Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 793 del 18/10/2000
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(Criminalità nella città e nella provincia di Padova)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Rodeghiero n. 3-06423 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
L'onorevole Rodeghiero ha facoltà di illustrarla.

FLAVIO RODEGHIERO. Signor Presidente, la nostra interrogazione si riferisce ad una denuncia che è stata presentata dall'associazione degli artigiani della provincia di Padova nei giorni scorsi in relazione ad una situazione diffusa di ricatti ed estorsioni, che sono opera in prevalenza di soggetti extracomunitari, nonché al problema dell'usura, che è un fenomeno non di rado connesso a pratiche estorsive.
Nel 1996, in seguito ad un sondaggio della SWG di Trieste, la Lega aveva presentato un'interrogazione, di cui ero firmatario, nella quale si metteva in evidenza come da una rilevazione effettuata su ottanta commercianti risultasse che il 30 per cento di essi era a conoscenza di casi nei quali si pagava il pizzo.
Dopo sette mesi il Governo, nella persona del sottosegretario Sinisi, affermava che la provincia di Padova era sostanzialmente estranea a questo fenomeno, data la diminuzione delle denunce e dei fenomeni più sintomatici, come eventi dolosi e attentati dinamitardi. Ora vi sono molti altri segnali ed altri tipi di estorsione, come le effrazioni, i furti, l'intrusione di soggetti nelle case, che indeboliscono il fronte imprenditoriale ed anche quello dei privati rispetto a tentativi di estorsione.
Le forze dell'ordine richiedono, quindi, un rafforzamento delle presenze e del presidio, ma richiedono anche interventi legislativi adeguati a far fronte ad una situazione e ad un tipo di criminalità che sembra inarrestabile. Si tratta anche di difendere una cultura, quella della città di Padova e della sua provincia, che si è sempre caratterizzata per un alto impegno nell'ambito sociale. Non vogliamo che un clima di intimidazione e di paura si estenda anche nella nostra provincia, nel nostro Veneto, come è avvenuto in altre realtà del paese.
È per questo che abbiamo presentato questa interrogazione (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Il ministro dell'interno ha facoltà di rispondere.

ENZO BIANCO, Ministro dell'interno. Signor Presidente, come l'onorevole Rodeghiero sa, proprio la settimana scorsa mi sono recato in visita per due giorni in Veneto ed una delle tappe è stata la città di Padova. Durante la mia visita a Padova ho avuto modo di incontrare non solo il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, il prefetto, il questore e il comandante dei carabinieri, ma anche l'amministrazione municipale e il consiglio comunale ed ho incontrato una rappresentanza del mondo produttivo della realtà padovana, tra cui proprio gli imprenditori ed artigiani a cui ella faceva riferimento.
Onorevole Rodeghiero, effettivamente nel corso del 1999 nella realtà della città e della provincia di Padova si era registrata la presenza di casi di estorsione. Durante il 1999 sono stati denunciati 34


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casi di estorsione. Voglio dare tuttavia un segnale molto positivo: sono stati individuati e denunciati i responsabili di 29 di questi casi, in totale 41 persone. Nel 2000 - sono dati aggiornati al 30 settembre -, anche a seguito di questa incisiva azione delle forze di polizia, sono stati denunciati 12 casi e tutti i responsabili dei casi denunciati sono stati individuati, scoperti e consegnati all'autorità giudiziaria.
Grazie a questa forte risposta delle forze di polizia nel 1999, rispetto all'anno precedente, si registra una vigorosa flessione di alcuni dei reati più gravi, tra cui le rapine (con una flessione del 36 per cento), i furti in appartamento (40 per cento), gli scippi (46 per cento). Ho avuto però la percezione nitida, nel corso dei miei incontri a Padova, di una forte domanda, comprensibile e giustificata, da parte dei cittadini e, soprattutto, degli operatori commerciali in materia di sicurezza, ragione per la quale, grazie all'azione incisiva che stiamo conducendo e che tende a spostare il maggior numero di forze di polizia nel territorio, sottraendoli a mansioni di carattere amministrativo, anche a Padova è in corso una diversa dislocazione nel territorio delle forze di polizia che ci consente oggi di dire che nella provincia di Padova operano 2.759 tra agenti della pubblica sicurezza, carabinieri e finanzieri, con un rapporto di un operatore di polizia ogni 305 abitanti.
Su mio input, abbiamo recentemente rafforzato la presenza dei carabinieri nella zona dell'alto Padovano, dove erano stati segnalati alcuni dei casi a cui si fa riferimento e stiamo ulteriormente rafforzando anche la zona di Cittadella con altri uomini.
Il nostro impegno è volto anche all'espulsione dei cittadini immigrati clandestini che si trovano nel paese. Nella sola provincia di Padova sono stati espulsi 818 clandestini, dei quali 260 sono stati direttamente accompagnati nei paesi d'origine. Questo significa che è in corso un'azione molto ferma contro la criminalità, un'azione incisiva sul versante dell'immigrazione clandestina (che non ha nulla a che vedere con quello della criminalità), grazie ad una complessiva riorganizzazione delle forze di polizia che assicura una maggiore e migliore presenza sul territorio.

