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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 6744 sezione 2).
Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, molti ordini del giorno si riferiscono alle norme contenute nell'articolo 1 del decreto-legge che è stato appena stralciato. Presumo, pertanto, che tutti gli ordini del giorno contenuti nel fascicolo stampato possano essere ritirati.
ELIO VITO. Possono essere accolti?
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Sono stati poi presentati altri due ordini del giorno. L'ordine del giorno Selva n. 9/6744/13 può essere accolto dal Governo come raccomandazione, se i proponenti sono d'accordo. Esso impegna il Governo a presentare, in primo luogo, un rendiconto sull'intero complesso di interventi finanziari dell'Italia per assistere l'Albania e, in secondo luogo, a vigilare sul comportamento di quel Governo rispetto alla criminalità organizzata. Si tratta di due impegni condivisibili, pertanto - lo ripeto - accetterei come raccomandazione questo ordine del giorno, se i proponenti non hanno niente da eccepire.
PRESIDENTE. Scusi, ministro Mattarella, per quanto riguarda gli altri ordini del giorno?
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Come ho detto inizialmente, gli altri ordini del giorno, pubblicati nel fascicolo stampato, sono collegati alle norme espunte dal decreto-legge.
PRESIDENTE. Mi scusi, ministro, mi richiamo anche alla sua esperienza parlamentare: laddove l'impegno sia riferito alla cooperazione materiale di ordine pubblico, poiché la previsione relativa alla spesa (della quale 12 miliardi sono destinati alle forze di polizia ed alle infrastrutture albanesi) è rimasta, credo che su quella parte possa esprimersi.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Ha ragione, Presidente. L'ordine del giorno Di Bisceglie n. 9/6744/9 pur essendo più puntuale e definito nei termini, ha sostanzialmente lo stesso oggetto dell'ordine del giorno Tassone n. 9/6744/12. Pertanto, il Governo può accogliere anche questo ordine del giorno come raccomandazione. Il testo dell'ordine del giorno Pezzoni n. 9/6744/10, inoltre, è analogo ad uno dei punti dell'ordine del giorno Selva n. 9/6744/13, per cui il Governo può accoglierlo con la stessa formula. L'ordine del giorno Manzoni n. 9/6744/11 impegna il Governo a presentare
una relazione semestrale e può essere a sua volta accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda il profilo dell'ammissibilità, l'ordine del giorno Gasparri n. 9/6744/1 è comunque ammissibile in quanto riguarda l'ordine pubblico, così come sono ammissibili gli ordini del giorno Gnaga n. 9/6744/2 e Leone n. 9/6744/3.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Presidente, l'ordine del giorno Rivolta n. 9/6744/5 può essere accolto come raccomandazione, quindi in questo caso non c'è un invito al ritiro. Il Governo invita invece i presentatori a ritirare l'ordine del giorno Palmizio n. 9/6744/6.
PRESIDENTE. Pare anche a me.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Ne chiederei comunque il ritiro: ne discuteremo, eventualmente, quando affronteremo quella questione.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno Colletti n. 9/6744/8 riguarda il Montenegro e, pertanto, non credo...
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. È fuori argomento.
PRESIDENTE. ...sia ammissibile.
DARIO RIVOLTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo, mi faccia capire. Una cosa per volta, perché due non riesco a farle.
DARIO RIVOLTA. Le ho chiesto soltanto la parola.
PRESIDENTE. Sì, le darò la parola, ma ora vorrei comprendere bene la questione.
DARIO RIVOLTA. Signor Presidente, credo che tutti gli ordini del giorno debbano essere considerati pertinenti per due ordini di motivi: anzitutto, perché un intervento, anche finanziario, in Albania, seppure finalizzato in modo particolare al sostegno delle operazioni di polizia (con un costo di 18 miliardi), è previsto dal provvedimento, nel testo che potrebbe essere approvato; il secondo ordine di motivi, che riguarda anche il Montenegro, attiene al fatto che nel provvedimento non si affronta solo la questione dell'Albania, bensì la proroga di missioni internazionali di pace ovunque nel mondo esse si svolgano, comprese quelle in Kosovo e in Bosnia, strettamente legati alla realtà del Montenegro.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Rivolta, ma che io sappia in Montenegro non vi sono nostri reparti militari.
