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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 98 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti e dell'articolo aggiuntivo
ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7184 sezione 14).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
FERDINANDO TARGETTI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati nonché sull'articolo aggiuntivo.
PRESIDENTE. Il Governo?
NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Contento 98.1 e Giordano 98.10.
ANTONIO PEPE. Presidente, preannuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale su questi emendamenti con i quali si chiede la soppressione dell'articolo 98.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE. Presidente, mi permetta di rivolgermi direttamente al ministro Visco qui presente stamattina, perché tutti i termini inseriti in questo articolo fanno capo alla richiesta di deleghe richieste dall'allora ministro delle finanze.
credo che nel corso dell'esame della legge finanziaria sarà chiesta un'ulteriore proroga dei termini; inoltre, ci sono state chieste altre deleghe che riguardano il TFR, i contratti assicurativi e la tassazione degli immobili. Il collega Pepe è stato molto chiaro a proposito di quest'ultima, della quale si è parlato a lungo e sulla questione è addirittura «saltato» un direttore generale al Ministero delle finanze perché, secondo il ministro, non sarebbe stato in grado di avviare il processo di determinazione delle rendite e di sistemazione del catasto. Oggi ci viene chiesta un'ulteriore delega sui testi unici, altra materia che fu inserita con grande opposizione dalla Casa delle libertà in un emendamento apparso all'ultimo momento e che fummo costretti a subire in condizioni sicuramente non facili.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 98.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 98.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 98.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
MAURO GUERRA. Signor Presidente, chiedo il controllo delle schede.
ELIO VITO. Voltati un attimo e guarda proprio dietro di te!
MAURO GUERRA. Ogni volta che vengono effettuati i controlli andate sotto di venti!
PRESIDENTE. Colleghi, lì state votando per due. Collega Paolone!
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Conte 98.5 e Contento 98.6, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 98.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Prego il deputato segretario di Presidenza di togliere la tessera di votazione da quel banco.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Contento 98.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Per cortesia, onorevole Di Bisceglie, prenda posto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 98.
ELIO VITO. Signor Presidente, non per dare una lezioncina, non a lei ma al Governo e a noi stessi, ma credo sia singolare che in questo provvedimento, come in altri, in particolare nell'articolo 98, si sia fatta addirittura una celebrazione della cattiva legislazione e, in qualche modo, dell'incapacità del Governo; infatti, con tale articolo si proroga una serie di termini relativi a deleghe che il Parlamento ha concesso al Governo e che quest'ultimo non è riuscito ad esercitare nei termini stabiliti.
di poteri aggiuntivi, conferiti dal Parlamento; di conseguenza, la delega scade e quei poteri tornano pienamente al Parlamento stesso. Tuttavia, si è stabilita la singolare procedura di prorogare, con altre leggi che non hanno nulla a che vedere con quelle deleghe, i termini per l'esercizio delle deleghe che il Governo non è riuscito ad esercitare, cosicché la delega, che ai sensi della nostra Costituzione dovrebbe avere un termine, dovrebbe essere una concessione di poteri dal Parlamento al Governo per un periodo definito, prestabilito e limitato, è diventata un passaggio di poteri indefinito ed illimitato dal Parlamento al Governo. È evidente, infatti, che se di volta in volta si prorogano i termini, spesso quando essi sono già scaduti, comunque senza fare riferimento a nuovi principi, senza cioè concedere una nuova delega, si verifica un passaggio di poteri dal Parlamento al Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Vito, dovrebbe concludere.
ELIO VITO. ...no, qui è un fatto di poteri tra Parlamento e Governo! E con questa procedura delle deleghe e con questo articolo il Parlamento ha ormai definitivamente rinunciato (Commenti) ad esercitare i propri poteri e le proprie prerogative (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.
PIETRO ARMANI. Vorrei innanzitutto associarmi alle considerazioni testé svolte dal collega Vito.
in realtà, erano state chieste senza aver fatto alcuna preparazione in ordine al contenuto delle stesse; ciò è avvenuto - come ha detto il collega Vito - proprio perché erano anche molto generiche!
PRESIDENTE. Colleghi, prima di procedere alla votazione, vorrei che fosse chiaro un punto. Nell'attuale sistema, qualunque sia il Governo, sarà inevitabile ricorrere alle deleghe. Il problema è un altro (non entro nel merito di questo articolo, per carità!): come il Parlamento può riuscire a mantenere - come dire - il governo della legislazione senza affidarlo, con mandati molto spesso molto generici, all'esecutivo. Questo è il problema che abbiamo davanti e che va risolto, o a livello costituzionale o a livello ordinario, dando alle Camere la possibilità di intervenire incisivamente sul testo che il Governo predispone.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Molgora 98.09.
MAURO GUERRA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MAURO GUERRA. Signor Presidente, le rinnovo formalmente la richiesta di una verifica delle tessere di votazione.
