so se all'interno del disegno di legge finanziaria o in un apposito provvedimento - al fine di recuperare la situazione drammatica nella quale versano più di 2 mila disoccupati del Piemonte.
Onorevole relatore per la maggioranza?
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.39, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 423
Astenuti 2
Maggioranza 212
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 247).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 414
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato sì 384
Hanno votato no 30).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 50.43, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 410
Astenuti 2
Maggioranza 206
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 244).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato sì 170
Hanno votato no 243).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 415
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato sì 168
Hanno votato no 247).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 417
Astenuti 2
Maggioranza 209
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 252).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato sì 175
Hanno votato no 244).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 421
Astenuti 2
Maggioranza 211
Hanno votato sì 165
Hanno votato no 256).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.
Credo sia un dato estremamente corretto: queste sono le ragioni per le quali richiamo l'attenzione sia del Governo sia del relatore per la maggioranza su questi termini e su questi dati che ritengo siano molto opportuni e molto giusti, anche per evitare ingiustizie e gravami ulteriori sia per i datori di lavoro sia soprattutto per i lavoratori dipendenti.
Ho chiesto la parola poiché lei poco fa ha posto in votazione assieme il mio
Sarebbe quindi forse opportuno fare una distinta votazione, dando il voto contrario sull'emendamento Bono 50.70, facendo votare gli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53 a parte.
Considereremo pertanto come già votato l'emendamento Bono 50.70 e procederemo ora alla votazione degli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53 (Commenti dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
Un momento, colleghi: stiamo parlando dell'emendamento Bono 50.70 e degli emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53. L'onorevole Bono mi ha fatto notare che ho erroneamente associato il suo emendamento 50.70, che abbiamo votato, agli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53. Siccome l'obiezione è giusta, il voto dato vale per l'emendamento Bono 50.70. Ora porrò in votazione gli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 50.70, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 411
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 239).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mazzocchi 50.52 e Alessandro Rubino 50.53, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 415
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 252).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 400
Astenuti 3
Maggioranza 201
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 238).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 50.62.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
Noi abbiamo pensato, come gruppo di Alleanza nazionale, ad una compensazione che in teoria - se fosse vera questa mia affermazione così come credo che essa sia - non dovrebbe essere necessaria. Infatti, abolendo il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione, si farebbero emergere tutti coloro che pur essendo pensionati continuano a lavorare, facendoli diventare contribuenti palesi, in tal modo, il gettito aumenterebbe quindi, evidentemente, non c'è bisogno di compensazioni, ma naturalmente, ci sono le teorie del Ministero delle finanze che sono ancora imperscrutabili. Si pensava, infatti, che il divieto di cumulo introdotto nella finanziaria per il 1997 avrebbe portato ad un risparmio di spesa perché si faceva il ragionamento inverso: cioè che coloro che continuavano a lavorare, nonostante avessero raggiunto la possibilità di conseguire la pensione di anzianità o addirittura quella di vecchiaia, e che naturalmente non percepivano la pensione, come lavoratori e contribuenti avrebbero pagato le imposte e, quindi, non percependo la pensione, avrebbero fatto risparmiare l'INPS. Mentre questa seconda categoria è rilevata - mi ricordo che in Commissione l'onorevole Pennacchi aveva portato dei dati su questa questione - e quindi abbiamo una quantificazione (perché ovviamente coloro che seguitano a lavorare sono contribuenti non percependo la pensione, quindi si può calcolare facilmente il risparmio dell'INPS), l'inverso, cioè quello che noi proponiamo per far emergere il sommerso, non può essere quantificato per definizione, infatti il sommerso è una incognita.
Tuttavia, riteniamo vi siano, specialmente nell'ambito dei pensionati che hanno raggiunto la pensione di vecchiaia, ma anche di coloro che percepiscono le pensioni di anzianità, molte persone che continuano a lavorare. Ciò avviene in particolare in alcuni settori produttivi: il collega della Lega ha richiamato il settore dell'agricoltura ed in effetti ritengo che in tale ambito vi sia una larga presenza di queste figure che percepiscono la pensione ma seguitano a lavorare nei campi, magari i padri e i nonni in aiuto dei figli e dei nipoti, soprattutto nel caso dell'agricoltura di montagna. Sono persone che continuano a lavorare e percepiscono una retribuzione o incassano gli utili derivanti dalla vendita dei raccolti insieme al titolare dell'azienda agricola, ma che non figurano come contribuenti a causa del divieto di cumulo. Ritengo pertanto che l'approvazione dell'emendamento in esame,
Mentre la proposta del Governo e della maggioranza si limita a considerare le pensioni di vecchiaia, quindi coloro che hanno raggiunto i sessanta o i sessantacinque anni, con quarant'anni di contributi, la nostra proposta consente l'allargamento a tutti i lavoratori dipendenti ed autonomi, indipendentemente dal livello di vecchiaia raggiunto e quindi anche ai pensionati d'anzianità. Credo sia un modo per far emergere il sommerso e pertanto sollecito l'approvazione dell'emendamento in esame.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 50.62, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato sì 155
Hanno votato no 235).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 397
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato sì 157
Hanno votato no 240).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 399
Astenuti 3
Maggioranza 200
Hanno votato sì 160
Hanno votato no 239).
