Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 607 del 20/10/1999
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(Controllo della presenza di ormoni nelle carni)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Cuscunà n. 3-04403 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 5).
Il sottosegretario di Stato per la sanità ha facoltà di rispondere.

ANTONINO MANGIACAVALLO, Sottosegretario di Stato per la sanità. Signor Presidente, a seguito della scoperta di sostanze ormonali in campioni di carni bovine di origine ed importazione statunitense, l'Unione europea ha stabilito una serie di misure di tutela e di controllo. Con la decisione della Commissione n. 302 del 30 aprile 1999 è stato disposto il controllo sistematico per la ricerca di residui di sostanze ormonali vietate, da effettuarsi sul 100 per cento delle partite di carni e frattaglie bovine provenienti dagli Stati Uniti; tali partite non potranno godere, quindi, della riduzione della frequenza dei controlli prevista per alcune categorie dalla decisione della Commissione dell'allora Comunità economica europea n. 360 del 20 maggio 1994 e potranno essere commercializzate sul territorio dell'Unione europea solo se le analisi effettuate daranno un esito favorevole.
Contestualmente, è stata approvata la decisione della Commissione n. 301 del 30 aprile 1999, che ha disposto la sospensione delle importazioni nell'Unione europea di carni fresche bovine provenienti dagli Stati Uniti, con effetto a decorrere dal 15 giugno 1999, nel caso in cui gli Stati Uniti non adottino i provvedimenti necessari e le misure richieste per soddisfare il rispetto del livello di protezione sanitaria applicato nell'Unione europea. Inoltre, il Ministero della sanità ha proceduto con tempestività ad allertare i propri uffici veterinari periferici al fine di assicurare la piena applicazione delle citate decisioni europee; si aggiunge che nel nostro paese i controlli per la ricerca delle sostanze ormonali vengono definiti annualmente nel piano nazionale per la ricerca dei residui, fra l'altro approvato in sede comunitaria.
Nel 1998, complessivamente, sono state effettuate 16.075 analisi per la ricerca di sostanze ormonali nei settori bovino, suino, avicolo e della selvaggina. Nel settore bovino sono stati esaminati 15.016 campioni, con sole 25 positività, pari allo 0,16 per cento, per sostanze ormonali naturali; in tutti gli altri settori, fortunatamente, non si sono registrate positività.

PRESIDENTE. L'onorevole Cuscunà ha facoltà di replicare.

NICOLÒ ANTONIO CUSCUNÀ. Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevole Mangiacavallo, non avevo assolutamente dubbi sulla risposta «positiva» fornita dal rappresentante del Governo.
Insieme con questo atto ispettivo, il sottoscritto ne ha presentati altri con l'indicazione di dati e prove in ordine alla veridicità dei controlli eseguiti nel nostro paese. Se corrisponde al vero, come lei ha detto poc'anzi, l'effettuazione dei controlli sulle carni provenienti dagli Stati Uniti d'America, non solo su disposizione dell'Unione europea (ci tengo a sottolineare che il nostro paese è stato il primo, nel 1961, a vietare l'uso di prodotti utilizzati in zootecnologia per l'ingrasso delle carni), è altrettanto vero che, con grande facilità, dal nostro paese vengono esportati prodotti agrozootecnici che, evidentemente, non subiscono gli stessi controlli previsti per le importazioni.
Mi spiego. Se è vero, come lei ha affermato, che le carni provenienti dagli Stati Uniti vengono controllate, non riesco a capire perché, ad esempio, i maschi di bufala allevati in Italia vengano esportati in Francia, dove possono usufruire del piano Erode ed essere contraffatti; i maschi di bufala, cioè, diventano buoi neri, vengono trasportati in Francia e sottoposti a macellazione per frodare l'Unione europea.


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Se questi sono i controlli alle nostro frontiere, c'è da dire che le dichiarazioni da lei fatte sono a dir poco veritiere.
Esiste il problema dell'uso, non soltanto nei paesi extraeuropei (perciò ho dei dubbi sui controlli alle frontiere), ma anche nel nostro paese degli stessi ormoni. Purtroppo, il problema è di grande portata e, come lei ha ricordato, investe la salute dei cittadini, in considerazione dell'attività estrogena e la pericolosità cancerogena di questi prodotti.
Il problema è di carattere economico, in quanto la slealtà di certi allevatori danneggia quelli onesti, ma la cosa ancora più grave è che questi prodotti esistono in commercio e purtroppo sono controllati dalla malavita organizzata. Allora, a nulla possono servire, se non si potenziano, i servizi dei NAS e i servizi di controllo delle aziende sanitarie locali.
Voglio ricordare che, sempre in quest'ambito, si è ancora in attesa del nuovo piano di eradicazione della brucellosi bufalina e della leucosi bovina. Detti piani sono scaduti e sono ancora fermi presso il Ministero della sanità. Ciò sta arrecando notevoli danni all'economia, in particolare a quella del Mezzogiorno.
Mi dichiaro dunque totalmente insoddisfatto della sua risposta, che devo ritenere sia stata compilata negli uffici, evidentemente là dove si vanno a controllare solo i dati statistici, e che non risponde alla realtà dei fatti.
Non rispondendo alla realtà dei fatti, mi auguro che, partendo dalla sollecitazione fornita da questo atto ispettivo, si possa porre rimedio potenziando non soltanto le strutture di controllo alle frontiere e sul territorio, ma anche le attività di controllo sanitario. Non bisogna soltanto potenziare economicamente le regioni, ma anche i servizi veterinari periferici, che sono quelli che più di ogni altro effettuano i controlli perché le frodi avvengono anche sul nostro territorio.
I controlli alle frontiere che impediscono l'importazione di derrate alimentari provenienti dall'America (al limite, se stringessimo di più la vite, faremmo bene) potrebbero innescare delle ritorsioni doganali da parte degli Stati Uniti d'America nei confronti dell'Europa e del nostro paese.

ANTONINO MANGIACAVALLO, Sottosegretario di Stato per la sanità. ...che ci sono!

NICOLÒ ANTONIO CUSCUNÀ. Il problema esiste nel nostro paese ed è anche a conoscenza del Ministero dell'interno in considerazione del fatto che questi atti sono stati denunziati dai parlamentari di «terra di lavoro» nel tavolo delle trattative che il Governo ha voluto istituire per l'emergenza della provincia di Caserta.
Mi auguro che su questo potremo ottenere risposte esaurienti.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interpellanze e delle interrogazioni all'ordine del giorno.

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