Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 777 del 26/9/2000
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(Esame dell'articolo 9 - A.C. 4462)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9 , nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 4462 sezione 3).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Vito. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, intervengo brevemente sul complesso degli emendamenti presentati all'articolo 9 per rispondere alla presidente Jervolino Russo che noi siamo lieti del suo un po' tardivo intervento sul merito della nostra proposta emendativa concernente la Camera delle regioni, anche perché si tratta del primo intervento che entra un po' nel merito.
Quando noi, come Casa delle libertà, abbiamo presentato solo cinque emendamenti a questo provvedimento di riforma costituzionale, emendamenti concernenti cinque questioni fondamentali, come sempre accade e come a maggior ragione sarebbe dovuto accadere con riferimento ad una riforma costituzionale, ci saremmo aspettati che su ciascuna di esse (sulla sussidiarietà, sul federalismo, sul federalismo fiscale, sulla Camera delle regioni, sulla diversa composizione della Corte costituzionale) si aprisse una discussione di merito, qualora si fosse stati interessati ad approvare in Parlamento la riforma stessa. Su ciascuno di tali punti si poteva trovare o meno un compromesso: lo si poteva trovare su tutti e cinque, su uno, su due o su tre di essi.

ROSANNA MORONI. È tardi!

ELIO VITO. Se questa fosse stata la volontà della maggioranza, su qualche punto si sarebbe trovato (o meno) il compromesso e sicuramente l'esito della riforma avrebbe potuto essere diverso. Poiché, invece, sin dall'inizio la maggioranza ha voluto presentare in Parlamento il provvedimento di riforma da sola, respingendo


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tutti i nostri emendamenti e dichiarando la volontà di utilizzare (fatto gravissimo) il Parlamento e la riforma costituzionale per fare propaganda elettorale, per poter dire in Parlamento ...

ROSANNA MORONI. Questo lo dite voi!

ELIO VITO. ...«noi ci abbiamo provato, voi no», questo sarà l'esito della riforma.
Certo, se si fosse voluto discutere sul merito della Camera delle regioni (se modificare, cosa modificare, quali poteri attribuire), noi ne saremmo stati ben lieti e, probabilmente, su ciascuno dei cinque punti, forse su tutti, si sarebbe trovato un accordo e, sicuramente, la riforma avrebbe potuto avere un esito diverso. Poiché, però, questo non lo si è voluto fare e la maggioranza, in maniera arrogante, ha rifiutato il confronto sui cinque temi indicati, è evidente che la strumentalizzazione della posizione dei presidenti delle regioni e del momento sacro, solenne, della riforma costituzionale, fatta dalla maggioranza in questa occasione, è senza precedenti...

ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Stiamo scherzando!

ELIO VITO. ...e noi abbiamo il dovere di denunciarlo al Parlamento e all'opinione pubblica.
Quando si ricorre, presidente Jervolino Russo - non lei personalmente -, al momento più alto dell'attività legislativa (la riforma della Costituzione) per degradarlo a polemica politica, a strumentalizzazione, a utilizzo della proposta non per realizzare la riforma, non per realizzarla, come dovrebbe essere, con il massimo consenso possibile, ma solo per poter dire: «io ho cercato di farla, io la volevo fare, voi no», e si rifiuta sistematicamente il confronto sulle nostre cinque proposte, evidentemente si rivela anche lo scarso senso istituzionale, non personale ma complessivo, della maggioranza, e come essa utilizzi costantemente le regole, le istituzioni ed il Parlamento a propria convenienza, esclusivamente per i propri fini elettorali. Per nostra fortuna, sinora tale comportamento non è stato premiato dall'elettorato e ci auguriamo e confidiamo che così continui ad essere e sia anche con riferimento a questa falsa riforma federale.

ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, l'onorevole Vito è un collega estremamente intelligente ed estremamente abile, da bravo avvocato napoletano, nelle tattiche parlamentari. Vorrei ricordare all'onorevole Vito, però, che sono napoletana anch'io e che, quindi, non cado in una provocazione che ha il solo scopo di allungare i lavori della nostra Assemblea, perché voglio che il provvedimento in esame arrivi in porto.
Desidero solo ricordare all'onorevole Vito che in Commissione, anche molto prima della mia presidenza, su ognuno dei temi indicati si è discusso a lungo, così come si è a lungo discusso in sede di Comitato ristretto. La maggioranza non ha affatto rifiutato il confronto; anzi, lo ha cercato pazientemente e, alcune volte, non ha neanche sottolineato la natura pretestuosa di certi scontri. È certo però che la maggioranza ha fatto un'operazione che era doverosa: non si è fatta sottrarre il diritto-dovere di decidere, ma la discussione non nasce assolutamente oggi ed ha radici lontane! La possibilità di confronto vi è stata ed è stata amplissima (Applausi dei deputati dei gruppi Popolari e democratici-l'Ulivo, Democratici di sinistra-l'Ulivo, i Democratici-l'Ulivo, Comunista, misto-socialisti democratici italiani, misto-Verdi-l'Ulivo e misto-Rinnovamento italiano).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare, chiedo al relatore per la maggioranza di esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti presentati.


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VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Signor Presidente, la Commissione ritiene di dover sopprimere l'articolo 9, che era quello sulla Conferenza Stato-regioni e pertanto, nell'ambito di una risistemazione del testo, esprime parere favorevole sugli identici emendamenti soppressivi Giovine 9.1 e 9.16 della Commissione.
Per quanto riguarda gli altri emendamenti, essi saranno preclusi in caso di approvazione degli emendamenti soppressivi, comunque sono superati.

PRESIDENTE. Onorevole relatore, le chiedo di anticipare anche il parere sugli articoli aggiuntivi e sui subemendamenti ad essi presentati.

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. La Commissione esprime naturalmente parere favorevole sul proprio articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) e sul subemendamento Zeller 0.9.03.3, che riguarda la soppressione dell'articolo 124.
Per onestà, devo anche dire che il testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, aveva lo stesso contenuto di tale subemendamento.

PRESIDENTE. Sì, infatti, poiché il merito è sostanzialmente lo stesso, proporrei di spostare la votazione del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, e quella sull'emendamento Ballaman 9.6 dopo la votazione del subemendamento Zeller 0.9.03.3.
È d'accordo?

VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Sì, Signor Presidente.

PRESIDENTE. L'ex testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, assume pertanto la numerazione 0.9.03.4, mentre l'emendamento Ballaman 9.6 assume la numerazione 0.9.03.5.
Il Governo è d'accordo?

ANTONIO MACCANICO, Ministro per le riforme istituzionali. Sì, Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Giovine 9.1 e 9.16 della Commissione, soppressivi dell'intero articolo, accettati dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 406
Astenuti 6
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 229
Hanno votato
no 177).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.9.03.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 406
Astenuti 9
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 17
Hanno votato
no 389).

Passiamo alla votazione degli identici subemendamenti Zeller 0.9.03.3, 0.9.03.4 (ex testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan) e Ballaman 0.9.03.5 (ex 9.6).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.


