Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 783 del 4/10/2000
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(Esame dell'articolo 90 - A.C. 7184)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 90 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7184 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

FERDINANDO TARGETTI, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Armani 90.1, Pace 90.2 e Frosio Roncalli 90.3 ed esprime ovviamente parere favorevole sul suo emendamento 90.4.

PRESIDENTE. Il Governo?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Armani 90.1.
Vorrei avvertire i colleghi della Lega che, poiché è esaurito il tempo a loro disposizione, lo aumenterò del 50 per cento, come ho fatto per il gruppo di Alleanza nazionale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.


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PIETRO ARMANI. Signor Presidente, il mio emendamento 90.1 propone la soppressione dell'articolo 90 e, quindi, dell'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili. In primo luogo, si tratta di un'imposta in più, quindi da condannare; in secondo luogo, tale imposta ricadrà certamente sugli utenti degli aeroporti. Infatti, un'imposta che riguarda le emissioni sonore degli aeromobili - mi rendo conto dei problemi di chi abita nei dintorni di un aeroporto, ma la colpa è anche dei comuni che hanno largheggiato nelle concessioni edilizie - non può che essere scaricata sui viaggiatori che utilizzano l'aereo, sui quali gravano già le conseguenze dell'aumento del prezzo del petrolio.
A mio avviso, quindi, questa imposta non può che contribuire a fare aumentare l'inflazione: per questa ragione chiedo la soppressione dell'articolo 90.

FERDINANDO TARGETTI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERDINANDO TARGETTI, Relatore. A me sembra che in quest'aula, ogni tanto, si faccia una nuova scienza delle finanze, in base alla quale l'ottima imposta è quella pari a zero. Così non è, perché nel caso delle emissioni sonore degli aeromobili si creano diseconomie esterne. I beneficiari del servizio non pagano nel prezzo la diseconomia che producono a danno di altri cittadini. Da che mondo è mondo, imposte e sussidi servono per compensare le economie e le diseconomie esterne. Questo è un classico caso di scuola; non vedo quindi per quale motivo si possa dire che, eliminando un'imposta, la situazione migliora. Non è vero! Si può infatti ottenere un risultato allocativo peggiore di quello che si ottiene se l'imposta serve effettivamente a coprire la diseconomia esterna provocata dal fenomeno considerato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Presidente, intervengo in dissenso rispetto al collega del mio gruppo che ha appena parlato. Ritengo infatti assolutamente giusto che si paghi un'imposta regionale; semmai ci sarebbe da aggiungere che questi fondi debbono essere utilizzati per diminuire l'inquinamento, incidendo così in modo favorevole sulle popolazioni che sono costrette a subire l'inquinamento. Ormai nelle zone vicine ad alcuni aeroporti, quali ad esempio quelli di Fiumicino e di Malpensa, i cittadini subiscono un inquinamento acustico. Per quale motivo chi inquina con le acque, con i motori, con le barche deve pagare le tasse mentre chi inquina con gli aeromobili ne dovrebbe essere esente? Forse perché le compagnie aeree hanno un potere ricattatorio e lobbistico forte, come vedremo nei prossimi giorni allorquando discuteremo alcuni provvedimenti.
Anche le regioni, alle quali ogni giorno attribuiamo maggiori compiti, hanno bisogno di entrate e quindi di fondi finalizzati all'adozione di provvedimenti sul territorio. In questa circostanza abbiamo il dovere di risarcire il cittadino che deve subire l'inquinamento acustico.
Per tali motivi voterò contro l'emendamento Armani 90.1.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

PIETRO ARMANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Armani, ha già parlato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Armani 90.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 405
Astenuti 5
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 221).


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Passiamo alla votazione dell'emendamento Pace 90.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Al collega Targetti vorrei dire che c'è una compensazione ma coloro che vivono nelle zone circostanti gli aeroporti sono molto di meno di coloro che utilizzano gli aerei. Ciò ha un effetto sull'inflazione (Commenti del deputato Targetti)! Non puoi, dunque, fare un discorso teorico ma devi fare dei calcoli e tenere bene i piedi per terra. Il che significa che tutte le tariffe aeree verranno aumentate in conseguenza di questo fatto. Inoltre, per le compagnie aeree vi sarà un ulteriore aggravio perché dovranno cambiare gli aerei.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pace 90.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 410
Astenuti 5
Maggioranza 206
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Frosio Roncalli 90.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 414
Astenuti 3
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 192
Hanno votato
no 222).

