Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 708 del 4/4/2000
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 6871)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 6871 sezione 3).
Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Signor Presidente, il Governo accoglie l'ordine del giorno Antonio Pepe n. 9/6871/1.
Vi sono poi tre ordini del giorno, Dozzo n. 9/6871/2, Scarpa Bonazza Buora n. 9/6871/3 e de Ghislanzoni Cardoli n. 9/6871/4, tutti riferiti alla possibilità di prorogare ulteriormente il regime di cui già si propone la proroga con il decreto-legge. Sulla stessa linea si muove l'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7, che al Governo appare più corretto degli altri, perché invita «a verificare, nelle competenti sedi dell'Unione europea, la possibilità di un'ulteriore proroga del regime speciale dell'IVA agricola per l'anno 2001». Il Governo riterrebbe quindi di accogliere questo ordine del giorno e di respingere gli altri vertenti sulla stessa materia.
Il Governo non accoglie l'ordine del giorno Conte n. 9/6871/5, mentre accoglie l'ordine del giorno Benvenuto n. 9/6871/6.

GIANPAOLO DOZZO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, non ho capito se il mio ordine del giorno sia stato accolto o meno dal Governo e, se non è stato accolto, per quali motivazioni.

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, vuole fornire i chiarimenti richiesti dall'onorevole Dozzo?

NATALE D'AMICO, Sottosegretario di Stato per le finanze. Il Governo accoglie, tra i vari ordini del giorno relativi alla questione dell'ulteriore proroga, quello a prima firma Repetto. L'ordine del giorno Dozzo n. 9/6871/2 può essere, al massimo, accolto come raccomandazione, in quanto non fa riferimento al problema, con il quale invece l'Italia - come sappiamo - deve confrontarsi, della compatibilità con la disciplina dell'Unione europea.

PRESIDENTE. I presentatori dell'ordine del giorno Antonio Pepe n. 9/6871/1, accolto dal Governo, insistono per la sua votazione?


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ANTONIO PEPE. No, signor Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Dozzo, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6871/2?
Dov'è il collega Dozzo?

GIANPAOLO DOZZO. Mi scusi, Presidente, mi ero allontanato dal mio posto per munirmi del testo degli ultimi due ordini del giorno presentati, che poco fa non erano disponibili.

PRESIDENTE. Si tratta solo di munirsene in tempo...

GIANPAOLO DOZZO. Ma Presidente, non erano ancora in distribuzione!

PRESIDENTE. Il mio non era un rimprovero, ma soltanto una considerazione in ordine alle modalità di svolgimento dei lavori.
Prego, onorevole Dozzo.

GIANPAOLO DOZZO. Signor Presidente, ho analizzato l'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7, che specifica le tre questioni che costituiscono oggetto del mio ordine del giorno n. 9/6871/2. Non capisco la necessità della specificazione di verificare in sede di Unione europea la possibilità di un'ulteriore proroga del regime IVA fino al 2001. Vorrei ricordare al sottosegretario che la nuova normativa è stata introdotta con la finanziaria per il 2000: conosciamo bene le conseguenze di questa normativa perché il regime introdotto non va incontro ai produttori.
Non siamo soddisfatti del fatto che il nostro ordine del giorno sia stato accolto come raccomandazione, perché siamo convinti, signor sottosegretario, che, fra un paio di mesi o almeno a fine anno, verrà presentato un provvedimento di proroga concernente il regime dell'IVA. Infatti, sappiamo benissimo che nella situazione attuale tale normativa non è applicabile.
Pertanto, non è tanto il vincolo di una verifica a livello di Unione europea a caratterizzare l'applicazione dell'IVA nel settore agricolo, perché si tratta di una norma approvata da questo Parlamento che ha poco a che fare con l'Unione europea visto che quest'ultima, per quanto riguarda determinati aspetti, lascia liberi di decidere gli Stati nazionali.
Non capisco, pertanto, perché il Governo accolga il mio ordine del giorno solo come raccomandazione e, quindi, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene.
Pongo in votazione l'ordine del giorno Dozzo n. 9/6871/2, accolto dal Governo come raccomandazione.
(Segue la votazione).

