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La Camera,
a immediate intese per la riconversione di tali coltivazioni e per la rapida individuazione delle stesse, per le decisioni conseguenti da attuare sotto il controllo internazionale
al fine di evitare che, a fronte del generoso aiuto dell'Italia, si risponda con attività che producono danni ingenti nel nostro paese, verso il quale si indirizza un ulteriore flusso di droga.
La Camera,
a differenziare e distinguere, sul piano legislativo, tutti quei provvedimenti necessari alla partecipazione di nostri militari a missioni internazionali di pace da quelli inerenti ad aiuti ed interventi economici verso altri paesi, balcanici e non.
La Camera,
a subordinare qualsiasi ulteriore erogazione di contributi italiani, comunque motivati, all'Albania, ad una totale collaborazione delle autorità politiche ed amministrative e di polizia della Repubblica albanese, nella lotta al contrabbando ed al traffico di immigrati clandestini.
La Camera,
a fornire al Parlamento indicazioni analitiche sulla destinazione specifica dei 700 miliardi fin qui spesi per l'Albania, a quantificare l'entità dei furti subiti da istituzioni ed organizzazioni italiane nella loro attività nel territorio della predetta Repubblica e ad accertare il livello complessivo delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali sia a livello politico che amministrativo nella Repubblica albanese.
La Camera,
a fornire al Parlamento una relazione sui risultati finora ottenuti con la presenza militare italiana e sulla strategia italiana, nell'ambito delle alleanze, per delineare uno sbocco praticabile alla situazione di permanente instabilità ed incertezza;
La Camera,
a fornire al Parlamento una relazione sui contenuti che emergono dalle dichiarazioni del generale Mazzaroli sulla politica estera e sui risultati portati dalla presenza di quasi 6.000 uomini dell'Esercito italiano nella Forza multinazionale; sulla attività del SIMIC, sui suoi finanziamenti, sulla sua produttività; sulla politica di presenza nell'area svolta dagli altri paesi per far conoscere al Parlamento se il Governo opera, all'interno delle alleanze, con piena conoscenza della situazione, degli obiettivi comuni, degli interessi in campo.
La Camera,
visto che l'Italia si è impegnata, ormai da un lungo periodo e con spese rilevanti, a mantenere in essere interventi di assistenza umanitaria, di presenza militare, di cooperazione e assistenza tecnica;
a fornire al Parlamento una relazione, in modo completo ed organico, sui risultati di queste politiche di intervento;
La Camera,
a svolgere una chiara, forte, decisa azione nei riguardi del Governo del Montenegro per ottenere un impegno deciso ed una effettiva collaborazione nella lotta alla criminalità organizzata;
a comunicare al Governo del Montenegro la volontà del Parlamento italiano a sanzionare, con la sospensione di ogni intervento nell'area, i comportamenti omissivi o di favoreggiamento delle suddette attività.
La Camera,
a riferire entro il 31 marzo al Parlamento in merito agli interventi svolti ed a trasmettere all'uopo una relazione dettagliata sulla fase di gestione straordinaria, ivi compresi i programmi di ristrutturazione delle forze di Polizia albanesi.
La Camera,
a presentare al Parlamento entro il 31 marzo 2000 una relazione sul nuovo piano di interventi a favore dell'Albania;
La Camera,
provvedimenti legislativi che prevedono finanziamenti per altrettanti nuovi progetti;
a presentare entro il 31 marzo 2000, ed ogni sei mesi, una relazione alle Commissioni competenti, sia per quanto riguarda i progetti finanziati in passato e già realizzati, sia per quanto riguarda quei progetti che si intendono realizzare con gli ulteriori finanziamenti.
La Camera,
a presentare al Parlamento al più presto una relazione con una valutazione sui risultati finora raggiunti sull'ordine pubblico e sul controllo del territorio in Albania, prima del rinnovo dell'accordo bilaterale.
La Camera,
a presentare al Parlamento un rendiconto completo e documentato dell'utilizzo dei fondi stanziati dall'Italia in tutto il periodo dell'assistenza e che ammontano complessivamente a circa 1000 miliardi di lire;
diffuse in territorio albanese e collegate anche con la malavita di alcune regioni italiane.