Passiamo alla votazione dell'emendamento della Commissione 90.4.
Per cortesia, chiedo ai deputati segretari di ritirare la tessera della collega De Luca.
Onorevole Bergamo, la invito ad andare al suo posto, al fine di evitare che sorgano equivoci.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento della Commissione 90.4, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 224
Astenuti 174
Maggioranza 113
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 5).

Passiamo alla votazione dell'articolo 90.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Presidente, colgo l'occasione della votazione dell'articolo 90 per ribadire con molta forza che il compito primario del Parlamento è quello di combattere il principio che i diritti possano o meno essere riconosciuti sulla base del numero delle persone che ne chiedono la tutela. Semmai, è esattamente l'opposto: i cittadini che reclamano diritto devono trovare il Parlamento vicino alle loro esigenze.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Galletti. Ne ha facoltà.

PAOLO GALLETTI. Presidente, dichiaro il voto favorevole dei deputati


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Verdi sull'articolo 90 che istituisce con ritardo, dopo due anni, un'imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili che era già stata istituita nella finanziaria 1998 per opera del gruppo Verde, anche con l'appoggio di molti colleghi del Polo che avevano presentato un apposito progetto di legge.
È importante approvare, seppure con ritardo, questa norma che ci colloca a livello dei paesi più avanzati d'Europa che hanno già quest'imposta sul rumore che costringe le compagnie aeree a modernizzare i loro mezzi e ad usare la tecnologia per risolvere il gravissimo inconveniente del rumore che, insieme ai voli notturni, sta tormentando i cittadini del nostro paese.
Non capisco, quindi, il voto contrario del Polo se non per cecità politica; si tratta, infatti, di una proposta che gli stessi deputati del Polo avevano fatto nel 1998. I cittadini italiani devono sapere che, magari, a livello locale si protesta contro il rumore, mentre in questa sede si bocciano i provvedimenti che possono risolvere il problema (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Vorrei far notare che i diritti sono una bellissima cosa - a parte che in democrazia la maggioranza ha la sua importanza -, ma che l'aumento dei costi per le compagnie, attraverso l'aumento delle tariffe che si scarica sugli utenti, contribuisce all'inflazione che ricade anche su coloro che vivono nei sedimi aeroportuali.
Non sono contrario a forme di insonorizzazione per coloro che vivono intorno agli aeroporti, ma bisogna trovare uno strumento diverso da un'imposta che ricade su tutti attraverso l'aumento delle tariffe e, quindi, del costo dei trasporti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boghetta. Ne ha facoltà.

UGO BOGHETTA. Trovo abbastanza singolare, anche se in linea con i tempi, il ragionamento dell'onorevole Armani che si preoccupa solo dell'inflazione e dell'economia, come se queste ultime non fossero parte di una questione sociale più ampia.
È del tutto evidente che, se come paese siamo stati incapaci di costruire gli aeroporti fuori dai centri abitati o, nel caso in cui erano fuori dai centri abitati, siamo stati capaci di costruire le case sotto il cono di atterraggio e di decollo degli aerei, ora dobbiamo trovare le soluzioni. La prima è quella di avere aeromobili che emettono meno rumore e, se l'aumento del costo delle tariffe può produrre aeromobili meno inquinanti, questo è certamente un effetto positivo.
L'efficienza di tipo tecnologico e meccanico spesso è nata proprio dalla costrizione dei soggetti economici a migliorare le proprie tecnologie.
In secondo luogo, l'insonorizzazione delle zone limitrofe agli aeroporti rappresenta un costo. Chi lo deve sostenere, onorevole Armani? Chi deve pagare la riparazione dei tetti delle case che si trovano nelle zone vicine ad un aeroporto? Gli abitanti? Ciò forse non produce inflazione? Il problema è considerare dove si scaricano i costi. È un piccolo passo in avanti nella logica del «chi inquina paga». L'onorevole Galletti diceva che siamo in ritardo e che non sosteniamo con la forza necessaria questi interventi, ma una volta tanto approviamo un principio giusto (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giancarlo Giorgetti. Ne ha facoltà.

