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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Domenico Izzo n. 2-02158 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 5).
DOMENICO IZZO. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, l'interpellanza presentata unitamente al collega Soro si pone l'obiettivo di invocare l'uniformità dei servizi postali sull'intero territorio nazionale, in funzione dell'equivalenza delle tariffe richieste agli utenti per l'ottenimento del servizio.
Dunque, l'interpellante non ha mai partecipato a battaglie di retroguardia, non si è mai opposto alla chiusura di uno sportello postale, non ha assolutamente levato barricate allorquando si è deciso, nell'ambito della razionalizzazione delle Poste Spa, di sopprimere la sede della Basilicata.
una produttività potenziale ben al di sopra della produttività effettiva del servizio postale in quelle aree. Basterebbe perciò dotare quelle agenzie di personale efficiente ed in numero sufficiente per svolgere al meglio i propri compiti perché la produttività aumentasse in modo esponenziale.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.
VINCENZO MARIA VITA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Presidente, rispondiamo volentieri all'interpellanza esposta dall'onorevole Domenico Izzo, di cui è cofirmatario l'onorevole Soro, perché obiettivamente tocca un tema di grande delicatezza.
modello operativo, basato innanzitutto sulla semplificazione delle strutture esistenti. È in tale ottica che, a partire dal 1o gennaio 1999, furono eliminate le sedi regionali e le agenzie di coordinamento, le cui funzioni si erano rivelate quasi sempre - se non sempre - sovrapposte a quelle delle filiali. Proprio queste ultime furono opportunamente ristrutturate nel numero complessivo (passando da 99 a 139) e nei compiti, per avere un tessuto molecolare più attento e non ripetuto da altre istanze meramente burocratiche, tali da distogliere settori produttivi da un'attività più adeguata al bisogno del mercato e della stessa clientela.
unità presenti. Tale decisione è peraltro conforme agli obiettivi del piano d'impresa 1998-2002 che, tra le iniziative finalizzate al recupero della produttività e dell'efficienza, ha previsto anche innovazioni connesse agli orari di apertura degli uffici postali; per le agenzie ubicate in piccole località o con traffico postale esiguo, infatti, è prevista l'adozione di soluzioni operative mirate a riequilibrare il rapporto costi-ricavi dei servizi in relazione alla domanda, graduando gli oneri o anche le giornate di apertura e garantendo, comunque, la continuità dei servizi.
PRESIDENTE. L'onorevole Domenico Izzo ha facoltà di replicare.
DOMENICO IZZO. Ringrazio il sottosegretario per la risposta puntuale che ci ha fornito che, oltre al pregio della puntualità, ha anche quello di aver evidenziato l'umiltà dei funzionari delle Poste Spa ai quali sono state richieste talune informazioni. Questo, per la verità, è un fatto positivo poiché, quando si tocca qualche ramo delle amministrazioni pubbliche o parapubbliche, scatta prima un bisogno di autodifesa che la necessaria e serena valutazione delle cose che non
funzionano e, poi, l'ammissione con senso autocritico delle cose non ancora fatte e che bisogna comunque realizzare.
L'onorevole Domenico Izzo ha facoltà di illustrarla.
Ho posto in evidenza alcune manchevolezze del servizio postale nell'ambito di una regione del Mezzogiorno - la Basilicata - e, all'interno di essa, in un'area vieppiù dimenticata: il Metapontino.
Desidero ricordare al sottosegretario che il Metapontino è un'area di grande attivismo economico, in cui le possibilità e le potenzialità di sviluppo sono notevoli e dove esiste, insomma, la reale speranza che la produttività del servizio postale raggiunga gli obiettivi che il Governo ha fissato attraverso il processo di privatizzazione dell'ex Ente Poste, trasformandolo in Poste italiane Spa.
Noi altri rappresentanti istituzionali di quell'area non ci siamo opposti a questo processo ed anzi lo abbiamo assecondato, ritenendo, in modo coerente con la serietà delle classi dirigenti lucane, che non andassero perseguiti i «pennacchi» campanilistici né i piccoli, marginali ed inutili benefici di carattere assistenziale che tanto spesso sono stati erogati nel Mezzogiorno d'Italia, in cambio di un servizio efficiente ed efficace, che accompagnasse lo sviluppo autopropulsivo di queste aree.