DARIO RIVOLTA. Certo, non vi sono e mi auguro che non vi sarà tale necessità neanche nel prossimo futuro; è indubbio, però, che la situazione in Montenegro, nel suo evolversi, sia strettamente legata a quella in Kosovo e nell'area balcanica in generale.
Credo, pertanto, che tutti gli ordini del giorno siano pertinenti.
PRESIDENTE. Va bene.
FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, ho ritirato i miei emendamenti 2.1, 2.2 e 2.3 e ho presentato l'ordine del giorno n. 9/6744/14.
PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo?
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, vorrei dire che gli ordini del giorno Gasparri n. 9/6744/1, Gnaga n. 9/6744/2, Leone n. 9/6744/3 e Niccolini n. 9/6744/4 sono collegati espressamente alla questione degli aiuti all'Albania, argomento che è stato estrapolato dal testo del provvedimento, essendo rimasta soltanto la previsione di un finanziamento in favore delle nostre forze dell'ordine che collaborano alla ristrutturazione della polizia albanese. Si tratta, quindi, di argomenti ormai fuori dall'oggetto del decreto-legge e, pertanto, ho chiesto il ritiro di tali ordini del giorno, che potranno essere presentati quando affronteremo nuovamente il tema degli aiuti all'Albania, sul piano sia sostanziale, sia formale.
FILIPPO ASCIERTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPO ASCIERTO. Sono d'accordo, tant'è vero che proprio oggi abbiamo
presentato una proposta di legge sulla disciplina giuridica ed economica del personale militare dei contingenti impiegati all'estero in missioni internazionali. Chiederemo la calendarizzazione e quindi una discussione più ampia di questa proposta di legge per poter affrontare e risolvere definitivamente il problema.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Niccolini. Ne ha facoltà.
GUALBERTO NICCOLINI. Ritiro l'ordine del giorno n. 9/6744/4 e mi riprometto di riformularlo probabilmente dicendo le stesse cose con altre parole, perché la situazione è tutto sommato tragicamente quella già esposta. Mi riprometto di farlo quando, finalmente, il Governo verrà in quest'aula a relazionare compiutamente sull'intera missione albanese, come il ministro si è più volte impegnato a fare, anche questa mattina in Commissione.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Leone, informo l'Assemblea che sono presenti nelle tribune gli allievi della scuola navale di Livorno e gli alunni della scuola elementare di San Rufo. Li ringraziamo per essere presenti e li salutiamo cordialmente (Generali applausi, cui si associano i membri del Governo).
ANTONIO LEONE. Signor Presidente, per la verità non comprendo - e chiederei il suo aiuto - la supposta motivazione del ministro nel momento in cui mi chiede di ritirare il mio ordine del giorno n. 9/6744/3 inerente a una materia che stiamo trattando oggi, che è vero che è stata stralciata...
PRESIDENTE. Prego, onorevole Leone.
ANTONIO LEONE. Dicevo che non condivido - o quanto meno non è stata puntualmente esplicitata - la supposta motivazione del ministro Mattarella di ritiro del mio ordine del giorno. Nel momento, infatti, nel quale si dice che esso atterrebbe ad una materia che oggi è stata stralciata dal provvedimento e che inerisce quindi un futuro provvedimento - che sappiamo che già c'era, ma che oggi per «convenienza politica» è stato stralciato -, è chiaro che ha senso un ordine del giorno che sia finalizzato ad impegnare il Governo a subordinare qualsiasi ulteriore erogazione di contributi italiani all'Albania a tutta una serie di azioni da parte del governo albanese relative all'ordine pubblico. Nel momento in cui lei si dichiara favorevole o in cui accoglie quanto meno come raccomandazione l'ordine del giorno Tassone n. 9/6744/12, relativo alla questione dell'ordine pubblico, ritengo che stiamo trattando la stessa materia...