GIANCARLO GIORGETTI. Per una volta tanto non sono d'accordo con il collega Armani; e parlo a titolo personale perché conosco la realtà concreta di aeroporti che hanno creato disagi ambientali di notevoli proporzioni cui affannosamente lo Stato e le istituzioni pubbliche stanno cercando di porre rimedio con


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costi veramente enormi. Credo che l'istituzione di tale imposta regionale riprenda misure già in atto in tutte le realtà aeroportuali internazionali; essa viene incontro alle esigenze dei cittadini, costretti a subire un vero e proprio disagio che talvolta sconfina nell'impossibilità di poter continuare a vivere nei luoghi dove tradizionalmente ha vissuto la famiglia. Di conseguenza, ritengo giusto questo principio, che naturalmente dovrà avere una concreta e giusta applicazione; al riguardo, vi sono emendamenti, alcuni dei quali presentati da colleghi del gruppo della Lega nord Padania, diretti a tarare l'imposta anche con riferimento ai trasferimenti alle regioni interessate e ai trasferimenti erariali.
Complessivamente, credo non si possa dare un giudizio negativo che giunga sino alla soppressione di tale imposta. Personalmente, ma credo anche a nome dei colleghi che vivono la realtà della zona di Malpensa, penso sia giusto introdurre tale imposta, ovviamente correggendola nel senso indicato dai colleghi del gruppo della Lega nord Padania.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tarditi. Ne ha facoltà.
Onorevole Tarditi, ha due minuti.

VITTORIO TARDITI. Signor Presidente, in effetti la norma in esame va nella direzione di dare sollievo alle popolazioni afflitte dai problemi dell'eccessiva rumorosità degli aeroporti; mi riferisco, in particolare, ai problemi creati dall'aeroporto di Malpensa. Devo rilevare, peraltro, che il ministro competente non ha dato seguito alle promesse fatte perché, in realtà, sarebbe stato sufficiente applicare i decreti ministeriali e le direttive impartite per diminuire la rumorosità degli aeroporti, il che non è stato fatto, tant'è vero che il 15 ottobre vi sarà una grossa manifestazione a Malpensa, alla quale prenderò parte, in difesa delle popolazioni del Piemonte costrette a sopportare un intollerabile inquinamento acustico.
A titolo personale dichiaro che, pur essendo sotto certi profili la misura in questione un palliativo, voterò a favore dell'articolo 90 perché ritengo che esso costituisca un passo avanti nella ricerca di una soluzione ai problemi dell'aeroporto di Malpensa, problemi la cui responsabilità ricade per intero sul Governo attuale, non certo sui governi delle regioni.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duca. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA. Signor Presidente, non sarei intervenuto se non avessi visto sul tabellone colori che anticipano il voto contrario dei gruppi del centrodestra e della Lega nord Padania, voto sorprendente anche perché in Commissione la posizione su tale articolo fu di tutt'altro avviso.
Vorrei ricordare ai colleghi che vengono introdotti principi importanti. Anzitutto, vengono eliminate due tasse, sostituite da un'imposta ispirata al principio «chi meno fa rumore, meno paga», «chi meno inquina, meno paga»; inoltre, vi sono ulteriori correttivi che possono incoraggiare le compagnie a diminuire le emissioni di rumore.
L'altro principio ispiratore dell'articolo è che i fondi non vengono più destinati all'erario per scopi indeterminati, ma vengono attribuiti, tramite le regioni, ai comuni per disinquinare le zone A e B che si trovano intorno agli aeroporti; si tratta, quindi, di tributi destinati a migliorare la vita dei cittadini.
Penso, signor Presidente, che principi di questo genere potrebbero essere estesi anche ad altre attività sconvenienti o penose per i cittadini. Mi riferisco agli impianti chimici, alle raffinerie, dove forse dovremmo introdurre principi analoghi. Come già anticipato, nelle città sedi di aeroporti, in occasione di proteste vi sono parlamentari del centrodestra pronti a capeggiarle: stranamente poi, a seguito della telefonata dei responsabili di una o due compagnie aeree, in Parlamento si esprime un voto esattamente contrario a quello che si è preannunciato nelle piazze (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici


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di sinistra-l'Ulivo e dei Popolari e democratici-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Aloi, al quale ricordo che dispone di due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

