Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 806 dell'8/11/2000
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(Esame dell'articolo 12 - A.C. 7328-bis)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12 , nel testo della Commissione e del complesso degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7328-bis sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, il parere è contrario sugli emendamenti de Ghislanzoni Cardoli 12.1, Domenico Izzo 12.36, Teresio Delfino 12.2, Alessandro Rubino 12.3 e Iacobellis 12.5. Si invita al ritiro degli emendamenti Scalia 12.32, Guerra 12.31. Il parere è contrario sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 12.6, Savarese 12.7, Becchetti 12.8, Alessandro Rubino 12.9 e Molgora 12.10. Il parere è altresì contrario sugli emendamenti Molgora 12.11 e 12.14, sugli identici emendamenti Contento 12.12 e Pezzoli 12.13, sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 12.16, Bono 12.19 e Malavenda 12.17. Il parere è contrario sugli emendamenti


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Malavenda 12.34 e 12.18, Conte 12.15, Bono 12.20 e Contento 12.21. Si invita al ritiro dell'emendamento Bracco 12.22. Il parere è contrario sugli emendamenti Alberto Giorgetti 12.23, Bono 12.24 e Scaltritti 12.28. La Commissione si rimette al Governo sull'emendamento Detomas 12.33. Il parere è contrario sugli emendamenti Grillo 12.29, Teresio Delfino 12.25 e 12.26, Alberto Giorgetti 12.27, Carazzi 12.30 e Molgora 12.35.

PRESIDENTE. Qual è il parere sugli articoli aggiuntivi?

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, sull'articolo aggiuntivo Benvenuto 12.013, che mi pare non comporti oneri - chiedo la conferma al Governo - mi rimetto al parere del Governo. Si invita al ritiro dell'articolo aggiuntivo Benvenuto 12.014. Il parere è contrario sugli articoli aggiuntivi Volontè 12.01, Giancarlo Giorgetti 12.02, Chiappori 12.03, Alessandro Rubino 12.04, Mazzocchi 12.05 e Contento 12.06. Si invita al ritiro degli articoli aggiuntivi Benvenuto 12.015 e 12.016, Pistone 12.017, Carazzi 12.011. Il parere è contrario sugli articoli aggiuntivi Possa 12.07 e Pezzoli 12.08, nonché sugli articoli aggiuntivi Contento 12.09 e Mazzocchi 12.010. Infine, la Commissione invita a ritirare l'articolo aggiuntivo Cambursano 12.012. Sull'articolo aggiuntivo 12.018 del Governo il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ricordo che il termine di presentazione per i subemendamenti all'articolo aggiuntivo 12.018 del Governo scade alle 18.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, rettifico il parere espresso sull'articolo aggiuntivo Cambursano 12.012: se il Governo ritiene congrua la copertura, il parere sarebbe favorevole, con copertura sulla tabella del Ministero del lavoro.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Gasparri, prenda posto.
Il Governo?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore. Per alcuni emendamenti il relatore si è rimesso al Governo: l'emendamento Detomas 12.33, che il Governo invita a ritirare, altrimenti il parere è contrario; l'articolo aggiuntivo Benvenuto 12.013, sul quale il Governo esprime parere favorevole e l'articolo aggiuntivo Cambursano 12.012, sul quale il Governo esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Cambursano 12.012 il relatore chiedeva di prevedere la compensazione sulla tabella del Ministero del lavoro. È d'accordo?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Sì, signor Presidente.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. E che l'onere relativo non sia superiore ad un miliardo.

PRESIDENTE. Quindi, l'onere è di un miliardo ed è riferito alla tabella del Ministero del lavoro.

GIANFRANCO CONTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, è stato espresso parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Cambursano 12.012, il cui testo corrisponde a quello degli emendamenti Alessandro Rubino 12.3 e Teresio Delfino 12.2.


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PRESIDENTE. Mi pare che sia identico anche l'articolo aggiuntivo Mazzocchi 12.010. Ritiene che queste proposte andrebbero votate tutte insieme?

GIANFRANCO CONTE. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Ha ragione.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, vorrei aggiungere un invito al ritiro dell'emendamento Iacobellis 12.5.

