Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 754 del 4/7/2000
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(Scelte gestionali delle Poste Spa)

PRESIDENTE. Passiamo alla interrogazione Aloi n. 3-04054 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 2).
Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.

VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, sono lieto di poter rispondere in sequenza all'interrogazione dell'onorevole Aloi, non per infrangere una regola che giustamente non prevede una possibilità di controreplica del Governo su un atto di sindacato ispettivo ma per ribadire un concetto che non vorrei sfuggisse e che peraltro riguarda anche l'interrogazione dell'onorevole Aloi. Il fatto che il Governo non abbia poteri diretti di gestione delle Poste Spa non è un espediente retorico, è stato invece un punto significativo di una grande riforma avviata rispetto alla gestione precedente delle Poste, che era clientelare ed asservita a certi interessi! Se forse si risaneranno le Poste italiane Spa, lo si dovrà anche a questo stile che abbiamo impresso nel rapporto con le Poste.
Questo, quindi, per ribadire alcuni punti, che naturalmente verranno svolti nella risposta all'onorevole Aloi, con una premessa di metodo che richiede anche un'altra precisazione: rispetto a Poste Spa, non si deve confondere il passaggio alla società per azioni con la privatizzazione. È bene chiarirlo per i tanti lavoratori che leggeranno questi atti parlamentari: le Poste sono al 100 per cento del Ministero del tesoro.
Ciò premesso, rispetto ai temi sollecitati dall'onorevole Aloi, le Poste ci hanno risposto richiamando, innanzitutto, la vasta riorganizzazione che la società sta attuando a livello nazionale, e quindi anche in Calabria, una delle regioni in cui il settore postale, ahinoi, era arretrato e assolutamente insoddisfacente rispetto agli utenti. È noto che il piano d'impresa 1998-2002, predisposto dalla medesima società al fine di conseguire livelli di efficienza e di affidabilità comparabili con quelli degli altri paesi dell'Unione europea, ha individuato alcune iniziative da adottare che riguardano la realizzazione di un nuovo modello organizzativo centrale e periferico, la revisione di gran parte dei processi di lavorazione, la ricollocazione delle risorse di personale esistenti (rigonfiate in alcuni settori amministrativi e assolutamente inadeguate nei settori produttivi, onorevole Aloi), nelle aree ritenute strategiche, l'introduzione di nuovi servizi come la posta prioritaria.
Tutto ciò sta comportando un complesso e difficile riassetto organizzativo, oltre che notevoli modifiche ai sistemi operativi precedentemente utilizzati, che richiedono talvolta una diversa collocazione delle unità lavorative sul territorio. In tale ottica, lo strumento della mobilità viene applicato con modalità e secondo tempi legati alle esigenze dell'azienda e, per quanto possibile, ovviamente, concordati con le organizzazioni sindacali e con i singoli interessati ma, naturalmente, non trascurando neppure l'obiettivo di conseguire il risanamento aziendale entro il 2002, risanamento decisivo per evitare una situazione di crisi dell'azienda e quindi anche dei livelli occupazionali. Come Governo, comunque, ci siamo impegnati per il mantenimento dei livelli occupazionali nelle Poste.
Per quanto riguarda in particolare la Calabria, sempre le Poste Spa, nell'assicurare che non è in programma - questo è il punto - alcuna soppressione di posti di lavoro (ci siamo presi anche noi questo impegno in un incontro con le Poste, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali della Calabria), bensì soltanto una diversa collocazione delle risorse esistenti tra i vari settori e i cicli di lavorazione, hanno precisato che presso l'ex sede della Calabria non risultano essere stati effettuati movimenti di personale tesi a favorire alcuni dipendenti a scapito


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di altri. Noi, peraltro, anche in virtù della sua sollecitazione, onorevole Aloi, stiamo verificando il problema che ha posto. Al riguardo, le Poste ci hanno risposto nel modo che ho detto.
Quanto poi al contenzioso, premesso che quello riguardante la materia del lavoro non risulta essere in aumento, le Poste ci hanno precisato che dispongono di risorse e di strutture proprie abilitate all'attività forense presso le filiali, dimensionate peraltro sotto il profilo qualitativo e quantitativo alle esigenze ordinarie.
Può quindi avvenire che per fronteggiare vertenze, fattispecie o questioni di particolare rilievo e complessità, tali da poter risultare rilevanti con riferimento a profili generali della gestione aziendale, la società, come si suppone qualunque impresa in circostanze analoghe, può chiedere l'assistenza di professionisti del libero foro scelti per qualificazione e riconosciuta competenza nel settore di volta in volta interessato, che affianchino i legali dell'azienda, ai fini di una più incisiva e approfondita trattazione.
Considerazioni simili, onorevole Aloi, legate alla ricerca di specifiche e specialistiche professionalità sono alla base anche del ricorso alla collaborazione di consulenti e dirigenti reclutati dall'esterno. Infatti, la crescita e il rilancio della società richiedono una forte presenza di cultura aziendale, la conoscenza di particolari attività, nonché competenze nuove che, all'interno dell'azienda, sono risultate insufficienti o persino assenti, rendendo necessaria l'acquisizione dall'esterno.
Su questi e sugli altri temi inerenti alla gestione delle poste, per quanto ci compete - come lei sa perché in altre occasioni abbiamo avuto modo di rispondere ai suoi strumenti di sindacato ispettivo -, stiamo svolgendo una verifica molto puntuale.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Vita.
L'onorevole Aloi ha facoltà di replicare.

FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, è logico che io non possa essere soddisfatto. Non è la prima volta che lei risponde a mie interrogazioni o interpellanze sul tema delle poste riferito alla Calabria e, in particolare, alla provincia di Reggio Calabria. Ancora, ribadisco che è vero che le Poste Spa hanno una loro autonomia, conosciamo bene la distinzione tra privatizzazione e Poste Spa - poteva risparmiarcela - ma, in ogni caso, le devo dire con franchezza che il fatto che da parte di quest'ultima società vi sia un'autonomia operativa non significa, come diceva poco fa il collega Benedetti Valentini, che il Governo non debba intervenire in un settore delicato che riguarda una dimensione sociale, fermo restando naturalmente il rispetto dell'autonomia.
Per quanto riguarda l'osservazione che le cose andavano male e quindi la nuova gestione sarebbe la panacea di tutti i mali, mi consenta di dirle che non è così. Mi consenta di dirle che in provincia di Reggio Calabria il contenzioso è in aumento; lei dispone di dati che le avranno fornito le poste e osserva abilmente dal punto di vista dialettico - o meglio è quello che le fanno dire - che la società si serve dei propri uffici legali, ma, in casi particolari, ricorre a consulenze esterne. Dal punto di vista degli interventi e del contenzioso occorre valutare la frequenza del ricorso a consulenti esterni e in quale percentuale incida sul bilancio delle Poste.
Onorevole sottosegretario, mi preme sottolineare, comunque, il clima di sconvolgimento che si è creato nelle Poste Spa, l'ente Poste di ieri; mi creda, la situazione è pesante e il CUAS è stato praticamente chiuso; ci troviamo di fronte ad una riduzione del personale, anche se si è detto che l'impegno andava nella direzione opposta. Si indaghi e si valuti cosa sta avvenendo. Sicuramente si creano condizioni tali per cui, ad un certo punto, il personale non può continuare a svolgere la propria attività. Se si manda un uomo anziano a lavorare a 200 o 300 chilometri da casa, egli non viene licenziato, ma si


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«autolicenzia». Si tratta di un vecchio escamotage al quale non si può pensare di continuare a ricorrere.
Tra l'altro, credo le risulti che è stato smantellato il servizio poste-ferrovie. Lei ha citato la posta prioritaria, ma le poste-ferrovie costituivano uno sportello che serviva agli operatori economici, che si recavano presso le poste-ferrovie ad una determinata ora e facevano partire la raccomandata, la lettera o il pacco, con la priorità che ciò consentiva. Si trattava, quindi, nei fatti, di un meccanismo di priorità.
Non le voglio raccontare ciò che mi ha detto in Spagna - ed era triste questa affermazione -, a proposito di una cartolina che stavo inviando, un vigile spagnolo: noi vi garantiamo fino ai confini, dai confini in poi siete in Italia. Queste cose sono amare per tanti versi, che io certamente non posso accettare.
Onorevole sottosegretario, è l'ennesima risposta che lei mi dà ed è l'ennesima replica da parte mia in cui mi dichiaro insoddisfatto. La situazione calabrese, ma in particolare nella mia città, Reggio Calabria, è difficile. Ne abbiamo parlato tante volte; le ho chiesto di avviare un'indagine, di verificare che cosa succede. Mi creda: vi è un clima pesante, la mobilità sta raggiungendo livelli assurdi, anche perché gli elementi di discriminazione ci sono, ci sono, ci sono! È chiaro che le Poste le dicono che non vi è alcuna discriminazione. Non ho mai visto un imputato di reati che facesse diversamente; evidentemente hanno tutto l'interesse a dimostrare che sia così.
Quello che sta succedendo a Reggio Calabria e in Calabria, in nome del cosiddetto piano d'impresa - perché si giustifica tutto in nome del piano d'impresa - è inaccettabile. Ritornerò sull'argomento e le dico, onorevole sottosegretario, che la situazione non solo è pesante, ma tutto ciò non serve assolutamente a superare, come ha detto lei, l'inefficienza storica e a conferire un po' di efficienza al settore. Mi creda: centinaia e centinaia di operatori del settore e di dipendenti facevano il loro dovere - certamente le pecore nere ci sono dappertutto - e non possiamo continuare a mortificarli attraverso un'iniziativa che, in nome della privatizzazione - glielo dico io - sta portando a risultati che nulla hanno a che vedere né con l'efficienza del servizio, né con il soddisfacimento delle aspirazioni dei dipendenti, che vogliono vivere in un clima di serenità e senza preoccupazioni di sorta. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Aloi.

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