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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Miccichè n. 3-05064 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 9).
FILIPPO MISURACA. Signor Presidente, con l'interrogazione in svolgimento, il gruppo di Forza Italia desidera affrontare un tema di interesse nazionale e conoscere la posizione del Governo sul piano industriale che la Telecom ha annunciato e sta attivando. Lo scorso 4 febbraio, si è svolto uno sciopero dei dipendenti Telecom, con concentramenti a Napoli per il centrosud, a Milano per il nord ed anche in Sicilia. Si registra, infatti, molta preoccupazione su tutto il territorio nazionale, ma in particolare nel Mezzogiorno ed in Sicilia, dove, come tutti sappiamo, la crisi occupazionale ha raggiunto livelli estremamente elevati, per cui vorremmo capire come il Governo intenda operare nei confronti della Telecom.
PRESIDENTE. Il ministro delle comunicazioni ha facoltà di rispondere.
SALVATORE CARDINALE, Ministro delle comunicazioni. Signor Presidente, non devo certo ricordare io all'onorevole Misuraca ed al gruppo di Forza Italia che nel settore delle telecomunicazioni si opera ormai in regime di pieno liberismo: l'ex monopolista è stato privatizzato e, per una delibera del Consiglio superiore tecnico delle telecomunicazioni, il Ministero non può più esercitare la facoltà (che aveva fino al 1998) di approvare i piani triennali.
risanare le piaghe della disoccupazione e dello scarso sviluppo e far sì che questo vettore, che peraltro assicura il servizio universale, sia propulsivo di nuovo sviluppo e nuova occupazione.
PRESIDENTE. La ringrazio, ministro Cardinale.
SALVATORE CARDINALE, Ministro delle comunicazioni. Avrei potuto dare anche altre spiegazioni, signor Presidente, ma il tempo è tiranno.
PRESIDENTE. Purtroppo anche i ministri debbono obbedire al tempo.
ILARIO FLORESTA. Bisogna dare tempi equi!
PRESIDENTE. L'onorevole Misuraca ha facoltà di replicare.
FILIPPO MISURACA. Signor Presidente, signor ministro, sapevo già che il Ministero non ha più il controllo sulla Telecom. Avevamo chiesto un intervento del Presidente del Consiglio D'Alema, ma purtroppo la questione è stata assegnata a lei. Qualcuno deve pur tutelare questi lavoratori!
SALVATORE CARDINALE, Ministro delle comunicazioni. Infatti li sto tutelando.
FILIPPO MISURACA. Evidentemente hanno delegato lei a rappresentare il Presidente del Consiglio D'Alema ed io la ringrazio; tuttavia, constato che lei è bene informato sulla materia e la sta seguendo molto bene. Non volevo entrare nel merito di alcuni punti che ho riportato nella mia interrogazione, ma che non ho voluto citare nell'illustrazione, tuttavia lei aveva preso un impegno a Caltanissetta dicendo, addirittura che sul posto sarebbe arrivato un consigliere di amministrazione che lei aveva nominato.
SALVATORE CARDINALE, Ministro delle comunicazioni. Lei c'era in quella riunione?
FILIPPO MISURACA. Nella persona del dottor Donato. Avrei voluto evitare tutto ciò ...
SALVATORE CARDINALE, Ministro delle comunicazioni. Però l'ha scritto.
FILIPPO MISURACA. Tuttavia, a parte la polemica che non ho cominciato io, è certo che questa mattina vi è stato un incontro - del quale non so se lei sia informato - con i segretari confederali della CGIL, CISL e UIL e i rappresentanti di categoria, nel corso del quale è stato
evidenziato quanto da lei affermato. Tuttavia, è emersa una preoccupazione, vale a dire che negli incontri precedenti del 17, 18 e 19 gennaio nessuno ha parlato dei famosi 30.000 miliardi ai quali lei fa riferimento. Allora, noi parlamentari del Mezzogiorno abbiamo il dovere, indipendentemente dal Governo che è autorevolmente rappresentato, di insistere affinché l'investimento nel Mezzogiorno avvenga.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Misuraca.
L'onorevole Misuraca, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di illustrarla.
Voglio tuttavia assicurare al gruppo di Forza Italia che la notizia che vi saranno 13.500 licenziamenti è assolutamente infondata: la Telecom non licenzierà nessuno. Si tratta di esuberi per i quali si stabilirà, di concerto con le parti sociali e con gli interessati, come e quando procedere alle dismissioni e dove ricollocare i lavoratori. Devo dire, anzi, che nel piano della Telecom che prevede 30 mila miliardi di nuovi investimenti si prevede anche la possibilità di assumere 6.200 nuove unità lavorative. La questione riguarda il Mezzogiorno ed in particolare alcune province, rispetto alle quali è necessario un approfondimento, affinché questi investimenti vengano devoluti verso il Mezzogiorno con il giusto equilibrio, per
Possiamo quindi rassicurare anche i nostri concittadini di Caltanissetta, onorevole Misuraca, cui lei fa riferimento e che io non ho rifiutato di incontrare: li ho incontrati e, avendo riscontrato che i loro timori erano assolutamente infondati, non ho voluto «cavalcare» i bisogni dei lavoratori, o farvi seguire manifestazioni che potessero tornare a nostro vantaggio. Nella giornata in cui i lavoratori manifestavano, il ministro era a Roma e quindi non gli è stato possibile incontrare i sindacati siciliani, con i quali, però, si incontrerà sabato ad Agrigento, nel corso di una manifestazione dagli stessa indetta; e lo farà molto volentieri.
Il ministro si è incontrato con le organizzazioni nazionali di categoria che, poi, hanno emesso un comunicato, del quale le vorrei leggere le parti significative: «La qualità e la quantità degli investimenti e la quota di questi che andrà al sud è uno dei discrimini su cui si baserà il giudizio sul piano industriale». Inoltre, il Ministero delle comunicazioni rappresentato dal ministro Salvatore Cardinale e dai sottosegretari Lauria e Vita, prendendo visione delle posizioni del sindacato, si è impegnato a verificare la possibilità di un intervento sulla vicenda nell'ambito delle proprie prerogative e si è reso disponibile ad un incontro congiunto con il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
Onorevole ministro, siamo preoccupati perché mancano le regole; nel momento in cui si dice che effettivamente vi saranno nuovi investimenti, occorre anche capire che cosa la Telecom debba fare in Italia, vale a dire se debba essere solo un'attività finanziaria e, ad esempio, dare spazio anche ad altri. La liberalizzazione delle concessioni, che purtroppo vengono date a trattativa privata, crea preoccupazione. Tra l'altro, la trattativa privata non è così urgente perché il tutto partirà nel 2002; certo, le dismissioni creano preoccupazione, ma le cessioni dei rami aziendali creano confusione anche ai nostri lavoratori (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata all'ordine del giorno.
Sospendo la seduta, che riprenderà alle 16,30.


