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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 , nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 4462 sezione 2).
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, sul subemendamento Fontan 0.8.23.1, sugli emendamenti Peretti 8.23 e Fontan 8.7, sugli identici emendamenti Giovine 8.1 e Fontan 8.22, sugli emendamenti Teresio Delfino 8.27, Ballaman 8.12 e Fontan 8.8. Il parere è favorevole, invece, sugli identici emendamenti Ballaman 8.13 e 8.26 della Commissione.
PRESIDENTE. Avverto che i successivi identici emendamenti Crema 8.4 e Zeller 8.14, nonché l'emendamento Zeller 8.15 sono stati ritirati.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. L'emendamento 8.25 della Commissione viene ritirato condizionatamente al fatto che l'onorevole Garra riformuli il suo successivo emendamento 8.3, che alla Commissione va molto bene, sostituendo le parole: «dell'uniformità delle condizioni di vita» con le parole: «dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali». Ciò in quanto, Presidente, nel testo dell'articolo precedente abbiamo inserito questa formula; si tratta quindi, di una questione di pulizia complessiva del testo.
PRESIDENTE. Onorevole Garra, concorda con la riformulazione proposta dal relatore?
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, la mia proposta è: «dei livelli minimi». Mi rendo conto tuttavia che, poiché in altre precedenti parti del testo si parla di «livelli essenziali», sarebbe facile in sede di coordinamento formale uniformare il linguaggio usando il termine «essenziali» anziché «minimi». Di conseguenza, sia pure a malincuore (perché ritengo giusta l'espressione «livelli minimi») siccome potrebbe essere aggirata una mia impuntatura sul termine minimi con l'esigenza del coordinamento formale, mi pare che la soluzione - se vogliamo inserire questo emendamento - sia giocoforza quella di subire l'essenziale...
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Garra.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. La Commissione esprime parere contrario sull'articolo aggiuntivo Nardini 8.02 e sul subemendamento Pisanu 0.8.04.2. Rispetto a quest'ultimo subemendamento, vorrei segnalare che la parola «più», contenuta nell'ultima riga del testo, deve intendersi sostituita dalla parola «meno».
PRESIDENTE. Abbiamo già proceduto in tal senso, onorevole relatore. Prosegua pure.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. La Commissione esprime parere favorevole sul proprio articolo aggiuntivo 8.04.
PRESIDENTE. Il Governo?
ANTONIO MACCANICO, Ministro per le riforme istituzionali. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan.
GIACOMO GARRA. Ho sentito più volte i relatori manifestare il loro dissenso allorché il potere sostitutivo in altri emendamenti precedenti veniva attribuito alla regione anziché al Governo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontan. Ne ha facoltà.
ROLANDO FONTAN, Relatore di minoranza. Riguardo all'articolo 8, l'idea era quella di dare eventualmente la possibilità al Governo di sostituirsi agli organi delle regioni e degli enti locali allorquando essi non avessero rispettato la normativa comunitaria e quella internazionale. Questa mi sembra che fosse la prima volontà che a suo tempo era emersa. Se ciò può andar bene, mi pare peraltro che nel testo base che stiamo esaminando oltre a questo si sia aggiunta tutta una serie di altre questioni: mi riferisco a quella parte dell'articolo 8 dove si parla dell'unità economica e, in particolare, della tutela
dell'uniformità delle condizioni di vita, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. Rispetto a questi ultimi, da una parte si afferma che si vuole concedere autonomia e rispettare gli enti locali (regioni, province e comuni) e, dall'altra parte, si mette in piedi un meccanismo molto discrezionale e ampio per dare la possibilità di intervenire sempre e comunque! Vorrei cercare di capire e di mettermi nell'ottica un domani di qualsiasi tipo di Governo per sapere quale sarà mai il contrasto o la violazione dell'unità economica e in particolare la tutela dell'uniformità delle condizioni di vita. Questo vuol dire evidentemente una pianificazione terribile su tutto il territorio e andrà ovviamente contro una logica di diversità, di movimento e di quant'altro!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. È stato più parco con noi, forse rispetto ad altri gruppi.
PRESIDENTE. Assolutamente no, perché a tutti i gruppi che avevano a disposizione mezz'ora è stato concesso un altro quarto d'ora. La prego di riflettere.
MARCO BOATO. Sì, la ringrazio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Boato.
RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, colleghi, noi condividiamo il senso delle preoccupazioni qui espresse dal collega Fontan circa una terminologia - invito i colleghi a considerarla - che nel suo sviluppo logico e interpretativo fa riferimento in modo anche ripetitivo ad una sorta di omologazione. Infatti, nel momento stesso in cui le regioni hanno capacità legislative significative in materia, la tutela dell'unità giuridica è un concetto
che, se male interpretato, può significare una potenziale compressione dell'autonomia legislativa. Lo stesso riferimento all'unità economica non comprendo quale significato possa avere, considerando le competenze regionali nel settore produttivo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione del subemendamento Fontan 0.8.23.1.