PRESIDENTE. Poiché voteremo insieme queste proposte, se i colleghi sono d'accordo la copertura sarebbe quella suggerita dal relatore, riferita alla tabella del Ministero del lavoro e per un ammontare di un miliardo. Il Governo è d'accordo?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Voteremo, quindi, queste proposte quando arriveremo all'emendamento Teresio Delfino 12.2.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento de Ghislanzoni Cardoli 12.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 461
Votanti 459
Astenuti 2
Maggioranza 230
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 240).

PIETRO ARMANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Signor Presidente, poiché è stato espresso parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Cambursano 12.012, vorrei far notare che l'articolo aggiuntivo Mazzocchi 12.010 è identico.

PRESIDENTE. Lo abbiamo detto poco fa, onorevole Armani.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Domenico Izzo 12.36.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Domenico Izzo. Ne ha facoltà.

DOMENICO IZZO. Signor Presidente, questo emendamento è finalizzato a restituire un minimo di equità all'IRAP in agricoltura. Il senso dell'emendamento è quello di rendere deducibili dalla base imponibile dell'IRAP gli oneri previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizione di legge.
Oltre ad avere, come ho detto, il pregio dell'equità - non ripeterò le ragioni per le quali l'IRAP nel settore dell'agricoltura, e specificatamente in quello ortofrutticolo, è particolarmente iniqua -, vorrei far notare come questa sia una poderosa misura di emersione, poiché la deduzione dall'imponibile è possibile esclusivamente per le imprese che non solo assumono regolarmente, ma che dimostrano anche di essere in regola con i versamenti agli istituti di previdenza degli oneri dovuti.
In agricoltura occorre premiare coloro che assumono in modo regolare e sono disposti a pagare i contributi in modo regolare e - mi creda, Presidente - è sempre più oneroso per questo settore far fronte agli oneri contributivi.
Se poi, oltre ai contributi già pagati, chiediamo il pagamento di un'ulteriore aliquota dell'1,9 per cento sul lordo vendibile, facciamo qualcosa che forse non è vessatoria ma certamente sbagliata. Probabilmente il senso del mio emendamento non è stato sufficientemente valutato dal relatore e dal Governo ed è per questo


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che, anche rifacendomi al mio intervento di ieri, li invito a considerare nuovamente il problema e ad esprimere un parere favorevole su un emendamento che si ispira ad un principio di equità e di assoluta trasparenza e che premia esclusivamente le imprese che agiscono nella correttezza e nelle legalità. Se poi dobbiamo penalizzare queste imprese, aspettiamo che il mondo agricolo finisca tutto nelle mani della criminalità organizzata (Applausi di deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Annuncio il voto favorevole all'emendamento Domenico Izzo 12.36 e sottolineo che, a parte le osservazioni appena espresse dal collega che giustamente ha criticato una modalità di tassazione lorda, che è poi la caratteristica più iniqua dell'IRAP e che non riguarda solo il settore agricolo, vi è un aspetto più grave da considerare. Mi riferisco al fatto che nella finanziaria, mentre si prevedono sgravi contributivi, anche se parziali e limitati, per quasi tutti i settori, l'unico settore penalizzato da questo punto di vista è proprio quello agricolo. La norma che prevede un intervento attraverso un contenimento dell'imposizione IRAP nei confronti del settore agricolo, che per altri versi sta uscendo malconcio anche da questa manovra finanziaria, è di grande saggezza ed opportunità.
È per questi motivi che chiedo di aggiungere la mia firma a tale emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Per non ripetere quanto è stato già detto, sperando che il collega Domenico Izzo non venga lasciato solo anche dai suoi compagni di partito, come spesso accade (Commenti del deputato Palma), annuncio, a nome del gruppo di Forza Italia, il voto favorevole all'emendamento al quale chiedo di aggiungere la mia firma.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI. Anche la Lega nord Padania voterà a favore di questo emendamento al quale se il collega acconsente, chiedo anch'io di aggiungere la mia firma.