Però, signor sottosegretario, tutto questo ci consente oggi di mettere all'incasso una cambiale. In cambio dell'atteggiamento rigoroso che abbiamo tenuto, chiediamo soltanto che la Basilicata ed il Metapontino ricevano servizi efficienti, che concorrano allo sviluppo di quell'area e in tal modo servano ad assecondare la volontà del Governo, che è stata quella di affidare alle Poste italiane anche servizi di carattere finanziario, affinché le Poste potessero competere con il sistema bancario. Questo è un fatto di indubbia utilità, se è vero come è vero che uno sportello postale esiste in quasi tutti i comuni, ancorché piccoli, di una piccola regione come la Basilicata, mentre esistono molti comuni ove le banche non sono presenti. Dunque, poter dotare quelle popolazioni di servizi finanziari aggiuntivi, oltre che della garanzia del servizio universale postale, credo sia una cosa utile. In questo senso, abbiamo ritenuto che quelle popolazioni fossero abbondantemente ripagate dalla perdita di alcuni privilegi.
Dobbiamo purtroppo registrare che ancora oggi alla perdita di questi privilegi non ha corrisposto pienamente il miglioramento del servizio. Anzi, forse per la ragione che la Basilicata non è più sede delle Poste italiane Spa ed è aggregata ad altra regione, viene perciò considerata periferia della struttura postale territoriale.
Ecco, noi rifiutiamo questa ipotesi; la rifiutiamo con pacatezza ma con fermezza. Noi lucani siamo abituati alla qualità della pubblica amministrazione. Rivendichiamo la dignità del nostro popolo, che è stato sempre ben governato, non a caso da giunte di centrosinistra, e di questo siamo fieri ed orgogliosi. Vorremmo perciò che la pubblica amministrazione fosse adeguata e coerente rispetto a queste abitudini delle popolazioni lucane. Non tollereremo perciò di essere colonizzati da funzionari scadenti che, essendo ritenuti scarsamente efficaci ed efficienti in altre regioni, vengono destinati in Basilicata, perché tanto questa è una piccola regione, perché tanto della Basilicata non importa al direttore di sede, che risiede in altra regione. No, a noi va anche bene che la sede sia altrove, ma i servizi devono essere equiparati a quelli delle zone migliori del territorio della sede.
Quindi, non accettiamo di essere colonizzati. Fra i funzionari delle Poste della Basilicata vi sono intelligenze e capacità che meritano di essere promosse a ruoli dirigenziali. Ella comprenderà, signor sottosegretario, come un dirigente del posto senta più fortemente l'interesse a potenziare il servizio nella sua città, nel suo territorio e sia meno indotto alla dimenticanza di quanto non possa esserlo un dirigente che magari giunge in Basilicata o perché non gradito altrove o soltanto per acquisire i galloni e la promozione, per poi essere trasferito altrove. Vorremmo che fossero valorizzate le intelligenze, le capacità e le professionalità esistenti. Non possiamo, altresì, accettare che si commetta l'errore di cadere in quel circolo vizioso posto dal problema della produttività. Si dice «la produttività è scarsa, dunque il personale deve essere adeguato alla produttività», ma non possiamo fare riferimento alla produttività effettuale, dobbiamo considerare la produttività potenziale. La produttività, infatti, può essere scarsa soprattutto se il servizio è inefficiente e non attira l'utenza. In tal modo, non si fa fatturato e, di conseguenza, si adotta una terapia che aggrava il male perché si riduce vieppiù il personale adducendo a motivazione la scarsa produttività.
