Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 798 del 25/10/2000
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(Espatrio di Alvaro Loiacono)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Mancuso n. 3-06471 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
L'onorevole Leone, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.

ANTONIO LEONE. Signor Presidente, pensavo che l'interrogazione precedente fosse rivolta all'attuale Presidente del Consiglio ed invece mi pare che sia stata rivolta al prossimo Presidente del Consiglio.
Venendo alla nostra interrogazione, dice il Loiacono, brigatista rosso, condannato per omicidio anche per il caso Moro, latitante e libero in Francia: «Andai in Algeria grazie ad una presentazione ufficiale del Partito comunista italiano al Fronte di liberazione nazionale» (stiamo parlando dell'Algeria). È un'ennesima riprova che alcuni fatti vanno chiariti. Dunque, la nostra interrogazione non è strumentale né contro il Governo: è intesa, semplicemente, a conoscere la verità, a conoscerla non contro qualcuno ma a conoscerla anche in relazione a tutta una serie di fatti che sono stati portati all'attenzione del popolo italiano, relativi ai finanziamenti del partito comunista, all'affare Mitrokhin a proposito di spie e ad una serie di altri eventi che il nostro gruppo ritiene debbano avere risposte.
Lei anticiperà sicuramente, signor Presidente del Consiglio, che è stata richiesta l'estradizione e che è stata richiesta...

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Leone.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Leone, io le posso dire che, al Governo, ho fatto accertamenti: non risultano affermazioni su quanto il Loiacono avrebbe dichiarato nell'intervista alla quale lei ha fatto riferimento circa aiuti avuti dal padre e, quindi, dal partito nel quale questi rivestiva un ruolo, che era il partito comunista italiano, ai fini della sua fuga in Algeria. Noi non abbiamo elementi che ci dicano ciò.
So che è stato riferito alla Commissione stragi, che aveva avanzato una richiesta in tal senso al SISDE, che il Loiacono aveva quel padre, il quale svolgeva quel ruolo, e che aveva anche una madre (Commenti del deputato Mancuso) svizzera...
Beh, onorevole Mancuso, che avesse una madre è ovvio, ma intendevo precisare che è svizzera, che il padre era abbastanza influente in Svizzera e che questo - lo si può desumere, ma non è scritto - potrebbe averlo agevolato nell'ottenere poi la cittadinanza svizzera, quando dall'Algeria si trasferì in quello Stato.
Di questi fatti il mio Governo non è in condizioni di rispondere. Posso solo dirle che non abbiamo informazioni specifiche, ma che lo abbiamo perseguito con tenacia attraverso successive richieste di estradizione. Altro, purtroppo, non siamo in grado di fare. Lei sa, onorevole Leone, che dopo la decisione francese dell'11 ottobre, che ha negato l'estradizione in Italia, il


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Ministero della giustizia proprio il giorno dopo, cioè il 12 ottobre, ha inoltrato alle autorità francesi una nuova richiesta di arresto provvisorio a fini estradizionali, come si dice in gergo, quindi per mettere in discussione la prima decisione alla quale mi riferivo, che ha negato l'estradizione.
Noi faremo il possibile. Devo constatare, anche in questa occasione, come ci è già capitato con la Spagna - ma in quella circostanza il problema lo abbiamo risolto -, che tra le ragioni per le quali ci viene negata l'estradizione da taluni altri paesi vi è una valutazione del nostro processo in contumacia che viene ritenuto inadeguato a garantire i diritti della difesa. Noi abbiamo con successo contrastato questa valutazione, anche grazie alla collaborazione eccellente che mi ha dato il primo ministro Aznar, al quale sono davvero grato, ed abbiamo risolto il problema con la Spagna. Intendo affrontarlo anche in questa situazione nella quale, peraltro, e lo sappiamo entrambi, pesano anche valutazione di diverso tipo nel rendere difficoltosa l'estradizione di questo genere di latitanti.

PRESIDENTE. L'onorevole Mancuso ha facoltà di replicare.

FILIPPO MANCUSO. Signor Presidente, chiedo al suo orologio la medesima generosità accordata al Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Non è stata accordata: ho suonato prima. Farò comunque per lei la stessa cosa: suonerò prima. Prego.

FILIPPO MANCUSO. Signor Presidente, un consiglio fuori dalla parentesi della mia risposta: non accolga il Governo, se vi è stata effettivamente, l'eccezione della difformità del nostro rito rispetto a quello dei paesi, come la Francia, richiesti dell'estradizione di Loiacono. Loiacono, mi creda, è stato condannato dalla corte di assise di appello di Roma da me presieduta in sua presenza. Quell'argomento, dunque, non vale per il diniego di estradizione.
Signor Presidente, devo ribadire in coscienza che questa nostra interrogazione non vuole...

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Riguarda due dei processi.

FILIPPO MANCUSO. ... mettere in discussione minimamente la storia del Partito comunista italiano in punto di una sua avversione e lotta contro il terrorismo rosso. Questa è la prima premessa.
La seconda premessa è questa: mi risulta (ed è confermato attraverso le sue dichiarazioni al Corriere della Sera) che Loiacono è un solenne bugiardo. Questo può valere anche circa le asserzioni che egli fa a proposito dei presunti vantaggi avuti dall'estradizione. Ricordo ancora con commozione la costante presenza in aula del padre e della madre, feriti, dolenti, dignitosi nell'assistere al processo al figlio. È una delle cose che l'esperienza professionale ha trasmesso al mio animo indelebilmente; tuttavia, signor Presidente, non basta liquidare il caso dicendo che si tratta della parola di un assassino ...
Ho finito, signor Presidente, uno strapuntino della sua pazienza.

RENATO CAMBURSANO. Deve valere per tutti!

PRESIDENTE. Vi sono trenta secondi.

FILIPPO MANCUSO. Benissimo, gli altri trenta glieli rubo.

PRESIDENTE. Non ci saranno.

FILIPPO MANCUSO. Signor Presidente, fate i dovuti accertamenti su Loiacono, ma evitate che questi accertamenti vadano in mano dei funzionari che hanno tradito i doveri di lealtà nel caso Mitrokhin (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Mancuso.

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