(Sezione 6 - Questioni relative alla presunta aggressione al signor Luis Marsiglia)
SELVA, ALBERTO GIORGETTI e ARMAROLI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
il «caso» della presunta aggressione al signor Luis Marsiglia aperto in Parla mento il 20 settembre 2000 è stato chiuso con la piena confessione dell'autore di avere inventato tutto: non è mai stato aggredito, si è procurato da solo i pochi lividi e le poche graffiature che sono stati riscontrati sul suo corpo;
la stessa scritta juden raus accompagnata da una svastica nei pressi e all'interno dell'edificio dove abita il presunto aggredito è stata dipinta da Marsiglia;
è stato dato credito pregiudiziale ed acritico ad una denuncia che, anche tenendo presente la personalità di Marsiglia, appariva molto dubbia, mentre non si è dato alcun peso alle perplessità, ai forti dubbi espressi dall'opposizione circa l'esistenza stessa dell'aggressione;
il Ministro dell'interno Bianco senza alcun dubbio il 26 settembre definì alla Camera che «il fatto è di chiara marca antisemita» dando una indicazione unilaterale agli inquirenti;
di conseguenza si è scatenata una massiccia campagna di denigrazione della città di Verona, coinvolgendo nelle accuse di razzismo e antisemitismo gli amministratori e i politici di centrodestra -:
da quali fonti il Governo abbia ricavato la certezza per le dichiarazioni del Ministro Bianco alla Camera, se risultino i motivi per cui si è attesa la confessione del Marsiglia per svelare le mistificazioni quando tutti gli elementi che dimostravano l'inesistenza del fatto dovevano già essere in possesso degli inquirenti nel periodo dal 19 settembre 2000, data della denuncia, al 26 settembre 2000, quando il Ministro Bianco parlò alla Camera dei deputati, nonché i motivi per cui nel corso delle indagini si sono perquisite case di esponenti di AN e di Azione Giovani, lambiti così dai sospetti che la confessione di Marsiglia ha dimostrato del tutto infondati.
(3-06474)
(24 ottobre 2000)