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PRESIDENTE. Passiamo alla interrogazione Aloi n. 3-04054 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 2).
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, sono lieto di poter rispondere in sequenza all'interrogazione dell'onorevole Aloi, non per infrangere una regola che giustamente non prevede una possibilità di controreplica del Governo su un atto di sindacato ispettivo ma per ribadire un concetto che non vorrei sfuggisse e che peraltro riguarda anche l'interrogazione dell'onorevole Aloi. Il fatto che il Governo non abbia poteri diretti di gestione delle Poste Spa non è un espediente retorico, è stato invece un punto significativo di una grande riforma avviata rispetto alla gestione precedente delle Poste, che era clientelare ed asservita a certi interessi! Se forse si risaneranno le Poste italiane Spa, lo si dovrà anche a questo stile che abbiamo impresso nel rapporto con le Poste.
di altri. Noi, peraltro, anche in virtù della sua sollecitazione, onorevole Aloi, stiamo verificando il problema che ha posto. Al riguardo, le Poste ci hanno risposto nel modo che ho detto.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Vita.
Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.
Questo, quindi, per ribadire alcuni punti, che naturalmente verranno svolti nella risposta all'onorevole Aloi, con una premessa di metodo che richiede anche un'altra precisazione: rispetto a Poste Spa, non si deve confondere il passaggio alla società per azioni con la privatizzazione. È bene chiarirlo per i tanti lavoratori che leggeranno questi atti parlamentari: le Poste sono al 100 per cento del Ministero del tesoro.
Ciò premesso, rispetto ai temi sollecitati dall'onorevole Aloi, le Poste ci hanno risposto richiamando, innanzitutto, la vasta riorganizzazione che la società sta attuando a livello nazionale, e quindi anche in Calabria, una delle regioni in cui il settore postale, ahinoi, era arretrato e assolutamente insoddisfacente rispetto agli utenti. È noto che il piano d'impresa 1998-2002, predisposto dalla medesima società al fine di conseguire livelli di efficienza e di affidabilità comparabili con quelli degli altri paesi dell'Unione europea, ha individuato alcune iniziative da adottare che riguardano la realizzazione di un nuovo modello organizzativo centrale e periferico, la revisione di gran parte dei processi di lavorazione, la ricollocazione delle risorse di personale esistenti (rigonfiate in alcuni settori amministrativi e assolutamente inadeguate nei settori produttivi, onorevole Aloi), nelle aree ritenute strategiche, l'introduzione di nuovi servizi come la posta prioritaria.
Tutto ciò sta comportando un complesso e difficile riassetto organizzativo, oltre che notevoli modifiche ai sistemi operativi precedentemente utilizzati, che richiedono talvolta una diversa collocazione delle unità lavorative sul territorio. In tale ottica, lo strumento della mobilità viene applicato con modalità e secondo tempi legati alle esigenze dell'azienda e, per quanto possibile, ovviamente, concordati con le organizzazioni sindacali e con i singoli interessati ma, naturalmente, non trascurando neppure l'obiettivo di conseguire il risanamento aziendale entro il 2002, risanamento decisivo per evitare una situazione di crisi dell'azienda e quindi anche dei livelli occupazionali. Come Governo, comunque, ci siamo impegnati per il mantenimento dei livelli occupazionali nelle Poste.
Per quanto riguarda in particolare la Calabria, sempre le Poste Spa, nell'assicurare che non è in programma - questo è il punto - alcuna soppressione di posti di lavoro (ci siamo presi anche noi questo impegno in un incontro con le Poste, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali della Calabria), bensì soltanto una diversa collocazione delle risorse esistenti tra i vari settori e i cicli di lavorazione, hanno precisato che presso l'ex sede della Calabria non risultano essere stati effettuati movimenti di personale tesi a favorire alcuni dipendenti a scapito
Quanto poi al contenzioso, premesso che quello riguardante la materia del lavoro non risulta essere in aumento, le Poste ci hanno precisato che dispongono di risorse e di strutture proprie abilitate all'attività forense presso le filiali, dimensionate peraltro sotto il profilo qualitativo e quantitativo alle esigenze ordinarie.
Può quindi avvenire che per fronteggiare vertenze, fattispecie o questioni di particolare rilievo e complessità, tali da poter risultare rilevanti con riferimento a profili generali della gestione aziendale, la società, come si suppone qualunque impresa in circostanze analoghe, può chiedere l'assistenza di professionisti del libero foro scelti per qualificazione e riconosciuta competenza nel settore di volta in volta interessato, che affianchino i legali dell'azienda, ai fini di una più incisiva e approfondita trattazione.
Considerazioni simili, onorevole Aloi, legate alla ricerca di specifiche e specialistiche professionalità sono alla base anche del ricorso alla collaborazione di consulenti e dirigenti reclutati dall'esterno. Infatti, la crescita e il rilancio della società richiedono una forte presenza di cultura aziendale, la conoscenza di particolari attività, nonché competenze nuove che, all'interno dell'azienda, sono risultate insufficienti o persino assenti, rendendo necessaria l'acquisizione dall'esterno.
Su questi e sugli altri temi inerenti alla gestione delle poste, per quanto ci compete - come lei sa perché in altre occasioni abbiamo avuto modo di rispondere ai suoi strumenti di sindacato ispettivo -, stiamo svolgendo una verifica molto puntuale.
L'onorevole Aloi ha facoltà di replicare.