PRESIDENTE. Onorevole Leone, mi scusi se la interrompo.
ANTONIO LEONE. Avevo inteso che lei aveva dichiarato ammissibile il mio ordine del giorno n. 9/6744/3, ma facevo riferimento
alle motivazioni dell'invito al ritiro formulato dal Governo. Non riesco quindi a comprendere, se il Governo deve predisporre una norma in materia, quale sia il momento giusto per impegnare l'esecutivo su quella norma se non questo, visto che oggi vi è stato lo stralcio di quella parte del provvedimento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gasparri. Ne ha facoltà.
MAURIZIO GASPARRI. La questione è sostanzialmente analoga. Ho presentato l'ordine del giorno n. 9/6744/1, sul quale torno a richiamare l'attenzione del Governo, relativo alla richiesta di un impegno del Governo italiano affinché si realizzino delle intese con l'Albania per la riconversione delle copiose coltivazioni di cannabis presenti su quel territorio. È chiaro che si pone la solita questione se il provvedimento riguardi oppure no queste materie. Tuttavia, noi riteniamo che, stanziando 18 miliardi destinati per lo più - ci si augura - ai trattamenti economici delle nostre forze di polizia che istruiscono quelle albanesi e anche a finanziare alcune infrastrutture delle locali forze di polizia, come ha ricordato poc'anzi il Presidente della Camera, se non si agisce per la distruzione delle coltivazioni di cannabis che consentono la produzione di marijuana e di hascisc destinata al mercato italiano, tutto questo diventa un po' una fatica inutile. Noi finanziamo la riorganizzazione delle forze di polizia albanesi, ma poi non agiamo per la distruzione di queste coltivazioni.
PRESIDENTE. È la stabilità.
MAURIZIO GASPARRI. È la stabilità, almeno di Rivera, che è persona simpatica e quindi siamo contenti che resti al Governo.
nostra e portarla in Italia, finanziare non si sa bene quale organizzazione della sicurezza in Albania.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Ho formulato un invito al ritiro dell'ordine del giorno Gasparri n. 9/6744/1, pensando che esso fosse assorbito dal successivo ordine del giorno presentato dall'onorevole Gasparri e dall'onorevole Selva. Se invece viene mantenuto, in quanto l'onorevole Gasparri ritiene che esso abbia un oggetto autonomo, il Governo non ha alcuna difficoltà ad accoglierlo. Muto dunque la precedente indicazione.
PRESIDENTE. Onorevole Rivolta, accetta la riformulazione proposta?
DARIO RIVOLTA. Sì, signor Presidente. Signor ministro, pur riconfermando che la mia opinione è ben raffigurata nell'ultimo capoverso della parte motiva, accetto di ritirarlo ai fini dell'ottenimento di un più ampio consenso e dell'accoglimento da parte del Governo. Accetto, inoltre, di sostituire le parole «entro il 30 marzo» con le parole «al più presto». Mi riservo, poi, di svolgere, eventualmente in sede di dichiarazioni di voto finale, alcune considerazioni che riguardano il complesso degli ordini del giorno.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Rivolta.
MAURIZIO GASPARRI. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Constato l'assenza dell'onorevole Gnaga, presentatore dell'ordine del giorno n. 9/6744/2: s'intende che non insista per la sua votazione.
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Signor Presidente, il parere è contrario, considerato che le motivazioni dell'ordine del giorno non possono essere condivise dal Governo, né possono essere inserite in un atto parlamentare.
PRESIDENTE. Onorevole Leone, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/3?
ANTONIO LEONE. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
L'ordine del giorno Niccolini n. 9/6744/4 è stato ritirato.
Onorevole Rivolta, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/5, nel testo riformulato, accolto dal Governo?
