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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 46 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Faustinelli 46.1, Tassone 46.3, Malavenda 46.2, Bonato 46.12, Guerra 46.8 e Giancarlo Giorgetti 46.16.
PRESIDENTE. Trattandosi non di una riformulazione, ma sostanzialmente dell'emendamento con alcuni elementi di novità, ho dato il termine di due ore per presentare i subemendamenti.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Sì, sono stati presentati.
PRESIDENTE. Sta bene.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Il parere della Commissione è contrario su tutti i subemendamenti all'emendamento 46.40 del Governo e favorevole sull'emendamento 46.40 (Nuova formulazione) del Governo.
PRESIDENTE. Il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore e favorevole sull'emendamento Guerra 46.9.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, il parere della Commissione è contrario su tutti i subemendamenti riferiti all'emendamento 46.40 del Governo, compreso anche il subemendamento Guerra 0.46.40.11?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Mi sembra una precisazione sulla quale mi rimetto al parere del Governo e, in particolare, al professor Giarda. Si tratta di un nuovo subemendamento.
PRESIDENTE. Non è contenuto nel fascicolo stampato, ma è a parte.
PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il parere del Governo è favorevole sul subemendamento Guerra 0.46.40.11.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bonato 46.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Guerra, insiste per porre in votazione il suo emendamento 46.8?
MAURO GUERRA. No, signor Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo all'esame dell'emendamento 46.15 del Governo.
GUIDO POSSA. Avrei voluto intervenire sull'emendamento precedente dell'onorevole Giorgetti. In effetti, aver posto due limiti, quello dei tre milioni di lire e, in aggiunta, quello dell'1 per cento delle spese correnti (che adesso il Governo riduce, con questo emendamento, allo 0,5 per cento), è un grande svantaggio per i comuni grandi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Leone 46.6, Giancarlo Giorgetti 46.17, Migliori 46.18, Teresio Delfino 46.7, Berruti 46.5 e Bonato 46.13, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che della serie dei subemendamenti a scalare da Teresio Delfino 0.46.40.6 a Teresio Delfino 0.46.40.8 porrò in votazione gli emendamenti Teresio Delfino 0.46.40.6 e 0.46.40.8, ricordando che in caso di reiezione si intenderà respinto il subemendamento Teresio Delfino 0.46.40.7.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.46.40.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.46.40.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Guerra 0.46.40.11, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.46.40.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.46.40.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 46.40 del Governo (Nuova formulazione), accettato dalla Commissione, nel testo subemendato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 46.23, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
L'emendamento Malavenda 46.25 risulta pertanto precluso.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, per la verità, della proposta contenuta nel nostro emendamento dovrebbe farsi carico il Governo, in quanto tutti concordano sul fatto che uno dei settori più trainanti per la nostra economia è quello del turismo. Naturalmente, in tale ambito, occorre tentare uno sviluppo per offrire migliori servizi ed agevolazioni dal punto di vista della visibilità del nostro turismo, anche per quanto riguarda le strutture alberghiere. Con il nostro emendamento, allora, proponiamo una riduzione dell'ICI sulle superfici destinate alle attività produttive nel settore del turismo: a nostro avviso, infatti, in tale ambito, si viene a creare un'anomalia ed una disparità, addirittura sul piano costituzionale. Vi è infatti una serie di attività, prevalentemente nel sud, che sono stagionali: ebbene, l'ICI si applica sulla superficie degli immobili che vengono destinati ad una certa attività solo nella parte estiva dell'anno, in particolare al sud.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento
Giancarlo Giorgetti 46.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
MARA MALAVENDA. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARA MALAVENDA. Signor Presidente, vorrei sapere che fine ha fatto il mio emendamento 46.25. Perché sarebbe precluso?
PRESIDENTE. È precluso perché è stato soppresso il comma 3.
MARA MALAVENDA. Essendo aggiuntivo avrebbe dovuto essere inserito alla fine del comma precedente o, comunque, diventare comma 3.
PRESIDENTE. L'emendamento successivo formulato come segue: «dopo il comma 3, aggiungere il seguente» non risulta precluso, mentre il suo emendamento sì perché è formulato diversamente: «al comma 3 aggiungere, in fine, le seguenti parole».
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Pistone 46.20.
GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, desidero illustrare brevemente l'emendamento in esame al Governo e ai colleghi. Esso riguarda un problema molto sentito dagli IACP: l'equiparazione degli alloggi di proprietà degli IACP alla prima abitazione ai fini dell'imposizione ICI. In sostanza l'ICI viene ridotta rispetto alle quote attualmente previste e ciò comporterebbe, innanzitutto, la possibilità da parte degli IACP di pagare effettivamente l'ICI. Si tenga presente che in molti casi i comuni non riescono a far fronte a questi enormi oneri, quindi sarebbero avvantaggiati perché le somme verrebbero realmente recepite. In secondo luogo, con la somma risparmiata, gli IACP potrebbero intervenire nell'ambito della manutenzione straordinaria o del recupero degli alloggi da loro gestiti, senza problemi per l'equilibrio di bilancio.
a città come Napoli, Roma ed altre in cui il problema è molto serio e grave. Pertanto, chiedo conforto al Governo da questo punto di vista, sottolineando tale preoccupazione.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, la questione è certamente rilevante. Tuttavia, invito l'onorevole Pistone a ritirare il suo emendamento per consentire una verifica più approfondita della questione, tenendo conto che purtroppo l'emendamento comporta una spesa di 160 miliardi per gli anni 2001, 2002 e 2003 e in questo momento non siamo in grado di affrontare una spesa di questo tipo. D'altra parte, l'onere sarebbe a carico del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica che certamente non ha più risorse disponibili per l'anno 2001.
PRESIDENTE. Onorevole Pistone, accoglie l'invito al ritiro del suo emendamento 46.20?
GABRIELLA PISTONE. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Albanese, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 46.10?
ARGIA VALERIA ALBANESE. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
NICOLA BONO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento dell'onorevole Guerra deve essere valutato prima di essere votato, evidenziandone soprattutto la ricaduta sulle tasche dei cittadini.
poiché propone che, fino all'anno di imposta 2000, ai fini del calcolo dell'ICI, non si faccia più carico dell'aliquota ridotta sulle pertinenze relative alla prima casa. Quindi improvvisamente e con una norma a carattere retroattivo, superando perfino le deliberazioni comunali, manifestando ancora una volta l'intento federale (Commenti del deputato Guerra)... Non è così? Poi ce lo spieghi, perché dalla lettura del testo dell'emendamento si capisce proprio questo. Io comunque dico quello che ho capito, poi tu ci spieghi il tuo pensiero e conseguentemente la Camera voterà.
PRESIDENTE. È la famosa libertà di opinione!
NICOLA BONO. Sì, è la libertà di opinione!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Guerra. Ne ha facoltà.
MAURO GUERRA. Signor Presidente, forse prima di dire che certi emendamenti hanno effetti devastanti occorrerebbe approfondire. L'onorevole Bono ricorderà sicuramente che nella finanziaria dello scorso anno vi era una norma che prevedeva proprio questo e quella di cui ci stiamo occupando non ha carattere retroattivo perché fino al 31 dicembre 1999 le abitazioni principali erano separate, dal punto di vista dell'aliquota più favorevole, dalle pertinenze. L'emendamento riguarda solo l'anno 2000 e non anni antecedenti.
NICOLA BONO. Signor Presidente, chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, purché sia rapido.
NICOLA BONO. La proposta, nella sua stesura attuale, dà una disposizione perentoria secondo la quale per le pertinenze non si considera più un'aliquota ridotta e quindi ai comuni non è attribuita alcuna facoltà. Mi sembra che si vogliano togliere le castagne dal fuoco ai sindaci, i quali potranno giustificarsi dicendo che sono obbligati dalla legge ad applicare l'aliquota ordinaria anche alle pertinenze della prima casa. Noi non siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Lasciamo le castagne ai sindaci!
GIANCARLO GIORGETTI. Ho ascoltato con molto interesse la discussione e credo che la questione si possa risolvere aggiungendo, alla fine dell'emendamento dell'onorevole Guerra, l'espressione «fatta salva diversa previsione dei regolamenti comunali». Qualora si accettasse la mia
proposta, avremmo risolto qualsiasi tipo di contenzioso e avremmo dato la possibilità ad ogni comune di decidere nella propria autonomia la disciplina delle pertinenze.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Foti, al quale ricordo che ha 2 minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, ritengo che il collega Giancarlo Giorgetti abbia formulato una proposta di buon senso, anche per i comuni che già si sono attenuti ad una precisa disposizione del Ministero delle finanze; infatti, con circolare del citato ministero, si è disposto che le pertinenze siano assoggettate all'aliquota minima e non a quella ordinaria. Pertanto, con l'aggiustamento proposto dall'onorevole Giancarlo Giorgetti si confermerebbe l'atteggiamento di quei comuni che non vogliono comportarsi come saccheggiatori nei confronti dei cittadini e, in tal senso, hanno ottemperato ad una indicazione di principio del Ministero delle finanze.