PIETRO ARMANI. Collega Guerra, guarda dietro alle tue spalle!
PRESIDENTE. Dispongo che i deputati segretari compiano gli opportuni accertamenti (I deputati segretari ottemperano all'invito del Presidente).
DANIELE MOLGORA. L'articolo aggiuntivo che ho presentato riguarda la proroga dei termini che scadono in estate. Noi sappiamo che già attualmente le commissioni tributarie sospendono la loro attività dal 1o agosto al 15 settembre. Credo che la norma proposta sia una norma di civiltà perché consentirebbe ai contribuenti di avere una proroga, se lo ritengono opportuno.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Molgora. Chiedo al collega Tassone e alla collega Moroni di provvedere al ritiro delle tessere.
DANIELE MOLGORA. Si tratta, come dicevo, di una norma di civiltà perché consente di effettuare i versamenti che scadono nel mese di agosto anche nel mese successivo di settembre, senza alcun aggravio per lo Stato in quanto vi sarebbe la possibilità di ritardare questi versamenti con il pagamento di un interesse che può essere fissato dal Ministero stesso, così come avviene attualmente, ad esempio, con i versamenti trimestrali dell'IVA. Sostanzialmente, si tratta di un adeguamento alla sospensione dei termini che avviene per la giustizia. Questo darebbe la possibilità alle aziende, agli studi professionali e, comunque, agli addetti del settore, di non dover correre tutte le volte per effettuare i versamenti il 16 agosto, come avviene attualmente alla scadenza dei versamenti delle ritenute o di altri versamenti periodici, e di effettuarli tranquillamente entro il mese successivo con il pagamento di una piccola quota di interessi. Credo sia un articolo aggiuntivo interessante, che non provoca aggravi per lo Stato e che dà maggiori possibilità ai contribuenti. Sostanzialmente, credo che esso potrebbe consentire un miglioramento dei rapporti tra il fisco e il contribuente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Antonio Pepe. Ne ha facoltà.
Ricordo che con tale articolo il Governo chiede una proroga per esercitare alcune deleghe chieste al Parlamento in materia di riforma della disciplina fiscale e dei redditi di imprese individuali e di società di persone in contabilità ordinaria, in materia di regime tributario della previdenza integrativa e in materia di tassazione di immobili. Noi siamo sempre stati contrari al numero eccessivo di deleghe che il Parlamento ha concesso al Governo perché riteniamo che in questo modo esso si espropria della facoltà di legiferare.
Una volta che il Governo chiede ed ottiene la delega è giusto che quest'ultima sia esercitata nei tempi che il Parlamento ha assegnato al Governo stesso. Particolarmente grave a noi appare la richiesta di delega in materia di tassazione degli immobili. Tale richiesta di proroga è deprecabile in quanto il Governo è senz'altro consapevole di non poterla esercitare, stante le difficoltà che al momento appaiono insuperabili anche per ammissione dello stesso Ministero delle finanze circa l'aggiornamento degli estimi catastali.
Il nostro voto sarà favorevole su questi emendamenti soppressivi e contrario all'approvazione dell'articolo.
Siamo sempre stati contrari alla proroga dei termini e, anzi, quando ci sono state chieste proroghe abbiamo intimato il chi va là al Governo, sostenendo che molto spesso le richieste erano speciose perché non vi erano i termini per realizzare le cose secondo quanto richiesto. Ciò è tanto più vero perché la proroga richiesta, di cui alla lettera a), è relativa alla disciplina fiscale dei redditi di impresa e per il suo esercizio era stato stabilito il termine del 18 febbraio 2000; la richiesta di ampliamento dei termini proroga la data al 18 novembre 2000. Immagino che la proroga sia stata richiesta perché questo provvedimento collegato è stato fermo al Senato; siamo alla metà di ottobre e prima che esso torni all'esame del Senato, in considerazione dei tempi tecnici necessari per esaminarlo, ci troveremo a ridosso della data del 18 novembre in cui scadrà ulteriormente la proroga richiesta per l'esercizio della delega.
Credo che questo modo di trascinare deleghe alle quali noi eravamo contrari e che, comunque, il Governo non è riuscito ad esercitare nei termini, rappresenti una scorrettezza istituzionale gravissima. Spero che il Governo riuscirà ad esercitarla entro il 18 novembre; se questo non fosse, spero che abbia la dignità di non venire a chiedere ulteriori deleghe. Tuttavia,
Credo che tutto l'articolo 98 non sia condivisibile e noi esprimeremo voto favorevole sugli identici emendamenti soppressivi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Contento 98.1 e Giordano 98.10, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 431
Astenuti 3
Maggioranza 216
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 225).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 426
Astenuti 2
Maggioranza 214
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 220).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 421
Astenuti 5
Maggioranza 211
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 214).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 420
Votanti 415
Astenuti 5
Maggioranza 208
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 216).