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MARCO BOATO. Con riferimento a tutto l'arco di questo importante disegno costituzionale di riforma del titolo V, qui c'è l'unico mio e nostro punto di dissenso rispetto al parere poc'anzi espresso dal collega Cerulli Irelli a nome della Commissione. Preciso che non vi è un dissenso sul testo della Commissione, ossia sull'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) che condividiamo pienamente e che voteremo convintamente; il nostro dissenso riguarda invece il parere favorevole espresso sugli emendamenti della Lega e su quelli della Suditiroler Volkspartei e delle minoranze linguistiche.
Vorrei attirare un attimo l'attenzione dei colleghi sia della maggioranza che dell'opposizione.
Il testo della Commissione - come chiunque può vedere - al comma 1 non prevede la soppressione dell'articolo 124 della Costituzione.
L'articolo 124 della Costituzione, così recita testualmente: «Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla Regione». Sottolineo che la Commissione non propone di sopprimere tale articolo, ma adesso esprime parere favorevole sui tre subemendamenti in esame che lo sopprimono! A mio parere, in questa fase della riforma costituzionale questo è un errore!
Si è discusso più volte dell'importanza - che condivido pienamente e che ho sollecitato - della riforma che, se non vogliamo definire federalista, potremmo definire favorevole al rafforzamento delle regioni e delle autonomie locali in una direzione federalista. Altrettanto volte, però, in questo periodo (lo stesso Presidente della Camera si è pronunziato al riguardo) si è sottolineato che, rafforzando fortemente regioni e autonomie locali, si sarebbe commesso un errore se non si fosse rafforzato anche l'istituto Governo: cosa che non stiamo facendo! Allora, noi rischieremo che chiunque governi pro tempore (centrosinistra o centrodestra; non entro nel merito, poiché qui parliamo della Costituzione e non di chi pro tempore governa) a mio parere a un regionalismo o federalismo forte - al di là dell'etichetta che possiamo discutere - deve corrispondere anche un istituto Governo forte!
Ci sono problemi che riguardano la forma di governo in generale, ma su di essi non intervengo in questo momento (sebbene in bicamerale avessimo affrontato la questione). Qui c'è il problema della rappresentanza a livello delle regioni dell'istituto Governo, non con funzioni di controllo, perché i controlli saltano tutti (salta il visto, saltano i controlli amministrativi). Accettando - ma noi non li accettiamo - i subemendamenti Fontan e Zeller, salta anche la presenza di un rappresentante del Governo che abbia funzioni di raccordo delle residue funzioni esercitate dallo Stato a livello locale (quelle che restano dopo questa importante riforma) e di raccordo tra lo Stato e le regioni. A nostro parere è un errore.
È giusto esercitare pressioni perché si approvi una grande riforma regionalista e delle autonomie locali e implementare i poteri delle regioni - noi siamo totalmente d'accordo -, ma a fronte di un istituto Governo, che soffre invece di una debolezza costituzionale e istituzionale, è un errore - a nostro parere - indebolire ulteriormente proprio il Governo nel momento in cui si prevede la sua rappresentanza a livello regionale. Non si tratta peraltro di un emendamento della Commissione, ma di un parere favorevole della Commissione sui due subemendamenti presentati dagli onorevoli Fontan e Zeller. La Commissione non aveva previsto - a mio parere giustamente - quello che era stato previsto dalla bicamerale, cioè un rafforzamento della forma di Governo, e dal testo complessivo del Governo, che faceva anche riferimento al bicameralismo imperfetto, cioè alla necessità della camera delle regioni.
Qui invece si tratta di una riforma importantissima, ma parziale, e si rischia di lasciare completamente scoperta la presenza dell'istituto Governo a livello regionale: peraltro non si tratta di una presenza di controllo, perché per il controllo c'è,


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semmai, il ricorso reciproco alla Corte costituzionale, ma di una presenza di coordinamento e di dialogo istituzionale.
Invitiamo i colleghi a riflettere e a votare contro questi subemendamenti e a favore del testo della Commissione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontan. Ne ha facoltà.

