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PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Aloi n. 2-01514 e all'interrogazione Fino n. 3-03174 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 4).
FORTUNATO ALOI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, la nostra interpellanza, che risale al dicembre 1998 (è stata dunque presentata da nove mesi), ha per oggetto una situazione che certamente richiede un impegno da parte del Governo con riferimento alle iniziative dell'ANAS. Si fa infatti riferimento ad una zona della Calabria che richiede una serie di interventi sulle infrastrutture viarie per dare uno sbocco alla circolazione ed offrire nuove possibilità dal punto di vista delle comunicazioni e quindi dell'economia.
che è già interessato dalla ferrovia Taranto-Reggio, dalla strada statale n. 106, detta strada della morte, dalla superstrada jonica a due corsie. Ne abbiamo parlato con il sottosegretario a proposito del ponte sullo stretto, al fine di inserire tutte queste infrastrutture in una logica di sviluppo e ci auguriamo che siano state superate le ultime impasse di ordine tecnico-burocratico in relazione a quella grande infrastruttura da realizzare (ci auguriamo dunque che gli impegni del Governo possano essere onorati da fatti e realizzazioni).
assecondino i processi di sviluppo nel rispetto della vocazione ambientale, culturale e paesaggistica, tant'è che tra le varie soluzioni - e concludo - indicate da noi interpellanti, anche sulla base di quanto trasmesso dal comune di Amendolara - credo anche agli uffici dell'ANAS e al Governo stesso -, vi è anche quella, nel caso in cui si faccia la scelta del corridoio jonico, dal momento che la questione interessa tutta quella fascia, di verificare se anche il tratto della superstrada jonica compreso tra il torrente Ferro e lo Straface in comune di Amendolara possa essere realizzato completamente in galleria per consentire che sia salvaguardata tutta la zona dal punto di vista paesaggistico.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.
ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Signor Presidente, prima di rispondere al merito dell'interpellanza, voglio fare due premesse: la prima è che, nel definire il tracciato per la realizzazione di un'opera, per legge, ma anche per scelta politica, ci si affida al territorio. Quindi, non è l'ANAS che sceglie il tracciato, ma essa è destinataria di una decisione che viene presa soprattutto nel territorio, con un'indicazione di priorità proveniente dalla regione.
una soluzione attuabile per il miglioramento della viabilità statale calabrese a causa dell'intensa urbanizzazione, sovente abusiva, che è sorta in prossimità del suo tracciato. Ne deriva quindi una scelta ubicazionale di compromesso tra opposte esigenze, che si concretizza nella realizzazione di una nuova arteria lungo le propaggini collinari della costa, a distanza non eccessiva dalla stessa con adozione di soluzioni ingegneristiche compatibili con gli aspetti ambientali e paesaggistici delle zone attraversate.
PRESIDENTE. L'onorevole Aloi ha facoltà di replicare per la sua interpellanza n. 2-01514.
FORTUNATO ALOI. Onorevole Presidente, signor sottosegretario, prendo atto di quanto risposto in ordine alla conferenza dei servizi; signor sottosegretario, come vede, quando passano nove mesi può accadere qualcosa che renda la sua risposta e la mia replica storicamente superate.
da una iniziativa che, come giustamente ha osservato il sottosegretario, non poteva essere rifiutata: in fondo, la conferenza dei servizi, sul piano tecnico-istituzionale, rappresenta il luogo in cui indicazioni, modifiche e integrazioni possono trovare diritto di cittadinanza ed avere una legittimazione che si traduca in un fatto tecnico quale, ad esempio, la modifica di un progetto.
causa dei ritardi: ricordiamo in proposito tutte le integrazioni in corso d'opera che hanno caratterizzato la realizzazione dei lavori nel passato (fortunatamente, tale istituto è stato ormai eliminato, o almeno dovrebbe esserlo).
PRESIDENTE. L'onorevole Fino ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-03174.