La Camera,
nell'ambito delle future disposizioni con le quali si autorizzeranno nuove missioni o la proroga di quelle attualmente in atto, a prevedere la corresponsione della indennità di missione prevista dal regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, nella misura del 100 per cento per tutta la durata del periodo di effettivo impiego dei militari italiani, ed altresì a disporre la corresponsione della differenza dovuta per i periodi precedenti in modo tale che l'indennità complessivamente percepita da militari italiani impegnati in missioni internazionali, sia sempre pari al 100 per cento.
preso atto che:
in Albania vengono effettuate coltivazioni di cannabis che alimentano il commercio di sostanze stupefacenti anche nel nostro paese e che numerosi sono i sequestri di hashish connessi all'ingresso di clandestini sulle coste della Puglia;
la necessaria politica di aiuti economici e militari dell'Italia nei confronti dell'Albania deve puntare a sostenere lo sviluppo economico e sociale di quel paese ed altresì ad aumentare la sicurezza interna, premessa di una crescita del sistema produttivo;
gli aiuti erogati dall'Italia comportano un atteggiamento responsabile del Governo albanese, che deve evitare la coltivazione dei prodotti destinati ad incrementare il traffico locale e soprattutto esterno di sostanze stupefacenti;
9/6744/1. Gasparri, Ascierto, Morselli, Amoruso.
visto il disegno di legge n. 6744, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, recante disposizioni urgenti per prorogare gli interventi in favore dell'Albania e la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace;
premesso che in più occasioni, durante questa legislatura, è stata fatta rilevare l'incongruità di provvedimenti che, nella loro presentazione unitaria, contengono da una parte aiuti economici e finanziari nei confronti di alcuni paesi dell'area balcanica e dall'altra la copertura legislativa e finanziaria di nostre missioni militari internazionali di pace;
più volte si è sottolineata l'esigenza di dare una copertura legislativa unica e coerente nei confronti delle nostre missioni militari internazionali di pace, spesso decise in tempi d'intervento estremamente rapidi;
9/6744/2. Gnaga, Gasparri.
considerata la evidente complicità di responsabili politici ed amministrativi dell'Albania nel contrabbando di sigarette, armi e droga, nonché nel traffico di immigrati clandestini;
constatato che tali traffici stanno mettendo gravemente a rischio la sicurezza delle popolazioni, nella regione Puglia, ed hanno recentemente dato luogo ad episodi sanguinosi in cui sono stati uccisi due appartenenti al Corpo della Guardia di finanza;
9/6744/3. Leone.
considerata la rilevanza dei fondi finora spesi dall'Italia in Albania, che ammontano a circa 700 miliardi di lire;
vista la grande quantità di furti avvenuti ai danni di istituzioni ed organizzazioni italiane operanti in Albania;
rilevata la collusione di parti rilevanti del ceto politico ed amministrativo di quel paese con organizzazioni criminali;
9/6744/4. Niccolini.
considerato che:
il decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, prevede disposizioni urgenti relative alla partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace;
tali missioni riguardano, oltre l'Albania, operazioni in Macedonia ed in Kosovo, nei territori della ex Jugoslavia, per non parlare di quelle a Ebron e Timor Est;
le ragioni dell'intervento italiano nella ex Jugoslavia erano state motivate dalla necessità di fermare lo scontro e la pulizia etnica nel Kosovo, di garantire allo stesso Kosovo un'ampia autonomia pur all'interno dello stesso Stato e di eliminare le follie nazionalistiche di Milosevic;
è necessario avviare un processo di pacificazione con alla base un piano strategico più ampio per la stabilizzazione della ex Jugoslavia e delle aree balcaniche;
i risultati di cui al punto precedente non sembrano conseguiti e che i conflitti tra serbi e kosovari sembrano solo sopiti, ma non in via di soluzione;
forti sono le spinte del Kosovo per realizzare di fatto una vera separazione e che lo stesso Montenegro risente della grave crisi dell'area e potrebbe spingersi verso obiettivi sempre più separatisti in una situazione ormai confusa;
a presentare al Parlamento, al più presto una relazione sulle attività svolte, i costi sostenuti ed i risultati, anche parziali raggiunti.