ROLANDO FONTAN, Relatore di minoranza. Siamo ad un passaggio importante perché dopo anni di battaglie e di proposte anche la nostra proposta, avanzata alcuni anni or sono, di sopprimere l'istituto del commissario di Governo, mi sembra abbia cominciato a far breccia in questa maggioranza. Al di là della rivendicazione di questo merito storico (ma non del risultato finale, che vedremo adesso), vi è il risultato culturale, il fatto cioè che oggi stiamo parlando di falso federalismo o comunque di autonomia, il fatto che a distanza di anni vi sia addirittura un parere favorevole di un relatore sulla soppressione dell'articolo 124 della Costituzione, relativo all'istituto del commissario di Governo. Non c'è dubbio che questo sia un dato storico da segnalare e da rimarcare delle posizioni e delle battaglie portate avanti da sempre in maniera umile, anche se a volte con forti toni, dalla Lega. Mi fa piacere che la maggioranza, in questo caso, abbia riconosciuto il valore di anni di battaglie condotte dalla Lega quali espressioni che arrivano dal mondo delle istituzioni e dai cittadini. Non c'è dubbio che l'istituto del commissario di Governo è anacronistico. Non penso che siano da considerare le preoccupazioni del veteroambientalista Boato preoccupato che con questa riforma ci si sbilanci troppo a favore degli enti locali e delle regioni, se viene a mancare quel controllo che finora è stato esercitato dal Governo. Del resto, mi sembra che, comunque, in questo decentramento che prevedete, lo Stato ed il Governo abbiano mille modi, mille maniere, mille strumenti, mille possibilità per controllare la situazione che si sviluppa a livello periferico; quindi, ancora una volta, fa piacere riconoscere che il relatore abbia espresso un parere positivo rispetto ad una battaglia storica della Lega, ma nel contempo dobbiamo sempre sottolineare che forti segmenti della sinistra si ostinano a non voler considerare una vera autonomia, in quanto sono preoccupati e spaventati per un possibile sbilanciamento dovuto a qualche funzione in più assegnata alla periferia ed agli enti locali.
Concludo, comunque, osservando che questo sarebbe uno dei pochissimi segnali positivi nel provvedimento in esame, qualora l'emendamento venisse approvato.

ANTONIO MACCANICO, Ministro per le riforme istituzionali. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO MACCANICO, Ministro per le riforme istituzionali. Signor Presidente, le osservazioni dell'onorevole Boato meritano una risposta.
Il commissario di Governo è stato inserito nella Costituzione del 1948 (si tratta dell'unico funzionario pubblico previsto dalla Costituzione) in relazione alle attribuzioni che egli ha: il visto delle leggi e la possibilità di avviare il procedimento di rinvio. È quindi strettamente legato al controllo del Governo sulle attività legislative della regione. Quando tutto questo cade, non vi è alcun motivo per porre in Costituzione la figura del commissario di Governo; il fatto che non sia menzionato in Costituzione, però, non significa che lo Stato non possa istituire un commissario di Governo con il solo compito di coordinare gli uffici statali periferici nelle regioni: questo può farsi con legge ordinaria e non è necessario avere una norma costituzionale.
Questa è la mia convinzione e per tale ragione l'originario disegno di legge presentato dal Governo non prevedeva l'esistenza del commissario di Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.


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GIACOMO GARRA. Signor Presidente, per la verità, a parte le funzioni del visto sulle leggi o del loro rinvio, l'articolo 124 della Costituzione prevede anche altre funzioni che riguardano la sovrintendenza alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato ed il coordinamento di tali funzioni con quelle esercitate dalla regione. A mio giudizio, quindi, l'articolo 124 dovrebbe essere rivisitato, più che abrogato. Nell'ordinamento costituzionale, esattamente nell'assetto della regione siciliana, esiste la figura del commissario dello Stato, il cui connotato di diversità rispetto al commissario del Governo consiste nel fatto che la sua scelta è concordata tra Stato e regione.
Ecco perché osservo che l'articolo 124 dovrebbe essere semmai rivisitato, e non abrogato: la presenza di un commissario dello Stato scelto di comune intesa ha una sua validità, a mio avviso, tant'è vero che forma oggetto del mio articolo aggiuntivo 17.01. Mi rifaccio ad un ricordo di tanti anni fa, signor Presidente: in Sicilia, il commissario dello Stato venne scherzosamente definito «l'agente diplomatico di una potenza straniera più o meno accreditato» (è chiaro che la definizione dell'Italia come potenza straniera fece ridere, perché tutto sommato era abbastanza improntata a grandiosità). Ad ogni modo, la funzione di coordinamento delle funzioni statali svolte nell'ambito della regione ed il collegamento con le funzioni svolte dalla regione non è inutile, penso invece che sia utile. Allora, dico chiaro e tondo che non sono affezionato all'istituto del commissario del Governo, perché, così come è disegnato, è un funzionario dello Stato che viene appiccicato - mi si consenta il termine - alla regione. Poiché, a mio giudizio, l'articolo 124 della Costituzione andrebbe rivisitato e non abrogato, il subemendamento Zeller 0.9.03.3 non ci trova d'accordo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliori. Ne ha facoltà.

RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, colleghi, non vorrei che questo dibattito fosse falsato dalla convinzione di discutere più che sull'articolo 124 della Costituzione sull'articolo 125. Come il ministro ha detto alcuni minuti fa, un conto sono i controlli di legittimità sugli atti amministrativi, che eliminiamo, e che sono storicamente in capo al commissario di Governo, un altro è l'articolo 124 che prevede, svincolato dal 125, non tanto compiti di controllo, che possono anche ledere o hanno storicamente leso strumentalmente l'autonomia legislativa delle regioni o degli enti locali, ma la possibilità che il Governo abbia, in una determinata provincia o in tutte le province, una presenza che significhi l'organizzazione su quel territorio delle competenze di propria spettanza, anche in rapporto a quelle delle regioni. Faccio presente ai colleghi che noi prevediamo una serie di competenze concorrenti tra le regioni e lo Stato. Pertanto, sdrammatizzando la questione, siccome - come ho già detto più volte nel corso del dibattito - non è detto che non si possa fare tutto quello che è fuori dalla Costituzione, vorrei comprendere per quale motivo il fatto che lo Stato possa avere o meno sul territorio un elemento di coordinamento venga considerato una sorta di crociata. È come se vietassimo alle regioni di avere a Roma, come tutti hanno, la loro rappresentanza per il coordinamento delle loro attività legislativa rispetto allo stato centrale.
Ha ragione il collega Garra quando afferma che sarebbe più opportuno rivisitare l'istituto e non cancellarlo tout court dalla Costituzione. Ciò potrebbe essere preoccupante in quanto potrebbe significare indebolire la configurazione dello Stato, cosa che il federalismo non deve fare, al contrario dovrebbe esaltarla, fatte salve ovviamente le rispettive competenze, prerogative e autonomie.
Esprimiamo, quindi, perplessità sull'emendamento in esame che invito l'Assemblea a valutare con grande attenzione perché, ripeto, l'articolo 125 sui controlli è una cosa, mentre la possibilità che lo Stato ha, attraverso l'articolo 124, di una presenza di coordinamento per le attività esercitate in proprio è assolutamente


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un'altra. Eliminarlo dalla Costituzione tout court, a mio avviso, significa indebolire il nuovo processo ordinamentale delle competenze e credo che nessuno lo voglia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zeller. Ne ha facoltà.

KARL ZELLER. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido l'opinione dei colleghi Boato, Garra e Migliori per il seguente ordine di motivi. Innanzitutto, perché ritengo che la figura del commissario del Governo nella Costituzione sia difficilmente compatibile con una riforma dello Stato in senso più regionalista o più federalista. In secondo luogo, perché eliminando l'istituto del commissario del Governo dalla Costituzione, nulla impedisce al Parlamento nazionale di varare una legge ordinaria per introdurlo nuovamente. In terzo luogo, vorrei ricordare ai colleghi che questo subemendamento non fa altro che ripristinare il testo del disegno di legge governativo - in cui appunto il commissario del Governo non era più previsto in Costituzione - e rispecchia anche la volontà della Commissione espressa nel testo presentato per l'Assemblea, che originariamente non prevedeva più la figura del commissario del Governo.
Ritengo che, accogliendo questo subemendamento, l'Assemblea potrà dare un segnale importante sulla possibilità di prevedere altre forme di coordinamento. Vorrei ricordare ai colleghi che, ad esempio, in Val d'Aosta non esiste la figura del commissario del Governo e ciò nonostante non vi sono mai stati grandi problemi. Anche in altri Stati federali, come ad esempio in Austria, il presidente della regione sovrintende alle funzioni amministrative dello Stato, essendo vincolato ovviamente alle direttive del Governo.
Per questo motivo invito i colleghi a votare a favore di questo subemendamento, in quanto si tratta di un primo passo verso una riforma dello Stato in senso più federalista (Applausi dei deputati del gruppo misto Minoranze linguistiche).

