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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16, nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 229 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
DOMENICO MASELLI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, il parere è favorevole sull'emendamento 16.92 (Ulteriore formulazione) della Commissione. Invitiamo a ritirare gli emendamenti Menia 16.13, 16.34 e 16.90, per non precludere eventuali ordini del giorno. Il parere è contrario su tutti gli altri emendamenti riferiti all'articolo 16.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIANCLAUDIO BRESSA, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio. Il Governo esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Menia.
ROBERTO MENIA, Relatore di minoranza. Signor Presidente, l'articolo in esame riguarda istituzioni e attività della minoranza slovena: voglio fare presente al Parlamento che anche in questo caso non è vero che abbiamo un cinquantennale ritardo rispetto alla tutela della minoranza in questione. Al riguardo, citerò alcuni dati, visto che la minoranza slovena dispone attualmente di una miriade di associazioni che vengono regolarmente finanziate dallo Stato, dalla regione eccetera. Vi è un numero di enti superiore a 210 e si possono citare, tra gli altri, una biblioteca nazionale, realizzata con i soldi dello Stato italiano, una libreria, idem, 15 sindacati e associazioni varie, 24 associazioni culturali e di categoria, 8 enti teatrali ed istituzioni per lo spettacolo, 70 circoli e gruppi minori con attività diverse, 31 gruppi sportivi. Inoltre, la minoranza stessa possiede edifici che sono sede di manifestazioni artistiche e culturali, dispone di quotidiani, periodici, riviste, di un'agenzia d'informazione, 15 pubblicazioni (ma potrei sbagliarmi per difetto), è quotidianamente presente in programmi radiotelevisivi dell'emittente di Stato, la quale ha una sua redazione in lingua slovena nella sede regionale di Trieste. Tutto ciò è reso possibile grazie al finanziamento di 24 miliardi erogati dallo Stato, che diventerebbero 30 miliardi con il provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Onorevole Menia, deve concludere.
ROBERTO MENIA, Relatore di minoranza. ...in larga parte andiamo ad inserire previsioni normative già esistenti. Anche a tale riguardo, comunque, voglio fare presente come l'Italia non abbia certo nulla di cui vergognarsi, ma abbia soltanto da insegnare, perché sarebbe bello che venissero trattate così le associazioni degli italiani dall'altra parte del confine!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Garra. Ne ha facoltà.
GIACOMO GARRA. Signor Presidente, comprendo che dal richiamo all'articolo 6 della Costituzione possa discendere una normativa a tutela delle minoranze linguistiche;
francamente, invece, non comprendo perché il relatore per la maggioranza esprima parere contrario su un testo alternativo che riafferma una competenza che è già propria della regione Friuli-Venezia Giulia, in tema di attività culturali, artistiche eccetera. Come si fa, un giorno sì e uno no, a richiamare il principio federalista, vale a dire un principio che devolva addirittura alle regioni a statuto ordinario nuove competenze organizzative e, poi, come oggi sta avvenendo, con il «no» del relatore per la maggioranza al testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Menia, andare nella direzione opposta, vale a dire sottrarre ad una ragione a statuto speciale, nei fatti, una competenza che è della regione Friuli-Venezia Giulia? Si tratta di materie che riguardano i beni culturali, le attività artistiche e sportive nelle quali effettivamente il pervadere di questa maggioranza credo vada ben oltre ciò che è consentito da una corretta applicazione della Costituzione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
I successivi emendamenti Menia 16.14 e 16.15 sono formali.
Dichiaro chiusa la votazione.
I successivi emendamenti Menia 16.17, 16.18, 16.19, 16.20, 16.21 e 16.22 sono formali.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Menia 16.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Conti, al quale ricordo che ha due minuti di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
GIULIO CONTI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale perché ho osservato la battaglia condotta con pervicacia dall'onorevole Menia, il quale è stato anche accusato di farlo con testardaggine, ma credo che un italiano debba garantire qualcosa anche alla maggioranza italiana, affinché essa non sia colpita da ciò che sta accadendo e che accadrà a seguito dell'approvazione di questo provvedimento, nella totale assenza del Parlamento. L'Assemblea non ascolta niente, non sente nulla, ad eccezione di coloro i quali hanno motivi ideologici per rivendicare un provvedimento come quello a nostro esame. Mi meraviglio anche che alcuni deputati dello schieramento al quale appartengo votino continuamente a favore della scelta dei comunisti di ogni tinta. Non si tratta di vis polemica, ma del tentativo di capire perché alcuni deputati che fanno parte dello schieramento di centrodestra - parlo ovviamente a titolo personale - tanto pervicacemente sostengano ogni tesi propria anche dei comunisti. Ritengo che ci sia qualcosa da capire e da chiarire e mi pare più che legittimo farlo in un dibattito parlamentare.