9/6744/5. (Testo così modificato nel corso della seduta) Rivolta, Frau, Niccolini.
viste le dichiarazioni del generale Silvio Mazzaroli, che hanno evidenziato una grave situazione di malessere all'interno delle Forze che operano in Kosovo e in tutta la ex Jugoslavia, di cui si propone la prosecuzione delle attività;
considerata l'autorevolezza della persona, la ragionevolezza delle dichiarazioni fatte, la coincidenza con la sensazione di molti osservatori ed informatori, che rendono il contenuto di tali affermazioni ancor più credibile;
visto che indipendentemente dagli aspetti formali delle dichiarazioni si pone comunque il problema di merito e cioè di come l'Italia affronta i propri impegni internazionali, con quali strategie, con quali sostegni e quale tutela degli interessi nazionali;
considerato che appare chiaro il senso di amarezza e di impotenza di un alto ufficiale italiano di fronte alle carenze o alla inesistenza della politica;
9/6744/6. Palmizio, Frau, Niccolini, Rivolta.
premesso che si trova per l'ennesima volta di fronte ad un disegno di legge di conversione di un decreto-legge che prevede la proroga delle missioni internazionali di pace e interventi in Albania;
rilevato che gli obiettivi di questi interventi in Albania erano quelli di porre dei limiti alla situazione di grave incertezza e confusione nei rapporti interni albanesi, operando per la tutela dei cittadini rispetto alle azioni di vera e propria guerra interna al Paese;
rilevato inoltre che si sarebbe dovuto porre in essere un efficace piano per aiutare l'Albania a garantire la sicurezza interna e la lotta contro la criminalità organizzata operante da quelle coste e fortemente invasiva nei riguardi dell'Italia;
visto che il Governo albanese ha più volte dichiarato la propria ferma volontà di colpire e fermare le numerose attività di contrabbando e di delinquenza che sembrano essersi impossessate delle coste albanesi;
considerato che non si vedono risultati apprezzabili e che sembra che la volontà politica albanese sia troppo tenue, quando non disinteressata, ad arginare i suddetti fenomeni,
ad operare in modo deciso perché la politica di cooperazione ed aiuto con l'Albania sia qualificata dal risultato di un forte impegno albanese per il contrasto ai fenomeni di criminalità, che spesso appaiono come tollerati dalle autorità locali;
a condizionare - in concreto - ogni impegno di aiuto italiano ad effettive politiche di contrasto, con reali e visibili comportamenti delle autorità di quel paese ed a sospendere, in caso contrario, gli interventi in essere;
a riorganizzare la presenza italiana in Albania sotto una rigida direzione, che ponga fine al pullulare di organismi, di inviati, di diplomatici ed esperti o presunti tali, ed alla esistenza - a parte ovviamente l'Ambasciata - dell'Ufficio per la cooperazione, della Missione Interforze di polizia, del Cam Sea, della Delegazione italiana esperti del gruppo Marina militare, per non ricordare gli organismi che, a seguito di vicende a tutti note, sono stati chiusi o accorpati solo alla fine del 1999.
9/6744/7. Frau, Rivolta, Niccolini.
considerato che:
nell'ambito degli interventi e degli aiuti nell'area dell'ex Jugoslavia si è attuato un notevole impegno nei riguardi del Montenegro;
da tale Paese parte una rilevante quantità di contrabbando e di delinquenza organizzata;
sembra eccessiva la tolleranza del Governo del Montenegro nei riguardi di questi fenomeni;
l'Unione europea ha avviato una lotta anticontrabbando affidata all'Unità antifronte comunitaria OLAF;
la crescita e lo sviluppo delle organizzazioni criminali non si limita a favorire il contrabbando di sigarette ma a precostituire le strutture anche per altre attività criminose;
a fornire al Parlamento una relazione, senza «infingimenti» diplomatici, circa l'attuale ruolo del Montenegro nell'«esportazione» di criminalità e contrabbando e circa i rapporti esistenti tra la criminalità balcanica e quella italiana;
9/6744/8. Colletti, Niccolini, Frau, Rivolta.
visto il disegno di legge n. 6744, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, recante disposizioni urgenti per prorogare gli interventi in favore dell'Albania e la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace;
tenuto conto che esso dispone il passaggio dalla gestione straordinaria a quella ordinaria per quanto riguarda gli interventi per la ricostruzione sociale ed economica dell'Albania;
evidenziata la necessità di avere un quadro riassuntivo definito della gestione straordinaria;
9/6744/9. Di Bisceglie, Gatto.