GIACOMO GARRA. Per come è scritto e per il contenuto del secondo periodo del secondo comma dell'emendamento Peretti 8.23, ritengo che sia da accogliere il subemendamento Fontan 0.8.23.1, sul quale, pertanto, esprimeremo voto favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Peretti 8.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Fontan 8.7.
GIACOMO GARRA. Credo che già il Trattato istitutivo dell'Unione europea abbia previsto il diritto della libera circolazione anche per ragioni di lavoro nell'area
dell'Unione europea. Quindi, se ci fosse stata una svista da parte dei colleghi presentatori, potrebbe anche esserci una sorta di pentimento. Francamente, però, dobbiamo tenere presente che è una norma inapplicabile; una norma di questo genere, qualora approvata, sarebbe in contrasto con il trattato dell'Unione europea, per cui ovviamente abbiamo qualche difficoltà per condividerla.
ROLANDO FONTAN. Chiedo di parlare per motivare il ritiro del mio emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROLANDO FONTAN. La ringrazio infinitamente per la sua benevolenza, Presidente.
PRESIDENTE. Si ricorderà di me nelle sue preghiere!
ROLANDO FONTAN. Non vi è dubbio!
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Fontan.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Teresio Delfino 8.27.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, come lei ricorderà, l'emendamento in esame è l'ex 5.180, che è stato riproposto in questa sede: se ben ricordo, la Commissione si era riservata di dire qualcosa rispetto alla problematica avanzata e sarebbe bene che si aprisse un minimo di confronto al riguardo, per capire se si coglie il senso ed il significato del contributo che abbiamo inteso offrire con l'emendamento in esame.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VINCENZO CERULLI IRELLI, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti agli enti locali e ai loro rapporti con lo Stato e con le regioni. Signor Presidente, dietro l'emendamento in esame certamente vi è una logica ed una giustificazione; il problema, però, è che emerge un modello istituzionale parzialmente diverso da quello che abbiamo, un modello nel quale gli enti locali sono sostanzialmente nell'ambito dell'ordinamento regionale, in qualche modo secondo il tipo tedesco. Da noi non è così, perché gli enti locali si muovono, vivono, sono organizzati nell'ambito dell'ordinamento statale, e non regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Tassone?
MARIO TASSONE. Signor Presidente, prendo atto del ragionamento del relatore, al quale, però, vorrei ricordare che, nell'ambito delle normative sulla protezione civile, vengono ad essere investiti da responsabilità sia le regioni sia i comuni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, chiedo che l'emendamento in esame venga votato per parti separate, immaginando un punto dopo le parole «sicurezza pubblica». Per le ragioni che abbiamo enunciato a proposito del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, non possiamo approvare una soluzione antitetica. Sulla seconda parte saremmo orientati, invece, ad esprimere un voto favorevole.
PRESIDENTE. Fino al punto e virgola dopo le parole «sicurezza pubblica»?
GIACOMO GARRA. Sì, Presidente.
PRESIDENTE. Tenga presente che la reiezione della prima parte avrebbe effetti preclusivi sulla seconda, perché si fa riferimento al «potere di sostituzione previsto dal presente comma».
GIACOMO GARRA. Sì, signor Presidente, è per dimostrare che il dissenso non è sull'intero emendamento, ma su un segmento dello stesso. Le conseguenze sono quelle che sono.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
La seconda parte dell'emendamento è pertanto preclusa.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 8.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Avverto che l'emendamento Ballaman 8.13 è stato ritirato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 8.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Garra, sul suo emendamento 8.2 c'è un invito al ritiro perché il relatore diceva che sostanzialmente il concetto è già ripreso nel testo.
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, insisterei per la votazione, ma posso concordare sull'invito.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 8.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 8.21, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Garra 8.3, nel testo riformulato.
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, credo che l'unico modo per inserire tale specificazione nella Costituzione sia votare a favore dell'emendamento in esame, anche se vi è una sostanziale differenza tra «essenziali» e «minimi». Non ci rimangiamo quanto abbiamo detto in sede di discussione sugli emendamenti precedenti, ma poiché sono convinto che, se fosse passato il termine «essenziali», in sede di coordinamento sarebbe caduto anche il riferimento al termine «minimi», preannuncio il voto favorevole.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8, nel testo emendato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Nardini 8.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
GIANNI RISARI. Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI RISARI. Signor Presidente, nella votazione precedente ho erroneamente espresso un voto favorevole; intendevo esprimerne uno contrario.
PRESIDENTE. Ne prendo atto.
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, credo che ancora vi sia un varco strettissimo attraverso il quale poter riequilibrare lo scontro, che è innegabile vi sia stato nel corso di tutte queste sedute, tra la maggioranza e l'opposizione.
ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. Signor Presidente, di tutto ha bisogno il nostro paese, tranne che di una terza Camera, perché quella introdotta con il subemendamento in discussione sarebbe una terza Camera.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliori. Ne ha facoltà.
RICCARDO MIGLIORI. Signor Presidente, colleghi, non facilita il nostro confronto questa riflessione sbrigativa del collega Soda. Siamo di fronte ad una grande questione e non ad un tic nervoso del collega Garra...
LUIGI OLIVIERI. Che ne ha tanti!
