Allegato A
Seduta n. 798 del 25/10/2000


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(Sezione 3 - Espatrio di Alvaro Loiacono)

MANCUSO e LEONE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
in un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 22 ottobre 2000, Alvaro Loiacono, condannato in Italia per l'omicidio del cittadino greco Mitis Mantakas e per altro, ha riferito quanto segue a proposito della propria latitanza iniziata nel 1980: «Andai in Algeria grazie ad una presentazione ufficiale del Partito comunista italiano al Fronte di liberazione nazionale. Se ne occupò mio padre, Geppo Loiacono, iscritto al Pci dagli anni cinquanta, che contattò le persone giuste nel partito per procurarmi la raccomandazione con gli algerini»; così ponendo in essere, il Loiacono, le condizioni sufficienti per l'insorgere di uno specifico interesse generale all'accertamento di una asserzione - intanto avallata dall'ex brigatista Oreste Scalzone e dal difensore della D.C. come riferito dal quotidiano Roma del 24 ottobre 2000 - e che, se verificata, non potrebbe esser sottratta alla cognizione del Parlamento;
l'auspicio della infondatezza di tale grave asserzione si deve accompagnare, difatti, all'auspicio di una adeguata investigazione della intiera vicenda, pur con la premessa della scarsa affidabilità di principio del suo autore, già avvertibile nella falsità dell'altra asserzione del Loiacono secondo la quale egli sarebbe stato condannato per l'omicidio Mantakas solo perché colto, durante il dibattimento di appello, in atteggiamento di intesa con alcuni testimoni -:
di quali informazioni il Governo sia già in possesso in ordine alle circostanze che hanno accompagnato e/o favorito l'espatrio clandestino del Loiacono e comunque come intenda procedere al fine di procurarsele sollecitamente, veridicamente, disinteressatamente e lealmente.(3-06471)
(24 ottobre 2000)