ROBERTO ALBONI. Verifica!

PRESIDENTE. Poiché vi è incertezza sull'esito della votazione, dispongo la controprova mediante procedimento elettronico senza registrazione di nomi.
(È respinto).

La Camera ha respinto con 61 voti di differenza.
Onorevole Scarpa Bonazza Buora, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6871/3, non accolto dal Governo?

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Sì, signor Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, ho appreso dal sottosegretario per le finanze che il nostro ordine del giorno n. 9/6871/3 e l'ordine del giorno de Ghislanzoni Cardoli n. 9/6871/4 non sono stati accolti dal Governo. Saremmo grati al sottosegretario se volesse usarci la cortesia di spiegarcene i motivi.
Come il collega Dozzo, anch'io non vorrei che, fra qualche tempo, dovessero


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essere presentati nuovi decreti per ripristinare una situazione che sia accettabile dopo la confusione che avrete creato.
Abbiamo ascoltato ieri il presidente della Commissione finanze, onorevole Benvenuto, richiamare l'attenzione del Governo sull'opportunità di non fare i Pierini o i primi della classe, dal momento che in gran parte dei paesi comunitari esiste, per il settore agricolo, un regime speciale. Voi, da mesi, state sbandierando l'utilità del fantomatico tavolo verde di concertazione con le parti dell'agricoltura e mi sembra che, ancora una volta, ve ne infischiate altamente di quanto viene richiesto dalla Coldiretti, dalla Confagricoltura e dalla CIA - vale a dire da tutto il mondo agricolo - che sono sicuramente d'accordo sulla proroga per tutto il 2001 e, possibilmente, per tutto il 2002 del regime speciale IVA in agricoltura.
La vostra scelta, la vostra determinazione è opposta a quanto chiedono le organizzazioni e il mondo agricolo: lo avete detto adesso in maniera sommessa. Vorrei che spiegaste quali siano effettivamente i motivi che conducono, ancora una volta, il Governo D'Alema a fare esattamente il contrario di quello che chiede il mondo agricolo. Assumetevi le vostre responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!

PRESIDENTE. Onorevole de Ghislanzoni Cardoli, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6871/4?

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI. Insisto, Presidente.

PRESIDENTE. Noto che l'ordine del giorno Scarpa Bonazza Buora n. 9/6871/3 ha come termine il 2001, mentre l'ordine del giorno de Ghislanzoni Cardoli 9/6871/4 reca il termine del 2002. Credo pertanto sia necessario mettere in votazione prima quello che reca il termine più lontano.

ELIO VITO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

ELIO VITO. A nome del gruppo di Forza Italia, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno de Ghislanzoni Cardoli n. 9/6871/4, non accolto dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 345
Votanti 344
Astenuti 1
Maggioranza 173
Hanno votato 154
Hanno votato no 190
(La Camera respinge -
Vedi votazioni).

ERNESTO STAJANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

ERNESTO STAJANO. Vorrei precisare che il dispositivo della mia postazione elettronica non ha funzionato.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Scarpa Bonazza Buora n. 9/6871/3, non accolto dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 334
Votanti 326
Astenuti 8
Maggioranza 164
Hanno votato 138
Hanno votato no 188
(La Camera respinge -
Vedi votazioni).


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Onorevole Conte, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6871/5?