PIETRO FONTANINI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Aveva già parlato il suo collega...

ALESSANDRO CÈ. Ha parlato il ministro Maccanico.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Fontanini. Ha facoltà di parlare.

PIETRO FONTANINI. Signor Presidente, è intervenuto il ministro Maccanico e poi il collega Fontan ha parlato in qualità di relatore di minoranza.
Noi voteremo a favore di questo subemendamento, perché riteniamo che la figura del commissario del Governo sia superata. Lo ha detto bene anche il ministro Maccanico nella prima parte del suo intervento. Questa figura, nata per esercitare un controllo sull'attività legislativa delle regioni, è superata, dal momento che tutti gli articoli riferiti a questa fattispecie vengono abrogati con la proposta della Commissione.
Noi pensiamo che lo Stato abbia già sul territorio, anche regionale, persone che possono svolgere egregiamente la funzione amministrativa di coordinamento. Cito un esempio molto caro all'ex ministro Berlinguer: il sovrintendente scolastico, che coordina le attività del mondo della scuola e risiede nei capoluoghi di regione. Vi sono poi altre figure, come i prefetti, che, tra l'altro, molte volte diventano commissari del Governo. Anche in questo caso si è creata una certa confusione: i prefetti, che hanno determinata responsabilità, soprattutto per quanto riguarda l'ordine pubblico, hanno dovuto anche essere investiti della responsabilità di esprimere un giudizio in merito all'attività legislativa dell'organo legislativo regionale.
Ecco perché noi pensiamo che, se si vuole veramente introdurre il federalismo e dare alle regioni pienezza di autonomia in campo legislativo, bisogna eliminare


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questa figura, che noi riteniamo molto, molto superata (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. Signor Presidente, colleghi, abbiamo espresso parere favorevole su questi subemendamenti perché la soppressione dell'articolo 124, oltre che essere il frutto del dibattito che si era svolto nella Commissione bicamerale, riproposta nel testo D'Alema-Amato e nei testi presentati anche da altre forze della maggioranza, era contenuta anche nel testo originario della Commissione che, nel modificare l'articolo 124, sopprimeva sostanzialmente il commissario del Governo.
Noi sopprimiamo già l'articolo 127 sul visto di legittimità; quindi, secondo la tesi di chi vuole conservare la figura del commissario del Governo, resterebbe un commissario con una duplice funzione: coordinare le funzioni amministrative dello Stato sui territori regionali e coordinare le attività amministrative dello Stato con le funzioni e le attività amministrative della regione.
L'insieme della proposta di legge porta ad individuare nei comuni i centri propulsivi primari dell'attività amministrativa, anzi, tutti qui hanno fatto riferimento alla necessità che soltanto applicando correttamente il principio di sussidiarietà si arrivi a rimuovere nel nostro paese la duplicazione degli apparati amministrativi. Tutti sono convinti che lo spostamento delle funzioni amministrative verso la centralità del comune debba portare ad una soppressione o almeno ad una estrema riduzione delle attività amministrative delle regioni e allora che senso ha conservare la figura di un commissario di Governo che coordina le attività amministrative dello Stato che già, stando a questo testo, devono essere ridotte? Il centro propulsivo delle attività amministrative è rappresentato dai comuni e quindi le attività amministrative dello Stato debbono ridursi, secondo questa visione autonomistica o federale, che dir si voglia. Per altro verso la regione deve perdere questi suoi apparati e queste sue funzioni amministrative perché il centro deve essere il comune. E allora cosa deve coordinare il commissario di Governo? Attività residuali che, secondo il principio di sussidiarietà, passano al livello più alto degli enti man mano che la necessità unitaria della gestione si impone. Quindi, nella visione complessiva di questo testo non ha senso prevedere un rango costituzionale per una figura, come quella di commissario di Governo, che non ha più senso per la filosofia che ha ispirato questo testo. Nulla vieta comunque che il Governo, in fase di riordino dei Ministeri e della Presidenza del Consiglio, come peraltro è già avvenuto, nomini un suo rappresentante nelle varie regioni per l'espletamento di quelle residue e limitate gestioni ed attività amministrative che lo Stato deve svolgere, quelle che non può trasferire, non alle regioni, bensì ai comuni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Zeller 0.9.03.3, Fontan 0.9.03.4 (ex testo alternativo Fontan) e Ballaman 0.9.03.5 (ex 9.6), accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 439
Votanti 424
Astenuti 15
Maggioranza 213
Hanno votato
sì 280
Hanno votato
no 144).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.

