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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 15 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti e dell'articolo aggiuntivo ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 7).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore della maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. La Commissione invita a ritirare gli emendamenti De Benetti 15.9, Repetto 15.10, Cambursano 15.44 e Rizza 15.21 perché una parte significativa dello stesso è stata recepita nel precedente articolo 14. Richiamo l'attenzione del Governo sul fatto che sono stati presentati emendamenti da tutte le parti politiche (si tratta degli emendamenti pubblicati a pag. 146 del fascicolo) riguardanti i carburanti per il settore agricolo e specificatamente il gasolio e la benzina. Per entrambi i prodotti con questi emendamenti si richiede la fissazione di un'aliquota ridotta rispetto a quella di riferimento. Il provvedimento fiscale all'esame del Parlamento tratta la stessa materia. Chiedo al Governo di dire a che punto si è arrivati in relazione al regolamento che, per usare una locuzione degli addetti ai lavori, viene definito sull'eterocoltura, che dovrebbe consentire una riduzione in via permanente delle accise relative a questi carburanti quando sono usati in agricoltura. Conseguentemente, chiedo ai presentatori degli emendamenti su questa materia di ritirarli.
PRESIDENTE. Vi sono alcune questioni che vanno precisate. In primo luogo, dopo l'emendamento Bono 15.33 forse dovremmo inserire l'articolo aggiuntivo Rabbito 16.01, che riguarda la questione della Sicilia. Va bene?
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Sì, può essere riferito all'articolo che stiamo trattando.
PRESIDENTE. Credo che lo stesso valga per l'articolo aggiuntivo Rabbito 16.02
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Vi è poi l'emendamento Sbarbati 13.14.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, continuo a chiedere l'accantonamento di questo emendamento, magari considerandolo come un eventuale articolo aggiuntivo, perché è una materia solamente affine.
PRESIDENTE. Quindi, possiamo considerarlo come un articolo 15-bis, mantenendolo autonomo. Onorevole relatore, vi è l'emendamento Prestigiacomo 15.35 che è identico ai primi due commi dell'emendamento della collega Sbarbati. Se la collega è d'accordo, potremmo spostare anche questi dopo l'articolo 15.
SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Per me va bene, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Prestigiacomo, lei è d'accordo che il suo emendamento, parzialmente identico a quello
dell'onorevole Sbarbati, venga posto in votazione come articolo aggiuntivo all'articolo 15?
STEFANIA PRESTIGIACOMO. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il Governo?
NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Il Governo concorda con il relatore e poi, per quanto riguarda gli emendamenti Domenico Izzo 15.49, Trabattoni 15.46 e Caveri 15.47, che intervengono in materia di accisa sul gasolio ad uso agricolo, il decreto-legge n. 268 del 2000, che fa parte della manovra finanziaria, ha ridotto quell'accisa fino al 31 dicembre 2000. Al Governo non sembra necessario intervenire a partire dal 1o gennaio del 2001 perché lo si farà con il regolamento previsto dal decreto-legge n. 21 del 2000, convertito in legge. In particolare è prevista l'emanazione di un apposito regolamento, la cui stesura è vicina alla conclusione. Dal 1o gennaio 2001 potrà entrare in funzione questo regolamento e quindi le riduzioni delle accise nel settore agricolo saranno conseguenza di questo regolamento, il che rende inutili, ad avviso del Governo, gli emendamenti citati che dovrebbero essere ritirati.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Bono 15.1.
GUIDO POSSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 15 riguarda una rimodulazione delle accise dei prodotti petroliferi. Noi siamo in presenza di un problema enorme per la struttura civile e industriale, perché il nostro paese per l'80 per cento dipende dall'estero per l'approvvigionamento energetico, in modo determinante dai prodotti petroliferi, mentre la politica energetica degli ultimi cinque anni è stata ispirata ad una drastica modifica di quella precedente che è durata per cinque decenni. In pratica, invece della diversificazione delle fonti energetiche primarie, si è scelto per tanti motivi di puntare sul gas. L'elemento principale che ha determinato la rottura con il passato è stata la carbon tax (con la rimodulazione delle accise sui prodotti petroliferi nonché di quelle sul carbone). Con questo articolo si cerca di porre un rimedio, ma il problema da risolvere è drammatico e la soluzione proposta non è sufficiente. Vorrei fare un solo esempio riguardante il sistema elettrico italiano. In virtù della politica energetica di diversificazione delle fonti di energia, abbiamo strutturato la maggior parte dei nostri impianti termoelettrici in modo che potessero bruciare tutti i tipi di combustibile (carbone, gas e olio combustibile), ma tutto questo ha un costo perché gli impianti sono costati di più e perché si è rinunciato alla creazione di impianti specializzati ad alto rendimento. Con questo tipo di politica abbiamo pagato un'assicurazione, per essere maggiormente sicuri sotto il profilo dell'approvvigionamento energetico ed avere quindi una minore dipendenza dalle impennate dei costi dei prodotti petroliferi che si sono già verificati più volte (e temo che quest'ultima volta si tratti di un fatto costante e non di un'impennata).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Edo Rossi. Ne ha facoltà.