GIANFRANCO CONTE. Insisto, Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANFRANCO CONTE. Presidente, insistiamo per la votazione di questo ordine del giorno. Abbiamo firmato anche l'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7 perché riprendeva in parte alcune considerazioni del collega Dozzo, non integralmente, ma limitatamente ad alcuni punti fondamentali. Abbiamo anche chiesto che l'ordine del giorno Dozzo n. 9/6871/2 fosse posto in votazione perché ne condividevamo il contenuto.
In relazione al mio all'ordine del giorno n. 9/6871/5, siamo invece molto preoccupati il fatto che la copertura finanziaria, in ragione di questa estensione del regime speciale anche all'anno 2000, sia realizzata attraverso un decreto-legge che inciderà sul sistema delle accise e che implicherà, quindi, una riduzione delle agevolazioni a favore degli utilizzatori del carburante agricolo.
Siamo perplessi perché il Governo si era impegnato, attraverso l'articolo 2, comma 126, della legge n. 662, ad intervenire con un primo decreto del Ministero delle politiche agricole che avrebbe dovuto essere emanato, come di fatto è avvenuto, entro il 29 febbraio 2000, e con un secondo decreto del Ministero delle finanze che, alla data del 22 marzo scorso, non aveva ancora provveduto a stabilire le condizioni per ottenere abbuoni o crediti in relazione al consumo per ettaro dei carburanti agricoli.
Siamo preoccupati del fatto che il ministro chieda, come al solito, mano libera. In sede di esame della legge finanziaria egli si era impegnato ad adottare questo decreto entro il 29 febbraio. Per la verità, anche questo provvedimento corregge alcuni errori che erano stati compiuti nella scorsa finanziaria e credo che altri ne saranno adottati, in considerazione della necessità di prorogare questo regime ben oltre il 2001.
Invitiamo pertanto il ministro a tenere conto degli impegni assunti per l'emanazione di quel decreto entro il 29 febbraio. Il fatto che esso non sia stato adottato induce ad essere sospettosi in ordine a quanto vorrà fare poi il ministro in tema di accise sui carburanti. Abbiamo proposto pertanto una nuova e diversa copertura in relazione all'agevolazione prevista dall'articolo 1 ed insistiamo per la votazione di questa diversa copertura.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Conte n. 9/6871/5, non accolto dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti 318
Votanti 317
Astenuti 1
Maggioranza 159
Hanno votato 134
Hanno votato no 183.
(La Camera respinge -
Vedi votazioni).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, vorrei aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7, che condivido pienamente e avendo sottoscritto, dopo il presidente Benvenuto, l'ordine del giorno n. 9/6871/6, ringrazio il presidente Benvenuto che lo ha formulato e gli altri colleghi della Commissione finanze che lo hanno sottoscritto. Sono altresì soddisfatto che il Governo lo abbia accolto. In questo modo si cerca infatti di sanare una difficoltà di applicazione non del decreto-legge, ma del decreto del Ministero per le politiche agricole e forestali, nonché di


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prevedere la sperequazione che si sarebbe verificata rispetto alle zone di montagna. Esprimo questa soddisfazione per l'accoglimento dell'ordine del giorno anche a nome dei colleghi Olivieri, Detomas, Schmid del Trentino, nonché a nome dei colleghi della Südtiroler Volkspartei dell'Alto Adige-Südudtirol.

GIOVANNI BRUNALE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Colleghi, debbo portare a conoscenza dell'Assemblea che il presidente Benvenuto non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6871/6 accolto dal Governo. Ciò non impedisce però ai colleghi di intervenire per spiegare quale sia la loro opinione rispetto a questo ordine del giorno.

MARCO BOATO. Infatti ne ho preso atto con soddisfazione.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Brunale.

GIOVANNI BRUNALE. Presidente, intervengo solo per chiederle di aggiungere cortesemente la mia firma all'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7.

PRESIDENTE. Sta bene.

FRANCESCO FERRARI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCESCO FERRARI. Presidente, desidero aggiungere la mia firma all'ordine del giorno Benvenuto n. 9/6871/6.

PRESIDENTE. Sta bene.

LUCIANA FROSIO RONCALLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANA FROSIO RONCALLI. Presidente, anch'io aggiungo la mia firma all'ordine del giorno Benvenuto n. 9/6871/6.

PRESIDENTE. Sta bene. È un tripudio: l'ordine del giorno Benvenuto n. 9/6871/6 non verrà posto in votazione, ma ha trovato adesioni.
I presentatori insistono per la votazione dell'ordine del giorno Repetto n. 9/6871/7?

ALESSANDRO REPETTO. Non insistiamo, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.

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