(Sezione 5 - Controllo della presenza di ormoni nelle carni)
E) Interrogazione:
CUSCUNÀ. - Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
è sempre più frequente leggere sulla stampa nazionale notizie più o meno allarmistiche circa l'importazione in Italia di carni agli ormoni dagli Usa;
questi articoli hanno certamente fondamento, ma risultano privi di un passaggio essenziale e ciò dà un approccio sbagliato al problema;
negli Usa è consentito l'uso di alcune di queste sostanze, ma gli allevatori sono anche tenuti a rispettare dosaggi ed opportuni tempi di sospensione e modalità di somministrazione al fine di evitarne l'accumulo nelle carni;
i controlli in tal senso avvengono realmente e sono estremamente severi anche per evitare che vengano utilizzati gli ormoni proibiti come il dietilstilbestrolo (Des);
l'Italia è la prima nazione europea che si è attivata, già nel 1961, per emanare il provvedimento di legge che proibisce in modo categorico l'impiego di ormoni negli animali da allevamento zootecnico;
nel mentre in Italia venivano intuiti i gravi rischi per la salute umana, non altrettanto accadeva nel resto d'Europa dove l'uso degli anabolizzanti fu «tollerato» ancora per anni;
quindi, poiché in Italia, come oggi nel resto d'Europa, vige il severo divieto di quest'uso, si parte dall'assunto, purtroppo completamente errato, lontano cioè dalla realtà di quanto avviene, che poiché vi è un divieto nessuno lo viola;
non è dato sapere quanto succede nell'Unione europea, ma in Italia i controlli in tal senso sono molto scarsi o nulli, mentre al contrario è ben risaputo dagli addetti ai lavori che sono molto fiorenti, anche in Italia, il contrabbando ed il commercio clandestino di ormoni per le specie zootecniche;
agli inquirenti non dovrebbe essere difficile verificare la veridicità di queste affermazioni poiché sarebbe per loro sufficiente porsi nel mercato della domanda;
questo abuso va a danno degli allevatori onesti, i quali subiscono questa concorrenza sleale da parte di molti colleghi;
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quanto esposto è uno dei motivi che impediscono il decollo della produzione di carni alternative e di qualità come quella bufalina, con ulteriore danno per i consumatori -:
se si intenda reprimere questo abuso oppure si preferisca lasciare che scoppi una guerra commerciale fra l'Italia, con i paesi dell'Unione europea, e gli Usa, con il rischio certo di penalizzazione doganale e di ritorsioni soprattutto per i molti prodotti alimentari italiani di qualità, senza che poi l'Italia si trovi realmente nella condizione di poter, per così dire, «scagliare la prima pietra». (3-04403)
(8 ottobre 1999)
(ex 4-24110 del 21 maggio 1999)