Facendo alcuni esempi, ho parlato non a caso delle cittadine di Bernalda, Policoro, Pisticci in cui esistono anche cinque sportelli bancari. L'esistenza di tante banche in queste cittadine dimostra l'attività economica in esse presente e che esiste
Intendo presentarle un ulteriore esempio: nelle comunità di Montalbano Ionico e di Scanzano Ionico è bastato inviare sul posto direttori di agenzia che avessero a cuore il destino delle poste per modificare radicalmente il fatturato di quelle agenzie. Allora, signor sottosegretario, con questo atto di sindacato ispettivo esprimo la speranza che si tenga conto della realtà territoriale, che non si proceda a penalizzare un'area e a premiarne un'altra dislocando in modo diseguale le risorse umane esistenti e che si considerino i bisogni di tanta gente. Non è giusto che si facciano lunghe file agli sportelli - come purtroppo si fanno - sia per gli anziani che vanno a percepire la pensione sia per i professionisti che intendono utilizzare le Poste italiane Spa come sostituti dei servizi finanziari erogati dalla banche. Non è giusto, insomma, che le poste italiane siano considerate come una pubblica amministrazione non amica, ma avversaria e insensibile ai bisogni delle comunità.
Per tutte queste ragioni, in modo assolutamente costruttivo, sottolineo il senso di responsabilità e lo spirito di sacrificio di tanti funzionari delle Poste italiane Spa che suppliscono con il proprio impegno non pagato all'inefficienza del servizio. Vi sono funzionari postali, signor sottosegretario, che lavorano dodici ore al giorno senza percepire una sola lira di straordinario! Sono persone che fanno fino in fondo il proprio dovere ed è necessario che anche la società Poste italiane faccia fino in fondo il suo onorando l'impegno che ha solennemente assunto nel piano d'impresa approvato dal Governo come azionista di riferimento. Se questi obiettivi saranno conseguiti, mi riterrò soddisfatto e contento di avere agito come ho agito.
Essa attiene ad un territorio - concordiamo con quanto detto - di notevole significato, anche dal punto di vista simbolico, per lo sviluppo di un nuovo sistema postale italiano. Ricordo che quando le Poste non furono privatizzate ma divennero società per azioni presentavano ancora una notevole criticità sotto il profilo economico-finanziario che, almeno parzialmente, dura tuttora e, indubbiamente, una tutt'altro che soddisfacente qualità dei servizi, non adeguata agli standard europei e neppure ai bisogni, in qualche caso più elementari, dei cittadini. Non avevano neppure strumenti adeguati, che consentissero al settore di competere, ad esempio, con il sistema bancario (parlo peraltro di una competizione positiva, non certo negativa, da nemici) proprio nei servizi finanziari, che riguardano un comparto molto cospicuo dello sviluppo economico dell'Italia e non solo del nostro paese.
Il piano d'impresa 1998-2002, presentato ed approvato nel 1998, partendo dall'analisi attenta di quella situazione - esistente, ereditata, ma comunque molto precaria - individua le azioni da intraprendere per arrivare in questo arco di tempo (quindi entro la scadenza del 2002) ad un almeno ragionevole risanamento finanziario, non semplice ma comunque attuato nei limiti del possibile, e ad un miglioramento del livello produttivo. Ciò al fine di porre le basi per raggiungere una posizione sufficiente, quantomeno di competitività rispetto agli altri operatori europei dei sistemi postali.
Il piano che citavo propone la razionalizzazione della precedente organizzazione attraverso l'adozione di un nuovo
Per avviare la riorganizzazione l'attenzione maggiore è stata dedicata al recapito - vale a dire alla base più larga dell'attività postale - con interventi mirati (parte dei quali già attuati ed altri in fieri) sia nei centri della rete postale sia in quelli di distribuzione, adottando strategie e metodi lavorativi volti al raggiungimento comunque di standard più elevati, con la riduzione - in qualche caso davvero drastica - dei tempi di consegna della corrispondenza. Qualche effetto - non sono parole solo nostre, ma dati reali - comincia a farsi sentire positivamente.
In proposito si ricorda che con il decreto 24 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 3 giugno 1999 - adottato di concerto con il ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, in attuazione della direttiva 97/67 CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 - è stato istituito il servizio di corriere prioritario e sono state rimodulate le tariffe del corriere ordinario. Quel decreto, operando la segmentazione dei flussi di corriere tra invii di corrispondenza ordinaria e prioritaria secondo parametri di qualità differenziati, mira ad ottenere il puntuale rispetto di standard elevati di efficienza, migliorando il servizio ed adeguandolo ai livelli dei servizi postali comunitari. Con lo stesso provvedimento, sono stati altresì rideterminati gli obiettivi di qualità per il triennio 1999-2001 (anche, però, per il corriere ordinario), allo scopo di arrivare alla consegna del 95 per cento degli invii entro quattro giorni da quello di impostazione nel 2000, fino al raggiungimento della percentuale del 97 per cento (pressoché la totalità) nel 2001.