PRESIDENTE. Onorevole Conti, dovrebbe concludere.
GIULIO CONTI. Sto concludendo. Non credo che un deputato di sinistra o cattolico debba far passare sotto silenzio ciò che si vota, a prescindere dallo schieramento al quale appartiene.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Il successivo emendamento Menia 16.24 è formale.
Dichiaro chiusa la votazione.
I successivi emendamenti Menia 16.26, 16.27 e 16.28 sono formali.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
I successivi emendamenti Menia 16.32 e 16.33 sono formali.
MARCO BOATO. Presidente Selva, guardi anche dietro di lei!
PRESIDENTE. Dove? Colleghi, per cortesia!
LUIGI OLIVIERI. Guardi dietro!
GUSTAVO SELVA. Guardi da ogni parte, Presidente!
PRESIDENTE. Presidente Selva, se lei desidera espormi una questione...
LUIGI OLIVIERI. Paolone ne ha tre accesi!
PRESIDENTE. Onorevole Menia, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 16.13? Le chiedo anche di esprimersi sull'invito al ritiro dei suoi emendamenti 16.34 e 16.90.
ROBERTO MENIA. Signor Presidente, si tratta evidentemente di emendamenti analoghi. Non accolgo l'invito al ritiro e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROBERTO MENIA. Prego i miei colleghi di ascoltarmi.
PRESIDENTE. Onorevole Rallo, per cortesia ascolti. Prego, onorevole Menia.
ROBERTO MENIA. Signor Presidente, a proposito dell'articolo 5 ho avuto modo di porre una questione. All'interno della legge sulla tutela della minoranza slovena abbiamo trovato spazio per tutelare i germanofoni della Val Canale, ma non si è trovato lo spazio per accogliere un mio emendamento che prevedeva forme particolari di tutela della lingua, della cultura e delle tradizioni degli istriani, dei fiumani
e dei dalmati esuli dalle loro terre e che popolano ampiamente il Friuli-Venezia Giulia.
GIULIO CONTI. Lo sanno!
ROBERTO MENIA. Stanno cancellando le tombe dei nostri morti perché sono scritte in italiano: lo dovete sapere!
PRESIDENTE. Onorevole Menia, deve concludere.
ROBERTO MENIA. ...non vi sarà nemmeno il diritto di mantenere i profumi di una volta. Nel Parlamento italiano nemmeno questo viene riconosciuto (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Calma, calma.
LUIGI OLIVIERI. Non arrabbiarti!
GUSTAVO SELVA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUSTAVO SELVA. Signor Presidente (Commenti del deputato Rallo)... Per cortesia.
PRESIDENTE. Lasciate parlare il vostro presidente.
GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, richiamo me stesso e tutti i colleghi al realismo.
STEFANO LOSURDO. Capito, Boato?
GUSTAVO SELVA. Naturalmente si vota senza prendere minimamente in considerazione quanto è stato già detto. Poiché io non ho l'intenzione di fare la guardia per controllare chi vota - anche da questa parte, signor Presidente, poiché guardo di fronte a me per una questione di visualità - sarebbe opportuno, saggio e nell'interesse della dignità di questo Parlamento che affronta un argomento così importante, che lei concedesse dieci minuti di sospensione prima che il sottosegretario Ranieri venga a riferire per poi chiudere così la seduta. Credo che questo non sia il modo di legiferare con scienza e coscienza perché ne traggono solo svantaggio l'immagine e il fondamento giuridico del Parlamento dal momento che qui c'è gente che vota per altri.
PRESIDENTE. Presidente Selva, come lei sa, avevamo stabilito di sospendere i lavori dalle 19,30 alle 20,30 per procedere
fino alle 22,30. Quando prima ho chiesto di proseguire senza sospensione fino alle 20, nessuno si è opposto (Commenti del deputato Selva). Mi ascolti. Se vi sono colleghi che votano per altri, non sempre riesco a vederli ma, se me ne accorgo, li segnalo. Le ricordo che però abbiamo ancora solo altri tre voti per terminare l'esame dell'articolo...
MICHELE RALLO. Non lo finiamo, se non c'è il numero legale!
DOMENICO MASELLI, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DOMENICO MASELLI, Relatore per la maggioranza. Al presidente Selva vorrei dire tre cose. Innanzitutto io ho sempre ascoltato l'onorevole Menia e, se in questo caso ho chiesto di ritirare ...
GIULIO CONTI. Lei è un antitaliano! Non è serio!