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Comprendo lo spirito della proposta dell'onorevole Domenico Izzo e ricordo che, facendo un'eccezione alla regola generale, che vorrebbe che per l'IRAP vi fosse un'aliquota uniforme in tutti i settori, da anni in quello agricolo vi è un'aliquota agevolata. Inoltre la questione di cui ci stiamo occupando, cioè l'abbattimento della base imponibile ai fini IRAP, ha una particolare rilevanza in agricoltura in ragione del fatto che le imprese agricole sono fortemente frammentate e dunque un abbattimento della base imponibile di questa misura determina la fuoriuscita di alcune centinaia di migliaia di piccole imprese agricole dall'assoggettamento all'IRAP.
La proposta dell'onorevole Izzo interviene prevedendo che siano detraibili dalla base imponibile IRAP i contributi previdenziali ed assistenziali. L'onorevole Izzo comprenderà che, per agevolare il sistema agricolo italiano, si possono fare molte cose, molte delle quali sono state attuate da questo Governo; è difficile però utilizzare a tali fini l'incentivazione, al di là di quanto si sta facendo, perché si rischia di determinare una totale distorsione del funzionamento dell'imposta e di avviare un inseguimento perpetuo fra settori,


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fra dimensioni di impresa relativamente all'ottenimento di concessioni su questa imposta.
Rinnovo pertanto l'invito a ritirare l'emendamento e, ove non fosse ritirato, confermo il parere contrario.

DOMENICO IZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO IZZO. Signor Presidente, per non prestare il fianco ancora una volta a strumentalizzazioni e perché «meglio solo che male accompagnato», ritiro la mia firma dall'emendamento (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo - Applausi polemici dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PIETRO ARMANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Signor Presidente, vorrei aggiungere una chiosa a quanto detto dal sottosegretario. Signor sottosegretario, l'invenzione dell'IRAP è assolutamente deformante rispetto al sistema tributario italiano nel suo complesso. Adesso vi trovate di fronte ad un problema: il settore dell'agricoltura, giustamente, chiede abbattimenti della base imponibile e non avete pensato al meccanismo infernale che avete introdotto per facilitare i grandi gruppi e le banche! Signor sottosegretario, diciamolo francamente e guardiamoci nel bianco degli occhi: signor ministro del tesoro, avete voluto facilitare i grandi gruppi, la FIAT e le banche (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia - Commenti dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo, dunque, alla votazione dell'emendamento 12.36 testé esaminato, fatto proprio dagli onorevoli Bono, Conte e Gianfranco Giorgetti, dal quale l'onorevole Domenico Izzo ha ritirato la propria firma.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Domenico Izzo 12.36, fatto proprio dall'onorevole Bono, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 466
Astenuti 10
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 209
Hanno votato
no 257).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Teresio Delfino 12.2 e Alessandro Rubino 12.3 e sugli articoli aggiuntivi Mazzocchi 12.010 e Cambursano 12.012, di analogo contenuto normativo, accettati dalla Commissione e dal Governo, con la copertura suggerita dal relatore e approvata dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 470
Astenuti 5
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 462
Hanno votato
no 8).

Prendo atto che i presentatori accedono all'invito rivolto loro a ritirare gli emendamenti Iacobellis 12.5 e Scalia 12.32.
Onorevole Guerra, accede all'invito rivoltole a ritirare il suo emendamento 12.31?

MAURO GUERRA. Sì, signor Presidente, ma chiedo di parlare per una precisazione.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURO GUERRA. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 12.31, ma chiedo al Governo - che conosce la questione - di assumere l'impegno a verificare se vi sia la possibilità di un intervento. Si tratta di escludere dalla base imponibile IRAP i contributi che vengono versati da Stato, regioni, province e comuni alle aziende esercenti il trasporto pubblico locale. Si tratta di evitare una sorta di partita di giro. Ritiro, dunque, il mio emendamento e invito il Governo a riflettere sulla questione.

PRESIDENTE. Sta bene. Avverto che gli emendamenti Savarese 12.7, Becchetti 12.8 e Alessandro Rubino 12.9, di analogo contenuto normativo, verranno posti in votazione congiuntamente.

GIANFRANCO CONTE. Chiedo di parlare per un chiarimento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, credo le sia sfuggito che dobbiamo votare anche sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 12.6.

