Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 607 del 20/10/1999
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(Coinvolgimento del KGB nel caso Moro)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Taradash n. 3-04461 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).
L'onorevole Taradash ha facoltà di illustrarla.
Invito i colleghi del gruppo della lega forza nord a fare in modo che il collega Taradash possa svolgere il suo intervento.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, signor Vicepresidente del Consiglio, l'anno scorso cadeva il ventennale dell'omicidio di Aldo Moro e in varie occasioni l'allora Presidente della Repubblica Scalfaro ripetè che vi erano delle intelligenze criminose che ancora non erano state individuate, che erano stati rintracciati i colonnelli ma non i generali e che ci si attendeva che prima o poi la verità sarebbe venuta alla luce. Più recentemente lei stesso ha ripetuto qualcosa del genere.
Ora che i dossier del caso Mitrokhin, riguardanti gli agenti e il ruolo svolto dai servizi segreti sovietici (il KGB) in Italia, e che alcuni fascicoli fanno diretto riferimento alle vicende del caso Moro sono stati consegnati al Parlamento e anche all'opinione pubblica, chiedo a voi, che conoscevate questi dossier: accennavate a questo quando parlavate di qualcosa di non ancora chiarito dietro l'omicidio Moro o a qualcos'altro?
È importante quello che c'è scritto nei dossier del KGB perché getta luce sia sulle complicità dirette fra agenti italiani dei servizi sovietici in Italia e alcuni brigatisti, sia sul ruolo di disinformazione svolto all'interno della democrazia cristiana.

PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

SERGIO MATTARELLA, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, rispondo anche ad una parte dell'interrogazione che l'onorevole Taradash non ha illustrato, al fine di evitare che sembri che la si eluda, e che riguarda i nomi in codice del cosiddetto archivio Mitrokhin.
A tale riguardo va detto anzitutto che in quei documenti non compaiono nomi in codice, ma nomi di copertura; non vi sono nomi che rispondono ad un criterio, ad un codice di cifratura, che una volta scoperto ne consenta la decriptazione: si tratta invece di appellativi scelti a caso per evitare che si possa risalire alla identità dei soggetti.
Per risalirvi e trovare l'effettiva identità delle persone indicate, l'unica via è quella di utilizzare elementi di informazione contenuti nei rapporti, avvalendosi di tutte le conoscenze eventualmente disponibili. Tale attività ha consentito al SISMI, come ho già dichiarato in altra sede, di formulare tre ipotesi attendibili di identificazione comunicate all'autorità giudiziaria. Il SISMI ha inoltre elaborato delle ipotesi di identificazione che hanno ad oggetto più persone con nomi di copertura. Naturalmente le ipotesi di identificazione, non sufficientemente precise perché riferibili a più persone e non ad una soltanto, sono contenute nelle schede di lavoro che il SISMI ha predisposto e che ha messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.
È inutile che io sottolinei come sarebbe scorretto e lesivo dei diritti delle persone