DARIO RIVOLTA. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Constato l'assenza di presentatori dell'ordine del giorno Palmizio n. 9/6744/6 diversi da quelli che siano già primi firmatari di altri ordini del giorno: s'intende che non insistano per la sua votazione.
ANTONIO DI BISCEGLIE. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che l'onorevole Pezzoni non insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/10.
MARIO TASSONE. Signor Presidente, vorrei chiedere al ministro perché abbia accolto il mio ordine del giorno come raccomandazione: mi sembra, infatti, che in esso si chieda molto poco. Rispetto all'ordine pubblico, si chiede al Governo di presentare al Parlamento entro sessanta giorni una relazione con una valutazione sui risultati raggiunti in materia di ordine pubblico e di controllo del territorio in Albania. Credo che in quest'aula vi sia stato un deficit di dibattito e di confronto su questi temi e che non siano stati offerti dal Governo concreti elementi di valutazione per il Parlamento. Rimango quindi davvero sconcertato per il fatto che il Governo accolga come raccomandazione un ordine del giorno che chiede un minimo di correttezza nel rapporto tra Governo e Parlamento: un'informativa sull'ordine pubblico e sui risultati raggiunti. Credo che, da parte del Governo, sia doveroso informare il Parlamento.
PRESIDENTE. Il Governo?
SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Non vi è dubbio che ciò sia doveroso, onorevole Tassone, tant'è vero che il Governo ha accolto gli ordini del giorno che perseguono quell'obiettivo. L'unico motivo dell'accoglimento come raccomandazione è l'indicazione di un termine fisso: sessanta giorni sono un termine lungo e il Governo conta di presentarsi in Parlamento per un dibattito su questi argomenti ben prima, ma abbiamo accolto come raccomandazione tutti gli ordini del giorno che indicano una data fissa.
PRESIDENTE. Onorevole Tassone, accetta la riformulazione del suo ordine del giorno proposta dal Governo?
MARIO TASSONE. Sì, signor Presidente e non insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Sta bene. Onorevole Selva, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/13, accolto dal Governo?
GUSTAVO SELVA. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. L'onorevole Ascierto ha ritirato il suo ordine del giorno n. 9/6744/14, dichiarando che sulla materia presenterà una proposta di legge.
L'ordine del giorno Tassone n. 9/6744/12 coincide parzialmente con gli intendimenti del primo. Esso impegna il Governo a presentare al Parlamento una relazione sui risultati raggiunti sino a questo momento sul piano dell'ordine pubblico. Il Governo può accoglierlo come raccomandazione anche se si deve chiarire che si può accettare solamente la parte relativa alla collaborazione che l'Italia ha prestato e non si può intervenire su quanto è stato fatto dal Governo albanese, essendo l'Albania un paese sovrano sul quale, ovviamente, il nostro Governo non può esprimere valutazioni. Accetto, dunque, come raccomandazione anche l'ordine del giorno Tassone, nella consapevolezza che il Governo italiano è disponibile a predisporre la relazione.
Quanto agli altri ordini del giorno, il Governo chiede che vengano ritirati.
Presidente, rivedendo quanto ho detto in precedenza, il Governo accoglie interamente gli ordini del giorno Selva n. 9/6744/13, Di Bisceglie n. 9/6744/9 e Pezzoni n. 9/6744/10, mentre, come dicevo, gli ordini del giorno Manzoni n. 9/6744/11 e Tassone n. 9/6744/12 sono accolti come raccomandazioni, perché hanno dei limiti di oggetto.
Onorevole Niccolini, la inviterei a riconsiderare con un po' di prudenza la formulazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/4, perché ho l'impressione che sia offensivo nei confronti di uno Stato straniero.
L'ordine del giorno Frau n. 9/6744/7 è strettamente collegato alle norme del decreto-legge di cui si è approvata la soppressione; pertanto, mi pare che esso sia di per sé precluso.
