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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Selva n. 3-06474 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, la vicenda relativa alla presunta aggressione del signor Marsiglia si è risolta con la piena confessione dello stesso di aver inventato tutto. Il caso sembra essere ormai definito dal punto di vista giudiziario, ma sono rimaste aperte le ferite per Verona e i suoi cittadini, che hanno sopportato nei giorni scorsi ingiurie e una vergognosa criminalizzazione da parte dell'informazione nazionale, che ha dipinto la città come «Alabama d'Italia».
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, l'episodio è stato a dir poco spiacevole, in primo luogo per la città di Verona, perché sappiamo che, quando accade un episodio del genere, immediatamente, per un verso o per l'altro, partono una catena di commenti che costruiscono fenomeni generali su fatti che poi magari non esistono. È accaduto questa volta, per un verso; immagino che sarebbe accaduta la stessa cosa se si fosse verificato un fenomeno analogo di presunta matrice opposta.
Va anche detto però che, fin dall'inizio, l'azione investigativa si preoccupò di orientarsi anche in possibili direzioni diverse e di questo il ministro Bianco dette notizia nei dibattiti parlamentari del 21 e del 26 settembre, dicendo: «È in corso una meticolosa ricostruzione e verifica della dinamica dell'accaduto, anche a riscontro di quanto riferito dal professor Marsiglia». Secondo quanto risulta dalle carte che mi sono state date, e che quindi devo leggere, è stata fatta una perquisizione in un appartamento, senza trovare riscontri. Questo probabilmente ha aiutato gli inquirenti a verificare meglio nelle altre direzioni, finché si è arrivati alla confessione dell'interessato.
PRESIDENTE. L'onorevole Alberto Giorgetti, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.
ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente del Consiglio, prendo atto delle sue parole anche se complessivamente non possiamo essere soddisfatti della sua risposta. Fin dall'inizio la fondatezza delle affermazioni del signor Marsiglia era assolutamente discutibile ma, nonostante tutto questo fosse palese, il ministro Bianco ha portato in Parlamento informazioni che, a nostro modo di vedere, erano drogate da una visione politica non attinente alla realtà. Sulla base di questa visione è stata assegnata al signor Marsiglia una scorta che lo ha accompagnato addirittura in aeroporto per rendere sicura la sua partenza verso l'Uruguay, un cittadino che, essendo disperato e senza titolo di studio, oltre ad aver simulato un grave reato, ha sottratto in questi anni risorse ai danni dello Stato.
L'onorevole Alberto Giorgetti, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
In questa vicenda il Governo, il ministro Bianco e le forze politiche di centrosinistra hanno precise responsabilità, che denunciamo e di cui, signor Presidente, le chiediamo conto. Il ministro Bianco nel suo intervento in quest'aula, il 26 settembre scorso, ha affermato che l'aggressione era senza dubbio un fatto di chiara matrice antisemita e che le indagini erano rivolte agli ambienti di estrema destra veronesi. Il risultato di queste dichiarazioni infondate è stato la determinazione del caos nel confronto politico e il tentativo di coinvolgimento di esponenti e militanti di Alleanza nazionale, con perquisizioni avvenute in pieno spregio dei più elementari principi di democrazia.
Le chiediamo adeguate spiegazioni, Presidente Amato.
Onorevole Giorgetti, lei ha fatto riferimento ai commenti politici e della stampa: abbiamo un'esperienza in proposito e sappiamo del resto che è la stessa esperienza che, in ambiti totalmente diversi, hanno fatto a volte padri accusati ingiustamente di aver fatto violenza alle proprie bambine o ai propri bambini. Anche in quelle occasioni si sono verificati fenomeni di questo genere.
È accaduto questo fatto, che aveva le caratteristiche della credibilità iniziale ed era inevitabile ed anche giusto che, per non perdere le tracce dei possibili autori di questo reato, le indagini si concentrassero immediatamente nelle direzioni indicate dalla presunta vittima. Questo fa parte di una naturale efficienza che si chiede all'azione investigativa su qualunque fatto.
La città di Verona merita scuse e meritano scuse tutti coloro che in situazioni analoghe a questa sono stati aggrediti da filoni di non informazione e di apprezzamenti che non meritavano.
Era necessario da parte del ministro un raccordo istituzionale con la procura della Repubblica di Verona che avrebbe sconsigliato di avventurarsi sull'identificazione di sicure matrici politiche di estrema destra sino all'assegnazione della scorta.
La scorta e la menzogna sono fatti volgari ed il ministro Bianco deve scusarsi nei confronti della città di Verona; se non ha il pudore di farlo, vuol dire che è reticente, visto che non ammette la verità. La politica nazionale, in particolare di sinistra, ha tacciato Verona come intollerante, antisemita, razzista, secondo le pesanti dichiarazioni di Castagnetti e di Veltroni. La deputata Valpiana ha affermato che la curia di Verona è la mandante morale dell'aggressione, oltre ad aver tacciato come provocatori giovani di Alleanza nazionale partecipanti alla manifestazione di solidarietà a Marsiglia ed allontanati in questo folle atteggiamento dal corteo su sollecitazione della polizia.
Oltre alla vergogna, che mi auguro provino tutte queste persone, non si può pensare di cercare comunque i colpevoli ancor prima di accertare se essi esistano. Verona in questi giorni difficili ha saputo aspettare e tollerare tanta intolleranza nei suoi confronti; ora aspetta scuse e chiede verità e giustizia, anche per mettere fine e perseguire gli episodi di intimidazione da parte di coloro che stanno creando un clima intollerabile nei confronti di esponenti di Alleanza nazionale, della città e della Casa delle libertà (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).


