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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 11 , nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 4462 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Signor Presidente, il parere della Commissione è contrario su tutti gli emendamenti presentati.
PRESIDENTE. Il Governo?
ANTONIO MACCANICO, Ministro per le riforme istituzionali. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 11.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 11.
RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, colleghi, il nostro dissenso su questo articolo...
MARCO BOATO. È sistemico!
RICCARDO MIGLIORI. Per alcuni aspetti può essere considerato sistemico, perché non deriva da quanto vi è stabilito, ma da quanto non vi è stabilito. Siamo ovviamente d'accordo sul meccanismo che prevede l'intervento di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale su atti, regionali o statali, che possano potenzialmente assumere un significato incostituzionale.
impensabile assegnare alla Corte, per come oggi viene ad essere nominata, un valore terzo rispetto ai conflitti di competenza e di costituzionalità tra lo Stato e le regioni. È necessaria - lo richiede l'intero sistema delle autonomie locali e le stesse regioni - una modifica del sistema di nomina della Corte costituzionale che preveda per le regioni la possibilità di eleggere alcuni dei suoi membri. Solo questo può garantire un'effettiva terzietà, perché senza una modifica del sistema di nomina è impensabile che la Corte costituzionale possa assumere una posizione autenticamente terza.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Signor Presidente, vorrei sottolineare la grande importanza innovativa di questa norma, questa sì di carattere effettivamente federale. Infatti, le leggi regionali sono sottoposte soltanto al giudizio della Corte, vale a dire un organo terzo ed imparziale. Cade quindi il residuo dello statalismo nella disciplina delle leggi regionali dato dal visto del Governo. Il regime delle leggi regionali viene equiparato a quello degli statuti, che questo Parlamento ha approvato con la legge n. 1 del 1999. Questa norma riveste per noi un'importanza fondamentale ai fini del disegno del nuovo sistema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, credo bisogna riferirsi al precedente costituzionale rappresentato dall'alta Corte di giustizia siciliana, se vogliamo che a giudicare le controversie tra Stato e regione sia un organo terzo. Nell'archetipo dell'alta corte di giustizia siciliana, che si volle destinare ad un lungo sonno - somigliante a quello eterno -, vi è la soluzione che può dare garanzie. Non è possibile che la Corte costituzionale sia una sorta... Fontan, ascoltami!
MARCO BOATO. È una preghiera vana!
GIACOMO GARRA. Come dicevo, non è possibile che la Corte costituzionale sia una sorta di commissario di Governo collegiale che subentra alle funzioni di quest'ultimo, eliminato per introdurne uno di tipo collegiale.
MARCO BOATO. È un voto sul contesto, non sul testo!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scoca ha facoltà.
MARETTA SCOCA. Innanzitutto devo dire che non condivido le critiche dell'onorevole Garra alla Corte costituzionale. Non credo che durante tutta la sua attività abbia mai dato adito a critiche di nessun genere.
GIACOMO GARRA. Il 513 grida vendetta ancora!
MARETTA SCOCA. Garra, se mi fai finire, perché non è così semplice!
GIACOMO GARRA. Chiedo scusa.
MARETTA SCOCA. Prego. In ogni caso, non si tratta di controversie tra regioni e Governo, ma di un controllo per verificare se abbiano invaso le reciproche sfere di competenza.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Nardini 11.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 430
Votanti 423
Astenuti 7
Maggioranza 212
Hanno votato sì 22
Hanno votato no 401).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 431
Astenuti 7
Maggioranza 216
Hanno votato sì 47
Hanno votato no 384).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliori. Ne ha facoltà.
Il problema riguarda invece l'organo giudicante. Tra breve ci confronteremo sul sistema di elezione della Corte costituzionale e l'Assemblea deve capire che è
Pertanto - ha ragione il collega Boato in questo -, voteremo contro questo articolo in nome e per conto di un ragionamento di sistema e non per quello che stabilisce questo articolo.
Teniamo presente che la Corte - non mi fate parlare del caso Contri - viene eletta con un sistema totalmente statale: 5 membri sono nominati dal Presidente della Repubblica, 5 sono nominate dalle Camere e 5 dalle magistrature. Mentre non contesto la funzione neutrale che assumono, in seno alla Corte, i 5 eletti dalle magistrature, nutro seri dubbi che rimanga tra chi li ha nominati, sia il Capo dello Stato, sia il Parlamento, un qualsiasi vincolo se non altro di riconoscenza.
Finché si vorrà insistere con l'attribuire il giudizio delle controversie alla Corte costituzionale così come oggi è composta, si farà un grosso errore in senso centralista. D'altro canto, il sorriso dell'onorevole Cerulli Irelli è molto forzato perché egli ben sa quale fosse l'opinione dei costituzionalisti allorché l'alta corte della regione siciliana fu consegnata al grande sonno e ad essa subentrò la Corte costituzionale. Liberissimi, se vi sta bene, ma non chiamatelo federalismo né oggi né domani finché la composizione dell'alta Corte sarà totalmente di nomina statale.
Condivido, pertanto, il voto contrario sull'articolo 11 espresso poc'anzi dal collega Migliori.
In ogni caso, per quanto riguarda questo articolo, innanzitutto si elimina il visto del Governo dando così alle regioni tutta la possibilità...
Se non è la Corte costituzionale, l'opposizione dica quale altro organo di controllo possa essere in questo momento previsto nell'attuale struttura dello Stato italiano.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 398
Astenuti 35
Maggioranza 200
Hanno votato sì 235
Hanno votato no 163).