VASSILI CAMPATELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VASSILI CAMPATELLI. Signor Presidente, intervengo come cofirmatario dell'emendamento Guerra 46.9 per dichiarare che, in effetti, le considerazioni svolte dal collega Guerra sono integrabili con la proposta dell'onorevole Giorgetti. Infatti, vi è una situazione ben definita fino al 1999 ed una situazione altrettanto ben definita dal 2001 in poi; a questo punto, si dovrebbero conservare le decisioni prese dai comuni nel 2000, sulla base dei regolamenti comunali; tali comuni, infatti, si sono comportati in maniera diversa anche sulla base di diverse circolari interpretative intervenute sull'argomento.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, a conclusione del comma, possono essere aggiunte le parole: «Sono fatte salve le diverse prescrizioni dei regolamenti comunali».
PRESIDENTE. Onorevole Guerra, concorda con la proposta di riformulazione del suo emendamento 46.9?
MAURO GUERRA. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale,
l'onorevole Antonio Pepe, al quale ricordo che ha 2 minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
ANTONIO PEPE. Signor Presidente, vorrei far rilevare che esiste una norma generale in base alla quale le pertinenze devono usufruire dello stesso sistema agevolativo riferito al bene principale. L'emendamento, così come viene prospettato, creerebbe un vulnus a quel principio generale, con la conseguenza che le cantine ed i garage non seguirebbero più lo stesso sistema agevolativo del bene principale. La norma, perdippiù, ha carattere retroattivo. Voglio ricordare che è stato già pagato l'acconto ICI; è vero che si dovrà fare il conguaglio a fine anno, ma è altrettanto vero che per i primi mesi l'imposta è stata già pagata: chi ha venduto l'immobile e le pertinenze non deve più pagare nulla.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
GUIDO POSSA. Signor Presidente, mi associo alle considerazioni svolte dal collega che mi ha preceduto e le chiedo come mai sia stato ammesso alla votazione questo emendamento che, riferendosi ad un periodo di imposta in atto, non rispetta le norme di cui alla legge n. 468 del 1978 in materia di contenuto del disegno di legge finanziaria. Come sappiamo, tale legge consente che si intervenga sull'anno finanziario successivo a quello in corso, per cui non si comprende come sia stato considerato ammissibile un emendamento che esordisce «Fino all'anno di imposta 2000 compreso...».
PRESIDENTE. Vorrei che anche il relatore per la maggioranza seguisse la questione. È stato posto il problema dell'ammissibilità di questo emendamento sulla base della considerazione che l'ICI si paga nello stesso anno. Mi pare che l'obiezione sia fondata e quindi che l'emendamento da questo punto di vista sia inammissibile, però vorrei ascoltare anche il suo parere, onorevole relatore.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, questo emendamento interviene su accertamenti in corso e quindi serve a chiarire un contenzioso. Si può essere d'accordo o meno, ma interviene su un contenzioso in corso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, credo che i colleghi debbano fare attenzione a questa proposta. Noi ne abbiamo già parlato in Commissione la scorsa settimana, ad altro proposito. Dobbiamo
stabilire se lo statuto del contribuente che è stato approvato da questa Assemblea sia una legge manifesto oppure una legge che è stata voluta complessivamente dall'intero Parlamento, come a me risulta. Se noi oggi accettiamo questo principio creiamo un pericoloso precedente: vedremo che anche nel prosieguo del testo c'è una proposta che incide sulle imposte per l'anno in corso.
MAURO GUERRA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO GUERRA. Signor Presidente, vorrei provare a spiegare la questione per quello che è. Non vi è alcun tentativo di consentire ai comuni di aumentare l'imposizione perché loro non hanno il coraggio di farlo, questo non centra nulla: si tratta semplicemente di sancire la possibilità per i comuni di decidere autonomamente e in via regolamentare se ritenere l'aliquota agevolata applicabile esclusivamente alle abitazioni principali oppure anche alle pertinenze.