PRESIDENTE. Onorevole Conte, il collega Giancarlo Giorgetti non ha insistito per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Savarese 12.7, Becchetti 12.8 e Alessandro Rubino 12.9, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 466
Astenuti 10
Maggioranza 234
Hanno votato
sì 217
Hanno votato
no 249).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molgora 12.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 470
Astenuti 2
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 210
Hanno votato
no 260).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Contento 12.12 e Pezzoli 12.13, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 474
Astenuti 2
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 217
Hanno votato
no 256).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 12.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 483
Votanti 480
Astenuti 3
Maggioranza 241
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 261).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 12.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 473
Astenuti 4
Maggioranza 237
Hanno votato
sì 217
Hanno votato
no 256).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Conte 12.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 485
Votanti 482
Astenuti 3
Maggioranza 242
Hanno votato
sì 220
Hanno votato
no 262).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 12.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 474
Astenuti 5
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 216
Hanno votato
no 258).

Onorevole Contento, accede all'invito rivoltole a ritirare il suo emendamento 12.21?

MANLIO CONTENTO. No, signor Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 12.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 477
Astenuti 3
Maggioranza 239
Hanno votato
sì 216
Hanno votato
no 261).

Onorevole Bracco, accede all'invito rivoltole a ritirare il suo emendamento 12.22?

FABRIZIO FELICE BRACCO. Signor Presidente, non riesco a comprendere l'invito al ritiro. Si tratta, infatti, della lettera b) del comma 1, in cui si escludono dalla base imponibile le borse di studio rilasciate dagli enti del diritto allo studio e dalle regioni, nonché dagli enti locali.
Si chiede semplicemente di aggiungere anche le università, visto che nel nostro paese le borse di studio vengono rilasciate anche da queste ultime. Non si riesce a capire perché si tenda a configurare un regime diverso tra le borse di studio rilasciate dagli enti per il diritto allo studio e quelle rilasciate dagli atenei. Non comprendo la ragione dell'invito al ritiro, per cui chiedo un chiarimento in proposito al relatore ed al rappresentante del Governo.

PRESIDENTE. Onorevole relatore?


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SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, dopo aver ascoltato l'esposizione dell'onorevole Bracco posso anche rettificare il parere espresso, però debbo far notare che la copertura è mal formulata: intanto l'onere è di 5 miliardi per ciascuno degli anni di riferimento e poi andrebbe a mio avviso posto a carico del Ministero competente, quello dell'università.

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo su questo punto?

PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Il Governo concorda con il relatore.

NICOLA BONO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Signor Presidente, è vero che abbiamo una capacità creativa notevole, ma sarebbe quanto meno opportuno formalizzare l'emendamento. Dire a casaccio che le spese vanno poste a carico del Ministero dell'università non significa nulla, occorre individuare almeno il capitolo.

PRESIDENTE. Ho capito, onorevole Bono, però mi scusi: poco fa, quando eravamo tutti d'accordo, abbiamo fatto una cosa del genere con un altro emendamento e nessuno ha avuto nulla da eccepire.

NICOLA BONO. Sarò stato distratto, Presidente, altrimenti avrei sollevato la stessa eccezione, perché è una questione di correttezza dei nostri lavori: noi abbiamo bisogno di un emendamento formalizzato, dobbiamo capire quale sia la copertura che si propone e tutto quanto.

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, nel corso dei lavori formalizzerò l'emendamento.

PRESIDENTE. Allora accantoniamo l'emendamento Bracco 12.22: d'ora in poi faremo sempre così, anche quando si tratterà di suoi emendamenti, onorevole Bono.

NICOLA BONO. Non è mai capitato, Presidente, non c'è questo pericolo!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alberto Giorgetti 12.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 488
Votanti 485
Astenuti 3
Maggioranza 243
Hanno votato
sì 225
Hanno votato
no 260).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Detomas 12.33, sul quale il relatore si era rimesso al Governo.

PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, penso che con una riformulazione l'emendamento potrebbe essere accettato, perché risolve una questione senza presentare costi. Se i presentatori accettassero di sostituire le parole «a partire dall'anno 2003 non si dà luogo a recupero delle eccedenze positive» con le parole «a partire dall'anno 2003 non si dà luogo a recupero delle eccedenze», l'emendamento verrebbe accettato.


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PRESIDENTE. In sostanza, se capisco bene, si tratterebbe di eliminare la parola «positive».