EDO ROSSI. Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto sull'emendamento Bono 15.1, in quanto la questione - come ha affermato l'onorevole Possa - è di grande interesse e riguarda la riduzione dell'accisa sui prodotti petroliferi. Vorrei, innanzitutto domandare per quale motivo il Governo, in occasione della legge finanziaria, abbia sentito la
necessità di ridurre le accise sui prodotti petroliferi. Tale necessità è determinata dal fatto che, per effetto dell'andamento del prezzo industriale del petrolio (al quale, come tutti sapete, si applica l'IVA al 20 per cento), si è prodotto il seguente risultato: dal 16 gennaio al 28 febbraio 1999, lo Stato ha incassato 12 miliardi in più; dal 28 febbraio al 30 ottobre 1999, ha incassato 605 miliardi in più; dal 1o ottobre al 30 settembre 2000, pur avendo ridotto l'aliquota dell'accisa per tre, quattro volte (di 30, 40 e 50 lire), lo Stato ha incassato 853 miliardi in più. In conclusione, lo Stato ha incassato - solo per effetto dell'aumento del prezzo industriale del prodotto petrolifero - 1.470 miliardi in più. Adesso, con la legge finanziaria, il Governo decide di restituire ai consumatori (che in questi 15 mesi hanno pagato circa 1.500 miliardi in più) una prima tranche dal 1o novembre al 31 dicembre 2000 e una seconda tranche al 30 giugno 2001, per un totale di 517 miliardi: si tratta di un valore pari soltanto ad un terzo di quanto lo Stato ha incassato in più negli ultimi 15 mesi!
PRESIDENTE. Onorevole Edo Rossi, deve concludere.
EDO ROSSI. Non più di una settimana fa ci è stato detto da parte della authority competente che le famiglie italiane dovranno subire un ulteriore carico della bolletta energetica.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
NICOLA BONO. Signor Presidente, poco fa le avevo fatto cenno di voler prendere la parola perché intendevo intervenire
sull'ordine di lavori: lo faccio brevissimamente adesso, così non dovrà darmi la parola due volte, ma la pregherei di non computarmi questo tempo in detrazione dei minuti a mia disposizione per l'intervento sull'emendamento.
PRESIDENTE. Sì, il relatore ha concordato in proposito.
NICOLA BONO. In questo modo discuteremo il principio comune.
PRESIDENTE. Certo, certo.
NICOLA BONO. Desidero inoltre ricordare, perché ho l'impressione che non sia stato registrato, il ritiro del mio emendamento 15.37, in seguito alla presentazione dell'emendamento della Commissione sul recepimento della legge n. 30 del 1998 sulla pesca.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bono, ho capito.
NICOLA BONO. Presidente, decorrono da ora i tempi per la trattazione dell'emendamento 15.1.
PRESIDENTE. Ha fatto tutto lei, va bene.
NICOLA BONO. Grazie, troppo buono, Presidente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
PIETRO ARMANI. Signor Presidente, come ha detto il collega Bono, è una questione di etica oltre che di convenienza per il Governo. Infatti, l'accisa ricade sulla base imponibile dell'IVA (per carità, chi si azzarda a toccare l'IVA visto che è argomento dell'Unione europea!) e con l'aumento del prezzo del greggio lo Stato fa la «cresta» sul prezzo al consumo dei carburanti: è scandaloso il fatto che lo Stato sia colluso con gli sceicchi del petrolio!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 15.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Marino, la prego di togliere quella tessera, perché induce in tentazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 15.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rasi 15.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole De Benetti, accede alla proposta di ritirare il suo emendamento 15.9 formulata dal relatore?
LINO DE BENETTI. Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
ALESSANDRO REPETTO. Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
RENATO CAMBURSANO. Sì, Presidente, lo ritiro.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rasi 15.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rasi 15.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18.
GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, questo emendamento cerca di obbligare il Governo a far applicare la legge. Infatti, la normativa vigente prevede un'aliquota IVA agevolata del 10 per cento, nonché accise agevolate, per quanto riguarda l'uso del gas metano per la cottura dei cibi. In realtà, visto che non viene usato il doppio contatore - credo che anche la stragrande maggioranza dei presenti abbia un unico contatore nella propria abitazione -, le aziende distributrici di gas metano sono autorizzate ad applicare a tutto il consumo, anche a quello relativo alla cottura dei cibi, l'aliquota IVA del 20 per cento e l'accisa nella misura massima prevista e aggiornata dall'articolo 15 che stiamo esaminando.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.
NICOLA BONO. Siamo d'accordo sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18. Noi riteniamo che sia assolutamente illogico, penalizzante e sostanzialmente truffaldino da parte del Governo mantenere un livello di imposizione agevolata su una percentuale irrisoria di consumo presunto da destinarsi, diciamo così, all'uso alimentare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Paolo Colombo, al quale ricordo che ha un minuto di tempo. Ne ha facoltà.
PAOLO COLOMBO. Non ho bisogno di più di un minuto per dire ai colleghi che ci troviamo dinanzi ad una vera e propria truffa. Mi dispiace che non sia presente il ministro Del Turco, il quale, rispondendo a numerose interrogazioni, ha più volte ribadito che avrebbe posto riparo, con questa finanziaria, a tale truffa. Mi dispiace constatare il silenzio della maggioranza e del Governo, di fronte ad una truffa che tocca tutti i cittadini; dovremmo sentirci tutti responsabili nel non porvi fine! Ricordo che dal 15 aprile al 15 ottobre la legge vieta l'uso del gas metano per riscaldamento domestico e quindi è vietato imporre una aliquota ordinaria del 20 per cento e accise maggiorate sul consumo di gas metano. È necessario che il Governo faccia applicare la legge e che dal 15 aprile al 15 ottobre si applichi l'accisa ridotta sul consumo di metano e l'aliquota IVA ridotta del 10 per cento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
ANTONIO LEONE. Dov'è?
