Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 708 del 4/4/2000
Back Index Forward

Pag. 13


...
(Erogazione dei fondi stanziati per il fermo bellico della pesca nell'Adriatico)

PRESIDENTE. Passiamo alle interrogazioni Scaltritti n. 3-05091 e Marinacci n. 3-05467 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 7).
Queste interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali ha facoltà di rispondere.

ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Signor Presidente, le capitanerie di porto, che sono incaricate dell'istruttoria relativa all'erogazione dei fondi connessi al fermo bellico, hanno fatto pervenire al Ministero i dati relativi alle imbarcazioni e agli equipaggi che, una volta esaminati, sono stati poi trasmessi al Ministero del tesoro per la liquidazione. È infatti opportuno ricordare che, trattandosi di un cofinanziamento di carattere comunitario, la procedura, a differenza di quanto accade per il fermo biologico ordinario, prevede necessariamente la liquidazione attraverso il fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie.
Il ritardo nei pagamenti è dovuto ad un numero molto elevato di domande (siamo oltre le 20 mila) ed anche al numero di errori contenuti nelle dichiarazioni. Allo stato attuale, comunque, sono stati trasmessi al Ministero del tesoro 9.753 mandati relativamente al primo periodo (14 maggio-15 luglio), dei quali 2.497 per gli armatori o i proprietari e 7.256 per gli equipaggi, per un totale di circa 2.326 natanti (bisogna tenere conto del fatto che alcune imbarcazioni sono in comproprietà). Per quanto concerne il secondo periodo, dal 16 luglio al 31 agosto, sono stati già trasmessi 1.068 mandati, 243 per i proprietari e 825 per gli equipaggi. Nei prossimi giorni, inoltre, sarà trasmessa la liquidazione relativa al completamento del secondo periodo, considerato che la procedura potrà essere più rapida, poiché sono stati già memorizzati tutti i dati. Per accelerare l'erogazione dei premi, abbiamo sollecitato il Ministero del tesoro, invitando gli uffici preposti ad accordare la massima priorità alla liquidazione delle istanze in trattazione.
Nel merito delle altre iniziative a sostegno del settore che sono richiamate nelle interrogazioni, l'articolo 1, comma 2, del decreto-legge recante disposizioni urgenti per il contenimento delle spinte inflazionistiche prevede misure specifiche dirette ad attenuare gli effetti dell'aumento del costo del gasolio per il comparto della pesca. Il provvedimento prevede uno stanziamento di 26,5 miliardi per il riconoscimento, a partire dal 1o


Pag. 14

gennaio 2000 e per tutto l'anno, di un credito d'imposta mensile nella misura di lire 50 per ogni litro di gasolio utilizzato per l'attività dalle imprese che esercitano la pesca professionale e verrà quanto prima emanato il decreto attuativo di concerto con i Ministeri delle finanze e del tesoro.
Fra le ipotesi di lavoro del Governo, vi è inoltre la possibilità della revisione del metodo di calcolo dell'IRAP per il settore della pesca e, parimenti, sono all'esame degli uffici tecnici le proposte relative all'estensione a tutto il settore dei benefici previdenziali ed assistenziali oggi limitati alla pesca oceanica e mediterranea.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Scaltritti, vorrei rivolgermi agli studenti e agli insegnanti che assistono alla seduta per precisare che, se l'aula appare vuota nel corso del dibattito che si svolge tra interroganti e rappresentanti del Governo, non è un segno di negligenza da parte dei deputati. Si tratta, infatti, di un dialogo che riguarda materie specifiche, anche se di carattere generale, che si svolge, nell'ambito del sindacato ispettivo, tra gli interroganti e il Governo. Siccome talvolta si fa retorica sul fatto che l'aula è vuota, ci tenevo a precisare che tale situazione non è determinata da un difetto del Parlamento, ma dalla natura del dibattito che si sta svolgendo. Mi scusi, onorevole Scaltritti, ma credo sia bene che, se gli studenti vengono in visita alla Camera per imparare qualcosa, conoscano anche le condizioni nelle quali si svolge il nostro lavoro.
L'onorevole Scaltritti ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-05091.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, quanto lei dice è giusto.
Onorevole sottosegretario Borroni, non posso essere assolutamente d'accordo con la sua esposizione perché credo manchi la volontà politica per affrontare i problemi del settore. È necessario cercare soluzioni che non siano a posteriori, ma preventive; il caso del fermo bellico, in questo senso, è emblematico. Il Governo avrebbe dovuto porre attenzione alla prevenzione e alla sicurezza dei pescatori, mentre, come ha affermato poc'anzi l'onorevole Fino, non è nemmeno sensibile alla gestione delle risorse, che dovrebbero essere mirate alle singole specie di pesce per zone e tempi diversi. Da parte del Governo, quindi, vi è una carenza manifesta perché non vengono affrontati i problemi del settore e mi riferisco anche alle competenze della ricerca scientifica.
Per quanto riguarda le indennità del fermo bellico, vi sono marinerie, quali quelle di Giulianova e Martinsicuro, che non hanno ancora visto l'ombra di un indennizzo, a quasi un anno di distanza dagli accadimenti che hanno causato i fermi bellici. Gli armatori hanno scoperti bancari, hanno contratto debiti e devono pagare tassi passivi per poter saldare i fornitori; con il fermo obbligato di più di tre mesi, a causa degli episodi avvenuti nell'Adriatico, si sono create distorsioni anche nella filiera commerciale. Vi è stata, infatti, una rilevante importazione di pesce e le ripercussioni sul mercato sono evidenti; non solo, gli equipaggi sono senza stipendio e ciò ha colpito soprattutto un ceto sociale di cui si parla tanto, ma che poi viene trascurato, senza alcuna presa di coscienza.
Perché è accaduto tutto ciò? Per mancanza di prevenzione da parte del Governo. Innanzitutto, vi è stato un atteggiamento poco trasparente; il Gazzettino riporta oggi la notizia che l'esplosione a bordo de Il Profeta era l'avviso che qualcosa non andava in Adriatico e vi sono sospetti che i rischi conseguenti al deposito di bombe inesplose in Adriatico fossero ben conosciuti dalla NATO. Quando accadde questo episodio, il Governo era disinformato oppure ha cercato di minimizzare e nascondere gli eventi? Ciò è molto grave perché riguarda la sicurezza di coloro che svolgono un lavoro usurante e ad elevato rischio in mare.
Vi è, inoltre, una mancanza di prevenzione organizzativa e - come lei, signor sottosegretario, ha affermato - si sapeva che in questo caso si trattava di un intervento straordinario che richiedeva il