FORTUNATO ALOI. Onorevole Presidente, vorrei iniziare il mio intervento dal seguente dato: legare un discorso importante e prioritario come quello della difesa dell'ambiente ad un altro relativo alla leva fiscale, mi pare sia una contraddizione in termini quanto meno sul piano morale.
Non posso di certo accettare che il bene prioritario, centrale ed essenziale della salute - che riceve dall'inquinamento un nocumento enorme, determinante in negativo e devastante - possa essere legato a logiche finanziarie o economiche!
Queste sono le ragioni per le quali mi asterrò nella votazione dell'articolo 90, anche alla luce del nesso che si è venuto a stabilire tra il momento fiscale e quello ambientale. Mi esprimerò in tal senso per una valutazione che è di ordine politico, morale, ambientale e soprattutto umano, perché l'uomo va difeso, deve essere al centro di ogni valutazione e deve venire prima di ogni altra cosa rispetto a tutte le altre logiche (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Conte. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Signor Presidente, credo che deluderemo l'onorevole Duca perché noi non siamo affatto contrari all'idea che le popolazioni, che subiscono un danno dalla loro vicinanza agli aeroporti, debbano essere ristorate.
La questione vera è che il Governo avrebbe dovuto fare un'operazione di moral suasion nei confronti delle imprese; che l'imposta già prevista precedentemente non ha dato alcun risultato; che noi siamo preoccupati per il fatto che si proceda sempre nel senso di introdurre nuove imposte intervenendo con esse per ristorare gli abitanti che vivono vicino agli aeroporti.
Noi non siamo qui a difendere le compagnie aeree, ma ci preoccupiamo semplicemente del fatto che delle nuove imposte non possano che essere poi scaricate sui fruitori delle linee aeree.
Per questo motivo, nel dichiarare il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia sull'articolo 90, vorrei dire che noi stiamo semplicemente facendo delle considerazioni sul criterio utilizzato che è sempre quello di aumentare le imposte per poi scaricarle sui contribuenti. Tuttavia, sul principio che è necessario dare risposta ai cittadini che abitano vicino agli aeroporti siamo assolutamente favorevoli.
Per tutte queste ragioni, ribadisco il voto favorevole dei deputati del gruppo di Forza Italia sull'articolo 90.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Bianchi Clerici, alla quale ricordo che dispone di due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

GIOVANNA BIANCHI CLERICI. Annuncio che, a titolo personale, voterò per il mantenimento dell'articolo 90. Mi esprimerò in tal senso perché, pur comprendendo l'impostazione critica che i miei colleghi seguono nella valutazione del provvedimento, devo dire che, poiché purtroppo vivo in una di quelle zone che sono colpite in maniera tanto drammatica dalla presenza di un enorme aeroporto come quello di Malpensa, non posso non pensare alla tutela della salute e della qualità della vita dei miei concittadini.
Lo abbiamo detto tante volte: purtroppo, nelle aree attorno a Malpensa è difficile addirittura andare a scuola perché i ragazzi non riescono neppure a sentire le lezioni e gli insegnanti devono smettere di parlare quando gli aerei decollano perché purtroppo ciò avviene molto vicino ai tetti e agli edifici.


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Per queste ragioni ribadisco che, a titolo personale, voterò a favore del mantenimento di questo articolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Eduardo Bruno. Ne ha facoltà.

EDUARDO BRUNO. Questo articolo 90 è un primo risultato di un lavoro che la Commissione trasporti ha iniziato due anni fa.
Su nostra proposta la Commissione trasporti ha avviato una indagine conoscitiva su questi problemi, a partire dalla situazione drammatica dell'inquinamento acustico dell'aeroporto di Malpensa.
Ora prendo atto con compiacimento che almeno alcuni colleghi del Polo delle cosiddette libertà stanno cambiando opinione nel corso della votazione. Vedo che alcuni deputati della Lega e forse anche di Alleanza nazionale intervengono a titolo personale e vedo Forza Italia che ha cambiato opinione nel corso della votazione. Un passo alla volta, colleghi.
Certo, non si possono difendere i cittadini quando si interviene nei luoghi in cui sono situati gli aeroporti e difendere poi in altra sede le compagnie aeree che inquinano. Qui bisogna scegliere. Noi abbiamo scelto di stare dalla parte dei cittadini, di risolvere i problemi drammatici che essi denunciano. Spesso questi problemi sono stati causati dal malgoverno. Noi sappiamo - lo voglio dire con tono polemico - che quelle zone, e mi riferisco soprattutto a quelle vicine all'aeroporto di Malpensa, sono governate dal Polo delle libertà e dalla Lega nord. Quindi, state attenti, colleghi, a non fare il doppio gioco.
Conosco alcuni colleghi del Polo che rispetto e che si impegnano seriamente su questi problemi, ma penso che il fatto di avere due pesi e due misure debba far riflettere anche i cittadini di Malpensa (Applausi dei deputati del gruppo Comunista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boghetta. Ne ha facoltà.