PRESIDENTE. Lo sa bene dov'è; è dove lei ha appena finito di votare, alla sua sinistra. Per cortesia, può togliere quella scheda, onorevole Leone?
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rasi 15.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Onorevole Paolo Colombo, per cortesia, tolga la tessera alla sua destra!
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rasi 15.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Rizza, accede all'invito a ritirare il suo emendamento 15.21?
ANTONIETTA RIZZA. Sì, signor Presidente, e chiedo di parlare per motivarne il ritiro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIETTA RIZZA. Accolgo la richiesta del relatore per la maggioranza, anche se ha colto molto parzialmente il senso del mio emendamento, augurandomi che il testo possa essere modificato nell'altro ramo del Parlamento.
PRESIDENTE. Sta bene.
DOMENICO IZZO. Presidente, non ho voluto ritirare questo emendamento (Commenti)...
NICOLA BONO. Finalmente una prova di virilità!
DOMENICO IZZO. ...perché tutto è possibile fare tranne che violare una legge. In buona sostanza, il decreto-legge 15 febbraio 2000, n. 21, convertito in legge dalla legge n. 92 del 2000, prevedeva la proroga del regime agevolato dell'IVA e per finanziare...
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Izzo.
DAVIDE CAPARINI. Ma vai a ...!
PRESIDENTE. Onorevole Caparini, la richiamo all'ordine per la seconda volta!
DOMENICO IZZO. ...per finanziare il costo di questa misura, cioè la proroga del regime agevolato dell'IVA, venivano utilizzati dal Governo 150 miliardi derivanti da misure di razionalizzazione nell'utilizzo del gasolio agricolo agevolato. Inoltre, desidero ricordare al Governo e al relatore che una precedente misura di razionalizzazione, avendo imposto alle imprese utilizzatrici di essere iscritte alla Camera di commercio, aveva, di fatto, ridotto la platea degli utilizzatori, consentendo così di realizzare delle economie.
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Izzo.
DOMENICO IZZO. Mi scuso della foga e del calore, ma questi sono dovuti al fatto che trentacinque anni fa mi sono perdutamente innamorato dell'agricoltura ed è l'unico amore della mia vita che non ho mai tradito (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Le auguro di migliorare in futuro, onorevole Izzo...
SILVIO LIOTTA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVIO LIOTTA. Signor Presidente, svolgerò un breve intervento di natura politica da una parte, regolamentare dall'altra.
PRESIDENTE. Colleghi, per piacere, di nuovo. Onorevole Boghetta, onorevole Pistone, per piacere. Onorevole Montecchi, per piacere.
SILVIO LIOTTA. La natura regolamentare del mio intervento attiene alla veridicità delle votazioni, Presidente (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). È necessario, a garanzia di tutti i gruppi politici, Presidente - lei lo ha ripetuto molte volte -, che ciascuno voti per se stesso. Occorre però, mi consenta, che ora si passi da un'enunciazione ripetuta in aula da lei e dai Vicepresidenti di turno al fatto concreto, perché le posso assicurare che la sensazione che abbiamo tutti - io seggo a lato dell'emiciclo, in alto - è che la tentazione esista a 180 gradi in occasione di ogni votazione. Siccome si discutono e si decidono emendamenti anche per uno scarto di due o tre voti, come è accaduto nel caso dell'emendamento del collega Giancarlo Giorgetti di poco fa, che dal monitor collocato sul banco degli stenografi risultava essere stato approvato con uno scarto di due voti (Vivi applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD, di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)...
PRESIDENTE. No, scusi.
SILVIO LIOTTA. Abbiamo avuto questa impressione, Presidente.
PRESIDENTE. No, no (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania). Colleghi, per cortesia!
SILVIO LIOTTA. Presidente...
PRESIDENTE. Mi lasci parlare (Vivi commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania). Mi spiegate cosa c'è da urlare?
SILVIO LIOTTA. Presidente, può darsi che abbia visto male, ma...
PRESIDENTE. No, lei non può dire una cosa simile se non ha visto bene (Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!
SILVIO LIOTTA. Ma il riferimento è lo stesso (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. No!
SILVIO LIOTTA. Ma non era questo il punto, Presidente.
PRESIDENTE. No, perché vi è qualcuno che ulula alle sue spalle e quindi...
SILVIO LIOTTA. Mi dispiace che ululino perché il punto non era questo.
PRESIDENTE. Dispiace anche a me.
SILVIO LIOTTA. Poiché andremo incontro ad altre votazioni, Presidente, molto più delicate, è necessario...
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, mi scusi se la interrompo, ma mi dicono adesso che lei aveva ragione nel senso che (Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)... Colleghi, abbiamo verificato e l'onorevole Liotta aveva ragione, nel senso che l'emendamento, quando ci sono stati quei voti doppi, era stato approvato (Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)...
SILVIO LIOTTA. Infatti, Presidente!
PRESIDENTE. Calma, calma! Colleghi, fatemi finire.
SILVIO LIOTTA. Questo lo so, altrimenti non sarei intervenuto: è troppo il rispetto che io ho del Presidente della Camera.
PRESIDENTE. Mi faccia concludere.
SILVIO LIOTTA. Presidente, il punto non era ottenere la ripetizione della votazione (Vivi commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Presidente, ho chiesto di parlare dopo due o tre votazioni perché temevo che lei potesse decidere oggi che, nel momento in cui un deputato viene individuato mentre vota per il collega, venga invitato a lasciare l'aula (Applausi). Questa è una norma che deve valere per tutti, perché andiamo incontro a votazioni delicate, Presidente, nelle quali lei, involontariamente si potrebbe trovare in una posizione di delicatezza estrema rilevando il voto aggiuntivo di qualche deputato su un emendamento - lei non guarda in quel momento il monitor - che invece risulta approvato o respinto per pochi voti.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, sa qual è la questione?