FRANCESCO FINO. Signor Presidente, signor sottosegretario, come ha fatto il collega Aloi prima di me, do atto che il passare del tempo dal momento della presentazione dell'interrogazione ha evidentemente fatto sì che potesse essere indetta questa conferenza dei servizi; rimangono, tuttavia, i problemi di fondo, che vanno al di là della singola questione affrontata nell'interrogazione. Mi riferisco alla necessità, per un territorio quale quello della Calabria ed in particolare della piana di Sibari, di infrastrutture che coesistano con le necessità di preservazione dell'ambiente, fattore assolutamente prioritario, considerato il valore archeologico e le possibilità di sviluppo turistico di quel territorio. Indubbiamente le infrastrutture consentono uno sviluppo economico potenziale, che però rimane tale fintanto che le infrastrutture stesse non vedono la luce. È chiaro che non siamo contrari alle infrastrutture in genere, ma a quelle che deturpano l'ambiente, ed in questo caso già ce ne sono abbastanza. Siamo altresì contrari alla mancata realizzazione di alcune opere: ad esempio, si parla ormai da decenni di realizzare il cosiddetto corridoio jonico in un territorio in cui è stato realizzato il porto di Corigliano per il quale sono state spese decine di miliardi di lire e che è praticamente inutilizzabile (colgo l'occasione per sollecitare la risposta ad un'interrogazione da me presentata sulla necessità di realizzare un collegamento ferroviario tra tale porto e la stazione di Sibari, snodo ferroviario rilevante).
n. 106 sulla quale si contano decine di morti, pur essendo l'unica strada del territorio jonico.
PRESIDENTE. Onorevole Fino, la invito a concludere.
FRANCESCO FINO. Noi comunque resteremo vigili, come diceva il collega Aloi, nel sollecitare tutti gli enti competenti affinché si realizzino al sud, e in particolare in Calabria, quelle infrastrutture che sono assolutamente necessarie, così come del resto lo stesso Presidente D'Alema ha affermato alla Fiera del Levante, e ci auguriamo che tutto ciò non rimanga nella fiera dei sogni dei cittadini della Calabria.
Questa interpellanza e questa interrogazione, vertendo sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
L'onorevole Aloi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza.
Tuttavia, va tenuto presente che questa area della provincia di Cosenza, che comprende i comuni di Trebisacce, Albidona, Amendolara, Roseto, Montegiordano e Rocca Imperiale, è interessata da una forte presenza turistica ed è caratterizzata dal valore culturale ed archeologico. In particolare, nel centro di Amendolara vi è una realtà museale dovuta all'iniziativa di un medico che era anche un archeologo sul campo, il cui nome voglio ricordare in questa sede per consegnarlo agli atti parlamentari e rendere così doverosamente omaggio alla sua memoria: si tratta del dottor Vincenzo Laviola, un uomo che aveva una grande passione culturale ed archeologica, il quale è riuscito dal nulla a realizzare un museo, dal quale sono state poi avviate una serie di iniziative che hanno interessato non solo Amendolara ma anche l'area circostante. Siamo d'altronde nella zona di Sibari e vi rendete conto di cosa abbia significato dal punto di vista culturale questa città, una delle più fiorenti colonie della Magna Grecia caratterizzata da un'evoluzione superiore rispetto alle altre realtà del tempo (era una città con 300 mila abitanti).
Comunque, a parte il discorso culturale, certamente importante per il significato sul piano storico ed archeologico (come è noto, il ministro Melandri è venuto in Calabria nei giorni scorsi, assumendosi una serie di impegni rispetto ai quali dovremo valutare i risultati al redde rationem), quest'area è importante, signor sottosegretario, soprattutto dal punto di vista paesaggistico. Ricordo infatti la cosiddetta terrazza di Amendolara, un splendido altopiano: non a caso, i nostri antichi progenitori sceglievano queste località per dar luogo al fiorire di antichissime e nobilissime civiltà. Ebbene, in questa zona l'ANAS, con il coinvolgimento del Ministero dei lavori pubblici, dei comuni, della provincia, della regione, ha deciso di realizzare determinate opere (il Governo ci dirà a che punto stanno le cose). Ricordo che si tratta di un territorio
La zona, inoltre, è attraversata da acquedotti, un metanodotto e da oltre dieci linee elettriche e telefoniche; pertanto, si tratta di infrastrutture che costituiscono elementi di profonda riflessione per una zona di elevato interesse culturale, turistico e paesaggistico, in particolare sotto il profilo delle iniziative che l'ANAS dovrebbe assumere.