PRESIDENTE. Colleghi, mi sto ponendo il problema dell'ammissibilità di questo emendamento.
contenzioso è destinato a realizzare effetti finanziari per il futuro e non per il passato. Voi siete più esperti di me e vorrei sapere da voi se, dato che il contenzioso è destinato a realizzare effetti dal 2001 in poi, l'emendamento possa essere dichiarato ammissibile. Se il contenzioso, una volta risolto, produce effetti dal 2001 in poi, credo che l'emendamento possa essere dichiarato ammissibile: tuttavia, vorrei conoscere il vostro punto di vista, data la vostra esperienza. Onorevole Cherchi?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, abbiamo già approvato disposizioni che intervengono sul passato, pur producendo effetti finanziari dal 2001: pertanto, ritengo, da questo punto di vista, assolutamente ammissibile l'emendamento Guerra 46.9.
PRESIDENTE. Onorevole Possa?
GUIDO POSSA. Presidente, mi devo attenere al testo ed esso recita: «Fino all'anno di imposta 2000 compreso». A questo punto, se questa prima espressione viene mantenuta, l'emendamento è inammissibile, a mio avviso. Se invece si specifica: «a decorrere dal 1o gennaio 2001», la cosa cambia. Tuttavia, così non è scritto.
PRESIDENTE. Onorevole Possa, propongo allora di accantonare l'emendamento Guerra 46.9 per poter riflettere sulle questioni sollevate e verificare se può esservi una formulazione tale da renderlo ammissibile; altrimenti, sono d'accordo con lei, l'emendamento, così com'è stato formulato, è da dichiarare inammissibile. Se il punto è risolvere il contenzioso, e questo ha effetto a partire dal 2001, allora certamente l'effetto finanziario lo si avrà a partire dal 2001, e l'emendamento diventa ammissibile. Tuttavia vorrei che foste voi a valutare la questione per vedere in quali termini l'emendamento possa rispondere ai criteri della legge.
NICOLA BONO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOLA BONO. Presidente, possiamo aderire alla sua proposta di accantonamento, tuttavia vorrei farle notare che tutte le norme che riguardano la legge finanziaria vanno sempre considerate sotto il profilo della competenza e non degli effetti finanziari e di cassa.
AUGUSTO FANTOZZI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AUGUSTO FANTOZZI, Presidente della V Commissione. Se l'emendamento venisse riformulato in maniera tale da essere una norma interpretativa applicabile soltanto agli immobili, esso avrebbe sicuramente valore retroattivo, come tutte le norme interpretative, ma avrebbe anche efficacia sul contenzioso e quindi, sarebbe chiaramente ammissibile, così come altri emendamenti presentati a questa finanziaria, che sono chiaramente interpretativi.
PRESIDENTE. In ogni caso propongo di accantonare l'emendamento Guerra 46.9. Vi invito a riesaminarlo in base alla discussione fatta e poi prenderemo in esame l'eventuale nuovo testo che verrà presentato.
Chiedo ai presentatori di questo emendamento se sono d'accorso su questa mia proposta.
MAURO GUERRA. Sì, Presidente, siamo d'accordo.
PRESIDENTE. Sta bene: pertanto non essendovi obiezioni, l'emendamento Guerra 46.9, nel testo riformulato, deve intendersi accantonato.
WALTER DE CESARIS. Questo emendamento si riferisce alla stessa problematica che è stata affrontata in precedenza e che riguarda la questione della parificazione degli alloggi degli IACP, ai fini dell'imposizione ICI, alla prima abitazione.
PRESIDENTE. Sta bene.
MIMMO LUCÀ. Sì, Presidente, lo ritiriamo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Invito il relatore per la maggioranza, onorevole Cherchi, ad esprimere il parere della Commissione sugli articoli aggiuntivi.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Esprimo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Bonato 46.05. Invito i presentatori degli articoli aggiuntivi Galdelli 46.03 e 46.04 e Bastianoni 46.01 a ritirarli.
Vozza a ritirare il suo articolo aggiuntivo 46.012. Esprimo parere contrario sugli articoli aggiuntivi Lembo 46.07 e 46.06 e Michielon 46.09, 46.011 e 46.010.
PRESIDENTE. Il Governo?
BRUNO SOLAROLI, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore per la maggioranza.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Bonato 46.05.
WALTER DE CESARIS. Con questo articolo aggiuntivo riproponiamo la questione dell'abolizione dell'ICI per la prima casa non di lusso.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Galdelli, accede all'invito a ritirare i suoi articoli aggiuntivi 46.03 e 46.04?