RICCARDO MIGLIORI. Ne può anche avere, ma non li ha manifestati al momento.
discusso circa la perequazione, i fondi di solidarietà, la grande questione finanziaria e fiscale del nostro paese, sono comunque monche, nel momento stesso in cui manca una Camera o un Senato - chiamiamolo come vogliamo ...
MARCO BOATO. Ma questa si aggiunge a Camera e Senato! È una terza Camera!
RICCARDO MIGLIORI. Collega Boato, sei troppo intelligente per non comprendere che il nostro testo propone la sostituzione della seconda Camera.
ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. E dov'è?
PRESIDENTE. La domanda è: qual è la seconda Camera?
RICCARDO MIGLIORI. Colleghi, se vogliamo giocare, giochiamo; se vogliamo discutere, discutiamo: sono cose diverse.
MARCO BOATO. Questo aggrava la questione!
RICCARDO MIGLIORI. Non mi sembra che sia così, anzi, mi sembra che dia una grande dignità propositiva allo schieramento della Casa delle libertà che sul punto è concorde; mi preoccupa invece la risposta negativa e sbrigativa del relatore Soda perché avrebbero potuto essere sottoposti alla valutazione dell'Assemblea ben altri argomenti da parte dei colleghi della maggioranza, visto che sono vasti settori della maggioranza, non in quest'aula, ma nelle regioni, ad avanzare autorevolmente la proposta. Ecco perché invitiamo i colleghi a dare maggiore attenzione alla questione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontan. Ne ha facoltà.
ROLANDO FONTAN. Signor Presidente, anch'io voglio aggiungermi ai colleghi che mi hanno preceduto per stigmatizzare il comportamento dei colleghi e in primo luogo del relatore, che ha detto solo falsità. È bene quindi che tutto ciò rimanga a verbale, se mai un giorno qualcuno avrà la forza di leggere i resoconti stenografici.
La nostra proposta non è volta alla creazione di una terza camera, oltre alla Camera e al Senato...
MARCO BOATO. Così è scritto!
ROLANDO FONTAN. È scritto nella vostra testa, visto che il centrosinistra nella Commissione bicamerale aveva sostenuto per qualche mese la necessità di istituire una terza camera. Quella, sì, che era la terza camera, magari da letto! Forse vi siete fermati a quel punto e non avete colto la differenza.
MARCO BOATO. Scoordinata, non coordinata: con la «s» davanti!
ROLANDO FONTAN. ...che trova riferimento nel sistema tedesco e che riconosce in qualche misura il potere delle regioni, quelle stesse regioni che voi dite di voler far partecipare allo sviluppo dello Stato. Cos'altro può esserci di meglio se non istituire una struttura (che abbiamo chiamato Camera delle regioni, ma che può essere definita anche in altro modo) in cui le regioni direttamente, con i propri rappresentanti, possano partecipare alla formazione delle leggi più importanti e all'attività legislativa dello Stato? Il minimo che si poteva fare era quanto meno discutere (non dico approvare) una proposta del genere; invece, voi aprioristicamente avete voluto chiudere anche questo quarto passaggio importante per la Lega e per il Polo!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.
MARCO BOATO. Signor Presidente, senza voler fare polemiche, vorrei ricordare che abbiamo discusso a lungo sull'ipotesi di superare il bicameralismo perfetto; è di questo che ha parlato l'onorevole Salvati stamattina e mi sembra che tutti abbiamo convenuto sul fatto di giungere ad una tale soluzione nel corso della prossima legislatura. Il subemendamento in esame propone di aggiungere all'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione alcuni commi che istituirebbero la Camera delle regioni. Il risultato sarebbe che nel nostro ordinamento avremmo la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, il Consiglio delle autonomie locali e la Camera delle regioni!
GIACOMO GARRA. E quindici consigli regionali voluti da voi!
MARCO BOATO. Ritengo necessaria un po' di serietà nell'affrontare la questione. Il documento unitario dei presidenti delle regioni, dell'ANCI e dell'UPI chiede di introdurre nella Costituzione il Consiglio delle autonomie locali, come proposto dall'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione. Pertanto, proponiamo di respingere il subemendamento del Polo delle libertà (che porterebbe alla costituzione di una terza Camera e non al superamento del bicameralismo perfetto)
e di approvare l'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione, che propone di istituire il Consiglio delle autonomie locali presso ogni regione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione.
ELIO VITO. Signor Presidente, ho la sensazione che ancora una volta il collega Boato finisca - per carità, in buona fede - per confondersi e confonderci, come ha fatto con la sussidiarietà e con altri argomenti. Anche in questo caso viene presentato il Consiglio delle autonomie locali (proposto nell'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione) come qualcosa di analogo o potenzialmente analogo alla Camera delle regioni da noi proposta.
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. No, non è così.
MARCO BOATO. No!