Ebbene, come indichiamo nella interpellanza, l'ANAS ha in programma il raddoppio ed il completamento della superstrada jonica. Si tratta di una vecchia questione, ma occorre ricordare che il tracciato prevede anche un passaggio in galleria che interessa il comune di Amendolara. Credo che sull'argomento sia pervenuta una petizione dei cittadini della zona ed anche il comune di Amendolara si rende parte diligente perché preoccupato da una simile realizzazione. Sia chiaro che non si tratta di rifiutare iniziative volte alla creazione di infrastrutture che possono tradursi in maggiore agibilità ed anche, dal punto di vista occupazionale, in possibilità di lavoro. Infatti, in una terra dove soprattutto quest'ultimo problema è drammatico, quando si realizzano opere pubbliche, non si può assolutamente pensare che non si vogliano sostenere e incoraggiare simili iniziative. Tuttavia, signor sottosegretario, il comune di Amendolara manifesta perplessità, così come i cittadini dell'intera zona, perché, oltre a trattarsi di un investimento molto costoso - e ci auguriamo che il costo si traduca in una realizzazione ad esso rispondente - mette in forse una meravigliosa realtà paesaggistica, quella costituita dalla splendida terrazza di Amendolara.
Nel contempo si prevede la creazione del cosiddetto corridoio jonico o autostrada Sibari-Taranto; la questione è collegata alla strada statale n. 106 ed alla situazione complessiva della zona jonica. Infatti, partendo dalla zona di Reggio Calabria, attraverso tutta la Locride, fino a Crotone e poi andando verso Sibari, la suddetta infrastruttura collegherebbe l'autostrada tirrenica con l'adriatica e costituirebbe un elemento piuttosto valido di velocizzazione o quanto meno di comunicazione. È noto, infatti, che sulla strada statale n. 106 e sulla superstrada jonica si contano vittime quotidiane.
Rispetto alla realizzazione del corridoio jonico prevista dall'ANAS non vi è, quindi, un rifiuto, ma alcune perplessità perché, come dicevo, si opera in una zona nella quale non si può non tener conto della realtà ambientale. Il comune di Amendolara, che è interessato al problema, così come altri comuni circostanti, ha sollecitato - credo che le risulti, onorevole sottosegretario - l'ANAS e il Governo stesso a prendere un'iniziativa tendente a convocare una conferenza di servizi che coinvolga comuni, provincia e la regione stessa per verificare, senza rifiutare le iniziative intraprese sul piano della realizzazione, quale scelta sia possibile e quale soluzione di concerto si possa adottare, tenendo presente anche il rapporto che dovrebbe esistere tra il corridoio jonico, l'autostrada Sibari-Taranto e il raddoppio e il completamento della superstrada Jonica.
Occorre valutare, infatti, se una scelta in un certo senso possa determinare un particolare tipo di sviluppo, mentre una scelta in senso diverso potrebbe essere non integrativa, ma alternativa, perché, se fosse integrativa, vi sarebbe la preoccupazione che si devasti la realtà ambientale.
La nostra posizione - sia ben chiaro, onorevole sottosegretario - non è quella di chi rifiuta la realizzazione di infrastrutture, ma di chi vuole che, unitamente ad essa, si salvaguardi l'ambiente e si
L'altra soluzione, nel caso in cui si decida l'ampliamento della superstrada nel comune di Amendolara, dovrebbe consentire, anche attraverso alcuni svincoli, che secondo l'ANAS sono costosissimi, di valutare dal punto di vista tecnico se sia possibile conciliare la realizzazione delle opere con la salvaguardia dell'ambiente.
È strano che nessun verde si sia mosso in questa circostanza, forse perché in una certa logica la questione non interessa, riguardando determinate aree del paese.