PRIMO GALDELLI. Sì, Presidente, e chiedo di parlare per motivarne il ritiro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRIMO GALDELLI. Questi due articoli aggiuntivi intervengono non solo sulla vicenda relativa all'ICI dell'Istituto autonomo case popolari, ma anche sul contenzioso che si è determinato in questi anni.
PRESIDENTE. Onorevole Bastianoni accede all'invito a ritirare il suo articolo aggiuntivo 46.01?
STEFANO BASTIANONI. Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Hanno votato sì 286
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lembo 46.08, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Vozza, accede all'invito a ritirare il suo articolo aggiuntivo 46.09?
SALVATORE VOZZA. Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lembo 46.06, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Michielon 46.010, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Colleghi, è stato chiesto quale sarà l'ordine dei lavori durante la settimana.
La Commissione, esprime parere favorevole sull'emendamento 46.15 del Governo, parere contrario sugli emendamenti Leone 46.6, Giancarlo Giorgetti 46.17, Migliori 46.18, Teresio Delfino 46.7, Berruti 46.5 e Bonato 46.13.
Per quanto riguarda l'emendamento 46.40 del Governo, vorrei ricordare che esso è stato riformulato dall'esecutivo in sede di Comitato dei nove.
Per quanto riguarda i restanti emendamenti, Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 46.23, invita i presentatori a ritirare l'emendamento Albanese 46.10, si rimette al parere del Governo sull'emendamento Guerra 46.9 ed esprime parere contrario su tutti gli altri emendamenti.
Professor Giarda, qual è il parere del Governo sul subemendamento Guerra 0.46.40.11?
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Faustinelli 46.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 427
Astenuti 1
Maggioranza 214
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 256).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 425
Maggioranza 213
Hanno votato sì 37
Hanno votato no 388).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 46.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 428
Astenuti 4
Maggioranza 215
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 249).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
Si tratta di questo: tutte le rivalutazioni dell'ICI che comportano una diminuzione per i comuni avranno un trasferimento compensativo da parte dell'erario, che avverrà solo se il compenso complessivo da trasferire al comune è superiore a tre milioni - questo si capisce - e contemporaneamente è superiore allo 0,5 per cento delle spese correnti del comune stesso.
Quindi, per i grandi comuni, sicuramente, non vi è niente da fare, perché le spese correnti sono di tale entità che l'aggiustamento che vi sarà per effetto della rivalutazione dell'ICI sarà certamente inferiore allo 0,5 per cento. Ritengo, pertanto, che sarebbe necessario un ripensamento da parte del Governo, in quanto è opportuno sostituire la parola «e» con la parola «o», come prima suggeriva l'emendamento dell'onorevole Giancarlo Giorgetti. Voterò pertanto contro l'emendamento del Governo in esame.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 46.15 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 421
Astenuti 12
Maggioranza 211
Hanno votato sì 280
Hanno votato no 141).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 429
Astenuti 8
Maggioranza 215
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 257).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Teresio Delfino 0.46.40.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 230).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 442
Astenuti 2
Maggioranza 222
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 250).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 424
Astenuti 14
Maggioranza 213
Hanno votato sì 178
Hanno votato no 246).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 403
Astenuti 32
Maggioranza 202
Hanno votato sì 383
Hanno votato no 20).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 428
Astenuti 15
Maggioranza 215
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 247).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 431
Astenuti 13
Maggioranza 216
Hanno votato sì 181
Hanno votato no 250).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 398
Astenuti 37
Maggioranza 200
Hanno votato sì 375
Hanno votato no 23).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 449
Maggioranza 225
Hanno votato sì 443
Hanno votato no 6).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Conte 46.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Leone. Ne ha facoltà.
Allora si crea una situazione di disparità che noi chiediamo di sanare. Infatti, una serie di attività produttive non producono un reddito adeguato, quale dovrebbe derivare dall'applicazione dell'ICI. A volte i pagamenti sono molto rilevanti; si pensi che alcune attività alberghiere, addirittura, versano 800 milioni l'anno solo di ICI. Quanto proposto non arrecherebbe alcun danno ai comuni ai fini dell'introito dell'ICI perché il nostro emendamento prevede una serie di trasferimenti alle casse del comune che compensano la sottrazione di quella parte che illegittimamente, a nostro avviso, viene tolta alle attività produttive. Riteniamo che il Governo abbia ben compreso il senso dell'emendamento, quindi se intende offrire una possibilità di sviluppo ad attività produttive trainanti, quale il turismo, ritengo debba farlo proprio e dare parere favorevole (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Conte 46.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 422
Astenuti 5
Maggioranza 212
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 250).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 426
Astenuti 12
Maggioranza 214
Hanno votato sì 176
Hanno votato no 250).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 46.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 425
Astenuti 13
Maggioranza 213
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 246).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.