Pag. 15

cofinanziamento della Comunità europea, ma non è stato fatto nulla. L'iter non era più: Ministero per le politiche agricole e forestali-Banca d'Italia, ma Ministero per le politiche agricole e forestali-Ministero del tesoro-BNL e, quindi, l'operatore ittico. Si sarebbe dovuto prevedere che ci si sarebbe trovati di fronte ad un enorme numero di pratiche e avrebbe dovuto essere rafforzato il numero dei funzionari dell'IGRUE perché potessero adempiervi. Vi è, invece, una burocrazia ottusa che viene mantenuta e sulla quale non si interviene; il Governo non ha fatto nulla, e le conseguenze si sono viste.
Qual è la causa del raddoppio delle pratiche? Proprio l'indecisione alla quale facevo riferimento; infatti, se non fossero stati fatti due decreti, ma un unico decreto, prevedendo i tempi di recupero degli ordigni, quanto meno per tranquillizzare la categoria e rendere il mare più sicuro, le pratiche non sarebbero raddoppiate. In questo modo si sono quadruplicate le azioni burocratiche del Governo rispetto agli operatori.
Signor sottosegretario, per quanto riguarda le altre questioni da lei citate, quale quella del gasolio, siamo veramente al ridicolo: quello del gasolio è il costo principale per l'impresa di pesca, che per alcuni sistemi di traino incide per oltre il 50 per cento dei costi gestionali. Voi date 50 lire: prima si riconosce che la differenza tra l'Italia e gli altri paesi dell'Unione europea è di 127 lire e poi vengono date 50 lire; mi deve spiegare dove verranno prese le altre 77 lire, soprattutto da parte di un'impresa di pesca in cui la remunerazione dell'equipaggio è «alla parte». Ciò significa che i costi di gestione diminuiscono la remunerazione dell'equipaggio stesso e, quindi, si colpiscono direttamente i lavoratori.
Inoltre, le risorse necessarie vengono prese all'interno del settore stesso; non si cercano risorse nuove per alimentare il settore, ma si sottraggono risorse al fondo per il credito peschereccio: questa è veramente una vergogna! Si tratta di un settore che è già sottofinanziato, sottodimensionato, in cui non si realizzano investimenti per la modernizzazione, per aumentare la spinta imprenditoriale, e ad esso si sottraggono risorse per tamponare una situazione che doveva essere prevenuta: è un atteggiamento veramente grave.
L'iniziativa relativa all'IRAP poi, caro senatore Borroni, è veramente una cosa ridicola, poiché in questo settore per ogni impresa essa incide per meno di due milioni l'anno. Ciò significa che ciò non servirà neanche a pagare la decima parte dei costi che le imprese hanno dovuto sostenere all'improvviso per gli oneri finanziari dovuti agli scoperti bancari necessari per affrontare tutte le difficoltà che ho già citato.
Per quanto riguarda la legge n. 30 del 1998, una proposta di modifica presentata da Forza Italia è ferma da tre anni in Commissione e sarebbe il caso che essa venisse approvata in sede legislativa, come avremmo potuto fare già da tre anni.

PRESIDENTE. L'onorevole Marinacci ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-05467.