Onorevole rappresentante del Governo, da parte nostra non ci sono posizioni precostituite. Lei sa che abbiamo affrontato a più riprese il problema della realizzazione di opere nel sud e in Calabria. Si tratta di una questione prioritaria, perché significa la soluzione del problema dell'occupazione: ella è meridionale come noi e sa che un posto di lavoro, l'occupazione - al di là dei lavori socialmente utili o di iniziative di questo tipo, che purtroppo lasciano il tempo che trovano, anche per i termini contingenti dei lavori stessi - sono importanti, ma noi riteniamo che le realizzazioni vadano fatte nel rispetto delle vocazioni ambientali, senza creare, dal punto di vista della difesa del paesaggio, così come dei beni culturali presenti sul territorio, dei vulnera, che possano pesare in prospettiva e alla distanza produrre danni che saranno pagati dalle nuove generazioni e dalla società di domani.
È un metodo seguito nella realizzazione del piano triennale, che sta per scadere, e che sarà utilizzato anche per il nuovo piano, fermo restando che ormai siamo in dirittura d'arrivo perché le competenze delle regioni vengano definite in maniera più chiara sulla base della legge Bassanini.
La seconda considerazione è in pieno accordo con l'onorevole Aloi, quando ricorda la necessità di un impegno particolare nei confronti della Calabria. Mi sembra che tutto questo sia confermato dalle iniziative adottate dal Governo proprio per quel territorio sia nell'impegno per l'autostrada Salerno-Reggio Calabria (mille miliardi l'anno per la messa in sicurezza di quell'autostrada) sia nella definizione, sulla base di un processo avviato secondo una normativa specifica, dell'affidamento in gestione dell'autostrada. Ricordo anche l'impegno notevole dal punto di vista finanziario assunto a favore della strada statale n. 106 Jonica.
Per quanto riguarda il merito dei documenti di sindacato ispettivo, preciso che il raddoppio della strada statale n. 106, anche se efficace sotto il profilo tecnico-economico e di lieve impatto paesaggistico, sulla base di una consultazione con la regione e con gli enti locali, non è
Il collegamento stradale, che è denominato «corridoio Jonico», per poter svolgere una concreta ed efficace funzione propulsiva per l'intera regione calabrese, dovrà essere realizzato come alternativa all'attuale statale n. 106 e, partendo da Reggio Calabria e previo attraversamento del territorio della Basilicata, dovrà saldarsi al corridoio adriatico, che già interessa buona parte delle coste pugliesi.
Il tracciato di circa 490 chilometri si dovrà uniformare alla sezione III delle norme CNR (quattro corsie separate da spartitraffico) e non potrà essere ubicato nella fascia interna del territorio, attesa la sua funzione di rapido attraversamento e di collettore distributore di traffici turistici a servizio dei centri costieri ionici.
Relativamente al tratto nord (provincia di Cosenza), l'ANAS, sulla base delle decisioni assunte, intende completare l'itinerario confine nord (chilometro 415, 487, Nova Siri, e chilometro 365,300, Sibari) proprio per realizzare un lungo tratto funzionale per il rapido collegamento della fascia Jonica con i tratti già realizzati in Basilicata e Puglia e per il collegamento Sibari-autostrada Salerno-Reggio Calabria, svincolo di Firmo e Tarsia.
Di questi itinerari risultano allo stato già funzionanti circa 10 chilometri ed appaltati in via di esecuzione circa 6 chilometri. Per quanto riguarda il tratto compreso tra i chilometri 398,720 e 390,700, che interessano i territori di Roseto Capo Spulico e Amendolara, l'ANAS ha redatto il progetto esecutivo sulla base di assenso preventivo per la localizzazione dell'opera, che è stato rilasciato nel 1996 dai comuni interessati.
Il progetto ha già ottenuto l'assenso preliminare da parte del Ministero per i beni culturali ed ambientali, del comando regione militare meridionale e della soprintendenza per i beni archeologici della Calabria in sede di conferenza dei servizi del 25 settembre 1997 ai fini dell'intesa Stato-regione.