La segmentazione così attuata dei flussi di corriere, tra invii di corrispondenza ordinaria e prioritaria, ha reso necessaria un'ulteriore riorganizzazione, con l'uso degli aerei come mezzo principale di trasporto del nuovo prodotto.
Da quanto esposto, appare evidente che varie e notevoli (per numero e qualità) iniziative sono state adottate dalle Poste italiane Spa e che alcuni risultati sono stati conseguiti; tuttavia, il volume delle attività, l'ampia gamma nella quale esse si articolano, la stessa dimensione e diffusione territoriale dell'azienda e le note disomogeneità di condizioni a livello nazionale rappresentano altrettanti ostacoli obiettivi che non permettono, nel breve periodo, di avvertire in modo generalizzato ed evidente il miglioramento, che pure - vorremmo assicurarlo - è già in atto nei servizi.
Chiarito tutto ciò nelle linee generali, per quanto concerne la particolare e molto importante situazione della Basilicata, Poste italiane Spa ci ha comunicato che, dai dati rilevati con i monitoraggi effettuati proprio all'uopo, è risultato che, in relazione ai servizi di base di posta ordinaria e prioritaria, i tempi di recapito sono uniformi ai tempi medi nazionali. In particolare, i risultati relativi al mese di dicembre 1999 per le province di Potenza (86 per cento) e di Matera (92 per cento) sono conformi ai parametri di qualità previsti dal regolamento della posta ordinaria (J+3) e della posta prioritaria (J+1), mentre non risulta che i tempi di attesa agli sportelli superino quelli medi ritenuti accettabili; naturalmente, anche qui il lavoro è in corso e c'è ancora molto da fare.
Riguardo all'orario di apertura dell'ufficio di Bernalda, la società Poste italiane Spa ha comunicato che non è previsto il prolungamento pomeridiano in quanto l'attuale flusso di traffico non giustifica il protrarsi dell'orario di lavoro delle sei
L'efficienza del servizio svolto dall'ufficio postale di Policoro, soprattutto a seguito della prolungata assenza per motivi di salute del direttore, invece, non appare adeguata - mi riferisco ad una considerazione svolta dagli onorevoli interpellanti - e del tutto in linea con le direttive aziendali impartite al riguardo; infatti, un'inchiesta ispettiva è stata attivata presso tale ufficio proprio al fine di intervenire sull'efficienza produttiva, con l'obiettivo di dare concretamente avvio ad una organizzazione rinnovata, efficiente e soddisfacente per gli utenti.
In proposito, è bene rammentare che il nuovo sistema di calcolo della dotazione del personale degli uffici adottato dalla società non è più vincolato ad organici predefiniti, ma si fonda invece sulla valutazione delle diverse realtà territoriali e sulle effettive esigenze che, di volta in volta, si manifestano, con la ricerca di soluzioni - anche attraverso procedure di mobilità - che permettano di dotare i punti della rete postale di un livello di prestazione adeguato, con un supporto di addetti che per numero e per attività risponda alle necessità contingenti degli uffici. A tale riguardo, le Poste hanno previsto procedure di mobilità interprovinciale finalizzate proprio al riassetto territoriale degli organici che tuttavia, nel caso in esame, presentano difficoltà concrete di attuazione.
Relativamente poi all'ufficio di Pisticci, le Poste ci hanno comunicato di non aver avuto segnalazioni di episodi di malcontento né da parte dei dipendenti né da parte dei clienti.
Con riguardo al problema generale della consistenza dell'organico, come è noto la stessa è progressivamente ridefinita sulla base dell'attuazione del piano d'impresa - prima citato - e in particolare in base al cosiddetto progetto rete 2000. L'azienda sta sperimentando in diverse città campione nuovi sistemi lavorativi allo scopo di verificare l'incidenza delle misure migliorative introdotte, consistenti tra l'altro in innovazioni tecniche, tecnologiche e informatiche, sui tempi e la qualità del lavoro svolto; in alcuni casi è possibile prevedere che le innovazioni porteranno ad una riduzione delle unità attualmente applicate in alcuni settori e ad una maggiore concentrazione in altri, con notevoli variazioni, quindi, rispetto all'attuale situazione, che nel futuro dovranno essere rese operative.
