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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Selva n. 2-02357 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3).
ALESSANDRO GALEAZZI. Signor Presidente, rinunzio ad illustrarla e mi riservo di intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. In relazione all'atto parlamentare presentato dagli onorevoli Selva e Galeazzi, dobbiamo innanzitutto precisare che la Repubblica di San Marino - alla quale fa riferimento l'interpellanza - gode dei diritti degli Stati sovrani anche, ovviamente, per quanto attiene alla installazione e all'esercizio di reti di servizi telefonici.
di commutazione di Milano, di Roma e di Palermo, precedentemente gestite dalla società Italcable.
PRESIDENTE. L'onorevole Galeazzi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
ALESSANDRO GALEAZZI. Signor Presidente, signor sottosegretario, è frequente che un parlamentare dell'opposizione si ritenga insoddisfatto della risposta del Governo; in questo caso il sottoscritto e il gruppo di Alleanza nazionale non solo si ritengono insoddisfatti, ma sono anche molto preoccupati. Premesso che questioni che riguardano Stati sovrani devono essere trattate con il dovuto tatto, mi aspettavo una risposta più evasiva, meno puntuale, ma colgo nella sua risposta alcune affermazioni che non corrispondono a verità. Mi riferisco, in ordine decrescente, al fatto che non è vero che la società TMS si rivolge solo all'utente sanmarinese. Non è un segreto, perché vi sono documenti prodotti dalla Intelcom e dalla TMS sanmarinese via Internet dai quali risulta che la telefonia mobile sanmarinese si propone anche all'esterno. Tra breve, del resto, anche per il servizio planetario dell'UMTS, tanto discusso in questi giorni, i gestori di tutti i paesi potranno proporsi nell'ambito della concorrenza e del mercato e vincerà chi ha più contenuti e chi offre più servizi.
Vi sono alcune decine di persone altamente retribuite nell'ambito della Intelcom sanmarinese e più di dieci mila persone che la Telecom Italia sta mandando a casa per quel processo di modernizzazione rispetto al quale non è stato ancora fatto nulla per quanto riguarda il piano aziendale enunciato da Colaninno. Ma soprattutto, anche nell'ambito della Repubblica di San Marino, vi sono situazioni riguardo alle linee della sicurezza militare e civile del territorio e del cittadino che fanno rimanere perplessi. Anche in questo caso ciò risulta da un documento Internet: vi è un'antenna satellitare posta su San Marino, sopra le basi militari della NATO di Cervia.
L'onorevole Galeazzi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Da parte sua, la società Telecom Italia, in quanto concessionaria per il servizio telefonico anche in ambito internazionale, intrattiene, al fine di assicurare gli indici qualitativi richiesti per l'espletamento del servizio pubblico, rapporti diretti con gran parte dei gestori esteri con lo scopo di garantire il corretto instradamento del traffico sia terminale sia di transito.
Fatta la premessa che ho cercato di sottolineare anche sotto il profilo metodologico, vorremmo dire che a seguito di un accordo stipulato nel 1987 tra l'allora società Sip e la Repubblica di San Marino, venne stabilito in riferimento al traffico telefonico da e per l'Italia di considerare il territorio della citata Repubblica di San Marino come un distretto telefonico del compartimento di Bologna. Ciò comportò per il territorio di San Marino l'instaurazione di una sorta di doppio regime in base al quale il traffico da e per l'Italia è a tutti gli effetti equiparato sia sotto il profilo tecnico, sia sotto quello tariffario a quello interurbano nazionale, mentre per il traffico internazionale la sammarinese società Intelcom, in possesso del codice identificativo di nazionalità (country code) assegnato in ambito UIT (Unione internazionale delle telecomunicazioni) opera come un qualsiasi altro gestore di una rete internazionale. La società Telecom italiana ha stipulato con la società Intelcom di San Marino accordi di tipo commerciale relativamente al traffico internazionale così come è avvenuto per gli altri paesi esteri utilizzando per l'instradamento del traffico che ne deriva le centrali
Da quanto sopra detto deriva che le procedure di natura amministrativa tra i citati operatori si articolano sulla base dello scambio dei conti e della liquidazione degli stessi come previsto dalle raccomandazioni dell'Unione internazionale delle comunicazioni (UIT) e del Comitato consultivo internazionale telegrafi e telecomunicazioni (CCITT). Pertanto, alla società Intelcom di San Marino non viene applicato, in quanto operatore internazionale, l'offerta di interconnessione e di riferimento della Telecom Italia. Per quanto concerne la società TMI (Tele media international), si comunica che la stessa è stata regolarmente autorizzata ad offrire servizi di telecomunicazioni liberalizzati sia in Italia sia in altri stati europei per l'espletamento dei quali la TMI ha provveduto ad acquistare dalla Telecom Italia una serie di circuiti diretti sia nazionali sia internazionali dietro corresponsione delle tariffe stabilite dalle norme vigenti.