ELIO VITO. Scusate, ma poco fa l'onorevole Boato ha detto che qualora fosse stata approvata la proposta emendativa della Casa delle libertà, avremmo avuto la Camera dei deputati, il Senato, il Consiglio delle autonomie e la Camera delle regioni. A questo punto, è facile far passare all'esterno fatti che sono diversi dalla realtà: il Consiglio delle autonomie locali (proposto dalla Commissione) è un organismo interno a ciascuna regione, essendo un organo di consultazione tra la regione e gli enti locali; pertanto, non c'entra nulla con la Camera delle regioni e non c'entrava nulla neanche l'intervento dell'onorevole Boato svolto poco fa...
MARCO BOATO. Non mi hai ascoltato!
ELIO VITO. ...il quale ha affermato che la Camera delle regioni da noi proposta sarebbe andata ad aggiungersi all'organismo che sarà istituito a livello regionale, che non serve a dare più poteri alle regioni in ambito nazionale nel confronto con il Parlamento.
MARCO BOATO. Non c'è nessuna sbavatura!
ELIO VITO ...espresso prima anche dal collega Salvati, secondo il quale saremmo tutti un po' soddisfatti delle norme, invece insufficienti, che il Parlamento sta votando in queste ore e tutti ci accontenteremmo di rinviare il dibattito alla prossima legislatura. Noi lo abbiamo già detto, l'ha già detto il presidente Pisanu: riteniamo che, se adesso il Parlamento non sfrutta l'occasione di questa riforma per portare a termine fin d'ora le cose che si possono fare, questa è un'occasione persa, sprecata, mancata. È singolare, allora, che, per sprecare queste occasioni, si utilizzino gli argomenti e le richieste dei presidenti delle regioni, quando lo stesso onorevole D'Alema, la settimana scorsa, ha motivato la necessità che il Parlamento riprendesse il cammino riformatore - chiamiamolo riformatore - proprio come
risposta alle regioni, per poter dire, insomma, alle regioni «le riforme non le fate voi, ma le facciamo noi al posto vostro» e per limitare il loro potere. Allora noi riteniamo che questa mancata riforma federale sulla sussidiarietà e sulla Camera delle regioni possa essere una buona occasione per la prossima legislatura in un solo senso, per quanto ci riguarda. Così come voi vi accingete a portare fino in fondo questa controriforma, a fine legislatura, solo con i voti della maggioranza, noi utilizzeremo lo strumento dell'articolo 138 e questa controriforma è utile per la prossima legislatura solo perché noi chiameremo il popolo, come prevede l'articolo 138, a pronunciarsi su questa riforma, e il voto popolare, se questa riforma verrà considerata insufficiente, come noi riteniamo...
MARCO BOATO. Il voto popolare ci darà ragione!
ELIO VITO ...rappresenterà una forte legittimazione a procedere, con il prossimo Parlamento e con l'investitura popolare, nel delineare quella riforma sulla Camera delle regioni...
GIOVANNI CREMA. E se ti danno torto? Fai l'altra ipotesi!
ELIO VITO ...sul federalismo, sulla sussidiarietà e sugli altri temi che vedremo, che voi oggi non avete voluto fare. Tutte queste cose, ci auguriamo, potranno essere fatte più agevolmente dal Parlamento nella prossima legislatura, con il conforto del voto popolare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Armaroli. Ne ha facoltà.
PAOLO ARMAROLI. Signor Presidente, come ha ben rilevato l'onorevole Vito, una cosa è il consiglio delle autonomie locali, organo istituito all'interno di una regione, e ben altra cosa è la Camera delle regioni.
MARCO BOATO. Siamo tutti d'accordo su questo!
PAOLO ARMAROLI. Mi stupisce, allora, che l'onorevole Soda sia contrario alla Camera delle regioni, perché, salvo errore, l'onorevole Soda è un democratico di sinistra e i Democratici di sinistra vengono, appunto, dal Partito dei democratici di sinistra e questo discende dal Partito comunista italiano. Io ho invidia per tante ascendenze e discendenze, perché, come Ettore Petrolini, io discendo dalle scale di casa mia, ma devo dire (Applausi polemici dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)...
SERGIO SABATTINI. Bravo! Bene!
PAOLO ARMAROLI. Eh, beh, sono sfortunato, Presidente...
PRESIDENTE. Questo è vero, sì!
PAOLO ARMAROLI. No, sono sfortunato perché discendo dalle scale di casa mia, non ho famiglia, non ho congiunti.
italiano come di un inutile doppione. Non sarà inutile, ma è sicuramente un doppione.
ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. A tre! Perché di un doppione ne facciamo tre!
PAOLO ARMAROLI. È infatti concepibile una Camera delle regioni in cui la seconda Camera sia l'espressione delle varie giunte regionali; si può altresì pensare anche ad una Camera delle regioni in cui i deputati o i senatori siano eletti in secondo grado dai consigli regionali, ma si possono anche immaginare - l'onorevole Soda è un po' dannunziano, nel senso che è un po' immaginifico - strumenti diversi per definire la composizione di tale camera.
MARCO BOATO. È un fatto positivo! Il popolo si pronuncerà!
PAOLO ARMAROLI. ...il quale, in questo caso, potrà esprimere parere positivo sul referendum. Il signor Presidente della Repubblica ha 60 giorni per indire tale referendum e presumo che il Presidente della Repubblica, come ho ricordato ieri, non voglia indirlo per l'estate...
