Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 607 del 20/10/1999
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(Assetto normativo del sistema radiotelevisivo pubblico)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Balocchi n. 3-04466 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 2).
L'onorevole Balocchi ha facoltà di illustrarla.

MAURIZIO BALOCCHI. Signor Presidente, signor Vicepresidente del Consiglio dei ministri, chiediamo che cosa intenda fare il Governo per far venir meno quel che, ormai sistematicamente, è avvenuto negli ultimi dieci mesi. Persino i bambini si sono resi conto che la RAI ha portato avanti un netto bipolarismo, escludendo - in modo totale, completo e scientificamente condotto - la lega forza nord per l'indipendenza della Padania dalle informazioni di qualsiasi tipo politico e parlamentare. Non esiste nessuna norma di legge o delibera di Commissione di vigilanza della RAI in base alla quale la RAI stessa possa assumersi il libero arbitrio di suddividere il tempo dell'informazione in un terzo per la maggioranza, un terzo per il Governo e le istituzioni ed un terzo per le minoranze.
Nei dati relativi agli ultimi sei mesi la lega è stata monitorata per circa il 2 per cento del tempo. Noi vogliamo sapere se il Governo intenda intervenire in maniera drastica o se bisognerà arrivare a soluzioni diverse che noi vorremmo restassero sempre nell'ambito democratico, ma che non siamo più in grado di contenere (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania).


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PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

SERGIO MATTARELLA, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Balocchi, una legge di quasi 25 anni fa - dell'aprile del 1975 - ha sottratto al Governo ogni potere ed ogni competenza sul contenuto delle trasmissioni radiotelevisive e li ha assegnati alla Commissione parlamentare per la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Questa Commissione, come è noto, da quasi 25 anni, determina gli indirizzi dei programmi e vigila sul loro contenuto e sul rispetto degli indirizzi. La legge prevede, inoltre, che il servizio pubblico radiotelevisivo si ispiri ai principi di indipendenza, di obiettività e di apertura a diverse tendenze.
Recenti interventi normativi in materia hanno ulteriormente rafforzato gli strumenti di garanzia del pluralismo: una legge del 1996 ha definito nuovi e specifici compiti della Commissione parlamentare di vigilanza; una legge del 1997 ha attribuito all'autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di assicurare la pluralità di opinioni nel sistema informativo e quello di accertare le eventuali inosservanze, da parte della RAI, degli indirizzi formulati dalla Commissione parlamentare di vigilanza. Il sistema è quindi affidato, per quanto riguarda la vigilanza, alla Commissione parlamentare e all'autorità indipendente per le garanzie, non al Governo.
Naturalmente, il Governo, sulla base dell'interrogazione da lei presentata, ha interessato della questione la RAI la quale ha fatto presente che nei propri programmi di informazione si riflette un'attenzione per i temi e le posizioni della lega che va al di là delle emergenze della cronaca: la lega ha avuto, secondo notizie fornite dalla RAI, i suoi spazi all'interno dei tempi dedicati alle opposizioni, nei diversi generi della programmazione, e la presenza diretta di esponenti della lega nei notiziari RAI è stata rilevante nel periodo giugno-settembre del 1999.
La RAI ha tenuto a sottolineare che, da vari anni, segue il criterio di rappresentare le diverse realtà della politica nazionale, nel rispetto di un rapporto proporzionale tra maggioranza, opposizioni e attività di Governo e che è pronta ad adottare criteri diversi qualora la Commissione di vigilanza decidesse in tal senso. Sta comunque seguendo i criteri stabiliti dalla Commissione e non dal Governo, il quale non può intervenire, onorevole Balocchi.
In ogni modo, il Governo intende, per la sua parte, garantire, con i poteri di cui dispone - come, ad esempio, presentare un disegno di legge come ha fatto al Senato -, una maggiore e piena condizione di pluralismo televisivo, radiofonico e informativo.

PRESIDENTE. L'onorevole Balocchi ha facoltà di replicare.

MAURIZIO BALOCCHI. Signor Presidente, nel corso dell'illustrazione della mia interrogazione sono stato molto gentile e educato; forse, però, dovrei perdere l'abitudine di essere altrettanto educato nella risposta. Infatti, prima di perdere alcuni minuti per discutere su questo argomento, sono andato a parlare con il presidente della RAI accompagnato dal presidente della Commissione di vigilanza. Peccato che quanto riferito dal Governo, facendo come Ponzio Pilato, non sia condiviso dalla RAI.
Il presidente della Commissione di vigilanza ha chiesto a quello della RAI quale fosse la normativa applicata per attribuire un terzo dell'informazione al Governo ed alle istituzioni e un terzo alla maggioranza, che ha la stessa linea politica visto che i Presidenti di Camera e Senato, il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Presidente della Repubblica fanno parte della stessa coalizione politica che assorbe il 70 per cento dell'informazione.
Quando Zaccaria afferma che alla lega è stato assegnato un tempo giusto, egli afferma il falso, visti i dati che vengono dall'osservatorio di Pavia, pagato


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dalla RAI: la lega, negli ultimi sei mesi, ha avuto solo il 2,2 per cento. Se Zaccaria ritiene giusto che ad una forza politica, anche se di minoranza - per cui avrebbe il 33 per cento del tempo disponibile, rappresentando quasi un quinto dell'intera minoranza -, venga affidato, in realtà, un decimo del tempo e se ciò per il Governo significa prendere atto della libertà in Italia, credo convenga pensare che l'Italia è ormai destinata ad essere divisa in diverse repubbliche.

Infatti questo è l'unico sistema per avere un criterio di libertà che oggi ci è negato sia dal Governo sia dalla RAI. La ringrazio, signor Vicepresidente (Applausi dei deputati del gruppo della lega forza nord per l'indipendenza della Padania)!

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