GIACOMO GARRA. Poiché con l'emendamento posto in votazione si chiede l'abrogazione degli articoli 115, 125, primo comma, 128, 129 e 130 della Costituzione, oltre che una modifica dell'articolo 132, comma 2, e poiché il voto non è uniforme, chiedo che si voti singolarmente la soppressione di ciascun articolo, se il regolamento lo consente.

PRESIDENTE. Sarà un piacere.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanardi. Ne ha facoltà.

CARLO GIOVANARDI. Per la verità, signor Presidente, avevo chiesto la parola sull'abrogazione dell'articolo 124 ma purtroppo, per il solito disguido...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa.

CARLO GIOVANARDI. Non ci siamo capiti ma, poiché stiamo trattando di materie analoghe e poiché si è trattato di un voto importante, vorrei spiegare il motivo per cui abbiamo votato contro. Per la verità siamo rimasti un po' sorpresi di fronte all'ondeggiare continuo - noi del centro cristiano democratico che ci consideriamo moderati - fra fughe in avanti e resistenze da parte del relatore e della maggioranza.

GIOVANNI CREMA. Ma come fai a dire questo?

CARLO GIOVANARDI. Siamo stati noi a votare ancora una volta il principio di uno Stato federale e di uno Stato centrale per garantire il minimo essenziale nel momento in cui le autonomie non riescono a farlo.
Nel contempo, crediamo - come ha detto il relatore Soda - che le regioni non debbano diventare centri di governo, in quanto vi sono anche i comuni, le province e le altre autonomie locali e le amministrazioni debbono essere gestite a quei livelli; pertanto, l'articolo 124 della Costituzione avrebbe potuto essere emendato ricordando le funzioni esercitate dalle regioni e quelle esercitate dai comuni. Da qui al fatto che non vi sia un minimo di armonia ce ne passa! Armonia vuol dire, in una fase di passaggio, una forma di collaborazione tra lo Stato, le regioni ed i comuni. In un articolo che parla di una figura che sovrintende alle residue funzioni statali sul territorio e si preoccupa di un coordinamento tra comuni, province e regioni nell'ottica della sussidiarietà, si sarebbe potuto prevedere l'intervento dello Stato. Chi deve fare il monitoraggio sul luogo? Chi deve coordinare i vari livelli di governo?
Signor Presidente, alcune volte assistiamo a dimostrazioni di arretratezza, altre volte a vere e proprie fughe in avanti; in questo caso, infatti, abbiamo assistito alla distruzione di un principio che mi sembrava il più federalista e il più avanzato della Costituzione; se esisteva un articolo federalista nella nostra Costituzione, era proprio il 124, che non prevedeva la subordinazione delle regioni, ma le poneva sullo stesso piano dello Stato, attribuendo al commissario del Governo soltanto una funzione di sovrintendenza alle attività statali e di coordinamento con le funzioni regionali. Pertanto, con la precedente votazione, avete abrogato la disposizione più avanzata - dal punto di vista del federalismo - contenuta nella Costituzione!