PIERO DINO GIARDA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Propongo di sostituire, alla lettera d) dell'emendamento, le parole da «secondo periodo» fino alla fine con questa semplice proposizione: «la parola 2000 è sostituita dalla parola 2003».

PRESIDENTE. È lo stesso, comunque l'importante è che ci sia accordo. Onorevole Detomas?

GIUSEPPE DETOMAS. Accettiamo questa riformulazione, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Detomas 12.33, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 492
Votanti 478
Astenuti 14
Maggioranza 240
Hanno votato
sì 469
Hanno votato
no 9).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bono 12.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Come vede, signor Presidente, non sempre facciamo opposizione formale. Poco fa, pur non essendo scritto e avendo capito, di norma...

PRESIDENTE. Perché prima non aveva capito, questa è la differenza...

NICOLA BONO. Prima non avevamo capito, ma forse non aveva capito neanche lei, con tutto il rispetto, Presidente.

PRESIDENTE. Lo ammetto.

NICOLA BONO. Il mio emendamento 12.24 è volto a riconoscere ai produttori agricoli l'esonero totale dal pagamento dell'IRAP. Poco fa eravamo intervenuti a sostegno dell'emendamento presentato dal collega Domenico Izzo, il quale preferisce danneggiare i produttori agricoli piuttosto che danneggiare la sua maggioranza, avendo ritirato il suo emendamento senza battere ciglio. Noi invece siamo a favore delle aziende agricole e dei produttori agricoli e riteniamo inaccettabile il trattamento che questo settore ha ricevuto da parte della maggioranza e dal Governo. Infatti, all'interno di una manovra finanziaria che prevede alcune decine di migliaia di miliardi di restituzione fiscale - molto meno di quelli che avete sottratto, ma comunque qualcosa restituite - ci sembra assolutamente inaccettabile che il settore agricolo non sia stato oggetto della distribuzione generalizzata delle risorse.
Si tratta di un settore che sta soffrendo in quasi tutte le sue articolazioni, sia per le difficoltà di mercato sia per il venir meno di una serie di sostegni da parte dell'Unione europea, unico settore produttivo tra quelli operanti in Italia che non ha goduto di alcun beneficio in termini di riduzione contributiva: noi riteniamo che si possa bilanciare tutto questo con la concessione di un esonero generalizzato dal pagamento dell'IRAP per un triennio. Ciò consentirebbe alle aziende agricole di avere maggiori risorse per gli investimenti, per le riconversioni colturali, ma soprattutto per poter respirare, visto che soffrono una massa non indifferente di passività pregresse.
Pertanto, sollecitiamo una diversa valutazione in favore dell'agricoltura da parte della maggioranza.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 12.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 475
Astenuti 4
Maggioranza 238
Hanno votato
sì 211
Hanno votato
no 264).