Prego, onorevole Rivolta.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.
Qual è il problema? Ci stiamo avvicinando a tappe alla soluzione del problema delle retribuzioni dei nostri militari impegnati in missioni all'estero. In precedenza, in occasione della conversione di uno dei tanti decreti-legge reiterati, avevamo assunto l'impegno di risolvere tale problema: considerato che le indennità di missione venivano retribuite nella misura dell'80 per cento, ci eravamo impegnati a garantire ai nostri militari il 100 per cento di tali indennità. Oggi concediamo il 10 per cento in più rispetto a quanto tali militari già percepivano; manca un altro 10 per cento.
Ritengo sia arrivato il momento di risolvere tale problema in modo complessivo, dando interamente ai nostri militari quanto spetta loro e guardando anche al pregresso, ossia a quanti sono stati già impiegati in missioni all'estero, hanno percepito solo l'80 per cento dell'indennità e non percepirebbero neanche il 10 per cento previsto nel provvedimento in esame.
Il mio ordine del giorno n. 9/6744/14 mira a risolvere detto problema alla prima occasione che si è presentata. Chiedo, quindi, al rappresentante del Governo di esprimersi favorevolmente su di esso.
Per quanto riguarda l'ordine del giorno Ascierto n. 9/6744/14, nessuno più del ministro della difesa sarebbe lieto di portare al 100 per cento l'erogazione dell'indennità di missione, ma bisogna tener conto di due questioni: anzitutto, un'indicazione di questo genere va verificata sulla base delle esigenze di bilancio; in secondo luogo, l'impegno contenuto nell'ordine del giorno, in realtà, riguarda non il Governo ma il Parlamento, perché è quest'ultimo che deve decidere con legge la corresponsione del 100 per cento dell'indennità. Il Governo quindi non può esprimersi perché è una decisione parlamentare quella di modificare la norma di legge portando dal novanta al cento per cento la corresponsione delle indennità di missione.
Chiedo pertanto all'onorevole Ascierto di ritirare il suo ordine del giorno n. 9/6744/14, sottolineando che con questo decreto legge si eleva - come lui ha ricordato correttamente - dall'80 al 90 per cento l'indennità di missione: siamo quindi sulla strada dell'aumento, ma in questa sede mi fermerei a questo punto anche perché - ripeto - l'ordine del giorno non impegna il Governo, ma impegnerebbe il Parlamento a modificare una norma che sta per approvare.
Per quanto concerne il mio ordine del giorno, credo che con la previsione di impegnare il Parlamento non cambiano i fatti; l'importante è che risolviamo definitivamente il problema.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Leone. Ne ha facoltà.
Forse, è meglio aspettare qualche attimo!
Poiché il giudizio di ammissibilità spetta al Presidente della Camera e non al ministro (il quale ha espresso un'opinione), le comunico - poiché forse lei è giunto in aula da poco - che gli ordini del giorno che, pur riferendosi all'Albania in generale, fanno specifico riferimento a questioni di sicurezza e ordine pubblico sono ammissibili, perché il testo contiene un finanziamento che andrà in parte alla polizia italiana che opera lì e in parte per le infrastrutture per la polizia albanese.
Per queste ragioni, quindi, e non per le altre, il suo ordine del giorno è stato dichiarato ammissibile: fa riferimento alla lotta al contrabbando e al traffico di immigrati clandestini che sono questioni attinenti alla criminalità.
Prego, onorevole Leone.
Il mio ordine del giorno chiede al Governo di subordinare gli aiuti all'Albania - che saranno dati e che sono quindi in fieri come provvedimento del Governo - a tutta una serie di azioni da parte del governo albanese finalizzate al mantenimento dell'ordine pubblico, alla lotta al contrabbando e a tutta una serie di altre iniziative.
Non vedo per quale motivo, come lei dice, nel momento in cui l'articolo 1 è stato stralciato non abbia più ragione d'essere il mio ordine del giorno. Se lei mi dà un'altra motivazione io lo ritiro, ma se la motivazione rimane questa ritengo di doverlo mantenere.
