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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.
PRESIDENTE. Cominciamo con le interrogazioni Vigni n. 3-03340 e Galletti n. 3-04892 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 1).
MICHELE LAURIA, Sottosegretario di Stato per le comunicazioni. Signor Presidente, rispondo congiuntamente ai due atti parlamentari in quanto hanno analogo oggetto. In proposito, vorrei premettere che, a seguito della trasformazione dell'Ente poste italiane in società per azioni, il Governo non ha il potere di sindacarne l'operato per la parte riguardante la gestione aziendale che, come è noto, rientra nella competenza propria degli organi statutari della società. Si è pertanto sottoposta la problematica oggetto dell'atto parlamentare alla società Poste che ha messo in rilievo le notevoli modifiche che nel settore dell'avviamento e corriere postale si sono nel tempo verificate e che di seguito riassumo.
unite a affidabilità e sicurezza ed era l'unico mezzo che su tali distanze consentiva di interscambiare il corriere postale tra un notevole numero di capoluoghi e di località ubicate su ciascuna linea. Inoltre, com'è noto, era possibile proseguire la lavorazione del corriere durante il tragitto con una accelerazione del processo di lavorazione allora adottato eseguito prevalentemente a mano. Gli incrementi del flusso di traffico, man mano verificatisi negli ultimi anni, hanno reso sempre più difficoltosa la lavorazione manuale del corriere e hanno progressivamente imposto il ricorso alla meccanizzazione con la conseguente realizzazione di nuovi centri di produzione ubicati per necessità logistica lontano dai centri abitati e dalle stazioni ferroviarie. Poiché attualmente la quasi totalità del corriere lettere transita attraverso questi centri, si è reso necessario potenziare il trasporto su strada con l'ulteriore e correlata perdita di importanza del transito della corrispondenza attraverso gli uffici di ferrovia, passaggio che, con l'odierna organizzazione, causa forti ritardi dell'avviamento a destinazione del corriere.
obiettive nuove esigenze dell'organizzazione e razionalizzazione delle Ferrovie dello Stato.
PRESIDENTE. L'onorevole Vigni ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03340.
FABRIZIO VIGNI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario Lauria per la risposta dettagliata che ha voluto offrirci ma al tempo stesso non posso dirmi soddisfatto per la risposta fornita dalla società Poste, pur consapevole, naturalmente, che stiamo parlando di un organismo con l'autonomia gestionale che il rappresentante del Governo ricordava ed al tempo stesso consapevole delle esigenze di funzionalità del servizio postale, che nessuno di noi ha voluto mettere in discussione.
PRESIDENTE. L'onorevole Galletti ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-04892.
PAOLO GALLETTI. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per la risposta fornita; faccio sommessamente rilevare che la mia interrogazione era stata presentata in Commissione il 27 maggio 1997, vale a dire tre Governi fa, quando il processo di spostamento della gran parte del movimento postale su strada non era ancora stato avviato. Forse avremmo avuto il tempo di discutere di una scelta che non so quanto incida in termini quantitativi, ma che qualitativamente espone il Governo ad una forte contraddizione. Se è vero, infatti, che esiste un'autonomia gestionale di questa azienda, come delle Ferrovie dello Stato, è pur vero che il Governo è azionista unico e nomina i componenti il consiglio di amministrazione e i presidenti. Se, quindi, sarebbe sbagliato intervenire nel merito della gestione, è invece molto giusto intervenire sugli indirizzi, così come si fa
normalmente nelle società per azioni private.
Queste interrogazioni, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
Il sottosegretario di Stato per le comunicazioni ha facoltà di rispondere.
Nel passato, in effetti, il mezzo ferroviario ha svolto una funzione centrale nell'ambito della rete trasporti per la veicolazione dei dispacci, determinando di conseguenza la collocazione della maggior parte del movimento in ambito ferroviario. In particolare, il trasporto degli effetti postali su ferrovia veniva eseguito in relazione all'entità, alla tipologia del traffico nonché alle esigenze postali su ciascuna linea mediante l'utilizzo di convogli ferroviari che offrivano la possibilità di una diversificata operatività.