(Segue la votazione).
(Presenti 400
Votanti 398
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 240).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Benedetti Valentini 50.102, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato sì 135
Hanno votato no 255).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 50.75, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 390
Astenuti 2
Maggioranza 196
Hanno votato sì 157
Hanno votato no 233).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 387
Votanti 385
Astenuti 2
Maggioranza 193
Hanno votato sì 154
Hanno votato no 231).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 406
Votanti 404
Astenuti 2
Maggioranza 203
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 241).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 50.78, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 393
Astenuti 4
Maggioranza 197
Hanno votato sì 163
Hanno votato no 230).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 378
Astenuti 4
Maggioranza 190
Hanno votato sì 150
Hanno votato no 228).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 392
Votanti 388
Astenuti 4
Maggioranza 195
Hanno votato sì 158
Hanno votato no 230).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 397
Astenuti 3
Maggioranza 199
Hanno votato sì 162
Hanno votato no 235).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Cangemi 50.84.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.
Abbiamo chiarissimo il fatto che le chiavi della soluzione di questo problema sono in sede regionale, ma pensiamo che vi debba essere un intervento dello Stato serio, concreto e non demagogico ai fini della copertura previdenziale di dieci anni di lavoro per questi lavoratori che non hanno usufruito di alcuna copertura.
Pertanto, con questo emendamento, anche in riferimento a norme già esistenti per i lavoratori socialmente utili, proponiamo di trovare delle forme di copertura e di riscatto di questi anni di lavoro non riconosciuti.
Siccome vogliamo porre un obiettivo concreto e non avanzare una semplice petizione di principio, se da parte del Governo ci fosse l'impegno ad esaminare la questione, anche nei prossimi provvedimenti riguardanti i lavoratori socialmente utili - si parla di un decreto -, potremmo considerare l'opportunità di non porre la questione in questa sede. Se, invece, non vi fosse un'apertura su questo punto, così come non vi è stata finora, ed anzi vi fosse un diniego di qualunque forma di intervento, insisteremmo su questo emendamento per porre finalmente una questione riguardante i diritti di migliaia di lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cangemi 50.84, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 405
Astenuti 3
Maggioranza 203
Hanno votato sì 142
Hanno votato no 263).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
Troppe volte l'Italia ha dimenticato i propri connazionali all'estero: lo ha fatto nel campo dei rapporti culturali, in quello delle relazioni sociali e, soprattutto, con l'assoluta assenza di interventi rispetto al bisogno che le consistenti comunità residenti all'estero hanno di mantenere un legame e una forma di attaccamento nei confronti della madrepatria. Quando si va all'estero - credo sia capitato a ciascuno di noi - e si incontrano queste comunità, la critica che viene costantemente rivolta riguarda proprio la distanza della madre patria rispetto alle comunità italiane che risiedono all'estero.
Ecco perché è necessario un provvedimento di legge che finalmente si ponga almeno l'obiettivo di intervenire nei confronti degli italiani più sfortunati degli altri. Per fortuna le nostre comunità all'estero in genere sono contraddistinte da una diffusa condizione di benessere e da un livello medio alto di vita, praticamente in tutte le nazioni in cui vi è una tradizione di emigrazione italiana. Ormai gli emigrati italiani sono classe dirigente economica e politica praticamente in tutto il mondo, come vedremo anche la settimana prossima nel corso della riunione dei parlamentari di origine italiana che si terrà presso la Camera dei deputati.
Tuttavia, vi sono tanti italiani residenti all'estero - che naturalmente mantengono il requisito dell'italianità - che sono totalmente privi di fonti di sostentamento. Nei confronti di questi l'emendamento prevede un contributo sociale che rappresenta, a nostro parere, una prima concreta forma di impegno da parte della madre patria nei confronti di tanti figli meno fortunati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tremaglia 50.85, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 377
Astenuti 24
Maggioranza 189
Hanno votato sì 142
Hanno votato no 235).
Passiamo alla votazione del subemendamento Michielon 0.50.200.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.
Ripeto, vorrei sapere cosa sia la Mefop Spa e come mai sia prevista una esplicita deroga...