Passiamo alla votazione congiunta degli emendamenti Scaltritti 12.28 e Grillo 12.29, di analogo contenuto normativo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scaltritti. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, con questo emendamento chiediamo un'agevolazione per il pagamento dell'IRAP in favore del settore ittico.
Signor Presidente, per l'agricoltura l'aliquota IRAP è pari all'1,9 per cento: come sappiamo, l'IRAP colpisce il costo del lavoro oltre alle perdite su crediti e altri costi di svalutazione in ambito aziendale. Nel settore della pesca l'aliquota IRAP è più alta: nella piccola pesca supera il 2 per cento e nella pesca ravvicinata sale al 4,5 per cento. Come ho anticipato prima, se vogliamo ampliare il nostro intervento strutturale ad un settore fortemente colpito non solo dagli eventi bellici, alluvionali o ambientali, ma anche da una normativa europea che, soprattutto per i nostri mari, è da ritenersi veramente anomala, riteniamo sia necessario ampliare l'intervento fiscale in favore del settore ittico, al fine di consentire la ripresa delle aziende ittiche grazie agli investimenti e al conseguente ammodernamento, consentendo un ricambio generazionale, affinché i giovani trovino in questo settore la possibilità di dare vita alle imprese e di creare posti di lavoro.
Se è questo il fine che vogliamo perseguire e se, come ho detto prima, non facciamo solo spot elettorali, vi invito ad approvare il mio emendamento 12.28, che non fa altro che mettere sullo stesso piano il settore della pesca marittima professionale e quello dell'agricoltura. Inoltre, con esso si concede un'agevolazione in più per compensare gli svantaggi di questo settore, con la deducibilità dalla base imponibile IRAP del 50 per cento dei costi per il personale, affinché si incentivi un settore che per noi è importante (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. L'emendamento in esame prevede un beneficio che è stato più volte richiesto e sollecitato da parte di coloro che operano nel settore della pesca. Ritengo che tale beneficio sia necessario affinché alcune realtà possano vivere e svilupparsi.
Questa nostra presa di posizione sul settore in oggetto è giustificata. Poc'anzi l'onorevole Giacalone ha sviluppato alcune considerazioni diciamo di carattere polemico nei confronti delle nostre argomentazioni. Ma la sua polemica, con riferimento a provvedimenti già in vigore per quanto riguarda la pesca di altomare, fa capire le nostre argomentazioni. Non c'è dubbio che nell'ambito della pesca costiera, per così dire, esiste una parte privilegiata; i benefici previsti per i veri pescatori professionisti vengono estesi ad alcuni operatori che svolgono un certo tipo di pesca.
Bisogna fare delle battaglie serie, di principio e bisogna essere coerenti. Una coerenza che però non abbiamo visto quando non è stata nemmeno accettata l'unificazione della dichiarazione dei redditi tra coniugi.
Per tale motivo invitiamo i colleghi a valutare positivamente il nostro emendamento. Mi rendo conto che ci sarà il solito


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schieramento della maggioranza che non accetterà queste nostre posizioni, ma rimane un dato, ossia che vengono tutelati privilegi che potevano essere certamente evitati in questa materia e soprattutto in questo settore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Aloi. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Presidente, intervengo per sottolineare che questo emendamento si muove nella logica di interventi a favore della pesca. Tali interventi devono essere strettamente connessi a quelli previsti, anche se per la verità non sono esaustivi, per il settore dell'agricoltura.
Mi sono meravigliato quando ho visto che alcuni emendamenti che riguardavano l'IRAP sono stati bocciati dalla Camera. Questo fatto, come ho più volte detto in Commissione e in aula, testimonia che il contributo che le opposizioni intendono dare viene considerato come un qualcosa che in fondo non ha la legittimità di essere recepito da parte delle forze della maggioranza.
Ma in fondo cosa dice questo emendamento? L'emendamento sottolinea l'esigenza che a partire dal 1o gennaio 2000 l'aliquota IRAP venga fissata nella misura dell'1,9 per cento da calcolarsi sul valore della produzione non lorda ma netta. Anche in questo caso è sorto un equivoco. Affermare il valore e il riferimento alla produzione netta credo che sia un dato che testimonia come si può e si deve andare in una direzione concreta e positiva a favore di coloro che operano in questo settore.
L'altro aspetto sul quale intendo soffermarmi riguarda la deducibilità del 50 per cento dei costi del personale. Sappiamo in quale misura incidono i costi per il personale sull'attività di produzione in un settore delicato, difficile e in crisi qual è quello della pesca. Ed allora se tutto ciò ha un senso - e mi pare che sia così - una prova di buona volontà, di sensibilità da parte delle forze della maggioranza e di tutto il Parlamento imporrebbe che si aderisse a questo emendamento e si esprimesse su di esso un voto favorevole. Non si tratta di schieramenti, ma di dimostrare se si è a favore del mondo della pesca e, quindi, dell'agricoltura per le connessioni insite in questi emendamenti, o se si è invece su altre posizioni. Ognuno si assuma le proprie responsabilità; noi ce le assumiamo esprimendo voto favorevole su questo emendamento (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Prestamburgo. Ne ha facoltà.

MARIO PRESTAMBURGO. Presidente, vorrei osservare che alla base di questa ampia discussione sull'imposizione fiscale in agricoltura vi è una scarsa conoscenza dei redditi medi agricoli documentati dalla rete contabile europea, che mostrano una forte polarizzazione: poche aziende hanno redditi medio-alti, una massa di aziende ha redditi bassi. Allora, accade che, operando con i criteri voluti da questi emendamenti, si favorisce l'elusione. Il Governo farebbe bene a fare chiarezza su questo punto nell'interesse dell'agricoltura. Per questi motivi esprimerò voto contrario su questi emendamenti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Scaltritti 12.28 e Grillo 12.29, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 454
Votanti 450
Astenuti 4
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 197
Hanno votato
no 253).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 12.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Lì c'è qualcuno che sta eccedendo in voti!

