Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 664 del 2/2/2000
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(Problemi occupazionali all'Enichem di Gela)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Rizza n. 3-05010 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 6).
L'onorevole Rizza ha facoltà di illustrarla.

ANTONIETTA RIZZA. Quanto descritto nel testo dell'interrogazione presentata non è altro che l'ultimo atto della smobilitazione che l'ENI in questi anni sta


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portando avanti nel territorio siciliano. L'ENI ha largamente disatteso il protocollo d'intesa sottoscritto al Ministero dell'industria nel 1996, confermato poi successivamente alla task force di Borghini. Tutti quegli impegni di sviluppo e di mantenimento, come dicevo, vengono disattesi, mentre l'ENI ha incassato con l'accordo delle organizzazioni sindacali e delle forze sociali quanto si riferisce, in particolare, alla questione della razionalizzazione. Sono stati chiusi inoltre i reparti di fertilizzanti (clorosoda, l'ossido di etilene, l'ACN).
Chiedo allora al ministro quali siano le iniziative del Ministero dell'industria per riprendere la discussione.

PRESIDENTE. Il ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato ha facoltà di rispondere.

ENRICO LETTA, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato segue da tempo con attenzione i problemi del comparto chimico del nostro paese. È stato creato un osservatorio che sta seguendo le vicende non soltanto legate alla Sicilia - e, in particolare, all'Enichem di Gela - ma riguardanti l'intero comparto.
In considerazione della crisi che si è creata a Gela ed all'Enichem di quella città nel mese di dicembre, prima della crisi di Governo, era stata attivata dal precedente esecutivo una consultazione presso il Ministero dell'industria. Si è quindi effettuato un primo incontro tra le parti, quindi tra l'ENI, l'Enichem, la federazione unitaria dei lavoratori chimici e lo stesso osservatorio chimico. Questo primo incontro interlocutorio ha consentito di aprire un confronto al Ministero e da parte dell'osservatorio si è sviluppata un'attività di monitoraggio della situazione di Gela. L'Enichem ha presentato il suo piano che, per ora, non prevede variazioni dell'assetto produttivo rispetto alla chiusura dell'impianto ossido di etilene e derivati che occupa 80 del numero complessivo di addetti.
Per adesso, ci sono state fornite assicurazioni rispetto agli altri due impianti, che riguardano il cracking e l'acrilonitrile. Vi è l'esigenza, però - evidentemente tutto ciò non è sufficiente -, da parte dell'ENI e dell'Enichem, di puntualizzare le strategie e, soprattutto, di far sì che esse non penalizzino gli aspetti occupazionali e, in modo particolare, quelli legati ad una terra e ad una tradizione, con riferimento ad un settore produttivo che finora ha dato grandi risultati.
Per quanto riguarda il Ministero, il confronto lo abbiamo ripreso e abbiamo intenzione di continuarlo affinché gli impegni vengano rispettati e, rispetto ad una fase iniziale, parziale, di difficoltà (l'iniziale va riferito alle cifre, che non interessano l'intero impianto), si riescano anche a trovare soluzioni in grado di far compiere passi avanti positivi. Posso confermare in questa sede che l'attenzione del Governo è molto particolare ed ovviamente legata alle strategie dell'ENI e dell'Enichem; il nostro impegno non mancherà.

PRESIDENTE. L'onorevole Rizza ha facoltà di replicare.

ANTONIETTA RIZZA. Signor Presidente, mi auguro che, oltre all'osservatorio, nei prossimi giorni possa esservi un tavolo nazionale con la partecipazione, appunto, di ENI, sindacati, regione ed enti locali; infatti, sappiamo bene che l'ENI, anche attraverso comunicati, in queste settimane ha tentato di sdrammatizzare e di sminuire il senso e il valore della chiusura dell'impianto, sostenendo che coinvolgerebbe soltanto 80 addetti.
Sappiamo che così non è, perché ad essi dovremmo aggiungere l'indotto e ciò che comporta la smobilitazione di un intero reparto. Ricordavo in precedenza quanto in questi ultimi anni si sia smobilitato, anche in presenza di un accordo di programma stilato e poi disatteso.
Siamo fortemente preoccupati di ciò che sta avvenendo e, soprattutto, riteniamo sia conclusa la fase di risanamento del gruppo; ricordiamo che ciò è stato


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possibile grazie al contributo dei lavoratori e del sindacato. Gli orientamenti dell'ENI possono determinare forti elementi di incertezza sul ruolo del gruppo in Italia e sulla centralità del sistema dell'ENI nelle attività industriali, nonché sul suo ruolo strategico: qualificazione e salvaguardia del ruolo strategico del settore energetico in Italia nelle sue diverse articolazioni (progettazioni, esplorazioni, perforazioni, raffinazioni); salvaguardia e sviluppo dell'area petrolchimica siciliana, con l'impegno dell'ENI e delle sue società operative, nonché delle altre società presenti a Gela, a Priolo, a Ragusa.
La definizione di un accordo di programma - dicevo prima e concludo - deve necessariamente avere tempi brevi. Forti elementi di preoccupazione, non solo delle famiglie interessate alla riduzione ma dell'intera popolazione di Gela e della Sicilia, ci inducono a sollecitare ancora... (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Rizza.

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