DANIELE MOLGORA. Abbandona l'aula!
PRESIDENTE. ...si vota doppio, ed io a quel punto applico la disposizione a tutti i casi, altrimenti l'applico solo all'opposizione. Mi sono spiegato? E questo non posso farlo.
SILVIO LIOTTA. Presidente, la seconda considerazione politica che vorrei fare è sul tempo che rimane al CCD.
corretto ma sterile, perché non vi è stata un'apertura da parte della maggioranza rispetto ad alcun tema che responsabilmente l'opposizione ha posto.
GENNARO MALGIERI. Bravo!
CRISTINA MATRANGA. Bravo, Silvio!
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, prima devo far ripetere nuovamente la votazione. Scusate un attimo.
ELIO VITO. Chiedo di parlare contro.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DANIELE MOLGORA. Avevo chiesto di parlare io!
ELIO VITO. Se il collega Molgora mi usa un attimo di cortesia, la inviterei a non procedere a questa terza votazione sullo stesso emendamento.
FRANCESCO FORMENTI. Noi no!
ELIO VITO. ... l'unica votazione annullata è quella riguardante l'unico emendamento dell'opposizione che è stato approvato, dai banchi dell'opposizione si levino delle proteste, anche se queste proteste possano essere sgarbate (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, della Lega nord Padania e di deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Infatti, pur in perfetta buona fede, non credo che il problema sia adesso quello di annullare la seconda votazione che si è svolta regolarmente, per farci perdere due volte sullo stesso emendamento e per dare una sorta di salomonica versione (ho annullato una votazione in cui avevate vinto, ne annullo una in cui avevate perso, perdete di nuovo e pace). No, signor Presidente, il punto non è questo.
Infatti, le segnalo alcune cose spiacevoli. Si potrà dire che è responsabilità di alcuni segretari di Presidenza che sono impegnati o è colpa del collega Bono che è il relatore di minoranza, ma anche stamattina - signor Presidente - abbiamo dovuto rilevare che, in perfetta buona fede, vi erano solo due segretari di Presidenza della maggioranza. Lei ha disposto una verifica, su segnalazione della maggioranza, e i segretari di Presidenza sono venuti da questa parte, hanno tolto le nostre schede - mi riconosca, signor Presidente, la stessa buona fede che io le ho riconosciuto poco fa -, ma io ho visto almeno dieci colleghi della maggioranza che hanno avuto il tempo di sfilare la scheda e di metterla sottobanco.
EDUARDO BRUNO. L'ho visto anch'io tra di voi.
ELIO VITO. Quando è passato il controllo, hanno rimesso la scheda al suo posto. Con franchezza, signor Presidente, le dico che simili situazioni esistono.
PRESIDENTE. Colleghi, vi è chi chiede di parlare a favore dell'annullamento della votazione sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18?
ANTONIO LEONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo? Chiede di parlare a favore?
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, chiedo di parlare per una precisazione, perché il richiamo è stato fatto a me!
PRESIDENTE. Onorevole Leone, le darò dopo la parola; ora stiamo discutendo su un altro punto.
GIANCARLO GIORGETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI. Signor Presidente, illustrando il mio emendamento 15.18, ho sostenuto che il suo obiettivo era superare una vera e propria truffa legalizzata da parte del Governo: tuttavia, non credo sia opportuno votarlo nuovamente e lo ritiro, ma deve essere chiaro che il Governo, continuando a comportarsi in un certo modo, si rende protagonista di una truffa e di un reato a danno di tutti i contribuenti. Credo che di questo si siano resi conto anche molti deputati della maggioranza, che hanno votato la prima volta a favore del mio emendamento (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Forza Italia).
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Giorgetti: se non vi è una richiesta in tal senso, a questo punto non si procederà nuovamente alla votazione del suo emendamento 15.18.
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, lei ha richiamato me nel momento in cui ha visto che erano accese due lampadine del dispositivo di votazione elettronica, la mia e quella dell'onorevole Conte, anche se l'onorevole Conte era al banco del Comitato dei nove, dove peraltro sta lavorando da ben due giorni. Se la ratio da perseguire è la presenza dei deputati, che senso ha farmi togliere la scheda, con l'onorevole Conte presente in aula? Evidentemente, questo è avvenuto soltanto perché si è accorto che la votazione era andata in un certo modo: ci tengo a dirlo, perché lei ha fatto il richiamo a me e mi ha fatto togliere la scheda, Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Leone, la prego.
ANTONIO LEONE. L'onorevole Conte era presente, seduto al banco del Comitato dei nove; tutti possono vedere benissimo che l'onorevole Conte è qui al lavoro da due giorni e non è assente! Per quanto riguarda gli idioti, Presidente, lascio ai colleghi la valutazione al riguardo.
PRESIDENTE. Onorevole Leone, l'onorevole Vito le può dire quanto io sia rispettoso della sua posizione personale e della posizione dei colleghi del suo gruppo: chieda pure al collega Vito.
GUIDO POSSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DANIELE MOLGORA. Presidente, Pagliarini aveva chiesto di parlare!
DAVIDE CAPARINI. È mezz'ora che chiediamo di parlare!
PRESIDENTE. Un attimo; prego, onorevole Possa.