Per quanto riguarda il fatto che i comuni avrebbero una somma minore iscritta a bilancio, il Governo dovrebbe assicurare un importo aggiuntivo pari alla differenza dell'onere derivante tra l'aliquota prima casa e l'aliquota seconda casa.
Capisco perfettamente che ciò comporterebbe per il Governo un impegno di spesa di 160 miliardi, ma, nello stesso tempo, consentirebbe di rilanciare, sia pure in parte, l'attività degli IACP e l'edilizia residenziale pubblica, che è già fortemente depauperata e depotenziata a causa degli scarsi investimenti, di cui avrebbe davvero bisogno. Mi riferisco soprattutto
Vedo che il sottosegretario Solaroli annuisce: effettivamente si tratta di un argomento che abbiamo sottoposto all'attenzione del Governo da molto tempo. Il ministro Visco conosceva questo problema anche quando era ministro delle finanze e sa che è molto sentito. Se non verrà affrontato, non si approderà a nulla, poiché i comuni in teoria possono disporre in bilancio di somme che in realtà non percepiscono mai.
Ecco perché intendo quanto meno sottolineare l'importanza dell'argomento, chiedendo al Governo, al di là dell'esito della votazione, quali soluzioni proponga per risolvere questo problema. Credo di interpretare in tal modo anche le intenzioni del collega Cennamo, che ha sottoscritto l'emendamento, a proposito di un tema che abbiamo sottoposto più volte al Governo anche con ordini del giorno, risoluzioni e con una nostra presenza forte al riguardo.
Se l'onorevole Pistone accoglie l'invito al ritiro, potremo valutare la questione con più tranquillità.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 46.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 415
Astenuti 2
Maggioranza 208
Hanno votato sì 171
Hanno votato no 244).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Guerra 46.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
Questo emendamento è innocuo solo apparentemente, perché in realtà ha effetti devastanti non solo dal punto di vista economico ma anche da quello giuridico
L'emendamento così recita: «Fino all'anno di imposta 2000 compreso, ai fini dell'imposta comunale sugli immobili, l'aliquota ridotta (...) si applica soltanto agli immobili adibiti ad abitazione principale, con esclusione di quelli quantificabili come pertinenze, ai sensi dell'articolo 817 del codice civile». Tutto ciò in lingua italiana significa che non vi è più un'aliquota ridotta delle pertinenze relative alla prima casa. Se non è così, vi prego di chiarire.
Nella stessa norma, che per questa parte rimane in vigore, era fatta salva la possibilità per i consigli comunali di decidere liberamente in sede di approvazione del regolamento. La disposizione era mirata a sanare un contenzioso nato sulla base di circolari del Ministero dell'interno e di quello delle finanze che avevano creato una situazione di confusione. Con la nostra proposta, fino al 31 dicembre 2000 risulterà separata l'aliquota più favorevole per le abitazioni principali rispetto a quella che si calcola sulle pertinenze, fatta salva per i comuni la possibilità di disporre diversamente per il futuro. Il mio auspicio, al quale mi auguro si associ il collega Bono, è che i comuni provvedano tutti ad assumere una decisione nella loro autonomia regolamentare per risolvere questo problema e non costringerci ogni anno a definirlo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giorgetti. Ne ha facoltà.
Lo spirito dell'osservazione dell'onorevole Bono può essere in tal modo recepita, risolvendo eventuali problemi che si dovessero manifestare in sede di contenzioso.
Vorrei, tuttavia, far notare che sarebbe opportuno che i comuni, indipendentemente dalle vicende pregresse, cominciassero ad applicare il principio che lega le pertinenze all'abitazione principale e, dunque, all'aliquota minima prevista dalla legge: infatti, fino ad oggi, garage e cantine sono stati assoggettati alla misura più elevata da parte delle amministrazioni comunali, anziché alla misura minima che lo stesso Ministero delle finanze ha ritenuto debba essere applicata nei casi di specie.