ANTONIO SODA, Relatore per la maggioranza per i profili inerenti all'ordinamento regionale. Siamo favorevoli!
PRESIDENTE. Visto che i tempi sono noti, la invito a concludere il suo ragionamento.
PAOLO ARMAROLI. Sono noti, ma forse non tutti conoscono il calendario gregoriano.
PRESIDENTE. Ma è facilmente accessibile.
PAOLO ARMAROLI. Dall'indizione del referendum al suo svolgimento deve intercorrere un periodo che va dai 50 ai 70 giorni. Quindi, occhio al calendario, perché potrebbe anche accadere,...
PRESIDENTE. Che votiamo ad agosto il referendum.
PAOLO ARMAROLI. ...per far risparmiare soldi all'erario e quindi a tutti i cittadini, che si arrivi all'abbinamento, a fine aprile o ai primi di maggio, delle elezioni politiche con il referendum.
MARCO BOATO. Speriamo che Berlusconi non dica che è un referendum comunista!
PAOLO ARMAROLI. Ebbene, staremo a vedere se il popolo sovrano approverà o dirà di no allo straccio di federalismo che volete imporci (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Signor Presidente, vorrei fare un po' di chiarezza e riportare
serenità in questo dibattito. Noi abbiamo al nostro esame, in via prioritaria, come ha giustamente affermato il collega Vito, il consiglio delle autonomie locali, che non ha alcuna attinenza con la Camera delle regioni. Noi rispondiamo, come ha sottolineato l'onorevole Boato, ad una richiesta avanzata dall'ANCI e dall'UPI, che è stata condivisa dalla Commissione, relativa alla necessità di far fronte all'eventuale pericolo di un neocentralismo regionale e di istituire, demandando poi allo statuto di determinarne le competenze, in ogni regione, un organo consultivo della regione stessa nel quale siano rappresentate le autonomie locali comune e provincia.
GIACOMO GARRA. Voi a quindici, noi a tre!
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Non a quindici, quelli sono organi consultivi interni della regione ed è una cosa completamente diversa.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Jervolino Russo. Per cortesia, colleghi al banco del Governo!
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. ... che il modo in cui è stato formulato il subemendamento Pisanu 0.8.04.2 non costituisce un sistema serio di revisione del sistema bicamerale. Infatti, non basta dire: «È istituita la Camera delle regioni, composta da...», bisogna anche dire quali siano i compiti di questa Camera, se il sistema di bicameralismo perfetto vada avanti o meno e su cosa essa si debba pronunciare.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
GIACOMO GARRA. Presidente, il subemendamento Pisanu 0.8.04.2 non era stato presentato inizialmente dalla Casa delle libertà, ma quando è stato presentato dalla Commissione un articolo aggiuntivo istitutivo in ogni regione di un consiglio delle autonomie locali...
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Richiesto dall'ANCI e dall'UPI!
GIACOMO GARRA. Benissimo, la richiesta dell'ANCI prevede componenti di diritto, presidenti delle provincie, presidenti dei comuni capoluoghi e altri componenti eletti dai sindaci! Ciò significa assicurare la moltiplicazione delle «cadreghe» a richiesta dell'ANCI e dell'UPI!
ROSA JERVOLINO RUSSO, Presidente della I Commissione. Lo vada a dire all'ANCI!
GIACOMO GARRA. Certo, mi stanno molto a cuore anche perché molti sindaci e presidenti della provincia probabilmente con le nuove elezioni dovranno lasciare le loro cariche e si troveranno inseriti in un organismo consultivo.
PRESIDENTE. Onorevole Garra, deve concludere.
GIACOMO GARRA. Quindi, sull'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione il voto sarà contrario.
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Fontan 8.6, mentre sull'emendamento Garra 8.2 vi è un invito al ritiro perché il senso di tale emendamento è lo stesso di quello del testo della Commissione.
La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Fontan 8.10 e 8.9, mentre il parere è favorevole sull'emendamento Teresio Delfino 8.21.
Prego, onorevole Cerulli Irelli.
Chiedo all'onorevole relatore di anticipare il parere sugli articoli aggiuntivi presentati.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
Nel caso di specie, siamo in presenza di un testo alternativo nel quale - come i relatori hanno sempre sostenuto e in relazione alle richieste avanzate dall'ANCI - si afferma che il potere sostitutivo è attribuito al Governo, non alla regione, sia pure con un richiamo che io reputo opportuno al rispetto del principio di leale collaborazione che deve contrassegnare i nuovi soggetti dell'ordinamento costituzionale italiano.
Sono queste le ragioni per le quali - e mi aspetto da parte dei relatori un ripensamento del loro parere contrario - il gruppo di Forza Italia voterà a favore di questo testo alternativo.
Poiché mi pare estremamente grave questo testo base, abbiamo presentato un testo alternativo che è molto più asciutto e che cerca di risolvere i rapporti a livello internazionale e comunitario ma evidentemente non quello di imbrigliare, di chiudere e di mettere il coperchio sopra questi enti locali dando la possibilità al Governo (e quindi di fatto allo Stato) di vita e di morte in prospettiva e dando vita anche ad una difficile interpretazione un domani degli elementi contenuti nel testo. È infatti evidente che stabilire quando un comportamento, una legge o l'operato di una regione siano contro la tutela dell'uniformità di certe condizioni di vita è estremamente difficile, se non addirittura impossibile!