Con riferimento, infine, al mancato recapito di corrispondenza inviata dall'interpellante e non pervenuta ai destinatari non è stato possibile effettuare accertamenti specifici in quanto, come è noto, tale tipologia di invii non è soggetta a monitoraggio; tuttavia, la società Poste ha precisato che il disservizio lamentato sarebbe da escludere nella fase del recapito in quanto, se indirizzata presso la ASL del comune di Montalbano, la consegna della corrispondenza viene effettuata mediante deposito nella relativa casella postale.
Prendo atto che, per quanto riguarda Policoro, viene riconosciuta la parziale inefficienza di quell'ufficio e viene anche individuata la causa nella prolungata assenza del direttore per motivi di salute. Onorevole sottosegretario, questa non è altro che una conferma di quanto da me sostenuto nella illustrazione della interpellanza e, cioè, che in un altro ufficio, probabilmente, si sarebbe provveduto per tempo alla sostituzione del direttore assente. Rilevo che quella sostituzione non è avvenuta e che ha determinato un disservizio, dato e non concesso che quest'ultimo sia attribuibile alla sola assenza del direttore. Dico questo perché, da quanto mi risulta, rispetto alle dodici unità che sarebbero previste per quell'ufficio sulla base dei parametri adottati dall'amministrazione con riferimento a criteri di produttività, ne sono presenti soltanto sette (con una carenza, quindi, di ben cinque unità).
Quindi, seppure sia stata ammessa una verità relativa all'assenza del direttore, viene taciuta l'altra verità della carenza complessiva dell'organico nella misura di ben cinque unità. Dire poi che a Bernalda non sarebbe giustificata l'apertura pomeridiana, fa porre una domanda: come mai prima dell'estate avveniva l'apertura pomeridiana? Parlo dell'estate del 1999. Naturalmente l'apertura pomeridiana di quell'ufficio venne giustificata a suo tempo non con l'insufficiente produttività dell'ufficio, bensì con l'esigenza di riconoscere il periodo di ferie ai dipendenti. Allora, non mi sembra coerente dire che un ufficio viene chiuso solo d'estate perché bisogna far fare le ferie ai dipendenti e poi non viene più riaperto dimenticando peraltro che Bernalda tra le sue frazioni ha Metaponto che è una importante stazione turistica, dove, semmai, bisognerebbe aprire il pomeriggio d'estate e chiudere poi di inverno. Quindi, le cose vanno dette nella loro verità complessiva e non cercando velatamente di trovare delle giustificazioni.
Per quanto riguarda, poi, l'ufficio di Pisticci non so se il sottosegretario direttamente o un altro suo collega, un anno e mezzo fa, ha risposto ad un'altra interrogazione parlamentare che lamentava proprio disfunzioni e disservizi a Pisticci. Quindi, risulterebbe strano che oggi queste disfunzioni e questi disservizi fossero stati tutti sanati. Peraltro, il comune di Pisticci è sede territoriale di importanti uffici giudiziari e finanziari perché è la sede dell'ufficio staccato del tribunale di Matera, sede dell'ufficio del giudice unico di primo grado ed è anche la sede dell'ufficio unico delle entrate per il metapontino. Dunque, un servizio postale a sostegno e al servizio di questi importanti uffici territoriali credo che sia auspicabile ed importante.
In definitiva, signor sottosegretario, quest'area è carente di personale anche in relazione ai parametri che con rigore le poste italiane Spa pongono a base delle scelte da fare per la dotazione di ciascuna struttura.
Affermato questo, la ringrazio per la sua cortesia, sono soddisfatto entro questi limiti dalla risposta che ella ha voluto fornirmi e mi auguro, come dicevo nell'illustrazione, che questo mio atto di sindacato ispettivo serva a richiamare l'attenzione anche su quel territorio perché sia dotato omogeneamente rispetto agli altri territori della sede postale che comprende Basilicata e Calabria.


