(Sezione 4 - Rischi di estinzione dei commi)
MOLINARI. - Ai Ministri dell'ambiente, dell'interno e del tesoro, bilancio e programmazione economica. - Per sapere - premesso che:
Legambiente e Confcommercio hanno presentato una indagine svolta dall'istituto Serico del gruppo Cresme che ha evidenziato come nel nostro Paese quasi 3000 comuni siano a rischio estinzione;
cinquantatrè indici demografici economici e sociali hanno individuato i centri del cosiddetto «disagio insediativo» che colpiscono le zone montane alpine e appenniniche, da nord a sud, dove risiedono il 35 per cento del totale dei comuni italiani ma con solo l'8,7 per cento della
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popolazione, con un reddito e un tasso di scolarizzazione inferiore alla media nazionale;
Molise, Calabria e Basilicata risultano nell'ordine le regioni maggiormente colpite da questo drammatico fenomeno con percentuali che vanno dall'81 per cento al 72 per cento del totale dei loro comuni;
in questi centri diminuiscono le nascite, si assiste ad un progressivo spopolamento e ad una involuzione della stessa qualità della vita tant'è che la scure dei tagli colpisce gli stessi servizi essenziali, dalla Sanità, con la chiusura degli ospedali e persino dei presidi di guardia medica, ma anche con la soppressione delle scuole dell'obbligo, delle Poste, dei distributori di benzina e anche delle caserme dei Carabinieri;
l'abbandono di questi territori rappresenta un rischio anche per l'equilibrio dell'ecosistema come viene evidenziato anche dalle recenti calamità naturali -:
quali iniziative intenda intraprendere il Governo affinché questa «Italia minore» venga salvaguardata attraverso il recupero e la valorizzazione delle risorse storiche, culturali e ambientali, presenti con una politica di network volta a garantire i servizi essenziali e che possa consentire una inversione di tendenza rispetto a quanto fatto registrare da questa indagine.
(3-06353)
(3 ottobre 2000)