Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 596 del 5/10/1999
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Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 6 settembre 1999, n. 308, recante disposizioni urgenti in materia di cessione e cartolarizzazione dei crediti INPS, nonché di società per la gestione dei rimborsi (6322) (ore 15,02).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 6 settembre 1999, n. 308, recante disposizioni urgenti in materia di cessione e cartolarizzazione dei crediti INPS, nonché di società per la gestione dei rimborsi.
Ricordo che nella discussione di ieri si è svolta la discussione sulle linee generali ed hanno replicato il relatore ed il rappresentante del Governo.

(Esame degli articoli - A.C. 6322)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 6 settembre 1999, n. 308 (vedi l'allegato A - A.C. 6322 sezione 1), nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 6322 sezione 2).
Avverto che gli emendamenti presentati sono riferiti agli articoli del decreto-legge, nel testo della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 6322 sezione 3).
Avverto, altresì, che non sono stati presentati emendamenti riferiti all'articolo unico del disegno di legge di conversione.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Armani. Ne ha facoltà.

PIETRO ARMANI. Signor Presidente, il gruppo di alleanza nazionale ha presentato una serie di emendamenti, con alcune preoccupazioni che erano state, peraltro, già evidenziate dal servizio bilancio della Camera.
Mi soffermerò, in particolare, sugli emendamenti che riguardano la lettera b) dell'articolo 1 del decreto-legge e le lettere e) ed h). Nelle lettere b) e g), con la formulazione attuale, è sparita la precisazione


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fatta dalla legge n. 448 relativa ad un valore minimo di cessione dei crediti fissato dalla normativa previgente in 8 mila miliardi. Nel nuovo testo si dice semplicemente che i valori dei crediti ceduti nel 1999 saranno tali da determinare, nello stesso anno, entrate di cassa non inferiori a quelle previste dalla quantificazione degli effetti finanziari del presente articolo. Mentre l'indicazione precisa degli 8 mila miliardi è a bilancio, in questo caso si parla di entrate di cassa che possono essere conseguenti ad operazioni di tesoreria.
Poiché siamo quasi a metà ottobre e il dettato della legge n. 448 prevedeva che l'operazione dovesse avvenire nel corso dell'esercizio finanziario 1999, alla cui fine mancano circa due mesi e mezzo, il meccanismo di realizzazione della società di cartolarizzazione e tutti gli altri adempimenti hanno, per riconoscimento dello stesso Governo, subito ritardi e avuto complicazioni. Il rischio, quindi, è che i 4.300 miliardi, che sono vincolati all'acquisizione in conseguenza della cessione dei crediti INPS, potrebbero non essere acquisiti. Quindi, su suggerimento anche del servizio bilancio, ci siamo preoccupati di ripristinare l'indicazione specifica di 8 mila miliardi. L'acquisizione dei 4.300 miliardi non ci sembra invece sufficientemente garantita dalla dizione «entrate di cassa», nonostante tale dizione accolga un emendamento del collega Possa. Avremmo infatti preferito l'indicazione puntuale degli 8 mila miliardi.
Altri aspetti degli emendamenti che abbiamo presentato riguardano la garanzia dello Stato, che è in funzione della capacità - diciamo così - della società di cartolarizzazione di emettere obbligazioni dietro le quali vi sia poi un flusso di acquisizione di entrate da parte dell'INPS per recupero crediti consistente rispetto all'emissione di obbligazioni. Per avere un incasso di 8 mila miliardi si parla di una cessione di crediti di 44 mila miliardi, un'operazione quindi di dimensioni gigantesche.
Ci si deve preoccupare allora del meccanismo attraverso il quale può avvenire il recupero di questi crediti, meccanismo che è molto lento, come riconosce lo stesso INPS, che riesce ad incassare soltanto 3 mila miliardi l'anno. Ecco allora il rischio riguardante la garanzia dello Stato, che il Governo dice essere eventuale, da effettuare in corso d'opera, parzialmente e quant'altro. Infatti, dato il meccanismo a monte, quello cioè che nasce dalla creazione dei crediti verso l'INPS (dovuti ad inadempienze di imprese e di altri contribuenti dell'INPS) e data la difficoltà e farraginosità del recupero dei crediti stessi, la preoccupazione è che, di fatto, a fronte di questa finanziarizzazione dei crediti INPS (al di là della realtà obiettiva dell'elevatezza dei contributi previdenziali e della moltiplicazione e polverizzazione degli operatori che devono pagare i contributi previdenziali per conto dei loro dipendenti), vi sia una difficoltà di acquisizione di quei crediti. Di qui la necessità da parte dello Stato di erogare garanzie, praticamente in corso d'opera, ma comunque a getto continuo e, quantomeno, per tutta quella parte di crediti che risultassero poi inesigibili o, comunque, non recuperabili nel tempo.
Si determina allora un meccanismo di creazione di credito e di debito pubblico aggiuntivo dello Stato e Dio solo sa quanto sia pericoloso aggiungere ai 2 milioni e 350 mila miliardi del nostro debito pubblico ufficiale altri 40 mila miliardi (o quanti saranno) di crediti dell'INPS da recuperare, ai quali potrebbero inoltre aggiungersi i crediti dell'INAIL (è stato già annunciato dal Governo). Un domani potrebbe poi ipotizzarsi, una volta sparito il Ministero delle finanze, di appaltare e cartolarizzare i crediti verso i contribuenti tributari per il netto ricavo del rapporto tra crediti e debiti, che adesso è compensabile. Tutta una massa di nuovi crediti potrebbero così aggiungersi a quelli già esistenti, rispetto ai quali, in sostanza, la garanzia dello Stato diventerebbe il surrogato di un'ulteriore emissione dei titoli del debito pubblico.
La terza preoccupazione cui si ispirano quindi i nostri emendamenti è quella di evitare eventuali cadute di gettito dovute


