Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 694 del 15/3/2000
Back Index Forward

Pag. 25


...
(Intenti del Governo circa le nuove tecnologie informatiche e sviluppo dell'economia dell'informazione)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Testa n. 3-05297 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
L'onorevole Testa ha facoltà di illustrarla.

LUCIO TESTA. Signor Presidente, vorrei affrontare un argomento che sta a cuore a tanti italiani: quello della borsa e, in particolare, dei collocamenti delle società della nuova economia, della net economy - vale a dire l'economia di Internet -, che sta assumendo un rilievo crescente sia per il numero di nuove attività che attirano milioni di piccoli risparmiatori e di grandi investitori istituzionali, sia per i repentini ed ingentissimi guadagni che i privilegiati dei collocamenti lucrano. Sembra quasi una nuova corsa all'oro. Nel caso di una società - la Finmatica -, ad esempio, il titolo ha esordito e lucrato una crescita del 1.000 per cento.
Tuttavia, il fenomeno non è privo di punti oscuri e poco trasparenti, in quanto, in mancanza di normative chiare, non si comprende se i collocamenti siano scelte private discrezionalissime o offerte pubbliche.
Non le sembra, signor Presidente del Consiglio, che debbano essere chiariti, magari da parte della Consob, criteri, regole e modalità di partecipazione ai nuovi collocamenti?

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

MASSIMO D'ALEMA, Presidente del Consiglio dei ministri. Credo sia innanzitutto opportuno ricordare che, anche nel nostro paese, i tassi di crescita delle attività connesse alla net economy si avvicinano sempre più e, in alcuni casi, sorpassano quelli dei nostri maggiori partner. Non si tratta, quindi, di un evento esclusivamente borsistico o finanziario, ma di un settore dell'economia che tende a crescere in modo significativo.
Il mercato dell'informatica delle telecomunicazioni, nello scorso anno - ci dicono i dati Assinform -, rispetto al 1998 è passato da un valore complessivo di 84.721 miliardi a 95.898 miliardi, con una crescita pari al 13,2 per cento superiore alla crescita media dei paesi concorrenti.
L'accelerazione è evidente anche con riferimento al numero degli utenti Internet. Si passa infatti dagli 840 mila utenti del 1997 ai 2 milioni e 500 mila nel 1998, ai 4 milioni e 800 mila nel 1999, con una previsione di oltre 10 milioni alla fine di quest'anno. Inoltre, sarebbero stati venduti nel paese, nel 1999, 2 milioni e 365


Pag. 26

mila personal computer, il 21,3 per cento in più rispetto al 1998. Parlo di dati dell'economia reale, innanzitutto.
È ben nota a tutti, poi, la crescita del mercato della telefonia mobile. In particolare, le utenze attivate sono passate dai 6 milioni e 415 mila unità del 1996, agli 11 milioni e 739 mila nel 1997, ai 20 milioni e 500 mila nel 1998, per chiudere, nel 1999, con 30 milioni e 295 mila unità. In tre anni il numero è quintuplicato.
Per ciò che concerne la presenza in borsa delle società a forte innovazione tecnologica, è noto quanto la borsa stessa rappresenti un canale di elezione per la raccolta dei capitali di rischio, in particolar modo da parte di imprese aventi profili di crescita potenzialmente accelerati. Da questo punto di vista, la nascita del nuovo mercato lanciato dalla borsa italiana nel corso del 1999 costituisce un importante passo per facilitare l'incontro tra domanda ed offerta. Gli operatori hanno dimostrato un forte apprezzamento per le società operanti nei settori innovativi. La capitalizzazione del nuovo mercato è passata, dal giugno del 1999 al marzo del 2000, da 126 a 31 mila miliardi.
Naturalmente il Governo è interessato a che lo sviluppo della new economy, della net economy, all'interno e all'esterno dei mercati finanziari, avvenga nella massima trasparenza e nel rispetto dei diritti dei risparmiatori. Da questo punto di vista, il Governo ripone la più completa fiducia nell'operato degli organi istituzionalmente predisposti all'ordinato andamento dei mercati di borsa e quindi nell'azione che viene quotidianamente svolta dalla Consob. In quella sede esistono le capacità e le risorse affinché, anche in un settore in tumultuosa crescita come quello delle Internet company, possano essere prese tutte le decisioni necessarie a garantire, come afferma l'interrogazione dell'onorevole Testa, una crescita sana del mercato finanziario.

PRESIDENTE. L'onorevole Testa ha facoltà di replicare.

LUCIO TESTA. La ringrazio, Presidente, per la risposta esauriente e vasta, soprattutto in ordine allo sviluppo di questo importante fenomeno della nostra economia.
Lei ha giustamente fatto riferimento alla Consob. A tale proposito vorrei sottolineare come, per certi aspetti, proprio per questa tumultuosa crescita, si può riscontrare una qualche insufficienza nel regolamento della Consob.
Da parte della Consob dovrebbero essere tenuti presenti tre criteri, in sede di collocamento. Mi riferisco anzitutto al criterio di incompatibilità tra la trattativa privata e la gara pubblica, in convivenza, diciamo così, tra di loro; attualmente c'è un po' dell'una e un po' dell'altra, a seconda di ciò che forse conviene o che piace di più. Ciò al fine di dissipare, fin dalla radice, lo spettro dell'aggiotaggio su alcune operazioni. Il secondo criterio è quello dell'esclusione, in caso di gara pubblica, di categorie privilegiate, ab initio, non conosciute preventivamente dal mercato. Il terzo criterio riguarda una modalità di sorteggio, nel caso si scelga questa strada, secondo criteri oggettivi di trasparenza.
Attualmente ogni società può gestire a suo piacimento le offerte pubbliche di vendita, ledendo la par condicio degli investitori, mescolando elargizioni discrezionali con la sollecitazione pubblica all'investimento. Inoltre non sussiste una informativa preventiva sulle liste dei beneficiati, che sarà pubblicata ad offerta avvenuta (la cosiddetta lista degli amici, parenti, consulenti e via dicendo). Le modalità di assegnazione e riparto, con il criterio delle tranche, lasciano a desiderare. È vero: le tranche riservate sono sempre esistite; qualcuno lo fa in piena luce, qualche altro lo dice, altri no. Ma assegnare senza criteri oggettivi di riparto le azioni della new economy nel nostro mercato borsistico, dove le imprese di questo tipo - per fortuna - scarseggiano, significa arricchire, dalla sera alla mattina, alcuni a danno di altri.
Ricorrendo alla terminologia usata in formula uno, si potrebbe dire che qualcuno


Pag. 27

ha la pole position, qualche altro un giro di vantaggio, qualche altro ancora niente. Se la Consob ed altri organismi ponessero attenzione a questo aspetto, potremmo apportare più finanziamenti, tranquillità e dedizione al mercato borsistico, anche negli alti e bassi.

Back Index Forward