Successivamente, il comune di Amendolara ha richiesto l'attraversamento del territorio in galleria, la sistemazione plano-altimetrica della vecchia sede della statale n. 106 non interessata dal progetto e l'adeguamento dello svincolo già previsto sulla stessa statale.
L'ANAS ha indetto apposita conferenza dei servizi per verificare le eventuali possibili variazioni delle opere previste compatibili con l'attuale stato della progettazione e con le risorse finanziarie già previste. Quindi, si viene incontro alla richiesta - peraltro non sarebbe stato possibile fare diversamente - del comune di Amendolara in sede di conferenza dei servizi e tenendo conto della situazione data, cioè del finanziamento già destinato per l'opera e della progettazione: poiché siamo a livello di progettazione esecutiva, un ritorno indietro, evidentemente, sposterebbe molto in là nel tempo la realizzazione dell'opera.
Tuttavia, sarà la conferenza dei servizi a decidere sulla richiesta di modifica del progetto da parte del comune di Amendolara.
Prendo atto - lo farà anche il collega Fino - del nuovo elemento rappresentato
Signor sottosegretario, già sapevamo - poteva risparmiarcelo - che l'ANAS ha una competenza che non consiste assolutamente nel dare indirizzi o stabilire indicazioni di tracciati; questo fatto lo do per assodato, così come in matematica, quando si procede alla dimostrazione di un teorema, si danno per assodati alcuni passaggi: guai se dovessimo fermarci su tutti i passaggi!
Signor sottosegretario, esistono certamente gravi problemi in ordine alla questione del corridoio jonico, che lei definisce alternativo - e lo ribadiamo anche noi, nell'interpellanza e nell'interrogazione - alla statale n. 106: ci rendiamo conto che la statale n. 106 soffre di alcuni problemi quale ad esempio l'attraversamento del paesaggio e di località abitate; tuttavia, un giorno scriveremo anche la storia dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e vedremo se tutto il dibattito che vi è stato in ordine a quel tracciato non abbia avuto alle spalle anche posizioni dialettiche piuttosto vivaci; signor sottosegretario, lei intende quello che dico, intelligenti pauca: nel momento in cui l'autostrada Salerno-Reggio Calabria si muove in una determinata direzione (e si pone il problema del raddoppio delle corsie o della aggiunta della terza e della quarta corsia), sappiamo quali difficoltà si presentano, con il risultato che l'autostrada in alcune zone non può usufruire di una terza corsia.
Signor sottosegretario, nella risposta da lei fornita ad una mia precedente interrogazione, ha tenuto presenti tali elementi; allo stesso modo, lei sa che io ho una posizione di rifiuto della logica del pedaggio autostradale, perché l'autostrada ubbidiva ad una certa logica: essa si andava a collocare, infatti, in una realtà di sottosviluppo - la questione meridionale, all'epoca, aleggiava e campeggiava nel dibattito politico e culturale - per far fronte al quale si realizzò il collegamento autostradale tra Salerno e Reggio Calabria. Oggi si viene a stravolgere anche il significato e la ratio che era alla base di quell'autostrada. Si tratta, comunque, di problemi che affronteremo.
Prendiamo atto, signor sottosegretario, del fatto che sono in corso iniziative, che il piano triennale sta per scadere e che si dovrebbe trovare una soluzione per la statale n. 106, laddove è possibile, tuttavia permangono delle preoccupazioni.
Ci auguriamo che all'interno della conferenza dei servizi le perplessità che abbiamo manifestato con l'interpellanza vengano fugate, perché è necessario, in particolare nelle nostre aree, coniugare la realizzazione di un'opera con la difesa dell'ambiente. Spesso anche gli amici del nord dicono che la realtà meridionale e quella calabrese in particolare sono veri e propri musei: ci sono zone che, se situate altrove, sarebbero chissà quanto tesaurizzate. Vi è un insieme di presenze storico-archeologiche che vanno tenute presenti, mentre sappiamo che molte volte si sono verificati fatti incresciosi, come ad esempio nella mia città, Reggio Calabria, quando, durante i lavori per la sistemazione della ferrovia a piazza Indipendenza si è trovata una necropoli greca (una cosa di altissimo valore) ed è stata fatta saltare in aria, perché altrimenti sarebbe stato necessario bloccare i lavori. Sono cose che dobbiamo tenere presenti.