Per l'instradamento del traffico dei propri clienti verso destinazioni non servite direttamente dalla propria rete, la società TMI utilizza l'operatore che offre le condizioni economiche più vantaggiose in termini di costi e di servizi (la società Intelcom di San Marino in questo caso). In proposito, vogliamo sottolineare che gli accordi commerciali non prevedono per TMI e per Telecom Italia la consegna di Intelcom San Marino di traffico terminante in Italia e pertanto non ci risulta sussistente, secondo quanto ci è stato detto dalla Telecom Italia, l'ipotesi di cosiddette forzate triangolazioni di traffico a favore di clienti italiani, ovvero quella di distrazione di traffico telefonico.
Noi, naturalmente, utilizzando al meglio il nostro ruolo di Ministero vigilante siamo sensibilissimi a tali considerazioni e opereremo sempre per verificare la natura di tali problemi (quello che sto dicendo è quanto risulta al momento della risposta).
Si sottolinea altresì che, grazie alla sua politica particolarmente aggressiva, Intelcom San Marino viene prescelta in ambito internazionale quale nodo per lo smistamento del traffico telefonico. Pertanto, i flussi notevoli di traffico internazionale in entrata ed in uscita da San Marino sono da attribuirsi proprio alla politica commerciale svolta dalla società citata sul mercato dei transiti internazionali, mentre la maggiore consistenza di traffico notturno rispetto a quello diurno si dovrebbe giustificare con la differenza di fuso orario delle destinazioni internazionali interessate dalle comunicazioni smistate. Per quanto riguarda il mercato della telefonia mobile, si fa presente che, per rispondere alle proprie esigenze, la Repubblica di San Marino ha deciso di affidare in concessione tale servizio ad un gestore locale, la società TMS. Nell'atto di concessione, il Governo di San Marino, tenuto conto delle peculiarità del territorio della Repubblica e dell'articolazione sociale ed economica della popolazione, ha attribuito a TMS la facoltà di stabilire rapporti amministrativi, tecnici e commerciali con gestori esteri di servizi di telecomunicazioni che operano nel settore di sua competenza, anche al fine di razionalizzazione l'utilizzazione delle risorse tecniche già esistenti nella Repubblica. In base alle suddette direttive, la concessionaria sanmarinese TMS ha stipulato con la società TIM un contratto a titolo oneroso e a tempo indeterminato, attraverso il quale TMS fornisce servizi radiomobili GSM esclusivamente alla clientela domiciliata nella Repubblica di San Marino.
Quanto, infine, all'aspetto sottolineato nell'ultimo punto dell'atto di sindacato ispettivo in esame - al quale rispondiamo davvero volentieri - si rileva che ogni situazione dalla quale possano derivare distrazioni nell'interscambio di beni e di servizi tra l'Italia e la Repubblica di San Marino, recando danno all'erario italiano, è oggetto di attenzione costante da parte degli organi civili e militari del ministero a ciò preposto.
Onorevole sottosegretario, senza polemica, ho colto dalla sua risposta una certa preoccupazione rispetto a fatti già accaduti nell'ambito della Repubblica di San Marino per quanto riguarda la distrazione di servizi. La seconda inesattezza riguarda proprio il fatto che non è vero che non esiste una tariffa di interconnessione tra Stati internazionali; essa esiste, ma ciò che è ancora più grave è che non esiste evidenza di contabilità rispetto al rapporto Intelcom-Telecom, senza dimenticare che la Telecom Italia è proprietaria per il 70 per cento della Intelcom sanmarinese.
La commutazione e la triangolazione del traffico, qualora non venisse registrata nell'ambito dei bilanci della Telecom, porterebbe - credo sia lecito pensarlo - all'evasione e all'elusione fiscale, in particolare per quanto riguarda le tasse impositive, l'IVA, e un danno all'erario a causa della mancata fatturazione.
Vorrei sapere se l'anomalia di un traffico in uscita rispetto ad uno in entrata, superiore di uno a cento nelle ore notturne, venga registrata nei bilanci della Telecom Italia.
Mi sembra un quesito delicato ed importante.
Sempre da documenti Internet - quindi, fonti ufficiali, pubbliche - risulta (se lo vorrà, signor sottosegretario, potrò lasciarli agli atti) che la centrale telefonica della Intelcom di San Marino è una vera e propria nave da guerra: vi è riportato che si tratta precisamente di 1.800 circuiti, espandibili fino a 60 mila, riguardanti un'utenza che non supera le 30 mila unità. Lei sa meglio di me, per la sua grande competenza nel settore, che con 60 mila circuiti si serve una città come Roma, con 5 milioni di abitanti. Si tratta di un'anomalia nell'anomalia, pur lasciando - ci mancherebbe altro - ad uno Stato sovrano tutta la libertà di organizzare la telefonia, purché essa non sia per il 70 per cento di proprietà della Telecom Italia.