Sulle medie e sulle lunghe distanze, il mezzo ferroviario offriva apprezzabili caratteristiche di celerità e facilità di utilizzazione
Va inoltre considerato il costo particolarmente gravoso del mezzo ferroviario, in termini sia diretti sotto forma di compenso al vettore, sia indiretti in quanto determinati dalle ulteriori risorse che la società Poste deve impiegare per completare il ciclo di produzione, quali, ad esempio, l'affitto di locali in ambito ferroviario ed il costo relativo alle operazioni di scambio e di scorta degli effetti trasportati.
Il nuovo processo produttivo, pertanto, ha portato all'istituzione delle reti regionali cosiddette stellari su gomma, che collegano tutte le province di un comprensorio con un punto di snodo centrale, in genere sede anche di uno scalo aeroportuale, mentre è stato istituito il collegamento fra comprensori limitrofi con furgoni chiamati «punto a punto», che consentono lo scambio del corriere da e per i comprensori medesimi. Infine, è da precisare che, nell'ambito dello stesso processo, è stato razionalizzato il servizio aeropostale notturno.
L'effettivo ridimensionamento dell'importanza del trasporto ferroviario e la perdita della sua centralità nel sistema del servizio postale non sono, quindi, frutto di una scelta tra diverse possibili alternative, bensì sono conseguenza di precise esigenze logistiche, organizzative ed economiche che, in sostanza, hanno condizionato l'organizzazione del trasporto postale ed hanno imposto di rivedere, a partire dal 1997, le convenzioni esistenti con le Ferrovie dello Stato. D'altra parte, la mutata politica del trasporto viaggiatori attuata dalle Ferrovie dello Stato con i progetti intercity ed eurostar, che incidono negativamente sul trasporto ferroviario postale, ha ulteriormente imposto la modifica del precedente sistema di trasporto. Infatti, è limitata la disponibilità ai fini postali della rete ferroviaria, che deve servire prioritariamente il trasporto veloce dei passeggeri: le soste nelle stazioni dei nuovi treni, peraltro inadatti alle esigenze postali, sono divenute troppo limitate per consentire le operazioni di carico e scarico degli oggetti postali, così che la risultante mancanza di connessione fra la rete, le strutture, i servizi postali e le necessità commerciali dell'azienda ferroviaria tendono a divaricare sempre più le esigenze del cliente viaggiatore da quelle del cliente Poste.
Tuttavia - ha precisato la società Poste -, proprio in considerazione delle motivazioni indicate dagli onorevoli interroganti, dopo un breve periodo nel quale la condizione operativa delle Ferrovie non ha consentito di pervenire ad un accordo, dal 1o febbraio 1999 è stato possibile per la società medesima utilizzare tre coppie di treni postali e due treni «postalizzati», per mezzo dei quali vengono avviati esclusivamente valori, mentre potranno essere eventualmente varate nuove proposte da parte delle Ferrovie dello Stato con il fine di verificarne la rispondenza alle complesse esigenze del traffico postale ed alle
Qual era, tuttavia, il problema che abbiamo voluto segnalare con la nostra interrogazione? Sappiamo che uno degli obiettivi fondamentali del paese, obiettivo non ideologico, ma con un grande spessore pratico, è il riequilibrio del sistema dei trasporti per portarlo, quantomeno, agli standard di altri paesi europei e per garantire una maggiore sostenibilità del sistema dei trasporti, oggi congestionato dal traffico su strada. Quest'ultimo, come sappiamo, è una delle ragioni principali dell'inquinamento atmosferico crescente, che rende sempre più invivibili le nostre città, come ci ricordano gli episodi degli ultimi giorni. Tra l'altro, desidero segnalare che esso rappresenta una delle cause fondamentali dell'aumento delle emissioni di gas-serra che anche il nostro paese, aderendo al protocollo di Kyoto, si è impegnato a ridurre, dovendo incidere in maniera radicale, nei prossimi anni, sul sistema dei trasporti.