UGO BOGHETTA. Signor Presidente, credo che la prima questione che va affrontata riguardi l'atteggiamento di alcuni colleghi e parlamentari - mi riferisco all'intervento dell'onorevole Bianchi Clerici - che dicono che poiché abitano vicino a Malpensa votano in un certo modo, ma che se abitassero un po' più in là dichiarerebbero, come dicono a Roma, «nun me ne po' fregà de meno».
Questo non è un modo corretto di produrre leggi.
Quello che denunciava il collega Duca - purtroppo - non è solo un vezzo del Polo.

PRESIDENTE. Onorevole Pinza, può prendere posto per piacere? Onorevole Possa, prenda posto. Onorevole Conte, per piacere!
Prego onorevole Boghetta, prosegua pure.

UGO BOGHETTA. Quella è una malattia anche dell'Ulivo. Anche l'Ulivo, spesso e volentieri, assume questi comportamenti. Se il danno riguarda il suo collegio, allora il parlamentare si attiva, ma quando il collegio cambia il problema sembra non esistere più. Anche le vicende legate agli aeroporti dicono una cosa: Malpensa l'hanno costruita in una notte? Dove erano i consiglieri regionali, le giunte regionali del Piemonte, della Lombardia, dei comuni? Dormivano? Si sono svegliati quando hanno cominciato a volare gli aerei (Applausi dei deputati Di Capua e Buontempo)? Non credo che questo sia un modo corretto di gestire il territorio. C'è un problema politico di fondo che io vorrei rimandare all'onorevole Conte e che si riferisce anche a quanto detto dall'onorevole Armani.
Il problema non è che si pagano o che non si pagano le tasse, che qualcuno le paga oppure che si può non pagarle. Non è così. Il problema riguarda i costi esterni, in particolare nel sistema dei trasporti, ma anche in altre attività economiche, che vengono pagati da qualcuno. È stato calcolato che il nostro sistema dei trasporti, così come lo vedete, è in gran parte


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su gomma e produce costi esterni per 200 mila miliardi all'anno in termini di inquinamento, di incidenti, di congestione ed altro.
Diceva un imprenditore del nord che una piccola o media azienda in Lombardia perde a motivo del trasporto 150 milioni all'anno. Dunque, il problema non è che se aumentiamo le tasse si crea inflazione, ma è che, comunque, questi costi, onorevole Armani, qualcuno li paga. Quindi occorre intervenire. In questo caso noi addossiamo i costi a chi inquina per modificare complessivamente l'economia del nostro paese e per renderla ecologicamente e socialmente compatibile. Questo è il concetto. Poiché non si comprendono le ragioni o il motivo di queste battaglie, in molti gruppi o in tutti i gruppi, avviene che se l'inquinamento è vicino al proprio collegio si è contrari, ma se riguarda un altro collegio non interessa. Dietro questo comportamento vi è una carenza di tutti i gruppi politici che non capiscono che bisogna cambiare questa economia che inquina perché l'inquinamento viene fatto pagare ai cittadini e all'ambiente. Finché non risolveremo questo problema, si terranno comportamenti politici assolutamente discutibili (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti e del deputato Di Capua).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Contento. Ne ha facoltà.