DOMENICO MASELLI, Relatore per la maggioranza. Mi ascolti! Io ho ascoltato tutti!
PRESIDENTE. Onorevole Conti, la richiamo all'ordine per la prima volta.
DOMENICO MASELLI, Relatore per la maggioranza. Io ho chiesto di ritirare l'emendamento proprio perché...
GIULIO CONTI. Sei un antitaliano!
PRESIDENTE. La richiamo all'ordine per la seconda volta, onorevole Conti.
DOMENICO MASELLI, Relatore per la maggioranza. Ho chiesto di ritirare questo emendamento e il successivo 16.34 perché, in vista della finanziaria, credevo che presentare ordini del giorno anche sul problema degli istriani e degli italiani di Dalmazia e di Istria fosse una cosa utile. Naturalmente non è pertinente a questo argomento bensì all'argomento generale del nostro paese.
ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, con l'interpretazione estensiva che lei ha fatto del regolamento (più che estensiva è impropria) ha costretto o, meglio, ha fatto in modo che i deputati, per testimoniare la loro presenza in aula, debbano raggiungere il 30 per cento delle votazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Cè, il tipo di intervento non mi consente di risponderle.
ELIO VITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo solo; votiamo sull'emendamento Menia 16.13, poi le darò la parola.
Passiamo ai voti.
FORTUNATO ALOI. Presidente, anch'io avevo chiesto la parola!
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELIO VITO. Signor Presidente, vorrei intervenire sulla questione posta dall'onorevole Cè. Lei sa che ne avevamo già parlato la settimana scorsa. Senza alcun riferimento personale alla collega Montecchi, avevo già rilevato il rischio che la missione governativa (o da parte di persone che ricoprano incarichi istituzionali nella Camera dei deputati) sia interpretata come un jolly da parte di quei colleghi, a seconda di come va la seduta. Se quei colleghi sono posti in missione, è perché sono in missione per incarico della Camera o per incarichi istituzionali per tutto il corso della seduta e, quindi, non partecipano ai lavori parlamentari. Se essi entrano in aula e partecipano ai lavori parlamentari, debbono essere tolti dall'elenco di coloro che sono in missione e, come qualsiasi altro parlamentare, debbono correre il rischio di non raggiungere il 30 per cento delle votazioni. In questo senso, signor Presidente, mi sembra di raccogliere lo spirito della richiesta del collega Cè, altrimenti avremmo una disparità incredibile...
PRESIDENTE. Lei ha ragione, onorevole Vito.
ELIO VITO. ...con i colleghi che hanno il diritto di essere posti in missione ma che, se scelgono di stare in aula, a quel punto debbono votare o, comunque, essere tolti dall'elenco delle missioni. Diversamente, il danno sarebbe doppio: in quel modo, essi contribuiscono a far diminuire il numero dei deputati presenti al fine del mantenimento del numero legale e godono di un privilegio, nel momento in cui non ne hanno diritto alcuno. Mi dispiace che in questo caso si tratti dell'onorevole Montecchi, ma ritengo che la questione vada disciplinata e fatta rispettare in senso generale...
PRESIDENTE. Onorevole Vito, lei ha posto la questione correttamente.
ELIO VITO. ...in quanto si tratta delle prime sedute in cui si verificano episodi del genere.
PRESIDENTE. Onorevole Vito, lei ha posto correttamente la questione. La ringrazio e le risponderò subito.
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Grazie, signor Presidente. Onorevole
Vito, non credo sia il caso di porre la questione sul piano venale (Commenti del deputato Vito). Per carità, ma si rischia di scadere a tal punto (Applausi del deputato Eduardo Bruno). Tuttavia, sono in missione perché effettivamente ho partecipato a riunioni a palazzo Chigi; sono stata presente all'inizio della seduta e sono tornata in aula esattamente un quarto d'ora fa, per parlare con la relatrice di un disegno di legge di conversione.
ELIO VITO. Il problema è più ampio.
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Non è, lo ripeto, un problema venale perché, colleghi, se vi sono questioni di polemica rispetto a decisioni dell'Ufficio di Presidenza, si discutono in altro modo e, casomai, si guarda a quanto tempo è stato assente il collega che viene preso di mira.
PRESIDENTE. Onorevole Montecchi, la questione posta dal collega Vito è di altro tipo, se non ricordo male.
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ci tenevo a precisare quanto ho detto.
