(Sezione 7 - Erogazione dei fondi stanziati per il fermo bellico della pesca nell'Adriatico)
G) Interrogazioni:
SCALTRITTI, BERRUTI, GAZZILLI, MAROTTA, MICCICHÈ, PITTINO, RIVELLI, RODEGHIERO, ROMANI, TARDITI, VITO, ALEFFI, AMATO, APREA, ARMOSINO, BERTUCCI, BIANCHI VINCENZO, DONATO BRUNO, CASCIO, CICU, CONTE, DE GHISLANZONI CARDOLI, DELL'UTRI, D'IPPOLITO, FINO, FLORESTA, GAGLIARDI, GIANNATTASIO, GIUDICE, LEONE, LOSURDO, LUCCHESE, MAMMOLA, MASSIDDA, MIGLIORI, PALMIZIO, PEZZOLI, PIVA, POSSA, PRESTIGIACOMO, RADICE, ROSSETTO, ROSSO, ALESSANDRO RUBINO, SCARPA BONAZZA BUORA, STRADELLA, TABORELLI, TORTOLI, VALDUCCI e VITALI. - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali e dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che:
con il decreto legge 31 maggio 1999, n. 154, convertito in legge 30 luglio 1999, n. 249, e con il successivo decreto legge 9 settembre 1999, n. 312, convertito in legge 9 ottobre 1999, n. 405, il Governo ha disposto due fermi della pesca nell'Adriatico, per consentire la bonifica dei fondali dalle bombe scaricate in mare dalle forze Nato durante la guerra per il Kosovo;
gli operatori del settore - e particolarmente quelli del medio ed alto Adriatico, delle Marche e del Veneto, a causa di tali fermi della pesca, hanno subìto un danno evidente per non aver potuto svolgere regolarmente la propria attività lavorativa in mare;
i suddetti fermo-bellico hanno di fatto bloccato ogni attività produttiva, creando un immediato riscontro negativo sia per le imprese di pesca che per i lavoratori del settore, che da mesi non ricevono lo stipendio;
i fondi stanziati per l'occasione dal Governo ammontano a 60 miliardi di lire, per quanto attiene al decreto n. 154 del 31 maggio 1999, ed a 5,5 miliardi di lire, per quanto attiene al decreto n. 312 del 9 settembre 1999, oltre a ulteriori 12 miliardi di lire, sempre nel decreto n. 312 del 9 settembre 1999, per il fermo biologico nel mar Tirreno e nel mare Jonio, destinati agli imbarcati;
a tutt'oggi, nonostante le molte assicurazioni in proposito, ancora nessun rimborso delle indennità per il fermo bellico relative ai mesi di giugno, luglio e agosto dell'anno 1999 è stato erogato agli aventi diritto con gravi problemi di liquidità ed indebitamenti bancari insostenibili;
il Governo, allo scopo dichiarato di velocizzare i suddetti rimborsi, ha accentrato il disbrigo delle pratiche al ministero, togliendone la competenza alle capitanerie di porto, con il fallimentare risultato a cui stiamo assistendo;
il pesante ritardo dei rimborsi va a sommarsi al vertiginoso aumento del prezzo del gasolio negli ultimi mesi, in modo tale da rendere completamente improduttive le aziende di pesca, minimizzando anche le retribuzioni degli imbarcati;
l'economia ittica delle regioni adriatiche e, particolarmente, di quella marchigiana, è entrata in una fase di profonda crisi economica che, se non risolta da una decisiva azione governativa, porterà al collasso del settore della pesca, esasperando lo stato di agitazione che già anima la categoria dei pescatori e delle associazioni nazionali di categoria -:
quale sia la posizione del Governo e del ministero delle politiche agricole e foestali direzione generale della pesca, in proposito;
perché a tutt'oggi non siano stati ancora erogati i suddetti rimborsi agli aventi diritto;
quando e come verranno pagate le quote di rimborso per il «fermo bellico»
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alle varie categorie del settore pesca e, se sono stati effettuati dei pagamenti, a quali è stata data priorità;
quali altre azioni o incentivi siano previsti dal Governo per compensare, almeno in parte, la perdita economico-finanziaria subita dalle imprese del settore, soprattutto a causa del repentino aumento degli interessi passivi per gli scoperti bancari, ma anche in seguito all'aumento del prezzo del gasolio da pesca, che incide per il 60 per cento sui costi di gestione delle imbarcazioni.
(3-05091)
(11 febbraio 2000)
MARINACCI. - Ai Ministri delle politiche agricole e forestali e dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che:
durante la guerra per il Kosovo, gli operatori del settore ittico, a causa di fermi della pesca imposti dal Governo hanno subito un danno per non aver potuto svolgere regolarmente la propria attività lavorativa in mare;
i suddetti operatori hanno bloccato ogni attività produttiva, creando un immediato riscontro negativo sia per le imprese di pesca che per i lavoratori del settore, che da mesi non ricevono lo stipendio;
i fondi stanziati per l'occasione dal Governo ammontano a 60 miliardi di lire, per quanto attiene al decreto n. 154 del 31 maggio 1999, ed a 5,5 miliardi di lire, per quanto attiene al decreto n. 312 del 9 settembre 1999;
il Governo ha disposto due fermi della pesca nell'Adriatico per consentire la bonifica dei fondali dalle bombe scaricate in mare dalle forze Nato durante tale guerra;
a tutt'oggi, purtroppo, nonostante le molte assicurazioni circa eventuali liquidazioni promesse, ancora nessun rimborso delle indennità per il fermo bellico relative ai mesi di giugno, luglio e agosto dell'anno 1999 è stato erogato agli aventi diritto con gravi problemi di indebitamenti bancari insostenibili da parte di dette categorie;
il Governo, recentemente ha dichiarato di evadere a breve dette pratiche di rimborso accentrando il disbrigo delle pratiche al ministero, togliendone la competenza alle capitanerie di porto, con il fallimentare risultato a cui stiamo assistendo;
il pesante ritardo dei rimborsi dovuti va a sommarsi al vertiginoso aumento del prezzo del gasolio in modo tale da rendere completamente improduttive le aziende della pesca, minimizzando anche le retribuzioni degli imbarcati e a causa di quanto sopra esposto l'intero settore sta andando a rotoli;
l'economia ittica delle regioni adriatiche e, particolarmente, di quella pugliese, è entrata in una fase di profonda crisi economica che, se non risolta a breve, porterà al collasso del settore della pesca, esasperando lo stato di agitazione che già anima la categoria dei pescatori e delle associazioni nazionali di categoria -:
quale posizione abbia già assunto in merito il Governo e il ministero delle politiche agricole e forestali direzione generale della pesca;
perché a tutt'oggi non sono stati erogati i suddetti rimborsi agli aventi diritto;
quando e come verranno pagate le quote di rimborso per il «fermo bellico» alle varie categorie del settore pesca e, se sono stati effettuati dei pagamenti, quale è stato il metodo adottato e quali le priorità;
quali altre azioni o incentivi siano previsti dal Governo per compensare, almeno in parte, la perdita economico-finanziaria subita dalle imprese del settore, soprattutto a causa del repentino aumento degli interessi passivi per gli scoperti bancari, ma anche in seguito all'aumento del prezzo del gasolio da pesca, che incide per il 60 per cento sui costi di gestione delle imbarcazioni.
(3-05467)
(3 aprile 2000)
(ex 4-28777 del 6 marzo 2000)