MANLIO CONTENTO. Signor Presidente, il gruppo di Alleanza nazionale voterà a favore dell'articolo in esame. Preciso ai colleghi che l'intervento dell'onorevole Armani non è privo di una valutazione che si basa sui fatti: forse quest'Assemblea fa finta di non sapere che, in relazione ai famosi controlli nell'ambito del monitoraggio acustico, per esempio, esiste già un provvedimento, sottoscritto personalmente dall'allora Presidente del Consiglio D'Alema, nel quale il Governo, rispetto agli effetti sulla costruzione e realizzazione di quell'importante scalo aeroportuale, assumeva l'obbligo di procedere ad effettuare controlli e quindi di valutare quali interventi successivi dovessero essere posti in essere.
Quegli impegni assunti dal Capo del Governo di sinistra sono stati puntualmente disattesi ed ecco le ragioni per cui oggi è indispensabile inserire nel nostro ordinamento la norma prevista dall'articolo 90. Ciò che va ricordato in quest'aula, però, è che questa imposta poteva essere evitata se il Governo di centrosinistra avesse mantenuto gli impegni che ha sottoscritto di fronte alle proteste emerse nei luoghi interessati. Quindi, il Governo è inadempiente e l'imposta si rende necessaria proprio perché il Governo è venuto meno alla parola data alle amministrazioni comunali e a tutti coloro che hanno effettuato giuste proteste rispetto alla realizzazione dello scalo. Per tali ragioni, voteremo a favore dell'articolo in esame, per risolvere quei problemi, ma non possiamo omettere la denuncia nei confronti degli inadempimenti del Governo di centrosinistra, allora guidato da Massimo D'Alema (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Galli, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, anch'io ritengo che le modalità relative all'imposta di cui ci stiamo occupando potrebbero essere riviste: comunque, il principio va assolutamente salvaguardato. Si pone infatti un problema che va risolto: come gli altri colleghi di Varese, conosco la realtà di Malpensa ma non si tratta di fare localismo. Il cittadino che ha comprato una casa in un posto su cui passavano 150 voli e dove adesso ne passano 900 ha subito una programmazione sbagliata, non certo per colpa sua e in un paese civile non si può certo pensare di scaricare su una porzione parziale di territorio un servizio come quello di Malpensa, che di fatto serve tutto il nord


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Italia ed indirettamente tutto il paese. In ogni caso, quindi, il problema va affrontato e far passare questo principio è un modo per sottolineare l'importanza che di certi problemi locali, che però effettivamente interessano pesantemente alcune persone, ci si debba far carico a livello globale. Se poi si fa passare il principio che effettivamente chi, in ogni caso, per lavoro o per altre ragioni, produce il disagio debba pagare, si va in una direzione, a nostro avviso, corretta.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci, alla quale ricordo che ha due minuti a disposizione. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, quanto è stato già osservato è effettivamente molto importante, soprattutto per la Lombardia, di cui si è occupata la Commissione trasporti. Quello di Malpensa è un problema effettivo, che andava affrontato per tempo: che si dovesse costruire quell'aeroporto si sapeva da quarant'anni, anche se vi erano piani territoriali che ne avrebbero dovuto impedire l'edificazione; ora, invece, dopo che si è costruito abusivamente, andiamo ad elargire contributi a famiglie, che invece dovrebbero essere elargiti al territorio.
Questa imposta va in tal senso? Bisogna osservare, non a difesa della Lega, che questa non è un'imposta federalista e territoriale; è un'imposta statale, in quanto si prevedono minori trasferimenti alla regione Lombardia. È inutile, quindi, sostenere che si va verso il territorio, quando sappiamo benissimo (non nascondiamoci dietro un dito) che la regione Lombardia dovrà usare questa imposta per sistemare i territori interessati ed in corrispondenza riceverà meno soldi dai trasferimenti dello Stato. Quindi, è vero che stiamo istituendo un'imposta e penso che non ci si possa arroccare dietro il fatto che, comunque, la gente reclamerà (non voglio fare il difensore del Polo, che ha comunque difficoltà a difendersi per tale ragione); l'imposta va non a favore della Lombardia, ma di quel territorio, e comunque prevede meno trasferimenti.
Ci sarà l'imbarazzo della regione Lombardia a far fronte ad altri costi che dovranno essere coperti appunto con questa imposta regionale.

FERDINANDO TARGETTI, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERDINANDO TARGETTI, Relatore. Di fronte alla consapevolezza dell'onere per la compagnia di bandiera contenuto in questa norma, la Commissione ha dovuto contemperare alcune esigenze contrastanti: innanzitutto, tutelare l'ambiente circostante gli aeroporti e, in secondo luogo, finalizzare l'imposta alle misure di disinquinamento acustico.
Come diceva giustamente l'onorevole Duca, lo strumento dell'imposta serve ad introdurre elementi di incentivo e di disincentivo e non misure amministrative. E lo scopo dell'imposta in questo caso è quello di utilizzare il mercato anziché l'amministrazione nel conseguire alcuni obiettivi.
Che la Commissione sia consapevole dell'esistenza dell'onere è dimostrato dal fatto che l'emendamento 92.3 della Commissione stessa ha limitato temporalmente l'imposta, che sarà soggetta ad una valutazione successiva per verificare se i proventi derivanti da questa sono stati, e in quale misura, diretti allo scopo dell'imposta medesima.
Pertanto, non si tratta di un nuovo prelievo tributario nei confronti dei cittadini, ma lo scopo è di conseguire l'obiettivo specifico del disinquinamento, come del resto più di un collega intervenuto ha messo in evidenza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dozzo. Ne ha facoltà.