Onorevole Boato, il tempo a disposizione del suo gruppo è terminato. Tuttavia, lo aumentiamo di 15 minuti.
Proceda pure.
Il collega Garra ha accettato la riformulazione del suo emendamento ed è in linea con la volontà che la sostanza del suo emendamento esprimeva, però al tempo stesso si dichiara a favore del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan.
Se approvassimo il testo alternativo dell'onorevole Fontan, l'emendamento Garra non potrebbe più essere approvato perché sarebbe precluso e così pure l'emendamento Teresio Delfino 8.21. Il collega Fontan dice che questo testo della Commissione comporterà una pianificazione rigida. A parte che la pianificazione rigida credo che nessuno sia in grado di realizzarla, neppure negli Stati ex sovietici, voglio ricordare che l'ultimo periodo del secondo comma stabilisce che la legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione. Il richiamo esplicito ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione esclude in via di principio, e anche di fatto, le preoccupazioni che sono state manifestate poco fa. Perciò invitiamo a respingere il testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, e a votare poi a favore del testo della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Migliori. Ne ha facoltà.
Dunque, queste preoccupazioni mi pare che non possano essere condivise solo dall'opposizione ma, dal punto di vista interpretativo e terminologico, anche dai colleghi della maggioranza. Presumo che sul punto, alla fin fine, si dicano le stesse cose perché anche gli emendamenti presentati fanno riferimento al divieto per le regioni di istituire dazi di importazione, di esportazione e di transito tra le regioni. Su questo punto mi pare che le divisioni siano più nominalistiche che sostanziali. Credo di ripetere qui cose già dette in sede di Comitato ristretto. I termini che sono stati usati non indicano pari uguaglianza, bensì una forzata omologazione non delle potestà, ma dei punti di arrivo dell'attività legislativa delle singole regioni. Per questo sono preferibili i testi alternativi che sono stati presentati.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Fontan, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 401
Votanti 390
Astenuti 11
Maggioranza 196
Hanno votato sì 172
Hanno votato no 218).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Fontan 0.8.23.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 408
Astenuti 8
Maggioranza 205
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 221).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 304
Astenuti 106
Maggioranza 153
Hanno votato sì 84
Hanno votato no 220).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
Ricordo all'onorevole Fontan che ha esaurito il suo tempo, anche come relatore di minoranza: aggiungo quindici minuti.
Signor Presidente, il nostro emendamento, in effetti, potrebbe essere interpretato male; in realtà, era nostra intenzione sottolineare che è illogico inserire in una Costituzione una norma in cui si manifesta la preoccupazione, l'atavica paura che provano questa maggioranza e questa sinistra, le quali temono che potrà succedere chissà cosa quando le regioni potranno eventualmente fare qualcosa di più. Il collega Garra ha già detto molto chiaramente che, a livello europeo, vi sono determinati vincoli e normative, per cui non credo che nessuno debba preoccuparsi per il fatto che forse un giorno le regioni chissà quale marchingegno potranno inventarsi per limitare l'esercizio del diritto al lavoro o quant'altro. In tal caso, sarebbero infatti, ovviamente, in contrasto con basilari normative europee.
Abbiamo presentato l'emendamento in esame proprio per evidenziare la preoccupazione continua della sinistra, che si scorge in ogni passaggio della proposta di legge costituzionale in esame, quando si tratta di concedere qualcosa in più alle regioni: vi è sempre paura ed insicurezza rispetto al pericolo di dare qualcosa alle autonomie!
Quindi, visto che il risultato da perseguire era far emergere tale considerazione, a scanso di equivoci (non vorremmo essere interpretati male da coloro che vogliono sempre interpretarci male), ritiriamo il nostro emendamento 8.7.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Giovine 8.1 e Fontan 8.22, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 398
Astenuti 16
Maggioranza 200
Hanno votato sì 49
Hanno votato no 349).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.
Questa è una posizione certamente difficile da tenere, perché appunto abbiamo un forte pluralismo, a più attori, a più facce, a più soggetti, ma ad oggi questo è lo stato dell'ordinamento ed è anche quanto viene fortemente richiesto dalle rappresentanze delle autonomie locali: quindi, allo stato, riteniamo di non poterci muovere da questa posizione.