Vi sono ombre e luci rispetto a tale questione. Lei sa, sottosegretario Vita, che due anni fa un'indagine della Guardia di finanza scoprì che il fabbisogno pro capite di birra nella Repubblica di San Marino era di circa venti litri a persona: evidentemente questa indagine ha avuto come risultato una evidente distrazione di beni e servizi. La questione è stata già sollevata in un'interrogazione parlamentare presentata dal mio gruppo, a firma dell'onorevole Bocchino, per quel che riguardava la situazione della TMI.
Non è vero che il traffico che viene commutato attraverso San Marino passi per i nodi di Milano: esso passa attraverso TMI, collegata della Telecom e, peraltro, fino a poco tempo fa (in base a documenti forniti dal suo dicastero) sprovvista dell'autorizzazione, e oggi sostituita da un'altra società, la Transworld Communication, che non è identificabile neanche nel suo stesso azionariato. Quindi, siamo di fronte a miliardi di minuti di triangolazione di traffico telefonico e a centinaia di miliardi che evidentemente non si riesce a capire dove vengano contabilizzati e, soprattutto, in quali casse rimangano.
Penso che sarebbe opportuno, al di là del controllo doveroso da parte del Governo rispetto alla triangolazione, che si formasse un tavolo tra la Repubblica di San Marino e il Governo italiano per puntualizzare quali siano e quali debbano essere le regole.
Per quanto riguarda la telefonia, si fa riferimento ad una convenzione - come è scritto nella premessa alla nostra interpellanza - che è stata stipulata nel 1987. Evidentemente da allora molte cose sono cambiate; le nuove tecnologie aprono nuovi orizzonti e, purtroppo, probabilmente consentono anche nuovi sistemi di triangolazione, con un traffico che, bene o male, non si riesce ad inquadrare e a capire da dove arrivi e, soprattutto, dove finisca.
Pertanto, onorevole sottosegretario, non sono soddisfatto della sua risposta e ne ribadisco con forza alcune inesattezze. Prego il suo Ministero e quello delle finanze, al quale era anche rivolta la nostra interpellanza urgente, di verificare se le affermazioni che ho fatto in questa sede corrispondano a verità e di dare un'ulteriore risposta al gruppo di Alleanza nazionale rispetto ai trattati e alle convenzioni internazionali che regolano la telefonia, nonché rispetto alla posizione di uno Stato sovrano, il cui prefisso telefonico è lo «0549», cioè quello di un distretto italiano. Se la Repubblica di San Marino vuole essere un distretto internazionale, si adatti al numero dei distretti internazionali e quindi utilizzi eventualmente lo «00549» o il numero che si renderà disponibile. Preciso che nell'ambito di un distretto che dipende, anche a livello ispettivo, da quello di Bologna della polizia postale, non possiamo pensare di non avere almeno un quadro chiaro di riferimento per quanto riguarda la regolarità delle convenzioni, anche perché c'è da chiedersi per quale motivo Infostrada, Blutel e gli altri gestori di telefonia non debbano recarsi di fretta a San Marino per verificare se possano operare senza tariffa di interconnessione. Abbiamo registrato una grande difficoltà del professor Cheli nel ristabilire un equilibrio relativamente alla tariffa di interconnessione e quindi ci rendiamo conto che si tratta di una questione molto delicata. Mi chiedo se per quanto riguarda l'UMTS questi gestori di telefonia non abbiano un grande risparmio facendo proposte in un distretto che è italiano-sanmarinese, di proprietà della Intercom o della Telecom. Sta di fatto che le reti dell'ex monopolista pagate dai cittadini italiani in questa oasi vengano usate in modo che voglio definire prudentemente «improprio».
L'attenzione del nostro Governo rispetto a possibili e gravissime anomalie di distrazioni di traffico e di probabili elusioni fiscali impositive deve essere repentina. Mi aspetto che a brevissimo tempo sia fatta chiarezza attraverso un controllo dei bilanci della Telecom per quanto riguarda il passaggio del traffico telefonico nella Repubblica di San Marino e che si rinnovi una convenzione nell'ambito e nel rispetto delle leggi comunitarie cosicché la Repubblica di San Marino entri nel mercato a pieno titolo con tutti i circuiti che vuole e diventi un gestore di telefonia nell'ambito della regolarità e della chiarezza con i doveri e gli oneri che tutti i gestori di telefonia, anche i più ingenui, si trovano a dover affrontare in un mondo spietato per quanto riguarda la concorrenza e l'innovazione tecnologica.