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alla massa di esenzioni ed agevolazioni fiscali con cui vengono «blindate» queste cartolarizzazioni, queste emissioni di obbligazioni e che, a fronte del recupero in termini di cassa di alcune migliaia di miliardi, si crei un buco nei gettiti che compensi in larga parte i consistenti incassi derivanti dal recupero dei crediti INPS. Sono queste le tre preoccupazioni: la garanzia dello Stato, l'eccesso di «blindatura» mediante le agevolazioni fiscali - tra l'altro a favore anche dei non residenti - e, infine, la precisazione del vincolo di bilancio di 8 mila miliardi, che allo stato non esiste e che, in riferimento ai saldi, non garantisce a sufficienza.

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sul complesso degli emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

LUCIO TESTA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Bono 1.29 e 1.30, e Giancarlo Giorgetti 1.21. Per quanto riguarda l'emendamento Possa 1.2, il parere è favorevole purché dopo le parole: «commi 217 e seguenti» vengano aggiunte le parole: «alla lettera a)».

PRESIDENTE. Onorevole Possa, accetta la riformulazione proposta dal relatore?

GUIDO POSSA. Signor Presidente, con tutto il rispetto vorrei pregare il relatore di attenersi al testo che ho proposto, che corrisponde a quanto inserito dall'onorevole Pinza nella sua relazione tecnica; la dizione che ho adottato, cioè, è esattamente quella utilizzata dall'onorevole Pinza nella relazione tecnica e dal professor Paci, presidente dell'INPS, nella relazione svolta nel corso dell'audizione. Ho letto il testo della legge n. 662 del 1996 e, in effetti, mi sembra più corretta la formulazione da me proposta.

PRESIDENTE. Onorevole relatore?

LUCIO TESTA, Relatore. Signor Presidente, si tratta di sfumature tecniche più che di sostanza per cui non mi formalizzo, sempre che il Governo non consideri rilevante questa differenza.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole relatore; lei dunque esprime parere favorevole sull'emendamento Possa 1.2. Qual è il parere della Commissione sui restanti emendamenti?