GIANPAOLO DOZZO. Intervengo a titolo personale per rispondere in un certo senso all'intervento del collega Boghetta. Egli ha detto - e me ne sono stupito - che siamo sensibili solo quando il problema


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ci tocca da vicino. Ebbene, molto probabilmente qui in aula c'è qualcuno che non è per niente sensibile, caro collega Boghetta, perché quando si parla di inquinamento acustico si affronta soltanto una parte del problema. Vi è infatti un inquinamento molto più pesante che è rappresentato dai carburanti incombusti: è questo il grosso problema di chi abita vicino ad un aeroporto.
Ecco perché ritengo che l'articolo 90 risolva soltanto una parte del problema.
Vi è poi un'altra questione che riguarda coloro che abitano sotto gli aeroporti militari: pensate forse che questi non soffrano di inquinamento acustico? Ho un'esperienza personale in questo caso, visto che abito sotto la linea di un ex aeroporto militare (ora diventato civile) e quindi conosco la differenza che esiste fra le diverse forme di inquinamento acustico. Certo è che i cittadini che abitano sotto gli aeroporti - cittadini che magari avevano la casa in quella zona prima ancora che venisse costruito l'aeroporto - hanno subito sempre e comunque una situazione di grave disagio.
E allora, se si è pensato ad una ulteriore imposta, si doveva percorrere anche la via della previsione di un fondo di solidarietà che avrebbe contemperato sia l'esigenza di non far gravare questi ulteriori costi su tutti i cittadini sia quella di dare il giusto ristoro a coloro che abitano non solo a Malpensa ma anche nelle vicinanze di tanti altri aeroporti italiani.
In conclusione, voterò a favore dell'articolo 90.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Becchetti. Ne ha facoltà.

PAOLO BECCHETTI. Anch'io mi richiamo agli interventi pronunciati dagli onorevoli Duca e Boghetta per svolgere una precisazione. Credo che i colleghi provengano da un tipo di cultura per la quale sono stati abituati ad essere allineati, coperti e inquadrati perfettamente, per cui la valorizzazione del tema dell'inquinamento acustico negli aeroporti e in altri settori è evidentemente estranea alla loro cultura. Noi pensiamo che si debba avere una visione generale del problema, ma è anche vero che su questa, come su molte altre questioni, le sensibilità localistiche servono a capire meglio la situazione.
Quello che è scandaloso è che nelle ultime finanziarie i localismi del centrosinistra hanno determinato un afflusso a pioggia di risorse solamente nei collegi dei parlamentari di sinistra. Il vero scandalo è l'afflusso di soldi attraverso la finanziaria nei vari collegi e non il fatto di rappresentare dei problemi largamente sentiti (Commenti del deputato Giordano)!
Il collega Boghetta ha posto altre questioni: i costi del trasporto in genere, i costi ambientali, l'inadeguato sviluppo dell'intermodalità, la politica del trasporto aereo, le privatizzazioni nel settore aereo fatte senza un progetto industriale (autostrade e aeroporti). Sono completamente d'accordo con Boghetta. Faccio solamente rilevare al Governo di centrosinistra che nel piano generale dei trasporti sul trasporto aereo vi è una pagina e mezza (pagine 18 e 19): elegia della sintesi o del vuoto mentale?
Aspettiamo illuminazioni da Rutelli, che è apparso come una lampadina surriscaldata nell'ultimo intervento in televisione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rogna Manassero di Costigliole, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Signor Presidente, un minuto è sufficiente. Vorrei che rimanesse traccia negli atti parlamentari di una raccomandazione che ritengo importante. È bene che questa imposta, per ottenere l'effetto voluto, sia fortemente proporzionale al livello delle emissioni sonore dell'aeromobile, in modo che essa abbia anche un effetto in qualche modo deterrente verso l'uso di aerei antiquati che sono enormemente


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più rumorosi di quelli moderni. Questo è un effetto che si può ottenere e credo che questa imposta, sia pure applicata in modo provvisorio per ottenere questi risultati, possa essere estremamente positiva.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fongaro. Ne ha facoltà.