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione per parti separate dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla prima parte dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione, consistente nell'abrogazione dell'articolo 115 della Costituzione, accettata dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 409
Astenuti 7
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 400
Hanno votato
no 9).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla seconda parte dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione, consistente nell'abrogazione del primo comma dell'articolo 125 della Costituzione, accettata dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

GIACOMO GARRA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Garra, ha già fatto la sua dichiarazione di voto (Commenti del deputato Garra). Mi scusi, ma lei ha già parlato, in quanto la dichiarazione di voto si fa sul testo della proposta emendativa e non su ciascuna delle parti separate.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 423
Votanti 418
Astenuti 5
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 404
Hanno votato
no 14).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla terza parte dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione, consistente nell'abrogazione dell'articolo 128 della Costituzione, accettata dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 423
Astenuti 6
Maggioranza 212
Hanno votato
sì 416
Hanno votato
no 7).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla quarta parte, dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione, consistente nell'abrogazione dell'articolo 129 della Costituzione, accettata dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

GIACOMO GARRA. Chiedo di parlare. Presidente, mi faccia parlare!

RICCARDO MIGLIORI. Presidente, ci faccia parlare!

PRESIDENTE. Per favore, se urlate non capisco cosa volete. O vi alzate e spingete il pulsante del microfono, altrimenti non vi posso sentire. Prego, onorevole Garra.

GIACOMO GARRA. Signor Presidente, vogliamo intervenire su questo punto.

PRESIDENTE. Non è possibile.

GIACOMO GARRA. Signor Presidente, questo significa privare della parola l'opposizione!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Proteste del deputato Garra) (
Vedi votazioni).
(Presenti 334
Votanti 329
Astenuti 5
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 324
Hanno votato
no 5).


Pag. 94

Onorevole Garra, mi ascolti (Proteste del deputato Garra). Mi ascolti, per cortesia. Se non sa cosa voglio dire, come fa a contestarmi?

GIACOMO GARRA. Ma lei non mi ha dato la parola!

PRESIDENTE. No, le ho detto un'altra cosa. Le ho detto che, essendo lei intervenuto sull'articolo aggiuntivo, non può intervenire nuovamente sulle singole votazioni delle parti separate. Invece, può - se lo ritiene - intervenire l'onorevole Migliori, in quanto non è già intervenuto.

GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

GIORGIO PANATTONI. Per segnalare che, per errore, nell'ultima votazione ho votato contro; invece, avrei voluto votare a favore.

PRESIDENTE. Ne prendiamo atto.
Passiamo alla votazione della quinta parte dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliori. Ne ha facoltà.

RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, abbiamo abrogato un articolo della Costituzione con una certa fretta. Comprendo il regolamento, ma forse non ci siamo compresi sul punto e parlarne ora è un po' difficile. L'intervento che avrei voluto fare (e che ritengo avrebbe voluto fare anche il collega Garra) voleva suscitare un'attenzione particolare sull'abrogazione di un articolo della Costituzione che, tutto sommato, non guastava in quanto dava la possibilità - contro ogni tentazione di tipo neocentralista - di considerare comunque i comuni e le province enti di riferimento ai fini dell'organizzazione amministrativa e di governo delle rispettive istituzioni. Tutto qui. Può darsi che le nostre preoccupazioni siano inutili; probabilmente il relatore avrebbe avuto la possibilità di chiarire il proprio pensiero ma, a mio giudizio, avremmo soppresso un articolo della Costituzione con maggior attenzione e utilità. Per quanto riguarda gli altri aspetti, siamo d'accordo; i problemi si ponevano relativamente all'abrogazione dell'articolo 129 della Costituzione; il collega Garra aveva chiesto la votazione per parti separate, proprio per sottolineare la differenziazione nell'atteggiamento di voto su tali articoli.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Migliori. Vorrei precisare che, quando ha avuto inizio una votazione, non è possibile dare la parola in quanto si è in fase di votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla quinta parte dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione, consistente nell'abrogazione dell'articolo 130 della Costituzione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 409
Astenuti 7
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 401
Hanno votato
no 8).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul secondo comma dell'articolo aggiuntivo 9.03 (Terza formulazione) della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 392
Astenuti 37
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 248
Hanno votato
no 144).


Pag. 95

Sono pertanto soppressi gli articoli 10, 12, 13, 14 e 16 del testo unificato.
Passiamo all'esame dell'articolo aggiuntivo Nardini 10.01.

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