![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Preso atto dell'accordo dell'onorevole Biondi, passiamo all'interrogazione Sales n. 3-06109 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).
ISAIA SALES. Signor Presidente, la richiesta di numerosi imprenditori del nord est di aumentare la quota di ingresso di lavoratori immigrati provenienti da altri paesi ha suscitato un acceso dibattito, com'era normale che fosse. Si tratta di una questione molto delicata e quindi bisogna usare molto buonsenso.
PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Potrei anche non rispondere a questa interrogazione, perché esplicita in modo chiaro e molto persuasivo quello che può e a mio avviso deve essere un indirizzo in questa materia.
delle risorse umane da zone già depauperate, allora questo significa che tali zone sono desertificate. Questo non lo possiamo ammettere.
PRESIDENTE. L'onorevole Sales ha facoltà di replicare, con preghiera di recuperare il tempo!
ISAIA SALES. Signor Presidente del Consiglio, non si può che essere soddisfatti della sua risposta ma, per continuare ad interloquire con lei, è giusto fare accenno alla polemica che si trascina da molti anni in Italia sulle motivazioni che inducono un giovane disoccupato meridionale a non trasferirsi al nord. Ciò accade per tanti motivi: in primo luogo, in quelle regioni vi è un clima politico ostile a tutti coloro che vengono da fuori. A me fa piacere che il rappresentante della Lega nord oggi parli bene dei meridionali, ma lo fa soltanto per parlare male degli immigrati!
FABIO CALZAVARA. Abbiamo sempre parlato bene dei meridionali!
PRESIDENTE. Onorevole Calzavara, per piacere!
FABIO CALZAVARA. Ma non si possono dire queste cose!
ISAIA SALES. In secondo luogo, la richiesta viene da piccole imprese e non da grandi industrie come negli anni cinquanta e sessanta. In terzo luogo, l'immigrazione si giustifica solo se colui che va a lavorare fuori può accumulare un risparmio per poterlo investire nella sua terra; se un giovane oggi va al nord, non può accumulare risparmi. Allora, o al nord si aumentano gli stipendi oppure si trova il modo di portare il lavoro al sud. Vi sono, però, imprese italiane che sono piccole, che sono molto radicate sul territorio e difficilmente si spostano.
L'onorevole Sales ha facoltà di illustrarla.
Credo che questo dibattito ci abbia ricordato quattro cose.
In primo luogo, in molte aree del centro-nord c'è piena occupazione. In secondo luogo, gli immigrati in Italia hanno una funzione importante: essi stanno aiutando a crescere il sistema produttivo del centro-nord; producono ricchezza che si ridistribuisce per tutta la popolazione del centro-nord. Dunque non è giusto identificare l'immigrazione con la criminalità perché gli immigrati sono anche produttori di ricchezza.
In terzo luogo, esiste uno squilibrio fortissimo all'interno del nostro paese tra aree a piena occupazione ed aree dove la disoccupazione è tra le più alte d'Europa. L'Eurostat ci ha ricordato che tre regioni meridionali sono tra le ultime sei in Europa e che in Calabria il tasso di disoccupazione ha superato il 28 per cento.
Dunque nel nostro paese c'è una contraddizione tra la richiesta di nuova immigrazione e il far fronte al dramma della disoccupazione meridionale.
In quarto luogo, non è più possibile far fronte al dramma della disoccupazione meridionale con l'emigrazione così come avvenne negli anni cinquanta e sessanta. I motivi sono diversi, lei li ha accennati, avremo comunque modo di riparlarne. È invece utile sostenere ed affrontare tale questione portando il lavoro laddove non c'è.
Il buon senso ci dice che è utile mettere attorno ad un tavolo Confindustria, sindacati, Ministero del lavoro e regioni per verificare se sono vere queste richieste, a quante ammontano, se c'è la disponibilità da parte di giovani meridionali a trasferirsi, e quali sono le condizioni (alloggi e trasporti) perché ciò possa avvenire. In ogni casi si deve trattare di emigrazione momentanea, in attesa che nel sud si creino quelle condizioni che consentano ai giovani meridionali di trovare lavoro nella loro terra.
Sappiamo che dobbiamo portare il lavoro al sud, e ciò per mille ragioni. La mobilità è utile, è necessaria ma è molto più proficua e serena quando avviene tra zone che hanno un relativo equilibrio tra di loro. Se la mobilità è depauperamento
Lo sforzo di questi anni, che i dati cominciano a testimoniare come sforzo che può raggiungere il suo risultato, è quello di portare il Mezzogiorno ad uno sviluppo superiore a quello della media nazionale proprio per fargli recuperare il ritardo. Proprio per questo dicevo che i dati previsionali cominciano a segnalare che la ripresa in corso potrà, a partire dall'anno prossimo, manifestarsi con più vigore nelle aree meridionali che non nel resto del paese. Naturalmente, ciò non accade spontaneamente ma anche grazie a ciò che noi dobbiamo fare, però è un segno molto incoraggiante di risultati oggi a portata di mano.
Nel frattempo, come ha detto l'onorevole Sales, in presenza di una domanda di lavoro intensa nel nord, troviamo giusto che le associazioni imprenditoriali, il Governo ed i sindacati verifichino le modalità con le quali questa domanda può essere soddisfatta, e verifichino se, essendovi una disponibilità di disoccupati meridionali, sia pure per un po', a coprirla, non dobbiamo pensare in primo luogo a loro! A mio avviso è proprio a loro che dobbiamo pensare in primo luogo, fermo restando che l'immigrazione è comunque, quando serve, un contributo utile all'economia del nostro paese. È giusto che noi pensiamo ai disoccupati del Mezzogiorno. Da questo punto di vista, debbo dire che le agevolazioni fiscali previste per gli imprenditori che forniscono alloggio ai loro nuovi dipendenti non valgono soltanto per gli immigrati, ma valgono per qualunque lavoratore assunto che abbia spostato la propria residenza anagrafica anche da altra regione d'Italia, non necessariamente da altro paese, verso il luogo di lavoro.
Vi sono anche dei fondi comunitari per questo tipo di agevolazioni, che esigono intese tra regioni; fondi che sono nella disponibilità delle regioni. Alcune nostre regioni hanno già lavorato efficacemente in questo senso; quella che ha lavorato di più è la regione siciliana, che è arrivata a destinare oltre 9 miliardi per l'attivazione di piani interregionali, insieme a regioni del nord, al Veneto e alla Lombardia in particolare, per destinare alloggi a giovani provenienti dalla Sicilia. È una strada che dobbiamo e che stiamo cercando di percorrere.
Presidente, forse sarebbe utile verificare se sul territorio esistano le condizioni anche per spostare le produzioni, per fare subforniture e tutto ciò che può aiutare le imprese del sud. Lei ha fatto cenno all'obiettivo di crescita del 4 per cento, superiore alla media nazionale; lei sa bene che c'è discussione su questo ed io credo che il sud debba crescere in misura del 4 per cento, perché se supera il livello della media nazionale può recuperare i ritardi. La invito, però, a verificare se esistano altre condizioni perché questa crescita possa essere accelerata e, in maniera particolare, se si possano applicare tasse differenziate per coloro che investono nel sud. Credo che ciò possa aiutare ad accelerare i tempi perché nel sud vi sia lavoro per i giovani (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


