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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Pisanu n. 2-01859 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 5).
PAOLO BECCHETTI. Signor Presidente, l'interpellanza si illustra da sola in relazione alla scarna vicenda che abbiamo rappresentato: se mi consente, dopo la risposta del sottosegretario, mi riservo di soffermarmi sulle ragioni di più ampio respiro politico che ci hanno indotto a presentarla.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione ha facoltà di rispondere.
LUCA DANESE, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, sono motivazioni di opportunità e di rispetto delle scadenze temporali regolamentari quelle che hanno indotto il Governo ad affrettare la nomina del professor Italo Ferrari a presidente dell'autorità portuale di Cagliari, senza aspettare la formalizzazione della nuova giunta. Al riguardo, infatti, si fa presente che il mandato del professor Ferrari scadeva il 13 giugno scorso, per cui l'amministrazione ha iniziato l'iter procedurale per la nomina del nuovo presidente in tempo utile, in modo da rispettare i termini previsti dall'articolo 8, comma 1, della legge n. 84 del 1994.
dell'ente, qualora il nuovo presidente non venga nominato neanche dopo i prescritti 45 giorni di prorogatio previsti dalla legge n. 444 del 1994. Nel caso di specie, tale ipotesi poteva concretizzarsi, considerati i tempi necessari per l'intesa con la regione e per i pareri delle Commissioni parlamentari.
PRESIDENTE. L'onorevole Becchetti, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
PAOLO BECCHETTI. Signor Presidente, come prevedevo, la risposta del Governo è insoddisfacente e, per certi versi, scontata. Le stesse date, cui si è riferito pure il sottosegretario (il 13 giugno per la scadenza, il 22 giugno per l'espressione del parere della Commissione parlamentare, il 27 giugno per le elezioni, la fine del mese di luglio per la scadenza dei 45 giorni di prorogatio), sono il segnale delle ragioni di fondo per le quali abbiamo presentato l'interpellanza.
frattempo, in questo contesto, al Ministero dei trasporti vengono fatti continui cambi di dirigenza; continua la cura Burlando, con buona pace sua, signor sottosegretario, e del ministro, un po' pallidi Amleti, un po' re Travicelli, che, di fronte all'«abbuffata» che i DS stanno facendo all'interno del Ministero dei trasporti, non potete fare altro che specchiarvi nello stagno della vostra inefficienza gestionale.
L'onorevole Becchetti, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
In particolare, la citata disposizione prevede che la terna di esperti nell'ambito della quale il ministro, d'intesa con la regione, sceglie il presidente dell'ente debba essere comunicata tre mesi prima della scadenza del mandato. Va peraltro evidenziato il rischio di commissariamento
Questo Governo si segnala, infatti, per la tempistica sospetta di molti suoi atti, dalle nomine alle scelte gestionali relative ai lavori parlamentari, dalla par condicio al conflitto di interessi, e peggio ancora. La stessa tempistica, in maniera più perversa, connota le scelte di taluni fiancheggiatori del Governo, segnatamente una certa stampa, la RAI, alcuni pubblici ministeri, perfino, domenica scorsa, la trasmissione Novantesimo minuto, con un'intervista sullo stadio di Reggio Calabria al sottosegretario Minniti (questo Minniti che si occupa di tutto, dallo stadio di Reggio Calabria fino al GNSS). Dopo di che, fatta la frittata, l'abbuffata, incassato il risultato, è sufficiente storicizzare l'evento, come ha fatto adesso il sottosegretario Danese.
L'evento, ormai, viene collocato nella storia: ciò che è cronaca ed attualità politica, ciò che è scaltrezza, furbizia, violazione di regole diventa storia, acqua passata, questione su cui studiare e basta! Così «chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato»: un esempio, signor Presidente? Ieri sera, al TG5 della notte, sono state rese note le dichiarazioni del collega Armani, già vicepresidente dell'IRI, il quale ha sostenuto di conoscere, e di aver sempre conosciuto, l'esatta storia della vicenda IRI-SME, proprio in qualità di vicepresidente dell'IRI. Eppure, ieri sera, la RAI ha storicizzato le dichiarazioni del collega Armani, ridicolizzandole, poiché si tratterebbe, in fondo, di questioni di 14-15 anni fa, dimenticando di notare, però, che la dichiarazione di Armani è avvenuta nel contesto di un commento televisivo sulla medesima questione. Nel frattempo, infatti, le dichiarazioni di Armani sono diventate storia, acqua passata, mentre sarebbe giusto che Silvio Berlusconi sia rinviato a giudizio per la stessa vicenda, che sopporti cristianamente il trentesimo o quarantesimo rinvio a giudizio. La verità di Armani è cristallizzata nella storia e diventa irrilevante per il processo da svolgere, mentre per Berlusconi le stesse vicende non sono storia, ma cronaca, attualità politica.
Ecco, questo è lo spunto che ci fornisce la vicenda della port authority di Cagliari. La questione della nomina dell'autorità portuale di Cagliari è diventata storia nel «raccontino» del sottosegretario Danese. Nel merito, signor sottosegretario, debbo lamentare che in tutti i casi nei quali, come in quello di Cagliari, vi è stata conferma dell'autorità portuale uscente i curricula che vengono sottoposti alla Commissione parlamentare sono copiati esattamente - come ho rilevato più volte - da quelli di quattro anni or sono, senza che questi signori (che pretendono il rinnovo) e chi li propone abbiano nemmeno il buon gusto, la finezza istituzionale e politica di far sapere alla Commissione parlamentare cosa abbiano fatto in questi quattro anni, se abbiano rispettato i budget, i programmi di sviluppo dei porti da loro guidati.
In questo contesto, ho già più volte espresso l'opinione che sarebbe opportuno eliminare i pareri parlamentari, che sono diventati una burla. Di questi pareri, il Governo, questo Governo, spesso fa carta straccia e li considera niente più che un fastidioso passaggio procedimentale. Nel
La vicenda dell'autorità portuale di Cagliari è una vicenda perversa, nella quale non si è voluto pensare che il valore primario da difendere era quello di rispettare la volontà popolare. Il 27 giugno 1999, tre soli giorni dopo il voto delle Commissioni parlamentari e soltanto dieci-quindici giorni dopo la scadenza, era prevista una competizione elettorale.
Le chiedo, signor sottosegretario, se tutte le diciotto autorità portuali siano state nominate entro il termine previsto dalla legge o se non vi siano state delle prorogatio, come si sarebbe potuto prevedere anche per Cagliari. Le chiedo se non sarebbe stato più opportuno rinviare di soli sei o sette giorni questo concerto - davvero un concerto «stonato» - tra la regione Sardegna (uscente, moritura) e il ministro per la nomina dell'autorità di un porto come quello di Cagliari, che è il maggiore della regione e che sta diventando molto importante nel settore del traffico dei container. Ma sarebbe stato chiedere troppo, in termini di finezza istituzionale, di correttezza, di rispetto delle regole minimali della democrazia, a questo Governo, che di tali regole fa continuamente carta straccia.