visto il disegno di legge n. 6744, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, recante disposizioni urgenti per prorogare gli interventi in favore dell'Albania e la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace;
tenuto conto che esso prevede l'avvio della fase ordinaria di gestione degli interventi per la ricostruzione sociale ed economica dell'Albania;
considerato necessario il pieno coinvolgimento del Parlamento nella riorganizzazione del programma di interventi;
a riferire, con cadenza trimestrale, alle Commissioni parlamentari esteri e difesa in merito all'andamento del programma di cooperazione per la ricostruzione sociale ed economica dell'Albania;
a riferire altresì in specifiche sedute delle Commissioni di merito sulla collaborazione interforze nella lotta alla criminalità organizzata e sugli sviluppi in corso;
a presentare alle Commissioni parlamentari esteri e difesa ogni tre mesi appositi rapporti sullo stato delle missioni internazionali di pace cui partecipano contingenti del nostro Paese.
9/6744/10. Pezzoni, Di Bisceglie, Gatto, Ruffino.
visto il disegno di legge n. 6744, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 gennaio 2000, n. 1, recante disposizioni urgenti per prorogare gli interventi in favore dell'Albania e la partecipazione militare italiana a missioni internazionali di pace;
premesso che l'articolo 1 di tale decreto prevede interventi per la ricostruzione sociale ed economica dell'Albania;
premesso che la presentazione di relazioni sui progetti finanziati dall'Italia e realizzati in Albania, è dato conoscitivo necessario a tutte le componenti del Parlamento per poter poi procedere ad ulteriori
considerate le recenti polemiche più o meno legittime ed i poco chiari riscontri che l'opinione pubblica italiana ha avuto da missioni umanitarie inerenti la stessa zona dei Balcani, oggetto del provvedimento;
preso atto di più prese di posizione in tal senso da parte dei rappresentanti del Governo in Commissione e dagli stessi relatori del provvedimento in questione;
9/6744/11. Manzoni.
esaminato il decreto legge 7 gennaio 2000 n. 1 recante disposizioni urgenti per prorogare gli interventi in favore dell'Albania e la partecipazione militare a missioni internazionali di pace (AC. 6744);
considerato l'impegno in termini di risorse umane e finanziarie del Paese nella area balcanica per favorirne la crescita democratica, civile, sociale ed economica;
valutato che la presenza di una forte illegalità diffusa, l'escalation del contrabbando di merci ed il traffico illegale di una crescente immigrazione clandestina, rischiano di pregiudicare i programmi portati avanti attraverso l'accordo bilaterale con l'Albania scaduto il 31 dicembre 1999;
valutato altresì che occorre valutare i risultati finora raggiunti sull'ordine pubblico e sul controllo del territorio prevedendone anche una concreta ed incidente modifica sui termini dell'accordo stesso;
9/6744/12. (Testo così modificato nel corso della seduta) Tassone, Volontè.
rilevata l'esigenza di proseguire l'attività di cooperazione tra l'Italia e i Paesi oggetto di operazioni internazionali di pace, in particolare l'Albania e il Kosovo, in base ai presupposti di trasparenza e correttezza per evitare abusi e malversazioni;
considerata, in particolare, la necessità di conoscere con precisione l'utilizzo dei fondi stanziati dallo Stato italiano per lo sviluppo economico e sociale dell'Albania dal 1991 ad oggi;
rilevata altresì l'esigenza di potenziare l'attività di prevenzione e contrasto degli illeciti, da parte delle forze di polizia albanesi, al fine sopratutto di evitare il verificarsi di sodalizi tra gruppi criminali organizzati italiani e la malavita albanese;
considerata l'importanza della ristrutturazione dell'apparato burocratico albanese per renderlo più efficiente;
per i futuri interventi finanziari, a vigilare che all'impegno corrispondano, da parte delle autorità albanesi, sempre più determinate iniziative, specialmente nel campo delle attività di polizia e di quelle giudiziarie, per bloccare le attività criminali
9/6744/13. Selva, Gasparri, Carlo Pace, Mantovano, Amoruso.
premesso che nell'articolo 2 del decreto-legge n. 1 del 7 gennaio 2000, al comma 4, dell'articolo 2, si prevede l'elargizione al personale militare impegnato nelle operazioni, in Macedonia, in Albania, nei territori dell'ex Iugoslavia, ad Ebron ed in Kosovo, l'indennità di missione prevista dal regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, pari alla misura del 90 per cento per tutta la durata del periodo;
9/6744/14. Ascierto.