GUIDO POSSA. Signor Presidente, desidero avanzare una proposta. Quello che ha detto il collega Giancarlo Giorgetti, illustrando il suo emendamento, è molto importante: penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che l'accisa e l'IVA sul gas metano devono essere pagate in relazione a quanto prevede la legge; quindi, invito il relatore, che ha la possibilità di farlo, a proporre un emendamento in modo che vi sia questo chiarimento, che peraltro è a termini di legge. Sono sicuro, infatti, che le associazioni dei consumatori, dopo aver seguito questo dibattito, partiranno lancia in resta per chiedere quanto dovuto.
GIANCARLO PAGLIARINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, a scanso di equivoci, le preciso che intervengo non per fare l'idiota: ho sentito dire che qui siamo tutti degli idioti e spero che prima o poi lei ci chieda anche scusa (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale), in quanto, se qualcuno si è un po' incavolato, è stato perché, evidentemente, vi era qualcosa che non funzionava; se, infatti, tutto avesse funzionato, saremmo stati buoni e non avremmo protestato. Non credo che, se uno protesta perché qualcosa non funziona, gli si debba dare dell'idiota.
Una voce dai banchi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo: Vai via!
PRESIDENTE. Onorevole Pagliarini, innanzitutto devo dire che metà dell'Assemblea urlava in modo tale che era incomprensibile quanto stava dicendo il collega. Probabilmente ho esagerato, e vi chiedo scusa, però certamente non era un comportamento consono al ruolo parlamentare. In secondo luogo, ho già detto cosa è successo, onorevole Pagliarini: avendo ricevuto la scheda della votazione dopo la denuncia del collega Liotta, mi sono accorto che era vero quanto da lui affermato. Ho detto che l'emendamento Giorgetti era passato, ma io non me ne sono accorto perché, avendo visto alcune irregolarità nel voto, come prescrive il regolamento, l'ho annullato (Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Onorevole Pagliarini, per cortesia, lo dica lei ai suoi vicini. È accaduto questo.
DANIELE MOLGORA. Sei disonesto!
GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.
Signor Presidente, in riferimento a questa parte - e credo anche a qualche altro punto del provvedimento - sono stati presentati emendamenti (pubblicati a pagina 148 del fascicolo) riguardanti agevolazioni agli utenti sugli oli minerali consumati in Sicilia. La mia richiesta è che questi emendamenti vengano ritirati e che, nell'ambito della legge finanziaria, si dia risposta al problema sollevato, che attiene innanzitutto alla questione della condizione di insularità della regione Sicilia, trattando altre materie e proponendo altre risposte.
Il Governo ha già presentato a questo riguardo l'articolo aggiuntivo all'articolo 12, che riguarda interventi per la ristrutturazione dell'autotrasporto attraverso la concessione di crediti di imposta alle imprese di autotrasporto localizzate in questa regione. Invito, quindi, a ritirare gli emendamenti che trattano la defiscalizzazione degli oli minerali utilizzati nella regione Sicilia.
Invito inoltre al ritiro dell'emendamento Turroni 15.40. Il parere è contrario sui restanti emendamenti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Possa. Ne ha facoltà.
Vorrei che tutti noi facessimo una riflessione: di fronte ad un approvvigionamento energetico vitale per la nostra economia (e non solo per le industrie cosiddette energivore), dobbiamo ripensare la politica energetica seguita negli ultimi cinque anni: una politica che ha puntato soltanto sul gas metano.
Signor Presidente, sono tra coloro che da sempre sono convinti (come credo anche molti colleghi del centrosinistra presenti in quest'aula) che la tassazione indiretta (quella cioè che agisce sui beni di consumo) sia la più ingiusta ed iniqua, in quanto non incide sulla capacità di reddito dei contribuenti, bensì, sui consumi. Ebbene, con il meccanismo illustrato si è creata la situazione che ho descritto. Ora ci viene detto che il Governo, con la finanziaria in esame, vuole restituire una somma alle famiglie, quando sino ad oggi, in base ad un iniquo meccanismo di tassazione indiretta, non ha fatto altro che prelevare soldi dalle famiglie.
Signor Presidente, lo Stato ha prelevato soldi dalle famiglie anche quando si è istituita l'imposta sul valore aggiunto sull'acqua e sulla depurazione dell'acqua (parliamo di sette, otto mesi fa). Ugualmente, non si è fatto l'interesse delle famiglie quando si è unificata l'IVA per il gas da cottura e per il gas da riscaldamento al 20 per cento, quando in precedenza scattava soltanto su una parte del gas che veniva utilizzato dalle famiglie.
Quando sono state decise tali iniziative e quando è stata cancellata la fascia sociale dei tre chilowattora (che in precedenza rappresentava la fascia di esenzione) non si è fatto l'interesse delle famiglie italiane. Contestiamo, dunque, tale comportamento. Per la verità, ci saremmo aspettati che le maggiori entrate conseguite dallo Stato fossero restituite ai consumatori come maltolto. In tal senso, vanno alcuni emendamenti all'articolo 15, che propongono di intensificare o di aumentare la restituzione delle somme ai contribuenti.
Signor Presidente, credo che il Governo avrebbe potuto decidere in diversi modi su come ridurre l'accisa: ad esempio, sui combustibili necessari per produrre energia elettrica è stata posta una questione dall'onorevole Possa, da me condivisa. Si sarebbe potuto, così, evitare l'ennesimo aumento della bolletta. Ci è stato detto che...
Bastava intervenire in quella direzione oppure destinare queste maggiori entrate alla ricerca di fonti energetiche alternative.
