Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 783 del 4/10/2000
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(Normativa di attuazione della legge sul fondo per le vittime dei reati di mafia)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Lo Presti 3-06354 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).
L'onorevole Lo Presti ha facoltà di illustrarla.

ANTONINO LO PRESTI. Presidente, l'interrogazione in argomento pone l'accento su una grave inadempienza del Governo in merito all'emanazione del regolamento di attuazione della legge n. 512 del 1999. È, questa, una legge proposta e fortemente voluta da Alleanza nazionale, con la quale si risolve o meglio si sarebbe dovuto risolvere l'annoso problema dei risarcimenti negati ai parenti delle vittime della mafia (penso alle centinaia di persone, parenti dei giudici, dei carabinieri e dei poliziotti assassinati dalla mafia). Risarcimenti negati perché i patrimoni mafiosi confiscati dallo Stato venivano sottratti all'azione esecutiva nei confronti di queste persone.
La legge istituiva il fondo e prevedeva che entro un certo tempo il Governo doveva emanare il regolamento di attuazione; sono però passati dieci mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale e nulla di tutto ciò si è verificato.
Signor Presidente, c'è il rischio che la scadenza (il prossimo 31 dicembre) del termine annuale, entro il quale le vittime della mafia, cui è stato riconosciuto il diritto al risarcimento, avrebbero dovuto presentare le relative richieste al fondo, renderà vana qualsiasi possibilità di risarcimento per tali persone.
Chiediamo al Governo di conoscere il motivo del ritardo, con la speranza che si possa porre rimedio a questa inadempienza e si possa rendere giustizia a centinaia di persone.

PRESIDENTE. Il ministro della giustizia ha facoltà di rispondere.

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. Rispondo al quesito posto, anche se esso andava rivolto non al ministro della giustizia ma a quello dell'interno.

ANTONINO LO PRESTI. È rivolto al rappresentante del Governo, inteso nella sua collegialità.

PRESIDENTE. È una competenza funzionale.

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. Sono infatti qui per risponderle, ma voglio sottolineare per la precisione che


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voi avete rivolto la richiesta al ministro della giustizia mentre essa doveva essere rivolta al ministro dell'interno.
A parte questo non ho alcuna difficoltà a rispondere sulla base degli elementi di informazione che ha prodotto il ministro dell'interno. L'articolo 7 della legge n. 512 prevede l'istituzione di un fondo per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso. Tale articolo richiede un regolamento attuativo; il Ministero dell'interno ha provveduto a predisporre lo schema di regolamento. Tale schema è stato inoltrato in queste settimane ai Ministeri della giustizia, del tesoro, dell'industria e delle finanze, che sono i quattro ministeri che insieme a quello dell'interno collaborano di concerto in ordine al regolamento. Le amministrazioni interessate stanno rapidamente esprimendo i propri pareri. In particolare il Ministero della giustizia sta per esprimere al Ministero dell'interno il necessario parere.
Auspichiamo - e lavoriamo per questo - che nel più breve tempo possibile si possa avere lo schema di regolamento elaborato, per dare piena attuazione all'articolo qui richiamato che effettivamente corrisponde ad un interesse generale di tutela delle vittime dei reati di tipo mafioso.

PRESIDENTE. L'onorevole Lo Presti ha facoltà di replicare.

ANTONINO LO PRESTI. La risposta mi soddisfa in parte poiché il Governo non ha risposto all'altro grido di allarme lanciato con l'interrogazione. Quale fine faranno le domande di quelle persone che entro un anno avrebbero dovuto presentare la richiesta al fondo per la liquidazione delle somme già disposte a loro favore con sentenza passata in giudicato della magistratura?
Mi soddisfa per la parte relativa, signor ministro, alla comunicazione che il Governo finalmente si sta muovendo per varare questo regolamento e per portarlo all'attenzione delle Commissioni parlamentari. Ma vi è un altro problema, che è menzionato nell'interrogazione e che credo si debba e si possa risolvere con una norma che proroghi ulteriormente il termine e rimetta tutto in carreggiata.
Signor ministro, riguardo alla polemica su chi debba rispondere o meno, la legge prevede esattamente all'articolo 7: «il Governo adotta norme per ...». A questo punto, che la domanda sia stata rivolta a lei o al ministro dell'interno ha poca importanza. L'abbiamo rivolta a lei approfittando del fatto che oggi lei era presente - si era sparsa la voce che il ministro dell'interno non avrebbe potuto essere qui - e, quindi, ad un esponente qualificato del Governo che per materia...

PRESIDENTE. Non deve giustificarsi!

PIERO FASSINO, Ministro della giustizia. Tanto è vero che ho risposto!

ANTONINO LO PRESTI. Infatti, ringrazio per questo. Quindi, non avrebbe dovuto essere rivolta al ministro dell'interno ma, come abbiamo fatto, al Governo.
Spero che questa sua risposta pubblica possa rassicurare le centinaia di persone che attendono ormai da tanto tempo di poter avere finalmente una risposta concreta al loro desiderio di giustizia che si realizza anche con un congruo risarcimento che fino ad oggi è stato negato (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

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