Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 744 del 20/6/2000
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La seduta, sospesa alle 11,10, è ripresa alle 11,20.

(Scioglimento del rapporto contrattuale tra la compagnia aerea olandese KLM e l'Alitalia)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Fiori n. 2-02380 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 10).
L'onorevole Fiori ha facoltà di illustrarla.

PUBLIO FIORI. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione ha facoltà di rispondere.

LUCA DANESE, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, in riferimento alla problematica evidenziata dall'onorevole interpellante la società Alitalia ha comunicato, con nota 18 maggio 2000, che l'alleanza costituita con la KLM, incentrata sul master cooperation agreement del 27 novembre 1998 e sui connessi accordi esplicativi e modificativi, era conosciuta dai rispettivi Governi italiano e olandese, ma non prevedeva alcun coinvolgimento di tali Governi finalizzato alla prestazione di idonee garanzie intese a rafforzare il vincolo contrattuale tra le parti.
Inoltre, la medesima compagnia ha fatto presente che negli accordi di alleanza non era stata espressamente prevista alcuna iniziativa di fusione tra le due compagnie; anzi, il verificarsi di avvenimenti quali l'insorgere di presunte cause di scioglimento evidenziate da KLM e l'acuirsi delle criticità manifestate dall'evoluzione dello scenario industriale hanno particolarmente motivato le parti a verificare, a partire dallo scorso mese di febbraio, la fattibilità e la convenienza di un'ipotesi di fusione.
Infatti, l'accordo sanciva una forte integrazione tra i due partner che, pur mantenendo una distinta personalità giuridica, si impegnavano, tuttavia, a studiare eventuali possibilità di ulteriore integrazione finanziaria, organizzativa e legale da eseguirsi, una volta individuata la forma più opportuna, di comune accordo durante la seconda fase dell'alleanza iniziata il 1o novembre 1999.
Le parti stipulavano un ancor più significativo accordo, il settlement agreement, attuativo del precedente master cooperation agreement intervenuto tra le medesime il 30 luglio 1999 (articolo 4 dell'exhibit I), stabilendo che l'ulteriore integrazione sarebbe dovuta intervenire entro nove mesi dalla menzionata data del 1o novembre 1999 e, quindi, entro il mese di marzo 2002 e ponendo, a garanzia dell'impegno reciprocamente assunto, l'obbligo del pagamento di una congrua penale.


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Nel termination notice del 28 aprile 2000, la KLM, per giustificare il suo recesso dagli accordi di alleanza sopra indicati, ha fatto riferimento alla previsione contrattuale relativa alla facoltà delle parti di sciogliere l'alleanza in presenza dei seguenti eventi: mancato accordo tra le parti rispetto allo status fiscale e legale dell'alleanza; mancata sottoscrizione del north atlantic agreement con Northwest Airlines; introduzione di sostanziali modifiche alla distribuzione del traffico aereo nel sistema aeroportuale di Milano Malpensa, prevista dal decreto Burlando, nella misura in cui tali modifiche potessero compromettere sostanzialmente la competitività o la crescita dell'hub di Malpensa.
La KLM, peraltro, nel comunicato al pubblico, ha invocato, a giustificazione del proprio comportamento, oltre alla problematica di Malpensa anche la mancata privatizzazione dell'Alitalia. Al riguardo, la società Alitalia ha specificato che, effettivamente, gli accordi stipulati prevedevano tale causa di recesso, ma solo qualora la privatizzazione stessa non fosse avvenuta entro il 30 giugno 2000 e ciò potesse ostacolare il raggiungimento degli obiettivi dell'alleanza e avere effetti sostanzialmente avversi sull'alleanza stessa.
In ogni caso la società Alitalia ha chiarito nella sopra citata nota di avere ripetutamente e puntualmente contestato la sussistenza delle cause di scioglimento addotte da KLM in quanto le parti avevano in realtà raggiunto un'intesa sullo status fiscale e legale dell'alleanza ma l'accordo con Northwest, pur essendo in avanzato stato di negoziazione, non era stato ancora sottoscritto principalmente per le riserve espresse dalla società olandese, ma anche a causa dell'entrata in vigore del decreto Bersani che offre nuovi scenari per lo sviluppo competitivo della società e per la crescita di Malpensa come sistema hub.
Per quanto riguarda la strategia industriale che l'azionista di riferimento dell'Alitalia e la stessa compagnia di bandiera intendono adottare, sotto il profilo delle strategie industriali per garantire all'Alitalia stessa il necessario rafforzamento sul mercato europeo ed internazionale, la società Alitalia ha comunicato che il consiglio di amministrazione del 2 maggio 2000, esaminata la situazione determinatasi in seguito al termination notice trasmesso dalla KLM e valutato che l'interruzione della collaborazione con il vettore olandese non avrebbe sortito alcun effetto negativo sulla rete dei collegamenti di Alitalia e sul servizio alla clientela, ha ribadito il convincimento che attualmente, al fine di essere competitivi sul mercato globale è necessario costruire o inserirsi in un sistema di alleanze.
Il medesimo consiglio di amministrazione di Alitalia, sempre in tale occasione, ha deciso di intraprendere azioni per lo sviluppo della società procedendo alla riorganizzazione delle strutture, alla reimpostazione delle iniziative commerciali e di marketing, alla predisposizione di un piano relativo allo sviluppo di accordi strategici con altri partner, alla realizzazione della nuova struttura industriale del gruppo e allo sviluppo e all'ulteriore espansione della flotta.
Per quanto riguarda la privatizzazione, l'azionista IRI ed il Governo hanno confermato la decisione di pervenire al più presto alla definizione del processo di privatizzazione con le modalità che saranno ritenute più opportune.
Infine per quanto riguarda il ruolo dell'aeroporto di Malpensa, con il decreto Bersani sono stati pienamente confermati gli obiettivi di consolidamento dello scalo come hub strategico del sistema aeroportuale europeo.