GIANPAOLO DOZZO. Lei ha un po' di torcicollo!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 441
Astenuti 10
Maggioranza 221
Hanno votato
sì 199
Hanno votato
no 242).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alberto Giorgetti 12.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Onorevoli colleghi, per cortesia (Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)! Essendoci più posti vuoti ed essendo voi di fronte a me, si vede meglio: per me è un piacere, non so per voi!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 453
Votanti 447
Astenuti 6
Maggioranza 224
Hanno votato
sì 195
Hanno votato
no 252).

Avverto che l'emendamento Carazzi 12.30 è stato ritirato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Molgora 12.35.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molgora. Ne ha facoltà.

DANIELE MOLGORA. Presidente, l'emendamento proposto prevede una riduzione del peso dell'IRAP sul reddito delle imprese perché ne stabilisce la deducibilità al fine delle imposte dirette. Ciò per evitare il solito ingiusto problema, a nostro avviso incostituzionale, dell'imposta sull'imposta.
È vero che la base imponibile è diversa tra le imposte sui redditi e sull'IRAP ma, non essendo l'IRAP deducibile ai fini delle imposte sui redditi, determina un grosso peso fiscale e crea elementi distorsivi perché è considerata un costo anche al fine degli studi di settore.
Questo emendamento intende ridurre il peso fiscale sulle imprese, aggravato dall'IRAP che è sostanzialmente una tassa sul lavoro e proprio per questo riteniamo che sia importante renderne possibile la detraibilità ai fini delle imposte dirette.
Ricordo anche che l'IRAP aveva sostituito una serie di imposte e contributi che erano tutti detraibili ai fini delle imposte sui redditi; poiché l'IRAP non lo è, proponiamo di tornare alla vecchia normativa in base alla quale esisteva la detraibilità.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Molgora 12.35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 465
Astenuti 2
Maggioranza 233
Hanno votato
sì 207
Hanno votato
no 258).


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Onorevole relatore per la maggioranza, intende proporre il testo che superi i problemi di copertura dell'emendamento Bracco 12.22, relativo agli studi universitari, che abbiamo precedentemente accantonato?

SALVATORE CHERCHI, Relatore per la maggioranza. Sì, Presidente, ho formalizzato la proposta facendo riferimento alla Tabella C; la legge n. 245 del 1990 viene definanziata di 5 miliardi per ciascun anno.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bracco 12.22, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 470
Votanti 460
Astenuti 10
Maggioranza 231
Hanno votato
sì 454
Hanno votato
no 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 469
Astenuti 5
Maggioranza 235
Hanno votato
sì 249
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Benvenuto 12.013, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 458
Votanti 438
Astenuti 20
Maggioranza 220
Hanno votato
sì 364
Hanno votato
no 74).

Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro dell'articolo aggiuntivo Benvenuto 12.014.
Avverto che gli articoli aggiuntivi Volontè 12.01, Giancarlo Giorgetti 12.02, Chiappori 12.03, Alessandro Rubino 12.04, Mazzocchi 12.05 e Contento 12.06, di analogo contenuto normativo, verranno posti in votazione congiuntamente.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Volontè 12.01, Giancarlo Giorgetti 12.02, Chiappori 12.03, Alessandro Rubino 12.04, Mazzocchi 12.05 e Contento 12.06, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 455
Astenuti 9
Maggioranza 228
Hanno votato
sì 209
Hanno votato
no 246).

Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli articoli aggiuntivi Benvenuto 12.015 e 12.016 e dell'articolo aggiuntivo Pistone 12.017.


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Passiamo all'articolo aggiuntivo Carazzi 12.011, sul quale vi è un invito al ritiro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Carazzi. Ne ha facoltà.

