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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Molinari n. 3-06353 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
GIUSEPPE MOLINARI. Signor Presidente, signor ministro, su 8.100 comuni del nostro paese ben 2.830 - circa un terzo - sono a rischio di estinzione. Questo è il dato allarmante emerso dal rapporto commissionato da Legambiente e dalla Confcommercio, che ha evidenziato uno spopolamento ed un impoverimento, principalmente nelle aree interne montane delle Alpi e lungo tutta la dorsale appenninica.
PRESIDENTE. Il ministro dell'ambiente ha facoltà di rispondere.
WILLER BORDON, Ministro dell'ambiente. L'interrogante pone un problema che è di proporzioni davvero assai ampie, affronta cioè la questione della cosiddetta Italia minore composta per lo più da aree montane ed insulari che oggi vive una condizione di forte disagio. Eppure le migliaia di centri abitati e di nuclei insediativi racchiudono un patrimonio straordinario fatto di convivenza civile e sociale ma soprattutto di beni culturali ed ambientali, di tradizioni, di attività manifatturiere, di «saperi e sapori». Questi territori offrono - il Governo lo riconosce pienamente - quel valore aggiunto in termini di turismo, produzioni tipiche artigianali ed enogastronomiche, capace di trasformarli in un importante volano per tutta l'economia nazionale. Questo significa che le aree di cui parliamo non rappresentano solo un problema.
dei fondi strutturali per gli anni 2000-2006, è stato ideato proprio al fine di individuare e di perseguire azioni per la valorizzazione e lo sviluppo di quei territori caratterizzati dalla presenza di forti valori naturali e culturali, moderati dall'azione antropica e oggi in fase di declino ed abbandono, con gravi fenomeni di dissesto più generale, di dissesto idrogeologico e di alterazione delle dinamiche ambientali, ma anche di quelle altrettanto importanti di carattere relazionale. La rete ecologica nazionale si configura così come vera e propria infrastruttura naturale ed ambientale in grado di connettere ambiti a forte naturalità con ambienti marginati e dispersi nel territorio, premessa essenziale per un loro successivo sviluppo.
PRESIDENTE. Occorre che lei concluda con la disponibilità del Governo (Commenti del deputato Occhionero).
WILLER BORDON, Ministro dell'ambiente. ...a valutare le proposte che saranno avanzate, impegnandosi a considerare l'opportunità di inserire eventuali proposte nella legge finanziaria attualmente in discussione davanti al Parlamento.
PRESIDENTE. Ministro Bordon, mi scusi, ma purtroppo abbiamo tempi tirannici. Il regolamento è crudele.
GIUSEPPE MOLINARI. Vorrei ringraziare il ministro per la risposta. So bene che in questi anni l'impegno del Governo di centrosinistra per il risanamento della finanza pubblica è stato una priorità che ha permesso al nostro paese di raggiungere importanti risultati in sede internazionale ed interna. Dopo gli anni del rigore, con questa legge finanziaria vengono liberate risorse da utilizzare per il consolidamento della ripresa economica ed il rilancio dell'occupazione che non possono escludere questa parte del nostro paese giustamente o ingiustamente definita «Italia minore». Nell'epoca della globalizzazione e della nuova economia bisogna continuare a prestare attenzione al valore della persona, dell'uomo e dei suoi insediamenti urbani. In quei 2.830 comuni vi sono risorse storiche, culturali ed ambientali, che devono essere tutelate e rispettate come potenzialità da sviluppare per il rilancio delle aree interne.
L'onorevole Molinari ha facoltà di illustrarla.
Sulla base di una serie di indici demografici, economici e sociali risulta che in questi comuni risieda poco meno del 9 per cento della popolazione, in prevalenza anziani, per cui si chiudono tutta una serie di servizi, persino quelli essenziali.
Le regioni maggiormente colpite da questo fenomeno sono il Molise, la Calabria e la Basilicata con percentuali che vanno dall'81 al 72 per cento del totale dei propri centri abitati. Nelle regioni meridionali vi sono i paesi più poveri con un reddito medio di 13 milioni annui contro i 19 della media nazionale. Si chiudono ospedali, poste e scuole, persino stazioni dei carabinieri e distributori di benzina.
Di fronte a tutto ciò, chiedo al Governo quali iniziative intenda adottare affinché si inverta questa drammatica tendenza.
È importante che talune delle questioni siano state individuate nel documento di programmazione economico-finanziaria. Come ho avuto modo di dire in un'altra occasione in questa stessa sede, nel DPEF lo sviluppo sostenibile, quello nel quale non vi è soltanto un elemento quantitativo ma anche quello qualitativo, è considerato asse strategico dell'operare delle politiche economiche. Questa stessa impostazione è stata ribadita anche nella legge finanziaria che contiene peraltro la previsione di specifiche - cito testualmente - «agevolazioni per gli investimenti nelle aree svantaggiate».
Il Governo quindi condivide le preoccupazioni avanzate non solo dall'interrogante ma anche dal documento promosso da Legambiente e Confcommercio, che produrrà un'iniziativa con tutte le associazioni artigianali e commerciali a cui il Governo parteciperà. Peraltro abbiamo assunto concrete iniziative che vanno nella direzione di considerare strategiche queste priorità. Cito quelle che riguardano più direttamente il mio Ministero: la difesa delle biodiversità, la tutela del territorio in tutti i suoi variegati aspetti, ma anche la promozione di politiche attive in grado di valorizzare le immense risorse disponibili oggi in queste aree.
Tra le tante iniziative in corso, permettetemi di ricordare il progetto di rete ecologica nazionale che, realizzato nell'ambito
Il Governo però è disponibile...
L'onorevole Molinari ha facoltà di replicare.
La storia, le tradizioni e i prodotti tipici sono settori nei quali si possono innescare principi imprenditoriali per uno sviluppo sostenibile, endogeno e di qualità. La configurazione geomorfologica del nostro paese ha bisogno di quei presidi costituiti dai comuni per la salvaguardia dell'ecosistema: gli incendi d'estate e le alluvioni in inverno evidenziano, purtroppo, come l'incuria e l'abbandono delle aree interne e montane determinino situazioni drammatiche, con danni incalcolabili.
Signor ministro, per invertire tale tendenza occorre fare rete e mettere in relazione una serie di servizi (senza sopprimerli), per indurre gli abitanti a non abbandonare i propri paesi e creare, di conseguenza, le convenienze per viverci. Per questo motivo, il Governo (raccolgo al riguardo la proposta del ministro) deve individuare tutta una serie di misure ancora più incisive a sostegno di quei comuni e comprensori territoriali, perché non si tratta di un semplice assistenzialismo, ma di un investimento vero e proprio (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo).