PRESIDENTE. L'onorevole Rodeghiero ha facoltà di replicare.

FLAVIO RODEGHIERO. Mi dispiace esprimere la mia totale insoddisfazione per la sua risposta che giudico assolutamente negativa. Signor ministro, così come ha fatto quando è venuto nella mia città, lei continua a fare riferimento ai dati ufficiali. Esprimo un ringraziamento ed un apprezzamento alle forze di polizia e ai carabinieri per l'opera di soccorso che stanno svolgendo ma riteniamo che, per una maggiore presenza sul territorio, dovrebbe essere aumentato l'organico perché controllo del territorio significa prevenzione. Se non si interviene però anche su altri versanti, l'azione posta in essere risulterà insufficiente.
Peraltro, non va dimenticato (ne parleranno nei prossimi giorni gli organismi sindacali di polizia) che si registra un forte abbandono delle forze di polizia da parte degli agenti che è molto preoccupante perché dimostra che costoro non si sentono garantiti dal punto di vista legale. Voglio ricordare il caso Brenno discusso nei giorni scorsi a Mestre rispetto al quale per la prima volta il Ministero non si è costituito parte civile. È un fatto grave che desta preoccupazione negli operatori e nelle forze presenti sul territorio che hanno però alle spalle una legislazione che li fa sentire incapaci di essere operativi. Facendo il calcolo degli uomini presenti, ci si dimentica che due reparti di Padova vengono inviati in altre zone d'Italia e costretti ad orari di impiego difficilissimi da sopportare e che per questo saranno sicuramente denunciati dai sindacati di polizia.
Oltre agli interventi legislativi ne occorrono altri, a cominciare dall'introduzione nel codice del reato di immigrazione clandestina che la Lega ha sostenuto in occasione della discussione del decreto Turco-Napolitano, misura che oggi viene


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richiesta a gran voce dalle stesse forze dell'ordine, dalle associazioni economiche, come l'associazione artigiana che abbiamo incontrato lunedì scorso. È un problema che non riguarda solo Padova o il Veneto né solo il nord-est. Occorre una legislazione più agile nel settore dell'immigrazione, nel senso che i clandestini vanno bloccati nelle loro basi di partenza stipulando efficaci accordi internazionali. In sede di Consiglio d'Europa ho fatto presente al primo ministro albanese che non tiene fede agli impegni assunti con l'Italia. Anche oggi è in discussione alla Camera un provvedimento che rafforza l'impegno economico a favore della polizia albanese, ma sappiamo quanto sia diffusa la corruzione in quella realtà e quale sia la presenza criminale albanese a Padova e in tutto il nord-est.
Le denunce non arrivano perché la gente...

PRESIDENTE. Onorevole Rodeghiero, la invito a concludere.

FLAVIO RODEGHIERO. ...non ha più fiducia nelle istituzioni. È questo rapporto che noi vogliamo recuperare; non vogliamo aspettare il morto, signor ministro, per denunciare quello che abbiamo già denunciato quattro anni fa e che qui a gran voce chiediamo, non a nome della Lega nord Padania, ma di tutti i cittadini che non hanno il coraggio di fare denuncia (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

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