Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 777 del 26/9/2000
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(Trasferimenti e assistenza sanitaria in carcere per il detenuto Pino Cobianchi)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Taradash n. 3-02985 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 2).
Il sottosegretario di Stato per la giustizia ha facoltà di rispondere.

ROCCO MAGGI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il signor Giuseppe Cobianchi, arrestato il 6 gennaio 1979, si trova tuttora in regime di


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detenzione, con fine pena previsto per il 9 settembre 2005, a seguito di condanna per i reati di rapina, omicidio, furto, calunnia ed altro.
In ordine alla posizione detentiva del predetto Cobianchi va subito segnalato che lo stesso dal mese di febbraio 2000 è ristretto presso la casa circondariale di Pisa, a seguito di definitiva assegnazione disposta dal provveditore regionale per la Toscana, in accoglimento di un'espressa richiesta in tal senso dell'interessato. La struttura carceraria di Pisa, alla quale è annesso un centro diagnostico terapeutico ben attrezzato, risulta pienamente idonea ad assicurare al Cobianchi, affetto da neostema uretrale a livello perineale, un'adeguata assistenza sanitaria.
Per quanto riguarda le precedenti allocazioni del detenuto di cui trattasi ed il quesito in merito formulato dall'onorevole interrogante, si fa presente che il Cobianchi è stato ristretto dal 15 febbraio 1986 al 27 aprile 1998 presso la casa circondariale di Avellino e quindi dal 27 aprile al 27 maggio 1998 presso quella di Ariano Irpino. Il trasferimento da Avellino ad Ariano Irpino è stato disposto dal provveditore regionale della Campania a seguito di un rapporto di servizio in base al quale si era profilata la possibile responsabilità del Cobianchi per l'introduzione e la detenzione all'interno del carcere, in concorso con un altro recluso, di sostanze stupefacenti. In relazione a tale vicenda è stato avviato nei confronti dei due detenuti un procedimento penale definito, all'esito delle indagini preliminari, con provvedimento di archiviazione del GIP di Avellino del 14 giugno 1999.
Nel frattempo, nel maggio 1998, il Cobianchi era stato nuovamente trasferito - questa volta per motivi di salute - da Ariano Irpino al centro diagnostico terapeutico annesso alla casa circondariale di Napoli Secondigliano, ove è stato sottoposto ai necessari accertamenti ed ha seguito le terapie occorrenti per la cura della patologia sopra ricordata.
Lo stesso detenuto, il 31 ottobre 1998, è stato ancora una volta trasferito da Napoli alla casa di reclusione di San Gimignano. In tale circostanza il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che ha emanato il relativo atto, ha ritenuto di dover accogliere il suggerimento del competente provveditore regionale, secondo cui era opportuno allontanare il Cobianchi dall'istituto napoletano per ragioni di sicurezza personale, destinandolo presso una sede penitenziaria posta al di fuori della Campania.
Con provvedimento del 30 dicembre 1999 il provveditore regionale per la Toscana ha quindi spostato il Cobianchi dall'istituto di San Gimignano alla casa circondariale di Firenze Sollicciano. Il trasferimento, anche in questa occasione, è stato determinato da motivi di salute connessi all'infermità di cui il detenuto è portatore, che richiede continui controlli da parte di uno specialista urologo presente presso l'istituto di nuova assegnazione.
Attualmente, come già riferito in premessa, il Cobianchi si trova in un istituto di suo gradimento e ben attrezzato in relazione alla sua particolare condizione di salute.
Per quanto concerne gli ulteriori quesiti dell'onorevole Taradash circa le modalità delle perquisizioni e le indagini schermografiche cui sarebbero sottoposti i detenuti che rientrano dai permessi premio, si fa presente che il predetto dipartimento ha escluso che in tali occasioni si proceda ad accertamenti radiografici ed ha segnalato, quanto alle perquisizioni, di aver diramato specifiche direttive in materia, chiarendo in particolare alle direzioni degli istituti che il fatto di trattenere nel reparto isolamento uno o più giorni anche i detenuti al rientro dal permesso premio costituisce situazione incompatibile con le finalità dell'istituto. Ciò sulla base del disposto dell'articolo 33 della legge n. 354 del 1975, secondo cui l'isolamento è consentito esclusivamente per motivi giudiziari, sanitari e disciplinari e deve trovare applicazione nei soli casi prefissati dal legislatore e, nell'ambito di questi, ai casi non altrimenti gestibili.
Il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha anche precisato che le


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perquisizioni sui detenuti devono essere comunque condotte con modalità non invasive e nel pieno rispetto della dignità e della personalità del recluso.

PRESIDENTE. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, io presentai questa interrogazione nel novembre 1998 e oggi apprendo dal sottosegretario che nel febbraio 2000 il signor Cobianchi ha trovato una sistemazione definitiva nel carcere di Pisa attrezzato anche per le cure di cui ha bisogno.
Mi pare un iter un po' lungo - lo definirei un'odissea - per un detenuto che era - così dicono i giornali - l'ex braccio destro di Vallanzasca e che è stato condannato per reati molto gravi a 25 anni di detenzione, ma che nei primi 15 anni della sua vita in carcere si è dimostrato un detenuto modello, ricevendo molti encomi e godendo di quei benefici di cui la legge gratifica coloro i quali si comportano secondo regole che corrispondono ai principi di rieducazione.
Ad un certo momento il signor Cobianchi è stato accusato da un altro detenuto di aver introdotto in carcere una certa quantità di hashish. Egli ha negato con fermezza quest'accusa, tra l'altro adducendo come prova l'isolamento a cui oggi il dipartimento della giustizia dichiara che non si debbono sottoporre i detenuti, ma che allora evidentemente esisteva, perché la schermografia avrebbe potuto facilmente testimoniare che l'accusa era infondata. Fatto sta che l'accusa c'è stata e, in virtù di essa, Cobianchi è stato trasferito in una serie di carceri diverse dove le sue condizioni di salute si sono aggravate.
Apprendo dal sottosegretario che Cobianchi aveva ragione perché il magistrato, il 14 giugno 1999, ha archiviato le accuse nei suoi confronti. Quindi Cobianchi è stato vittima di accuse false e ha perduto i benefici di cui precedentemente godeva, ha cominciato un'odissea in svariate carceri italiane e alla fine ha trovato definitiva - spero non ultima - dimora nel carcere ospedale di Pisa.
Tutto questo dimostra la situazione di un detenuto che non è un innocente ma che, in quanto detenuto, è un cittadino italiano al quale si applica la Costituzione della Repubblica che prevede anche l'obbligo della rieducazione da parte del sistema giudiziario e carcerario. Il percorso verso la rieducazione era stato iniziato dal signor Cobianchi ma è stato brutalmente interrotto da comportamenti, anche dell'amministrazione giudiziaria, che a mio parere non le fanno onore.

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