LUCIO TESTA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 1.13, sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.12 e Bonato 1.48, e sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 1.14. Per quanto concerne l'emendamento Possa 1.1, vi è un invito al ritiro: in caso contrario, vorrei sentire il parere del Governo sulla possibilità della separazione dei due capitoli relativi ai fondi dei telefonici e ai fondi di altri enti.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 1.15 e parere contrario sull'emendamento Possa 1.3, sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.19 e Bono 1.31, sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.16, Bono 1.32, Manzione 1.53, Armani 1.33, Giancarlo Giorgetti 1.17, Possa 1.4 e sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.18, Armani 1.34 e Bonato 1.49. Il parere è contrario, poi, sull'emendamento Bonato 1.50.
Per quanto riguarda l'emendamento Possa 1.5 rispetto al quale si dibatte di garanzia dello Stato, ripeto quanto già esposto in Comitato dei nove. Invito il presentatore a ritirare questo emendamento, però subordino il parere contrario alla valutazione che il Governo può fare sull'emendamento per le implicazioni riguardanti la garanzia dello Stato.

PRESIDENTE. Vedremo poi cosa dice il Governo.

LUCIO TESTA, Relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Possa 1.6, Bono 1.35 e 1.36 e Giancarlo Giorgetti 1.20 e 1.22.


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Invito l'onorevole Possa a ritirare il suo emendamento 1.8, altrimenti il parere è contrario (non conosco l'opinione del Governo). Il parere è favorevole sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 1.23 ed è contrario sull'emendamento Bono 1.37, sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.24 e Armani 1.38, sugli identici emendamenti Possa 1.9, Giancarlo Giorgetti 1.25 e Armani 1.39 e sull'emendamento Bono 1.40. Il parere è favorevole sull'emendamento Possa 1.7 a condizione che sia tolto l'inciso «di cui al comma 1». Se l'onorevole Possa accetta questa esclusione, il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Possa se acceda all'ipotesi del relatore.

GUIDO POSSA. Sono favorevole. Effettivamente, è una dizione più corretta e ringrazio il relatore.

PRESIDENTE. Dobbiamo dunque togliere dall'emendamento Possa 1.7 l'espressione «di cui al comma 1».
Sta bene.

LUCIO TESTA, Relatore. Invito poi l'onorevole Possa a ritirare il suo emendamento 1.10 perché lo ritengo assorbito dall'emendamento 1.7.

PRESIDENTE. Lo verificheremo poi in sede di votazione.

LUCIO TESTA, Relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.26, Bono 1.41, Giancarlo Giorgetti 1.27, sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 1.28, Bono 1.42 e Bonato 1.51, sull'emendamento Bono 1.44, sugli identici emendamenti Bono 1.45 e Bonato 1.52 e sugli emendamenti Bono 1.46 e 1.47. Esprimo parere favorevole sull'emendamento Possa 1.11. Invito l'onorevole Manzione a ritirare il suo emendamento 1.54, altrimenti il parere è contrario. Per quanto riguarda l'emendamento Armani 1.43 il relatore si rimette al Governo.
Per quanto riguarda gli emendamenti all'articolo 2 esprimo parere contrario sugli emendamenti Bono 2.2 e 2.4 e sugli identici emendamenti Giancarlo Giorgetti 2.1, Bono 2.3 e Bonato 2.5. Per quanto attiene agli emendamenti all'articolo 3 esprimo parere favorevole sugli emendamenti Bono 3.1 e 3.2. Il relatore è favorevole dunque alla soppressione dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Il Governo?