Quindi, signor sottosegretario, noi certamente seguiremo ciò che avverrà nel confronto che si svolgerà all'interno della conferenza dei servizi, però, ripeto, le nostre perplessità rimangono, anche perché vi è un problema di tempi. Lei sa che uno dei mali antichi e nuovi della nostra realtà è costituito dalla farragine, burocratica o meno, per cui i tempi finiscono per diventare non solo lunghi, ma io dico, a volte, millenaristici, sempiterni. Ciò fa sì che le opere e le previsioni di spesa finiscano per essere vanificate, a
Diamo quindi atto al Governo di ciò che è stato fatto, soprattutto per quanto riguarda la collaborazione tra l'ANAS e la conferenza dei servizi, tuttavia rimaniamo in vigile attesa, perché le nostre perplessità restano, anche perché le posso assicurare, signor sottosegretario, che la nostra è una storia di grandi delusioni, di grandi mortificazioni, di grandi impegni dei vari Governi che poi, in buona sostanza, hanno dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Non posso quindi ritenermi soddisfatto per la risposta, ma ribadisco che seguiremo gli sviluppi della situazione. Rimangono infatti i problemi della strada statale n. 106, che attraversa le zone archeologicamente più importanti: si pensi a Sibari e a Locri, centri che hanno visto il fiorire di grandi civiltà, quali quelle della magna Grecia.
La realizzazione di tali infrastrutture è necessaria per un territorio che deve potersi sviluppare puntando sul turismo e sull'agricoltura: senza uno sviluppo viario questo territorio è fortemente penalizzato a causa dell'aggravio dei costi.
Vanno quindi realizzate infrastrutture che siano progettate direttamente sul territorio, come anche lei, signor sottosegretario, ha sottolineato. Tuttavia, in altre occasioni questo Governo ha dato l'idea di non progettare direttamente sul territorio le infrastrutture da realizzare, visto che non è stato possibile utilizzare alcune opere, pur realizzate, da parte di chi ne aveva effettivo bisogno. La stessa cosa si può dire anche per altri settori, diversi da quello dei lavori pubblici: mi riferisco, ad esempio, alla razionalizzazione degli uffici giudiziari o a quella delle scuole. Anche in questo caso non si è tenuto in debita considerazione il territorio.
Prendiamo atto che l'ANAS ha convocato la conferenza dei servizi; prendiamo altresì atto delle sue dichiarazioni relative alla mancata attuazione del raddoppio della strada statale n. 106 che, a questo punto, nel progetto complessivo non è più considerata una strada a lunga percorrenza, ma una strada locale. Non mi sembra che il Governo si sia adeguatamente impegnato per la strada statale
Bisognerà verificare i tempi di attuazione per la realizzazione della nuova arteria alternativa alla strada statale n. 106 e al completamento della stessa strada statale, oggi molto pericolosa.
Chi come me la percorre quotidianamente si può rendere conto della sua effettiva pericolosità, dell'inadempienza dell'ANAS, nonostante i solleciti fatti dai comuni interessati, nel provvedere a semplici e piccole sistemazioni quali quelle relative agli impianti semaforici, ai segnali di tipo orizzontale e verticale, agli impianti di segnalazione di centri abitati che spesso vengono attraversati. Ad esempio, nel comune di Trebisacce la strada sopraelevata è addirittura priva di parapetto e spesso si verificano incidenti con caduta di autovetture nella strada sottostante. L'ANAS, alla quale vengono richiesti interventi di questo tipo, si è dimostrata assolutamente sorda alle richieste formulate dagli enti.
Ci auguriamo pertanto un maggiore coinvolgimento dei comuni nelle decisioni da adottare...