PRESIDENTE. L'onorevole Fiori ha facoltà di replicare.

PUBLIO FIORI. Non posso ritenermi né, soddisfatto né insoddisfatto perché manca completamente la risposta alla mia interpellanza, mi manca cioè un termine di giudizio e, non essendoci una risposta, non si può giudicare se essa sia soddisfacente o insoddisfacente.
Mi spiego meglio. L'interpellanza era volta a conoscere quali iniziative politiche


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i ministri competenti intendano assumere, anche in sede di Unione europea, nei confronti del Governo olandese; quali azioni giudiziarie il Governo italiano intenda promuovere, anche a livello europeo, nei confronti della KLM; quali azioni giudiziarie l'Alitalia intenda assumere nei confronti della KLM; quali azioni l'IRI e l'Alitalia intendano assumere anche direttamente nei confronti dei dirigenti della KLM responsabili della decisione di rescissione del contratto di fusione; quali cautele il Governo e l'IRI intendano esercitare prima di approvare ipotesi di nuove fusioni.
Il Governo ha risposto che vi è stata una inadempienza unilaterale della KLM ma non ha detto una parola su come intenda «difendere» i soldi degli italiani che sono, attraverso l'IRI, nel patrimonio dell'Alitalia, come intenda difendere l'Alitalia e come quest'ultima intenda difendere se stessa.
Qui ci troviamo dinanzi ad una compagnia straniera che tra l'altro - lo possiamo dire - è controllata direttamente dal Governo olandese perché, se non sbaglio, tale Governo sulla KLM ha una specie di golden share, e quindi la possibilità di intervenire. Ebbene accettiamo che questa compagnia stipuli un trattato con una compagnia pubblica di bandiera (il 51 per cento è infatti ancora dell'IRI), che rompa quest'accordo, che tale rottura venga addebitata dall'Alitalia e dal Governo, senza alcuna possibilità di dubbio, alla KLM e che si rimanga così senza intraprendere un'azione giudiziaria per chiedere il risarcimento dei gravi danni causati da tale decisione.
Francamente non saprei cosa dire e come portare avanti una polemica nei confronti del Governo che non risponde né direttamente né indirettamente alle domande formulate.
Mi sorge allora il sospetto politico che la partita KLM-Alitalia, sia stata conclusa in base ad un'intesa politica di tipo europeo, cioè che, in sostanza, il Governo italiano abbia accettato l'accordo KLM-Alitalia, sapendo che si trattava di un accordo inaccettabile, per creare un rapporto preferenziale nei confronti del Governo olandese, altrimenti tutto ciò non si spiega. Infatti, o dietro questa vicenda vi è un'operazione politica innominabile di rapporti tra Governi ed Unione europea oppure non si capisce perché non si agisca in maniera pesante a livello europeo e nazionale nei confronti della KLM e del Governo olandese, chiedendo l'intervento dell'Unione europea.
La vicenda diventa sempre più inquietante anche perché l'Alitalia continua a dire che sta studiando azioni per avere giustizia e per ottenere dalla KLM il risarcimento dei danni subiti. Sono, però, già passati alcuni mesi e nessuna azione viene alla luce.
Annuncio sin d'ora che presenterò una mozione sulla vicenda, perché ritengo sia giusto che gli italiani, che hanno visto l'Alitalia investire non soltanto il suo patrimonio, ma anche altri 2.500 miliardi - i famosi aiuti di Stato sui quali vi è stata polemica con l'Unione europea -, sappiano come il Governo difende i propri interessi quando sono lesi da un soggetto straniero che rompe accordi e tenta di appropriarsi di tratte del nostro traffico aereo internazionale, rimanendo in attesa di non si capisce bene cosa.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta fino alle 14.

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