Per tali ragioni, annuncio il voto di astensione di Rifondazione comunista su tutti questi emendamenti (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).
In precedenza lei ha detto correttamente che l'articolo aggiuntivo Rabbito 16.01 deve essere trattato dopo l'emendamento Prestigiacomo 15.34. Vi è stato in proposito un dialogo con il relatore e non ho capito se conclusivamente si sia deciso di fare così oppure no.
L'emendamento 15.1, presentato dal gruppo di Alleanza nazionale, è diretto a far sì che nella manovra finanziaria si operi una scelta di fondo. Più volte abbiamo criticato la manovra finanziaria dicendo che dà poco a tutti e che non si capisce se sia una manovra volta ad incrementare i consumi, a favorire le famiglie, ad aumentare la produzione, a creare nuovi posti di lavoro o quant'altro. Non si capisce, cioè, quale sia la linea ispiratrice di questa manovra finanziaria.
Con l'emendamento 15.1, quindi, il gruppo di Alleanza nazionale cerca di dare almeno una finalità alla manovra, individuando l'elemento di fondo che oggi rende difficile al nostro sistema produttivo affrontare la competitività internazionale, elemento rappresentato dai costi di produzione. In seguito all'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, che hanno aggiunto un ulteriore elemento di difficoltà - come tra l'altro sosteneva poc'anzi il collega Possa -, è diventata ancora più pesante la palla al piede del nostro sistema produttivo, rappresentata appunto dai costi.
Un Governo serio, che ha a cuore le sorti del paese ed ha capacità di analisi delle vicende dell'economia avrebbe dovuto a nostro avviso aggredire questo aspetto, che rende problematica l'attività di impresa nel nostro paese, e contenere il costo dei prodotti petroliferi. Ciò, però, non è stato fatto, perché gli emendamenti che vengono proposti in ordine al contenimento dei costi dei prodotti petroliferi e più complessivamente dei costi energetici raggiungono a malapena la cifra di 3.500 miliardi, quindi non servono a rendere più competitivo il sistema, non servono a dare una spinta alla capacità di affrontare in modo più agguerrito la concorrenza mondiale.
Allora, un emendamento che propone l'abbattimento del 20 per cento delle accise sui prodotti petroliferi consumati in Italia, per un valore di circa 11.500 miliardi, è l'anima della manovra, perché comporterebbe un notevole alleggerimento per tutte le imprese, ma anche per tutti i consumatori italiani. Ecco perché insistiamo in modo particolare sull'importanza di questo emendamento che darebbe un senso compiuto all'intera manovra, di cui molto si è parlato, soprattutto in termini propagandistici, anche se poco si è potuto capire in termini di impatto reale sull'economia, sulla produzione e soprattutto sul lavoro.
Onorevole Armani, le ricordo che ha un minuto a sua disposizione.
Anche per questa ragione - noi lo sosteniamo dal mese di febbraio - avrebbero dovuto contenere sistematicamente ed in misura consistente l'ammontare dell'accisa.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 15.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 421
Astenuti 15
Maggioranza 211
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 219).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 430
Votanti 416
Astenuti 14
Maggioranza 209
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 229).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 429
Astenuti 15
Maggioranza 215
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 240).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 422
Astenuti 13
Maggioranza 212
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 231).
Onorevole Repetto, accede alla proposta di ritirare il suo emendamento 15.10 formulata dal relatore?
Onorevole Cambursano, accede alla proposta di ritirare il suo emendamento 15.44 formulata dal relatore?
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rasi 15.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 438
Astenuti 14
Maggioranza 220
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 237).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 438
Astenuti 15
Maggioranza 220
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 240).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 438
Astenuti 14
Maggioranza 220
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 239).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.
Questa è una vera e propria truffa legalizzata, anche perché le aliquote «piene» di accisa e di IVA in alcuni mesi dell'anno (luglio, agosto e settembre) evidentemente non si riferiscono all'uso del gas metano per riscaldamento, ma per la cottura dei cibi, così come prescritto dalla legge. Di conseguenza quello che viene fatto con la complicità del Governo è un vero e proprio abuso a danno dei consumatori.
A nostro avviso si potrebbe quanto meno stabilire una fascia parametrata sui consumi standard dei mesi estivi (e dunque solo per la cottura dei cibi) o in alternativa, almeno per i mesi durante i quali la legge vieta di usare il gas metano per riscaldamento, applicare le aliquote agevolate previste dalla legge.
Di fatto le aliquote agevolate oggi non vengono mai applicate perché si dà sempre l'indicazione di applicare comunque per l'uso promiscuo le aliquote maggiori. Rispetto a questo abuso, a questa violazione di legge perpetrata con la complicità del Governo, credo che quest'aula, una volta tanto, debba dire una parola chiara e mettere fine a questo vero e proprio scandalo.
Per tale motivo invito anche il relatore ed il Governo a dire qualcosa su tale questione perché non è possibile essere conniventi con un sistema che truffa sistematicamente ogni cittadino, ogni consumatore (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Ci pare poi abbastanza pretestuosa la distinzione ed è altrettanto poco logica ogni ipotesi di valutazione approssimativa e forfettizzata della percentuale se questa non è subordinata ad un criterio oggettivo. Riteniamo che anche questo comportamento vada nella direzione di una imposizione di forme improprie di vessazione nei confronti del contribuente. Lo abbiamo visto con l'imposizione diretta allorquando abbiamo denunciato forme di tassazione di redditi lordi, e lo rileviamo anche in questa circostanza.
