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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 , nel testo della Commissione, e dell'unico emendamento ad esso presentato (vedi l'allegato A - A.C. 4426 sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione sull'unico emendamento presentato.
ANNA MARIA SERAFINI, Relatore. Signor Presidente, esprimo parere favorevole sull'emendamento 1.1 della Commissione e preannunzio parere contrario sull'emendamento Benedetti Valentini 2.1.
PRESIDENTE. Il Governo?
FRANCO CORLEONE, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente!
PRESIDENTE. Qual è il problema?
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Volevo parlare su questo emendamento.
PRESIDENTE. Non risulta a nessuno che lei lo abbia chiesto!
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Ma ho chiesto di intervenire, per iscritto, questa mattina.
PRESIDENTE. Qui non risulta.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'articolo 1.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente, avevo chiesto di parlare...
PRESIDENTE. Intervenga pure sull'articolo 1.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Scusi, Presidente, non mi dica «su»...
PRESIDENTE. Ha chiesto la parola sull'articolo non sull'emendamento!
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. In ogni caso, «su» lo dica a qualcun altro!
PRESIDENTE. Eventualmente, allora, userò la parola orsù!
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. La ringrazio, voleva dire «orsù»!
PRESIDENTE. Ha ancora un minuto di tempo a disposizione.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Ho un minuto? Dove sta scritto? ... perché probabilmente i benefici che si otterrebbero possono essere abbondantemente sovrastati dal fatto che la pena in realtà non si sconta proprio. Considerate, infatti, che un grave reato sanzionato - per fare un esempio - con sedici anni di carcere, di fatto risulta sanzionato con solo quattro anni di carcere espiati, perché in termini di detenzione domiciliare speciale, come vedremo per quanto attiene all'allontanamento dal domicilio, non si verifica nella sostanza alcuna espiazione di pena.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Marino. Ne ha facoltà.
GIOVANNI MARINO. Signor Presidente, voglio solo rilevare che nel testo in esame c'è un errore di coordinamento, infatti si dice: «Dopo l'articolo 47-quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è inserito il seguente: »...
PRESIDENTE. Mi scusi, le do un minuto, onorevole Marino, perché lei è dello stesso gruppo dell'onorevole Benedetti Valentini.
GIOVANNI MARINO. Ma il mio intervento è per...
PRESIDENTE. Prego.
GIOVANNI MARINO. Il 47-quater non esiste, signor Presidente, esiste il 47-ter.
PRESIDENTE. Mi scusi, non si capisce quasi niente. Può parlare nel microfono, per favore?
GIOVANNI MARINO. Sì.
PRESIDENTE. Cosa è che non esiste? Non ho capito.
GIOVANNI MARINO. Dunque, si parla dell'articolo 47-quater.
PRESIDENTE. Dove, mi scusi?
GIOVANNI MARINO. Si dice: «Dopo l'articolo 47-quater della legge 26 luglio 1975, n. 354, è inserito il seguente:». Bisogna invece dire: «Dopo l'articolo 47-ter», non quater.
PRESIDENTE. Arriveremo alla questione da lei segnalata. Prego per il momento la presidente della Commissione di occuparsi della questione.
CARLO PACE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO PACE. Signor Presidente, credo che la sua osservazione che non si riesce a capire che cosa si dice in quest'aula chiarisca in maniera indiscutibile la scarsa...
PRESIDENTE. Onorevole Pace, se si guarda attorno, capisce perché.
CARLO PACE. ... la scarsa attenzione che l'Assemblea, non sto dicendo una parte politica, ma l'Assemblea in questo momento sta prestando ad un provvedimento che una parte dell'Assemblea ha ritenuto importante. Se ritenesse realmente importante questo provvedimento, presterebbe attenzione e, signor Presidente, se uno dei deputati osserva che c'è un errore, non si può dire: ha poco tempo e non sentiamo. In questo modo, infatti, sommiamo...
PRESIDENTE. Onorevole Pace, non ho detto assolutamente questo. Ho detto che il collega Marino non parlava al microfono e non si capiva quale fosse la questione affrontata. Essendo importante, gliel'ho chiesto.
CARLO PACE. Questa è stata la seconda cosa.
PRESIDENTE. Concluda, per cortesia, onorevole Pace.
CARLO PACE. Presidente, certo che concludo, ma sto intervenendo sull'ordine dei lavori e quindi mi consenta di terminare l'intervento, perché ho da osservare che, nel clima di lavoro con cui stiamo procedendo, argomenti delicati come quelli in esame non sono affrontati in maniera seria!
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Non si può fare così, non è responsabile!
CARLO PACE. La responsabilità di questa scarsa serietà non è nostra: questi sono importanti provvedimenti, dai quali potrebbe anche derivare...
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Anche la commissione di delitti!
CARLO PACE. ...un reclutamento privilegiato di talune categorie da parte della criminalità organizzata: stiamo attenti nel fare le cose, signor Presidente! Non credo sia utile far finta di lavorare e arrivare all'approvazione di un provvedimento senza sapere di che si tratta, senza discuterlo, non comprendendo quello che i parlamentari dicono.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. I delitti potranno essere commissionati alle donne con un bambino piccolo!