Molte volte abbiamo lamentato inadempienze a tutti i livelli, dei comuni rispetto alle regioni e delle regioni rispetto allo Stato. Il contributo che intendevamo dare era semplicemente riferito a un fatto urgente, eccezionale; ecco perché non capisco fino in fondo il ragionamento del relatore. Proprio di fronte alle calamità naturali mi sembra incomprensibile il fatto di non prevedere un intervento graduato delle regioni rispetto ai comuni e dello Stato rispetto alle regioni. Tra l'altro è necessario fare riferimento alla normativa attualmente in vigore e ritengo che il nostro emendamento abbia una sua logica soprattutto - lo ripeto ancora una volta - rispetto all'incolumità e alla sicurezza.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla prima parte dell'emendamento Teresio Delfino 8.27 (ex 5.180) fino alle parole «sicurezza pubblica», non accettata dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 267
Astenuti 154
Maggioranza 134
Hanno votato sì 20
Hanno votato no 247).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ballaman 8.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 388
Astenuti28
Maggioranza 195
Hanno votato sì 37
Hanno votato no 351).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 277
Astenuti 147
Maggioranza 139
Hanno votato sì 41
Hanno votato no 236).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.26 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 427
Votanti 411
Astenuti 16
Maggioranza 206
Hanno votato sì 376
Hanno votato no 35).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 401
Astenuti 23
Maggioranza 201
Hanno votato sì 59
Hanno votato no 342).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontan 8.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 406
Astenuti 15
Maggioranza 204
Hanno votato sì 186
Hanno votato no 220).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 411
Astenuti 15
Maggioranza 206
Hanno votato sì 91
Hanno votato no 320).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 414
Astenuti 12
Maggioranza 208
Hanno votato sì 404
Hanno votato no 10).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Garra 8.3, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 436
Votanti 428
Astenuti 8
Maggioranza 215
Hanno votato sì 410
Hanno votato no 18).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 422
Astenuti 13
Maggioranza 212
Hanno votato sì 226
Hanno votato no 196).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 419
Astenuti 9
Maggioranza 210
Hanno votato sì 25
Hanno votato no 394).
Passiamo alla votazione del subemendamento Pisanu 0.8.04.2. Ricordo che l'ultimo comma del subemendamento è stato corretto nel modo seguente: «Nessuna regione può avere meno di tre rappresentanti».
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
È fuor di dubbio che riforme costituzionali di siffatta ampiezza non possono sorreggersi sul voto della sola maggioranza. Non so se in seconda lettura questa maggioranza riuscirà a raggranellare i 316 voti necessari perché la legge non cada clamorosamente in quella sede. Con il subemendamento in discussione, che tende a modificare l'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione, proponiamo l'istituzione della Camera delle regioni, composta da 200 membri che rappresentano le regioni. Proponiamo, inoltre, che i rappresentanti di tale Camera siano nominati dai consigli regionali secondo le norme dei rispettivi statuti e che la ripartizione dei seggi abbia luogo in proporzione alla popolazione delle regioni. In ogni caso, per quelle regioni che hanno un numero di abitanti assai modesto proponiamo che nessuna regione possa avere meno di tre rappresentanti in seno alla Camera delle regioni.
Quindi, con un monito rinnovato, che rispecchia del resto un precedente monito del presidente del mio gruppo, chiedo il voto favorevole dell'Assemblea.
Colleghi, siamo di fronte ad una grande questione, sulla quale si può dire che non vi sono le condizioni politiche, che i tempi non sono maturi, che la fine della legislatura comporta altre scelte, ma che non si può eludere nella sostanza.
Stamattina, in un mirabile intervento, il collega Salvati ha detto una grande verità, cioè che le questioni che abbiamo
Noi proponiamo, come i presidenti delle regioni hanno proposto, come è nella logica delle cose e come ha detto molto bene questa mattina il collega Salvati in riferimento agli aspetti finanziari, che vi sia una camera delle autonomie, modificando in tal modo il sistema bicamerale del nostro paese. Il che vuol dire - sarò chiarissimo per evitare equivoci - prevedere la possibilità, su alcune questioni essenziali dello snodo legislativo dei rapporti tra Stato e regioni, di una presenza significativa di queste ultime affinché il parere sia obbligatorio e vincolante su una serie di materie di competenza regionale. Il Bundesrat non è un'invenzione estranea rispetto a questa nostra proposta! Quindi colleghi noi stiamo discutendo della sostanza piuttosto che di questioni procedurali o di meccanismi propositivi che possono essere limitati o contraddetti facilmente.
La verità è che la maggioranza respingerà questo emendamento, sostenendo, non la sua improponibilità oggettiva, ma l'esistenza di una situazione che impone una riflessione di tipo negativo. Al di là delle questioni relative alla possibilità di votare a favore di questo emendamento, bisognerebbe valutarne la grande dignità politica innovativa, così come avvenne in sede di Commissione bicamerale e così come hanno fatto i presidenti delle regioni i quali hanno sottolineato che la mancata costituzione di meccanismi di rappresentanza istituzionale delle autonomie territoriali, mediante la creazione della camera delle autonomie, rende palesemente monco il processo di riforma in senso federale dello Stato. Questo emendamento, al di là dei meccanismi previsti, è stato firmato dai presidenti Pisanu, Selva, Pagliarini, Follini, Volontè e dal collega Garra...
Premesso tutto ciò affinché dai verbali risulti la verità di quanto avviene in quest'aula, noi abbiamo avanzato una proposta che, anche se non è tra le migliori, è coordinata e dotata di una certa logicità...