ROBERTO PINZA, Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore con alcune precisazioni. In particolare, per quanto riguarda gli emendamenti riferiti all'articolo 3, mi rimetto all'Assemblea, ma le osservazioni del relatore mi sembrano fondate.
Per quanto concerne l'emendamento Possa 1.1, invito i presentatori a ritirarlo. Nel mio intervento di ieri, ho già dichiarato che i crediti dell'INPS nei confronti delle aziende telefoniche non entreranno nella vicenda della cartolarizzazione: mi sembra, però, che sancirlo in un principio normativo, con riferimento a questo caso ed anche agli enti locali, sia eccessivo, poiché in futuro dovremo procedere ad una serie di cartolarizzazioni, per cui escludere sin da adesso tale possibilità non appare opportuno. Invito pertanto i presentatori a ritirare l'emendamento Possa 1.1, altrimenti il parere è contrario.
Anche con riferimento all'emendamento Possa 1.5, vi è da parte del Governo un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. È vero che in larghissima misura i titoli verranno negoziati da soggetti che sottostanno ai regolamenti della Banca dei regolamenti internazionali di Basilea, ma ciò potrebbe non avvenire, anche con riferimento all'esistenza, in diversi casi, del secondo mercato. Ritengo, dunque, che non sia opportuno eliminare alcune possibilità di esitare al meglio le obbligazioni che nascono dai processi di cartolarizzazione. Pertanto, ripeto, invito a ritirare l'emendamento Possa 1.5, altrimenti il parere è contrario.


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Sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 1.23, sono totalmente d'accordo con il relatore: vorrei che risultasse a verbale che, secondo il comune intendimento, emerso anche in Commissione, la ragione per la quale questo emendamento va approvato è che, in realtà, la Commissione bilancio ha introdotto il comma 18-bis, con cui si fa un richiamo generale alla legge sulla cartolarizzazione. Non vi sarebbe più, quindi, motivo di prevedere la non applicabilità degli articoli da 2410 a 2420 del codice civile, che è già prevista dalla legge sulla cartolarizzazione: tuttavia, esprimo parere favorevole sull'emendamento Giancarlo Giorgetti 1.23, con la motivazione illustrata.
Sono altresì favorevole all'emendamento Possa 1.7, nel testo riformulato secondo l'indicazione del relatore di sopprimere l'espressione «di cui al comma 1». Per quanto concerne l'emendamento Armani 1.43, si tratta di un tecnicismo: indubbiamente, chi sbaglia paga, secondo una vecchia regola, anche del diritto civile. Il problema è sapere chi è titolato a chiedere il risarcimento del danno derivante dall'inadempienza: siccome i danni possono essere causati dai diversi soggetti che intervengono (advisor, collocatori eccetera) nel procedimento di collocazione delle obbligazioni, è giusto che l'azione risarcitoria venga effettuata dal soggetto che dà l'incarico. Ebbene, poiché il soggetto che dà l'incarico è la società di cartolarizzazione, è questa, e non l'INPS, che deve esercitarla: i risultati pratici non cambiano minimamente, perché la società di cartolarizzazione appartiene all'INPS.
Sarebbe invece negativo prevedere che l'INPS possa agire contro la società di cartolarizzazione, perché i patrimoni sono dedicati agli obbligazionisti; si potrebbe obiettare, sostenendo la possibilità di intervenire sul patrimonio che non è dedicato, ma in effetti questo non esiste, perché il patrimonio della società di cartolarizzazione è costituito esclusivamente dai titoli che sono stati ceduti: quindi, è tutto patrimonio dedicato agli obbligazionisti. Per tale ragione, condividendo assolutamente la sostanza, che è giustissima, invito al ritiro dell'emendamento Armani 1.43, poiché mi sembra che la previsione del testo sia sufficiente per garantire il risultato. Invito pertanto a ritirare l'emendamento Armani 1.43, altrimenti il parere è contrario.
Infine, ribadisco che per quanto riguarda gli emendamenti riferiti all'articolo 3, mi rimetto all'Assemblea.

PRESIDENTE. Dobbiamo passare ai voti.
Vi è richiesta di votazione nominale?

ALESSANDRO RUBINO. Sì, signor Presidente, chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Rubino.

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