MARIA CARAZZI. Signor Presidente, con questo articolo aggiuntivo pensavo di reintegrare l'articolo del collegato fiscale che, per una deplorevole assenza dei deputati della maggioranza, è stato respinto. Tale articolo prevedeva che dal 2002 i contribuenti con volume d'affari, ricavi o compensi non inferiori a 10 miliardi dovessero essere sottoposti a controlli più stringenti. Si stabiliva, poi, che i controlli per i ricavi o i compensi superiori ai 50 miliardi dovessero avere una cadenza non inferiore ad una volta ogni due anni.
Chiedo al Governo se questa possa essere l'occasione per reintegrare tali disposizioni; qualora il Governo avesse un'opinione contraria, sarei disposta a ritirare il mio articolo aggiuntivo 12.011.

PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo in merito?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Signor Presidente, sono io che chiedo scusa all'onorevole Carazzi. Il Governo, in relazione al collegato, aveva espresso parere favorevole al mantenimento dell'articolo indicato (per esattezza aveva espresso parere contrario sull'emendamento soppressivo, che poi è stato approvato). Il Governo, correggendo il parere dato in precedenza, si esprime favorevolmente sull'articolo aggiuntivo Carazzi 12.011, in coerenza con quanto aveva fatto in quest'aula in occasione dell'esame del collegato (Applausi dei deputati dei gruppi dei Popolari e democratici-l'Ulivo e Comunista).

PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, credo che, relativamente all'articolo aggiuntivo Carazzi 12.011, sarebbe stato più opportuno se la maggioranza avesse corretto l'errore compiuto al Senato, al momento dell'esame del collegato. Mi pare che, con riferimento al provvedimento in esame, non abbia senso approvare questo articolo aggiuntivo, tanto più che esso corregge, come è stato affermato, un errore della maggioranza. Questo modo di procedere, ossia «aggiustare» con altri provvedimenti questioni già discusse e bocciate in quest'aula, è piuttosto criticabile; credo sarebbe stato opportuno fare questo ragionamento nel collegato, in occasione dell'esame da parte del Senato. Non lo si è voluto fare lì, non capisco per quale ragione farlo in questo momento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Carazzi 12.011, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati del gruppo Comunista -
Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 477
Astenuti 3
Maggioranza 239
Hanno votato
sì 331
Hanno votato
no 146).

Avverto che gli articoli aggiuntivi Possa 12.07 e Pezzoli 12.08, di analogo contenuto normativo, verranno posti in votazione congiuntamente.
Passiamo alla votazione degli articoli aggiuntivi Possa 12.07 e Pezzoli 12.08.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoli. Ne ha facoltà.

MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, allo stato attuale le imprese che concedono un fabbricato in uso, in comodato o in locazione ai dipendenti neoassunti possono usufruire di un credito di imposta,


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che però è di modesta entità perché non è rapportato ai costi effettivamente sostenuti dall'impresa. Con il mio articolo aggiuntivo si vuole consentire un'ampia deducibilità per fattispecie di immobili che oggi sono escluse dalle norme vigenti; mi riferisco, ad esempio, a «quelli destinati ad uso di civile abitazione locati ad imprese che li destinano ai dipendenti in locazione, in uso, in comodato; o locati dalle imprese che li hanno costruiti per la vendita», così recita testualmente l'articolo aggiuntivo presentato da me, dall'onorevole Scarpa Bonazza Buora e da altri colleghi del Polo.
Credo che, per favorire la mobilità dei dipendenti neoassunti e la piena occupazione nelle imprese, approvare un articolo aggiuntivo di buonsenso come questo sia propositivo e che possa trovare anche il consenso dell'intera Assemblea, proprio perché - lo ripeto - si tratta di una proposta di buonsenso (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Possa 12.07 e Pezzoli 12.08, di analogo contenuto normativo non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 483
Votanti 481
Astenuti 2
Maggioranza 241
Hanno votato
sì 215
Hanno votato
no 266).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Contento 12.09, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 470
Astenuti 4
Maggioranza 236
Hanno votato
sì 208
Hanno votato
no 262).

Passiamo dunque all'esame dell'articolo 13.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, vale la pena ricordare che il termine per la presentazione dei subemendamenti all'articolo aggiuntivo 12.018 del Governo scade alle ore 18.

PRESIDENTE. Lo avevo già detto prima.

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