(Segue la votazione).
Onorevole Conte, mi scusi, non può votare per il suo collega.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 439
Votanti 434
Astenuti 5
Maggioranza 218
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 227).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 399
Votanti 394
Astenuti 5
Maggioranza 198
Hanno votato sì 184
Hanno votato no 210).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 422
Astenuti 4
Maggioranza 212
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 218).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vito. Ne ha facoltà.
Presidente, ricordo che questo Parlamento ha battuto ogni record nella storia repubblicana per numero e qualità di deleghe concesse ai Governi del centrosinistra; d'altra parte, singolarmente ed eccezionalmente si tratta di deleghe che, in genere, si sono distinte per la genericità dei principi che pure, a norma della nostra Costituzione, dovrebbero essere precisi ed ai quali il Governo si dovrebbe attenere.
Ora cosa accade, Presidente e colleghi? Accade che, com'era facilmente prevedibile, il Governo non è riuscito ad esercitare nel tempo assegnato la grande mole di deleghe,
Credo, Presidente, che probabilmente questa sia la più significativa delle innovazioni introdotte dal Parlamento in questa legislatura; ho detto «la più significativa» perché, senza alcuna riforma costituzionale, di fatto abbiamo affidato al Governo una serie di poteri che oggi sono di competenza del Parlamento.
Spiace notare che ciò è accaduto nella disattenzione e nel silenzio generale. È vero, Presidente, che su suo impulso, opportunamente, si è cercato di migliorare i poteri del Parlamento in relazione all'esercizio delle deleghe da parte del Governo, ma ciò si riferisce alla fase successiva all'assegnazione della delega, attraverso l'esercizio di poteri di controllo, attraverso la possibilità di accedere al parere del Comitato per la legislazione anche sulle deleghe oltre che sui decreti-legge.
Resta il grave vulnus all'attività del Parlamento e all'attività legislativa prodotto dall'abuso delle deleghe e dal fatto che esse siano diventate delle deleghe infinite e illimitate; ciò è in aperto contrasto con la nostra Costituzione!
L'articolo 98 mi pare una somma di tutti questi errori perché qui si introduce addirittura un articolo in un provvedimento collegato alla legge finanziaria che, a sua volta, ha altre caratteristiche speciali. Anche da questo punto di vista, segnalo la scorrettezza di ricorre per questo articolo a questo provvedimento che, tutti insieme, proroga i termini delle varie deleghe. Anche qui si opera in maniera indistinta, mentre ogni delega ha una propria natura, un proprio termine e dei propri principi.
Presidente, mi pare davvero singolare e grave la votazione dell'articolo 98 che, con un po' di superficialità, il Parlamento compie, comportandosi come se non si trattasse di cedere dei propri poteri, ormai in maniera definitiva per questa legislatura, al Governo.
Colleghi, quello in esame non è un fatto di maggioranza politica in base al quale il centrosinistra potrebbe dire che, trattandosi del proprio Governo, dà le deleghe al suo Governo...
Ricordo che, nel corso dell'esame della prima legge finanziaria della legislatura, ci astenemmo dal votare la massa di deleghe che erano contenute in quella finanziaria proprio perché prevedevamo anche che molte volte quelle deleghe non sarebbero state esercitate.
Ho fatto parte della Commissione per la verifica della riforma tributaria e devo dire che abbiamo avuto successivi decreti di attuazione delle deleghe appunto perché,
Vorrei dire, poi, che questa proroga dei termini è molto grave anche dal punto di vista del momento in cui ci troviamo: praticamente, infatti, siamo già in campagna elettorale e queste deleghe vengono spesso «trasferite» al primo gennaio 2001 o al 31 dicembre 2000; di fatto, quindi, oltre ad espropriare il Parlamento, possono anche inquinare la campagna elettorale a danno dell'opposizione (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
Questo deve essere il meccanismo: si conferisce un mandato più specifico di quello che in genere si dà (la delega); una volta che il testo ritorna, limitarsi ad un parere - puramente e semplicemente quello che abbiamo oggi; sia pure con intese informali il parere ha una certa vincolatività - non basta.
Questo è però un problema che dobbiamo cercare di risolvere in altra sede, purtroppo non in questa, perché è inevitabile che nel futuro si ricorrerà alle deleghe in maniera sempre più ampia e in relazione a legislazioni specifiche, non potendo il Parlamento confinarsi o «chiudere se stesso» in grandi legislazioni di settore.
Questo è il punto di fondo. Speriamo di avere la possibilità in qualche momento di riflettere seriamente su questa materia.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 98.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 447
Astenuti 3
Maggioranza 224
Hanno votato sì 226
Hanno votato no 221).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Molgora. Ne ha facoltà.
Onorevole Molgora, prosegua pure.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Molgora 98.09, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 423
Astenuti 4
Maggioranza 212
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 232).