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innocenti rendere pubbliche ipotesi di identificazione riferibili a più persone e non sufficientemente precise, perché non si tratta di identificazione.
L'onorevole Taradash ha chiesto anche notizie sull'autenticità del dossier che al momento non è compiutamente verificabile. Il SISMI ha chiesto ai servizi russi di fornire i documenti originali, unico elemento per garantire con certezza l'autenticità dei documenti del dossier.
Per quanto riguarda l'attendibilità della fonte, ricordo che il servizio britannico l'ha definita «attendibile ma parziale». Il nostro giudizio non può quindi che basarsi sulla qualità dei riscontri ottenuti, dato che la richiesta avanzata al servizio inglese per interrogare direttamente Mitrokhin è rimasta inevasa.
A tale proposito ricordo, rispondendo ad un altro quesito dell'onorevole Taradash, che non era stato possibile reperire due depositi interrati di apparecchiature trasmittenti segnalati dalla fonte Mitrokhin. I rapporti di questo agente, al di fuori di quelli che ho ricordato (due depositi di trasmittenti), non forniscono altra indicazione circa depositi occultati, salvo alcune generiche informazioni di aree geografiche molto vaste di cui non vi sono dati di concreta realizzazione.
Per quanto riguarda la vicenda Moro - e chiedo al Presidente un po' di tolleranza per qualche secondo in più - il collega Taradash ha fatto riferimento ad una mia intervista del luglio scorso. Le indicazioni che alcuni terroristi già in libertà non abbiano detto interamente ciò che sanno rappresentavano l'espressione di un convincimento personale che ritengo di avere pieno diritto di esprimere. A quella data, peraltro, per rispondere a quanto ha detto adesso l'onorevole Taradash, dovrebbe essere ormai a tutti chiaro che il Governo ed io stesso non eravamo a conoscenza dell'esistenza dell'archivio Mitrokhin e lo stesso vale per l'allora Capo dello Stato. Sottolineo, inoltre, che non facevo riferimento al KGB e che le schede citate dall'onorevole Taradash non indicano un coinvolgimento del KGB nel sequestro e nell'assassinio di Moro, ma un'operazione di disinformazione ai danni della CIA svolta dal KGB. Presentano, inoltre, una preoccupazione per il possibile appoggio della Cecoslovacchia alle brigate rosse, elemento significativo che riguarda i servizi cecoslovacchi. Peraltro - tornando alla mia intervista - formulando l'ipotesi che alcuni brigatisti già in libertà e anche protagonisti di dibattiti televisivi non abbiano detto tutto ciò che sanno in merito al caso Moro, esprimevo un'opinione - che confermo - pensando anche ai latitanti all'estero non raggiunti mai dalla giustizia, opinione, del resto, ampliamente diffusa nelle cronache giudiziarie e nella pubblicistica.

PRESIDENTE. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.

MARCO TARADASH. Signor Presidente del Consiglio, condivido le sue valutazioni in merito al comportamento dei cosiddetti ex brigatisti e certamente riconosco il suo diritto ad esprimere le sue valutazioni: ci mancherebbe altro!
Lei mi dice che non era a conoscenza del dossier Mitrokhin e che non lo erano il Governo e il Presidente della Repubblica. Domando: chi ne era a conoscenza, signor Vicepresidente del Consiglio? Chi ha sottratto il dossier Mitrokhin alla conoscenza di chi poteva probabilmente farne utilizzo, dal momento che sono ancora aperti vari processi che riguardano quegli anni? È successo qualcosa di molto grave: essere stati a conoscenza del ruolo del KGB in termini di disinformazione in quegli anni, ci aiuterebbe a comprendere il retroscena della famosa seduta spiritica da cui l'allora professor Prodi venne a sapere che esisteva una Gradoli dove Moro poteva essere detenuto. Poi si scoprì che non si trattava della città di Gradoli, ma di via Gradoli a Roma. Non erano gli spiriti, non era occultismo, probabilmente era qualcosa di occulto e una disinformazione, era forse una fonte del KGB che quella sera aveva dato a qualcuno l'informazione.
Oggi non possiamo non utilizzare questi documenti; tutti i capi del servizio


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KGB in Europa confermano che l'archivio Mitrokhin è cosa vera e autentica, che contiene forse anche cose sbagliate, ma che è l'archivio del KGB.
Dunque, il Governo non ne era a conoscenza, vi erano delle ipotesi spesso rivolte verso la CIA o il Mossad, ma mai verso l'est. Oggi abbiamo una versione diversa sulle carte e mi auguro che il Governo, che ne è a conoscenza, si voglia rivolgere in quella direzione e liberare questo paese dal fardello di pesi che sono davvero troppo gravi, soprattutto perché sono stati così ben costruiti nel corso dei decenni (Applausi dei deputati del gruppo di alleanza nazionale).

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