Signor Presidente, anch'io vorrei riferirmi al collega Salvati, che lucidamente e con la sua onestà intellettuale ha rimarcato la fondamentale necessità di una Camera delle regioni in un sistema non dico federale, ma almeno caratterizzato da autonomia e decentramento. Tuttavia, non solo negate una tale proposta, ma il fatto più grave è che aprioristicamente non avete neanche voluto affrontare la problematica e non l'avete neanche considerata come ipotesi, nonostante tutte le regioni abbiano più o meno rivolto una tale richiesta!
Ancora una volta, recepite le istanze delle regioni quando vi fa comodo o è in linea con la vostra politica veteroambientale e veterocomunista; invece, non accogliete i suggerimenti e gli stimoli delle regioni quando sono contrari alla vostra ideologia e al vostro sistema di Stato di stampo sovietico, malgrado quanto sostenuto dal relatore Soda.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Pisanu 0.8.04.2, nel testo corretto, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 435
Votanti 428
Astenuti 7
Maggioranza 215
Hanno votato sì 192
Hanno votato no 236).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Vito. Ne ha facoltà.
Intervengo, signor Presidente, non soltanto per correggere questa - per carità, involontaria, ma significativa - sbavatura del collega, ma soprattutto per riprendere il concetto,...
Quindi, chiariamo che questa riforma per noi è insufficiente ed essendo tale rappresenta un'occasione persa. Noi non ci accontentiamo di quel poco che, voi dite, viene fatto nella giusta direzione, perché per noi quel poco è anche sbagliato e viene sprecata un'occasione per condurre in porto quelle riforme che già oggi potrebbero essere fatte. Per questo vi sarà il voto che sarà tra poco annunciato e per questo andremo fino in fondo sulla strada che ho indicato. Da questo punto di vista, è probabile che la sfida della maggioranza di voler fare ad ogni costo, da sola, con i propri voti, anche una riforma costituzionale, potrà poi tornare utile a tutte le forze politiche ed al Parlamento della prossima legislatura.
Dicevo che mi fa meraviglia che l'onorevole Soda si esprima contro la Camera delle regioni, perché il vecchio e - se mi consentite - serio Partito comunista italiano per una vita, già ai tempi dell'Assemblea costituente, e poi nelle varie legislature, ha parlato del bicameralismo
Credo quindi che proprio la parte politica alla quale appartiene l'onorevole Soda dovrebbe essere favorevole alla camera delle regioni, salvo poi chiarire come questa debba essere comporsi.
Vorrei passare ad un'ulteriore questione. La maggioranza ha detto «no» alla sussidiarietà orizzontale, perché la norma approvata è una manna che viene dal cielo - anche se non è sicuramente una buona manna - e dice «no» alla Camera delle regioni: ma occhio al calendario! Infatti, se pensate, forzando la mano, che entro febbraio si possa arrivare ad un'approvazione definitiva del federalismo, faccio presente - è una promessa, non è una minaccia - che, il giorno stesso della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale di questa legge monca che definisce un federalismo straccio, l'opposizione presenterà la richiesta di referendum all'ufficio centrale per il referendum...
Di fronte a un problema della Camera delle regioni, come i colleghi hanno detto, la Commissione e il Comitato dei nove non sono affatto stati insensibili. Si è dato un giudizio che definirei di percorribilità politica di una revisione seria del sistema bicamerale e si è ritenuta, a torto o a ragione - io credo a ragione -, non realizzabile in questa legislatura una revisione seria del sistema bicamerale. Tuttavia, signor Presidente, la Commissione si è posta il problema di associare le regioni e le autonomie locali all'ulteriore cammino verso il federalismo, ma questa operazione l'ha fatta non con l'articolo aggiuntivo 8.04 della Commissione, ma con la norma transitoria espressa dall'articolo aggiuntivo 17.030.
Non voglio fare polemiche sui termini «aggiungere» o «sostituire»; credo che la parola «aggiungere» sia una svista e che i colleghi del Polo non pensassero a tre Camere, ma a due.
Mi permetto soltanto di far rilevare molto pacatamente riprendendo quanto è stato detto anche in Commissione...
Credo che, se sdrammatizziamo i nostri lavori e istituiamo un consiglio delle autonomie locali come organo consultivo interno, rinviando poi il discorso all'articolo 17 con una norma transitoria, potremo affrontare compiutamente il tema del bicameralismo nella prossima legislatura (Applausi dei deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo e misto-Verdi-l'Ulivo).
Presidente, la terza Camera delle regioni è una provocazione, non c'è dubbio! D'altro canto, se questa provocazione è stata fatta da un costituzionalista come il presidente Leopoldo Elia, credo che anche noi possiamo far nostra la proposta. Il significato è questo: si dice «no» ad una terza Camera, ma si vanno ad istituire quindici consigli che certamente negli statuti assumeranno prerogative tali da far arrivare a cifre iperboliche il costo. Se saranno sessanta i componenti, moltiplicati per quindici, faranno novecento componenti di consiglio regionale delle autonomie locali! Se saranno trenta, diventeranno quattrocentocinquanta! Questa è la riforma che volete voi! Siccome però l'hanno chiesta l'ANCI e l'UPI, la vostra benedizione discende su queste richieste, che non sono corporative.