CARLO FONGARO. Signor Presidente, a titolo personale, annuncio che non voterò a favore di questo articolo.
Faccio alcune considerazioni: innanzitutto, visto il modello di sviluppo che ha avuto l'Italia, non è possibile pensare di costruire una grande infrastruttura, come un aeroporto, senza arrecare un danno grave agli insediamenti circostanti. Pertanto, gli indennizzi devono essere decisi ed erogati nel momento in cui si realizza l'infrastruttura e non successivamente con un'imposta che, nonostante tutto, rimane generica.
Quello che mi preoccupa è il principio di trasformare in una imposta qualunque conseguenza negativa dello sviluppo che tutti noi abbiamo deciso di darci, perché vi sono altre forme di inquinamento, come quello delle zone industriali o quello prodotto dalle strade, ed allora, cosa facciamo? Per ogni forma di inquinamento creiamo una imposta?
Si tratta sostanzialmente di imposte occulte che ricadono sui cittadini utenti e non ricadono certamente né sulle compagnie aeree né sulle case costruttrici e nemmeno su coloro che imprudentemente hanno voluto l'aeroporto in quel posto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Neri. Ne ha facoltà.

SEBASTIANO NERI. Signor Presidente, voterò contro questo articolo, pur comprendendo le argomentazioni che hanno portato il mio gruppo ad esprimersi a favore.
Voterò contro perché non riesco a comprendere come, in assenza di una seria programmazione in materia di tutela ambientale e di inquinamento e in assenza di interventi strutturali che possano davvero migliorare la situazione del trasporto, si pensi di ridurre l'inquinamento soltanto introducendo un altro balzello, che finirà per incidere sui costi del trasporto, perché, come ha appena detto il collega che mi ha preceduto, esso sarà inevitabilmente scaricato, con un meccanismo di traslazione, sui prezzi e sui costi. Esso finirà, quindi, per incidere negativamente ancora una volta sul costo complessivo dei trasporti che è uno degli elementi strutturali che influiscono sulla competitività complessiva del nostro sistema economico.
Inoltre, vorrei capire - perché questi provvedimenti rappresentano un'offesa alla logica - come mai si vada sbandierando un surplus che porta ad un bonus fiscale, che dovrebbe essere restituito come gettone elettorale ai cittadini, e per quanto riguarda, invece, gli interventi strutturali, di sistema - in questo caso quelli riguardanti l'ambiente - si faccia ricorso a nuovi balzelli. Vorrei capire perché non si faccia una seria programmazione degli investimenti per intervenire in questo settore con i 22 mila miliardi di esubero, anziché imporre nuovi balzelli agli italiani. Essendo questo provvedimento un nonsenso sotto il profilo delle scelte politiche economiche, oltre che un'offesa alla logica, voterò contro questo articolo (Applausi di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Tosolini, che ha due minuti. Ne ha facoltà.

RENZO TOSOLINI. La legge che ha previsto l'ampliamento dell'aeroporto di Malpensa è del 1985, ma da allora fino ad oggi abbiamo registrato il totale disinteresse del Governo circa i problemi connessi alla tutela delle popolazioni residenti nelle aree limitrofe agli aeroscali. Sono stati emanati vari decreti volti ad istituire commissioni su commissioni, con l'unico


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obiettivo di accelerare il processo di ampliamento di Malpensa. Inoltre, l'ultimo decreto del Governo D'Alema, adottato per individuare una soluzione radicale alla grande conflittualità che si era creata tra i ministri Ronchi e Treu, è stato totalmente disatteso, quindi la tassa sulle emissioni sonore non è altro che un doveroso esame di riparazione che siamo chiamati a sostenere e a superare. Il Governo deve trovare assolutamente, in questo scorcio di legislatura, il modo di completare l'attuazione dei decreti (Applausi del deputato Buontempo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frosio Roncalli. Ne ha facoltà.

LUCIANA FROSIO RONCALLI. Annuncio il voto favorevole dei deputati del gruppo della Lega all'articolo 90 concernente l'istituzione dell'imposta regionale sulle emissioni sonore. Colgo l'occasione per preannunciare il voto contrario sui successivi articoli 91, 92, 93 e 94 perché quella che si vuole spacciare per imposta regionale tale non è, perché lo Stato che l'ha istituisce è lo stesso che detta le modalità per l'imposizione. Per noi, che crediamo in un vero federalismo, si tratta di una previsione inaccettabile. Concordiamo sul principio contenuto nell'articolo 90, mentre siamo in disaccordo totale per quanto riguarda la formulazione di tutti gli altri articoli che seguono.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 90, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 424
Astenuti 9
Maggioranza 213
Hanno votato
sì 417
Hanno votato
no 7).

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