Allegato A
Seduta n. 655 del 20/1/2000


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(Sezione 5 - Qualità del servizio fornito dalle Poste Spa)

E)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro delle comunicazioni, per sapere - premesso che:
le Poste italiane sono state trasformate in società per azioni con la convinzione e la speranza di concorrere al miglioramento del rapporto costo-qualità del servizio;
nel piano d'impresa, approvato dal Governo quale azionista di riferimento, l'amministratore delegato delle Poste italiane spa si impegna ad assumere come missione aziendale la garanzia dei servizi universali e la salvaguardia dei livelli occupazionali;
in relazione agli obbiettivi ed in un'ottica privatistica l'alta dirigenza delle Poste ha ricevuto piena delega gestionale su tutte le necessarie azioni di riorganizzazione del servizio ed alla spa sono stati affidati, oltre il servizio postale, una serie di compiti precedentemente affidati ad operatori economici e finanziari;
l'interpellante primo firmatario non ha mai aderito a battaglie di retroguardia miranti alla conservazione del vecchio né alla salvaguardia di anacronistiche esigenze territoriali, pur provenendo da una piccola regione, ove sono naturalmente forti le pressioni per evitare la chiusura di uno sportello (ancorché inutile) o la soppressione della sede, benché fosse stata appena ultimata la costruzione di un enorme immobile a tale uso finalizzato;
per tutto quanto sopra ci si aspettava un visibile miglioramento dell'efficienza del servizio che avrebbe abbondantemente compensato le popolazioni delle frustrazioni campanilistiche o delle piccole comodità perdute;
viceversa, in palese contraddizione con gli impegni solennemente assunti e dichiarati nel citato piano di impresa, nella regione Basilicata, ed in particolare nel Metapontino, l'efficienza del servizio non è stata mai così bassa né mai le Poste sono state oggetto di tante contestazioni;
i ritardi nel recapito della corrispondenza sono ormai intollerabili ed espongono la spa al rischio di contenziosi derivanti dal mancato recapito di atti giudiziari;
le file agli sportelli risultano chilometriche e disincentivano qualsiasi operatore dall'utilizzare i servizi aggiuntivi affidati alla società;


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a Bernalda la chiusura pomeridiana (attuata in coincidenza con le ferie estive) dura a tutt'oggi; nella sede dell'agenzia di coordinamento di Policoro esiste una situazione di sfascio totale; nel comune di Pisticci (sede territoriale di uffici giudiziari e finanziari) si sono registrate da tempo forti e motivate proteste senza che nulla si sia modificato;
le carenze di personale hanno superato la soglia delle cinquanta unità senza che i dipendenti collocati a riposo vengano sostituiti e il personale è disorientato nel verificare quotidianamente la propria impotenza a porre rimedio ad una situazione catastrofica cui può essere opposto unicamente il proprio senso di responsabilità e spirito di sacrificio;
in modo pienamente giustificato la Cisl ha avviato azioni di lotta, mobilitando la propria base sindacale ed annunciando scioperi di protesta contro una direzione di filiale che appare sorda o impotente ed una direzione di sede che considera la Basilicata ed il Metapontino come l'estrema e dimenticata periferia dell'impero;
l'interpellante primo firmatario è personalmente testimone e vittima (in quanto politico che tiene alla propria immagine) di un disguido (si fa per dire) postale, avendo visto andare smarriti o non recapitati circa duecento biglietti augurali inviati, in occasione delle festività, ad altrettanti dipendenti della locale azienda sanitaria che, giustamente dal proprio punto di vista ma ingiustamente nella sostanza, lo hanno rimproverato di non essersi ricordato di loro (che sono colleghi o collaboratori del sopraddetto interpellante) o, peggio, di averlo fatto in modo parziale e discriminatorio -:
quali iniziative e/o azioni intenda intraprendere il Governo nella sua collegialità per richiamare le Poste italiane spa ai doveri derivanti dal rispetto di regole e parametri che autonomamente si sono dati oltre che al rispetto del diritto, costituzionalmente tutelato, di cittadini che invocano uniformità di servizi ottenuti a fronte dell'uniformità delle imposte e delle tariffe pagate.
(2-02158)«Domenico Izzo, Soro».
(11 gennaio 2000)