Consideriamo inoltre l'emendamento in esame ispirato ad un comune senso logico perché nell'individuare la media del consumo che ha diritto alla tariffa agevolata nei periodi in cui il gas metano non può essere utilizzato per il riscaldamento (cioè da giugno ad agosto), diamo un'indicazione magari non perfetta, probabilmente perfettibile, ma comunque più precisa di quanto oggi la norma prevede. In altre parole ai consumatori diciamo questo: pagherete in rapporto al consumo che avete fatto nei periodi in cui, non utilizzando il gas metano per riscaldamento, si ritiene che il gas metano sia destinato alla finalità tutelata dall'aliquota agevolata.
Mi pare che questa sia una norma di buon senso e pertanto il gruppo di Alleanza nazionale voterà a favore.
Non capisco quale interesse vi sia nella maggioranza a permettere che questa truffa si perpetui nel tempo, dopo che anche i ministri si sono espressi a favore della soluzione di questo problema.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Onorevole Leone, tolga quella scheda vicino a lei!
Annullo la votazione (Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Procediamo nuovamente alla votazione dell'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 416
Astenuti 4
Maggioranza 209
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 216).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 420
Astenuti 1
Maggioranza 211
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 224).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 419
Astenuti 13
Maggioranza 210
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 225).
Passiamo alla votazione degli emendamenti Scarpa Bonazza Buora 15.25 e Domenico Izzo 15.49, di analogo contenuto normativo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Domenico Izzo. Ne ha facoltà.
Per cortesia, colleghi, onorevole Giorgetti, onorevole Caparini per piacere (Proteste del gruppo della Lega nord Padania)! Onorevole Caparini, la richiamo all'ordine per la prima volta!
Prego, onorevole Domenico Izzo.
Tali economie devono - è scritto nella legge -, dal 1o gennaio 2001, determinare la riduzione dell'accise sui carburanti agricoli.
Insieme con queste valutazioni tecniche, vorrei fare presente al presidente della Commissione bilancio che il mio emendamento ha avuto un iter abbastanza travagliato. In un primo momento, infatti, esso è stato dichiarato inammissibile per carenza di copertura, con la conseguenza che, per poterlo discutere, ho dovuto aggiungere una seconda copertura che, però, è assolutamente inutile, perché, di fronte ai 150 miliardi quantificati ed individuati dal Governo, a me risulta che i miliardi risparmiati siano 280; siccome, però, in questa sede non lo posso dimostrare, mi attengo a ciò che il Governo ha quantificato nel decreto-legge al quale ho fatto riferimento.
Ripeto, al di là di tali questioni di carattere tecnico, vorrei fare presente al sottosegretario D'Amico che abbiamo approvato - ne sono felice - l'articolo 6 del disegno di legge finanziaria, che concede una speranza alle aziende agricole in difficoltà. Sottosegretario D'Amico, se quest'azione lodevole, però, non venisse accompagnata da politiche del lavoro, fiscali, energetiche capaci di restituire strutturalmente competitività ad un settore che «non mette più d'accordo» costi e ricavi, non avremmo approvato altro che l'ennesima misura assistenziale, di sostegno, l'ennesimo «pannicello caldo», ma non avremmo consentito all'agricoltura italiana di raggiungere i livelli che raggiungono le agricolture di tutti i grandi paesi industrializzati. Non è vero, infatti, che si tratta di un settore medioevale, marginale, che rappresenta l'emblema dell'arretratezza del paese; i grandi paesi del mondo, dagli Stati Uniti alla Germania, all'Inghilterra, difendono, talvolta ingiustamente, il proprio sistema agroalimentare, anche mettendo a rischio la vita dei cittadini europei (vedi «mucca pazza» e quant'altro). Noi che abbiamo la fortuna di avere un sistema agroalimentare sostanzialmente di alta qualità dovremmo compiere, signor sottosegretario, ogni sforzo, non soltanto salvando le imprese quando sono sull'orlo del fallimento, ma anche creando le politiche di accompagnamento e di contesto per restituire competitività al sistema dell'impresa agricola, altrimenti tutto ciò che facciamo sarà vano.
Prego, onorevole Liotta.
Onorevole Liotta, lei sta dicendo una cosa molto grave; ora la verifico!
Per cortesia, datemi i tabulati delle votazioni.
Colleghi, c'è poco da urlare: tra breve acquisiremo i dati e li verificheremo!
Prego.
Dopodiché io non avevo visto (Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)...
Non mi ero accorto di nulla ed ho annullato la votazione perché vi erano dei voti doppi, annullo anche la seconda votazione, dispongo che ne abbia luogo una terza e rivotiamo daccapo (Vivi commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Glielo spiego subito. Nei banchi del centrodestra vi sono molti vuoti per cui è più facile accorgersi del voto doppio in quel settore di quanto non si possa fare dall'altra parte (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania). Ascoltate: non fate gli idioti, colleghi (Vive proteste dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania)! Non c'è da urlare, perché se io allontano dall'aula il collega che ho visto votare doppio, me ne accorgo molto più facilmente da questa parte che da quell'altra. È chiaro? Rischio quindi di essere parziale perché non mi accorgo di quello che succede lì!
Per cortesia, o i colleghi presidenti di gruppo mi indicano le postazioni dove (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)...
Prego, onorevole Liotta, prosegua pure.
Noi siamo arrivati all'esame dell'articolo 15 della legge finanziaria e continuiamo a rilevare, Presidente, che il confronto tra la maggioranza e l'opposizione è rimasto fino ad ora fondamentalmente
Presidente, in un corretto confronto non può essere e non è pensabile che, all'interno di migliaia di emendamenti che l'opposizione ha presentato, non ve ne sia uno di sostanza meritevole di accoglimento (Applausi dei deputati dei gruppi misto-CCD, di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).