PRESIDENTE. Innanzitutto, vi è la questione dei colleghi, componenti del Governo, che sono in missione e che vengono in aula: si pone il problema se possano essere considerati ancora in missione, oppure no. Ciò per evitare che vi siano casi di voti espressi - diciamo - in postazioni sbagliate, di modo tale che la presenza (è questo il secondo problema sollevato dall'onorevole Vito) non venga giocata a nome di terzi. Naturalmente è difficile accorgersi...
MARCO BOATO. Quando votano, decadono automaticamente dalla missione!
PRESIDENTE. No, onorevole Boato. Dipende se il collega vota con la propria tessera, oppure no.
ALESSANDRO CÈ. Il regolamento non è un elastico!
PRESIDENTE. Colleghi, è stata posta una questione. Quindi, siccome la questione è stata posta ed è stata posta correttamente, va affrontata correttamente. Stando così le cose, mi riservo di valutare in che termini si possa affrontare questo tipo di problema. Il problema si può risolvere in un solo modo: nel momento in cui il collega, componente del Governo in missione, entra in aula, perde il diritto alla missione, indipendentemente dal fatto se voti o se non voti. Credo che questa sia l'unica soluzione possibile.
GIANNI RISARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNI RISARI. Signor Presidente, intervengo molto brevemente solo per dirle che il membro del Governo che torna dalla missione e vota sa che, nel momento in cui partecipa alla votazione, cessa la sua missione. Quindi, nel momento in cui, trovandosi qui a Montecitorio, decide, per un dovere di partecipazione alle attività parlamentari, di entrare in aula e di iniziare a votare, decade dalla missione, ma la sua presenza in quest'aula comincia ad essere presa in considerazione nel momento in cui vota, quindi non può essere valutato il periodo precedente, in cui era in missione.
PRESIDENTE. Sì, ma il problema, mi scusi, è di altro tipo.
il numero legale, poi vota per conto dell'onorevole Risari, che è assente, per cui finisce per contare per due. È chiaro? Non credo si sia mai verificato, ma poiché bisogna tener conto anche dei possibili casi negativi, è bene considerare anche questa ipotesi, che nella specie non si è verificata, naturalmente, ci mancherebbe altro (Commenti dei deputati Maura Cossutta e Eduardo Bruno). Non sto parlando di questo, la collega Montecchi non c'entra niente, non ha neanche votato. Sto soltanto spiegando qual è il problema posto dal collega Vito.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Colleghi, dobbiamo sospendere l'esame del provvedimento perché, come sapete, abbiamo chiesto al Governo di renderci un'informativa urgente alle 20.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 330
Votanti 328
Astenuti 2
Maggioranza 165
Hanno votato sì 119
Hanno votato no 209).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Menia. Ne ha facoltà.
Ancora più munifica è la regione Friuli-Venezia Giulia, che eroga tutta una serie di finanziamenti a sodalizi di ogni tipo e indirizzo; è anzi simpatico verificare allo stesso indirizzo possono risultare quattro associazioni diverse che ricevono finanziamenti, una musicale, una culturale, una per il gioco della briscola eccetera, per le quali i nomi di presidente, segretario, tesoriere sono a rotazione gli stessi, di solito legati da vincoli di parentela eccetera. Anche su questo, quindi, vi sarebbe qualcosa da dire! Ecco perché, allora, desidero rimanga agli atti che anche con l'articolo 16, che prevede il finanziamento e il sostegno di istituzioni e attività della minoranza slovena...
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Menia, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 338
Votanti 334
Astenuti 4
Maggioranza 168
Hanno votato sì 115
Hanno votato no 219).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 338
Votanti 334
Astenuti 4
Maggioranza 168
Hanno votato sì 113
Hanno votato no 221).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Niccolini 16.89, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 338
Votanti 335
Astenuti 3
Maggioranza 168
Hanno votato sì 110
Hanno votato no 225).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 333
Votanti 329
Astenuti 4
Maggioranza 165
Hanno votato sì 103
Hanno votato no 226).
Inoltre, il provvedimento in esame è discriminatorio nei confronti degli italiani. Per quanto riguarda il problema della stampa slovena, mi meraviglio - ad esempio - di come il fatto che sia comunque finanziata dalla regione con un contributo annuo superiore, anzi doppio, a quello stanziato dalla legge per i trapianti d'organo, non susciti scandalo nei deputati che fanno parte di questo Parlamento, a prescindere dal colore politico. Mi meraviglio del fatto che ogni iniziativa che riguarda gli sloveni debba essere finanziata dalle regioni e dallo Stato. Questo è il senso del mio intervento: un profondo sdegno nei confronti dell'assenza di tanti e dell'assenza di un impegno politico nell'osservanza di ciò che questo provvedimento afferma. È un appello a fare attenzione a ciò che si sta votando.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 329
Votanti 325
Astenuti 4
Maggioranza 163
Hanno votato sì 113
Hanno votato no 212).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 304
Votanti 301
Astenuti 3
Maggioranza 151
Hanno votato sì 96
Hanno votato no 205
Sono in missione 58 deputati).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 309
Astenuti 4
Maggioranza 155
Hanno votato sì 104
Hanno votato no 205).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 308
Astenuti 5
Maggioranza 155
Hanno votato sì 111
Hanno votato no 197).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni - Commenti del deputato Selva).