Pertanto, integrando il testo dell'emendamento Guerra 46.9 con le considerazioni svolte dall'onorevole Giancarlo Giorgetti, si possono salvare tutte le posizioni meritevoli di attenzione: possiamo tutelare le autonome decisioni assunte dai comuni che hanno considerato le pertinenze alla stregua delle abitazioni principali, ma anche le posizioni dei comuni che per il 2000, sulla base delle normative vigenti, avevano fatto - a nostro giudizio, legittimamente - scelte di tipo diverso. Pertanto, non credo vi siano contraddizioni tra la ratio dell'emendamento e le osservazioni dell'onorevole Giancarlo Giorgetti.
La retroattività della norma contrasta, altresì, con lo statuto del contribuente che abbiamo recentemente approvato, nel quale è previsto che le norme fiscali sfavorevoli nei confronti del contribuente non possono avere efficacia retroattiva. Considerando, dunque, la natura retroattiva della proposta contenuta nell'emendamento e considerando quanto stabilito dallo statuto del contribuente, invito i colleghi ad esprimere voto contrario.
A tali obiezioni unisco, signor Presidente, un'altra considerazione: l'intenzione esplicita - sia pure con l'addolcimento che il relatore ha aggiunto con la frasetta finale - dei proponenti di questo emendamento è quella di consentire un aumento del prelievo fiscale ICI. Finora i comuni hanno normalmente associato all'abitazione principale gli immobili di pertinenza e riferito anche ad essi l'aliquota agevolata; pertanto l'emendamento in questione comporta un consenso all'aumento dell'imposizione fiscale da parte dei comuni, ipotesi alla quale non possiamo che essere contrari.
Le ripeto tuttavia, Presidente, la domanda di base: come possiamo discutere su un aggravio che riguarda il presente anno?
Ha a disposizione due minuti, onorevole Conte.
Capisco che in quest'aula ci sono sindaci i quali, naturalmente, rappresentano gli interessi delle amministrazioni comunali, però noi dobbiamo guardare all'interesse specifico dei cittadini e la norma che abbiamo inserito nello statuto del contribuente prevedeva espressamente che non si potesse far ricorso, per nessun tipo di operazione, sia essa legata agli accertamenti sia alla creazione di nuove imposte, a norme retroattive, cioè applicabili all'anno in corso.
Se coloro i quali rappresentano in quest'aula gli interessi legittimi dei comuni, che devono far quadrare i loro bilanci, creano il primo vulnus alle norme sullo statuto del contribuente, vuol dire che fino ad ora abbiamo solo scherzato e che quanto la sinistra e il ministro delle finanze Visco avevano detto in quest'aula erano solo falsità. Si conferma quindi ciò che noi abbiamo già detto, vale a dire che lo statuto del contribuente non è stato approvato nell'arco di due anni, perché nessuno, all'interno della maggioranza, lo voleva effettivamente.
Fino al 31 dicembre 1999 vige una norma che stabilisce esattamente quanto previsto dal mio emendamento 46.9 ed i comuni hanno iniziato ad approvare i loro regolamenti, disponendo liberamente chi in un modo e chi in un altro, cosa che vogliamo si continui a fare. Nel mese di marzo - così mi sembra di ricordare - è stata emanata una circolare da parte del Ministero delle finanze che è intervenuta fornendo l'interpretazione di una legge che non c'è: ora dobbiamo stabilire se la decisione su tali questioni spetti ai comuni, nella loro autonomia regolamentare, o ad una circolare del Ministero delle finanze. Ritengo che il modo per poter consentire ai comuni di continuare a scegliere liberamente sia quello indicato dal mio emendamento 46.9, volto a chiarire il contenzioso. Infatti, oggi vi è una situazione di contenzioso fondata sulla discrepanza tra i regolamenti comunali, che stabiliscono una certa cosa, e la circolare del Ministero delle finanze, che ne prevede un'altra. Io intendo garantire l'autonomia regolamentare dei comuni (Commenti dei deputati Foti e Antonio Pepe). Per questo motivo ho presentato il mio emendamento 46.9: i comuni potranno liberamente decidere nella loro autonomia - cosa di cui risponderanno ai cittadini - se l'aliquota ridotta deve essere applicata anche alle pertinenze o meno. È tutto qui.
Ci sono due questioni sulle quali vorrei conoscere il parere del Comitato dei nove, perché la questione è un po' complicata. Da un lato, la legge sul bilancio stabilisce che «la legge finanziaria contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato», vale a dire il 2001. Pertanto, da questo punto di vista l'emendamento sarebbe inammissibile.
