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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Orlando n. 3-06360 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).
FEDERICO ORLANDO. Grazie, signor Presidente. Signor ministro, il competente
ufficio di questa Camera aveva messo in dubbio la sua disponibilità a venire oggi a rispondere alla mia interrogazione, che è rivolta a lei affinché si adoperi a salvare l'unità del Corpo forestale dello Stato minacciata dalla decisione della giunta Formigoni di istituire un corpo forestale della Lombardia. In realtà, la mia interrogazione avrebbe dovuto essere rivolta al Presidente del Consiglio, visto che questa nuova provocazione di Formigoni (il quale vaneggia di sovranità regionale) mette a repentaglio non solo l'unità del Corpo forestale dello Stato, ma lo Stato stesso.
PRESIDENTE. Il ministro delle politiche agricole e forestali ha facoltà di rispondere.
ALFONSO PECORARO SCANIO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Signor Presidente, effettivamente vi è una serie di emergenze nel settore agricolo e della pesca per cui ho incontrato alcune difficoltà ad essere presente oggi; tuttavia, considerata la delicatezza del problema, sono riuscito a costruire le condizioni per venire personalmente a rispondere all'onorevole Orlando.
PRESIDENTE. Le siamo tutti grati, signor ministro.
ALFONSO PECORARO SCANIO, Ministro delle politiche agricole e forestali. Ricordo che proprio in questi giorni la Presidenza del Consiglio sta esaminando lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo n. 143 del 1997, prevede il trasferimento di beni e risorse in materia di agricoltura alle regioni, tra cui anche quelle parti del Corpo forestale dello Stato che non svolgano funzioni di tipo statale.
dell'opposizione che vanno invece nella direzione della necessità di un corpo di polizia agroambientale. Colgo anche l'occasione per dire che il ministro delle politiche agricole e forestali ha più volte fatto appello alle regioni perché si sblocchi quella parte del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che riguarda altri trasferimenti che rischiano di essere bloccati proprio da questa vicenda, che va al più presto risolta, del Corpo forestale dello Stato.
PRESIDENTE. L'onorevole Orlando ha facoltà di replicare.
FEDERICO ORLANDO. Signor ministro, lei sa che il Parlamento non ha approvato il trasferimento alle regioni del 70 per cento del Corpo forestale perché la maggioranza di noi vi si è fermamente opposta. Quindi, quando l'onorevole Formigoni parla di polizia, fa una patente provocazione. Spezzare oggi quella tecnostruttura per creare potentati locali è degno di un teatro dell'assurdo, signor ministro, visto che proprio in questi giorni siamo chiamati ad istituire il nuovo reato di incendio boschivo e si rischia di dover imporre ai contribuenti qualche nuova addizionale pro Calabria - di vecchia memoria - in conseguenza delle distruzioni a valle provocate dall'irresponsabile distruzione dei boschi e dell'ambiente, che potrà essere contrastata soltanto da una polizia ambientale come quella da lei delineata, più forte e non già più lottizzata. Alle vecchie lottizzazioni, purtroppo, si rischierebbe di aggiungere oggi quelle di un clerico-localismo che da 150 anni predica contro lo Stato unitario italiano ed oggi esalta perfino il brigantaggio borbonico e spera di costruire regioni sovrane, provocando la preoccupazione anche di politici della parte dell'onorevole Formigoni, dal sindaco di Milano Albertini al Vicepresidente di questa Camera, onorevole Giovanardi.
L'onorevole Orlando ha facoltà di illustrarla.
L'ulteriore riflessione che sta nascendo e che ha portato ad un continuo rinvio dell'ipotesi di emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che preveda un tale trasferimento, è dovuta in particolare all'iniziativa assunta dalla Commissione agricoltura del Senato, che il 27 luglio scorso ha adottato un progetto di riforma del Corpo forestale dello Stato volto a mantenerne l'unitarietà. A tale progetto hanno fatto seguito numerosi atti di sindacato ispettivo e di indirizzo, con i quali forze parlamentari appartenenti tanto alla maggioranza, quanto all'opposizione, si sono pronunciate per il mantenimento del Corpo forestale in capo allo Stato.
In qualità di ministro delle politiche agricole e forestali, ho ribadito più volte - anche da ultimo e per iscritto - alla Presidenza del Consiglio dei ministri l'opportunità di riesaminare il trasferimento del Corpo forestale, tenuto conto della volontà del Parlamento e del fatto fondamentale che il Corpo forestale si configura come una unica forza di polizia agroambientale. Inoltre, il Parlamento italiano, con la recente legge di riordino, ha considerato il Corpo forestale dello Stato come una delle cinque forze di polizia del paese e, a Costituzione vigente, non è pensabile né possibile attribuire - salvo modificare la Costituzione, di cui il Parlamento è sempre sovrano - un corpo di polizia alle regioni. Un trasferimento, quindi, priverebbe delle funzioni di polizia coloro che fossero trasferiti, limitandosi a funzioni tecniche e amministrative.
Riguardo alla proposta da parte della giunta della regione Lombardia, si tratta - come sappiamo - di un progetto di legge e, dunque, esamineremo il provvedimento in sede formale. In ogni caso, non si ha nulla in contrario rispetto al fatto che ci siano corpi con precisi compiti, purché differenziati rispetto al Corpo forestale dello Stato, se ciò serve ad affiancare l'azione di quest'ultimo nella salvaguardia del territorio e dell'ambiente, con funzioni amministrative e tecniche. È evidente, però, che a questi corpi non possono attribuirsi compiti di polizia, che, a Costituzione vigente e secondo le leggi del paese, sono di competenza dello Stato italiano.
Il decreto legislativo n. 143 risale al 1997 e da allora ad oggi vi sono stati numerosi interventi legislativi ed atti di forze politiche sia della maggioranza sia
Ci auguriamo, dunque, che lo Stato nazionale unitario sappia rispondere all'oltranzismo disgregatore e che il Parlamento vari al più presto la nuova disciplina del Corpo forestale dello Stato, alle dipendenze, appunto, dello Stato, ma al servizio di tutti i cittadini (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).