GIACOMO STUCCHI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIACOMO STUCCHI. Signor Presidente, desidero fare riferimento a quanto ha deciso prima relativamente alla prosecuzione dei nostri lavori.
PRESIDENTE. Colleghi, mi pare sia chiaro che, evidentemente, si vogliono far saltare i provvedimenti (Commenti).
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Piuttosto che licenziarli in questo modo, è meglio così!
PRESIDENTE. Naturalmente, il gruppo che preannuncia l'ostruzionismo, e gli altri che hanno innescato il meccanismo, si assumeranno la responsabilità di ciò che accade...
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Certo, tranquillamente, andiamo a Porta a porta!
PRESIDENTE. Per cortesia! A questo punto, dobbiamo sospendere l'esame del provvedimento e passare al seguito della discussione del documento di programmazione economico-finanziaria; dopo, se i colleghi resteranno, si potranno esaminare anche gli altri provvedimenti.
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Presidente, andiamo a Porta a porta!
FRANCESCO BONITO. Benedetti Valentini, sei un irresponsabile, vergogna!
DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Ti do appuntamento in televisione: facciamo un dibattito televisivo!
FRANCESCO BONITO. Dici sciocchezze da quando ti alzi a quando vai a dormire!
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.1 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 462
Votanti 439
Astenuti 23
Maggioranza 220
Hanno votato sì 437
Hanno votato no 2).
Prego (Proteste del deputato Benedetti Valentini).
La prego, su, intervenga!
Io questa mattina ho chiesto la parola per precisare che la seduta non doveva finire così (Proteste dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Va bene?
Orsù, prenderò dunque la parola...
Onorevoli colleghi, volevo precisare riguardo a questo argomento che, onde evitare facili iconografie, qui non si tratta di parlare tanto o soltanto di detenute madri, quanto di detenute madri e di detenuti padri. Infatti, come i colleghi avranno la bontà di notare scorrendo il testo della legge, i meccanismi previsti da questo articolato riguardano entrambi i genitori di fanciulli fino a dieci anni di età.
Riguardo all'articolo 1, noi siamo favorevoli ed io personalmente ho motivato questa posizione, perché si tratta non solo di dare un segnale esteriore, ma anche di intervenire con una misura concreta nei confronti della genitrice di infante di età - come si può leggere nel punto 2 del comma 1 dell'articolo 1 - inferiore ad anni uno. Si tratta dunque di una misura che è largamente condivisa e che va incontro ad una esigenza essenziale, connaturata alla maternità; e quindi, allo slittamento dell'esecuzione della pena, con riferimento sia allo stato interessante nel quale si trovi la donna condannata, sia alla presenza di un fanciullo di età inferiore ad anni uno.
Diverso è il caso di cui ai due emendamenti presentati, in particolare il caso trattato dal primo degli emendamenti al nostro esame che, oltre ai meccanismi già contemplati dalla legislazione vigente, introduce un istituto nuovo: la cosiddetta detenzione domiciliare speciale. Questa è prevista per soggetti che abbiano scontato almeno un quarto della pena ad essi irrogata. Chiedo quale sia la coerenza del prevedere che debba essere scontato in carcere, in uno stato di detenzione vera e propria, almeno un quarto della pena. Infatti, se si ritiene che debbano essere prevalenti le esigenze del rapporto costante con la prole e che quindi questa esigenza sia prevalente rispetto all'effettività della pena e al fatto che essa sia realmente scontata, non si vede per quale ragione ci debba essere questa remora e si debba stabilire che un quarto, un terzo o una altra percentuale della pena debba essere già stata scontata, perché in questo stato di detenzione non dovrebbe essere scontata alcuna parte della pena. Se l'esigenza della vicinanza costante con la prole sussiste ed è addirittura ritenuta prevalente dal legislatore, non dovrebbe essere previsto né il quarto né il terzo né la metà. Se, invece, così non è, come probabilmente non è, allora dico che questa misura non è opportuna perché quelli che possono essere ...
Considerate, colleghi, che è addirittura prevista la possibilità che siano stabilite le modalità di allontanamento dal domicilio sempre per le esigenze contemplate; quindi, non si tratta nemmeno di una restrizione effettivamente attuata in maniera integrale.
Ieri ci è stato chiesto di posticipare alle 12 la discussione del documento di programmazione economico-finanziaria, rimanendo sostanzialmente inteso che si sarebbe interrotto l'esame dei provvedimenti eventualmente in discussione a quell'ora: questo impegno è stato disatteso, si potrà dire con un pronunciamento dell'Assemblea, ma questo ha un'importanza relativa. Riteniamo allora di poter sottolineare che apprezziamo non la furbizia ma l'onestà e, per questo valore fondamentale, fin da subito, preciso che il nostro gruppo, su questi cinque provvedimenti, utilizzerà tutto il tempo a sua disposizione, compreso quello per gli interventi a titolo personale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Colleghi, vi prego di prestare attenzione, per cortesia: vi è un fatto nuovo, poiché un gruppo ha dichiarato l'ostruzionismo sui provvedimenti all'ordine del giorno, per cui mi sembra evidente che bisogna sospenderne l'esame...
Poi vi sono i cittadini che giudicano, grazie a Dio!