Dall'altro lato, l'obiezione sollevata dal collega Guerra, sulla quale vorrei conoscere la vostra opinione, si basa sul fatto che vi è un contenzioso in corso e tale
Non vi è dubbio che una norma che attiene all'esercizio 2000 «opera» soltanto all'interno del 2000, anche se poi gli effetti possono riprodursi sul piano della riscossione nel 2001, 2002 e 2003.
Faccio inoltre osservare che gli effetti devono riguardare i saldi di finanza pubblica soprattutto dal punto di vista dello Stato. Nel caso in oggetto ci troviamo dinanzi ad una norma che riguarda i comuni e non c'è correlazione con le norme concernenti i saldi del bilancio dello Stato.
Nel quadro di tali questioni che debbono essere valutate, ribadisco di condividere la sua proposta di accantonamento.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Bonato 46.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Cesaris. Ne ha facoltà.
Al rappresentante del Governo vorrei far presente che andrebbero sanate due contraddizioni che finora dal dibattito non sono emerse. La prima è questa: le case di edilizia residenziale pubblica che non sono di proprietà degli IACP, ossia sono dello Stato, delle regioni e dei comuni, già non pagano l'ICI come prima abitazione. Dunque, questa, lo ripeto, è una contraddizione che andrebbe sanata anche perché in molti casi l'ICI per gli alloggi di proprietà degli IACP diventa una onerosa partita di giro, in quanto bisogna poi finanziarli per la manutenzione degli alloggi alla quale non riescono a provvedere.
La seconda contraddizione riguarda il fatto che con la legge n. 431 del 1998 sono stati dati incentivi fiscali molto forti a privati, anche ai fini dell'ICI. In altri termini per i privati che si trovano nel cosiddetto canale concordato in virtù del quale si determina un prezzo dell'affitto molto superiore a quello praticato dagli IACP, si può andare anche sotto l'ICI sulla prima casa, mentre gli IACP in moltissimi casi pagano l'ICI come seconde case.
Tali contraddizioni andrebbero sanate. Il rappresentante del Governo ha detto che comunque tale problema andrà affrontato. Non mi sembra corretto, per così dire, irrigidire e concludere questo dibattito con una votazione, che temo negativa. È questo il motivo per cui ritiro l'emendamento auspicando che il Governo rispetti l'impegno che ha assunto di rivedere questa materia.
Chiedo ai presentatori dell'emendamento Lucà 46.11, se accedono all'invito a ritirarlo.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gramazio 46.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 409
Astenuti 11
Maggioranza 205
Hanno votato sì 179
Hanno votato no 230).
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Bastianoni 46.02, mi rimetto al Governo.
Esprimo parere contrario sull'articolo aggiuntivo Lembo 46.08. Invito l'onorevole
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Bastianoni 46.02, il Governo esprime parere favorevole.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole De Cesaris. Ne ha facoltà.
Vorrei segnalare al Governo e ai colleghi che la questione dell'ICI sulla prima casa non di lusso non rappresenta un impegno finanziario incredibile; infatti, l'introito relativo all'ICI della prima casa rappresenta meno del 20 per cento dell'introito complessivo dell'ICI.
Secondo Rifondazione comunista, abolire l'ICI sulla prima casa di abitazione non di lusso rappresenta una misura molto più equa rispetto a quella approvata da questa maggioranza relativamente all'esenzione totale dell'IRPEF sulla prima casa che interesserà, a nostro avviso, prevalentemente le case di lusso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bonato 46.05, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 401
Astenuti 31
Maggioranza 201
Hanno votato sì 43
Hanno votato no 358).
L'impegno di cui ha parlato il rappresentante del Governo per sistemare la vicenda deve prevedere, pertanto, anche questi due aspetti. Detto ciò, ritiro i miei articoli aggiuntivi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bastianoni 46.02, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 423
Astenuti 11
Maggioranza 212
Hanno votato no 137).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 429
Astenuti 3
Maggioranza 215
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 242).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Lembo 46.07, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 425
Astenuti 4
Maggioranza 213
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 233).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 427
Astenuti 4
Maggioranza 214
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 241).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 429
Astenuti 9
Maggioranza 215
Hanno votato sì 185
Hanno votato no 244).
La situazione è questa: la settimana scorsa abbiamo proceduto a 600 votazioni e ne dobbiamo effettuare ancora 1.300. La Conferenza dei presidenti di gruppo ha deciso di procedere nei lavori con il seguente orario: dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 22, con una sospensione dalle 18 alle 18,20. So che stasera sono previste riunioni, pertanto, oggi termineremo i lavori alle 21,30, mentre da domani li concluderemo alle 22.