(Presenti 312
Votanti 308
Astenuti 4
Maggioranza 155
Hanno votato sì 114
Hanno votato no 194).
Voi sapete che solo per quanto riguarda il tessuto triestino gli sloveni sono stimati in circa 15 mila, mentre gli istriani, i fiumani e i dalmati che oggi abitano a Trieste con i loro discendenti - ed io tra questi - sono circa 80 mila. Ebbene, questi si sono portati poche cose, perché dall'altra parte sono rimasti i morti e le tombe, che oggi vengono cancellate; infatti uno degli episodi più disgustosi che si verificano attualmente in Slovenia e in Croazia è la pulizia etnica nei confronti dei nostri morti: questo non lo sapete o non vi interessa.
Chiedo a voi, deputati di tutto il Parlamento, che siete stanchi di ascoltarmi, di mettervi una mano sulla coscienza. Con il mio emendamento 16.34 chiedo che un fondo di pari importo di quello che si stanzia a favore della minoranza slovena sia destinato a favore delle attività delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati della regione Friuli-Venezia Giulia e della minoranza italiana in Slovenia e in Croazia.
Io chiedo alla mia mamma di lasciare scritte le ricette dei vecchi «bussolai» istriani perché non ci saranno più. Quando questa gente non ci sarà più...
Credo che, se fossero presenti nelle tribune cittadini italiani, vedendo il modo in cui stiamo lavorando in questo momento, sicuramente non ne trarrebbero un giudizio positivo, qualunque cosa dica l'onorevole Menia.
Credo, non per spirito di parte, ma perché conosco la realtà di questa zona, che l'onorevole Menia abbia detto cose estremamente sagge e importanti, ma non viene ascoltato.
La seconda osservazione riguarda una modifica che si è resa necessaria per rispettare il parere espresso dalla Commissione bilancio, per cui l'emendamento 16.95 della Commissione prevede che al fondo di cui al comma 1 sia destinata per l'anno 2001 la somma di 5.000 milioni e per l'anno 2002 quella di 10.000 milioni di lire annue. Per gli anni successivi l'ammontare verrà stabilito dalla legge.
Visto che lei è molto attento a garantire sia lo svolgimento dei lavori sia il raggiungimento del numero legale in quest'aula, le segnalerei che per tutto il pomeriggio il sottosegretario Montecchi è stato presente in Assemblea, ma probabilmente è sfuggito alla sua attenzione che non ha votato neanche un volta. Pertanto, il sottosegretario Montecchi risulta a tutti gli effetti ancora in missione.
Signor Presidente, ritengo che lei debba essere particolarmente attento anche a questi aspetti, altrimenti per l'ennesima volta userà due pesi e due misure, confermando logicamente quell'idea - diciamo - di faziosità che ci siamo fatti nei suoi confronti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 264
Votanti 258
Astenuti 6
Maggioranza 130
Hanno votato sì 66
Hanno votato no 192
Sono in missione 58 deputati).
Signor Presidente, sono preoccupato del fatto che alcune persone siano poste in missione, ma poi giochino un po': vengono in aula e non votano, valutando se ce la fanno o meno a raggiungere il 30 per cento delle votazioni. Ciò è poco dignitoso.
Dunque, lei pone un problema giustissimo, ma il Presidente e l'Ufficio di Presidenza delibereranno ciò che ritengono per quanto riguarda la mia presenza oggi in quest'aula; sgombriamo, quindi, il campo da questo aspetto.
Se il sottosegretario Violante, per fare un esempio, si accomoda al posto dell'onorevole Risari e vota, a questo punto accade che il sottosegretario Violante è in missione e quindi contribuisce a comporre
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Menia 16.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
I colleghi hanno votato tutti?
Gli onorevoli Armaroli, Servodio, Risari e Targetti non hanno votato, pur essendo presenti in aula, per cui, computando anche questi colleghi, la Camera è in numero legale.
(Presenti 250
Votanti 248
Astenuti 2
Maggioranza 125
Hanno votato sì 57
Hanno votato no 191
Sono in missione 58 deputati).
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.