Voglio ricordare che l'ordine del giorno che ho proposto riprende pedissequamente un ordine del giorno già accolto a margine di un altro provvedimento analogo a questo. L'onorevole Rivera, che lo accolse allora a nome del Governo (il che dimostra che l'onorevole Rivera rimane a lungo al Governo e di questo io mi compiaccio con lui) ...
Quell'ordine del giorno fu accolto nel marzo 1998 dal Governo. Avendolo accolto il Governo nel 1998, vorrei sapere anche che cosa è successo nel frattempo (visto che noi continuiamo a finanziare l'Albania, le forze di polizia e ad inviare i militari) circa la riconversione di quelle coltivazioni. Invito dunque il Governo a confermare l'impegno che ha assunto un paio di anni fa; sarebbe infatti singolare che lo negasse. Inoltre, ma forse questa non è l'occasione, invito il Governo a darci qualche notizia, prima o poi.
Mi rendo conto che un ordine del giorno della Camera difficilmente può far riconvertire le coltivazioni o ripristinare l'ordine in Albania, però questo è un problema serio, al di là delle battute simpatiche che facevamo prima (anzi, do atto al Governo, nella persona del sottosegretario Rivera di averlo accolto allora) denotandosi una interconnessione tra la criminalità italiana, la criminalità albanese, lo spaccio di droga e il contrabbando. Tali fenomeni sono strettamente collegati alla vicenda che, oltre ad essere di politica estera, riguarda anche la politica della sicurezza nell'Adriatico. Invito dunque il Governo a pronunciarsi, spero analogamente a quanto fece due anni fa, su questo ordine del giorno, che chiede un impegno serio. Noi non possiamo, se si può coltivare droga a pochi passi da casa
Vorrei aggiungere che, per quanto riguarda l'ordine del giorno Rivolta n. 9/6744/5, l'accoglimento come raccomandazione si riferisce alla parte dispositiva dell'impegno del Governo. Il Governo potrebbe anche accoglierlo tout court e non come raccomandazione a due condizioni: la prima, che sia eliminato l'ultimo capoverso della parte motiva, che contiene un giudizio che il Governo non può condividere, e la seconda che l'espressione «entro il 30 marzo» sia sostituita con il termine «sollecitamente», in modo da non fissare un termine così impegnativo per la presentazione del rendiconto di cui abbiamo parlato, in quanto la scadenza ravvicinata del 30 marzo può anche essere rispettata, ma oggi non sono in grado di sapere se potrebbe esserlo.
Se il collega Rivolta accetta le due modifiche, il Governo accoglie pienamente l'ordine del giorno.
Passiamo alla votazione degli ordini del giorno.
Onorevole Gasparri, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/1, accolto dal Governo?
Onorevole Mattarella, può ripetere il parere del Governo sull'ordine del giorno Leone n. 9/6744/3?
Pongo in votazione l'ordine del giorno Leone n. 9/6744/3, non accolto dal Governo.
(È respinto).
Constato l'assenza di presentatori dell'ordine del giorno Frau n. 9/6744/7 diversi da quelli che siano già primi firmatari di altri ordini del giorno: s'intende che non insistano per la sua votazione.
L'ordine del giorno Colletti n. 9/6744/8 è inammissibile, in quanto fa riferimento al Montenegro.
Onorevole Di Bisceglie, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/9?
Constato l'assenza dell'onorevole Manzoni, presentatore dell'ordine del giorno n. 9/6744/11, accettato dal Governo come raccomandazione: s'intende che non insista per la sua votazione.
Onorevole Tassone, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/6744/12, accolto dal Governo come raccomandazione?
Il Governo, dunque, accoglie l'ordine del giorno Tassone n. 9/6744/12 se le parole «entro sessanta giorni» vengono sostituite con le parole «al più presto».
È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.