NICANDRO MARINACCI. Signor Presidente, prima di tutto vorrei ringraziarla per l'accortezza che ha avuto nei confronti degli alunni che erano presenti in tribuna, ma vorrei anche denunciare che in un sistema maggioritario l'assenteismo non è dovuto ai deputati dell'opposizione, ma a quelli della maggioranza, perché questi ultimi devono avere i numeri e non noi. Invece, da quello scranno il Presidente spesso denuncia che i deputati sono assenteisti.
Fatta questa dovuta precisazione, che avremo modo di riprendere oggi pomeriggio, passo all'interrogazione in discussione. Il collega Scaltritti si è dichiarato insoddisfatto per la risposta del Governo ed io lo sono ancora di più, per un solo motivo: si parla tanto di decentramento di poteri, ma poi, quando si deve fare clientelismo rispetto alla gente che in questa nazione lavora ed è produttiva,


Pag. 16

tutto viene di nuovo accentrato nei Ministeri. Le capitanerie di porto stavano lavorando veramente bene ed invece, ad un certo punto, il Ministero ha sottratto la competenza alle capitanerie, con il fallimentare risultato a cui stiamo assistendo. Sono dispiaciuto, perché il senatore Borroni, che rispetto, spesso ha portato in quest'aula buone notizie, mentre quella che ci ha dato oggi, al contrario, vede ancora uno stato di prostrazione dei nostri pescatori, non solo dell'Adriatico, ma di tutta la nazione italiana.
Mi chiedo se non convenga ai nostri pescatori del bacino Adriatico-Mediterraneo andare dall'altro lato, ottenere una licenza di pesca albanese, montenegrina, maghrebina o di un altro paese e poi venire a vendere il pesce in Italia. Infatti, riceviamo ordini di non fermare i clandestini, ma di fermare gli italiani; riceviamo ordini di non toccare gli extracomunitari clandestini, e non profughi; riceviamo tanti ordini per salvaguardare questa gente, che avrà i suoi diritti, ma se li deve conquistare con le leggi di uno Stato democratico, invece stiamo mettendo sotto i piedi una categoria, quella dei pescatori del bacino Adriatico-Mediterraneo, che è composta da gente che non è mai venuta a chiedere niente al Governo e lavora a proprio rischio e pericolo, con trabaccoli ormai sempre più traballanti, perché il piano per la pesca non prevede interventi da parecchi anni.
Cosa dire poi dei ritardi, delle nove mila domande trasmesse, di quelle inevase?
Un Governo che si rispetti, senatore Borroni, di fronte ad eventi calamitosi e non previsti come la guerra, risponde con celerità e non attraverso pratiche burocratiche senza fine. Quando nel marzo scorso scoppiò la guerra nel Kosovo, fin dai primi giorni il Governo sapeva che venivano scaricate nell'Adriatico tonnellate di bombe ed è per questo che aveva l'obbligo di avvertire i pescatori, i quali peraltro già trovavano nelle loro reti le bombe. Il Governo doveva intervenire subito e non aspettare che arrivassero le richieste dalle varie capitanerie di porto e dagli stessi pescatori sulle cui barche sono imbarcati - la mia è una denuncia, anche se voi lo sapete già - numerosi extracomunitari, a tutto svantaggio degli italiani, che avrebbero il sacrosanto diritto di lavorare sul suolo italiano. Voi però continuate a rispondere con pratiche burocratiche e con chiacchiere sui giornali attraverso le quali vi vantate di aver fatto questo e quello. Alle parole però non corrispondono i fatti.
Tutto ciò che viene fatto in quest'aula in materia di agricoltura e zootecnia lascia il tempo che trova perché l'aula è diventata il luogo dove si parla e non dove si producono leggi. Vale la pena di ricordare una mozione in tema di agricoltura votata sabato 18 dicembre 1998 alle ore 22,35, che era molto importante per il settore della produzione e della lavorazione del pomodoro e che rappresentava l'unico modo per portare le aziende nel meridione e per sottrarle al potere malavitoso delle industrie contro cui lottavate quando eravate all'opposizione.
Oggi mi sembra che abbiate dimenticato le vostre lotte, per cui devo pensare che o siete collusi con questa gente oppure avete dimenticato che eravate una forza di popolo, ovvero facevate queste dichiarazioni per assumere il Governo e poi dimenticarvi di tutto.
Senatore Borroni, pensavo che lei fosse un sottosegretario che portava fortuna, nel senso che lei ha sempre risposto in maniera precisa alle nostre interrogazioni, mentre oggi si è arrampicato sugli specchi. Meno male che manca un anno al termine della legislatura, così romperemo quegli specchi portandovi definitivamente all'opposizione!

PRESIDENTE. Dovremmo ora passare all'interrogazione Muzio n. 3-05325 ma, per impegni inerenti al suo ufficio, il rappresentante del Governo arriverà con qualche minuto di ritardo.
Considerata l'importanza dell'argomento trattato nel documento ispettivo, sospendo la seduta in attesa che giunga il rappresentante del Governo.

Back Index Forward