Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 631 del 30/11/1999
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(Posizione del Governo italiano in merito al congresso del partito internazionale nazional-socialista previsto per il 2000 in Cile).

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Fei n. 3-03667 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 2).
Il sottosegretario di Stato per gli affari esteri ha facoltà di rispondere.

PATRIZIA TOIA, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Signor Presidente, questa interrogazione fa riferimento alla notizia della organizzazione di un congresso del partito internazionale nazional-socialista. Abbiamo assunto informazioni presso la nostra ambasciata a Santiago del Cile, dal momento che, secondo le notizie trapelate, è in quel paese che si dovrebbe tenere questo congresso. Confermiamo che effettivamente sono stati pubblicati dalla stampa cilena alcuni articoli che riferivano di un presunto convegno. Dico «presunto» convegno, perché si tratta della indicazione di un convegno di neonazisti - così dobbiamo definirli - che si dovrebbe tenere nel corso dell'anno 2000.
A seguito di queste notizie, le autorità cilene hanno preso una posizione molto chiara, confermando che una tale manifestazione, qualora dovesse assumere carattere di ufficialità, non sarebbe - io dico, ovviamente - autorizzata. Il Ministero dell'interno di quello Stato ha inoltre aggiunto che sarà fatto il possibile anche per evitarne lo svolgimento. Evidentemente, il Cile - come altri paesi - non vorrebbe che un evento del genere si tenesse nel proprio territorio. Quindi, se questa manifestazione avesse carattere di ufficialità, la posizione del Governo cileno sarebbe quella di impedirne lo svolgimento, come è stato dichiarato; ma, naturalmente, se avesse un carattere di clandestinità - come del resto è presumibile -,


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ovviamente diventerebbe molto più difficile impedirne preventivamente lo svolgimento e si dovrebbe affrontare il problema al momento. Dico questo anche per circoscrivere le nostre informazioni su questo evento.
Nella interrogazione si chiede quale sia la posizione italiana al riguardo. È chiaro che non abbiamo una posizione, nel senso che l'evento al momento non riguarda il nostro paese. Non abbiamo difficoltà, ovviamente, ad esprimere una posizione di condanna di una simile eventualità, cioè di un convegno di una forza che si dichiarerebbe all'insegna della rinascita di movimenti che certamente nessuno vuole abbiano di nuovo spazio e possibilità di sviluppo.
Quanto alla specifica questione del progetto «Andinia», pure sollevata nell'interrogazione, non ho particolari ed approfonditi elementi aggiuntivi rispetto a quanto è stato detto, anche se, prendendo contatti con la sezione cilena dell'International council of Christian and Jews (la quale ovviamente ribadisce la propria condanna anche nei confronti dell'ipotesi di un possibile congresso neonazista), sono emerse alcune preoccupazioni effettivamente giustificabili, nel senso che la critica a quel progetto (che prevede la creazione di un insediamento ebraico nella Patagonia cilena) - che rientrerebbe nei temi dell'agenda di quel congresso - rientra in una serie di azioni che potrebbero creare un clima, assolutamente condannabile, di ripresa di elementi di antisemitismo. Noi crediamo, quindi, che occorra svolgere un'azione in questa direzione non solo sul piano politico, ma anche culturale e che, da un lato, occorra contrastare, anche preventivamente, iniziative che certamente auspichiamo non abbiano a verificarsi e che, dall'altro, forse occorra evitare, con un eccesso di propaganda, di ottenere l'effetto contrario, cioè quello di enfatizzare fenomeni che devono essere affrontati energicamente, ma forse senza una mobilitazione e un'enfasi che potrebbero determinare un effetto controproducente.
Per quanto riguarda l'interrogazione, che auspica una presa di posizione, voglio sottolineare che non vi è stato alcun evento particolare che abbia potuto indurla, ma certamente, se ciò che si chiede è una posizione di condanna, confermo un giudizio negativo sull'eventualità prospettata.

PRESIDENTE. L'onorevole Fei ha facoltà di replicare.

SANDRA FEI. Signor Presidente, ovviamente, se è stato sollevato il tema di un possibile congresso internazionale, è proprio perché si tratterebbe di un evento internazionale e sappiamo che realtà neonaziste, più o meno clandestine, si stanno formando di nuovo in tutte le parti del mondo e certamente in Europa.
Con questa interrogazione si intendeva sollevare il problema, perché il Governo dicesse che, oltre a condannare, non avrebbe aspettato di vedere se effettivamente ciò sarebbe successo, ma avrebbe dato un contributo, anche con un'azione investigativa interna, per essere certi che talune realtà non riescano a confluire in un evento di questo genere che, anche se clandestino, sarebbe certamente molto grave e pericoloso.
La mia intenzione - ammetto che forse la domanda non era molto precisa in questo senso, anche se, secondo me, le premesse facevano intuire questa volontà - era quindi anche quella di riuscire a capire se staremo soltanto ad aspettare, senza fare propaganda, perché essa potrebbe tradursi in una sollecitazione dell'evento stesso; tuttavia non sono sicura di poter condividere con il Governo questa idea, perché ritengo che, se esistono forze neonaziste che si stanno organizzando, come di fatto si sa che si sta verificando, non soltanto nel nostro paese, ma anche in Germania, in Francia e in altri paesi, forse sarebbe importante riuscire a dare un contributo, magari - in questo caso sì - sollecitando l'intervento di tutte le forze relative al terzo pilastro che ora in Europa si devono occupare di criminalità, terrorismo ed altro.


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Non avevo dubbi che il Governo avrebbe condannato una simile iniziativa, ma mi stupisce che si dica che è meglio far finta di niente finché non succede qualcosa per vedere poi in che modo affrontare la realtà. Questo sinceramente mi lascia abbastanza allibita.

PATRIZIA TOIA, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Non è esattamente quello che ho detto.

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