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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4, nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti e subemendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 332 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
ELSA SIGNORINO, Relatore per la maggioranza. Il parere è contrario sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Cè. Il parere è altresì contrario sugli emendamenti Cè 4.1 e 4.3, mentre è favorevole sull'emendamento Cè 4.2. Il parere è contrario sui subemendamenti Cè 0.4.5.1., 0.4.5.2., 0.4.5.3. e 4.4. Infine, il parere è favorevole sull'emendamento 4.5 della Commissione.
PRESIDENTE. Il Governo?
ELENA MONTECCHI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Cè.
ALESSANDRO CÈ, Relatore di minoranza. Signor Presidente, il testo alternativo riscrive completamente l'articolo 4, in correlazione con gli articoli 18 e 22, che riguardano il fondo sociale, il piano nazionale e i livelli essenziali, in quanto si tratta di un unico ambito di finanziamento. Il testo della relatrice Signorino è poco chiaro ma, sicuramente, siccome le risorse destinate dallo Stato sono assolutamente inefficienti, coloro che dovranno sobbarcarsi l'onere dei servizi aggiuntivi, saranno proprio le regioni e gli enti locali. Si tratta della famosa tattica dello «scaricabarile» che, purtroppo, da tempo stiamo osservando. Al contrario di quanto il Governo e la maggioranza continuano a sentenziare, ciò rappresenta proprio il contrario di un'impostazione di tipo federalista. Il federalismo, infatti, attribuisce risorse originarie e sovranità, applica il principio di sussidiarietà nel modo corretto, facendo svolgere le funzioni a chi è più vicino ai cittadini ed è in grado di farlo egregiamente. Tra l'altro, si attribuisce al privato la sussidiarietà cosiddetta orizzontale, la priorità nei confronti delle istituzioni; poi, logicamente, ogni livello ha le proprie competenze. Come al solito, invece, in questo caso si attribuiscono moltissime competenze alle regioni e ai comuni, a volte controverse e confuse, però si scarica su di loro tutta l'onerosità della legge manifesto.
di federalismo tollerato all'interno della sinistra, sicuramente ho più stima di lei rispetto a chi continua ad essere strettamente centralista, tuttavia il federalismo è assolutamente un'altra cosa.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burani Procaccini. Ne ha facoltà.
MARIA BURANI PROCACCINI. Signor Presidente, ci sentiamo di appoggiare il testo alternativo dell'onorevole Cè, perché ci sembra molto più snello rispetto al testo che è stato approntato dalla relatrice, in quanto le motivazioni che l'onorevole Cè ha adotto sono sotto gli occhi di tutti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cè 4.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cè 4.2, accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cè 4.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.4.5.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.4.5.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cè 0.4.5.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.5 della Commissione.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, intervengo solo per ribadire che nella stesura iniziale del testo non c'era la dizione «all'interno delle risorse loro assegnate».
con una parvenza di contenuto pragmatico. Come ripeto, invece, in qualsiasi modo la si voglia descrivere, è una legge manifesto, una legge demagogica che non si tradurrà in risultati apprezzabili per i cittadini.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scantamburlo. Ne ha facoltà.
DINO SCANTAMBURLO. Signor Presidente, ritengo che in ordine alla competenza dei comuni, sia da ricordare che esiste un'estrema diversità, all'interno del territorio nazionale, tra comuni che da anni pongono in essere idee, programmi e risorse per interventi sociali e comuni che di fatto non mettono in atto nulla. Credo che uno degli obiettivi della legge sia anche di tipo culturale e programmatorio: un'amministrazione comunale, nel momento in cui fa il proprio programma triennale ed il proprio bilancio di previsione, deve inserire, a fianco degli interventi cosiddetti tradizionali per infrastrutture, viabilità ed altri servizi, anche una programmazione delle risorse per l'ambito sociale, che acquisti pari dignità rispetto agli interventi cosiddetti tradizionali. Ritengo che questo sia un obiettivo importante, che non sempre richiede un'aggiunta di risorse rispetto a quelle già destinate da alcuni comuni. Molte volte si tratta di una ridistribuzione che tenga conto dei bisogni effettivi di tutta la popolazione del territorio. Per i motivi esposti, i deputati del gruppo dei Popolari e democratici-l'Ulivo sosterranno l'emendamento 4.5 della Commissione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cè 4.4 , non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
Dichiaro chiusa la votazione.
(Presenti e Votanti 293
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4, nel testo emendato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.