Naturalmente siamo pienamente consapevoli che il trasporto relativo al servizio postale è una piccolissima parte del problema del quale stiamo parlando; probabilmente, da un punto di vista di incidenza quantitativa, è persino irrilevante rispetto al totale del trasporto delle merci; tuttavia, anch'esso incide, insieme a quello di altre merci, sulla percentuale che oggi vede il nostro paese sbilanciato rispetto ad altri in Europa, relativamente alla composizione del rapporto tra trasporto su strada e su ferrovia a favore del secondo. Pertanto, la scelta compiuta dalle Poste avrebbe potuto dare il segno di quale direzione di marcia si volesse scegliere: incrementare ancora di più il trasporto su strada, oppure contribuire, anche da questo punto di vista, al riequilibrio, in coerenza con gli indirizzi che il Governo ha indicato nell'ultima conferenza nazionale dei trasporti.
Per queste ragioni, senza mettere in discussione l'esigenza di funzionalità del servizio postale, consapevole che il problema del quale discutiamo rimanda a quello dell'efficienza del sistema ferroviario nel suo insieme, a come dovrebbe essere incentivato il trasporto di altre merci, compreso il servizio postale, non posso dirmi soddisfatto della risposta fornita dal Governo per quanto riguarda le scelte delle Poste.
Mi pare che ciò non sia stato fatto; nella dettagliata risposta si pone in risalto come il punto di riferimento sia solo l'interesse immediato dell'azienda, ma non quello dell'azionista: il Governo, lo Stato deve spendere migliaia di miliardi per correre ai ripari e tamponare i guasti dell'inquinamento prodotto da un eccesso di trasporto merci su strada e deve sottoporre i cittadini a disagi, in questo caso provvidenziali, per chiudere le città alle auto e ridurre, in futuro, il trasporto merci su strada. Si tratta di un interesse collettivo dell'azionista; uso volutamente questo linguaggio volgarmente economicista, oggi così dominante, che mi è totalmente estraneo, per dimostrare che, anche all'interno di un ragionamento totalmente economicista, vi è uno sbaglio, una contraddizione tra la politica enunciata dal Governo nelle sedi internazionali e in Parlamento e quella attuata, di fatto, da queste aziende che hanno un'autonomia gestionale, ma devono seguire indirizzi determinati dal Governo e dal Parlamento.
Non posso dichiararmi per nulla soddisfatto delle scelte operate. Tra l'altro il servizio postale notturno effettuato attraverso gli aerei sarà conveniente per le poste ma non per le popolazioni che vivono attorno agli aeroporti e che si lamentano della rumorosità dei voli notturni. L'efficienza immediata dell'azienda è in contraddizione, collide, contrasta, con l'interesse collettivo pubblico e dello Stato il quale paga a piè di lista il bilancio passivo delle poste e delle ferrovie, sovvenziona indebitamente l'autotrasporto in Italia (che peraltro è messo sotto accusa a livello europeo) e paga i danni ai cittadini, anche se in misura minore.
Dobbiamo raccordare queste politiche e far sì che il trasporto postale su strada sia ridotto al minimo indispensabile. Peraltro, nella risposta non si fa cenno al destino dei messaggeri postali, cioè del personale addetto a questo compito.
Invito il Governo a tener conto delle esigenze qui rappresentate e ad indirizzare le proprie aziende a soddisfare la necessità, ormai riconosciuta a livello internazionale, di riequilibrare il trasporto su strada, nel senso di aumentare quello su rotaia. In tal senso l'azienda ferroviaria dovrebbe manifestare un interesse maggiore di quello finora dimostrato.


