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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Fino n. 3-04344 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 6).
ROBERTO BORRONI, Sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali. Come l'onorevole Fino certamente saprà, il periodo di interruzione tecnica della pesca viene determinato per ciascun anno dalla commissione consultiva centrale della pesca marittima. A questa commissione partecipano anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, i quali in quella sede si fanno portatori dei problemi e delle istanze che provengono dalle varie marinerie.
PRESIDENTE. L'onorevole Fino ha facoltà di replicare.
FRANCESCO FINO. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, non posso dichiararmi soddisfatto della sua risposta per una serie di motivazioni che cercherò di esporle.
aula in riferimento alla produzione tipica agrumicola di clementine rispetto al quale, a mio giudizio, il Governo è risultato assente, come ho denunciato in quest'aula. Vi è il problema della pesca, dei marinai che tutte le notti si alzano, stanno sul mare, lavorano, sudano, corrono pericolo per la loro vita e poi, così, senza una motivazione specifica (perché, lo voglio ribadire, non si contesta il fermo biologico, ma, per ragioni tecniche, il periodo del fermo) il fatto che in quella zona un periodo precedente di sospensione sia addirittura più favorevole per il ripopolamento marino e per la salvaguardia della fauna e della flora non viene tenuto in considerazione. Perché non viene tenuto in considerazione? Perché, lei mi dice, non è possibile provvedere ad una ulteriore suddivisione. La suddivisione è stata fatta tra il Tirreno e l'Adriatico. Nel Tirreno è stato ricompreso anche lo Ionio, senza tenere conto della differenza, a volte anche sostanziale, che imponeva e impone l'individuazione di un diverso periodo per il fermo biologico. Per questi motivi, non posso che confermare l'insoddisfazione, oltre che mia anche di un intero territorio, per la risposta ricevuta, che non tiene conto delle reali esigenze del territorio medesimo (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
Il sottosegretario di Stato per le politiche agricole e forestali ha facoltà di rispondere.
Fatta tale premessa, vorrei ricordare che le modalità di attuazione delle interruzioni tecniche dell'attività di pesca già prevedono due periodi differenti di fermo: il primo riguarda il settore tirrenico-ionico; il secondo riguarda il settore adriatico.
Credo sia opportuno ricordare che ulteriori differenziazioni, in ragione di esigenze diverse delle singole marinerie, non possono che tener conto della ratio dello strumento stesso che consiste nella necessità di ridurre lo sforzo di pesca proprio per consentire il ripopolamento delle risorse ittiche; quelle ulteriori differenziazioni sono quindi demandate alla valutazione della commissione alla quale ho fatto riferimento.
Il fermo biologico della pesca non è sicuramente contrastato da nessuno, tantomeno dalla marineria di Schiavonea del comune di Corigliano Calabro che - lo voglio ricordare - è la flottiglia più numerosa della Calabria (e del Mezzogiorno, dopo quella di Manfredonia). Vi è invece una contestazione. Infatti, è stato richiesto (mi risulta dall'associazione di categoria) alla commissione consultiva centrale di tenere conto delle differenze di ordine biologico e marino fra la zona del mare Ionio interessata e il Tirreno. Evidentemente, la commissione consultiva centrale ha tenuto conto di indicazioni fornite da alcune associazioni di categoria, ma ha ritenuto di non poter o non dover tenere conto di altre considerazioni che pure erano state fatte in quella sede.
Vi è poi una ulteriore motivazione che indubbiamente mi lascia insoddisfatto, onorevole sottosegretario. Infatti, fornendo risposta ad una mia interrogazione in Commissione il 6 ottobre 1999 che affrontava lo stesso tema, lei elencò le differenti date previste (che ora ha rammentato) e ricordò la corresponsione del minimo garantito a chiunque fosse interessato alla pesca (credo che su questo tema altri colleghi concorderanno con me), cioè la corresponsione di un indennizzo per il fermo biologico. In quella sede, ricordò anche che sarebbe stato garantito questo minimo agli imbarcati e agli armatori, però alla data odierna non mi risulta siano state corrisposte le indennità relative al 1999.
Allora, onorevole sottosegretario, vi è il problema di quel territorio che abbiamo affrontato non più di qualche giorno fa in