Il testo alternativo prevede l'eliminazione dei commi 2 e 3, proprio al fine di evitare una situazione dubbia; abbiamo sancito con precisione che i comuni devono svolgere compiti aggiuntivi, ma devono essere impiegate le risorse che sono state destinate fino ad oggi. Imposizioni aggiuntive, infatti, sarebbero intollerabili, specialmente per i comuni dove noi viviamo, i comuni del nord, che stanziano già molte risorse per il comparto sociale. Addirittura, essi dispongono di risorse nell'ordine del 10-15 per cento dei bilanci comunali e sono impossibilitati a gravare ulteriormente sui cittadini con tassazioni aggiuntive o aliquote ICI più elevate.
Non vogliamo tutto ciò, vogliamo dare servizi aggiuntivi per i quali, in questa fase, sia lo Stato a sobbarcarsi l'onere, così come abbiamo precisato.
Anche per quanto riguarda il comma 3, come al solito, vi è una evidente invadenza dello Stato nella sfera dell'autonomia delle regioni che, invece, è chiaramente sancita sia dalla legge n. 616 del 1977 sia dalla legge n. 112 del 1998. Se continuiamo a modificare nella sostanza tali leggi, che operano un minimo di decentramento, compiamo un cammino inverso rispetto a quello che viene continuamente declamato.
L'onorevole Signorino si presenta sempre come federalista all'interno del suo schieramento; ebbene, se questo è il massimo
Ancora una volta, vorrei chiarire che i comuni e le regioni non possono più sopportare un onere impositivo aggiuntivo rispetto a quello che già affrontano. Siamo almeno chiari da questo punto di vista, altrimenti il risultato sarà che non verranno erogati i servizi o che le regioni dovranno aumentare la tassazione: questo è assolutamente indesiderabile ed impossibile da realizzarsi, almeno nelle regioni che ci degniamo di rappresentare.
Noi tutti conosciamo, infatti, il problema dei comuni che, di fronte alla mancata prestazione sostanziale di assistenza a tutti i livelli - mi riferisco, ad esempio, ai comuni del Lazio -, si lamentano dei mancati trasferimenti da parte delle regioni, in un rimpallo di responsabilità; più il procedimento viene accorciato e reso snello, più si va a vantaggio dell'utente, il quale non può subire che gli venga detto regolarmente da parte dei comuni che i trasferimenti mancano e, quindi, mancano i sostegni anche per servizi primari, quali possono essere quelli delle case di accoglienza per anziani, per handicappati o per bambini in condizioni di disagio.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Cè, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 293
Maggioranza 147
Hanno votato sì 99
Hanno votato no 194
Sono in missione 51 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 291
Maggioranza 146
Hanno votato sì 99
Hanno votato no 192
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 296
Votanti 294
Astenuti 2
Maggioranza 148
Hanno votato sì 285
Hanno votato no 9
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 289
Votanti 287
Astenuti 2
Maggioranza 144
Hanno votato sì 101
Hanno votato no 186
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 289
Maggioranza 145
Hanno votato sì 102
Hanno votato no 187
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 286
Maggioranza 144
Hanno votato sì 98
Hanno votato no 188
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 288
Maggioranza 145
Hanno votato sì 99
Hanno votato no 189
Sono in missione 50 deputati).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.
Di fronte alle motivazioni che abbiamo già espresso, cioè che non vi sono risorse sufficienti, si è pensato all'escamotage di limitare le spese alle risorse assegnate. Ma la legge è una coperta stretta, in qualsiasi modo la modifichiamo: in questo caso, esimiamo gli enti locali dall'onere di fornire prestazioni che non sono in grado di erogare perché non hanno le risorse sufficienti. Tuttavia, facendo così, la coperta diventa corta dall'altra parte, perché voglio ricordare che nel testo abbiamo precisato che alcuni diritti - che sono stati definiti posizioni soggettive - hanno carattere universale. Pertanto, se riduciamo le risorse, non riusciamo a prestare tali servizi in maniera universale, mentre, se avessimo le risorse necessarie, potremmo farlo: con i miei sub-emendamenti ho voluto ribadire ciò per l'ennesima volta.
Credo si sia trattato di un suggerimento della Commissione bilancio che cerca di tenere assieme l'impossibilità di dare un contenuto coerente a questa legge
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.5 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 293
Votanti 282
Astenuti 11
Maggioranza 142
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 88
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
Maggioranza 147
Hanno votato sì 103
Hanno votato no 190
Sono in missione 50 deputati).
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 284
Votanti 281
Astenuti 3
Maggioranza 141
Hanno votato sì 187
Hanno votato no 94
Sono in missione 50 deputati).