È successo questo: ho dichiarato aperta la votazione sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 15.18, dopo di che, avendo visto che alcuni colleghi stavano votando doppio (Proteste dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale) ...- fatemi finire, colleghi! - ho annullato la votazione, senza verificare il risultato (Proteste dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Alleanza nazionale). Dopo di che, abbiamo votato nuovamente - se urlate, colleghi, non si capisce nulla - e, ora, mi dicono che il risultato era diverso. Me ne sono accorto adesso che il risultato era diverso.
Poiché questo può indurre a ritenere che il primo annullamento sia stato oggetto di una parzialità - non era questa l'intenzione - e gli urli che vi sono stati in aula fanno ritenere che una parte dei colleghi pensa questo (e questo mi basta), ritengo corretto quindi annullare la votazione a seguito della quale è stato respinto l'emendamento Giorgetti e rimettere ai voti l'emendamento stesso. Credo che questo sia corretto (Proteste di deputati della Lega nord Padania). Perché no? Mi sembra che l'unica cosa possibile sia questa (dopo di che si vedrà).
Su questa proposta darò la parola a un oratore contro e uno a favore.
Qui nessuno ha posto un problema riguardante la sua persona nel momento in cui ha annullato la votazione. Signor Presidente, il problema che è stato posto è un altro.
Noi qui stiamo procedendo a centinaia di votazioni e in questa legislatura abbiamo effettuato decine di migliaia di votazioni. Probabilmente, la gran parte di queste votazioni, purtroppo - perché lei combatte questo fenomeno -, sono state viziate da voti doppi. Credo sia legittimo che (senza offendere alcun collega), quando in perfetta buona fede - perché, mi creda signor Presidente, sono convinto della sua perfetta buona fede - ...
Quello che noi chiediamo è se debba essere rispettata davvero la norma per la quale ciascun collega deve votare per sé.
Quello che si chiede ora non è che lei annulli la seconda votazione, che è stata regolare e nella quale l'emendamento Giorgetti è stato bocciato, ma che riconosca che le proteste dell'opposizione non sono proteste di persone che fanno gli stupidi, bensì sono legittime perché, se vuole, si prova rabbia quando viene annullata la votazione dell'unico emendamento dell'opposizione che viene approvato, su migliaia di votazioni. Infatti, si tratta dell'unica votazione che è stata annullata perché lei ha avuto il tempismo non di guardare il risultato, ma di guardare il collega che, come tanti altri, stava votando doppio. Quello che noi chiediamo - come diceva l'onorevole Liotta - è la credibilità delle votazioni.
Non è possibile che venga chiesto il controllo delle schede solo quando ci si accorge che l'opposizione sta per superare la maggioranza o quando vi è qualche emendamento su cui possono confluire i voti di Rifondazione comunista e della Casa delle libertà (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Non è possibile, signor Presidente, che, appena lei dispone il controllo, questo viene effettuato esclusivamente su questi banchi. Non lo imputo ai segretari della maggioranza, dico che sarà anche colpa dei segretari di minoranza che in quel momento sono assenti. Fatto sta che questo è un dato di comune osservazione che rappresenta purtroppo un vantaggio per i pianisti della maggioranza, deprecabili tanto quanto i deprecabili pianisti dell'opposizione.
Signor Presidente, si tratta dunque di assicurare la credibilità delle votazioni, prima ancora della loro regolarità.
Per il resto, signor Presidente, confidiamo che la maggioranza, se vuole, come è nel suo diritto, approvare una finanziaria che, come abbiamo già visto, non si capisce bene se sia la finanziaria di Amato o di Rutelli, provi ad approvarla, come è nelle sue forze, grazie ai ribaltoni, ai tradimenti della volontà popolare; tuttavia, dovrà almeno fare in modo che questi «ribaltatori» e traditori della volontà popolare stiano in aula a votare. Sappiamo che solo grazie a queste condizioni, da decine di mesi, questa maggioranza resiste in Parlamento, pur non avendo la maggioranza nel paese (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo) e per l'ultima finanziaria nella quale dobbiamo, scusate il termine, sopportare questa situazione, che è intollerabile per la maggioranza degli italiani, almeno abbiate voi un po' di pazienza per venire a votarvela (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!
Onorevole Leone, lei aveva chiesto di parlare per una precisazione: ne ha facoltà.
Comunque, non intervengo per fare l'idiota; intervengo per dire qualcosa di ben preciso. Il collega ha affermato una cosa gravissima, come ha riconosciuto anche lei: ha detto, infatti, che ha visto il risultato di una votazione, quindi mi auguro che lei, nella sede della Conferenza dei presidenti di gruppo, ci faccia rivedere la registrazione televisiva di quanto è successo, così ne potremo discutere.
È assolutamente inaccettabile, poi, che lei abbia detto che vede meglio gli errori da questa parte. Le dico solo una cosa, Violante, lei ha il dovere di vedere bene gli errori sempre e comunque (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Onorevole Pagliarini, siccome per nostra reciproca sfortuna, non abbiamo ancora una dimestichezza particolare né di usi né di interessi nei comportamenti, se ci comportiamo con rispetto reciproco, io non la chiamo mai per cognome: o dico presidente Pagliarini o onorevole Pagliarini. La invito a fare lo stesso nei miei confronti. Quando avremo una dimestichezza adeguata, faremo diversamente (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Proteste dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).